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Foreste della Provincia di Nuoro

Territorio > I Monti di Sardegna > Le Foreste Sarde


Torpè, veduta da Usinavà

Torpè, veduta da Usinavà
Comune: Torpè
Descrizione foto in alto: La Foresta Demaniale di Usinavà ricade nel territorio del comune di Torpè per una superficie di 1146 ettari circa. L'area è caratterizzata da uno scenario naturalistico tratteggiato da aspre e selvagge rocce che fenomeni di erosione hanno modellato dando loro forme e sagome riferibili al mondo animale. Alcuni tratti della foresta sono dominati da graniti, fra i quali si distinguono le "serre", un susseguirsi di creste coniche simili ai denti di una sega. Le maggiori concentrazioni di boschi di leccio si trovano nelle località di Badd'e Cabras e di Sa Figu, dove non mancano piante di corbezzolo, lentischio, fillirea, ginepro rosso e sughera.



8 Usinavà

Come si raggiunge Dalla periferia nord di Budoni, prendere la strada che si diparte dalla Strada Statale 125 Orientale sarda, e proseguire per le frazioni di Brunella, Talavà, Su Cossu e Sos Rios; ancora per 1,5 km fino al fabbricato di servizio della foresta demaniale. È raggiungibile anche dall’abitato di Torpè, attraverso la strada che porta al lago artificiale sul Rio Posada, proseguire per Talavà e da qui lungo il percorso sopraindicato.
La foresta di Usinavà ricade interamente nel territorio del Comune di Torpè e la sua acquisizione all’Ente Foreste dello Stato risale agli anni ’60. La morfologia del territorio e i paesaggi sono fortemente caratterizzati dal substrato geologico rappresentato da graniti paleozoici di colore rosa, grigio-chiaro o bianco, modellati dagli agenti atmosferici in forme bizzarre e suggestive.
La vegetazione è rappresentata da boschi di leccio e soprattutto da macchie e garighe. Lungo i corsi d’acqua si ritrovano invece formazioni riparie costituite prevalentemente da salici e tamerici.
La fauna è ricca e varia: oltre al muflone, da tempo reintrodotto nell’area, sono presenti l’aquila reale, la poiana, la pernice sarda, il gatto selvatico, la martora, la donnola, la lepre sarda. Presso la casermetta sono presenti spazi attrezzati per la sosta e servizi igenici. È possibile inoltre pernottare presso i bungalow e prenotare visite guidate.

Giovane Muflone al pascolo, foreste provincia di Nuoro, come arrivare dove andare, informazioni turistiche
8 Usinavà, Foresta demaniale Torpè (NU)
Maschio di un anno ripreso presso Pedra Bianca. Foto scattata durante il censimento dei mufloni a giugno 2012, nella fascia parafuoco di confine tra Pedra Bianca, in agro di Padru, e l'area forestale di Usinavà in agro di Torpè.

Il Muflone è fra gli animali più rappresentativi dell’Isola. Ha un’aspetto compatto e robusto, con tronco ed arti muscolosi, occhi grandi e orecchie brevi, piuttosto simile ad una pecora domestica ma con forme più slanciate, particolarmente adatte ad ambienti impervi e rocciosi. Le colonie di mufloni presenti oggi in Sardegna sono tra loro disgiunte e si trovano principalmente in Ogliastra, sul Monte Tonneri, sul Gennargentu, nel Supramonte, sul Monte Albo e, di più recente introduzione, a Capo Figari, all’Asinara e sui rilievi del Limbara in Gallura.
Descrizione foto in alto: Maschio di un anno ripreso presso Pedra Bianca. Foto scattata durante il censimento dei mufloni a giugno 2012, nella fascia parafuoco di confine tra Pedra Bianca, in agro di Padru, e l'area forestale di Usinavà in agro di Torpè. Gli animali sono stati reintrodotti a partire da un recinto faunistico presso Usinavà.



12 Crastazza - Sos Littos

Come si raggiunge L’area è agevolmente raggiungibile da Nuoro percorrendo la Strada Statale 131 d.c.n. Nuoro-Olbia sino al bivio per Lula-Bitti; da qui, in prossimità del centro abitato, si prende la Strada Comunale Bitti-Sos Littos.
L’area, di notevole interesse ambientale e paesaggistico, è inclusa nell’istituendo Parco naturale regionale Tepilora Sant’Anna e Rio Posada e ricade interamente nel territorio comunale di Bitti. Le quote variano dai 68 m (Rio Posada) sino ai 979 m s.l.m. di Nodu Pedra Orteddu.
Il substrato geologico è rappresentato da graniti modellati dall’erosione in forme spesso molto suggestive. Numerosi i corsi d’acqua, a carattere prevalentemente stagionale, che confluiscono nel rio Posada. La vegetazione spontanea è costituita da leccio, sughera, corbezzolo, fillirea, erica e ginepro. Alcune aree percorse da incendio sono state rimboschite con diverse specie di pino.
La fauna dell’area include specie tipiche dei boschi e della macchia mediterranea come il cinghiale, la lepre sarda, la volpe, il gatto selvatico. Negli ultimi anni sono stati avvistati alcuni esemplari di daino e di muflone provenienti dalla vicina foresta di Sos Littos-Sas Tumbas.

Laghetto artificiale di Tepilora, Bitti (NU)
Crastazza - Sos Littos
Bitti, parco naturalistico di Tepilora

Bitti, parco naturalistico di Tepilora
Comune: Bitti
Argomento: Ambiente e territorio
Descrizione foto in alto: Il Parco Naturale Regionale dell'Oasi di Tepilora, in via di istituzione, ricade interamente nel Comune di Bitti, con i suoi 4700 ettari circa disposti intorno al Monte Punta Tepilora. All'interno dell'area ricadranno tanto la foresta demaniale di Crastazza e Tepilora che quella di Sos Littos, protetta fin dal 1914. Dal punto di vista faunistico sono presenti numerose specie tipiche della macchia mediterranea come il cinghiale, la lepre sarda, la volpe, il gatto selvatico, nonché esemplari di daino e di muflone.

Foresta Demaniale di Altudè, Lula (NU).

Foresta Demaniale di Altudè
Comune: Lula
Descrizione foto sopra: La vegetazione del Monte Albo è formata in gran parte da specie tipiche dell’area mediterranea ed è costituita da circa 660 specie, elemento che la distingue come area di notevole importanza botanica e per la ricchezza e la peculiarità della flora presente. Il complesso forestale comprende la foresta demaniale di Artudè (o Altudè) circa 900 ettari pervenuti nel 1983 all’Ente foreste dall'ex Azienda Foreste Demaniali, ed il cantiere forestale Sa Cropecata-Tuppui (ulteriori 300 ettari circa, di proprietà del comune di Lula).

13 Altudè

Come si raggiunge Da Nuoro, percorrere la Strada Statale 131 d.c.n. verso Olbia, raggiunto il bivio di Lula, si procede lungo la Strada Provinciale 45 fino a trovare l’indicazione per la foresta.

L’area si estende da quota 1101 m di Mesu ‘e Puntas a quota 577 m s.l.m. di Pranu Altudè. Il rilievo montuoso del Montalbo è costituito da rocce calcareodolomitiche del Mesozoico, poggianti su un complesso scistoso cristallino del Paleozoico. Sono presenti tutte le forme caratteristiche dell’erosione carsica come campi carreggiati, doline e voragini. La flora è costituita da circa 660 specie tra cui sono numerose quelle rare o endemiche; si tratta dunque di un’area di notevole importanza botanica per la ricchezza e la peculiarità della flora. La vegetazione è caratterizzata da boschi di leccio, macchie ad erica e lentisco, garighe e prati. Nelle zone di vetta sono inoltre presenti formazioni ad arbusti montani prostrati; qui, e nelle zone rupestri, è possibile osservare la maggior parte delle specie botaniche endemiche presenti. La fauna annovera il geotritone del Montalbo, la pernice sarda, la lepre, il gatto selvatico, la martora, il topo, il cinghiale, il muflone, l’aquila reale, l’astore, il discoglosso sardo, la raganella sarda, la biscia dal collare. Lungo i sentieri che attraversano la foresta (in particolare il n. 106 Badde Viola - Sa ‘e Tamponi) si trovano diversi ruderi dei rifugi di pastori, aie carbonili, vecchi pinnettos restaurati (Cuile Ortorutta e Juanne Moro) attorno ai quali sono state create piccole aree di sosta attrezzate. Da punta Su Calancone è possibile, spesso, osservare colonie di mufloni.

Sos Pinnettos
13 Altudè, foreste sardegna provincia di Nuoro
La vecchia casa padronale di Jacu Piu, ingresso della sede del complesso forestale. Nuoro (NU).

Jacu Piu
Didascalia: La vecchia casa padronale di Jacu Piu, ingresso della sede del complesso forestale.
Descrizione foto sopra: Una antica struttura acquistata dall'Ente Foreste, in passato proprietà degli eredi Mannironi, ora destinato a diventare sede del complesso forestale Marghine-Sa Serra. Jacu Piu si trova ai piedi del monte Ortobene, nella vallata di Marreri, ed è gestita dall'Ente Foreste della Sardegna come U.G.B.(unità gestionale di base) del complesso forestale Marghine-Sa Serra.

14 Jacu Piu
Come si raggiunge Da Nuoro, ai piedi del Monte Ortobene, si imbocca la Strada Statale Nuoro-Siniscola; all’altezza del km 9 si prende la Strada Provinciale Malamatu e dopo un chilometro si imbocca la strada vicinale Ziminaru.

L’area ricade nel territorio amministrativo del Comune di Nuoro, da cui dista circa 10 km. Il substrato geologico è rappresentato da graniti e il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di torrioni e pinnacoli, grandi elementi monolitici modellati dal tempo nelle forme più strane. Le quote variano dai 150 ai 699 m s.l.m. Sono presenti diversi corsi d’acqua a carattere prevalentemente torrentizio. Molte aree sono visitabili solo a piedi percorrendo sentieri o carrarecce costruite in passato per il trasporto della legna e del carbone. La vegetazione è rappresentata da boschi di leccio, pascoli arborati a sughera, macchie, garighe e prati. Per quanto riguarda la fauna, nell’area è particolarmente abbondante il cinghiale e sono presenti il raro gatto selvatico, la martora, la donnola, la lepre sarda e il coniglio selvatico. Tra gli uccelli è rimarchevole la presenza dell’aquila reale, dell’astore e dello sparviero, oltre a numerose specie più comuni come la poiana, la ghiandaia, il merlo, il pettirosso, etc. Nella zona si trovano insediamenti e necropoli di epoca nuragica; a metà del costone del monte rivolto a nord, esiste infatti un picco roccioso chiamato Nuragheddu. Ai suoi piedi, in una piccola conca, sono ancora visibili i resti di un pozzo sacro. Testimonianze di epoca romana sono invece state rinvenute nei pressi delle rovine della chiesetta dedicata a San Teodoro.

14 Jacu Piu Il tronco nodoso di una roverella secolare.
14 Jacu Piu foresta demaniale Nuoro (NU).

Foresta di Montes, pinnetta
Comune: Orgosolo
Descrizione foto sopra: Questa tipica pinnetta, in località Badu Eni, è stata presa in gestione da un gruppo di giovani che l'hanno attrezzata come punto di ristoro per i turisti per i quali vengono preparati spuntini seguendo ricette proprie della cucina del posto.

Supramonte di Orgosolo, leccio
Comune: Orgosolo
Descrizione foto sotto: Sul Supramonte di Orgosolo, nel greto del ruscello in località Badde sa Tuva s'Ilixi e Tureddu, spuntano da un enorme macigno le branche di un gigantesco leccio (Quercus Ilex) con il tronco completamente inglobato nella roccia calcarea.


Supramonte di Orgosolo, leccio

15 Montes
Come si raggiunge È facilmente raggiungibile da Nuoro. Prendere la strada per Orgosolo e dall’ingresso del paese seguire la Strada Provinciale 48. Dopo circa 15 km si arriva alla casermetta dell’Ente Foreste della Sardegna.

La foresta demaniale Montes, istituita nel 1914, ricade interamente nel territorio comunale di Orgosolo. Il substrato geologico è costituito da calcari mesozoici, le cui forme di erosione più spettacolari sono i tacchi (Monte Novo S. Giovanni, Monte Fumai, Monte Su Biu) e i canyon (la gola del Rio Flumineddu), che poggiano su una base di scisti del paleozoico. La cima più elevata è Monte Armario (1433 m).
La formazione forestale più diffusa è la lecceta. Di particolare importanza quella primaria di Sas Baddes, una foresta plurisecolare unica per naturalità, estensione e ricchezza di alberi monumentali. Le zone rupestri ospitano una flora ricca di specie rare ed endemiche. Presso i corsi d’acqua sono presenti gallerie a ontano nero. Tra le specie faunistiche il muflone, il ghiro, il gatto selvatico, l’aquila reale, l’astore, lo sparviero, il geotritone del Supramonte. Numerosi i resti di età nuragica come il villaggio di Sas Baddes, il Nuraghe Mereu e le due tombe di giganti di Sa Senepida. Di grande interesse i resti degli ovili dei pastori, costruiti in pietra, legno e frasche. Presso la casermetta di Funtana Bona si trovano parcheggi, aree attrezzate per la sosta e un interessante museo didattico dedicato a quest’area del Supramonte.

15 Montes Foresta demaniale Orgosolo (NU).
15 Leccio secolare nella foresta di Sas Baddes.

16 Uatzo

Come si raggiunge Vi si accede dalla Strada Statale 295, nel tratto tra Belvì e Tonara, all’altezza della stazione di Desulo-Tonara. Si percorre una strada a fondo naturale per circa 2 km prima di entrare nel complesso forestale. Si prosegue per circa 5 km prima di raggiungere il Centro servizi.

La foresta demaniale di Uatzo ricade nei territori dei comuni di Tonara, Belvì e Sorgono. Dal punto di vista geologico, l’area è caratterizzata dalla presenza di scisti e argilloscisti del Paleozoico. La morfologia è collinare-montana, con cime relativamente elevate tra cui Conca Giuanni Fais (1495 m) e Bruncu Istiddì (997 m). I corsi d’acqua sono prevalentemente a regime torrentizio con l’eccezione del Rio Is Putzos, che attraversa la foresta. La vegetazione è rappresentata da boschi di leccio, di roverella, di sughera e di castagno. Presenti anche vaste aree di macchia mediterranea. Per quanto riguarda la fauna è da segnalare la presenza dell’aquila reale e sono inoltre presenti tutte le specie caratteristiche delle macchie e dei boschi
mediterranei: cinghiale, volpe, martora, donnola, poiana, etc. Nel Centro servizi è possibile ottenere informazioni e usufruire delle aree di sosta, dotate di panche e tavoli, dislocate anche in alcune piazzole poste sul tratto di strada che corre parallelo al Rio Is Putzos, nella parte a valle della foresta. I sentieri che si possono percorrere a piedi sono numerosi e muniti di cartellonistica. La foresta di Uatzo è attraversata della linea ferroviaria Mandas-Arbatax percorsa dal celebre “ trenino verde”: si tratta di un percorso particolarmente suggestivo durante il periodo autunnale.

16 Foresta Uatzo. Un maestoso castagno nel paesaggio invernale.
16 Uatzo Foresta demaniale di Sorgono, Belvì, Tonara provincia di Nuoro.

17 Alase

Come si raggiunge Vi si accede dalla Strada Statale 295 nel tratto Meana Sardo- Aritzo e al bivio per Gadoni si procede in direzione di Desulo per circa 1 km svoltando poi a destra per una strada a fondo naturale e superata la chiesa di Santa Maria si procede per circa 12 km fino al Centro servizi.

La foresta demaniale di Alase, con una superficie di circa 1565 ettari, ricade interamente nel territorio del Comune di Aritzo. Altimetricamente, il complesso forestale parte da una quota di 418 m s.l.m. della zona del Flumendosa ai 1459 m di Punta Funtana Cungiada. Il substrato geologico è costituito prevalentemente da scisti del paleozoico con intrusioni di filoni di quarziti e porfidi. A partire dall’anno 1979 sono stati avviati i primi interventi di rimboschimento, ricostituzione boschiva e di sistemazione idraulica del terreno per favorire l’opera di ripristino ambientale. La vegetazione è rappresentata da boschi misti di querce (leccio, sughera e roverella), macchie basse, pascoli con alberatura sparsa, vegetazione riparia a ontano nero e salici. Nelle aree più elevate o dove le attività umane sono state più intense, sono presenti formazioni a gariga costituite prevalentemente da cisto, elicriso, timo, ginepro nano, euforbia spinosa, ginestra di Corsica, pruno prostrato. La fauna comprende specie piuttosto comuni. Tra i mammiferi si possono citare il coniglio selvatico, la lepre sarda, la volpe, l’asino e, nelle aree più boscate, il cinghiale sardo. Inoltre è possibile osservare il muflone sia in natura che dentro il recinto faunistico.

Foresta di Aritzo Alase. Capre al pascolo e sullo sfondo Bruncu Alase ricoperto di neve.
17 La foresta demaniale di Alase, Aritzo (NU).

Comuni di Alà dei Sardi e Bitti. Alla base di Monte Tepilora, una giovane sughereta sottoposta alle prime decorticature o demaschiature. Il primo sughero raccolto si chiama infatti maschio e non è ancora di buona qualità, i tagli successivi, tra altri dieci anni circa, daranno un sughero più pregiato, il sughero femmina.

Giovane sughereta. Alla base di Monte Tepilora (comune di Bitti), una giovane sughereta sottoposta alle prime decorticature o demaschiature.

Informazioni aggiornate sulle Foreste della Sardegna


Istituzione del parco regionale Gutturu Mannu e del parco regionale di Tepilora
Il Consiglio regionale ha approvato i disegni di legge che istituiscono il “parco naturale regionale di Gutturu Mannu” e il il “parco naturale regionale di Tepilora”.

Parco Tepilora
Il parco si estende nei territori dei comuni di Bitti, Torpè, Lodè e Posada ed occupa la parte più settentrionale della Barbagia e della Baronia. Con l’approvazione del disegno di legge proposto dalla Giunta regionale si è concluso l’iter amministrativo previsto dalla legge 31/89 "Norme per l'istituzione e la gestione dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturalistica e ambientale".
Attraverso l’istituzione del “parco naturale regionale di Tepilora” la Regione intende perseguire concretamente l’obiettivo di tutelare il pregiato patrimonio naturalistico e porre le basi per promuovere uno sviluppo economico e sociale, in considerazione della particolarità dell’area, connotata anche dalla presenza di attività antropiche.
Si tratta di un parco che collega le zone interne con quelle costiere utilizzando il fiume come una vera infrastruttura naturale, un elemento di connessione con una serie di attività legate al turismo e alla tutela dell’ambiente.
Gran parte delle aree interessate dal parco sono occupate da due grandi foreste demaniali: la foresta di Crastazza-Tepilora nel comune di Bitti e la foresta di Usinavà nel comune di Torpè.
Il complesso forestale di Crastazza-Tepilora comprende due corpi, "Crastazza" e "Tepilora", censiti in agro del Comune di Bitti e ricade in un’area montana di notevole interesse ambientale e paesaggistico. Nel patrimonio faunistico annovera specie tipiche della macchia mediterranea come il Cinghiale, la Lepre sarda, la Volpe, il Gatto selvatico. Negli ultimi anni sono stati avvistati alcuni esemplari di Daino e di Muflone provenienti dalla vicina foresta di Sos Littos - Sas Tumbas.
La foresta di Usinavà è stata acquisita al patrimonio demaniale nel 1964-1965 ed è costituita da macchia con differenze di composizione, in taluni casi raggiunge altezze anche di sei o sette metri formando una fitta macchia-foresta.
Molto frequenti nel territorio sono i graniti, il cui aspetto morfologico più significativo è dato dalle “serre”, un susseguirsi caratteristico di creste coniche che ricordano i denti di una sega.

Fonte: www.sardegnaambiente.it

Legge regionale 21 Ottobre 2014


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