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Allai :: è situato nella valle del rio Massari alle falde del monte Grighine. Di particolare interesse la chiesa parrocchiale dedicata allo Spirito Santo risalente al XVI secolo.

Località Sarde > Oristano


Allai la parrocchiale dello Spirito Santo

Allai
Allai è situato nella valle del rio Massari alle falde del monte Grighine. È un centro molto antico che conserva ancora importanti tracce del suo passato come il ponte romano. Caratteristici i murales che decorano i muri del paese. Di particolare interesse la chiesa parrocchiale dedicata allo Spirito Santo risalente al XVI secolo.

Abitanti: 398
Superficie: kmq 27,44
Provincia: Oristano
Municipio: via Ponte Nuovo, 3 - tel. 0783 6813
Guardia medica: (Samugheo) - tel. 0783 64218
Polizia municipale: tel. 0783 6813
Biblioteca: piazza Parrocchia, 1 - tel. 0783 609088
Ufficio postale: via Parrocchia, 3 - tel. 0783 609046


Piccolo centro del Barigadu, sorge nella valle del rio Massari, ai piedi del Monte Grighine. Nel centro storico è caratteristica la presenza di antiche case a corte, realizzate in pietra scura. Sui muri di molti edifici sono dipinti coloratissimi murales, che in genere rappresentano scene di vita quotidiana. L'artigianato occupa un posto di primo piano, oltre che per l'economia locale, anche dal punto di vista turistico; particolarmente interessante è infatti la lavorazione delle "iscannos", le tipiche sedie in legno realizzate intrecciando il giunco. Il paesaggio che circonda il paese presenta i tratti tipici dei rilievi collinari mediterranei. Una folta vegetazione fatta di lecci, mirti, lentischi e corbezzoli, ospita numerose specie animali: cinghiali, lepri, corvi imperiali, poiane. Nei dintorni di Allai sono conservati i resti di numerosi monumenti, a testimonianza del fatto che il territorio fu abitato fin da epoche antiche. Nella zona di Pranu Lisa si trova il nuraghe monotorre di "Sa pala 'e sa cresia", realizzato con blocchi poligonali di trachite. Della struttura rimane ben poco; manca la parte superiore e all'interno, riempito dai materiali crollati dal soffitto, è ancora visibile una delle tre nicchie originarie. Si crede che intorno al sito fosse presente un villaggio, le cui rovine, distrutte nel corso degli ultimi secoli, sono andate perdute. Poco distante dal centro abitato si trovano i resti di un ponte risalente all'età romana; durante questo periodo infatti la zona fu al centro di intensi traffici commerciali, come testimoniano gli altri siti rinvenuti soprattutto nei pressi di Fordongianus. Al centro del paese troviamo la chiesa parrocchiale dello Spirito Santo, realizzata in stile gotico-catalano a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. La facciata è stata modificata con l'aggiunta di un campanile a vela bifora. All'interno la struttura presenta un'unica navata, lungo cui si alternano diverse cappelle. Nella cappella maggiore, sormontata da una suggestiva volta a crociera, è conservata un'acquasantiera risalente all'epoca giudicale.

Allai il monumento ai caduti

Allai è un piccolo centro in provincia di Oristano. Il suo territorio confina con quello dei comuni di Samugheo,
Siamanna, Ruinas, Busachi e Fordongianus. Il suo nome deriva, quasi certamente, dall’antico Alari, villaggio romano che insieme ad altri cinque si trovava nell’antico dipartimento di Parte Barigadu e che insieme a quelli venne distrutto. Si suppone che Alari si trovasse nella regione, a nord del paese, di Planu Alisa, a mezz’ora circa di distanza dall’attuale centro abitato. La conferma sembra venire da resti di antiche costruzioni che ripetutamente sono stati rinvenuti anche senza andare molto in profondità. Evidentissimi sono poi i ruderi di un ponte romano che gli allaesi chiamano, molto appropriatamente, Ponte Vecchio. Si tratta di un’opera abbastanza importante che qualche anno fa, dopo anni ed anni di totale abbandono, è stato restaurato almeno in parte. Il ponte romano ed alcuni nuraghi, disseminati in tutto il territorio, costituiscono i motivi di maggiore interesse storico e culturale, in grado di inserire il paese negli itinerari turistici della provincia. Il paese, anche se piccolo, si presenta accogliente e con un panorama suggestivo. È infatti sovrastato dai monti Grighini, un vero paradiso per i naturalisti, ricoperti come sono da mirto, cisto, corbezzolo, lentischio, olivastro, quercia da sughero. Per gli amanti della caccia non mancano pernici, lepri, conigli. La parte più alta dei monti, chiamata Pranu Mannu, è senza dubbio la più suggestiva. Dalla vetta, Su Cuccuru Mannu (Il Grande Cocuzzolo), quando la giornata è serena, agli occhi del visitatore si presenta tutto il Campidano di Oristano col Tirso che l’attraversa e l’impervia catena del Marghine. Non mancano comunque altre zone collinari, ugualmente interessanti. Fra queste quelle di Planu Loddì, dal nome di un villaggio distrutto, e Planu Barbaggiana, a circa mezz’ora di distanza dal paese, dove si notano rovine di antiche costruzioni. Vicino ad Àllai scorre il fiume che prende il nome dal paese. Riceve le acque da alcuni ruscelli: Judas, che separa i terreni di Àllai da quelli di Busachi, Foroju, verso Samugheo, e S’Isca de Sa Corte ai confini con Ruinas. Nel fiume e nei ruscelli si possono trovare, quando la stagione lo consente, ottime trote e squisite anguille. Tutta questa abbondanza d’acqua va comunque persa e il paese deve ancora, nei periodi più caldi, approvvigionarsi dai pozzi o addirittura dal fiume. L’economia del paese è prettamente pastorale. L’agricoltura è stata quasi del tutto abbandonata. Non si semina più grano, orzo e avena, e i giovani continuano ad emigrare all’estero per la scarsezza del reddito che la terra produce. Gli allaesi sono comunque molto legati al loro paese e non mancano tutti gli anni di farvi rientro il 16 maggio, giorno della festa dello Spirito Santo, alla cui devozione è dedicata la chiesa parrocchiale. Insieme a questa festa, nello stesso giorno, si celebra anche quella di sant’Isidoro, patrono degli agricoltori, proprio a ricordare che un tempo l’attività agricola fu fiorente e dava quel che era necessario alla popolazione. Oltre ai festeggiamenti religiosi non mancano quelli civili con i caratteristici balli in piazza (ballu tundu, passu e danza) al suono dell’organetto, canti sardi a chitarra e le corse dei cavalli con le immancabili pariglias, gare di abilità. Lungo le strade le bancarelle dei torroni di Tonara e i muggini arrosto di Cabras. Nell’immediata periferia si trova la chiesetta dedicata alla Santissima Vergine del Rimedio, che si festeggia l’8 settembre: una festa più modesta ma ugualmente suggestiva che richiama tanta gente dal Campidano e da tutto il Barigadu.

BARIGADU

COSA SI VEDE DA SU CUCCURU MANNU

Il Brìghini, alle cui falde è il paese, distendesi in linea in modo che lo copre dal libeccio sino alla tramontana, e comprende più del terzo del territorio: della sua superficie un terzo è assegnato per prato comunale, due terzi per pascolo del bestiame rude. Vi dominano quelle piante, di cui si fe’ cenno parlando dei chiusi; inoltre il mirto, il cistìo, il corbezzolo, ecc., lussureggianti in selva folta, e intrecciati con i ghiandiferi. Se non accadessero frequentissimi incendi in questa montagna, si renderebbe impraticabile, e non si potrebbe profittare né dei pascoli né della caccia, che vi è abbondantissima di cervi, cinghiali, daini. L’altezza della medesima è considerevole; nella sua più alta regione, detta Padru-mannu dalla punta denominato su Cùcurumannu, stendesi la vista a grandi distanze, dominandosi quasi tutto il campidano di Oristano, e scoprendosi oltre i monti di san Lussurgiu la catena del Màrghine, la Barbagia Ollolai, ecc. Questa sublime regione è così detta, perché ivi stendesi una pianura, che continuandosi con quella di Sirùzzula, forma un’estensione di star. 110 (ari 4384,60). Vi è molta amenità, e la mantiene sempre nelle sue sponde la perenne abbondante sorgente che scorre in un ruscello per tutta la montagna, onde va a mescolar le sue acque al fiume grande. Sirùzzula parimente tiene altra fonte, che per leggerezza e freschezza non cede all’altra. Quivi spesso i primari personaggi di Oristano sogliono fare le caccie. È distante questo sito delizioso dalla popolazione più di un’ora. Le strade che vi guidano sono difficilissime. Dicesi sia nel seno di questa montagna qualche minerale.


Vittorio Angius


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