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Bitti :: Paese del Nuorese famoso per i Tenores e l'Area Romanzesu.

Località Sarde > Nuoro


Informazioni Turistiche e Culturali sul Paese di Bitti, famoso per il Canto a Tenores.

Bitti

Importante centro del nuorese, Bitti si trova a 549 metri sul livello del mare, al confine con la nuova provincia di Olbia-Tempio. È uno dei centri più conosciuti del nuorese ed il più importante della parte settentrionale della Barbagia. Questo borgo pastorale deve la sua recente notorietà al gruppo musicale dei ''Tenores de Bitti'', la cui interpretazione del canto polifonico tradizionale sardo ha conquistato estimatori in tutta Europa. Secondo molti studiosi, il dialetto di Bitti sarebbe la parlata sarda più simile al latino. La storia di Bitti ha origini lontanissime. Il territorio fu abitato già durante la preistoria e lungo tutto il periodo nuragico. In particolare, il sito archeologico di Su Romanzesu testimonia l'esistenza di antichi insediamenti umani. La struttura architettonica del paese rispecchia la struttura agro pastorale, con case grandi e basse e con vicoli molto stretti che avvolgono il centro storico del paese. Avvolta dalla leggenda è l'origine del nome di questo comune. Si racconta che il toponimo derivi dal nome sardo della cerbiatta (sa bitta). Secondo tale leggenda infatti una cerbiatta fu uccisa da un cacciatore mentre beveva da una fonte, vicino al luogo in cui oggi sorge il paese. Centro della Barbagia settentrionale, Bitti sorge in mezzo ad una natura incontaminata e ricca di vegetazione. Oltre alle bellezze naturali conserva nel suo territorio lo splendido sito archeologico di "Su romanzesu". La forte religiosità della popolazione ha portato ad edificare nel corso del tempo 20 chiese nel perimetro territoriale. Il paese è famoso per il canto a tenore, ammirato in tutta la Sardegna e nel mondo.


Abitanti: 3.445
Superficie: kmq 215,17
Municipio: piazza Asproni, 47 - tel. 0784 41801 - 414373
Cap: 08021
Guardia medica: località Guro Muru - tel. 0784 415079
Biblioteca: corso Vittorio Veneto, 200 - tel. 0784 414405
Ufficio postale: corso Vittorio Veneto, 1 - tel. 0784 415093

Stemma di Bitti
Bitti
Bitti

Bitti da scoprire Sulla piazza Giorgio Asproni si trova l'ottocentesca chiesa di San Giorgio Martire, nella cui casa parrocchiale si può visitare una piccola collezione di reperti archeologici. Non lontano dal paese in direzione di Orune (la strada è segnalata da cartelli ma non semplice da seguire) è il tempio nuragico a pozzo di Su Tempiesu, costituito da vari ambienti - realizzati con grandi pietre basaltiche squadrate - che ospitano il pozzo sacro, che attingeva a una vena d'acqua utilizzata per scopi rituali. Nelle campagne attorno a Bitti si incontrano una serie di chiese campestri (tra queste Santo Stefano e Babbu Mannu, cioè Spirito Santo) che, in occasione delle ricorrenze annuali, si animano di feste. Da ricordare alcuni uomini nati in questo comune, che si sono battuti per i diritti della Sardegna e del popolo sardo. Tra questi Giuseppe Musio, magistrato e senatore del Regno d'Italia, e il deputato Giorgio Asproni.




Nuorese Il territorio si sviluppa intorno al capoluogo di provincia di Nuoro, che sorge su un altopiano granitico dominato dal Monte Ortobene e circondato dalle valli dell'Isalle e del rio d'Oliena. Il toponimo deriva da "Nugoro", nome che la città registra fina dal XII secolo. Per immaginare la primitiva bellezza del territorio si può semplicemente salire sull'Ortobene, da cui è possibile abbracciare con uno sguardo l'intera area, con le sue vette di candidi calcari, grigi graniti, rocce vulcaniche rossastre, distese di macchie, superstiti foreste e strette vallate, che hanno permesso il mantenimento dell'equilibrio storico, naturale e culturale e creando dunque un affascinante mondo in bilico tra passato e presente. Principale ricchezza del territorio è il suo ambiente naturale, uno dei polmoni verdi del Mediterraneo, che ospita una fauna ricca e variegata, nella quale va segnalato il muflone sardo. Di grande interesse è la grande tradizione artigianale che spazia in diversi settori: le classiche cassapanche in noce e in castagno intarsiate, la tessitura dell'orbace, dei tappeti e delle coperte, la lavorazione dell'oggettistica in oro, argento e filigrana. Notevoli le numerose sagre che nel corso dell'intero anno offrono al turista la possibilità di avvicinarsi alle usanze locali e di ammirare bellissimi costumi tradizionali, una delle attrattive caratteristiche del territorio.



Territorio Bitti si trova a 549 metri sul livello del mare, al confine con la nuova provincia di Olbia-Tempio. È uno dei centri più conosciuti del nuorese e il più importante della parte settentrionale della Barbagia. Il paese si è sviluppato dentro una vallata circondata da tre colli (monte Bannitu, Buon Cammino e Sant'Elia), immerso in una natura selvaggia e aspra, dove la presenza umana è rara. Le colline che circondano Bitti sono ricche di quercie secolari e montagne inaccessibili, dove rocce granitiche sono scolpite dagli agenti atmosferici. Coperte dalla macchia mediterranea, esse accolgono un fitto sottobosco in cui piante di corbezzolo e mirto si alternano con l'erica, l'agrifoglio, il lentisco e le ginestre. In mezzo alla folta vegetazione si trovano sorgenti e laghetti. In questo splendido territorio risalta l'area naturalistica Crastazza. È attraversata da sentieri battuti anticamente dai carbonai, che offrono la possibilità di passeggiare a piedi o a cavallo, immersi in una natura silenziosa ed isolata. Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di ampi canali, scavati nel granito, che corrono ripidi dall'altopiano alla valle sottostante. Da questi canali, ricchi di acqua, si creano suggestive e ampie cascate. Qui si trova quella di "S'illiorai", che si forma quando le pioggie sono più frequenti regalando uno spettacolo davvero particolare, e le suggestive cascate "Sas lapias", dove l'acqua si tuffa da un costone di granito nero. Una delle foreste storiche della Sardegna, acquisita dal demanio fin dal 1914 è quella denominata "Sos littos". La foresta è caratterizzata dalla presenza di formazioni vegetali e specie faunistiche di elevato valore naturalistico. Fra queste ultime si segnalano popolazioni di daini (Dama dama), cinghiali, volpi, gatti selvatici, martore, lepri sarde e donnole. Il complesso forestale ospita inoltre un recinto per il ripopolamento dei mufloni (Ovis ammon musimon), finalizzato alla loro reintroduzione che, in parte, è già stata attuata. Ma dal punto di vista faunistico l'elemento di maggior interesse è dato dalla presenza dell'aquila reale, il cui sito di nidificazione è localizzato nei pressi del monte Tepilora. Non è comunque difficile avvistare il falco pellegrino, lo sparviero e la poiana.



Economia Paese di antica tradizione pastorale, Bitti ha ancora oggi un'economia basata prevalentemente sulle attività legate all'allevamento delle greggi e all'agricoltura. Rinomati i prodotti derivanti dalla lavorazione del latte, in particolare formaggi pecorini e caprini. Sul territorio operano diverse aziende zootecniche e piccoli caseifici specializzati nella produzione del pecorino DOP. Tra le altre attività artigianali, da ricordare la produzione del "pane carasatu", della salsiccia e dei vini, l'intarsio del legno, la lavorazione del ferro, dei marmi e dei graniti, delle ceramiche artistiche e della lana per tappeti.



Bitti complesso di Romanzesu



Come arrivare Da Nuoro si percorre la SS 389 in direzione dell'area industriale di Prato Sardo. Si attraversa la SS 131 dir e si prosegue fino a Bitti senza attraversare alcun centro abitato. Si attraversa il paese, si continua sulla SS 389 in direzione di Buddusò e, all'altezza del km 54,2, si svolta a d. in una strada asfaltata. Si prosegue per km 1,9 quindi si gira a d. e si segue la segnaletica turistica fino al parcheggio antistante l'ingresso dell'area archeologica e la vicina biglietteria.
Il complesso si estende per circa 7 ettari in un fitto bosco di sughere, sull'altopiano di Bitti, rilievo granitico del Nuorese settentrionale. È prossimo alla sorgente del fiume Tirso.
Descrizione Romanzesu costituisce uno dei più importanti complessi abitativi e cultuali della Sardegna nuragica, con un centinaio di capanne, cinque edifici di culto un tempio a pozzo e quattro a "megaron" - e un grande recinto cerimoniale. È costruito col granito locale. L'area si sviluppa attorno al tempio a pozzo, costruito nella roccia dalle cui fenditure sgorga l'acqua sorgiva. Esso ha scala d'accesso e camera circolare (diametro m 3,40; altezza m 3,60) costruita con filari regolari di blocchi accuratamente lavorati. Il pavimento è lastricato e un bancone-sedile corre lungo il perimetro della parete. Al pozzo erano associati tre betilini scoperti a N e S della struttura. Una sorta di corridoio a gradoni, segnato da alcuni menhir, collega il pozzo con una grande vasca circolare gradonata (diametro m 14), con pavimento lastricato, forse destinata alle abluzioni rituali, dove si raccoglieva l'acqua di piena della sorgente. L'area del pozzo ha restituito materiali del Bronzo recente e finale (XIII-IX sec. a.C.). I quattro templi a "megaron" e il recinto sono situati nell'area del villaggio, sul leggero pendio prossimo al pozzo. Il primo "megaron" (lunghezza m 12,15; larghezza m 5,40/6,20; altezza residua m 2,15) è a circa 100 m dal pozzo ed è volto ad E. Aveva nella sua prima fase, del XIV sec. a.C, uno schema doppiamente "in antis" (lati lunghi prolungati sulla fronte e sul retro) con un vestibolo che immetteva attraverso un ingresso strombato nel vano rettangolare interno (lunghezza m 5,30; larghezza m 3,30). Questo era dotato di sedili e di banconi per offerte, mentre una fossa centrale sembra documentare la presenza di un elemento architettonico rituale. Nel XIII-XI secolo a.C. il vestibolo fu chiuso con muri rettilinei e dotato di spazi per contenitori d'uso rituale; nel X-IX secolo a.C. fu ampliato con la costruzione di una fronte curvilinea. Nelle vicinanze del tempio è un grande recinto ellittico (diametro m 18,40/16,70) con ingresso ad E e una struttura interna di muri concentrici. Questi creano un percorso anulare, quasi labirintico, di collegamento con un vano centrale lastricato (diametro m 4,74): al centro un basamento costruito con blocchi a cuneo doveva sostenere un elemento cultuale, forse lo stesso modellino fittile di nuraghe restituito in frammenti dallo scavo. Il rinvenimento di un migliaio di ciottoli di quarzo sembra confermare la funzione rituale dell'ambiente. Il secondo "megaron" sorge a monte del pozzo. È rettangolare (lunghezza m 11,90/11,20; larghezza m 6-5,50) ed è costruito con blocchi disposti su filari irregolari livellati con zeppe. Il vano interno rettangolare (lunghezza m 5,15/4,90; larghezza m 1,65) conserva la pavimentazione lastricata e una parte di un largo bancone. All'esterno, sul lato destro, poggiano due basamenti per le offerte con resti delle colate di piombo. Il terzo "megaron" è situato a 100 m a N del primo. Ingloba alcuni salienti di roccia ed ha forma rettangolare doppiamente "in antis" (lunghezza m. 8,80; larghezza m 2,30). Le pareti del vano interno sono realizzate con filari regolari di blocchi appena sbozzati. Il tempio era circondato da un recinto lastricato del quale si conserva il basamento. Tra le capanne del villaggio, circolari, alcune particolarmente spaziose sono dotate di banconi-sedile, nicchie e suddivisioni interne, similmente alle capanne delle riunioni di altri villaggi nuragici dell'isola. Le ceramiche restituite dalle capanne attestano un primitivo impianto dell'abitato nelle fasi evolute del Bronzo medio (XVI sec. a.C.). Altri edifici a pianta rettangolare, con lato di fondo absidato e banconi spiraliformi o circolari, erano forse funzionali all'accoglienza dei pellegrini.
Storia degli scavi I primi scavi furono effettuati da Antonio Taramelli nel 1919. A partire dagli anni '80 del Novecento ripresero le indagini sistematiche ad opera di Maria Ausilia Fadda.

Per visitare il sito archeologico:
Coop. Istelai
via Mameli 57 – Bitti, Nuoro
T 0784/414314 - 333 3211346
E-mail: coop.istelai@tiscali.it


Bitti area di Romanzesu



Il complesso si estende per circa 7 ettari in un fitto bosco di sughere, sull'altopiano di Bitti, rilievo granitico del Nuorese settentrionale. Romanzesu costituisce uno dei più importanti complessi abitativi e cultuali della Sardegna nuragica, con un centinaio di capanne, cinque edifici di culto un tempio a pozzo e quattro a "megaron" e un grande recinto cerimoniale.
Informazioni
Esiste un servizio di visite guidate ed è possibile visitare anche il Museo della Civiltà Contadina e Pastorale
Telefono: 0784 415124 (Comune), 333 3211346 - 0784 414314 (cooperativa).
Gestione: Coop Istelai, via Mameli 57, Bitti
Orario: estivo lunedì-sabato 9.00-13.00, domenica 9.30-13.00 e 15.00-19.30;
invernale: lunedì-sabato 8.30-13.00 e 14.30-18.00 (domenica 9.00-17.00)
Biglietto: intero € 3,10, ridotto € 2,10, gruppi e scuole € 1,60; unico Romanzesu e Museo € 3,60
Esenzione bambini sino a 5 anni
Sito Internet: www.comunedibitti.it - www.coopistelai.com
e-mail: culturaspettacolo@comunedibitti.it - coop.istelai@tiscali.it

Museo della Civiltà Contadina e Pastorale



Informazioni
Indirizzo: via G. Mameli, 08021 Bitti; telefono: 0784/414314; 3333211346, 3394365165
Ente titolare: Comune di Bitti
Gestione: Cooperativa ISTELAI di Bitti
Orari: 9,30-12,30 e 14,30-17,30 (ora legale 15,00-18,00); chiuso lunedì (intera giornata), martedì e giovedì (pomeriggio)
Biglietto: € 2,60 (intero), € 2,10, (portatori handicap, ultra 65 anni), € 1,60 (gruppi di almeno 9 persone).
Biglietto Unico: € 3,60, comprendente visita del Museo della Civiltà Contadina e Pastorale, del Museo de Canto a Tenores e dell'area archeologica di Romanzesu.
Esenzione biglietto: bambini 0-5 anni
Sito internet: www.coopistelai.com | www.comunedibitti.it
e-mail: servsoc.bitti@tiscali.it | coop.istelai@tiscali.it

Il museo è ospitato nelle sale di una casa che riproduce l'antica architettura locale, caratterizzata dal portico e dalle scale in granito, dal pavimento e dal soffitto in legno. È ubicato in un angolo appartato del paese, nell'antico quartiere di Monte Mannu, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale. Offre un prezioso viaggio nella memoria tra strumenti di lavoro d'altri tempi, oggetti della vita quotidiana di pastori, contadini, artigiani e massaie. Una parte dell'esposizione, articolata su due piani, è dedicata al ciclo della panificazione, un'attività affidata alle donne, che provvedevano alla produzione del "pane carasau", che rappresentava la maggiore fonte di sostentamento per i contadini e i pastori. Utensili di fogge diverse, aratri, falci, e un maestoso carro rendono memoria del faticoso lavoro di pastori e contadini. Altri spazi sono riservati alle botteghe del calzolaio e del fabbro con l'esposizione di arnesi ormai dimenticati che mostrano ritmi e consuetudini degli artigiani d'un tempo. Uno spazio importante è dedicato all'arte femminile per eccellenza, la tessitura delle coperte, qui denominate "sas vrassatas". Erano il frutto di un lavoro paziente e discreto di mani esperte, abituate alle fatiche del telaio orizzontale. Un'altra parte della casa-museo ripropone la zona abitativa della famiglia, dov'è possibile apprezzare tutti quegli oggetti e pezzi d'arredamento che ne suggeriscono un uso più familiare. Sono presenti, infatti, le riproduzioni fedeli di un salotto antico, la cosiddetta "Istanzia 'e Vonu", della cucina e della camera da letto. Il pezzo migliore in esposizione è un antico telaio verticale che veniva usato per la tessitura delle coperte tradizionali, "sas vrassatas Bittese".
Servizi Esiste un servizio di visita guidata compreso nel prezzo del biglietto. Il costo cumulativo del biglietto comprende la visita anche al Museo multimediale del Canto a Tenores e all'area archeologica di Romanzesu. Sono previsti percorsi didattici particolari per bambini e scolaresche. Le postazioni multimediali completano il percorso di conoscenza. È aperto il bookshop. Esistono barriere architettoniche. Il museo organizza un percorso religioso, che comprende tutte le chiese paesane e campestri; escursioni ai siti archeologici per visitare il nuraghe Istelai e l'area naturalistica, di interesse regionale, denominata Crastazza all'interno della quale è possibile ammirare le cascate stagionali di S'Illorai; visitaealle botteghe e laboratori artigiani della ceramica, ferro battuto, cuoio, legno, intarsio e tessitura. Su prenotazione è possibile effettuare escursioni al nuraghe di Loelle, in territorio di Buddusò; visite guidate ai murales di Onanì e a "Su Tempiesu " di Orune; un'escursione guidata al Monte Albo di Lula, con pranzo presso i pastori.



Museo multimediale del Canto a Tenores



Informazioni
Indirizzo: via Mameli 57, 08021 Bitti; telefono: 0784 414314; 333 3211346
Ente titolare: Comune di Bitti
Gestione: Istelai società cooperativa a.r.l, via Mameli, 57 Bitti
Orari: Musei: 9,30-12,30 e 14,30-17,30 (inverno); 9,30-12,30 e 15,00-18,00 (estate); Romanzesu: 8,30-13,00 e 14,30-18,00; domenica: 9,00-17,00 (inverno); 9,00-13,00 e 15,00-19,00; domenica: 9,00-19,00 (estate)
Visite guidate: Romanzesu: 9,00; 10,15; 11,45; 14,45; 16,00; domenica: 9,30; 10,45; 12,00; 13,30; 14,45; 16,00 (inverno); 9,15; 10,30; 11,45; 15,15; 16,30; 17,45; domenica: 9,30; 10,30; 11,45; 14,30; 15,30; 16,45; 17,45 (estate)
Esenzione biglietto: bambini fino a 5 anni
Sito internet: www.coopistelai.com
e-mail: coop.istelai@tiscalinet.it


Il museo
Il primo museo sardo del "canto a tenore" è situato nel centro del paese, nell'antico quartiere di Monte Mannu, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, all'interno di una tipica casa locale con pavimenti "a taulatu", in legno, e soffitto di canne e travi di ginepro. Il museo raccoglie il materiale sonoro dei più noti complessi vocali sardi ed ha come obiettivo lo studio e la valorizzazione dei vari "canti a tenore" nell'isola, ma anche la programmazione di convegni sul canto sardo e mediterraneo. Si tratta di un importante centro studi sulla polifonia della Sardegna centrale, che collabora con i paesi in cui il canto tradizionale è oggi ancora praticato e vuole diventare anche un centro di ricerca e un luogo di riferimento per studiosi, ricercatori, gruppi di cantori, appassionati e visitatori. Il "canto a tenore" è l'espressione musicale più arcaica della Sardegna centrale. Proviene da quattro cantori chiamati "bassu" (basso), "contra" (contralto), "mesu oche" (mezza voce), e "oche" (voce), disposti in circolo. È difficile stabilire le origini del canto a tenore che, secondo alcuni, risalirebbero a quando il pastore viveva nella solitudine della campagna, a stretto contatto con il bestiame e con la natura: possibile che "sa contra" nasca dall'imitazione del verso della pecora, "su bassu" da quello della mucca e "sa mesu oche" dall'imitazione del suono del vento. Il museo è unico nel suo genere, anche per la presenza di alcuni sussidi tecnologici innovativi. La zona dei "tenores", per esempio, è composta di quattro totem, dotati di monitor e sistema audio attivabile dallo spettatore, disposti in circolo come i "tenores" durante il canto, che permettono al visitatore di interagire con dei cantori virtuali. Le quattro voci, infatti, sincronizzate tra loro, sono udibili anche separatamente così da poter cogliere la singola componente assieme al risultato della polifonia. Si può poi ascoltare la musica delle varie zone dell'isola. C'è anche una zona dedicata ai videoclip dove il visitatore può selezionare, contemporaneamente, suoni e immagini perfettamente sincronizzati. Il "canto a tenore" è una delle espressioni più originali delle tradizioni sarde. È stato inserito dall'UNESCO tra i "Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity" e perciò compreso nel "Patrimonio intangibile dell'Umanità".
Servizi Esiste un servizio di visita guidata compreso nel prezzo del biglietto. Esiste un servizio di visita guidata che comprende la visita al Museo della Civiltà Contadina e Pastorale e all'area archeologica di Romanzesu. Sono previsti percorsi didattici particolari per bambini e scolaresche. Esistono barriere architettoniche. Il museo organizza un percorso religioso che comprende tutte le chiese paesane e campestri (prezzo da concordare); visite alle botteghe e laboratori artigiani della ceramica, ferro battuto, cuoio, legno, intarsio e tessitura con possibilità di assistere alle tecniche di lavorazione; escursioni al nuraghe di Loelle, in territorio di Buddusò.

Bitti, abiti tradizionali, autunno in barbagia 2014

Dove Mangiare Dove Dormire a Bitti



L'AGRITURISMO “Costiolu” si trova nel cuore della Barbagia di Ollolai, ai confine dei paesi Orune e Bitti, nella zona a nord di Nuoro, in località Lardine al km 90 della s.s. 389 che dal capoluogo barbaricino porta a Bitti, piccolo centro caratteristico dell’entroterra sardo. L’azienda di proprietà dei fratelli COSTA, ha alle spalle diversi anni di attività, prima come semplice azienda agropastorale, quindi, ormai da vent’anni, i f.lli Costa hanno voluto assecondare la volontà paterna di permettere che, a godere dei paesaggi circostanti dell’atmosfera antica ai quali erano e sono profondamente legati, fossero anche altre persone, rendendo così quel luogo un punto d’incontro, di divertimento e relax, di cultura, qualcosa come un agriturismo.


ATTIVITA' E SERVIZI OFFERTI DALL'AGRITURISMO COSTIOLU

  • Fattoria didattica riconosciuta dalla Regione Sardegna.
  • Pranzi e cene per gruppi di persone con cucina tipica nuorese.
  • Soggiorno completo o mezza pensione per 20/25 persone.
  • Escursioni a piedi, a cavallo, o con fuoristrada.
  • Campeggio in 10 piazzole attrezzate per camper, roulotte o tende.
  • Vendita diretta dei prodotti realizzati in azienda.
  • Corsi di cucina.




Maggiori informazioni



Bitti Antico borgo dei tenores
2/3/4 settembre 2016

...Luogo ospitale e pieno di storia in cui la grande civiltà nuragica innalzò i meravigliosi monumenti del villaggio-santuario di Romanzesu, uno dei maggiori centri archeologici dell’intera Isola, e dove si stabilirono gli antichi Balari che sfidarono il potente Impero Romano. In tutto il circondario si incontrano numerose testimonianze preistoriche: domus de janas e menhir (chiamati in sardo perdas fittas ossia ‘pietre infisse’) raccontano una storia che risale al Neolitico mentre a partire dall’età del Bronzo si sviluppa la civiltà nuragicadi cui si conservano le tipiche torri, le scenografiche sepolture, dette “tombe dei giganti”, oltre ai misteriosi ed affascinanti edifici sacri. Le origini del nucleo urbano risalgono probabilmente a una mansio romana (stazione di sosta) sulla strada che collegava Cagliari a Olbia. Molti reperti dell’età repubblicana e imperiale sono stati ritrovati nelle vicinanze della chiesa di Bonucaminu, a ovest dell’abitato attuale, e nel sito di Sa Patzata, da cui proviene l’iscrizione funeraria di un soldato romano di nome Decumo....





VENERDÌ 2 SETTEMBRE
ORE 18 Apertura delle cortes: degustazione di prodotti tipici, esposizione dei prodotti dell’artigianato e dei manufatti. Punti ristoro. - Lungo le vie del paese.
ORE 19 Esibizione di cori polifonici. - Chiesa N.S. delle Grazie.

SABATO 3 SETTEMBRE
ORE 9 Apertura delle cortes: degustazione di prodotti tipici, esposizione dei prodotti dell’artigianato e dei manufatti. Punti ristoro. - Lungo le vie del paese.
DALLE ORE 10 Animazione per bambini. - Piazza Asproni.
DALLE ORE 10 Laboratorio paleontologico per bambini, laboratorio del miele, laboratorio della ceramica e lavorazione al tornio, preparazione de sas origliettas e dei dolci tipici bittesi, lavorazione artigianale del legno, ferratura del cavallo e lavorazione del formaggio. - Case storiche del paese.
DALLE ORE 10 ALLE 19 Proiezione del medio metraggio Sul film della memoria, a cura di Kinemakine. - Casa Dore, via Musio.

DALLE ORE 18
Il miracolo della corsa, a cura del Circolo Amatori Podistico Nuoro:

  • ORE 18 Corsa dei bambini. - Lungo il corso V. Veneto.
  • ORE 18:30 Corsa degli adulti. - Lungo le vie del centro storico.


ORE 22 Intrattenimento musicale. - Lungo le vie del centro storico.

DOMENICA 4 SETTEMBRE
ORE 9 Apertura delle cortes: degustazione di prodotti tipici, esposizione dei prodotti dell’artigianato e dei manufatti. Punti ristoro. - Lungo le vie del paese.
DALLE ORE 10 Laboratorio paleontologico per bambini, laboratorio del miele, laboratorio della ceramica e lavorazione al tornio, preparazione de sas origliettas e dei dolci tipici bittesi,
lavorazione artigianale del legno, ferratura del cavallo e lavorazione del formaggio. - Case storiche del paese.
DALLE ORE 10 ALLE 19 Proiezione del medio metraggio
Sul film della memoria, a cura di Kinemakine. - Casa Dore, via Musio.
DALLE ORE 10 Animazione per bambini.
DALLE ORE 11 S’Isposu, rappresentazione del matrimonio tradizionale di Bitti, a cura del gruppo folk Sa Bitha. - Partenza da piazza Asproni.
ORE 16 Musica itinerante nelle cortes.

Durante le giornate di sabato e domenica si terranno le esibizioni di gruppi di canto a tenore, gruppi folcloristici in costume con balli tradizionali, cori polifonici.


Musei ed esposizioni Artistiche da visitare, laboratori e attività a Bitti per Cortes Apertas 2016

  • Museo Multimediale del canto a Tenore Via G. Mameli
  • Museo della Civiltà contadina e pastorale Via G. Mameli
  • Complesso Nuragico Romanzesu: presso Località Romanzesu. Per info: Coop. Istelai Via G. Mameli tel 0784414314 – cell 333 3211346



MUSEI
• Museo Multimediale del Canto a Tenore
• Museo della Civiltà contadina e pastorale

Info: Coop. Istelai, via G. Mameli.
- c/o piazzetta Pittalis. tel. 0784 414314 - cell. 333 3211346

VISITE GUIDATE
• Comples so Nuragico Romanzesu

Info: Coop. Istelai, via G. Mameli.
- c/o piazzetta Pittalis. tel. 0784 414314 - cell. 333 3211346

TREKKING
• Info: Soc. Coop. P.R.O. Tepilora via Mameli 57, tel. 333 6005353

COMUNE DI BITTI
• Info: Ufficio Cultura - tel.: 0784 418035
servcult.bitti@tiscali.it
www.comune.bitti.nu.it


Dove Mangiare - Dove Dormire
• Calavrina, Loc. Calavrina, Tel. 0784413056, cell. 3289597872
• Dogolai, Loc. Dogolai, Tel. 0784414285, cell.3208336118
• Ertila, Loc. Ertila, Tel. 0784414558, cell.3485267956
• Bed and Breakfast Notte al Museo, Via G. Mameli, cell. 348/526795
• Bed & Breakfast Sa Domo’e Diosa, cell. 329 4487455
• Romanzesu, Loc. Romanzesu, Tel. 0784415716, cell. 3471643238
• Azienda Agri-Faunistica Murros d’Avria, Via Trento, 11, Onanì - cell. 3334287752 / 3382460215
• Hotel Ristorante Su Lithu****, Loc. Sa Pineta, tel. 0784413012
• Ristorante Pizzeria Il Pomodoro, Via Brescia, tel. 0784414426
• Ristorante Pizzeria La Pineta, Via A. Deffenu, tel. 0784415072
• Sos Chercos Trattoria Tipica, Loc. Marcheddine cell. 3473801492 / 3470387323
• Sos Chercos 2 Trattoria Tipica, P.zza Asproni cell. 3473801492 / 3470387323
• Pizzeria Su Cantaru di Fabio Muleddu, Via Cavallotti cell. 3398651884
• Ristopub New Age, Via A. Deffenu cell. 329/4121061

*Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale Le Vie della Sardegna.

Musei
Multimediale del Canto a Tenore - Civiltà contadina e pastorale,
Coop. Istelai Via G. Mameli c/o Piazzetta Pittalis, tel. 0784414314 - cell. 3333211346
Archeologia / Archeology / Archéologie: Complesso Nuragico Romanzesu, Coop. Istelai
Trekking: Associazione Su Golostiu, C.so Vittorio Veneto, 92 - tel. 3280036232
Ceas e Escursioni / Ceas and Outings / Ceas e Excursions: Coop. Tepilora, Via Firenze, cell. 3297645847

INFO COMUNE DI BITTI:
Ufficio Cultura - tel. 0784418035 - fax 0784414308
servcult.bitti@tiscali.it comune.bitti.nu.it



Particolare del costume femmile di Bitti
Spianate di Bitti

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