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Foreste delle Provincia di Olbia Tempio

Territorio > I Monti di Sardegna > Le Foreste Sarde


Campo di Lavanda, Limbara Sud, Foresta Demaniale Sardegna.

1 Monte Limbara (OT)
Come si raggiunge Il centro aziendale dista circa 3 Km dal centro abitato di Berchidda e circa 5 km dalla S.S n. 597 Sassari-Olbia. È facilmente raggiungibile dal centro del paese, percorrendo la strada panoramica in direzione M.te Limbara che conduce all’ingresso della Foresta Demaniale. Proseguendo sulla stessa si giunge a Vallicciola ed è possibile, da qui, salire verso le cime del Limbara o scendere verso il versante nord della catena montuosa in direzione della Tempio-Oschiri.

È presente un recinto di ripopolamento di daini e mufloni in loc. Seritti. Una rete sentieristica diffusa che, diramandosi dalle piste forestali consente di attraversare l’intero territorio Demaniale, offre interessanti opportunità per gli escursionisti interessati alla visita del versante meridionale del Monte Limbara. In tale contesto è facilmente rilevabile la presenza in epoche passate dei caprari e lo sfruttamento del bosco da parte dei carbonai. Particolarmente suggestivo il sentiero che conduce allo stazzo “Tiu Daniele”. Lo stazzo, testimonianza del mondo agricolo-pastorale, presente in maniera diffusa nel territorio della Gallura, è da considerarsi come fulcro e cellula primaria della vita in campagna. Oltre alle ampie e suggestive vedute panoramiche, la percorrenza dei sentieri offre la opportunità di osservare la particolare geomorfologia del territorio e la varietà di ambienti presenti (aree cacuminali, pianori, corsi d’acqua, boschi, macchia mediterranea) che esprimono, in termini di composizione, struttura e fisionomia, una diversificazione della componente vegetazionale. Particolare rilievo botanico assumono alcuni ambiti territoriali, riconducibili principalmente agli accantonamenti fitogeografici della fascia sommitale del massiccio granitico; il contingente floristico annovera in queste aree diverse specie endemiche e rare; sono inoltre presenti formazioni forestali di elevato interesse botanico per la loro rarità in Sardegna in quanto relitti della flora terziaria (stazione di pioppo tremolo indigeno di “Monte Longheddu”, stazione di Pino Marittimo indigeno di
“Carracana”). Particolare interesse rivestono le formazioni a corbezzolo e fillirea che, con esemplari di notevole dimensione caratterizzano la zona di “Semida”.

Femmina di daino (Dama dama) sul Limbara
Foresta Demaniae Limbara Provincia di (OT)

Occhio di pavone ad ali aperte

Descrizione: Una tra le tante farfalle che possono essere ammirate presso il Giardino delle Farfalle, allestito da Ente Foreste della Sardegna nel complesso Forestale Monte Limbara Sud - Berchidda (OT).

Occhio di pavone ad ali aperte, foresta Monte Limbara (OT).
La vetrina delle Aziende Sarde

2 Su Filigosu (OT)
Come si raggiunge Seguendo la Strada Statale 597 (Sassari-Olbia); vicino all’abitato di Oschiri, si incontra un bivio, dove un cartello indirizza verso una strada secondaria che porta all’ingresso della foresta.

Il complesso forestale di Su Filigosu si estende nella zona centro settentrionale della Sardegna. Le sue caratteristiche morfologiche sono molto varie: alle deboli incisioni che interrompono la sinuosità dei pianori, si contrappongono aree fortemente accidentate. All’interno le quote variano tra i 200 e gli 812 m s.l.m. del Monte Giuanne Osile, al confine con la foresta di Monte Lerno. La foresta di Su Filigosu presenta una prevalenza di macchia con sugherete e boschi misti di sughera e leccio. I boschi di sughera sono caratterizzati da un sottobosco con numerose specie (lavanda, corbezzolo, filliree e cisti) e da popolamenti erbacei. A causa dei tagli e degli incendi subiti in passato, le formazioni di leccio sono piuttosto ridotte come estensione e sono presenti solo a quote più elevate. Molto diffusa è la macchia evoluta con leccio, sughera, corbezzolo ed erica arborea che presenta un notevole dinamismo verso la ricostituzione della lecceta. Da segnalare, in località Su Romasinu, un sito archeologico caratterizzato da numerose domus de janas, testimonianza di antichi insediamenti pre-nuragici. La foresta è stata oggetto di reintroduzione del daino e del muflone, quest’ultimo endemico di Sardegna e Corsica. Diversi esemplari delle due specie sono osservabili nel recinto di ripopolamento e anche all’esterno. A Su Filigosu è attiva la Casa del miele, in cui si effettua la smielatura dagli apiari presenti nelle foreste e il prodotto viene invasettato e venduto al pubblico. A seconda delle stagioni una o più essenze della macchia mediterranea (come corbezzolo, rosmarino, asfodelo, lavanda) caratterizzano il sapore e l’aroma del miele.

Sugherette, Foresta (OT) Su Filigosu.
Su Filigosu Foresta Demaniale Sardegna, come arrivare.



3 Bolostiu (OT)

Come si raggiunge La foresta è raggiungibile utilizzando due percorsi. Da Monti, si percorre la strada statale che conduce ad Alà dei Sardi fino all’altezza del km 13; subito dopo il ponte Rio S’Eleme, si imbocca il bivio per la frazione di Badde Suelzu. Da Alà dei Sardi, attraverso la strada intercomunale che conduce alla foresta di Bolostiu, in corrispondenza dell’uscita per San Francesco.

La foresta demaniale di Bolostiu è situata a un’altezza media sul livello del mare di 700 m, su un territorio caratterizzato da rimboschimenti di latifoglie e conifere in associazione a macchia mediterranea. In alcune aree si possono trovare boschi di leccio in purezza; inoltre, sulle pendici rocciose si trovano caratteristici esemplari di leccio dalle forme contorte, che testimoniano la presenza della folta ed estesa foresta presente in passato. Anche nelle testimonianze della popolazione locale viene ricordata una fitta foresta di leccio in cui era frammisto l’agrifoglio (Ilex aquifolium), pianta dalla quale la foresta ha preso il nome bolostiu. I tagli indiscriminati per produrre legna da ardere e gli incendi ripetutisi negli anni per fornire germogli freschi alle greggi di capre, hanno condotto al predominio della macchia bassa e della gariga. L’Azienda Foreste Demaniali della Sardegna ha dato inizio alla sistemazione idraulicoforestale del territorio con ampie opere di rimboschimento, sia con conifere che con latifoglie. Da segnalare due aree di interesse turistico: la prima, in località Sa Janna de Sedola, nella zona circostante il Centro servizi, munita di alcuni angoli di ristoro; la seconda, in località Sa Cazza Noa, un’area più interna e impervia, di difficile accesso, dove si può ammirare una maestosa cascata.

Bolostiu Foresta Demaniale (OT), esemplari di agrifoglio
Bolostiu Foresta Demaniale (OT)

4 Monte Olia (OT)
Come si raggiunge Partendo da Monti si percorre la strada statale che conduce ad Alà dei Sardi; all’altezza del km 12, sul lato destro della strada, si incontra il cartello indicatore e l’ingresso della foresta.

Monte Olia, una delle foreste storiche della Sardegna, è proprietà demaniale dal 1908. Si trova a una quota compresa tra i 365 m circa dei fondovalle e gli 810 m s.l.m. delle zone cacuminali. Il suo territorio è caratterizzato da boschi di leccio, sughera e conifere. Il nucleo più importante, impiantato circa 80 anni fa intorno alla casermetta, presenta esemplari di notevoli dimensioni di Pinus pinea. Il sottobosco è ricco di elementi di leccio e sughera mentre lo strato arbustivo prevalente è di corbezzolo, erica, lavanda e cisto. Le aie carbonili dislocate lungo una rete di antiche carrettiere nei due versanti opposti al Rio S’Eleme testimoniano l’estensione e l’imponenza originaria di questa foresta e lo sfruttamento cui è stata sottoposta in passato. Anche Monte Olia ha subìto nel corso dei secoli numerosi incendi che ne hanno modificato la vegetazione originaria. Il novellame di leccio e sughera tuttavia, svettando sugli altri elementi della macchia, tende a ripristinare lo strato arboreo. Le ceppaie vitali di sughera (più resistente agli incendi rispetto ad altre specie), testimoniano un dinamismo in atto verso formazioni vegetali più stabili. L’area ricade nel bacino imbrifero del lago Coghinas e comprende diversi corsi d’acqua, tutti a carattere torrentizio. Nel Rio S’Eleme, che delimita a sud il confine con la foresta di Bolostiu, si trovano ancora la trota sarda (Salmo trutta macrostigma), l’euprotto sardo (Euproctus platycephalus) e la testuggine d’acqua (Emys orbicularis).
Dal punto di vista turistico, nella zona circostante il Centro servizi, vi sono alcuni fabbricati adibiti sia all’attività degli operatori forestali sia all’accoglienza dei visitatori, un’area di ristoro ben attrezzata e fruibile tutto l’anno e, in località Sa Toa, un’area per campeggi estivi e un laghetto artificiale, meta di numerose gite.

Monte Olia (OT). Erica arborea.
Monte Olia Foresta demaniale (OT)

7 Sorilis
Come si raggiunge Da Olbia, prendere la Strada Statale 199 e proseguire, sulla Strada Statale 389, verso Loiri. Superato l’abitato di Loiri, procedere per Berchideddu e proseguire verso Sa Castanza. Attraversare la frazione di Pedru Gaias fino ad arrivare all’ingresso della foresta.

La foresta Sorilis presenta estesi impianti di rimboschimento di conifere e latifoglie. Vi sono formazioni spontanee di macchia mediterranea a corbezzolo, digradanti nella macchia bassa a cisto, lavanda ed elicriso a causa degli incendi e dell’eccessivo pascolamento praticati prima dell’acquisizione al demanio regionale, negli anni 1972-73. Conosciuto come Altopiano di Alà e Buddusò, il territorio, ad esclusione di alcuni rilievi, è costituito da estese superfici pianeggianti, spesso incise da valli incassate e attraversate da corsi d’acqua a prevalente regime torrentizio. Caratteristiche sono le rocce affioranti, di varie forme. L’altimetria media è compresa tra i 500 e i 600 m e raggiunge la sua massima quota con Punta Sorilis (709 m). Le formazioni boschive (impiantate con rimboschimenti a partire dal 1974) sono costituite prevalentemente da pino domestico, pino marittimo, pino d’Aleppo, cedro, cipresso e latifoglie autoctone quali leccio, sughera e roverella. La macchia e la gariga rappresentano uno stadio dinamico della vegetazione, tendente verso formazioni forestali più stabili e mature. La fauna è quella tipica della macchia, degli ambienti rocciosi dell’interno e degli ambienti boschivi. Specie quali l’avvoltoio monaco (Aegypius monachus) hanno infatti risentito del taglio della copertura arborea, un tempo rappresentata da maestosi lecci, sughere e roverelle, su cui il grande rapace costruiva il proprio nido. Alcuni fabbricati, utilizzati prevalentemente per la gestione dell’attività forestale, si trovano in località Chisterredda, vicino al Centro servizi. Il complesso forestale è servito da una rete stradale di circa 46 Km di piste forestali.

Sorilis (OT) Paesaggio primaverile con ferule in fiore e fioritura del corbezzolo (Arbutus unedo).
Sorilis (OT) Foresta Demaniale.
Daino sul Monte Limbara. Foreste demaniali Sardegna

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