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Gerrei :: Percorsi di Trekking nella Provincia di Cagliari, dove andare come arrivare.

Territorio > Sardegna Escursionismo


Percorsi di Trekking in Sardegna, Gerrei Valle del Flumendosa.

12. Gerrei


Un’Isola di sentieri
76 itinerari per il trekking in Sardegna



IL TERRITORIO

L’area del Gerrei, e in particolare l’altopiano di Villasalto, ha rappresentato per secoli un importante crocevia di raccordo fra le zone a valle del Flumendosa e quelle montane più interne, nel quale avveniva il transito del bestiame nel corso dei trasferimenti stagionali. Gli abituali percorsi rurali sono così contraddistinti da segni permanenti come muretti a secco, selciati residui, “cottis” per ricoverare temporaneamente il bestiame, sorgenti e abbeveratoi. Inoltre, l’attività agropastorale da tempi remoti si è intersecata con l’attività mineraria e lo sviluppo dell’insediamento urbano, caratterizzando permanentemente il paesaggio. Infatti, addentrandosi nelle limitate aree pianeggianti di Su Pardu sono visibili gli appezzamenti squadrati delimitati da muretti a secco, testimonianza della evidente passata attività agricola che viene mantenuta in vita, in forma marginale, in alcuni appezzamenti dove viene ricoverato il bestiame. Il paesaggio del territorio di Villasalto si contraddistingue perciò per la sua unicità, con le molteplici peculiarità e possibilità di valorizzazione. I sentieri individuati sono caratterizzati da breve e media percorrenza ma propongono tematismi diversi e si distinguono per la presenza di emergenze di tipo ambientale, storico o paesaggistico. Nel territorio si intersecano numerose piste sterrate anche di lunga percorrenza che collegano aree distanti e che, a tutt’oggi, non sono state rimpiazzate da collegamenti stradali bitumati e rappresentano ancora le uniche vie di comunicazione.

Miniera Su Suergiu
La miniera di Su Suergiu è situata nella omonima località. E’ stata per lunghi anni la più importante in Italia per quanto riguarda l'estrazione dell'antimonio, attiva dal 1880 al 1987. I giacimenti antimoniferi erano stati individuati già a metà del 1800. Nel 1861 il Generale Alberto Lamarmora accenava nel suo libro Viaggio in Sardegna che " …vicino ad Armungia è stato trovato un filone di antimonio più ricco di quello di Ballao…". Gli impianti, ormai abbandonati, si affacciano su un piazzale dove è presente un forno rotativo. Il più importante degli impianti è la fonderia, realizzata nel 1882, che si sviluppa secondo un andamento orizzontale. L'edificio più interessante, come generalmente accade negli insediamenti minerari, è la palazzina della direzione, situata in posizione preminente all'interno della quale è stato allestito il Museo Archeologico - Industriale della Miniera di Su Suergiu che conserva interessanti reperti di archeologia industriale. La miniera ha avuto una notevole influenza economica in tutta l'area del Gerrei a partire dalla fine dell'800 e nei successivi 80 anni. La produttività è sempre stata condizionata da due fattori: i giacimenti non così ricchi da consentire periodi di attività continuativa e i conflitti bellici che hanno provocato crisi produttive ed occupazionali. La fase estrattiva durò solo fino agli anni trenta con l'esaurimento dei filoni ma l’attività della miniera continuò con il trattamento dei minerali che provenivano dalla vicina miniera di Corti Rosas di Ballao, dalla Toscana, dalla Turchia e dalla Cina in quanto Su Suergiu poteva contare sulla fonderia, su un impianto di arricchimento del minerale ed un forno rotativo brevettato dall'ingegnere austriaco Jahn per la trasformazione della stibina in antimonio metallico. Nel 1968 cessarono le attività di ricerca e di coltivazione, e si proseguì con la sola manutenzione degli impianti. Dopo vari passaggi di proprietà oggi la miniera è di proprietà del Comune di Villasalto. Attualmente la miniera di Su Suergiu fa parte del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO.


Il Geotritone
In Sardegna ci sono ben quattro specie di Geotritoni: Speleomantes genei, diffuso nel Sulcis-Iglesiente, il più “anziano”; S. flavus, diffuso sul Monte Albo; S. supramontis sul Supramonte; S. imperialis, dai monti del Cagliaritano alla Barbagia di Seulo. Gli Speleomantes sardi sono classificati come “vulnerabili” nel Libro Rosso degli Animali d’Italia, cioè non sono attualmente a rischio d’estinzione ma potrebbero diventarlo improvvisamente. La Sardegna ha la fortuna di ospitare più del 50% di tutte le specie di geotritoni del “vecchio mondo”. Questi animali appartengono alla famiglia dei Pletodòntidi e sono caratterizzati dalla perdita dei polmoni e dallo sviluppo di un sofisticato sistema di cattura delle prede: la lingua, dotata di un bottone adesivo alla sua estremità, può essere estroflessa a velocità impressionanti (circa 10 millisecondi) per catturare piccoli e incauti artropodi di passaggio. Si trovano in località umide, hanno abitudini notturne e di giorno stanno al riparo dal sole. Durante la stagione piovosa si possono incontrare nei boschi, sotto le foglie o sotto i sassi. Quando il terreno inizia ad asciugarsi e la temperatura si alza, i geotritoni si dirigono verso grotte, miniere abbandonate o fenditure profonde in cerca d’umidità; se la loro pelle si dovesse asciugare, infatti, non riuscirebbero più a respirare e morirebbero. Per questo motivo si riteneva che potessero sopravvivere solo in zone carsiche. I Pletodòntidi sono diffusi prevalentemente nel continente americano, in Europa ne troviamo appena sette specie. Si ritiene che questa famiglia abbia avuto origine nei monti Appalachi, in America del Nord, durante il Mesozoico; avrebbe successivamente raggiunto l’attuale Europa prima della separazione della zolla nord americana. Tuttavia i Pletodòntidi europei sarebbero
sopravvissuti solo in alcune zone delle attuali Francia meridionale e Sardegna sud occidentale (massiccio del Sulcis-Iglesiente), mentre nelle Americhe la loro espansione continuò sino a raggiungere le circa 300 specie attuali. Lo Speleomantes genei, la specie sarda più antica,avrebbe vagato per il Mediterraneo assieme alla microplacca del Sulcis-Iglesiente prima che questa si unisse al resto della Sardegna. Dall’antenato francese si sarebbero invece originate tutte le altre specie europee, comprese le sarde S. flavus, S. supramontis e S. imperialis che, sotto forma di un antenato comune, avrebbero colonizzato la Sardegna secondariamente, ritrovando, per così dire, il loro vecchio parente sulcitano circa sei milioni di anni fa.


Nel territorio del Gerrei si trovano 4 sentieri.


Regole di buon comportamento

  • Seguire il tracciato del Sentiero
  • Non gettare rifiuti
  • Non accendere fuochi
  • Non raccogliere piante e fiori
  • Non molestare gli animali
  • Non danneggiare alberi e rocce
  • Non provocare rumori molesti




Trekking percorsi


1) Villasalto - Caboni
Punto di partenza: Abitato di Villasalto
Punto di arrivo: Sorgente di Caboni
Lunghezza percorso: 1 Km
Tempo medio di percorrenza: 15 min
Dislivello: 85 m

Il Sentiero si trova nell'area sud-est del paese, in direzione della sorgente Caboni. Percorre i luoghi che nel 2007 furono interessati da un devastante incendio che causò la morte di numerosi animali e l'incenerimento di una consistente estensione di terra. Il sentiero è di facile percorrenza, parte dal rione “sa Mitza ‘e Caboni” di Villasalto per scendere verso il compluvio dove si trova la sorgente denominata Caboni. L’approvvigionamento dell’acqua sino ai primi anni ’80 era affidata ai bambini che, con l’aiuto degli animali, scendevano e risalivano lungo questo sentiero carichi d’acqua. L’approvvigionamento quotidiano dell’acqua costituiva un momento importante della vita sociale della comunità e contribuiva alla socializzazione dei bambini del paese.

2) Villasalto - Belvedere Su Pardu
Punto di partenza: Cimitero di Villasalto
Punto di arrivo: Belvedere di Su Pardu
Lunghezza percorso: 0.7 Km
Tempo medio di percorrenza: 15 min
Dislivello: 9 m

Il sentiero parte dal Cimitero di Villasalto, presso l’ingresso del paese. Il sentiero sale verso gli orti periurbani di Su Pardu, delimitati da vecchi muretti a secco, oggi utilizzati prevalentemente come recinti per bestiame. Lungo il percorso si trovano abbeveratoi per le greggi. L’itinerario giunge fino all’altopiano di Su Pardu e al Belvedere che si eleva su un bastione calcareo, una terrazza naturale che domina gli aspetti più singolari del paesaggio del Gerrei. Dal Belvedere è possibile ammirare i crinali dell’abitato di Armungia, l’emergenza di Monte Genis, le incisioni del Flumendosa, il paesaggio dell’altopiano e Monte Lora.


3) Su Pardu - Sa grutta 'e Scusi
Punto di partenza: Altopiano Su Pardu
Punto di arrivo:
Strada provinciale Villasalto - San Vito
Lunghezza percorso: 0.5 Km
Tempo medio di percorrenza: 20 min
Dislivello: 86 m

Il percorso parte dall’incrocio con il sentiero 401 dall’altopiano di Su Pardu, per proseguire lungo gli orti periurbani delimitati da vecchi muretti a secco. Il sentiero porta in prossimità delle cavità di Sa Grutta e’ Scusi, un ambiente doliniforme di origine carsica in cui si apre un cammino all’interno del pianoro di Su Pardu con sviluppo planimetrico di circa un centinaio di metri. In questa grotta è stato individuato per la prima volta lo Speleomantes imperialis, più noto come Geotritone imperiale (o odoroso). Si tratta di una specie endemica della Sardegna centrale e sudorientale. Il Geotritone, simile ad una lucertola, è privo di polmoni e si ossigena attraverso la cute sempre umida. Vive nelle caverne e nelle fessure rocciose, ma non si avventura mai nell’acqua. Una caratteristica peculiare di questa specie è il rilascio di sostanze fortemente odorose, se maneggiata. Proseguendo lungo il sentiero che scende verso la strada provinciale si può godere di una veduta del paese di Villasalto e delle montagne a sud dell’abitato.


4) Su Suergiu – Punta Pardu
Punto di partenza: Strada vicinale Su Suergiu
Punto di arrivo:Monte Pardu
Lunghezza percorso: 5.6 Km
Tempo medio di percorrenza:
1 h 50 min
Dislivello:
92 m

Il punto di partenza è adiacente all’ingresso del borgo minerario e delle strutture estrattive della miniera di Su Suergiu, importante giacimento antimonifero, ormai dismesso che fa attualmente parte del Parco Geominerario. Presso il borgo minerario è possibile visitare il Museo Archeologico Industriale della vecchia miniera. Il primo tratto del sentiero, fino all’ingresso di Sa Lacunedda, è una strada in terra battuta percorribile anche a cavallo o in bici. Il tratto di Sa Lacunedda attraversa superfici coperte da vegetazione naturale, vecchi orti e un abbeveratoio incastonato ai piedi di un bastione calcareo. In cima si trova la grotta di Santa Barbara, santa a cui i villasaltesi sono molto devoti e che viene festeggiata il primo lunedì di giugno
con una processione che arriva fino alla grotta. Dalla grotta di Santa Barbara si scende, voltando a destra, verso Margaida la sorgente di adduzione del primo acquedotto comunale. Lungo questo tratto si attraversano superfici coperte da vegetazione naturale ed emergenze geologiche, cavità, dirupi e pareti rocciose. È presente un punto di sosta panoramico con acqua potabile in cui sono ancora visibili i ruderi dell’antica stazione di pompaggio. Si prosegue lungo la strada in terra battuta fino ad immettersi nel tratto di Sa Porta 'e Genna Caredda, che sale fino al Belvedere di Su Pardu. Costeggiando i bastioni rocciosi si sale attraverso un corridoio naturale delimitato da muretti a secco in cui è ancora visibile il vecchio selciato in cui passavano i carri trainati dai buoi che si recavano agli orti di Su Pardu. Dal Belvedere si ha una splendida veduta sul paese di Armungia e sulla valle del Flumendosa. Si prosegue lungo il tratto di Su Pardu dove si possono vedere i vecchi orti periurbani, che oggi fungono marginalmente da recinti per bestiame, delimitati dai muretti a secco testimoni delle tradizioni etnografiche del luogo. Salendo si raggiunge il punto trigonometrico di Monte Pardu (543 m s.l.m.) dal quale si può godere di una splendida vista dal paese di Villasalto fino alla valle del Flumendosa. Tutto il sentiero presenta un habitat ricco di flora e di fauna e offre degli splendidi scorci sulla vallata sottostante. In particolare si segnalano come punti panoramici la grotta di Santa Barbara, il Belvedere lungo il tratto di Su Pardu e Punta Pardu.


Carta 12. Gerrei

La vetrina delle Aziende Sarde
Geotritone sardo
Panorama dal belvedere Su Pardu
 Gerrei Vedetta di Monte Genis

Villasalto

Il paese è posto su un altopiano posto a 500 metri sul livello dal mare che collega il Gerrei ed il Sarrabus. In questa zona la presenza umana è testimoniata sin dall'età nuragica con la presenza di diversi nuraghi dislocati nel territorio. Il centro più antico di Villasalto si sviluppa attorno alla Chiesa di S. Michele Arcangelo fondata nel 1600.

Abitanti: 1.338
Superficie: kmq 130,30
Provincia: Cagliari
Municipio: corso Repubblica, 61 - tel. 070 956901 - 95690215
Guardia medica: (San Nicolò Gerrei) - tel. 070 950032
Biblioteca: via La Marmora, 25 - tel. 070 95690213
Ufficio postale: piazza Italia, 10 - tel. 070 956219


Panorama di Villasalto

Il paese è adagiato su un altopiano posto a 500 metri sul livello del mare che collega il Gerrei ed il Sarrabus. Il territorio è battuto da tutti i venti, e si affaccia ad est nella vallata del Flumendosa. L'altopiano su cui sorge il paese si sviluppa dal monte Genis al monte Arrubiu ed è caratterizzato da forme sinuose e pianeggianti alternate a pendii scoscesi e alti baratri. La zona montuosa è ricca di sorgenti e conserva specie endemiche di rara bellezza. Il toponimo è un composto da "villa" e dal sardo medievale "saltu" (salto, bosco). Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio del comune di Villasalto risalgono all'età prenuragica. Documentata è la presenza di menhir, tombe e circoli funerari. Numerosi sono i nuraghi presenti in diverse località: Corrolia, Scandariu e Serra Medau. Presso il Monte Arrubiu sono stati rinvenuti i resti del villaggio e della necropoli romana di Cea. In periodo medievale il paese appartenne alla curatoria del Gerrei e fu annesso al giudicato di Cagliari. Dal 1324 il paese entrò a far parte del Regno catalano-aragonese. Il centro storico è andato sviluppandosi intorno alla chiesa di S. Michele Arcangelo con una forma irregolare.


Villasalto, miniera Su Suergiu.

Nel territorio sono presenti tre edifici ecclesiastici di cui uno campestre. La parrocchiale, intitolata a San Michele Arcangelo, venne edificata nel 1600, ha linee sobrie e semplici decorazioni. La chiesa di Santa Barbara sorge su un colle da cui lo sguardo può spaziare in favolosi panorami. È infatti possibile riuscire a vedere le vette del Gennargentu e i tacchi dell'Ogliastra. La chiesa ebbe funzione di parrocchiale nel paese medievale di Villasalto. Unica chiesetta campestre è quella dedicata a San Cristoforo, situata a circa 2 km dal paese, che dopo diversi restauri mostra oggi fattezze moderne. Tra le tradizioni tipiche, molto sentite sono le feste religiose in onore dei tre santi del paese. A giugno vede molta partecipazione la festa in onore di Santa Barbara. Riti sacri e profani accompagnano le celebrazioni per una durata di quattro giorni. Il 13 e il 14 di agosto di ogni anno si festeggia San Cristoforo, protettore dei viandanti, presso l'omonima chiesetta campestre, mentre San Michele Arcangelo, patrono del paese, viene celebrato il 29 settembre. Dentro il paese è stata allestita una piccola casa museo. Edificata completamente in pietre locali, mostra le caratteristiche tipiche delle case di un tempo. La casa museo è chiamata "Su Mulinu" in quanto un tempo vi si macinava il grano per fare il pane.

Sorgente presso Rio Tolu
Villasalto, monumento ai minatori.

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