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Grotte in Sardegna :: Le Grotte presenti in Sardegna come tutti i tesori sono stupefacenti e nascoste da tempi remotissimi.

Territorio > Informazioni Turistiche sul Territorio della Sardegna


Grotte di Santa Barbara.
Urzulei, grotta di Su Palu.

Le Grotte in Sardegna


Grotte Marine
Suggestive perché inserite in uno scenario incantevole, le grotte marine si aprono su spiagge dalle caratteristiche più diverse: agli arenili sabbiosi o con ciottoli, arrotondati dall'acqua e dal tempo, si uniscono i colori cangianti del mare, con riflessi e sfumature unici. Nel golfo di Orosei si trovano la Grotta del Bue Marino e quella del Fico. La prima è conosciuta per aver costituito uno degli habitat della foca monaca: la sua esplorazione avviene a bordo di un barcone che risale un fiume sotterraneo. La seconda è la meta ideale per gli appassionati di speleologia perché ricca di cunicoli intricati assolutamente da esplorare. Invece, nel golfo di Alghero si può visitare tutto l'anno la Grotta di Nettuno, alla quale si può accedere sia in barca, attraverso un percorso lungo la costa e fino a Porto Conte, sia attraverso i gradini della Escala del Cabirol che scende avvinghiata al costone ovest di Capo Caccia.

Grotta dei Palombi - Alghero
La grotta dei Palombi si trova nell'Isola Foradada, ed è attraversata da una vasta galleria naturale a pelo d'acqua che le dà il nome.
Grotta Verde
Nel golfo di Porto Conte, che si estende tra Capo Caccia e la Punta del Giglio, si trova la grotta Verde. La cavità, chiamata anche "dell'Altare", è raggiungibile attraverso una gradinata.
Grotta Pizzi e Ricami - Alghero
La grotta Pizzi e Ricami, situata nell’area costiera di Alghero, è raggiungibile solo dal mare come le vicine grotta Verde e dei Paolombi. È una cavità marina posta a circa 4 m di altezza dal picco di Capo Caccia.
Grotta de Su Meraculu
La grotta del Miracolo (in sardo "Sa rutta 'e su Meraculu") è un'ampia cavità che si apre nel territorio di Baunei, in Ogliastra, affacciandosi sulla spiaggia sabbiosa di Cala Sisine. Qui la natura ha fatto sì che in milioni di anni si creasse quasi una scenografia da cinema espressionista.
Grotta di Nettuno - Alghero
In una delle estremità del golfo di Porto Conte, Capo Caccia, si trova la grotta di Nettuno, la più nota della Sardegna. Nel golfo di Porto Conte poi si trovano anche la grotta Verde, quella dei Colombi e quella dei Ricami.
Grotte del Bue Marino
Si tratta di ampie grotte che devono il proprio nome all'appellativo sardo della foca monaca, magnifico esemplare del mammifero pressoché scomparso dalla zona. Le splendide grotte del Bue Marino, tra le più conosciute della Sardegna, si possono raggiungere da Cala Gonone.
Grotta del Fico
La grotta del Fico evidenzia un valore particolare per la qualità, quantità e variegatezza delle concrezioni calcaree, che, unitamente alla presenza della foca monaca, continuativa fino al termine degli anni sessanta, ne fanno un caso, per tanti versi, unico.
Grotta di Punta delle Oche - Carloforte
La Grotta di Punta delle Oche è accessibile solo via mare e vi si può entrare solo con piccole barche. Scavata nella scura trachite dalle onde, svela ai visitatori un affascinante spettacolo cromatico tra i giochi di luci che si infrangono sullo specchio di un mare limpido e trasparente. L'incanto prosegue durante le suggestive immersioni subacque e snorkeling: un paesaggio marino molto variegato e colorato domina incontrastato, tra cui spiccano bellissimi spirografi, piccole orate, tanute e numerosi saraghi.

SU MERACULU Baunei
SU MERACULU

Grotta dei Palombi

La grotta dei Palombi si trova nell'Isola Foradada (forata), attraversata da una vasta galleria naturale a pelo d'acqua. La sua apertura, lunga 110 metri, è spesso invasa dalle onde ed è asilo di numerosi uccelli selvatici - piccioni, gabbiani e marangoni dal ciuffo. La visita, che può avvenire solo via mare, si svolge con un percorso affascinante ed incantevole, ricco di passaggi impervi e selvaggi che consente avvistamenti faunistici anche di specie rare. Tra gli anfratti non è difficile vedere gabbiani corsi, cormorani, corvi imperiali e il rarissimo grifone, che nidifica tra le rocce di Punta Cristallo.
Come arrivare
La grotta e nel territorio di
Alghero.
Informazioni utili e servizi
La Grotta non offre alcun tipo di servizio.
Contatti
Ufficio turistico del Comune di Alghero
tel. 079 979054
e-mail: info@ampcapocaccia.it
www.ampcapocaccia.it/ente.asp

Grotta Pizzi e Ricami - Alghero

La grotta Pizzi e Ricami, situata nell’area costiera di Alghero, è raggiungibile solo dal mare come le vicine grotta Verde e dei Palombi. È una cavità marina posta a circa 4 m di altezza dal picco di Capo Caccia e rivolta verso Alghero.
Per via della sua difficile accessibilità, se ne consiglia la visita a speleologi ed esperti.
All'entrata si può ammirare un ambiente interamente rivestito di concrezioni cristalline bianchissime e, più avanti, le stalattiti a forma di colonna che richiamano l'immagine di un intricato labirinto.
Si evidenziano numerosissimi cunicoli coperti da concrezioni che, nell'evocare opere di ricamo, hanno dato il nome alla grotta.
La cavità è compresa nell’Area marina protetta di Capo Caccia, sottoposta quindi a regime di tutela che mira a preservarne il prezioso ecosistema.
Ai natanti e alle imbarcazioni è consentito ancorarsi nelle cale comprese fra Grotta Pizzi e Ricami e Grotta Verde.
Come arrivare
La grotta è raggiungibile solo dal mare.
Contatti
tel. 079 997816
e-mail: info@ampcapocaccia.it
www.ampcapocaccia.it/ente.asp


Grotta del Fico

La grotta del Fico evidenzia un valore particolare per qualità, quantità e varietà delle concrezioni calcaree. Unica anche per la storica presenza della foca monaca, continuativa fino agli anni settanta. L'emozione provata dagli speleologi che, verso la metà del secolo scorso, hanno esplorato queste affascinanti cavità, deve aver superato ogni aspettativa quando si sono trovati di fronte alle foche monache, le cui abitudini sono state poi studiate per un lungo periodo, fino alla loro scomparsa. La presenza di stalattiti, stalagmiti e colonne, di dimensioni e colori diversissi, permettono di godere di uno spettacolo incomparabile, esaltato dai giochi di luci e dalle trasparenze create nei suoi percorsi interni. Formata da due distinte gallerie e collegata da un lungo sifone con il mare aperto, la grotta è percorribile attraverso alcune passerelle, che costeggiano il letto fossile dell'antico fiume sotterraneo le cui acque hanno nei millenni generato la grotta stessa.
Come arrivare Aperta verso il Golfo di Orosei, nel territorio di Baunei, la grotta si può raggiungere, via mare, per mezzo di barconi che partono da Santa Maria Navarrese, Arbatax, Calagonone, Orosei e La Caletta di Siniscola.
Informazioni utili e servizi
Per maggiori informazioni circa la Grotta del Fico si consiglia di contattare la società speleologica baunese al numero +39 3339634349. Si consiglia inoltre di visitare il seguente sito internet www.grottadelfico.it
Contatti
Comune di Baunei
tel. 0782 610823-349 1463802-333 9634349
Società Speleologica Baunese " Gestione Grotta del Fico"
sito internet: www.grottadelfico.it
e-mail: grottadelfico@tiscali.it


Grotta di Punta delle Oche

Costituita da una bellissima scogliera, che scende a picco sul mare, Punta delle Oche è situata a nord dell'isola di San Pietro, nel territorio di Carloforte. Con una vista incantevole su un fantastico panorama fatto di scogliere e di isolotti, Punta delle Oche presenta suggestivi anfratti e cavità. Nella roccia rachitica che scende a picco sul mare, si apre la grotta omonima, la più grande tra quelle presenti nell'isola, particolare e suggestiva. La Grotta di Punta delle Oche è accessibile solo via mare e vi si può entrare solo con piccole barche. Scavata nella scura trachite dalle onde, svela ai visitatori un affascinante spettacolo cromatico tra i giochi di luci che si infrangono sullo specchio di un mare limpido e trasparente. L'incanto prosegue durante le suggestive immersioni subacque e snorkeling: un paesaggio marino molto variegato e colorato domina incontrastato, tra cui spiccano bellissimi spirografi, piccole orate, tanute e numerosi saraghi.
Come arrivare La grotta di Punta delle Oche è raggiungibile solo via mare, mentre la scogliera di Punta delle Oche é facilmente raggiungibile via terra: procedere verso l'uscita dal paese di Carloforte, percorrere la cosiddetta Salita Rombi. Al primo bivio procedere verso sinistra. Al bivio successivo prendere la destra e dirigersi sempre dritto in direzione di Punta delle Oche.


Grotta de Su Meraculu

Già dal nome si intuisce la portata del suo valore: un gioco miracoloso della natura. La grotta del Miracolo - Sa rutta 'e su Meraculu - si apre nel territorio di Baunei, in Ogliastra, affacciandosi sulla spiaggia di Cala Sisine. Qui la natura ha fatto sì che in milioni di anni si creassero diversi ambienti comunicanti, delimitati da pareti frastagliate con concrezioni calcaree fantastiche, quasi una scenografia da cinema espressionista.
L'atrio, attraverso uno stretto corridoio, si collega al vano centrale lungo circa 100 m e mosso da colonne e sculture naturali che incantano per la loro imponenza. Procedendo si trovano altre cavità ipogee, con una sorgente cara ai pastori che, anticamente, vi trovavano ristoro.
Le stalattiti e le stalagmiti suscitano straordinari effetti con la luce riflessa dalle stesse superfici su cui si posa: il percorso all'interno della grotta offre un'emozione dietro l'altra. Fra le varie concrezioni se ne segnala una molto particolare che ha la forma di bellissima anfora seminascosta.
La cosiddetta Stanza del Tesoro è immersa in tonalità cromatiche rosse e grigie determinate da fenomeni ossidativi, ed è coperta da alte volte innervate da costoloni calcarei trasparenti che sembrano imitare un cielo stellato. I materiali rocciosi calcificati si modellano in forme stupefacenti dando vita ad immagini bizzarre, come quelle che sembrano raffigurare una clessidra ed un ranocchio.
Come arrivare
La grotta, raggiungibile sia via mare o dall'entroterra, per l'atmosfera immota e sacrale in cui è immersa è senza dubbio un miracolo naturalistico. E' possibile arrivarci dai porti di Arbatax e Santa Maria Navarrese, con dei barconi che viaggiano ogni giorno durante il periodo estivo. Via terra si arriva a Cala Sisine e si prosegue a piedi lungo un percorso non segnalato ma semplice da individuare.
Informazioni utili e servizi
Nella vicinanze della grotta non è offerto alcun tipo di servizio. La zona particolarmente selvaggia e incontaminata fa rende questo angolo di natura uno dei più interessanti dal punto di vista naturalistico.

Contatti
Comune di Baunei
tel. 0782 610823
e-mail: comunebaunei@tiscalinet.it
www.comunebaunei.it

Grotte di Nettuno

Grotta di Nettuno
Alghero


In una delle estremità del golfo di Porto Conte - Capo Caccia si trova la grotta di Nettuno, la più famosa della Sardegna. Si può raggiungerla per mezzo di una scalinata, l'Escala del Cabirol, che si avvinghia sul costone ovest del capo raggiungendo l'imboccatura della grotta.
La grotta, lunga oltre un chilometro, è raggiungibile anche via mare, per mezzo di imbarcazioni in partenza dal molo principale del porto di
Alghero. E' un servizio che opera durante la stagione turistica e consente trasferimento e visita in circa tre ore.
L'accesso alla grotta avviene attraverso un passaggio coperto di concrezioni di vegetazione verde, e ci si spinge sino ad un lago alimentato dal mare, in un percorso fitto di concrezioni colonnari.
Attraverso un sentiero si arriva a una colonna che si eleva fino alla volta con la quale forma due arcate spettacolari. Più avanti, una linea di colonne porta al bacino del lago, chiamato la Reggia, da cui si intravede una spiaggia dalla sabbia bianchissima e, nell'ultima parte della grotta, il terrazzo chiamato Tribuna della musica.
Verso la parte destra, dove si apre una zona chiusa al pubblico e accessibile solo da parte di speleologi, si sviluppa un percorso che conduce prima al Lago dei Funghi, e poi, attraverso una galleria detta Metrò, all'enorme salone il cui lato destro è occupato dal Lago Semilunare.
Come arrivare
La grotta di Nettuno è raggiungibile in due modi: via terra e via mare. Nel primo caso è necessario raggiungere il piazzale Capo Caccia, nella omonima località costiera, da cui ci si avvia per delle visite guidate. Via mare, invece, occorre imbarcarsi in un traghetto delle compagnie private dedicate alle escursioni verso la grotta dal porto di Alghero.
Informazioni utili e servizi
Esiste un servizio di visita guidata attivo tutto l'anno e ramificato in diverse lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e catalano. Da Pasqua fino ad ottobre è possibile visitare il sito dalle 8.00 del mattino alle 20.00. Per raggiungere la grotta via terra, una volta arrivati nel piazzale Capo Caccia, è sufficiente leggere nella bacheca apposita tutte le informazioni sulle modalità di visita. L'ingresso alla grotta ha un costo di € 10 per gli adulti, 7 € per i gruppi, € 5 per i bambini.
Adottando la soluzione di visita via mare è necessario imbarcarsi in un traghetto preposto alla visita verso la grotta nel porto di Alghero. Il biglietto per la traversata è di € 13, a cui vanno aggiunti poi i 10 € per la visita guidata nella grotta.
Contatti
Ufficio turistico del comune di Alghero
Tel: 079 979054

Veduta aerea delle grotte del Bue Marino.

Grotta del Bue Marino

Le ampie grotte che si aprono lungo la costa di Dorgali devono il proprio nome all'appellativo della foca monaca, magnifico esemplare di mammifero che sembra ormai pressoché scomparso dalla zona.
La grotta, lunga 5 km e suddivisa in due rami, è visitabile su percorsi attrezzati ed illuminati per circa 900 metri.
Il ramo sud è formato da un'ampia galleria, dove penetra l'acqua del mare e sono visibili numerosi laghetti d'acqua dolce, alimentati da fiumi sotterranei, divisi da spiaggette sabbiose e ricche di concrezioni; il ramo nord è divenuto fossile a causa della cessata attività carsica al suo interno.
La visita si effettua nel solo ramo sud lungo un percorso ricco di stalattiti e stalagmiti che offrono uno straordinario spettacolo cromatico grazie ai fasci di luce che penetrano all'interno, valorizzati dalle acque chiare di un grande lago salato della superficie di oltre un chilometro.
Un altro elemento di rilievo è costituito da una dozzina di figure danzanti incise nelle sue pareti: si tratta di graffiti del neolitico.
La passeggiata di circa 30 minuti si conclude nella Spiaggia delle Foche, dove la foca monaca partoriva i propri piccoli.
Come arrivare
Le grotte del Bue Marino si possono raggiungere via mare, con un battello, da diverse località del Golfo di Orosei: Cala Gonone, Orosei, Santa Maria Navarrese, Arbatax, La Caletta di Siniscola. I tragitti sul barcono prevedono diverse possibilità di itinerario. Partenza in prima mattinata e visita alle grotte, oppure partenza in prima mattinata, visita alle grotte e sosta nelle spiagge del Golfo di Orosei. Il prezzo è diversificato in funzione delle opzioni scelte e dal porto di partenza. Le partenze da Cala Gonone avvengono dal porto e i biglietti possono essere acquistati nei diversi chioschetti preposti all'emissione dei ticket. Da Orosei si parte dalla spiaggia della Marina di Orosei e i biglietti possono essere acquistati direttamente nei chioschi della spiaggia. Dalla Caletta, Arbatax e Santa Maria Navarrese si parte dai porticcioli dei paesi e i chioschi per l'acquisto dei biglietti sono facilmente identificabili. Si cosiglia la prenotazione almeno un giorno prima della gita per evitare di non trovare posti disponibili sul battello.
Contatti
Comune di Dorgali
tel. 0784 927236-0784 96243-0784 93696
e-mail: ufficioturismo@dorgali.it
www.dorgali.it

Capitaneria di porto di Cala Gonone
tel. 0784 93261

Gallerie della miniera di San Giovanni, a metà strada tra Iglesias e la costa di Funtanamare
Scorcio del gigantesco antro della grotta di Santa Barbara.
Grotta di Santa Barbara

NELLE VISCERE
DI UNA TERRA ANTICA

Tre itinerari attraverso il Supramonte di Baunei fino alla costa
dell’Ogliastra e nel Parco minerario del Sulcis-Iglesiente alla scoperta
delle cavità naturali aperte recentemente ai visitatori

DI WALTER FALGIO


Come tutti i tesori sono stupefacenti e nascosti da tempi remotissimi. Un lento motore della natura le ha modellate, imprigionandole per sempre nel buio più profondo. Ma a volte può capitare che si disvelino restituendo una bellezza prodigiosa. Le grotte della Sardegna hanno atteso ere geologiche prima che l’uomo ci mettesse piede. E continuano a suscitare emozione e sorpresa.
Tra le numerose cavità visitabili nell’Isola, si segnalano quelle che sono state attrezzate negli ultimi due anni. Tre itinerari inseriti in un contesto ambientale favoloso. Si comincia dalla grotta de Su Meraculu nel comune di Baunei. L’escursione, della durata di un giorno, può partire anche da Santa Maria Navarrese.
Raggiunto l’altopiano del Golgo, a 13 chilometri dal paese di Baunei, si devono seguire le indicazioni per Cala Sisine, oltre la settecentesca chiesa campestre di San Pietro. La sterrata si interrompe a 15 minuti dalla spiaggia. Raggiunto il mare a piedi, è necessario risalire il costone roccioso su un sentiero per almeno
un’ora. La spettacolare imboccatura calcarea semicircolare è a 300 metri di altitudine. La visita, tra bizzarre
colonne e luminose stalattiti, dura 45 minuti.
Si resta in Ogliastra e nel territorio di Baunei ma si lascia la piana basaltica per solcare il mare. Alla grotta del Fico, per il momento, si arriva solo dall’acqua. Una cinquantina di minuti sui barconi che partono da Santa Maria Navarrese ed ecco a 7 metri d’altezza la cavità che prende il nome da un grande albero che si trovava nelle vicinanze.
Nascosto in questi anfratti rocciosi lo speleologo gesuita Antonio Furreddu negli anni Sessanta studiò le foche monache, assidue frequentatrici della zona, oggi a rischio di estinzione. Tutta la cavità è stata modellata dalle risorgenze carsiche e all’interno è possibile distinguere diversi rami di un fiume sotterraneo.
La grotta è collegata al mare da un lungo sifone, meta prediletta degli speleosub. Oltre alla visita turistica che dura 45 minuti è possibile effettuare un percorso speleologico più impegnativo sino ai rifugi segreti della foca (in questo caso il costo è 20 euro).

Il tesoro scoperto dai minatori

Dall’Ogliastra al Sulcis-Iglesiente, regione più antica della Sardegna, tra le prime terre emerse d’Europa. In questo territorio, secolare bacino metallifero, si osservano formazioni risalenti al Cambrico, ovvero 500 milioni di anni or sono. Nella miniera di San Giovanni, a 5 chilometri da Iglesias, sulla strada per Carbonia (statale 126), si trova la grotta di Santa Barbara. Per arrivarci si deve attraversare una galleria a bordo di un trenino elettrico, risalire sull’ascensore e percorrere una scala a chiocciola. La visita guidata da ex minatori e da geologi dura un’ora e mezzo e si effettua il martedì, il giovedì e il fine settimana. Scoperto casualmente nel 1952 da Francesco Salis, il geode è uno dei gioielli del Parco geominerario della Sardegna. I cristalli di barite costituiscono la scura tappezzeria di roccia della grande stanza, caratteristica unica e singolare.
Una visita a Santa Barbara non può che essere anche un omaggio al lavoro dei minatori, senza il quale oggi la grotta sarebbe ancora un tesoro nel buio.


Masua, gallerie di Porto Flavia
Istituto Tecnico Minerario G. Asproni

Museo dell'arte mineraria

Il museo, articolato in un androne centrale e due anditi, è ubicato nei sotterranei dell'Istituto Minerario "Asproni", pregevole edificio Liberty, inaugurato il 13 dicembre 1911 e costruito sotto gli auspici dell'ingegnere Giorgio Asproni, grazie al suo generoso prestito di 100.000 lire. Il percorso museale incomincia dall'androne centrale e prosegue negli anditi che ospitano le attrezzature per il trasporto del materiale, gli esplosivi e le macchine utilizzate per gli scavi e le perforazioni. L'esposizione, finalizzata a documentare e illustrare il mondo della miniera in Sardegna, comprende anche un'importante raccolta di materiale fotografico d'epoca, di minerali, di modellini e plastici, in scala, che hanno fatto la storia dell'arte mineraria. Il percorso continua con la ricostruzione di una piccola officina meccanica e la visita ad un impianto di flottazione, per il trattamento dei minerali. Il pezzo forte della collezione, tra tutti quelli esposti, è l'autopala Montevecchio da 2GH. Sono inoltre percorribili tratti ristrutturati e messi in sicurezza della galleria didattica realizzata dagli stessi allievi, a partire dal 1934, secondo diverse tecniche. I diversi tratti di galleria si diramano, per circa 300 metri, sotto e fuori dal perimetro dell'Istituto. I sotterranei vennero utilizzati, durante la seconda guerra mondiale, come rifugio antiaereo, come infermeria e sala operatoria in collegamento diretto con il vecchio ospedale Santa Barbara. L'iniziativa del museo è nata soprattutto per comunicare alle nuove generazioni che tutto ciò che si costruisce con il proprio lavoro è da considerare come la base di ulteriori miglioramenti civili e sociali. Diventa, perciò, necessario e doveroso garantire la conservazione di questa memoria storica, soprattutto nei confronti di tanti lavoratori che, con i loro sacrifici, hanno costruito nella nostra isola quella che ancora oggi è chiamata cultura mineraria.
Perché visitarlo
Il museo dell'arte mineraria si propone come strumento di divulgazione, di conoscenza e di conservazione di tutto ciò che appartiene alla memoria storica dell'enorme patrimonio culturale, creato in oltre duecento anni di storia mineraria in tutta la Sardegna. La ricostruzione degli ambienti tipici minerari ed il restauro e l'esposizione delle macchine originali, i modellini ed i plastici in scala, utilizzati dagli allievi dell'Istituto hanno dato vita ad un'importante testimonianza scientifica, umana e culturale dell'Iglesiente.
Informazioni utili e servizi
Indirizzo: via Roma, 47 - 09016 Iglesias
tel. 0781 350037 - 347 8333257
Ente titolare: Associazione Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici.
Gestione: Associazione Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnica, via Roma, 47 - 09016 Iglesias
Orari: 18.00 - 20.00 (aprile - giugno, sabato e domenica); 19.00 - 21.00 (luglio - settembre, venerdì - domenica); chiuso gli altri giorni (si apre solo su prenotazione)
Biglietto: € 4,00 (intero); € 3,00 (ridotto, per gruppi oltre le 30 persone); € 2,00 (ridotto, per ragazzi fino ai 12 anni e scolaresche). Esenzione per disabili; nel caso di gruppi e scolaresche quattro gratuità ogni 30 persone.

Esiste un servizio di visita guidata, compreso nel prezzo del biglietto, nei locali del museo e nella galleria didattica sottostante. È previsto un percorso didattico per scolaresche. Le sale del museo e la galleria sottostante, vengono utilizzate come sede di mostre temporanee, di dibattiti e convegni. Non sono presenti barriere architettoniche. Il Museo organizza escursioni in fuori strada, fino ad otto persone, nelle zone minerarie presenti nel territorio circostante, e su richiesta anche il pranzo.


Sono visitabili con guida anche le diverse miniere, tra le quali Monteponi, San Giovanni e Masua.




La Grotta di San Giovanni deve il proprio nome alla presenza di una cavità usata nel periodo antico come cappella rupestre dedicata al Santo. Interamente illuminata, si trova nei pressi di Domusnovas e si è formata in seguito al cedimento di un'enorme massa calcarea; essa deve la sua singolarità alla presenza, all'interno della sua tortuosa e sinuosa galleria, di una strada interamente carrozzabile che si sviluppa per tutta la sua lunghezza, rendendola unica in Italia e rarissima anche nel mondo: risulta, infatti, accertata l'esistenza di altri tre soli casi. Di interesse storico sono i resti di alcune mura ciclopiche, testimonianza di una probabile antica fortezza, accanto ai due ingressi, a nord e a sud. Nel periodo invernale, l'entrata nord della grotta ingloba un torrente superficiale che si snoda parallelamente alla strada e arriva vicino all'ingresso sud, rendendola talvolta inagibile. Verso lo sbocco a nord, l'elemento più interessante della grotta, che non presenta molte concrezioni, è costituito dalle imponenti vasche stalagmitiche. La strada asfaltata che la percorre conduce alla valle di Oridda, ricca di lecci e querce e attraversata dal rio Sa Duchessa, in un paesaggio di elevato interesse naturalistico e culturale, soprattutto grazie alla presenza dei resti dei complessi minerari di Barraxiutta, Sa Duchessa, Tiny e Arenas, oltre che di grande bellezza.
Come arrivare Per raggiungere la grotta è necessario seguire le indicazioni da Domusnovas, da cui dista circa 3 km.

Grotta di Santa Barbara
Agli occhi dei minatori che la scoprirono nel lontano 1952 la grotta di Santa Barbara dovette apparire come una visione. Alla grotta si può accedere infatti solo dalla miniera di San Giovanni e forse proprio per questo motivo si è mantenuta intatta. Questa grotta, che si trova ad
Iglesias, non ha sbocchi esterni e vi si accede attraverso una galleria mineraria a bordo di un trenino elettrico. La grotta è costituita da una grande salone alto oltre 25 metri e costellato di alte colonne di stalattiti e splendide stalagmiti. Caratteristica della grotta sono proprio le concrezioni calcaree a nido d'ape disposte lungo le pareti e le volte. Nella parte inferiore un piccolo lago silente fa risplendere di riflessi d'acqua le pareti intorno.






Una delle due gallerie principali della grotta del Fico.
La visita della grotta del Fico si svolge percorrendo una serie di agevoli passerelle.
Dorgali, le grotte del Bue Marino

Grotte di Montagna
Le rocce carsiche presenti in Sardegna si sono formate in ere geologiche molto diverse: più antiche quelle del Sulcis-Iglesiente, risalenti al periodo cambrico, più recenti quelle delle zone del Supramonte, dell'Ogliastra (cretaceo). L'azione erosiva dell'acqua, che scorre sulla superficie delle rocce, ma anche all'interno della roccia stessa attraverso miriadi di microfessure, causa la formazione di gole (le codule ogliastrine, la profonda gola di Su Gorropu, nel Supramonte), risorgenti (Su Gologone, presso Oliena), doline (come quella di Tiscali) e grotte. Nel Sulcis sono attrezzate con visite guidate le Grotta di Su Mannau (Fluminimaggiore), la grotta di Is Zuddas (Santadi) e quella di San Giovanni (Domusnovas), interessanti per la varietà e la bellezza delle concrezioni calcaree. In Ogliastra si può visitare, dalla primavera all'autunno, la grotta di Su Marmuri (Ulassai), caratterizzata da sale di grandissime dimensioni e da due laghetti sotterranei. Nel cuore della Sardegna, le grotte di Is janas e Sa 'oche 'e su entu, percorsi tortuosi in aree di particolare suggestione, immerse in una natura davvero da scoprire. Spettacolare, in territorio di Dorgali, è la voragine di Ispinigoli, la cui parte visitabile per i non esperti è costituita da un'ampia sala di crollo.

Grotta Corbeddu
La Grotta Corbeddu è una delle cavità più ricche di fascino del Supramonte, per le vicende del celebre bandito Giovanni Corbeddu che a fine '800 la elesse a proprio rifugio. Ma la vera importanza della Grotta è legata alle sue peculiarità archeologiche.
Is Janas
La grotta di Is Janas, in territorio di Sadali, si estende per circa 350 m di un percorso visitabile quasi interamente (cinque ambienti su sei) con servizio di guida. Secondo la leggenda le cavità sarebbero state la dimora di tre janas.
Is Zuddas
Le grotte di Is Zuddas si aprono nel calcare cambrico del Monte Meana (236 m slm) a Santadi e si sviluppano per una lunghezza complessiva di circa 1650 m anche se il percorso turistico, composto da diverse, maestose sale , è limitato a 500 m.
Ispinigoli
Subito dopo l'uscita di Dorgali, nella località di Ispinigoli si può far visita alla famosa grotta, conosciuta e apprezzata da migliaia di turisti che ogni anno si recano nella zona. Eccezionale è l'interesse della voragine dal punto di vista storico.
S. Michele di Ozieri
La grotta di S. Michele di Ozieri, nei pressi dell'abitato, sprofonda nel calcare per un'ottantina di metri ed è articolata in sale e cunicoli tappezzati di stalattiti. Da essa prende il nome la cultura di "Ozieri" o di "San Michele", inquadrata tra il 3.200 e il 2.800 a.C.
Sa Oche e Su Bentu
Tra olivastri, tassi, aceri e ginepro, non distante da un altro gioiello naturalistico quale la fonte carsica di Su Gologone e dal complesso nuragico di Tiscali, i fenomeni carsici hanno creato il paradiso della grotta di Sa Oche (la voce) e Su Bentu (il vento).
San Giovanni
Il nome deriva dalla presenza di una cavità usata come cappella dedicata al Santo. Si trova nei pressi di Domusnovas e si è formata in seguito al cedimento di una massa calcarea.
Su Mannau
Le grotte, particolari per l'ampio sistema di caverne, sono tra le più antiche grotte del mondo. Di grande interesse archeologico e speleologico, si presentano divise in due rami.
Su Marmuri
Ad un solo chilometro dal paese di Ulassai, in Ogliastra, nella porzione orientale dell'Isola, si schiude agli occhi dei visitatori una delle grotte più interessanti del territorio sardo, quella di Su Marmuri, a 880 m di altezza.


Ingresso della Grotta Corbeddu.
Grotta Corbeddu, sala 2, veduta generale dello scavo.

Grotta di Corbeddu

Il Supramonte di Oliena (NU), altopiano calcareo costellato di torrioni giganteschi, valli nascoste, grotte inesplorate e sorgenti cristalline, è uno degli scrigni più remoti della Sardegna, vero e proprio luogo dell'anima, nel quale i tesori della natura si intrecciano alle leggende dell'uomo in un'atmosfera che catapulta il visitatore lontano dai tempi moderni. Un ritratto dipinto con colori forti e parole incisive è quello che ci ha lasciato Grazia Deledda in L'Edera. "Enormi rocce di granito, sulle quali il musco disegnava un bizzarro mosaico nero e verde, si accavallavano stranamente le une sulle altre, formando piramidi, guglie, edifizi ciclopici e misteriosi. Pareva che in un tempo remoto, nel tempo del caos, una lotta fosse avvenuta fra queste rocce, e le une fossero riuscite a sopraffare le altre, ed ora le schiacciassero e si ergessero vittoriose sullo sfondo azzurro del cielo".

La Grotta Corbeddu è una delle cavità più ricche di fascino del Supramonte, per le vicende che la interessarono verso la fine dell'Ottocento, quando il celebre bandito Giovanni Corbeddu la elesse a proprio rifugio ed abitazione per lunghi anni.
Ma la vera importanza della Grotta è strettamente legata alle sue
peculiarità archeologiche. Gli scavi, a partire dalla prima scoperta risalente al 1967, hanno infatti restituito attestazioni della presenza umana in Sardegna tra le più antiche, ascrivibili al Paleolitico superiore, insieme ad altri reperti datati al Mesolitico ed al Neolitico antico. L'osso temporale e la mascella umani riferibili al Paleolitico sono stati datati a 13.550 anni fa con le analisi al radiocarbonio (che consentono un margine di errore di 140 anni); inoltre recentemente anche la falange di una mano – proveniente dalla medesima seconda sala – è stata datata addirittura a 20.000 anni dal presente. Questi sono i più antichi i reperti umani rinvenuti in un contesto insulare del Mediterraneo e presentano inoltre caratteristiche morfologiche che parlano in favore di uno spiccato endemismo della specie rispetto alle altre attestazioni di "Homo" dell'Europa contemporanea. Dallo stesso strato in cui furono rinvenuti i resti ossei umani provengono fossili del "Megaceros cazioti", un cervide, e il "Prolagus sardus", un roditore, entrambi estinti, in associazione a manufatti del Paleolitico superiore. Alcuni frammenti di carbone misti a ossa di animali selvatici con tracce di fuoco sono stati datati a 25.700 anni da oggi.
La grotta si articola in più sale. La prima è un vasto ambiente fiocamente illuminato dalla luce proveniente dall'ingresso, asciutto ed adatto all'abitazione dell'uomo: fu qui infatti che il bandito Corbeddu pose la propria dimora. Si tratta di un ambiente fossile, che in tempi remoti probabilmente costituiva lo sbocco a condotta forzata di un torrente sotterraneo: esso in alcune circostanze doveva allagarla totalmente, al punto da levigare pavimento e pareti. Un corridoio conduce alla seconda sala, in cui è stata rinvenuta la maggior parte dei reperti osteologici; essa si connette alla terza mediante una breve galleria contraddistinta da una massiccia formazione calcarea colonnare. La terza sala è impreziosita da ricche formazioni stalagmitiche e colonnari e al termine dell'ambiente si trova una piccola apertura relativa ad un pozzo che anticamente riconnetteva la grotta Corbeddu al più vasto sistema idrologico costituito da Su Bentu, Sa Oche e Su Gologone.
Come arrivare
Oliena è raggiungibile da Nuoro – cui si arriva dalla SS 131 bis - imboccando la SP 22.
Per arrivare alla grotta è necessario seguire un sentiero che parte a destra dell'ingresso di Sa Oche e risale la montagna.
Informazioni utili e servizi
La grotta è chiusa ai visitatori e non è molto semplice ritrovarla per chi non conosca la zona approfonditamente. È dunque sempre opportuno rivolgersi alle guide locali.
Per informazioni più dettagliate rivolgersi al Comune di Oliena tel. 0784 280200.

Sadali, grotte di Is Janas
Sadali, grotte di Is Janas

Grotta di Is Janas

La grotta di Is Janas, in territorio di Sadali (Comune in Provincia dell'Ogliastra), si estende per circa 350 m di un percorso visitabile quasi interamente (cinque ambienti su sei) con servizio di guida. Secondo la leggenda le cavità sarebbero state la dimora di tre janas, personaggi mitologici considerati mezze fate e mezze streghe, le quali, amanti della buona cucina, avrebbero cucinato le loro frittelle fino alla quaresima inoltrata, attirando col profumo del cibo un frate che passava non lontano di lì. Costui, adirato per il mancato rispetto della penitenza quaresimale, avrebbe aspramente rimproverato le tre janas e in cambio sarebbe stato da queste impiccato. La punizione divina avrebbe pietrificato le tre streghe, i loro strumenti da cucina e lo stesso cadavere del frate, le cui forme si individuano all'interno della grotta (da qui alcuni nomi dati alle diverse sale, quali S'Omu de is Janas e Su Mulinu).
La grotta di Is Janas presenta alcune peculiarità geologiche, quale un lungo corridoio di 280 m, e si apre con un ingresso di forma rettangolare, immerso in una rigogliosa foresta di lecci.
Situato a circa 750 m slm, Sadali ha un territorio caratteristico per la varietà del paesaggio, in cui si alternano zone montuose e altopiani e presenta, al contrario dei tipici paesi di montagna, larghe strade con viali alberati, la cui ampiezza diminuisce man mano che ci si dirige verso il centro storico, che conserva l'aspetto che aveva nei secoli passati.
A pochi passi dalla grotta cade da un'altezza di 16 m la fascinosa cascata di Su Stampu 'e su Turrunu: sgorga da un foro e alla base forma un delizioso laghetto immerso in un boschetto di lecci e sambuchi. Entro il paese, inoltre, peculiarità unica in Sardegna, è ospitato un altro piccolo salto d'acqua, la cascata di Valentino.
Come arrivare
Per chi parte da Cagliari, è necessario imboccare, da Monserrato, la SS 387 e, dopo aver superato S. Andrea Frius, la SS 547. Dopo Senorbì si segue la SS 128 e al bivio per Serri sulla destra la SS 198 che conduce a Sadali. Da Nuoro invece è opportuno seguire la SS 389 e dopo il paese di Villanova Strisaili imboccare la SS 198.
A Sadali si può giungere anche con il trenino verde, servizio turistico gestito dalle Ferrovie della Sardegna, che percorre una linea ferroviaria di grande suggestione tra monti, valli, laghi e boschi rigogliosi. Un servizio di autobus a pagamento porta i turisti dalla stazione dei treni alla grotta di Is Janas.
La grotta si apre a pochi chilometri da Sadali, segnalata dagli appositi cartelli turistici.
Informazioni utili e servizi
La grotta è visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Da ottobre a marzo è aperta solo la domenica.
Il biglietto di ingresso di € 4,00 prevede un servizio di guida alla grotta e il trasporto con autobus da e per la stazione dei treni nel centro urbano.
Contatti: Comune di Sadali tel. 0782 599012

Santadi, grotta del Campanaccio sala terminale
Santadi, grotta del Campanaccio concrezioni eccentriche

Grotta di Is Zuddas

Le grotte di Is Zuddas si aprono nel calcare cambrico del Monte Meana (236 m slm) a Santadi (Provincia di Carbonia-Iglesias) e si sviluppano per una lunghezza complessiva di circa 1650 m anche se il percorso turistico è limitato a 500 m. Esso consta di diverse sale, ognuna delle quali si distingue e si differenzia per le particolari caratteristiche delle concrezioni.

Subito dopo l'ingresso, sulla volta, rimangono le tracce del Prolagus Sardus, un roditore oggi estinto, presente solo in Sardegna e in Corsica. Tra le sale più belle è quella detta dell‘Organo, il cui nome è dovuto ad una colonna stalatto-stalagmitica che ricorda un organo a canne, alla cui base sono delle aragoniti coralloidi, stalagmiti, colate, stalattiti e formazioni tubolari, mentre le pareti sono ricoperte dalle candide aragoniti aghiformi. Dopo un breve tunnel si entra nel Salone del Teatro, imponente e bellissimo, per giungere infine nella Sala delle Eccentriche, ornata dalle rarissime aragoniti eccentriche, la cui formazione in senso orizzontale non è ancora stata spiegata dagli studiosi; esse costituiscono la peculiarità più significativa delle grotte: rendono infatti le grotte di Is Zuddas uniche al mondo per la loro concentrazione in un'unica stanza.
Da alcuni anni nella Sala dell'Organo viene allestito nel periodo natalizio un suggestivo presepe, arricchito dalle sculture in trachite di Giovanni Salidu.
Nella stessa zona si trovano altre grotte molto interessanti: la Grotta Pirosu, al cui interno è stato rinvenuto un santuario ipogeico nuragico, la Grotta del Campanaccio e la Grotta della Capra. Queste sono però aperte solo a visite speleologiche guidate dallo SpeleoClub di Santadi.
Come arrivare
Le grotte si trovano a circa 6 km da Santadi lungo la SP 70 che congiunge Santadi a Teulada; da Cagliari il sito è raggiungibile dopo circa 60 km: dopo aver imboccato la SS 130, lasciare la strada a quattro corsie dopo il centro di Elmas e seguire la SP 2 e al bivio di Siliqua (nei pressi del domo andesitico di Acquafredda, su cui si scorgono i resti del castello) imboccare la SS 293 fino a Santadi.
Informazioni utili e servizi
Le grotte di Is Zuddas sono aperte tutto l'anno.
Da novembre a marzo sono previste due escursioni giornaliere: una alle 12.00 e una alle 16.00 (salvo visite su prenotazione, disponibili anche in altri orari).
Da aprile ad ottobre: ore 9.30-12.00 e 14.30-17.
È sempre necessaria la prenotazione per gruppi (di almeno 30 persone).
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all'ente gestore: Coop. Monte Meana Santadi tel. 0781 955741.

Dorgali, grotte di Ispinigoli
Dorgali, grotte di Ispinigoli

Grotta di Ispinigoli

Subito dopo l'uscita di Dorgali, nella rinomata località di Ispinigoli si può far visita alla famosa grotta, conosciuta e apprezzata da migliaia di turisti che ogni anno si recano nella zona.
La grotta di Ispinigoli si contraddistingue per la presenza di una lunga colonna alta circa 38 m (una tra le più imponenti a livello europeo), che unisce la volta alla base della grotta. In epoca passata veniva utilizzata come rifugio.
L'entrata nella grotta trasporta il visitatore in un ambiente eccezionale, per la presenza delle concrezioni somiglianti a grandi colonne vicine alle pareti, per la contrapposizione delle piccole stalagmiti, davvero minuscole rispetto alla stalagmite principale, e per l'impatto, infine, delle numerose concrezioni ondulate. I colori delle concrezioni e delle pareti offrono giochi di chiaroscuro di raro fascino, intensificato dalle emozioni provate nella discesa della scala che, sfiorando le formazioni di calcare giallastro, di forme e sfumature diverse, raggiunge il fondo della grotta, alla base dell'enorme colonna.
Eccezionale è l'interesse della voragine dal punto di vista storico: il ritrovamento di resti umani di ridotte dimensioni, di anelli, monili e simboli solari hanno rivelato l'esistenza nella grotta di un pozzo sacrificale fenicio. Fino a pochi decenni fa veniva utilizzata dai locali pastori per ripararsi e mettere a ricovero il gregge in alcuni periodi dell'anno. All'interno della grotta la temperatura è pressoché costante intorno ai 15 gradi durante tutto l'anno. Per visitare tutta la grotta sino alla profondità della colonna è necessario scendere 280 gradini. Una delle particolarità di Ispinigoli è il cosiddetto "abisso delle vergini". Così denominato per via della sua struttura difficilmente accessibile.
Si tratta infatti di un profondo e stretto imbuto che mette in comunicazione le diramazioni sotterranee della grotta, che si sviluppa per circa 12 km. All'interno sono presenti numerosi fiumiciattoli e ruscelli che si ramificano per tutta la lunghezza della grotta. Questa parte della grotta è aperta solo a speleologi esperti.
Come arrivare
Si parte da Dorgali (NU), in direzione Orosei (NU), percorrendo la SS 125, al km 209,400 si gira a destra per la gotta di Ispinigoli.
Informazioni utili e servizi
Nei pressi delle Grotte è presente un albergo e un ristorante rinomato, dove si può gustare la cucina tipica sarda. Sono inoltre presenti dei parcheggi e una sorgente d'acqua calda dove è possibile immergersi. Per qualsiasi informazione in merito alla grotta è possibile rivolgersi al Comune di Dorgali al numero 0784 927200.

Ozieri, grotta di San Michele

Grotta di S. Michele di Ozieri

La grotta di S. Michele di Ozieri, nei pressi dell'abitato, sprofonda nel calcare per un'ottantina di metri ed è articolata in sale e cunicoli tappezzati di stalattiti, alimentate da piccole gocce d'acqua. In parte distrutta, fu riutilizzata sia come abitazione, sia come luogo di culto e necropoli, a sepoltura ipogea, scavata nella roccia e destinata a tomba collettiva, detta "domus de janas" (casa di fate).
Da questa grotta prende il nome la cosiddetta cultura di "Ozieri" o di "San Michele", inquadrata nel Neolitico finale in Sardegna, tra il 3.200 e il 2.800 a.C.
I materiali ceramici rinvenuti nella grotta sono tecnicamente perfetti, nettamente superiori alle ceramiche di tutte le culture successive, con particolare produzione e decorazione di vasi di pietra a prevalente disegno di semicerchi concentrici.
Gli scavi, realizzati nel 1914 e nel 1949, portarono alla luce una notevole quantità di reperti. Tra i materiali rinvenuti, sono di notevole importanza una pisside finemente decorata con motivi ornamentali a spirale corniformi, di influenza egeo-orientale; un idoletto femminile di tipo cicladico, di piccole dimensioni, in marmo bianco, del tipo cruciforme senza il traforo delle braccia e con parte inferiore tondeggiante; vasi in pietra (steatite, calcite, clorite), tra cui un vasetto a cestello di piccole dimensioni, decorato a bande tratteggiate e riempite di ocra rossa sulla superficie esterna, verso il basso, mentre sulla superficie interna è decorato con motivi a semicerchio, a bande tratteggiate.
I reperti sono conservati nel Museo Nazionale "G.A. Sanna" di
Sassari.
Come arrivare
Dal centro di Ozieri raggiungere il campo sportivo, davanti al quale si apre la grotta.
Informazioni utili e servizi
Per visitare la grotta rivolgersi all'ufficio della cooperativa, davanti all'ingresso della grotta, o al Museo Archeologico in piazza San Francesco, tel. 079 787638.

Sa Oche e Su Bentu

Nella maestosa valle di Lanaittu (Comune di Oliena in Provincia di Nuoro), superato un accesso che si apre all'improvviso, si percorre il fondovalle, incorniciato da alte pareti strapiombanti. Tra olivastri, tassi, aceri e ginepro, non distante da un altro gioiello naturalistico quale la fonte carsica di Su Gologone e dall'imponente complesso nuragico di Tiscali, i fenomeni carsici hanno creato nei millenni il paradiso della grotta di Sa Oche (la voce) e Su Bentu (il vento), nome forse dovuto all'intenso rumore prodotto dai forti flussi d'aria generati dagli spostamenti d'acqua al suo interno. Entrambe le grotte presentano cavità lunghe anche qualche chilometro e ampie sale, alte sino ad un centinaio di metri, arricchite di numerose stalattiti e stalagmiti, concrezioni con gallerie e pavimentazioni ricoperte da cristalli affilati, in uno scenario di grandi fenditure, piccoli laghi sotterranei e spiaggette di sabbie quarzose. La grotta di Sa Oche presenta un ampio ingresso all'interno del quale si formano tre diversi laghi; la cavità si apre a 150 m d'altitudine e ha una lunghezza di 260, uno sviluppo di 260 m ed un dislivello di 15. Il sifone terminale è in stretta comunicazione con l'attigua grotta di Su Bentu e nel periodo delle copiose piogge agisce come valvola di svuotamento del sistema "Su Bentu- Su Cologone". La grotta di Su Bentu si apre a 206 m d'altitudine e ha uno sviluppo ampissimo. È un sistema molto complesso a vari livelli. Sulla sua lunghezza non è stato ancora dato un valore concorde da parte degli speleologi. È collegata alla grotta di Sa Oche e presenta un andamento prevalentemente orizzontale, è anch'essa ricca di laghi e saloni. Le bocche delle grotte si presentano fortemente suggestive, oltre che per le ''voci del vento'', anche per l'intensa bellezza e l'eccellente stato di conservazione dell'ambiente circostante, che consentono al visitatore di sentirsi solo di fronte alla grandezza della natura, stimolandolo a proseguire la visita verso il sito di Tiscali, ultima nascosta sacca di resistenza delle popolazioni nuragiche, non a caso situata nella valle di Lanaittu.
Come arrivare
Le grotte si trovano nella valle di Lanaittu e si raggiungono seguendo la strada che conduce alla valle svoltando poi a destra per il villaggio nuragico Sa Sedda e Sos Carros: poco dopo si troverà un piazzale dove si può parcheggiare, nei pressi della casa detta "Rifugio" dove ha sede la società speleologica.

Grotta Sa Oche Oliena
Domusnovas, Abisso Paradiso.

Grotta di San Giovanni

La grotta di San Giovanni deve il proprio nome alla presenza di una cavità usata nel periodo antico come cappella rupestre dedicata al Santo. Interamente illuminata, si trova nei pressi di Domusnovas e si è formata in seguito al cedimento di un'enorme massa calcarea; essa deve la sua singolarità alla presenza, all'interno della sua tortuosa e sinuosa galleria, di una strada interamente carrozzabile che si sviluppa per tutta la sua lunghezza, rendendola unica in Italia e rarissima anche nel mondo: risulta, infatti, accertata l'esistenza di altri tre soli casi.
Di interesse storico sono i resti di alcune mura ciclopiche, testimonianza di una probabile antica fortezza, accanto ai due ingressi, a nord e a sud.
Nel periodo invernale, l'entrata nord della grotta ingloba un torrente superficiale che si snoda parallelamente alla strada e arriva vicino all'ingresso sud, rendendola talvolta inagibile.
Verso lo sbocco a nord, l'elemento più interessante della grotta, che non presenta molte concrezioni, è costituito dalle imponenti vasche stalagmitiche.
La strada asfaltata che la percorre conduce alla valle di Oridda, ricca di lecci e querce e attraversata dal rio Sa Duchessa, in un paesaggio di elevato interesse naturalistico e culturale, soprattutto grazie alla presenza dei resti dei complessi minerari di Barraxiutta, Sa Duchessa, Tiny e Arenas, oltre che di grande bellezza.
Come arrivare
Per raggiungere la grotta è necessario seguire le indicazioni da Domusnovas, da cui dista circa 3 km.


La grotta di Santa Barbara di Iglesias
Agli occhi dei minatori che la scoprirono nel lontano 1952 la grotta di Santa Barbara dovette apparire come una visione.
Alla grotta si può accedere infatti solo dalla miniera di San Giovanni e forse proprio per questo motivo si è mantenuta intatta. Questa grotta, che si trova ad Iglesias, non ha sbocchi esterni e vi si accede attraverso una galleria mineraria a bordo di un trenino elettrico.
La grotta è costituita da una grande salone alto oltre 25 metri e costellato di alte colonne di stalattiti e splendide stalagmiti. Caratteristica della grotta sono proprio le concrezioni calcaree a nido d'ape disposte lungo le pareti e le volte. Nella parte inferiore un piccolo lago silente fa risplendere di riflessi d'acqua le pareti intorno.

Grotte de Su Mannau
Grotte de Su Mannau

Grotta di Su Mannau

Le grotte di Su Mannau, nei pressi di Fluminimaggiore e particolari per l'ampio sistema di caverne, sono tra le più antiche del mondo. Di grande interesse archeologico e speleologico, si presentano divise in due rami. La parte destra, un ampio complesso carsico di origine cambrica, è articolata su diversi livelli, alcuni alti e fossili, altri bassi e attivi. Il ramo destro, generato dal fiume Rapido, è costituito da numerosi e variegati condotti e sale, aspetti tra i più spettacolari della grotta. La prima sala ha una grande rilevanza storica anche per i collegamenti rinvenuti con il vicino tempio punico-romano di Antas. Le antichissime popolazioni sarde si recavano alla grotta di Su Mannau per praticare i culti dell'acqua, testimoniati dal rinvenimento di diversi frammenti di lucerne votive ad olio. La sala del Sonno, a fianco al lago Pensile, è ornata di grandi colonne; il salone Ribaldone è la sala più alta e larga; la sala Bianca è ricca di aragoniti e colonne stalagmitiche; la sala Vergine è caratterizzata dal colore bianchissimo determinato dal fiume sottostante e da grandi stalattiti ed aragoniti; la sala Bizzarra presenta aragoniti coralloidi e cannule; infine, il salone degli Abeti è abbellito dalle stalagmiti e dagli scintillanti cristalli di calcite. Il Sifone e i condotti sono difficilmente visibili perché spesso sommersi. Il ramo di sinistra, originato dal fiume Placido, è anch'esso contraddistinto dalla presenza di imponenti sale, tra cui il salone Rodriguez e la sala Serra, collegata al ramo dell'Infinito, e arricchito dalle bellissime perle di grotta e dai meravigliosi cristalli nei rami superiori.
Come arrivare
Da Iglesias si prende la SS 126 verso Fluminimaggiore. Poco prima di arrivare al paese si trova sulla destra la deviazione per le grotte, ben segnalate con appositi cartelli.
Attività praticabili
All'interno delle grotte è possibile effettuare interessanti percorsi speleologici guidati in parti non aperte ai visitatori abituali. Si può così arrivare alla Sala Vergine, vero gioiello di queste grotte. Tutta l'attrezzatura viene fornita dall'organizzazione che organizza le visite, adatte soprattutto a chi per la prima volta si avvicina alla speleologia. Le escursioni possono avere una durata che varia dalle 3 alle 8 ore.
Informazioni utili e servizi
Le grotte sono state attrezzate con un ampio parcheggio e un bar dove è possibile fermarsi per un breve ristoro. Accanto al bar si trovano anche dei tavolini dove è possibile consumare pranzi al sacco.
Il tutto è gestito dalla cooperativa "Su Mannau Srotte s.a.s." tel. 0781/580189, sito web web.tiscali.it/grottadisumannau
Il biglietto per la visita delle grotte, che dura circa un ora, è di 6,00 €. Gli orari di apertura sono in primavera e autunno tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30, in estate dalle 9.30 alle 18.30

Grotta Su Marmuri Ulassai
Grotta Su Marmuri Ulassai

Grotta di Su Marmuri

Ad un solo chilometro dal paese di Ulassai, in Ogliastra, nella porzione orientale dell'Isola, si schiude agli occhi dei visitatori una delle grotte più interessanti del territorio sardo, quella di Su Marmuri.
Si apre a 880 m di altitudine e si distende per ben 850 m interamente visitabili con un dislivello di -34 m. La visita ha una durata di un'ora circa, preceduta da una scalinata di 500 gradini.
Il nome ricalca la particolare colorazione e l'aspetto della roccia calcarea, che in alcuni tratti del percorso si innalza ad altezze vertiginose, fino a 70 m, al punto da far considerare questa grotta la più imponente di tutta l'Europa.
Le magnifiche e preziose concrezioni che arricchiscono l'interno costituiscono un considerevole motivo di attrazione, per il visitatore spinto verso un viaggio immaginifico.
Gli altissimi saloni fitti di straordinarie concrezioni, i laghetti sotterranei, alimentati dall'incessante gocciolio, le vaschette, le stalattiti, le enormi stalagmiti e le colonne sono circondati da una temperatura costante di circa 10 gradi C e creano un ambiente speciale che suscita profonda ammirazione.
Tra i numerosi ambienti si segnalano la Grande Sala, a forma rettangolare, la sala dell'Organo, le cui concrezioni ricordano le canne dello strumento musicale, la sala del Cactus, con alte stalagmiti simili a piante cactacee, la sala dei Pipistrelli, la Galleria delle Vaschette e la sala Terminale.
Come arrivare
Scavata nel massiccio calcareo che si erge sopra il centro abitato di Ulassai, da cui dista 1 km circa, la grotta è raggiungibile dal paese lungo una strada asfaltata, attraverso un emozionante percorso tra le rocce e i tacchi separati da immense gole.
Informazioni utili e servizi
La temperatura all'interno della grotta si aggira costantemente intorno ai 10 gradi C.
La grotta è aperta da maggio a ottobre ed è visitabile solo in gruppo ad orari fissi (aprile e ottobre: ore 11.00, 14.30; maggio, giugno, luglio, settembre: ore 11.00, 14.00, 16.00, 18.00; agosto: ore 11.00, 13.00, 15.00, 17.00, 18.30)


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