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Foreste della Provincia di Sassari

Territorio > I Monti di Sardegna > Le Foreste Sarde


Postazione e torre della Pegna Le Prigionette - Porto Conte

5 Porto Conte
Come si raggiunge Partendo da Sassari, si percorre la Strada Statale 291 in direzione Alghero-Capo Caccia. Raggiunto il bivio in prossimità del nuraghe di Sant’Imbenia, ci si immette nella Penisola di Capo Caccia e si incontra sulla destra il cartello indicatore della foresta.

La foresta di Porto Conte comprende quattro corpi distinti:
Lago Baratz (Sassari), Punta Giglio, Le Prigionette e Monte Doglia (Alghero). È Sito di Interesse Comunitario e parte del Parco regionale di Porto Conte. La fascia costiera rientra nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia e Punta Giglio. È compreso nel sistema regionale di informazione, divulgazione e sensibilizzazione ambientale Inforesta. Il paesaggio è estremamente vario, con imponenti falesie da Punta Cristallo (326 m) al faro di Capo Caccia. La vegetazione è eterogenea: popolamenti artificiali di conifere, lembi di lecceta, garighe costiere, ginepreti e formazioni vegetali a macchia mediterranea caratterizzate da differenti stadi evolutivi. Da segnalare la lecceta che degrada sul mare a Punta Giglio. La gariga primaria, nella fascia da Cala della Barca a Punta Cristallo, annovera piante endemiche come Centaurea horrida, Astragalus terraccianoi e Limonium nymphaeum. Baratz, unico lago naturale della Sardegna, originato dallo sbarramento di due valli fluviali alla fine dell’ultima glaciazione, non ha emissari: il ricambio idrico avviene per filtrazione, attraverso il cordone dunale che lo separa dal litorale di Porto Ferro. La flora è quella tipica degli ambienti d’acqua dolce e tra le canne palustri trovano rifugio anatre e tartarughe d’acqua. A metà anni ’70 all’Arca sono stati reintrodotti il daino, il cavallino della Giara e l’asinello bianco dell’Asinara. È ancora possibile assistere al volteggiare dell’avvoltoio grifone. Nelle grotte sulla falesia nidificano la berta maggiore, la berta minore e l’uccello delle tempeste, mentre sul mare si osservano specie rare quali il gabbiano corso e il marangone dal ciuffo.

Porto Conte (SS)
Foresta Demaniale Porto Conte (SS)

La Foresta Demaniale "Le Prigionette - Porto Conte" si estende nei territori comunali di Sassari e di Alghero ed ha una grande importanza naturalistico e ambientale per la presenza di diverse specie floristiche e faunistiche di interesse scientifico. L'area demaniale è composta da quattro corpi separati e di diversa estensione: Baratz (ubicato in Comune di Sassari) Punta Giglio, Capo Caccia e Monte Doglia (comune di Alghero). L’intera foresta costiera (demaniale) è area SIC (Sito di Interesse Comunitario) ed è parte del Parco Naturale Regionale di Porto Conte (LR 31/89). L’area più centrale, conosciuta come “Arca”, è un'Oasi permanente di protezione faunistica (LR 23/98), mentre la fascia costiera rientra nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia e Punta Giglio (L. 979/82), Il paesaggio della foresta è estremamente vario, caratterizzato da imponenti falesie, strapiombanti sul mare, di cui le più spettacolari si estendono da Punta Cristallo (326 m s.l.m.) a Capo Caccia. Il complesso di Porto Conte è inserito in numerosi itinerari turistici ed attrae durante tutto il corso dell’anno (specie nel periodo estivo) un alto numero di visitatori; offrendo vedute panoramiche di pregio e di facile accesso, di attrezzati punti di ristoro, e di sentieri per il trekking. Previo assenso del personale forestale, è consentito raggiungere zone normalmente precluse per fini conservativi, come quella alle pendici del monte Timidone e parte dell’area di Cala della Barca.

La Gariga di Cala della barca La Foresta Demaniale Le Prigionette - Porto Conte
Lago di Baratz Sassari Alghero, unico lago Naturale della Sardegna
Cervo sardo, Monte Lerno foresta demaniale, Pattada Sassari.



6 Monte Lerno
Come si raggiunge Da Ozieri, si prende la Strada Provinciale 128 bis Ozieri-Pattada e si entra nel bivio per Bantine; si continua in direzione di Oschiri fino a incontrare il cartello di legno che indica la foresta.

L'aspro ed esteso complesso di Monte Lerno, culminante a Punta Campanile (1093 m), e le altre cime della dorsale contigua (Punta Balestrieri, Punta Selvapinta, Colzu Caddinu, tutte oltre i 900 m), caratterizzano buona parte dell’area con un paesaggio tipicamente montano. Le zone accidentate si alternano ad altre con minore acclività e paesaggi più dolci. In località Sos Littos c’è un bosco naturale di leccio ben conservato nonostante buona parte del perimetro demaniale, in vari periodi, sia stato percorso dagli incendi. Nei lembi di bosco sono presenti elementi relitti quali agrifoglio, tasso e acero minore, ma nel resto del territorio prevale la macchia mediterranea dove il leccio, in forma arborescente, è associato a corbezzolo, erica, fillirea e cisto. Sono ben rappresentate anche le sugherete, le migliori delle quali si trovano a Trataxis, dove sia la produzione che la qualità del sughero sono ritenute ottime; a causa degli incendi, qui il suolo è molto degradato, con una rocciosità affiorante elevata e la macchia bassa a cisti che dirada fino ad assumere l’aspetto di gariga. Di grande valore fitogeografico è la vegetazione rifugiata tra gli anfratti delle zone di cresta, dove si segnalano alcuni endemismi delle aree cacuminali della Sardegna, alcuni dei quali molto rari. La foresta è stata oggetto di reintroduzione del cervo sardo e del muflone, specie endemiche di Sardegna e Corsica, che hanno dato origine a popolazioni libere diffuse anche nei territori circostanti (Su Filigosu e Sa Conchedda). Entrambi gli ungulati sono osservabili anche nei recinti di ripopolamento. Una delle località più amene del complesso di Monte Lerno è Iscialzos, dove si trovano corbezzoli di notevoli dimensioni e con portamento arboreo; qui è presente un’area di sosta attrezzata.

Il laghetto di Monte Lerno (SS)
Foresta Demaniale Monte Lerno Pattada (SS)
Paesaggio innevato del Monte Lerno, Pattada Sassari

9 Fiorentini

Come si raggiunge Da Sassari, via Ozieri, prendere la Strada Provinciale Bultei-Nughedu S. Nicolò, che attraversa il complesso toccando la Caserma forestale “A. Morelli”. Oppure prendere la “Strada delle vette” Bultei-Pattada che si diparte, sulla destra, dalla Strada Provinciale Bultei-Nughedu S. Nicolò (circa al km 12) e raggiunge la località di Sa Fraigada.

Fiorentini, una delle foreste 9 demaniali storiche della Sardegna, è stata istituita nel 1886. È un sito di alto interesse forestale, paesaggistico e archeologico. È costituita da formazioni forestali miste: in località S’Ena ‘e Lottori e in generale nell’altipiano, i boschi di leccio sono alternati ad ampie chiarie, ma scendendo di quota questi appaiono più fitti, con inserimenti di quercia da sughero, la quale domina le quote più basse con formazioni più aperte e ricche di sottobosco arbustivo. La sughereta è favorita per la sua produttività, e a questo scopo la foresta di Fiorentini è divisa in tre lotti per l’estrazione di un sughero di qualità molto apprezzata. Nei versanti più freschi il bosco di leccio è misto alla roverella, con inserimenti frequenti di agrifoglio e, più raramente, di tasso. A causa degli interventi attuati dall’Amministrazione forestale in tempi storici, diverse aree sono rimboschite con essenze non autoctone come il pino nero laricio, il cedro dell’Atlante e in qualche caso il castagno e l’acero montano. Molto ben riuscito l’intervento sperimentale effettuato in località Su Tassu dal Pavari negli anni 1920-30, con esemplari di pino laricio che oggi superano i 30 metri di altezza. Di grande interesse sono i maestosi esemplari di roverella e sughera di Sas Prisones e le località Sa Fraigada, Su Labiolaiu, Sa Pruna (dove si trova anche una tomba di giganti di età nuragica) e Monte Unturzu, il cui toponimo ricorda l’avvoltoio grifone, oggi piuttosto raro. Il complesso demaniale di Fiorentini è dotato di buone strutture ricettive e di punti di ristoro.

 Foresta Fiorentini Sassari, Paesaggio autunnale nella foresta di Fiorentini
Foresta Demaniale Fiorentini Sassari
Foresta Anela Innevata

10 Forest’Anela

Come si raggiunge Partendo da Sassari, si accede alla foresta dal lato nord percorrendo la Strada Provinciale Ozieri-Nughedu S. Nicolò-Bultei; mentre dal lato sud, dalla Strada Provinciale Ittireddu-Bono. In entrambi i casi, gli ingressi sono segnalati da una capannina in legno.

La foresta di Anela, istituita nel territorio del Comune di Anela nel 1886, fu successivamente ampliata con l’acquisizione di altri terreni nei comuni di Bono e Bultei. Con le foreste di Fiorentini e Monte Pisanu, costituisce uno dei tre corpi dello storico complesso demaniale del Goceano. La superficie maggiore ricade su un vasto altipiano a quota 1000 m, la cui cima più elevata è Punta Masiedda (1158 m). Pur essendo presenti formazioni miste a roverella nei versanti esposti a nord e più umidi, nell’area domina una fitta foresta
di leccio. A causa dell’altimetria, nella zona domina un clima freddo-umido che caratterizza il bosco con l’agrifoglio. Dove la foresta è ancora ben conservata si trovano maestosi esemplari di leccio e roverella, mentre altrove sono presenti cedui molto fitti nei quali da anni si sta effettuando una conversione a fustaia per favorire l’evoluzione naturale del bosco. Sono state rimboschite inoltre alcune parcelle con faggio, castagno, cedro dell’Atlante, pino nero e abete, che hanno dato risultati inaspettati per l’isola: nella foresta di Anela il faggio si rinnova spontaneamente e ha riprodotto un lembo di bosco appenninico. Molto suggestivi
appaiono i popolamenti di cedro dell’Atlante, in località Masiemmera, dove esemplari di notevoli dimensioni si ergono in mezzo ad aree prative umide ricche di fioriture primaverili. Ben conservate e interessanti sono anche le gallerie riparie dell’ontano lungo il ruscello di Badu Addes. Nei pressi del Centro servizi principale sono disponibili un’area di sosta e un campeggio montano, e in località Sa Minda è presente un laghetto artificiale, meta di numerose gite e di pic-nic.

Forest’Anela Provincia di Sassari, Forest'Anela Laghetto artificiale di Sa Minda
 Forest’Anela Sassari
Foresta Anela Il Bosco, Anela, Bono, Bultei.
11 Monte Pisanu, castagno

11 Monte Pisanu

Come si raggiunge Partendo da Sassari, si accede alla foresta dalle Strade Provinciali Ittireddu-Bono e Bono-Foresta Burgos che la attraversano per tutta la sua lunghezza.

La foresta Monte Pisanu è proprietà demaniale dal 1886. Al suo interno si può ammirare, in località Sos Nibberos, un popolamento di tasso, sia in formazione pura che associato all’agrifoglio, di recente decretato monumento naturale: la formazione è costituita quasi interamente da esemplari secolari con diametri prossimi al metro e altezze superiori ai 10 m. Il paesaggio vegetale è dominato, fin oltre i 1000 m s.l.m., dalla roverella, che qui ha un portamento cespuglioso ed è intercalata da piccole praterie montane; alle quote più basse invece si associa alla sughera e/o al leccio. Nei boschi cedui di roverella, in cui erano stati
impiantati il cedro dell’Atlante e il pino nero, sono stati avviati gli interventi di rinaturalizzazione e recupero ambientale, con l’eliminazione delle conifere. Sul versante est del Monte Rasuuna formazione mista di roverella e acero minore caratterizza il paesaggio autunnale con le variazioni di colore delle foglie. La sughera, di cui si segnala un esemplare monumentale in località Pedra Ruias, prevale nella fascia compresa fra i 700-900 m. Alcuni impianti di rimboschimento, realizzati ai primi del ‘900 con il castagno, costituiscono ora dei boschi cedui ben sviluppati. Monte Pisanu è compresa nel circuito Inforesta, un sistema regionale di Centri servizi per l’informazione, la divulgazione e la sensibilizzazione. Presso la caserma è fornito supporto alla visita della foresta attraverso sentieri didattici ed escursionistici. Sono presenti inoltre una xiloteca sulle essenze arboree e arbustive della Sardegna, un’area attrezzata per la sosta con tavoli e panche ed un emozionante parco avventura per le attività ludico-sportive dei piccoli e degli adulti.

11 Monte Rasu panorama verso la valle dei Nuraghi.
11 Monte Pisanu
11 Albero Monumentale presso la Foresta Demaniale di Monte Pisanu

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