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Baunei :: Paese dell'Ogliastra famoso per Cala Goloritzè per il Golgo e per la Grotta de Su Meraculu.

Località Sarde > Ogliastra


Baunei sport estremi
Baunei per le vie del Paese

Baunei

Il paese di Baunei è situato su un costone di roccia calcarea. La presenza di bastioni, rupi, falesie calcaree, piccole calette, mari limpidi e spiagge incontaminate fanno si che l'area sia considerata una delle più suggestive d'Italia. Nel territorio sono presenti numerosi insediamenti nuragici. Da visitare la frazione marina di Santa Maria Navarrese.

Abitanti: 3.862
Superficie: kmq 212,04
Provincia: Ogliastra
Municipio: via San Nicolò, 2 - tel. 0782 610823 - 610923
Guardia medica: via Orientale Sarda, 181 - tel. 0782 610652
Biblioteca: via San Nicolò, 2 - tel. 0782 610761
Ufficio postale: vicolo S. Lucia, 2 - tel. 0782 610828


Stemma di Baunei
Baunei e Tortolì viste dal Golgo
Cala Goloritzè, Baunei

Informazioni turistiche e curiosità su Baunei

Il paese di Baunei, ubicato nel territorio storico dell'Ogliastra, ha come quinte scenografiche imponenti bastioni calcarei che svettano su calette e distese marine splendenti. L'abitato presenta un aspetto montano derivante dal muraglione roccioso che lo sovrasta, ma in realtà non è distante da splendidi tratti costieri come Aguglia di Pedra Longa, Capo Montesanto, Portu Petrosu, Cala Bigiala, Cala Goloritzè, Cala Mariolu e Cala Sisine. Il toponimo pare derivare dal nome del castello costruito dai Doria tra il X e l'XI secolo, "Baun"; alcuni studiosi ritengono, invece, che il nome derivi da "bainòs", la fornace per i metalli e per la calce. Il paese si sviluppa intorno al centro storico, plasticamente scosceso, dove si affaccia, con il suo portale ornato, la parrocchiale di San Nicola, di impianto seicentesco e con interventi risalenti ad epoche posteriori. Fra le tradizioni culturali, Baunei annovera il "pletare", un rituale che si svolge la sera prima di un matrimonio. Un corteo parte dalla casa paterna del fidanzato per dirigersi presso l'abitazione della futura sposa trasportando "su paralimpu", bastone contenente una candela accesa. Raggiunta la casa segue un dialogo con il quale si chiede la mano della ragazza, che i parenti di lei negano fino al ricongiungimento festoso. Contesto naturalistico da fiaba, come l'altopiano basaltico del Golgo con la voragine di "Su Sterru" ed il nuraghe Coa' e Serra, non lontano da "As Piscinas", una serie di conche naturali per l'acqua piovana in passato utilizzate per la lavorazione dei metalli e per compiere riti magici. Da visitare Santa Maria Navarrese, frazione di Baunei che ha come sfondo non solo il Supramonte, ma anche un mare trasparente e cristallino, nelle cui acque è situato lo splendido isolotto dell'Ogliastra.
Santa Maria Navarrese Piccolo centro balneare costruito intorno a una bella chiesa campestre da cui ha preso il nome. La chiesa, a tre navate con abside semicircolare, sembra sia stata costruita nella prima metà dell'XI secolo dalla figlia del re di Navarra come ringraziamento per uno scampato naufragio. Sul sagrato sorge un gigantesco olivastro, che dicono vecchio di oltre mille anni. La bella spiaggia è delimitata da una pineta e protetta da una torre aragonese del '600. Di fronte il grande scoglio a forma di piramide dell'Agugliastra, o Sa Pedra Longa, un sottile pinnacolo calcareo che sporge dal mare per 128 m. Si raggiunge in pochi minuti di navigazione dal porticciolo da dove partono anche i barconi per Cala Luna, Cala Sisine e Cala Goloritzè.



Nuraghe Coa de Serra e betilo di San Pietro in Golgo

Come arrivare Dal centro di Baunei si prende la strada che conduce all'altopiano del Golgo, seguendo l'indicazione per la chiesa di San Pietro. Giunti sulla sommità si prosegue sulla strada principale per circa km 5 fino a trovare una deviazione, sulla d., indicata da un cartello per il nuraghe. Si prosegue sulla strada bianca per circa km 2 sino al complesso nuragico. Si procede sulla strada principale per poco più di un chilometro e si arriva sul posto, alla chiesa di San Pietro. Il nuraghe Coa 'e Serra sorge nella parte meridionale della valle del Golgo.
Descrizione Il monumento, di difficile lettura planimetrica a causa dei crolli e della fitta vegetazione arbustiva, appare costituito – a N – da un mastio di pianta circolare circondato da un bastione, forse trilobato, di cui è visibile - nel quadrante esposto ad O - una torre di pianta circolare con ingresso di luce ogivale. La camera del mastio è ingombra di macerie, ma sul piano di crollo è possibile scorgere un corridoio sottostante coperto a piattabanda che si collegava - a S - con un vano di forma all'incirca ovale. L'opera muraria di queste strutture è costituita da blocchi di basalto di medie e grandi dimensioni disposti a filari regolari. A S di questo ambiente si trova un edificio di pianta grosso modo trapezoidale. Il paramento murario esterno di questo edificio risulta differente rispetto a quello del bastione: infatti i massi sono disposti a filari irregolari e le loro dimensioni aumentano verso l'alto. Un ingresso rettangolare, architravato e sormontato da un finestrello di scarico, introduce alla camera di pianta ovale. Attorno sono presenti tracce di un villaggio di età nuragica. Davanti alla chiesa di San Pietro fu sistemato, nel 1974, un betilo antropomorfo (m 1,21 di altezza). Il monolite, ubicato in origine ad un centinaio di metri più lontano, reca scolpito in rilievo - nella parte mediana - un volto umano. Questa rappresentazione suggerisce il confronto con le protomi antropomorfe rilevate sul fusto troncoconico dell'insegna liturgica in bronzo di Santa Maria di Tergu, datata all'VIII sec. a.C. Difficile dire se si tratti della rappresentazione di un dio o di un "ritratto intenzionale" del defunto: il manufatto in origine si associava ad una tomba megalitica.
Storia degli studi Il monumento è segnalato da Antonio Taramelli.
Bibliografia A. Taramelli, "Foglio 208: Dorgali" in Edizione archeologica della Carta d'Italia al 100.000, Firenze, Istituto geografico militare, 1929; G. Lilliu, "Dal betilo aniconico alla statuaria nuragica", in Studi Sardi, XXIV, 1975-77, pp. 73-144; G. Lilliu, La civiltà nuragica, Sassari, Carlo Delfino, 1982; M.R. Manunza, "Censimento archeologico in territorio di Baunei (Nuoro): notizia preliminare", in Rivista di scienze preistoriche, 41, 1-2, 1988, pp. 351-357. C. Nieddu, "Complesso nuragico di Co'e Sèrra", in C. Nieddu (a cura di) Siti archeologici d'Ogliastra, Tortolì 2006, pp. 24-25.




DOVE IL CIELO È PIÙ LIMPIDO
Supramonte e Mediterraneo si incontrano regalando scenari unici di giorno, e stellate incredibili di notte, in un grande osservatorio naturale

DI LELLO CARAVANO - FOTOGRAFIE DI GIANMARIO MARRAS


C'è un cielo, sopra l’Ogliastra, che brilla di galassie e ammassi stellari e che stupisce persino gli astronomi per la sua trasparenza e nitidezza. Non c’è inquinamento luminoso, né di altro tipo. Agiudizio degli esperti, il cielo visto da qui è uno dei più limpidi d’Italia. Ecco perché migliaia di appassionati salgono sulla cima del monte Armidda, dove cresce abbondante il timo serpillo (s’armidda, appunto), per viaggiare tra gli astri scrutando lo spazio dall’Osservatorio astronomico sotto la guida dell’Associazione ogliastrina di astronomia. “Restano tutti sbalorditi, esperti e semplici appassionati, quando si trovano davanti a un cielo che mostra il doppio delle stelle delle altre località”, dice Carlo Dessì, presidente dell’associazione, “ma la sorpresa è ancora maggiore nell’osservazione a occhio nudo nelle notti senza luna”. Giunone, Saturno, la galassia di Andromeda sembrano non avere segreti da questa montagna-osservatorio che tocca i 1.150 metri. Con una particolarità: il telescopio è a controllo remoto, cioè può essere comandato grazie a un semplice computer da tutta Italia (visite il lunedì e venerdì dalle 21, cell. 349/15.33.468 - 328/56.04.152). Forse è per l’aria così tersa, forse per la mano creativa della natura che da Perda Liana alle rocce rosse di Arbatax non si è risparmiata, ma certo i panorami ogliastrini hanno un inconfondibile marchio di qualità. Dal mare, dalle splendide calette di Baunei o dalle lunghe e placide spiagge del litorale fra Tortolì e Barisardo, si abbraccia con lo sguardo il grande palcoscenico degli altipiani di calcare che si perdono nell’acqua cristallina. Visti dal mare, i rilievi della terra degli olivastri sembrano una gigantesca quinta di verde (lecci e ginepri dominano il paesaggio) e rocce, talvolta incombenti sui turisti che assaporano una giornata in solitudine sulle lingue di sabbia. È inconfondibile la sensazione che si prova nelle escursioni in barca lungo la costa tra capo Bellavista e Cala Luna, quando si sfiorano le alte pareti di capo Monte Santo o le guglie di Pedra Longa o di punta Caroddi, eden degli arrampicatori.



Il mare visto dalla montagna
Ancora meglio, per penetrare nel cuore dell’Ogliastra, è ammirare il mare dalla montagna. Si può toccare con mano l’unicità di una terra che si appresta a staccarsi da Nuoro e diventare provincia autonoma (23 paesi, appena 60 mila residenti, una densità di 32 abitanti per chilometro quadrato). Gli scorci regalano emozioni senza fine: attraversano vallate e pianure fino a perdersi nel verde cristallino del mare. Qui la natura è superba e selvaggia. Lanusei è una terrazza naturale sul golfo di Arbatax: sulla costa si aprono le spiagge di Tortolì e Barisardo, i due poli turistici più importanti, con alberghi e ristoranti che offrono i prelibati e genuini piatti della tradizione ogliastrina. Anche dall’altopiano di Tecu si domina il litorale lungo e sabbioso: è qui che i nuragici lavoravano la pietra di basalto scuro per ricavarne macine per il grano. Dallo stesso monte Armidda il colpo d’occhio è straordinario: i grandiosi torrioni di calcare (“tacchi”) di Jerzu, Osìni e Gairo, il Supramonte di Baunei, il Gennargentu, e dall’altra parte il mare fino a Tertenia con la sua originale spiaggia di ciottoli colorati e levigati dal mare, Coccorocci. Da non perdere la salita in auto sui tornanti fino alla Scala di San Giorgio, imponente bastione di roccia che sovrasta Osìni. Un breve percorso a piedi porta alla sommità del tacco, dove si apre un altro scenario, che abbraccia la valle del Pardu e, in lontananza, ancora il mare. È la terra del
Cannonau, vino simbolo dell’enologia sarda. Sono soprattutto i vigneti coltivati negli spazi strappati alla montagna o nelle vallette riparate dal vento a caratterizzare il paesaggio. Jerzu è la capitale del rosso per eccellenza, con il “partenone” di monte Corongiu, baluardo di calcare dove fu scoperta una delle prime zecche nuragiche. Tra queste valli e questi pascoli nascono le materie prime della gastronomia: carni, latte, formaggi, patate e spezie. Dalla tradizione dei pastori e delle nonne nascono i culurgionis, sa coccoi prena (piccola focaccia farcita con patate, cipolla, formaggio e menta fresca), su civarxeddu prenu (tipico di Seui), su casu axedu (letteralmente, formaggio acido), preparato aggiungendo al latte appena munto il quaglio del capretto.



Trekking e prodotti tipici
Poi, quanto a panorami, c’è il trekking Selvaggio Blu. Si percorrono le vecchie mulattiere e i sentieri dei caprari e dei carbonai, tra aquile, falchi e capre selvatiche e si può pernottare negli ovili di ginepro stagionato. Un itinerario originale, quello inventato da Giampiero Carta, baunese: “Si passa dalla montagna al mare tra fantastici panorami, di notte si fa tappa negli ovili da oltre 200 anni di proprietà della mia famiglia, Màrgine Isbidòzili e Dologàcoro, si scende al mare, si mangiano i nostri prodotti, culurgionis, quaglio, casu axedu, tutta roba di prima qualità...”. Indimenticabili gli scorci da punta Giradili verso Pedra Longa o dall’arco di Lupiru che domina Cala Gonone: roba da naufraghi nell’isola deserta (tel. 0782/61.07.78,
www.miticoselvaggio.com). Grande osservatorio naturale, la terra degli olivastri. È qui che si incontrano cielo, mare e montagna.




Agriturismi Ogliastra - Bed and Breakfast Ogliastra - Hotel Ogliastra

Arbatax Immobiliare - Villaggio Camping Tesonis - Vigneti Zicca






Le più Belle Spiagge in Ogliastra
come arrivare

Capra a Perda Longa

Baunei.
Mare e bosco, il regno dell'Ogliastra

Si va nel fascinoso mondo dell’Ogliastra, con le sue formidabili tradizioni che molto parlano anche di cibo. Da Sud, verso Tertenia, nota per i suoi formaggi, c’è un incontro di rocce e spianate fertili, altipiani e laghetti artificiali, torrenti e boscaglia, massi solitari; “pirastru” (pero selvatico) e montagna, foraggiere, vigneti e oliveti collinari. Spazi aperti, dalle variabili tonalità di verde, gustosissimi fichi d’india e “quel” mirto del mito sardo, liquoroso e non solo: con i suoi rametti s’infilzano i tordi lessati (e coperti appunto di mirto) per prepararne spiedini, le deliziose Tacculas. C’è una sensazione d’inesplorato, tra aranci, peschi, rilievi archeologici e pecore sul greto d’un corso d’acqua, mentre lo sguardo corre già a esplorare le mille forme del carsismo e dei suoi monumenti naturali, in lontananza. Terra antica anche di Cannonau, a Jerzu, Città del Vino, dove già dal 1130 si parla di una donazione di vigne in un atto notarile; di agricoltura e turismo in crescita esponenziale; di pane Pintau (decorato) e Pistoccu, o Conciu perché cotto nel vino; e dolci derivati dall’abbondanza di mandorli (gattou, amaretti) da Cardedu e dintorni, a Barisardo. La salubrità del clima, a Lanusei, tappa del TreninoVerde che raggiunge le alture panoramiche di Pizzu Cuccu e Su Carmu, è un ulteriore invito a conoscere la storia di questo centro importante, tra le culle della cultura ogliastrina, sede pure dell’osservatorio astronomico, sulla cima del Monte Armidda. Da qui, l’itinerario si lascia attrarre dal borgo di Villagrande Strisaili, con i suoi allevamenti di visoni e maiali, quaglie e ovaiole; e la sua produzione di miele e notevoli formaggi caprini; oppure si guarda alla finestra sul mare di Tortolì. C’è Arbatax, con il porto e, alle spalle del cantiere nautico, verso la spiaggia di ponente, le peschiere che abbondano di vongole veraci, ostriche ricercate; orate, spigole, mormore, ma anche di anguille e triglie; ed ancora, tutti i tipi di muggine presenti nel Mediterraneo che, dunque, consentono la produzione di una bottarga di alto pregio. Per il resto, la pesca, qui come altrove sulla costa tirrenica, ha assorbito i mestieri degli uomini di mare arrivati dall’isola di Ponza, da un secolo e passa.Vi si pratica anche l’ittiturismo, opportunità che in pochi si lasciano sfuggire, non solo per godersi un piatto di gamberi appena catturati nell’acqua cristallina. Orientandosi verso l’entroterra, si diventa facile preda delle meraviglie del Supramonte con la sua roccia calcarea modellata dall’acqua e dal vento, che fa il verso alla porosità del sughero; e degli ogliastri millenari che inducono a svoltare fino alle calette di Santa Maria Navarrese con il suo porticciolo turistico, tra campi di fave e vigne, giardini. La cucina assorbe tutte le sollecitazioni di queste montagne sul mare pure nell’accostamento di vongole e funghi, con cozze, patate e bottarga. Infine, si compie il salto verso Baunei, antico centro di pastori e boscaioli, il cui nome potrebbe derivare dal greco “Bainos”, ovvero “fornace per fondere i metalli o per cuocere la roccia calcarea per ricavarne la calce”. Un significato che racchiude uno stile di vita e, soprattutto, un territorio di falesie, bastioni e guglie; di altipiani basaltici come il Golgo e voragini come Su Sterru, che è la più profonda del continente europeo (290 metri). L’aquila reale e del Bonelli; il falco pellegrino e della Regina: volano alti a scrutare i mufloni e, in particolare, i cinghiali che, naturalmente, abbondano anche sulla... tavola. Un patrimonio faunistico e naturalistico che è al cuore di sentieri per il trekking, tracciati con assoluta precisione: guide specializzate accompagnano ogni anno migliaia di esploratori della meraviglia paesaggistica che non trascurano i 120 villaggi nuragici, le venti tombe dei giganti ed i cinque templi d’adorazione, opere megalitiche che contribuiscono a definire il carnet di emozioni. Scorci vertiginosi tra i quali saltellano indifferenti le capre: forniscono latte, formaggi e carni che caratterizzano da sempre l’alimentazione locale. La capra si fa arrosto o, oggi più raramente, in panada, ed è il proseguimento perfetto di primi piatti di pasta fresca, a cominciare dai culurgiones, ravioli salati che qui hanno una forma rotonda, e si preparano con il caprino, le patate, senza menta, e il sugo di pomodoro fresco. Sul Golgo, l’area che ospita la chiesetta di San Pietro (è della seconda metà del XVI secolo, e vi si celebra una seguitissima festa campestre), c’è un ovilerifugio dove i culurgiones si fanno con il caprino freschissimo: si sciolgono letteralmente in bocca. Qui ci sono i resti della antica strada romana orientale, tra piscine nuragiche basaltiche, abbeveratoi di asinelli, mucche e maiali bradi incrociati con i cinghiali. Se si decide di seguire altri percorsi montanari, lungo i vecchi sentieri tracciati dai carbonai fino alla riva del mare, a Cala Sisina, a Cala Biriola (e siamo già nel golfo di Orosei) si fanno ulteriori scoperte: quella, ad esempio, del forno dove si metteva a cuocere il pane di ghiande. Pesante, poverissimo, impastato con l’acqua d’argilla: Lande cottu o Pan’ispéli. La memoria va ai tempi in cui dominava l’essenzialità del cibo, e il pesce non veniva consumato: i contadini non sapevano cosa farsene delle aragoste barattate con i pescatori in cambio di frutta, ortaggi. Dal mare, si prendeva solo ciò che aveva un senso pratico: lo testimoniano gli ovili costruiti con i pezzi di un relitto negli anni’60...



Articolo tratto dalla
Guida Gambero Rosso

I formaggi Sardi

Su cunfettu, mandorle e arance per il matrimonio
È IL DOLCE DEL MATRIMONIO a Baunei. Un’icona del gusto, principe del rinfresco nuziale, su Cumbidu, servito subito dopo la messa. Il mercoledì prima della festa, si riuniscono le donne delle famiglie della sposa e dello sposo: prima di procedere recitano una formula augurale, seguendo una tradizione vivissima. Gli ingredienti? Mandorle, bucce d’arancia e miele. La scorza d’arancia si fa essiccare dopo aver eliminato la parte interna bianca. Le mandorle sbucciate, lessate brevemente e tagliate a spicchi lunghi, si fanno tostare al forno. Le scorze si immergono in acqua bollente, si eliminano accuratamente i residui bianchi; macinate, si avvolgono in un sacchetto di lino, che viene lavato, spremuto e cambiato più volte fino a quando l’acqua perde l’agro e la tinta giallastra. Si strizza e si asciuga. Il miele, in quantità uguale (come volume) alla scorza d’arancia, si versa in una bacinella di rame pulita con aceto e sale. Nel recipiente, con un pezzo di sughero, si evita che il verderame si sciolga e rovini l’impasto. A fuoco basso, si mescola senza interruzione con un bastone tondo e lungo: in piedi, perché occorre molta forza. Si aggiungono le mandorle rimescolando con vigore. Su un tavolo di legno bagnato, si stende l’impasto con un mattarello fino a raggiungere lo spessore di un centimetro. Si lascia raffreddare e, con un coltello, si incide formando rombi di cinque centimetri per lato: si poggiano su foglie d’arancio e si servono con del vino bianco dolce.

Su Cumbidu, dolce del matrimonio a Baunei

Baunei


Scorcio del territorio compreso tra SantaMaria Navarrese e il paese di Baunei

Il territorio di Baunei comprende una parte della fascia centroorientale della Sardegna e coincide con il confine storico e geografico dell’Ogliastra, una scoperta turistica relativamente recente a causa delle difficoltà di accesso. Si tratta di una zona ricca di contrasti, tra mare e montagna, con strette valli carsiche (note localmente con il nome di codule), grotte, altipiani basaltici, bastioni e falesie calcaree interrotte da calette idilliache dove il Mar Tirreno assume sfumature e trasparenze degne della più pura acquamarina. Nonostante si trovi a pochi chilometri dal mare, Baunei è un borgo di montagna che si sviluppa a 480 m di altitudine su un costone calcareo del Monte Santo da cui si domina un panorama montuoso sul quale svettano le cime del Gennargentu. Il suo nome si pensa derivi da “bainos” che significa fornace per fondere i metalli o per cuocere la roccia calcarea per fare calce. Nel caratteristico, scosceso centro storico risalta, lungo la via principale, la parrocchiale di San Nicola, di impianto seicentesco ma ampiamente rimaneggiata, con una piacevole copertura cupolata e con un portale ornato, staccato dal corpo della chiesa che funge da facciata. Ma Baunei è giustamente famosa per il suo territorio pressoché incontaminato e per le bellezze naturali tra le quali si devono ricordare e visitare l’altopiano del Golgo e le spiagge contornate da alte falesie, archi e arditi monoliti rocciosi. Maria Navarrese e il paese di Baunei.


L’apertura della voragine del Golgo.

Il Porto

SANTA MARIA NAVARRESE

Il porto turistico si trova 2,5M a nord del porto di Arbatax. Sovrastato da una torre cilindrica bianca, ha l’imboccatura rivolta a mezzogiorno ed è costituito da un molo di sopraflutto a gomito con sei pontili al suo interno.


COORDINATE: 39°59’,70 N 09°41’,77 E

PERICOLI: attenzione all’ingresso nel caso di venti
di scirocco e libeccio.

ACCESSO: senza limitazioni di orario.







Tel. 0782.667093 - Fax 0782.667093
arbatax@guardiacostiera.it

GESTORE: Direzione Marina di Baunei e Santa
Maria Navarrese Srl
via Lungomare Monsanto
08040 Baunei (Ogliastra)
Tel. 0782.614020 - Fax 0782.614198
marinabaunei@tiscali.it
www.portosantamaria-baunei.it



FARI E FANALI: 1234 (E 1031.3) - fanale a luce
fissa verde, 4M sul molo a dritta entrando;
1234.3 (E 1031.31) - fanale a luce fissa verde,
1M sul pennello interno (oscurato da 210° a
345°); 1234.5 (E 1031.32) - fanale a luce fissa
rossa, 4M sul molo a sinistra entrando. (N.B.
consultare l’Elenco fari e segnali da nebbia per
aggiornamenti e variazioni.)

FONDO MARINO
: roccia.
VENTI: grecale, scirocco.

UFFICIO MARITTIMO: Guardia Costiera Ufficio
Circondariale Marittimo di Arbatax
via Tirreno, 1/A - 08048 Tortolì (Ogliastra)

Supramonte Baunei

Itinerario

A piedi attorno a Baunei
Una sosta di alcuni giorni nel territorio di Baunei può consentire di riassaporare il piacere della scoperta seguendo itinerari di grande valore paesaggistico nel Supramonte in grado di far cambiare idea a molti sulle bellezze nascoste della natura d’Italia.
Da Baunei al Golgo
La prima parte dell’itinerario si svolge in macchina e ha inizio dalla chiesa di San Nicola, lungo la strada asfaltata, ma in forte pendenza, che conduce all’altopiano del Golgo, da cui si gode una vista magnifica su tutta la zona. Dopo circa 5 km si arriva a un bivio, si prosegue diritti per altri 2 km e, dopo aver imboccato una deviazione a destra, si arriva nei pressi di Su Sterru o S’Isterru, il nome locale dato alla famosa voragine del Golgo, una delle grotte più profonde in Sardegna e tra le maggiori voragini a singola campata d’Europa. Si sviluppa per un’altezza di 270 m, con una sezione orizzontale pressoché ellittica, che raggiunge i 25 m di diametro nel tratto centrale e i 40 m nella sala che si apre alla base. Tutto intorno la voragine è circondata da un parapetto che permette di ammirare questo fenomeno geologico in tutta sicurezza. Proseguendo sulla strada, si incontra la seicentesca chiesetta di San Pietro dalla semplice facciata bianca affiancata da un recinto con una serie di rudimentali portici (cumbessias) usati un tempo come riparo per i pellegrini. Nei pressi si trova il betilo preistorico di Golgo, un monolito di pietra unico nel suo genere perché presenta scolpito un volto dalle fattezze umane. A San Pietro, nell’ultima settimana di agosto, si svolge la cosiddetta “Sartigliedda”, corsa di cavalli durante la quale si possono ammirare le evoluzioni dei cavalieri del posto.
Il Codule di Cala Sisine
Tornando un po’ indietro, prima della chiesetta, si trova una deviazione che prosegue sino alla valle chiamata Codule di Sisine, un vallone calcareo contornato da altissime pareti calcaree, erose e scolpite dal vento e dall’acqua, ricoperte in molti tratti da boschi di lecci e da tutta la varietà delle piante della macchia mediterranea. La stretta valle si può percorrere a piedi o con un fuoristrada. Gli ultimi chilometri però sono percorribili unicamente a piedi, uno sforzo ricompensato ampiamente quando si arriva alla splendida Cala Sisine, una delle più belle spiagge della zona, frequentata sin dall’epoca romana, quando era sede di
un piccolo porto. A sud di Cala Sisine si innalzano le spettacolari falesie della Serra Ovra che dall’altezza di oltre 500 m scendono ripidissime a picco sul mare.
Cala Goloritzè
L’altopiano del Golgo è anche il punto di partenza per le escursioni che conducono alla spiaggia di Goloritzè, più vicina della precedente. Il sentiero è molto panoramico, tra la vegetazione di macchia con vista su tutto il golfo di Orosei e la Cala Goloritzè, una delle più belle della costa, dominata da un incredibile obelisco naturale, l’Aguglia, che si accompagna a destra all’arco di pietra scavato dal mare nelle rocce candide che avvolgono la cala e che, frantumate, hanno originato la spiaggia formata da sassolini bianchi.

IL SUPRAMONTE DI BAUNEI



Il Supramonte è un un vasto altopiano carbonatico, cioè costituito in prevalenza da calcari e dolomie risalenti all’era mesozoica, che comprende i comuni di Orgosolo, Oliena, Dorgali, Urzulei e Baunei. Quello di Baunei si estende a nord-est del paese e può essere considerato un immenso piano inclinato che si protende verso il Tirreno. Esso è noto soprattutto per le sue architetture rocciose, tra le più belle della Sardegna, che si affacciano sul mare cristallino della costa orientale con alte falesie bianche meta di appassionati dell’arrampicata sportiva.

Tramonto sul territorio di Baunei
Baccu su Molente, Baunei
Baunei, betile

INFORMAZIONI PER VIAGGIARE

COME ARRIVARE

IN AUTO
Da Cagliari, Olbia e Arbatax seguendo
la S.S. 125 Orientale Sarda
Da Porto Torres seguendo la superstrada 131
IN TRENO
Da Arbatax dal 19 giugno all’11 settembre
2005 è possibile viaggiare a bordo del trenino
verde dalla costa all’interno della Sardegna
sulla linea Arbatax-Mandas
IN AUTOBUS
L’ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti)
collega Baunei con tutte le località principali
come Cagliari, Arbatax, Nuoro, Olbia
Numero verde 800.865042
IN TRAGHETTO
Il porto più comodo è Arbatax, collegato dalla
Tirrenia Navigazione a Genova e Civitavecchia
con traghetti tradizionali e a Fiumicino con i
nuovi traghetti veloci. In alternativa, si può
sbarcare a Olbia, Porto Torres o Cagliari
IN AEREO
Nel periodo estivo è attivo l’aeroporto di Tortolì
SERVIZI PER LA NAUTICA
NOLEGGIO BARCHE

Presso il porto di Santa Maria Navarrese
PESCATURISMO
Peschereccio Pisone, S. Maria Navarrese
(Ogliastra), Tel. 0782.614037 / 800.505077

Chiesa San Pietro al Golgo, Baunei

INFORMAZIONI PER VIAGGIARE



Turinforma Gss snc, piazza Principessa di
Navarra, 19 - 08040 S. Maria Navarrese
(Ogliastra) Numero verde (dall’Italia e da
numeri fissi) 800.505077 - Tel. (chiamate da
cellulare) 0782.614037 - Fax 0782.615330
lamiavacanza@tiscali.it - www.turinforma.it



MANIFESTAZIONI

16-17 gennaio - Festa di Sant’Antonio Abate,
con falò in piazza, processione, costumi e canti
popolari
29 giugno - Festa dei Santi Pietro e Paolo, festa
campestre, sfilata in costume
1a sett. di settembre - Festa di San Lussorio

ACQUISTI

Prodotti Tipici Sardi

Filigrana, oreficeria tipica, ceramica, coltelli,
dolci e pasta fresca tipici dei luoghi.

Punta Giradili, Baunei
Cala dei Gabbiani, Baunei
Baunei, grotta di Su Meraculu, la grande sala.
Baunei, grotta del Serpente, concrezioni di aragonite.
Baunei, grotta di Coilecciu.

Grotta de Su Meraculu

Già dal nome si intuisce la portata del suo valore: un gioco miracoloso della natura. La grotta del Miracolo - Sa rutta 'e su Meraculu - si apre nel territorio di Baunei, in Ogliastra, affacciandosi sulla spiaggia di Cala Sisine. Qui la natura ha fatto sì che in milioni di anni si creassero diversi ambienti comunicanti, delimitati da pareti frastagliate con concrezioni calcaree fantastiche, quasi una scenografia da cinema espressionista.
L'atrio, attraverso uno stretto corridoio, si collega al vano centrale lungo circa 100 m e mosso da colonne e sculture naturali che incantano per la loro imponenza. Procedendo si trovano altre cavità ipogee, con una sorgente cara ai pastori che, anticamente, vi trovavano ristoro. Le stalattiti e le stalagmiti suscitano straordinari effetti con la luce riflessa dalle stesse superfici su cui si posa: il percorso all'interno della grotta offre un'emozione dietro l'altra. Fra le varie concrezioni se ne segnala una molto particolare che ha la forma di bellissima anfora seminascosta. La cosiddetta Stanza del Tesoro è immersa in tonalità cromatiche rosse e grigie determinate da fenomeni ossidativi, ed è coperta da alte volte innervate da costoloni calcarei trasparenti che sembrano imitare un cielo stellato. I materiali rocciosi calcificati si modellano in forme stupefacenti dando vita ad immagini bizzarre, come quelle che sembrano raffigurare una clessidra ed un ranocchio.
Come arrivare La grotta, raggiungibile sia via mare o dall'entroterra, per l'atmosfera immota e sacrale in cui è immersa è senza dubbio un miracolo naturalistico. E' possibile arrivarci dai porti di Arbatax e Santa Maria Navarrese, con dei barconi che viaggiano ogni giorno durante il periodo estivo. Via terra si arriva a Cala Sisine e si prosegue a piedi lungo un percorso non segnalato ma semplice da individuare.
Informazioni utili e servizi Nella vicinanze della grotta non è offerto alcun tipo di servizio. La zona particolarmente selvaggia e incontaminata fa rende questo angolo di natura uno dei più interessanti dal punto di vista naturalistico.
Contatti Comune di Baunei
tel. 0782 610823 - e-mail: comunebaunei@tiscalinet.it - www.comunebaunei.it

Baunei la spiaggia di Cala Goloritzè


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i suoi 480 metri di altitudine, Baunei guarda all'Ogliastra lasciando spaziare lo sguardo su quello che si può definire “l'anfiteatro di montagne” su cui dominano le cime più alte del Gennargentu. Il territorio è solcato da valli strette e profonde, dette localmente “codule”, che sfociano a mare interrompendo le precipiti pareti calcaree, in un paesaggio connotato da rupi, falesie e profonde gole. Si tratta di quaranta chilometri di bastioni e falesie calcaree, interrotti ogni tanto da piccole calette che rendono unico e fortemente caratteristico il litorale aspro e selvaggio della Sardegna, ma di assoluto fascino.
Il territorio di Baunei si sviluppa lungo la fascia centro-orientale della Sardegna, nella provincia di Nuoro e costituisce, sia storicamente che geograficamente, il confine settentrionale della regione dell’ Ogliastra. Il suo limite a nord, infatti, coincide con l'incontaminata Codula ‘e Lune. La particolare cura per l’ambiente e il territorio perpetuata nel tempo dai baunesi ha permesso di tutelare e mantenere integri sino ad oggi 40 chilometri di costa e un retroterra unico che regalano ai visitatori un intreccio di paesaggi dipinti di blu e di verde, tra mare e montagna.
Baunei è un luogo unico, in cui si intersecano terra, mare, cultura, tradizioni, gastronomia e accoglienza. Oltre agli affascinanti itinerari naturalistici tra le montagne del Supramonte e i mari cristallini, nella visita a Baunei si possono conoscere le particolari usanze baunesi come quelle del matrimonio “Sa Coua Baunesa”. Nella visita a Baunei i visitatori rimarranno incantati dai sapori senza tempo della cucina ogliastrina: dalla pasta ai dolci, lavorati a mano seguendo ancora oggi antiche tradizioni.



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