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Gioielli di Sardegna La gioielleria artigianale Sarda :: Curiosità e informazioni sulla tradizione artigiana dei gioielli Sardi, dal Portale Le Vie della Sardegna.

Cultura Sarda > Artigianato di Sardegna


Dorgali, oggetti in filigrana
Buttonera in filigrana d'argento.

Gioielli di Sardegna

Non è facile tratteggiare un quadro d’insieme degli usi ornamentali dell’uomo preistorico: le ricerche archeologiche hanno portato alla luce numerosi reperti, che consentono di classificare con attendibile diacronia le tipologie, le tecniche di lavorazione e la provenienza dei materiali, ma resta in gran parte oscuro il contesto del loro utilizzo. L’ornamento individuale svolge la funzione di segnalare, all’interno del gruppo sociale di appartenenza, qualche carattere distintivo di chi lo indossa; pertanto, ad una articolazione, sia pure elementare della struttura del gruppo, doveva corrispondere una classificazione degli ornamenti (in quanto segni) su base tipologica, riferita al ruolo sociale, al sesso, alla condizione e all’età del possessore; ad esempio, la collana con zanne di cinghiale dalla necropoli di Is Calitas (Soleminis) fa riferimento a un individuo maschio adulto, che svolgeva un ruolo (cacciatore?) diverso rispetto al possessore della collana con canini di volpe (sciamano?) dalla necropoli di Anghelu Ruju (Alghero). (Breve storia dell’ornamento prezioso in Sardegna dal Paleolitico all’Alto Medioevo)

dal Libro "Gioielli : Storia, linguaggio, religiosità dell'ornamento in Sardegna"



I gioielli dell'oreficeria sarda, straordinari tesori dalle più svariate fogge, sono strettamente legati ai costumi, che integrano e completano da un punto di vista decorativo, funzionale e apotropaico. Le suggestive descrizioni degli abiti sardi ad opera dei numerosi viaggiatori che nell'Ottocento hanno visitato l'Isola non sono mai disgiunte da quelle dei monili che li accompagnano. Si presenta quindi un quadro chiaro e particolareggiato dell'attuale situazione economica e produttiva del settore dell'oreficeria in Sardegna, tramite un capillare monitoraggio delle aziende e delle botteghe oggi attive - divise fra produzioni legate alla tradizione e sperimentazioni legate al contemporaneo -, numerose e diffuse su tutto il territorio, importante e significativa voce anche nell'offerta turistica e nell'immagine che di sé esporta l'Isola.

Gioielli Sardi

Nell'arte gioielliera e della lavorazione dei preziosi, l'argento è sempre stato il principe dei metalli. Per secoli presente in quasi ogni tipo di lavorazione artistico-artigianale, ha conteso all'oro e alla filigrana il primo posto tra i metalli più richiesti dai laboratori e dai mercati. Questi due metalli nei secoli sono stati accompagnati nella creazione di gioielli a una moltitudine di pietre dure. La fantasia dei maestri orafi li ha anche legati al corallo e da qualche decennio all'ossidiana, pasta di origine vulcanica di colore scuro di cui è ricco il Monte Arci. La produzione artigianale è destinata sia all'ornamento dei tradizionali costumi, come nel caso di bottoni, orecchini, pendagli, spille, anelli e collane, sia al campo religioso nella lavorazione di croci, medaglie e rosari.
Fra le tecniche di lavorazione, la più accurata ed elegante è la filigrana, che oggi conta ancora un piccolo gruppo di “maestri” del settore. Esemplari di gioielli di straordinaria fattura si realizzano, in provincia di Cagliari, a Quartu Sant'Elena, Villacidro, Iglesias, oltre che nello stesso capoluogo.
Documentazione della tradizione millenaria della lavorazione della filigrana è stata ritrovata nelle vestigia della storia sarda: monili realizzati con l'antica tecnica sono stati, infatti, rinvenuti negli scavi archeologici di tutta la Sardegna. Gli accessori del costume femminile erano ispirati ad elementi naturali, a fiori, animali, volatili, astri, o a motivi geometrici, come le spille ornamentali che si appuntavano sul fazzoletto sopra il capo o sulla camicia.
L'ossidiana, invece, riapparsa da poco sul mercato, incuriosisce e stupisce per la sua lucentezza. Dall'Africa alle Americhe, dall'Asia al Mediterraneo, le popolazioni che ne possiedono i giacimenti tramandano da secoli leggende che narrano le proprietà magiche e terapeutiche di questa pietra: in tutti gli angoli del pianeta gli vengono attribuite virtù soprannaturali. Nell'arte orafa, viene utilizzata principalmente come gioiello a pendente.


La gioielleria sarda ha origini molto antiche ed e` costituita da oggetti che sono essenzialmente un elemento chiamato a completare l’abbigliamento tradizionale. Le forme dei numerosi tipi di gioiello denunciano l’antichita` e la molteplicita` degli influssi culturali da cui derivano. Tra i molti gioielli sardi si possono distinguere 15 tipologie principali:

ACCESSORI DELL’ABBIGLIAMENTO
Sono cinture, catene, portachiavi, sottogola, da tempo immemorabile considerati gli accessori dell’abbigliamento tradizionale sia maschile che femminile in quasi tutti i centri della Sardegna.
I motivi prevalenti in questo tipo di gioiello sono quelli del cuore e degli uccelli; sono entrambi riprodotti in forme essenziali e stilizzate e riproducono modelli antichi di secoli, probabilmente risalenti adarchetipi altomedioevali che si ritrovano nei corredi che l’archeologia ci restituisce. In genere questi accessori sono realizzati in argento,molto piu` rari gli esemplari in oro.Sono comunque diparticolare bellezza e varieta`. Si trovano in diverse tipologie e in particolare come completamento dell’abbigliamento tradizionale di alcuni villaggi:
1. le catene d’argento sul grembiule tipiche del costume femminile di Uras;
2. le catene d’argento che uniscono i bottoni del gilet maschile nel costume di Uras;
3. la catena d’argento da portare in vita in occasione del matrimonio, la cui ultimamaglia veniva infilata al ditodegli sposi; ancora utilizzata a Selargius durante il cosiddetto ‘‘matrimonio selargino’’;
4. ganci d’argento con catenelle (is ganceras) per chiudere il busto nel costume femminile di San Sperate e di Selegas;
5. i ganci d’argento, chiamati gancios de frenu, del costume femminile di Villagrande Strisaili;
6. lo stesso accessorio che nel costume femminile di Atzara viene chiamato sa gancera de prata;
8. i ganci che adornano il costume femminile di Gavoi, dove sono detti sos canzos de pratta;
9. a Lanusei lo stesso accessorioe` chiamato sos gancios;
10. i ganci d’argento nel grembiule nel costume femminile di Tonara.

In alcuni costumi femminili oltre i ganci si trovano catene d’argento; in particolare:
1. una catena d’argento che si chiude sul petto a forma di emme chiamata sa cadena de emma nei costumi femminili di Ittiri e di Ossi;
2. sa cadenazza e` invece chiamata la catena d’argento del costume femminile di Aritzo;
3. sa ganceria costituita da una cinta in argento a cerchietti tipica del costume femminile di Sanluri;
4. gemelli di corallo tenuti da una catenella d’argento ai polsini della camicia nel costume maschile di Olbia;
5. la tripla catena d’argento tenuta da ganci che chiude il cappottino nel costume maschile di Monserrato.

AMULETI
Questo tipo di gioielli, universalmente diffuso in Sardegna, risale a pratiche magiche antichissime contro il malocchio presenti nella cultura dell’isola. Sono in genere realizzati in materiali naturali reperibili nell’area mediterranea come le conchiglie, le pietre dure, la pasta vitrea, l’ambra, il corallo, il cristallo e altro.
Tutti gli amuleti sono in genere montati in argento; l’elemento apotropaico utilizzato viene incastonato o legato o agganciato a un insieme di catenelle d’argento che hanno la funzione di metterlo in evidenza.

La vetrina delle Aziende Sarde
Gioielli Sardi su Costume
Oreficeria in filigrana, Costume femminile sardo
Particolare di costume femminile

ANELLI

Gli anelli tradizionali sardi si rifanno a modelli altomedioevali e ne ripetono le forme. Non differiscono quindi da quelli che vengono utilizzati in altre regioni italiane ed europee. Il modello piu` diffuso e` quello a fascia con file di granuli in filigrana (la cosiddetta vera o fede sarda). Menodiffusi i modelli a castone che utilizzano pietre tagliate a tavola e talvolta incise. Il gioiello e` utilizzato come completamento dell’abbigliamento tradizionale di Aritzo, Ghilarza, Ollolai, Ottana, Santadi, Sestu, Siniscola (sa corniola), Tertenia.
BOTTONI
I bottoni sono realizzati in filigrana o in lamina traforata. Sono particolarmente diffusi in Sardegna come, d’altra parte,nel resto d’Europa fin dai tempi piu` remoti. I bottoni sono presenti nell’abbigliamento tradizionale di molti centri della Sardegna e in particolare:
1. sa buttonera formata da bottoni d’argento che guarniscono le maniche della giacca del costume femminile ad Aggius, Anela, Bono, Bottidda, Bultei, Cossoine, Dorgali, Giave, Ittiri, Nuoro, Osilo, Pattada, Siligo;
2. i bottoni d’oro o d’argento che ornano la camicia o la giacca del costume femminile di Anela, Arbus, Aritzo, Atzara, Bitti, Bono, Bottidda, Bonorva, Budduso`, Bultei, Busachi, Domusnovas, Dorgali, Elmas, Fluminimaggiore, Gavoi, Ghilarza,Guasila, Irgoli, Jerzu,Laconi, Lanusei, Macomer, Mamoiada, Meana Sardo,Milis,Mogoro,Monastir, Muravera, Oliena, Ollolai, Orgosolo, Oristano, Orosei, Ottana, Pattada, Paulilatino, Quartu Sant’Elena, San Vero Milis, Ozieri, Sedilo, Serdiana, Sestu, Silanus, Siniscola, Teulada, Tonara, Torpe`, Tortoli`, Uras, Uri, Villagrande Strisaili, Villanovafranca;
3. i bottoni d’oro o d’argento nelle camicie, nelle giacche e nei gile tmaschili nei costumi di Ala` dei Sardi, Anela, Arbus, Barumini, Bonnanaro, Bono, Bonorva, Bottidda, Bultei, Cossoine, Desulo, Domusnovas, Dorgali, Fonni, Galtellý`, Mamoiada, Meana Sardo, Monserrato, Nuoro, Oliena, Ottana, Paulilatino, Quartucciu, Musei, Oristano, Sant’Antioco, Samugheo, Sanluri, Santadi, Seneghe, Sennori, Siniscola, Tertenia, Uras, Uri;
4. bottoni d’oro o d’argento al collo delle camicie femminili ad Ala` dei Sardi, Anela, Barumini, Bono, Bottidda, Budduso`, Bultei, Cabras, Cossoine, Desulo, Fonni, Galtelli`, Giave, Ittiri, Loculi, Nuoro, Olbia, Sennori, Senorbi`, Siligo, Tuili;
5. i bottoni di corallo nella camicia femminile del costume di Santa Teresa Gallura.
CAMMEI
L’uso ornamentale dei cammei si diffuse in Sardegna nel corso del secoloXVIII, probabilmente legato al grande interesse che si ando` manifestando per le ricerche archeologiche. I modelli d’arte romana e punica ispirarono la produzione, che resto` comunque circoscritta a zone particolari della Sardegna centro-settentrionale. Il gioiello e` presente nell’abbigliamento tradizionale femminile di Iglesias (sa gioia) e di Terranova (Olbia).
COLLANE
Il modello tipico della collana in Sardegna e` quello a vaghi d’oro di lamina liscia o traforata, di forma sferica o ovoidale, con disegni sbalzati o con decorazioni a filigrana. Le origini di questo gioiello sono antichissime, certamente ricollegabili a modelli dell’oreficeria punico-romana, conservati nel tempo e rilanciati in epoca spagnola. Il gioiello e` presente nell’abbigliamento tradizionale di molti centri:
1. collana a cannigheddu e` la collana d’oro di varia foggia che completa il costume femminile di Selargius e di Sinnai;
2. sa cannacca e` la collanad’oro odi granati o di rubini che completa l’abbigliamento femminile ad Arbus, Assemini, Busachi, Gavoi, Ghilarza, Macomer, Mamoiada, Meana Sardo, Milis, Mogoro, Mores, Olbia, Oristano, Orosei, Ottana, Paulilatino, Santa Teresa Gallura, Sennori, Santadi, Serdiana,Siligo, Siniscola, Uras;
3. sa cannacca ’e coraccu o coraddu e` la collana di corallo che completa l’abbigliamento femminile a Sestu, Bitti, Dorgali, Ittiri, Mogoro, Muravera, Ollolai, Seneghe;
4. sa cannacca a nuxedda e` la collana d’oro a noci che completa l’abbigliamento femminile a Monserrato; 5. sa cannacca a pibionis e` la collana a chicci d’oro che completa l’abbigliamento femminile a Quartu Sant’Elena;
6. su ghettau e` una catena d’oro a maglie, molto lunga, che completa l’abbigliamento femminile ad Assemini, Elmas, Monastir, Pirri, Pula, Santadi, Sant’Antioco, Sinnai;
7. su gionchigliu e` una catena d’oro lunga fino a 3 m, con maglie saldate alternativamente e che arriva a pesare oltre cento grammi, che completa l’abbigliamento femminile a San Sperate, Selargius, Settimo San Pietro,Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sinnai;
8. guian e` una collana di corallo grezzo con rametti che completa l’abbigliamento femminile di Carloforte; 9. sa gutturada e` la collana d’oro che completa l’abbigliamento femminile di Oliena.
FIBBIE
Le fibbie d’oro, d’argento o anche di semplice metallo erano un elemento di completamento dell’abbigliamento femminile che in Sardegna si diffuse soprattutto nel Settecento.

Dorgali, gioielli in filigrana.

ORECCHINI
Questo tipo di gioiello sembra estraneo alla tradizione sarda piu` antica. Esso ando` diffondendosi nell’Ottocento e le sue tipologie denotano una dipendenza da modelli provenienti da altre regioni. In particolare gli orecchini sono utilizzati con nomi e fogge diversi:
1. is aras sono gli orecchini usati a Musei;
2. s’arreccas sono gli orecchini d’oro con scaramazze o con un pendente di corallo che vengono utilizzati ad Assemini, Busachi, Domusnovas, Iglesias, Jerzu, Ozieri, Pirri, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sant’Antioco, Santadi, Selargius, Sinnai, Tortoi`;
3. sas iaccadas sono gli orecchini d’oro che vengono utilizzati a Ittiri;
4. lorigas sono gli orecchini d’oro che vengono utilizzati a Dorgali, Sanluri,Santadi,SettimoSanPietro;
5.oricinas sono gli orecchini d’oro che vengono utilizzati a Bonorva;
6. pendin sono gli orecchini di corallo grezzo che vengono utilizzati a Carloforte;
7. sos pendizzones sono gli orecchini d’oroche vengono utilizzati a Ollolai;
8. li pindini sono gli orecchini in filigrana d’oro che vengono utilizzati ad Aggius.
PENDENTI
I piu` tipici pendenti dell’oreficeria sarda erano detti lasu, lacci o nastri pendenti da portare appesi a un nastro attorno al collo. Questo gioiello, di sicura origine spagnola, si diffuse in Sardegna nel Seicento; il suo schema tipico consta di tre lamine collegate da perline o scaramazze. E`un gioiello usato nell’abbigliamento tradizionale femminile di molti centri:
1. sa broscia e` una medaglia appesa al collo con il vellutino utilizzata a Musei;
2. sa cara ’e coraddu e` un pendente in corallo utilizzato nell’abbigliamento femminile di Siniscola;
3. sa catenella e` un pendente in oro utilizzato nell’abbigliamento femminile a Sennori;
4. su collieree` un pendente in oro utilizzato nell’abbigliamento femminile a Ossi;
5. su dominu e` un medaglione di rubini e perle che viene utilizzato nell’abbigliamento femminile a Monserrato, Pirri, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sestu;
6.sagioiae` un medaglione con cammeo collegato con catenelle ad altro medaglione recante i simboli della citta` e guarnito con scaramazze che si utilizza nell’abbigliamento femminile di Iglesias;
7. sa gioia e` unmedaglione appeso al vellutino che si utilizza nell’abbigliamento femminile a Ozieri e a Sant’Antioco;
8. su medaglioni e` un medaglione appeso al collo con vellutino o catenina d’oro che si utilizza nell’abbigliamento femminile a Capoterra, Cossoine, Domusnovas, Guasila, Irgoli, Ittiri, Jerzu, Lanusei, Nuoro, Orosei, Sestu, Tertenia, Tortoli`;
9. su lasu e` un complesso formato da tre pendenti, spesso arricchiti da perle e pietre, uniti fra loro e appesi al collo con gallone d’oro e nastro di velluto che si utilizza nell’abbigliamento femminile a Monserrato, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Selargius, Settimo San Pietro, Sinnai;
10. su pendirizzu e` un pendente d’oro utilizzato nell’abbigliamento femminile ad Assemini;
11. su serbezze e` un pendente d’oro utilizzato nell’abbigliamento femminile a Gavoi;
12. sa zodia e` un pendente d’oro utilizzato nell’abbigliamento femminile a Bitti e Dorgali.
PORTAPROFUMI
Questi oggetti si diffusero in Sardegna nel Settecento; erano utilizzati soprattutto nelle classi alte e avevano una duplice funzione: infatti oltre a quella propria di contenitore di essenze, spesso a questi oggettini dalle forme simboliche veniva attribuita una funzione di portafortuna simile a quella degli amuleti. Il gioiello completa l’abbigliamento tradizionale di Dorgali (sa nuschera).
PUNTERUOLI
Di origine molto antica, venivano realizzati in avorio o in osso ed erano utilizzati per il cucito. Talvolta erano incisi e nell’impugnatura avevano spesso simboli apotropaici.
ROSARI
I rosari erano molto diffusi nella gioielleria sarda ed erano caratterizzati dalla pa`tena, che spesso accompagnava o sostituiva la croce. Essa e` sostanzialmente una medaglia formata da due lamine sbalzate e racchiusa in una cornice in filigrana: fu introdotta per imitazione dall’oreficeria iberica, in specie da quella catalana. Talvolta il rosario e` completato dal crocifisso, che rappresenta il Christus Patiens vincolato alla croce dai tre chiodi e col capoincoronato di spine. Il rosario completa l’abbigliamento tradizionale di Bitti,Dorgali e Selargius.
SIGILLI
Si diffusero in Sardegna nel corso del secolo XVIII ed erano un tipico oggetto maschile che denotava cultura ed eleganza.
SPILLE
Le spille sono il gioiello tipico dell’oreficeria sarda; si diffusero particolarmente nell’Ottocento. Le tipiche spille sarde hanno forma di fiore, di cuore e/o di stella e prevalentemente sono realizzate in filigrana d’oro o d’argento. Le spille sono presenti nell’abbigliamento di alcuni centri in diverse fogge:
1. s’agulla o s’ispilla e` una spilla d’oro di varia foggia usata per tenere lo scialle o appuntata sul petto nell’abbigliamento femminile ad Aggius, Ala` dei Sardi, Busachi, Capoterra, Cossoine, Domusnovas, Fonni, Galtelli`, Guasila, Macomer, Milis, Mogoro, Monastir, Nuoro, Olbia, Ottana, Paulilatino, Pirri, Pimentel, Pula, Quartucciu, Samugheo, Sestu, Seui, Tempio Pausania, Tertenia, Tonara, Villagrante Strisaili;
2. sa agulla o aguzza o ispilla de conca e` una spilla d’oro di fogge varie, utilizzata dalle donne per tenere il fazzoletto o il velo ad Anela, Bono, Bottidda, Bultei, Dorgali, Irgoli, Lanusei, Orosei, Pula, Selargius, Seneghe, Serdiana, Silanus, Sinnai, Teulada, Uta;
3. sa broscia e` una grossa spilla d’oro, in genere ovale, talvolta arricchita da pietre, che viene usata dalle donne ad Arbus, Carloforte, Iglesias, Jerzu, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sant’Antioco, Santadi, Sinnai; 4. le dominus sono spille amargherita appuntate sulla camicia a Selargius;
5. su fremagliu e` un fermaglio d’oro utilizzato nell’abbigliamento femminile a Bonorva, Guasila, Ittiri, Muravera, Nuoro, Uri;
6. su girasole e` una spilla d’oro, dono di fidanzamento, che viene utilizzata nell’abbigliamento femminile a Quartu Sant’Elena;
7. sa gula a filigrana e` un bottone fatto a spilla che completa l’abbigliamento femminile aSantadi;
8. sa gula a parma e` una spilla di filigrana a forma di foglia di palma che completa l’abbigliamento femminile a Santadi;
9. s’ispilla ’e pettorra e` una spilla d’oro da poggiare sul petto utilizzata nell’abbigliamento femminile a Dorgali e a Irgoli;
10. sa uzza e` una spilla d’oro che completa l’abbigliamento femminile a Mamoiada.
SPULIGADENTES
Gli stuzzicadenti sono un gioiello tipico e assolutamente originale della produzione orafa sarda. Prevalentemente in filigrana d’argento, hanno anche una funzione magica simile a quella degli amuleti e venivano indifferentemente usati dagli uomini e dalle donne. Il gioiello e` presente nell’abbigliamento tradizionale di Dorgali (s’isprugadentes), Gavoi (s’ispulihadentes), Nuoro, Oliena (s’isprugadente).

Oliena, gioielli tradizionali
Coppie di gemelli in filigrana e lamina d'oro (tecnica mista): granulazione applicata in cerchi concentrici nella calotta superiore e lavorazione a motivi spiraliformi in quella inferiore. La calotta superiore termina con un castone tubolare che racchiude una pietra (turchese). L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare.

Dorgali, spilla in filigrana in argento

La filigrana è una tecnica tipica dell'oreficeria sarda. Alle parti piane del gioiello si alternano piccoli elementi sferici ruvidi detti cupelle. L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare. Molti gioielli sono realizzati nella varianti oro e argento, l' argento è generalmente impiegato per creare gli amuleti, nella tradizione popolare infatti si ritiene che l'argento abbia proprietà magiche e di protezione per chi lo indossa.

Gancera

La gancera è una catena generalmente realizzata in argento utilizzata per chiudere alcuni indumenti maschili e femminili, come il grembiule, il corpetto, il copricapo. E' costituita da una catena, a uno, due o più segmenti, semplice oppure a piastra traforata, che collega due elementi estremi, in questo caso cuoriformi, ma compaiono anche elementi zoomorfi o vegetali, più raramente figure fantastiche o maschere. La gancera può essere impreziosita anche da pietre colorate in pasta vitrea, e da catenelle con amuleti.

Oliena, gioielli tradizionali
Dorgali, spilla in filigrana in argento.
Gancera

Orecchini in filigrana d'argento con decorazione a manufica in corallo.

Orecchini in filigrana d'argento con decorazione a manufica in corallo. La manufica, generalmente realizzata in corallo, è un piccolo amuleto a forma di mano. Si ritiene sia particolarmente indicato per proteggere le donne durante il parto. Il corallo, che già in se conserva la forza legata all'elemento primordiale dell'acqua, ha il colore del sangue, del potere vitale, della fertilità.

Orecchini in filigrana d'argento

Orecchini in filigrana d'argento con pendente. La pratica della lavorazione a filigrana si affermò in Sardegna in epoca rinascimentale. Alla base dell'arte della filigrana vi è l'utilizzo di oro o argento ridotto in filo, liscio o ritorto con elementi sferici detti cupelle, ottenuti passando il filo entro uno stampo, detto anche filo godronato. L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare per via del chiaroscuro.

Orecchini in filigrana d'oro

Coppia di orecchini in filigrana d'oro in forma di due ovali uniti da catenelle. La pratica della lavorazione a filigrana si affermò in Sardegna in epoca rinascimentale. Alla base dell'arte della filigrana vi è l'utilizzo di oro o argento ridotto in filo, liscio o ritorto con elementi sferici detti cupelle, ottenuti passando il filo entro uno stampo, detto anche filo godronato. L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare per via del chiaroscuro.

Orecchini in filigrana d'argento con decorazione a manufica in corallo.
Orecchini in filigrana d'argento
Orecchini in filigrana d'oro

Sa zoiga dorgalese

Collana realizzata in oro e pietre preziose con la tecnica della filigrana. La filigrana è tipica dell'oreficeria sarda. Alle parti piane del gioiello si alternano piccoli elementi sferici ruvidi detti cupelle. L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare.


Dorgali, gioielli in filigrana

Molti gioielli sono realizzati nella varianti oro e argento, l' argento è generalmente impiegato per creare gli amuleti, nella tradizione popolare infatti si ritiene che l'argento abbia proprietà magiche e di protezione per chi lo indossa. La tecnica della filigrana è caratteristica dell'oreficeria sarda. La superficie dei gioeilli si presenta ricoperta di piccole sfere chiamate cupelle, l'alternanza di parti piane e di parti in rilievo conferisce al gioiello particolari giochi di luce.

Costume di Dorgali e gioielli in filigrana

Il ricamo eseguito a mano viene considerato una delle più importanti tecniche tradizionali da tramandare di generazione in generazione. Il ricamo si differenzia a seconda del territorio per metodologie e tipologie conferendo alle opere anche una caratterizzazione geografica e territoriale abbastanza precisa. La filigrana è una tecnica tipica dell'oreficeria sarda. Alle parti piane del gioiello si alternano piccoli elementi sferici ruvidi detti cupelle. L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare.


Sa zoiga dorgalese.
Dorgali, gioielli in filigrana
Costume di Dorgali e gioielli in filigrana

Crocefisso in argento

Crocefisso in argento realizzato con la tecnica della filigrana. La pratica della lavorazione a filigrana si affermò in Sardegna in epoca rinascimentale. Alla base dell'arte della filigrana vi è l'utilizzo di oro o argento ridotto in filo, liscio o ritorto con elementi sferici detti cupelle, ottenuti passando il filo entro uno stampo, detto anche filo godronato. L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare per via del chiaroscuro.

Anello con sigillo (profilo)

Dell’abbondanza di anelli di cui facevano sfoggio le donne sarde nel Settecento abbiamo testimonianza dal resoconto di viaggio di Joseph Fuos, il quale riferisce che all’epoca non era raro vedere una contadina adornata “con una catena d’argento a quattro o cinque giri attorno al collo, e per lo meno una mezza dozzena di anelli alle dita". Ancora oggi in occasione della sagra di Sant’Efisio si resta impressionati dall’abbondanza di gioielli, e nella fattispecie dagli anelli, indossati dalle donne e dalle fanciulle in abito tradizionale. Gli anelli appartenenti alla collezione di Luigi Cocco (1883-1959) sono numerosi e afferiscono a diverse tipologie. Si tratta in prevalenza di anelli in filigrana e lamina d’oro, ma anche in argento. Sono spesso impreziositi da pietre dure, pasta vitrea o cammei in corallo o corniola. Non mancano gli anelli di fidanzamento con motivi cuoriformi, e quelli da sposa caratterizzati dal motivo della chiave, simbolo delle virtù domestiche e del buon governo della casa.

Crocefisso in argento con fiori in filigrana (fronte)
Crocefisso in argento con decorazione a fiori realizzati con la tecnica della filigrana. La pratica della lavorazione a filigrana si affermò in Sardegna in epoca rinascimentale. Alla base dell'arte della filigrana vi è l'utilizzo di oro o argento ridotto in filo, liscio o ritorto con elementi sferici detti cupelle, ottenuti passando il filo entro uno stampo, detto anche filo godronato. L'alternanza di parti lisce e ruvide conferisce al gioiello una luce particolare per via del chiaroscuro.

Crocefisso in argento
Anello con sigillo
Crocefisso in argento con fiori in filigrana

Spilla

E' un gioiello diffuso in tutta l'isola, pur con diverse forme e differenti usi. A volte serve per fermare il copricapo a benda o lo scialle sulla testa, in altri casi è utilizzato per fissare sul petto altri gioielli. A parte qualche raro esemplare in argento le spille sono generalmente prodotte in oro con la tecnica della filigrana alternata a fili e sottili lamine; compaiono pietre preziose, perle o vetri colorati. La forma tipica della spilla sarda è la margherita, diffusa in tutta l'isola.

Sabegia

La sabegia (o cocco o pinadeddu) è un amuleto in filigrana d'argento, particolarmente indicato come protezione dal malocchio; si usa spesso riporlo nelle culle dei bambini appena nati per proteggerli dall'invidia e dagli spiriti maligni. Si caratterizza per una sfera nera generalmente di ossidiana o altro materiale.

Campanella in argento

Pendente in forma di piccola campana. la campanella come il sonaglio è considerata, nella tradizione popolare non solo sarda, capace con il suo utintinnio di scacciare gli spiriti maligni.

Spilla sarda
Sabegia
Campanella in Argento

Amuleto scacciaspiriti in argento

Amuleto scacciaspiriti in argento. Elemento caratterizzante dell'amuleto sono i campanelli che lo corredano, in diverse culture oltre quella sarda, tutti gli oggetti che producono suoni o tintinnano sono in grado di allontanare gli spiriti maligni.

Bracciale in filigrana d'argento e occhi di Santa Lucia

Bracciale in filigrana d'argento con inserto di occhi di Santa Lucia. L'utilizzo degli occhi di Santa Lucia ha valore simbolico e magico. Si ritiene infatti che siano amuleti particolarmente adatti a scacciare il malocchio e che proteggano le donne durante il parto.

Rosario in filigrana
Rosario in filigrana d'argento con medaglione porta reliquie e motivo decorativo tipico a fiocco.

Amuleto scacciaspiriti in argento.
Bracciale in filigrana d'argento e occhi di Santa Lucia
Rosario in filigrana


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M. G. di Moi Giancarlo
LABORATORIO ORAFO ARTIGIANALE - LAVORAZIONE FILIGRANA GIOIELLI TRADIZIONALI SARDI
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Formazione

Ha conseguito il diploma di Orafo Modellista e incisore dopo aver frequentato per sei anni la scuola di Arte e Mestieri di Vicenza. Ha avviato l'attività di orafo presso la ditta F.lli Menegatti di Vicenza. Ha svolto un tirocinio biennale come incisore, diamantatore e incassatore presso la ditta Rizzotto & Bertapelle di Vicenza. Nel 1975 ha vinto (nella categoria allievi) il 2° premio Nazionale S. Eligio, concorso svoltosi in occasione della Fiera Internazionale di Vicenza e patrocinato dallo stesso Ente Fiera. Maturata l'esperienza formativa oltre tirreno è rientrato in Sardegna per imparare da autodidatta le tecniche di lavorazione della filigrana. Cimentandosi con passione nella ricerca e riproducendo fedelmente i gioielli della tradizione e nel frattempo sperimentando nuove interpretazioni dei gioielli tradizionali.






Dal 1984 è titolare di un laboratorio orafo specializzato nella produzione di gioielli tradizionali sardi. Il vasto patrimonio di esperienze acquisite unito alla costante ricerca e sperimentazione di nuove soluzioni stilistiche lo ha portato a sviluppare nel corso degli anni diverse linee di manufatti che reinterpretano in modo originale i modelli tipici della tradizione orafa sarda. Nel laboratorio lavora insieme alla moglie Carla Balbo, le figlie Lisa e Giulia.

Nel 2006 Giancarlo Moi ha aderito al progetto di ricerca e innovazione tecnologica diretto dal Consorzio Ventuno e realizzato all'interno del Centro Polaris di Pula, sede del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna. Il progetto, che ha coinvolto anche altri due artigiani sardi, Antonello Delogu e Mario Mereu, è stato attuato in collaborazione con lo studio Di Robilant e Associati di Milano per lostudio dell'immagige coordinata e affidato per la parte tecnica-creativa all'architetto e designer di fama internazionale Angelo Mangiarotti.e ilcontributo di coordinamento e tutor all'esperto di artigianato artistico ed esperto di marcheting sig.antonio sau .Il progetto di ricerca ha portato alla creazione di nuovi modelli ornamentali che rielaborati in modo personale dalle mani esperte dei tre orafi hanno dato origine alla nuova linea di gioielli denominata Inkoro.




Esposizioni

Fiera di Vicenza, Bari,Mostra a Torino , Milano, Fiera Internazionale di Cagliari, la Biennale dell'Artigianato Sardo di Sassari. Ha esposto i suoi gioielli in Belgio e presso il Museo di Novadievic a Mosca ,Mostra ad OLBIA sotto le ali di Leonardo.
Esposizione permanente presso i negozi i.s.o.l.a. (istituto sardo organizzazione lavoro artigiano)
Mostra "Sardegna in su coro" dal 2 al 5 dicembre 2010 presso il MUSEO Nazionale del Villaggio Rumeno Dimitrie Gusti di Bucarest (Romania).-- 50° edizione della mostra del tappeto e dell'artigianato artistico di Mogoro (SARDEGNA)dal 29 -07-al 04-09-11 -- 1° edizione della biennale (cultura nelle mani dal 30-07 al 10-08-11 nella cittadina di TORTOLI (SARDEGNA)


M.G. di Moi Giancarlo
Via A. Pigliaru 6 - 08042 Barisardo (OG)

Contatti


Moi Giancarlo Sardegna Gioielli
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Gioielleria di Sardegna Storia

I gioielli costituiscono parte essenziale del vestiario popolare; la loro presenza connota l'abbigliamento festivo e cerimoniale e la loro assenza quello giornaliero. Come per il vestiario anche per l'oreficeria ci si trova di fronte ad una grande varietà di manufatti, ad un maggiore o minor numero e ricchezza degli stessi in un medesimo centro a seconda delle diverse classi sociali e ad una presenza di manufatti di fabbricazione non sarda rispetto a quelli di produzione artigianale locale in relazione alla maggiore o minore esposizione delle diverse regioni dell'isola.
Il metallo d'uso più frequente è l'argento, abbondantemente presente nell'isola a differenza dell'oro che, pur presente, lo era in quantità inferiore. Infatti in Sardegna l'oro veniva estratto, fino all'inizio del Novecento, presso Lula, da una piccola miniera in seguito abbandonata quando l'estrazione divenne antieconomica, e intorno a Montevecchio, presso Guspini. L'esistenza di oro nella miniera di Montevecchio ha portato a pensare che molti dei manufatti di oreficeria delle necropoli di Nora e Tharros fossero stati prodotti col metallo di Montevecchio.
Molto più abbondante nell'isola è invece l'argento, presente sotto forma di galena, con giacimenti localizzati lungo la fascia nord-occidentale dell'isola e nell'Iglesiente. È probabilmente da ricercare nell'abbondanza di questo minerale il motivo della prevalenza in Sardegna dei manufatti d'argento rispetto a quelli d'oro, unitamente al fatto che le potenti corporazioni dei fabbri nelle quali confluivano gli "argenters" (i primi Statuti documentati risalgono al XVII secolo) richiedevano per la propria attività la maggior parte dell'argento estratto nell'isola e avevano costituito centri di produzione artigianale importanti a Cagliari, lglesias, Oristano, Bosa, Alghero e Sassari.
Largamente usato nella gioielleria popolare è inoltre il corallo rosso. Abbondante lungo le coste dell'isola con banchi particolarmente ricchi lungo le coste occidentali e settentrionali, nel passato, veniva "pescato" col sistema tradizionale dell'ingegno, soprattutto da imbarcazioni provenienti dalla penisola. Il corallo sardo, molto pregiato, è di colore rosso cupo e viene utilizzato ancora oggi per realizzare pendenti di orecchini, collane e cammei: fino a non molto tempo fa gran parte del corallo pescato nei mari sardi veniva lavorata fuori dell'isola e rientrava in Sardegna come prodotto semilavorato o finito.
Presente in modo massiccio è la filigrana sia d'oro sia d'argento, che, unitamente alla tecnica della granulazione, costituisce uno degli aspetti più importanti della gioielleria della Sardegna con una vastissima gamma di tecniche e di applicazioni.
Accanto ai materiali pregiati propri dell'oreficeria in generale, è presente nella produzione tradizionale della Sardegna una vastissima gamma di altri materiali non nobili, sia locali sia di importazione, quali la madreperla, varie pietre, raramente preziose, più spesso semipreziose, l'ossidiana, la selce, il marmo, il legno, la pasta di vetro e infine conchiglie e opercoli di gasteropodi marini (occhio di Santa Lucia).
I principali gioielli di corredo dell'abbigliamento popolare sono rappresentati dai bottoni d'oro o d'argento in lamina o filigrana, dagli orecchini di tipologia assai varia, da collane in oro e corallo con o senza pendenti, da catene, cinture o sottogola d'argento, da rosari, da spille, fermagli e pendenti e infine da amuleti.
La più ampia raccolta di gioielli della Sardegna è conservata nel Museo della vita e delle Tradizioni popolari di Nuoro. Altre importanti raccolte sono nel Museo nazionale "G. A. Sanna" di Sassari, nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari, nel Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, nella Collezione "Luigi Cocco" della Regione Autonoma della Sardegna, Cagliari.

Artigiano del corallo Sardegna
Corallo lavorazione Sardegna

Gioielleria L'Oncia D'Oro

Creazione gioielli artigianali in Sardegna

Piccola azienda del centro Nord Sardegna che si occupa di creazioni di Gioielli Artigianali, la Gioielleria L'Oncia D'Oro a Siniscola, disegna e crea nel suo laboratorio anelli, collane, bracciali, orecchini, pendenti ed è specializzata nella creazione di gioielli artigianali in oro, argento e bronzo. Produciamo Gioielli in Filigrana, gioielli tipici sardi. Su richiesta Fedi nuziali personalizzate.


Via G.F. Conteddu, 79 Siniscola (Nuoro)


Visulizza l'Azienda





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