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Atzara :: paese “speciale” dove il vino scorre a fiumi e disseta tutti i paesi del circondario ed anche altri lontani, vino profumatissimo di mille essenze che in questa luce ha inebriato tant pittori sardi e stranieri.

Località Sarde > Nuoro


Atzara, abito tradizionale, foto d'epoca
Atzara, prospetto della chiesa parrocchiale di Sant'Antioco primi del novecento.

Atzara
Atzara è situato nel Mandrolisai, conserva diverse tradizioni legate alla storia della Sardegna. Il centro storico mantiene ancora il connotato di borgo medievale, con la bella chiesa gotico-aragonese di Sant'Antioco Martire. L'economia del paese è basata sulla produzione di ottimi vini, soprattutto rossi, e tappeti di pregiata fattura.

Abitanti: 1.300
Superficie: kmq 35,79
Provincia: Nuoro
Municipio: via V. Emanuele, 37 - tel. 0784 65205
Guardia medica: (Sorgono) 0784 60285
Biblioteca: via La Marmora, 1 - tel. 0784 659007
Ufficio postale: via Oristano, 6 - tel. 0784 65269

Atzara
Atzara, chiesa di Sant'Antioco.
Atzara, panoramica su un vigneto, cortes apertas Atzara

Informazioni Turistiche e Curiosità su Atzara

Delizioso borgo di origine medievale, Atzara fu fondato probabilmente intorno all'anno Mille dagli abitanti di tre vicini villaggi. La tradizione vuole che che il primo insediamento si trovasse in località Bigia 'e josso, nei pressi di una fonte. Il paese conserva tutt'ora l'originario tessuto urbano di epoca catalana, con le tipiche architetture basse realizzate in granito, con le soffitte coperte da travi di quercia. Alcune case poi presentano graziose decorazioni a scalpello sulle cornici delle porte o delle finestre. I rioni più antichi sono Su frusci, Sa Cora Manna, Su Cuccuru de Santu Giorni, Montiga 'e Susu, Lodine, Zuri e Montica 'e josso. Atzara è oggi un ridente centro agricolo del Mandrolisai, che si distende in un paesaggio ricco di boschi e colli coltivati a frutteti e soprattutto a vigneti, dai quali si ottiene, con tecniche tradizionali, il famoso vino nero "Mandrolisai", destinato per lo più alla cantina sociale di Sorgono. Più volte rappresentata, Atzara è famosa per la luce e i colori dei suoi paesaggi, oltre che per la particolarità del suo abito tradizionale femminile, col caratteristico copricapo Sa Tiagiola, divenuto protagonista delle opere dei grandi pittori sardi della prima metà del Novecento. Il paese ha infatti ospitato nelle sue stanze gli studi dei pittori spagnoli costumbristi Eduard Chicharro e Antonio Ortiz Echagüe, cui seguirono i sardi Antonio Ballero, Filippo Figari, Giuseppe Biasi, Mario Delitala, Carmelo Floris e Stanis Dessì. Questi grandi artisti sono tutt'ora presenti e vivi grazie all'allestimento nel centro storico del Museo di Arte Moderna e Contemporanea "Antonio Ortiz Echagüe", che ospita loro importanti opere. Merita una visita anche la parrocchiale di Sant'Antioco, un pregevole esempio di architettura gotico-catalana risalente alla fine del XV secolo. La caratteristica facciata, a terminale piatto merlato, è ornata da un bel rosone trachitico; all'interno sono poi ospitati due begli altari lignei di età barocca e una statua di Madonna con bambino risalente alla seconda metà del XVI secolo. Un'altra chiesa da visitare è Santa Maria Bambina, di fattura romanica e probabilmente la più antica della zona, che si trova sulla strada antica per Belvì. Il territorio è poi costellato di diverse emergenze preistoriche: domus de janas, alcune tombe dei giganti, dei nuraghi, tra cui quello di Abba Gadda, tutt'ora in buono stato di conservazione. Molto raffinata è la tradizione tessile atzarese, che fa sì che i tappeti del paese siano tra i più rinomati dell'isola, così come i suoi costumi tradizionali. Tra le sagre ricordiamo a maggio quella del vino, che si svolge in concomitanza con la Festa di Sant'Isidoro. Il 13 novembre viene invece festeggiato il patrono Sant'Antioco. In passato in quest'occasione arrivavano in paese numerosi forestieri, cui veniva offerto Su pane 'e sapa, vitto e alloggio. Venivano preparati due tipologie di pane, uno detto "fioriu" con noci, nocciole e mandorle, l'altro con sola uva passa per i poveri di passaggio.

Feste, sagre ed eventi

Sagra del vino e Festa di Sant'Isidoro, seconda domenica di maggio
La festa di Sant'Isidoro si svolge in concomitanza con la sagra del vino, per l'occasione si può assistere alla processione con trattori e carri a buoi addobbati e ammirare gli splendidi costumi femminili indossati abitualmente da molte donne anziane del paese.
Festa campestre di Santa Maria 'e Josso, 22 agosto
La festa è seguita con viva partecipazione popolare, fino a pochi anni fa si svolgevano gare di corsa a cavallo.
Festa di Sant'Antioco Martire, 13 novembre
Sant'Antioco è il patrono di Atzara, un tempo era la festa più importante dell'anno, arrivavano in paese numerosi forestieri che rimanevano per alcuni giorni, veniva data loro "Sa Pane 'e Sapa", vitto e alloggio. Si preparavano due tipi di pane, quello "fioriu" ricco di noci, nocciole e mandorle, e l'altro solo con l'uva passa che veniva offerto ai poveri di passaggio. Il comitato organizzatore della festa passava nelle case e chiedeva un'offerta in base alla quale venivano consegnate le palme più o meno lavorate.

Museo Atzara Cortes apertas ad Atzara, Autunno in Barbagia ad Atzara Dal Vino Alla Pittura
Museo Atzara Dipinto Cortes apertas ad Atzara, Autunno in Barbagia ad Atzara Dal Vino Alla Pittura

Basta andare ad Atzara per sapere cosa vi hanno trovato tutti i più grandi pittori sardi (e non solo sardi) che l’hanno, ormai da secoli, scelta come patria d’adozione. Le tele della sala dei matrimoni del Municipio di Cagliari vennero dipinte proprio qui da Filippo Figari, che si stabilì in questo paese per un decennio. Cercava la luce, si disse, e ad Atzara la trovò più luminosa che altrove. Come lui, qualche tempo prima, il De Queiros ed altri “grandi” della pittura spagnola, come Eduardo Chicharro Aguera e Ortiz Eichagüe, autore dell’indimenticabile scena corale che è un po’ la madre di tutta la pittura “sardista”, e dopo di loro Giuseppe Biasi e Carmelo Floris. È proprio quella luce così “speciale”, ricca di umori nascosti, che ha fatto nascere ad Atzara alcuni tra i più bravi pittori sardi, alcuni dei quali tuttora operanti. Forse la luce filtrava dalle due antiche “entrate” di Sa Bandela e S’Istrumpu, oppure si rispecchiava nei boschi di Sa Costa, dove si fermano tutte le speranze del turismo atzarese.
Il paese Atzara è un paese “speciale” dove il vino scorre a fiumi e disseta tutti i paesi del circondario ed anche altri lontani: Desulo, Belvì, Aritzo, Fonni, Gavoi, Tonara, Busachi, Allai, Fordongianus; un paese che si vanta d’aver il gruppo folk più bello di tutta la Sardegna, non tanto per i costumi (ve ne sono di migliori) o per il ballo (non è tra i più belli) ma per l’armoniosa sintesi di queste due cose alle quali viene infuso un fascino particolare, per così dire “luminoso”. Un paese veramente tranquillo, che neppure in tempi antichi s’era distinto per banditi, omicidi, furti, danneggiamenti: una sorta di “paradiso” nella Barbagia travagliata. Paese di contadini poveri ma onesti, senza l’angustioso problema delle faide pastorali. Situato in una conca fertilissima piena di vigne il paese vive, così, il lento sonno dei “non beati”, senza distinguersi né nel bene né nel male, eccetto, forse, che nel vino profumatissimo di mille essenze che in questa luce ha inebriato tanti artisti. Dolci declivi, colline e valli si susseguono in una sintesi armoniosa di luci e di colori che in autunno e in primavera assumono tonalità eccezionali.
Le origini Il paese ha origini molto antiche, testimoniate dalla presenza di quattro nuraghi che pare difendano il paese ai quattro lati: Abbacadda (il più bello, sotto Bruncu Ziara, a 460 metri d’altezza), Niu Crobu, Nuraghe ’e Sole, Mugaddu. In tempi andati il territorio atzarese veniva suddiviso in due saltos, de susu e de josso, nei quali vennero edificate due chiesette campestri, dedicate a Santa Maria: una distante tre chilometri, nella regione denominata Leonisa, a est, la seconda, Santa Maria ’e Josso, a ovest, distante sempre circa tre chilometri dall’abitato. La chiesa principale (il monumento più bello di Atzara), dedicata al santo martire Antioco, fu edificata nel ’500 in forme tardo-gotiche, probabilmente sui resti di un’altra più antica. Si ha ricordo di questa chiesa, infatti, sin da epoca pisana. Il paese ha avuto un modesto sviluppo urbano; alcuni rioni antichissimi rimangono ancora, fortunatamente, intatti; la struttura delle case è, chiaramente, d’origine spagnola, con la “corte”, il patio e i ballatoi più elaborati di quelli d’architettura barbaricina classica.
L’economia e la società Il paese vive a stretto contatto col più grosso centro di Sorgono: moltissimi atzaresi, infatti, sono impiegati nella piccola capitale del Mandrolisai, soprattutto nel settore dei lavori pubblici e del terziario. Più della metà dell’uva lavorata dalla Cantina sociale di Sorgono, inoltre, è prodotta dalle vigne atzaresi: complessivamente 8000 quintali, oltre il cinquanta per cento dell’intera produzione della cantina. Altri settemila quintali d’uva (5000 ettolitri) vengono lavorati nelle cantine private di Atzara. Oltre diecimila ettolitri di vino che rappresentano, per il piccolo centro del Mandrolisai, un buon volume d’affari. Se l’allevamento del bestiame, legato a una secolare arretratezza di conduzione, non riesce a svincolarsi da una serie di problemi legati all’assenza di strutture pubbliche e di nuove tecnologie e viene, così, bloccato nel suo sviluppo, l’agricoltura, invece, è una delle risorse principali della popolazione, assieme all’artigianato che non riesce però a decollare come meriterebbe. Gli arazzi e le coperte atzaresi, con la bellissima lavorazione a pibiones, pur essendo fra i migliori prodotti dall’artigianato tessile isolano, non riescono a trovare un’adeguata commercializzazione. Importantissima, inoltre, la produzione di dolci, famosissimi in tutta l’isola: pan”e saba, papassinos, candelaos. In tempi andati gli atzaresi erano famosi perché erano i “vinai” di tutte le sagre della Sardegna: essi partivano con i carri e i cavalli carichi di botti di vino da vendere in tutte le sagre dell’isola.
Le feste più importanti del paese sono quella di Sant’Antioco e Santa Maria ’e Susu e soprattutto, nella seconda decade di maggio, la sagra del vino, alla quale è abbinata una estemporanea di pittura d’eccezionale interesse. La sua luce meravigliosa è il segreto di molti capolavori sardi. E giustamente è stata aperta di recente nel paese una Pinacoteca d’Arte moderna e contemporanea, che comprende una collezione di dipinti di pittori sardi e spagnoli dei primi anni del Novecento, tra i quali Antonio Ortiz Echague ed Eduardo Chicharro Aguera, che soggiornarono ad Atzara e dipinsero quadri di soggetto locale.

Testi di Antonangelo Liori

Panorama del Paese di Atzara (NU). Storia, origini, informazioni culturali e turistiche, usi e costumi del Paese di Atzara in provincia di Nuoro, dove mangiare ad Atzara, dove dormire ada Atzara.

UN VINO MOLTO VANTATO
I cavoli, e i pomidoro sono le sole piante ortensi che si pregino e si curino: quindi debbonsi comprare quegli altri frutti di questo genere che si brami gustare, come comprasi non piccola porzione del lino e canapa, che adoprano le donne nelle loro manifatture. Mentre il colono azzarese è quasi del tutto distratto da questi oggetti, che dovrebbero per ragione di economia ben riguardare, deve dirsi che la sua attenzione è rivolta principalmente alle vigne, che egli reputa il più importante capo delle sue risorse. Le uve quasi tutte sono nere: non si sa se il vino sia tanto buono, quanto si vanta; ma è certo che grandissima è la sua quantità, la quale non solo basta al consumo prodigioso, che se ne fa nel paese, ma ancora a provvedere ai villaggi circonvicini, Dèsulo, Belvì, Aritzo, Tonara, Ortuèri, Samughèo, Busàchi, Allài, Fordongiànos, ed a molti altri villaggi del marghine e del campidano, nei quali luoghi non occorre festa, in cui non vadano cinque o più azzaresi con altrettante botti di vino, senza far conto di quelli che vel trasportano in mezzine sul dorso dei cavalli. Dopo tanta quantità che sivende, ne resta ancora per bruciarlo ad acquavite per la provvista del paese. La particolare industria di questi paesani in cotal ramo trae ancora vantaggio dalle uve, e ne fa del buono zibibbo per se stessi, e per darne ad altri. Poche sono le specie degli alberi fruttiferi, che si coltivano, ma molto numerose; principalmente i noci, peri, susini e pomi. Siccome non se ne vende a stranieri, così quanto sovrabbonda di quei frutti, che presto corromponsi, serve ad ingrassare i majali. Le tanche, e i chiusi sono in numero di 100 e più, che occuperanno una quarta del territorio. La maggior parte delle tanche hanno degli alberi ghiandiferi, e nella stagione delle ghiande vi si introducono i porci, ai quali succedono poi le altre specie: le restanti che sono sgombre di quegli alberi e dei frutici di macchia, alternativamente si seminano, e si lasciano a pascolo. Le selve ghiandifere del comune sono in tre colline, una a ponente in saltu de Giossu, le altre due a levante in saltu de Susu, e in Crechigiassi. Dominano le quercie e i soveri; i lecci sono poco numerosi. I frutti, se contrarie cause non li scemino, bastano non solo all’ingrassamento dei porci del contado, ma di gran numero ancora, che vengano altronde. Gli alberi sono tutti grandi ed annosi. Il terreno occupato dai medesimi nelle tre suddette regioni si computa della capacità di star. 800 di seminario, che equivale ad ettari 31,888. La maggior eminenza di tutto l’azzarese è l’anzidetto Monte- Costa, o Sa-Costa, nella cui sommità stassi in centro ad un orizzonte estesissimo dalla parte di ponente-libeccio a ponentemaestro. È di accesso difficilissimo. Sta a mezzodì del paese, ed è coperto di quercie e roveri.

Vittorio Angius

Le vigne che producono i pregiati vini di Atzara (NU)
La vetrina delle Aziende Sarde
Atzara, Museo Antonio Ortiz, come arrivare, cosa vedere.

Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Antonio Ortiz"

Informazioni
Indirizzo: piazza Ortiz Echagüe - 08030 Atzara
tel. +39 0784 65508
Ente titolare: Comune di Atzara
Gestione: Società Cooperativa "Progetto Cultura", via XX Settembre, 38 - 08039 Tonara
Orari: 10.00 - 13.00 e 15.00 - 19.00 (estivo); 10.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00 (invernale); su prenotazione visite nei giorni di chiusura; lunedì sempre chiuso.
Biglietto: € 2 (intero), € 1,50 (ridotto), € 1,50 (gruppi di almeno 20 persone e scolaresche). Esenzione per bambini con meno di 6 anni, over 65 e disabili.
sito internet: http://web.tiscali.it/balero/
e-mail: museoatzara@tiscali.it

Il museo Il Museo è nel centro storico del paese, nelle sale di un edificio ottocentesco, completamente ristrutturato. Articolato su tre piani, è strutturato in tre ambienti tematici: una parte storica, che comprende una mostra fotografica con immagini del paese nei primi decenni del Novecento, una parte artistica dove sono esposte le opere di pittori stranieri, italiani e sardi, e infine una parte dedicata all'allestimento di mostre temporanee. La creazione di un museo d'arte moderna e contemporanea in un piccolo centro del Nuorese si giustifica con le vicende del primo Novecento che portarono ad Atzara tre pittori spagnoli "costumbristi: Eduardo Chicharro Agüera, Antonio Ortiz Echagüe e Bernardo De Quirós, affascinati dagli abiti e dalle tradizioni popolari locali. Atzara, vivace e colta, diventò così il centro di elaborazione di un linguaggio pittorico autoctono d'ispirazione iberica, nonché la meta di importanti artisti sardi che vi soggiornarono più o meno a lungo. Tra i più noti Francesco Ciusa, Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Mario Delitala, Carmelo Floris, Stanis Dessy. Il museo merita l'attenzione dei visitatori, oltre che per l'importante esposizione di opere del Novecento, anche per la validità della produzione pittorica contemporanea che proviene da donazioni spontanee di collezionisti, artisti e diversi enti. Il pezzo più famoso e conosciuto è senz'altro il dipinto di Antonio Ortiz Echagüe "Donne di Sardegna", concesso al museo, in comodato, dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico.
Servizi Corsi attinenti le arti grafiche. Esiste un servizio di visita guidata compreso nel prezzo del biglietto. Sono previsti percorsi didattici particolari per bambini e scolaresche. Non ci sono postazioni multimediali. È aperto il bookshop. Esistono barriere architettoniche. Con una maggiorazione sul prezzo del biglietto sono previste escursioni alle cantine nelle quali si produce il vino della zona, al nuraghe di Abba calda e al pozzo sacro. Il percorso può essere effettuato a piedi o in auto. Nelle escursioni si può prevedere anche il pranzo.

Atzara, scorcio di un rione del paese, primi del novecento.
Cortes Apertas ad Atzara 21-22-23 novembre 2014, Autunno in Barbagia ad Atzara 2014.
Cartina Cortes Apertas ad Atzara 21-22-23 novembre 2014, Autunno in Barbagia ad Atzara 2014.

Atzara
Cortes Apertas 22 e 23 novembre 2014
Autunno in Barbagia: Dal vino alla pittura

Benvenuti ad Atzara. Il vostro viaggio nella nostra tradizione parte dal Museo Antonio Ortiz Echagüe. Qui riceverete tutte le informazioni per visitare le cortes e vi verranno indicati i luoghi nel centro storico dove potrete assistere alle dimostrazioni della lavorazione del ferro, del legno, del formaggio, del pane, dei dolci; se poi siete degli incontentabili curiosi, potrete farvi accompagnare dalle guide alla scoperta di tutto il patrimonio che orgogliosamente custodiamo. Se date uno sguardo nelle sale espositive del Museo, capirete perché Atzara è considerata la “culla dei pittori”: la collezione di opere qui custodita vi parlerà infatti di alcuni artisti spagnoli che casualmente, durante il Giubileo del 1900 a Roma, notarono la delegazione dei nostri compaesani che indossava il tipico costume. Di lì a poco il Costumbrismo si impadronirà prepotentemente dello scenario culturale del nostro piccolo centro, condizionandone indelebilmente lo sviluppo. È grazie a queste vicende che i nostri abitanti di inizio ‘900, per quanto ancora molto penalizzati perché troppo isolati dal resto dell’Italia e nonostante fossero affaccendati nell’accudire i preziosi vigneti distesi nelle soleggiate colline, poterono respirare un’aria magica, il frutto dall’incontro per le vie tra i carri carichi di uva e i pittori che con pennelli e cavalletti cercavano di immortalarli. Da una parte gli atzaresi ospitali e laboriosi, dall’altra gli artisti entusiasti di poterne narrare su tela la serena quotidianità.
A Cortes Apertas vi vogliamo quindi raccontare la nostra storia con le tre componenti fondamentali che l’hanno segnata: pittura, vino, costume. E vediamolo allora, questo costume, vediamo nella mostra a esso dedicata presso la Casa Bartolomeo Demurtas (guarda caso l’allora Sindaco e a capo della fortunata “spedizione” del Giubileo) se veramente, con le sue straordinarie associazioni di colori, rappresenta una fotografia astratta su tessuto del nostro particolare e luminoso paesaggio. Scoprite il segreto del caratteristico copricapo femminile, la ricchezza dei ricami, il senso di elegante importanza di quello maschile, quasi che, siccome troppo graziosa la donna atzarese, ci fosse uno sforzo infinito per potersi elevare al suo fianco. Se vi spostate al Museo del Vino potrete partecipare a incontri sul mangiare sano, respirare la genuina atmosfera della poesia in lingua sarda, e in “sa domo de su binu” osservare gli strumenti, gli attrezzi e le tecniche che, praticamente da quando esiste Atzara, utilizziamo e sviluppiamo per ottenere il prodotto che più ci caratterizza: il vino. E il vino lo troverete nell’immancabile giro di tutte le Cortes, con quello di proprietà che si affianca a quello pluripremiato delle Cantine locali. Quando vi vorrete fermare troverete conforto in uno dei numerosi e caratteristici punti ristoro che vi faranno degustare le specialità tipiche locali, ce n’è per tutti i gusti.
A questo punto non vi resta che iniziare, per cui vi auguriamo buona permanenza.


Sabato 22 novembre
Mattino - Ore 10.00: Apertura delle Cortes.

Sede Proloco: Inaugurazione della mostra ”Trastos de ‘omo”, riguardante la storia di Atzara dalla prima metà del 1900 in poi.

Pomeriggio - Concorso dei Murales: Verranno esposte al pubblico le opere degli artisti che hanno partecipato alla prima di una serie di iniziative che, attraverso la trasposizione su parete dei bozzetti vincitori, avranno il compito di comunicare al visitatore i momenti più sentiti dalla comunità locale. La prima edizione metterà in risalto “I colori della festa”.

Domenica 23 novembre
Mattino - Ore 9.00: Apertura delle Cortes.
Ore 11.00: Museo del Vino: Santu Andria: apertura della prima botte di vino nuovo.
Dalle ore 12.00: Pranzo nei punti ristoro collocati lungo il percorso.

Pomeriggio: La manifestazione proseguirà con l’intrattenimento dei canti e dei balli tipici della tradizione popolare. Il Coro Polifonico di Atzara e la musica degli organetti accompagneranno e renderanno ancora più
piacevole la vostra visita lungo il percorso delle Cortes.

Ore 20.00: Chiusura della manifestazione.



INFO ORGANIZZAZIONE
Comune di Atzara - Tel. 078465205
www.comune.atzara.nu.it
pinacotecatzara@tiscali.it

Da vedere
Mostra del costume atzarese: Il Gruppo Folk di Atzara ha il piacere di organizzare una mostra completa del tipico costume atzarese, del quale gli abitanti vanno molto orgogliosi perché risulta essere fra i più antichi della Sardegna. Saranno esposte le versioni maschile e femminile, declinate a loro volta a seconda dei momenti che caratterizzavano la vita degli abitanti: quotidianità, festività, lutto, mezzo lutto, ecc.

Come la Mostra
“Trastos de ‘omo”organizzata dalla Proloco nella propria sede, questa iniziativa vede aperta una delle tante case antiche ancora oggi ben conservate nel paese.

Affiancato alla
Casa Demurtas, sede della Mostra del Costume, verrà allestito un laboratorio dove abili artigiani si avvarranno della collaborazione dei bambini per illustrare la tecnica della fabbricazione dei mattoni di fango: una occasione per i più piccini di imparare dal passato giocando, e per i più grandi di apprezzare i miglioramenti che il progresso ci offre.

Presso il
Museo Antonio Ortiz Echague sarà reso omaggio a Giuseppe Biasi con l’esposizione di alcune importanti opere che ne racconteranno la vita artistica.

Presso
La Robbia, Laboratorio Tinture Naturali e Arti Applicate. Dimostrazioni della tintura naturale con piante tintorie storiche. Come facevano i nostri antenati ad ottenere dei colori così vivi e duraturi sui tessuti, gli oggetti, e soprattutto sui costumi? Le tecniche industriali moderne ci hanno veramente fatto fare un passo avanti? Quali compromessi stiamo accettando quando acquistiamo un oggetto colorato con tecniche industriali invece che con tecniche artigianali? Conosciamo veramente la qualità dei manufatti dei nostri predecessori? Siamo sicuri che da questo punto di vista oggi siamo più ricchi di loro? Assistendo alla dimostrazione il sabato dalle 17.00 e la domenica dalle 11.00 sarete in grado di rispondere da soli a queste domande.

Presso la
“Casa del pane”, le massaie mostreranno le fasi della lavorazione del pane tipico atzarese dall’impasto alla cottura nel forno a legna.

Inoltre lungo tutto il percorso saranno organizzate le dimostrazioni del
ricamo a mano, della vinificazione, della distillazione dell’acquavite e dei dolci tipici.

Info
Comune di Atzara
web: www.comune.atzara.nu.it
tel. 0784 65205
Proloco Atzara
cell. 339 3561113
Museo Antonio Ortiz Echagüe
tel. 0784 65508
cell. 347 7983242
email: pinacotecatzara@tiscali.it

DOVE MANGIARE E DORMIRE AD ATZARA
• Ristorante-Pizzeria “Al Vecchio Mulino”, via Regina Elena, 3 - Tel. (+39) 0784 65400
• Agriturismo “Su Zeminariu”, loc. Su Zeminariu - Strada per Belvì, km 1 - Tel. (+39) 0784 65235
• B&B "Happy Dream" Via Vittorio Emanuele, S/n - Tel. (+39) 0784 65440
• B&B "Il Leccio Del Mandrolisai" Via A. Demelas Serra, 7 - Tel. (+39) 335 7128602
• B&B "Mandrolisai Accogliente" Via Umberto I, 14 - Tel. (+39) 0784 65061
• B&B "Zia Maria" Via S. Antioco, 57 - Tel. (+39) 0784 65135
• B&B "Sa Cora Manna" Via S. Antioco, S/n - Tel. 338 3771085
• B&B "Serra A. Maria" Via Vittorio Emanuele, 73 - Tel. (+39) 0784 65387


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale "leviedellasardegna.eu".


Particolare del Costume di Atzara Cortes apertas ad Atzara 6 7 8 dicembre 2013, Autunno in Barbagia ad Atzara Dal Vino Alla Pittura.
Ritratto di Antonio Ballero Cortes apertas ad Atzara 6 7 8 dicembre 2013, Autunno in Barbagia ad Atzara Dal Vino Alla Pittura.jpg
Autunno in Barbagia Atzara 2012. Cortes apertas 23-24-25 novembre Foddes po sonare, foddes po ballare, dove dormire ad Atzara, dove mangiare ad Atzara. Cortes apertas 2013 ad Atzara, informazioni turistiche e curiosità.

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