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Domusnovas :: Paese della Provincia di Carbonia Iglesias dove è possibile effettuare il Free Climbing.

Località Sarde > Carbonia Iglesias


Domusnovas, una panoramica del paese
Free Climbing a Domusnovas

Domusnovas
Domusnovas, paese del Sulcis-Iglesiente, è situato nella valle del Cixerri alle pendici del monte Marganai. Le sue origini risalgono presumibilmente al secolo XII. L'economia del paese, basata inizialmente sull'agricoltura, è stata influenzata dalla presenza di giacimenti minerari, oggi abbandonati.

Abitanti: 6.527
Superficie: kmq 80,49
Provincia: Carbonia-Iglesias
Municipio: piazza Caduti di Nassyria - tel. 0781 70811
Guardia medica: via Magenta, 26 - tel. 0781 70622
Biblioteca: piazza Lecis, 1 - tel. 0781 72339
Ufficio postale: via Cagliari, 128 - tel. 0781 71600

Domusnovas Stemma

Domusnovas è uno dei più importanti paesi dell'Iglesiente. Situato nella valle del Cixerri, alle pendici del monte Marganai, gode di un clima favorevole grazie allo scudo offerto dai monti vicini. L'origine del nome è ancora incerta,il toponimo è un composto del sardo "domo" che designava il centro del complesso rustico formato da più case rurali. Domusnovas prenderebbe così il signifcato di "case nuove".
Grazie alle ricchezze naturali è stata abitata fin dai tempi più remoti. Tracce di insediamenti risalgono al neolitico e si evidenziano sopratutto nella famosa grotta di San Giovanni.
L'età nuragica ha lasciato i segni più evidenti della presenza dell'uomo nella zona, lo dimostrano i resti di nuraghi come quello di Sa Domu e S'Orku e di una tomba dei giganti. I ruderi del tempio fenicio-punico di Matzànni fanno ipotizzare un'ampia frequentazione anche da parte dei fenici.
La struttura urbanistica del paese è tipica dei centri di natura agricola con strade strette che si intersecano e case con ampi cortili che in passato avevano il compito di raccogliere le varie attrezzature agricole.

Iglesiente

L'area dell'Iglesiente, che si estende a nord della valle del Cixerri e confina a nord est con il Campidano, ha una forma vagamente triangolare. È un territorio in cui pulsano incontrastate la natura e la storia.
La natura è incontaminata nei rilievi montuosi come nelle valli irrorate da fiumi che talvolta precipitano in spettacolari cascate, nelle profonde grotte come nel tratto costiero, caratterizzato da spiagge estese, tra cui spicca Piscinas, con le sue metafisiche dune di sabbia, o la splendida insenatura di Masua, che guarda il faraglione calcareo di Pan di Zucchero.
La storia dell'uomo è testimoniata dalle numerose emergenze archeologiche e storico-artistiche disseminate in tutto il territorio: dal tempio di Antas presso Fluminimaggiore al nuraghe Domu de s'orcu presso Domusnovas, fino alle architetture medioevali di Iglesias e alle rovine del Castello d'Acquafredda nei pressi di Siliqua, costruito nella metà del 1200 dalla famiglia pisana dei conti della Gherardesca.
Per gli appassionati di archeologia industriale, i villaggi di Monteponi, San Giovanni e Campo Pisano, costruiti nel XIX secolo per sfruttare le risorse metallurgiche della zona, offrono suggestivi scenari, che oggi fanno parte del Parco Geominarario Storico e Ambientale della Sardegna. Altri abitati minerari suggestivi si trovano a Nebida e Masua, che conservano ancora i resti dell'attività estrattiva che vi veniva svolta fino a pochi decenni orsono, così come a Buggerru, dove restano le strutture del porto utilizzate per l'esportazione dei minerali estratti.


Domusnovas da Scoprire

Di sicuro interesse per il visitatore è il museo di minerali e fossili Bachis e la miniera piombo-zincifera di Arenas che si trova nella storica vallata di Oridda e si raggiunge da Domusnovas una volta oltrepassata la grotta di San Giovanni.
La grotta di San Giovanni deve il proprio nome alla presenza di una cavità usata nel periodo antico come cappella rupestre dedicata al Santo. Interamente illuminata, si trova nei pressi di Domusnovas e si è formata in seguito al cedimento di un'enorme massa calcarea; essa deve la sua singolarità alla presenza, all'interno della sua tortuosa e sinuosa galleria, di una strada interamente carrozzabile che si sviluppa per tutta la sua lunghezza, rendendola unica in Italia e rarissima anche nel mondo: risulta infatti, accertata l'esistenza di altri tre soli casi.
Il centro urbano di Domusnovas è caratterizzato da un centro storico ricco di chiese e palazzi storici. Nell'attuale abitato sono presenti le parrocchie di Santa Maria Assunta e di Sant'Ignazio, mentre risultano campestri le chiese di San Giuliano e di Santa Vittoria. Fra le feste tradizionali, Sant'Ignazio l'ultima domenica di maggio, San Giovanni Battista il 24 giugno e l'Assunta il 15 agosto.


Complesso di Sa Domu 'e S'Orku

Come arrivare
Da Cagliari prendere la SS 130 e svoltare al bivio per Domusnovas, segnalato dai cartelli. Al centro del paese si trova un primo cartello per il nuraghe, seguendo il quale si arriva alla periferia del paese e, prima del distributore, svoltare a destra seguendo le indicazioni per l'AIAS San Giovanni. Il complesso Nuragico si trova a 500 metri dalla strada.
L'area archeologica sorge alle falde sud-orientali del complesso calcareo del Monte Mannu, nell'Iglesiente, regione della Sardegna sud-occidentale.
Descrizione
Il complesso è costituito da una torre originaria inclusa in un bastione trilobato e da un antemurale pentalobato. Alcuni resti murari suggeriscono la presenza di un villaggio annesso al nuraghe.
Il mastio, di pianta circolare (m 8,80 di diametro), si conserva per un'altezza massima residua di m 4,50. La muratura è costituita da filari orizzontali irregolari di blocchi calcarei di medie e grandi dimensioni, appena sbozzati. L'ingresso alla torre, architravato (m 1,60 x 0,47 x 0,90 di profondità) e parzialmente interrato, è esposto a sud.
Il retrostante corridoio di accesso alla camera, con pareti aggettanti e chiusura a lastroni, è lungo m 2,00 e largo m 1,00. Nella parete destra del corridoio si apre la porta della scala d'andito, ostruita – nel fondo – dal materiale di crollo.
L'ingresso alla camera, trapezoidale, è sormontato da un architrave con finestrello di scarico. La camera, svettata, ha pianta ellittica (m 3,80 x 2,40 di diametro) ed un'altezza residua – misurata sul piano di crollo – di m 5. Nella parete destra del vano si osservano due nicchie, distanti fra loro un metro circa. La nicchia più vicina all'ingresso, accessibile attraverso un ingresso architravato, ha pareti aggettanti (m 1,55 di altezza massima). Il mastio è cinto da un bastione di m 17 di lunghezza (asse nord-sud) x 12,40 di larghezza (asse est-ovest), ben conservato nel lato est-nord-est, con un'altezza massima residua di m 7,00. La muratura del bastione è costituita da pietre di medie dimensioni appena sbozzate. Si accedeva al cortile attraverso un ingresso che fiancheggia la torre D, aperto in un tratto rettilineo del bastione. Su di esso si apriva, sulla parete destra, l'ingresso all'andito che conduce alla celletta C (m 2,90 x 2,20 di diametro) dall'altezza massima residua di m 4,50. Il cortile E misura m 4,40 x 2,20.
Tranne che nel lato est-nord-est, il bastione è circondato da un antemurale pentalobato e da due cortine d'armi, non comunicanti, con ingressi indipendenti. La tecnica muraria dell'antemurale è differente rispetto a quella del mastio e del bastione: infatti i massi di calcare sono di maggiori dimensioni e la disposizione a filari è più regolare. Le torri della cinta si conservano per un'altezza massima di m 3,70, su tre o quattro filari, le cortine variano da un'altezza residua di m 3 su 3 file a m 0,70 su una fila. L'interno dei vani è ingombro di pietrame.
Il nuraghe è databile al 1600-1000 a.C.




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