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Foreste della Provincia dell'Ogliastra

Territorio > I Monti di Sardegna > Le Foreste Sarde


Vista di Montarbu da Perda liana comune di Seui

Montarbu
Come si raggiunge Vi si accede uscendo da Seui nella strada che porta a Ussassai; dopo la cantoniera Arcuerì si prende a sinistra la strada montana che porta al lago dell’alto Flumendosa. Dopo 6,5 km si svolta a destra per la strada d’accesso alla foresta demaniale di Montarbu.

La parte più antica della foresta (complessivamente circa 1668 ha) fu venduta nel 1926 all’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali. Con la costituzione della Regione Autonoma della Sardegna, la foresta demaniale di Montarbu divenne patrimonio regionale e nel 1965 l’area si ampliò con altri 1098 ettari di proprietà del Comune di Seui. Il territorio è caratterizzato da paesaggi di notevole bellezza, legati anche alla particolare geologia dell’area e in particolare alla presenza di calcari mesozoici che formano imponenti tacchi dalle pareti subverticali poggianti su scisti paleozoici. La quota più elevata è quella di Pizzu Margiani Pubusa (1324 m). Il paesaggio vegetale è caratterizzato dalla presenza di boschi di leccio, con elementi relitti della flora terziaria (agrifoglio, tasso, acero trilobo), localmente presenti anche formazioni a carpino nero, specie molto rara in Sardegna. La flora include svariate specie rare ed endemiche. Anche la fauna è molto ricca: tra le altre specie, il cervo, il muflone, il gatto selvatico, l’aquila reale, lo sparviero, l’astore, il falco pellegrino. Dal 1980 l’intera superficie della foresta è diventata oasi di protezione faunistica ed è visitabile per mezzo di una rete di sentieri. È attrezzata con accoglienti infrastrutture ricettive, fra cui i bungalow gestiti da una cooperativa locale e un piccolo museo-centro-visita.

Montarbu.jpg
Seui oasi naturalistica di Montarbu vegetazione endemica nella punta Margiani Pubusa.

Dal massiccio del Gennargentu, vista su Montarbu e Perda 'e Liana con la neve.
Montarbu e Perda 'e Liana dal Gennargentu comune di Arzana.

La foresta demaniale di Montarbu e un'importante meta turistica attrezzata con accoglienti infrastrutture ricettive e comodi sentieri che la percorrono in tutta la sua estensione; all'interno del complesso è presente anche un piccolo museo floro-faunistico dove sono esposti reperti naturalistici e storico-archeologici provenienti dal comprensorio della foresta. Tra le specie animali da segnalare ricordiamo il muflone, facilmente osservabile e non di rado possibile da incontrare mentre pascola in numerosi branchi, l'aquila reale e il gatto selvatico. E poi l'aquila del Bonelli, il falco pellegrino, la poiana, lo sparviero, l'astore, il nibbio, il grifone, l'avvoltoio monaco e degli agnelli ed il ghiro. All’interno del suo perimetro, la foresta ospita aree di interesse naturalistico ed archeologico di straordinaria importanza come l’imponente falesia calcarea del Tonneri, culminante con la maestosa cima del Margiani Pubusa che con i suoi 1324 metri è la massima altitudine del territorio, l’area archeologia di S'Orgioloniga dove si trovano i resti di una fonte sacra e di un insediamento nuragico e da dove è possibile ammirare uno splendido panorama, ed il nuraghe di Analù. Il Monumento Naturale Perda 'e Liana si trova nel territorio del comune di Gairo, è alto 1.293 mt. e per la sua posizione geografica costituisce un riferimento geografico importante ed un simbolo dell'isola della Sardegna, essendo visibile da grandi distanze e dominante il paesaggio del massiccio del Gennargentu.


Montarbu e Perda 'e Liana visti dal Gennargentu

Montarbu

Importante meta turistica, è attrezzata con accoglienti infrastrutture ricettive e comodi sentieri che la percorrono in tutta la sua estensione; all'interno del complesso è presente anche un piccolo museo floro-faunistico dove sono esposti reperti naturalistici e storico-archeologici provenienti dal comprensorio della foresta.

Provincia: Ogliastra - Comune: Seui - Superficie: 2.700 ha

Descrizione generale e storica Il nucleo più antico delle foresta è costituito da un bene ex-ademprivile di circa 1668 ettari, venduto nel 1926 dalla Cassa di Credito Agrario di Cagliari all'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali per la somma di £ 955.150. Con la costituzione della Regione Autonoma della Sardegna nel 1948, la Foresta Demaniale di Montarbu divenne patrimonio regionale e successivamente ingrandita nel 1965 quando il comune di Seui alienò all'A.F.D.R.S altri 1098 ettari contigui al complesso originario. Fino agli anni '40 il vecchio Demanio era costituito per la maggior parte da soprassuoli di leccio, con grande predominanza di fustaia, che venivano utilizzati per soddisfare la grande richiesta di combustibile del periodo bellico e pre-bellico quando tutto il materiale ricavato dai tagli veniva carbonizzato e poi trasferito via ferrovia ai porti di Arbatax e Cagliari per essere spedito nel resto d'Italia, in Francia e Spagna. Dopo il 1965, sui circa 1000 ettari di terreni comunali acquistati dall’A.F.D.R.S dal comune di Seui, vennero avviati i lavori di rimboschimento, finanziati coi fondi del Piano di Rinascita. Nel 1989 poi, ai sensi della L.R. 31/89, circa il 70% della superficie della foresta di Montarbu è stata inclusa nella proposta di Parco naturale del Gennargentu in quanto area di interesse ambientale internazionale per complessità geologica, geomorfologia, vegetazionali faunistica, mentre la parte nord del territorio della foresta ricade nel S.I.C. All’interno del suo perimetro, il complesso forestale ospita aree di interesse naturalistico ed archeologico di straordinaria importanza come l’imponente falesia calcarea del Tonneri, culminante con la maestosa cima del Margiani Pubusa che con i suoi 1324 metri è la massima altitudine del territorio, l’area archeologia di S'Orgioloniga dove si trovano i resti di una fonte sacra e di un insediamento nuragico e da dove è possibile ammirare uno splendido panorama, ed il nuraghe di Analù. La Foresta Demaniale è attraversata da numerosi corsi d’acqua tra i quali il più importante è naturalmente il Flumendosa, che costituisce il limite nord del Complesso Forestale. Altri corsi d’acqua, che sono a carattere perenne e traggono quasi tutti origine dal massiccio calcareo sono il rio Ermolinos, il rio Funtana d’Oru ed il Liscerzu. Numerose sono anche le sorgenti che sgorgano in grande abbondanza nell'area dei calcari; tra le più importanti ricordiamo le sorgenti di Funtana d'Oro, Strumpu Seidi, S'Orroli, Pirarba, Is Medduris, Nuletta, Middai e Funtana Dorada.
Fauna La foresta ospita un patrimonio faunistico molto importante e per questo motivo è diventata oasi di protezione faunistica già nel 1980.
Tra le specie animali da segnalare ricordiamo il muflone, facilmente osservabile e non di rado possibile da incontrare mentre pascola in numerosi branchi, l'aquila reale e il gatto selvatico. E poi l'aquila del Bonelli, il falco pellegrino, la poiana, lo sparviero, l'astore, il nibbio, il grifone, l'avvoltoio monaco e degli agnelli ed il ghiro.
Flora La vegetazione è macchia mediterranea composta da boschi naturali di leccio, agrifoglio, tasso ed acero trilobo. Lungo il Riu Ermolinus il bosco è chiuso e denso, caratterizzato dalla presenza del leccio e di alcuni magnifici esemplari di tasso e agrifoglio, e anche frassini, carpini e ontani, aceri e salici (e anche qualche pianta di faggio, castagno e pioppo di introduzione artificiale). Nella zona sono presenti anche alcuni esemplari monumentali di leccio; il più grande e famoso monumento vegetale (leccio) detto s'Ilixi 'e Canali, si trova però, all'esterno del perimetro della foresta, lungo il confine occidentale costituito dal Riu Su Canali, ma comunque facilmente raggiungibile dalla foresta. Da segnalare anche l'importante presenza di rari endemismi di grande rilievo scientifico e naturalistico come il Cirsium microcephalum, il Prunus prostrata, l’Armeria morisii, l’Armeria sardoa e la Genista corsica. Un altro carattere molto importante della flora presente in questo territorio è la presenza dei paleoendemismi, specie di antica formazione che si sono evolute in isolamento ed in genere molto isolate e spesso a rischio di estinzione.
Come si raggiunge L'ARST-gestione FdS organizza in alcune occasioni il trasporto con il Trenino Verde verso la foresta demaniale di Montarbu, a partire dalla stazione di Mandas. Può essere l'occasione per visitare in modo alternativo, senza l'utilizzo dell'automobile, i territori interessati e raggiungerli attraverso un piccolo viaggio suggestivo e capace di offrire viste e panorami altrimenti al di fuori dalla portata del quotidiano.
In auto si arriva invece percorrendo la SS n.128, superato Seui in direzione Ussassai, dopo la cantoniera Arcuerì, si gira a sinistra per la strada montana che porta al lago dell’alto Flumendosa. Dopo circa 6,5 km si svolta a destra per la strada d’accesso alla Foresta demaniale di Montarbu.
Se si arriva da Lanusei o da Nuoro, si lascia la SS 389 all’altezza del km 174, per proseguire sulla strada che porta al lago dell’alto Flumendosa e verso il monte Tonneri. Seguire le indicazioni per Montarbu.
Coordinate GPS ingresso foresta: N 39° 52' 11" E 009° 23' 49" (coordinate geografiche DMS, sistema di riferimento WGS84).





Strutture ricettive presso il centro servizi di Montarbu.

Cascata Montarbu La Foresta Demaniale di Montarbu è attraversata da numerosi corsi d’acqua tra i quali il più importante è naturalmente il Flumendosa, che costituisce il limite nord del Complesso Forestale. Altri corsi d’acqua, che sono a carattere perenne e traggono quasi tutti origine dal massiccio calcareo sono il rio Ermolinos, il rio Funtana d’Oru ed il Liscerzu. Numerose sono anche le sorgenti che sgorgano in grande abbondanza nell'area dei calcari; tra le più importanti ricordiamo le sorgenti di Funtana d'Oro, Strumpu Seidi, S'Orroli, Pirarba, Is Medduris, Nuletta, Middai e Funtana Dorada.

Cascata di Montarbu comune di Seui

Bingionniga
Come si raggiunge Vi si accede attraverso la Strada Statale 125 Orientale Sarda. All’altezza del km 109 si svolta a sinistra e dopo 700 metri si raggiunge l’ingresso principale della foresta.

Situata nella parte centrale della provincia dell’Ogliastra, la foresta ricade quasi interamente nel territorio del Comune di Jerzu. Dal punto di vista geologico, il suo territorio è rappresentato da un complesso calcareo-dolomitico del Giurassico. Nel corso dei millenni, i fenomeni erosivi hanno isolato, sul basamento degli scisti dell’Era Paleozoica, grandi torri calcaree (tacchi) che rendono inconfondibile il suggestivo paesaggio. I corsi d’acqua principali, a carattere torrentizio, sono Rio Moliapas, Rio de Alustia e Rio Su Crabiolu. L’altitudine della foresta varia dai 245 m s.l.m. in località Rio de Alustia, ai 737 m in località Gessitu. La formazione forestale più rappresentativa è costituita dal bosco di leccio. Nelle zone di fondovalle il leccio si associa all’orniello e al carpino nero che è presente anche ai piedi delle falesie. Laddove lo strato arboreo si dirada, alla lecceta si sostituisce come formazione secondaria la macchia alta e bassa a leccio, corbezzolo, erica, lentisco, cisto, etc. Nelle zone rupestri è presente una flora ricca di specie rare ed endemismi, nonché di formazioni ad arbusti montani prostrati.


Bingionniga
Le guglie di Bingionniga
Jerzu veduta dei tacchi

Bingionniga

Una foresta molto interessante dal punto di vista ambientale, con una flora ricca di specie rare ed endemismi floristici che mostra al visitatore un paesaggio molto suggestivo.

Provincia: Ogliastra - Comune: Jerzu - Superficie: 422.73 ha


Descrizione generale Situata nella parte centrale della provincia dell'Ogliastra, la foresta ricade quasi interamente nel territorio amministrativo del Comune di Jerzu.
Aspetti climatici Il clima presenta una stagione estiva caldo-arida con deficit idrico ed una stagione autunno-invernale moderatamente umida nella quale si concentrano le precipitazioni. Le temperature più basse vengono raggiunte nel mese di Gennaio, che risulta essere anche il mese più freddo, mentre il mese più caldo risulta essere Agosto.
Aspetti geopedologici Dal punto di vista geologico il territorio della foresta è rappresentato dal complesso calcareo-dolomitico del Giurassico. Il basamento è costituito da scisti dell’Era Paleozoica, sul quale si depositò, durante le invasioni marine del Mesozoico, una spessa coltre di sedimenti. Il tavolato così formatosi emerse dal mare durante l’orogenesi alpina, fu attaccato dagli agenti atmosferici e dai corsi d’acqua che lo smembrarono, lasciando affiorare sul basamento originario solo le grandi torri calcaree (tacchi) che rendono inconfondibile il suggestivo paesaggio. Il paesaggio tipico delle formazioni appena descritte è morfologicamente accidentato, soprattutto nel settore sud-occidentale della foresta sono presenti le formazioni rocciose tipiche dell’altopiano calcareo – magnesiaca, i “tacchi” che contraddistinguono tutto il paesaggio dell’Ogliastra. I corsi d’acqua principali, prevalentemente a portata stagionale, sono Riu Moliapas, Riu Alusti e Riu Su Crabiolu. L’altitudine della foresta varia dai 245 m s.l.m. in località Riu Alustia, ai 737 m s.l.m. in località Gessitu.
Aspetti vegetazionali La formazione forestale più rappresentativa è costituita dal bosco di leccio, utilizzato fino agli anni ’70. Durante gli anni ’90, gran parte della superficie del bosco è stata sottoposta ad interventi di ripulitura, diradamento e dei primi tagli di conversione all’alto fusto. Il bosco di leccio nella sua formazione più densa non ammette che pochi elementi tolleranti dell’ombra fillirea, pungitopo, corbezzolo, viburno,ecc. Nelle zone di fondovalle il leccio si associa all’orniello ed al carpino nero che è presente anche ai piedi delle falesie. Laddove lo strato arboreo si dirada, per motivi topografico-edafici e come conseguenza di interventi antropici (incendio, pascolo) alla lecceta si sostituisce come formazione secondaria la macchia alta e bassa a leccio, corbezzolo, erica, lentisco, cisto, ecc. Nelle zone rupestri è presente una flora ricca di specie rare ed endemismi, nonché di formazioni ad arbusti montani prostrati. La superficie boscata del complesso forestale in esame risulta di 300 ha circa pari al 70% dell’intera superficie ed esercita una considerevole funzione protettiva. Le formazioni costituite da specie autoctone (cedui matricinati e fustaie transitorie di leccio) esplicano un’ottima intercettazione delle precipitazioni e una buona formazione di lettiera (suoli evoluti e ricchi di sostanza organica) e di conseguenza un’elevata azione regimante. Il territorio della foresta di Bingionniga è particolarmente interessante dal punto di vista ambientale, visto anche il pregio naturalistico offerto dai Tacchi dell’Ogliastra. Particolari microhabitat come le forre, le piccole valli ecc., ospitano alcuni importanti endemismi floristici quali Linaria mulleri, Satureia cordata, Iberis integerrima, sulle rupi erica, coronilla e terebinto. La visione panoramica riserva un paesaggio suggestivo caratterizzato dal cromatismo delle falesie immerse nella fitta lecceta.

 Free Climbing nei Tacchi d'Ogliastra

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