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Il Campidano e i Territori Sud-occidentali :: Parola d'ordine: miniere. Questa la chiave d'accesso dei territori del Sulcis e dell'Iglesiente, il cui paesaggio è stato sostanzialmente modificato dall'intensa attività estrattiva che ha caratterizzato per lungo tempo la zona, lasciando tracce di quella che viene definita archeologia industriale.

Territorio > Territori Storici Sardi


Villacidro, Riu Cannisoni
Zafferano minore

Territori Sud-occidentali

Parola d'ordine: miniere. Questa la chiave d'accesso dei territori del Sulcis e dell'Iglesiente, il cui paesaggio è stato sostanzialmente modificato dall'intensa attività estrattiva che ha caratterizzato per lungo tempo la zona, lasciando tracce di quella che viene definita archeologia industriale.
A caratterizzare la vasta pianura del Campidano sono invece le sue distese di campi cerealicoli coi loro caldi e intensi colori, che andando verso sud lasciano il posto ad odorosi fruttetti recintati da filari di eucalipti e cipressi. Conservate all'interno di questo territorio fanno mostra di sè interessanti emergenze archeologiche e storico-artistiche, come la meravigliosa chiesa romanica di Santa Maria di Uta.




Campidano

La regione del Campidano, vasta pianura di origine fluviale, si sviluppa dalla porzione meridionale del Golfo di Oristano e attraversa l'Isola seguendo una diagonale indirizzata a sud est, fino ad abbracciare il Golfo di Cagliari. Nel territorio si compone un paesaggio ricco di campi cerealicoli che, procedendo verso meridione, lascia il posto agli odorosi frutteti recintati da eucalipti e cipressi. Costellato di ridenti centri abitati che nei secoli hanno sfruttato le sue generose terre, il Campidano è ricco di emergenze archeologiche e storico-artistiche, spesso inserite in mezzo alla campagna. È questo il caso della chiesa campestre di Santa Maria che sorge ad est del centro abitato di Uta, un edificio romanico considerato tra i più belli dell'intera Isola. Per farsi rapire dal fascino dei colori vividi e delle espressioni artistiche moderne è consigliabile una visita al paese museo di San Sperate, famoso anche per i suoi rinomati frutteti. Qui le pareti esterne delle abitazioni sono decorate da policromati murales, che riflettono i vivaci fermenti culturali sostenuti da Pinuccio Sciola, artista di fama internazionale, cui si deve anche il sostegno alla "Scuola internazionale di scultura", vera e propria fucina di talenti. Nel centro del territorio passa l'arteria stradale più importante dell'isola, la "Carlo Felice", che collega da nord a sud la Sardegna. La strada lambisce, senza attraversarli, i paesi adagiati nella più grande pianura isolana. Una serie di centri abitati ognuno caratterizzato da peculiari caratteristiche: da San Gavino Monreale, rinomato centro di produzione dello zafferano e noto per gli animati festeggiamenti del Carnevale, fino a Sardara, nei cui pressi si trovano le famose Terme. Insieme ad Aggius, Laconi e Gavoi, Sardara ha ricevuto nel luglio 2005 la prestigiosa bandiera arancione del Touring Club. Non lontano da Sardara sorge la città di Sanluri capoluogo, insieme a Villacidro, della provincia del Medio Campidano. Il suo monumento più famoso è il castello detto "di Eleonora d'Arborea", forse eretto tra il XIII e gli inizi del XIV secolo e successivamente ampliato alla metà del Trecento. Esso è l'unico della Sardegna medievale a essere ancora abitabile, per quanto adibito ad esposizione museale dopo i restauri moderni. Ospita infatti nelle sue sale il Museo Risorgimentale ''Duca d'Aosta''. Sanluri è inoltre famosa per il "civraxu", squisito pane di farina di grano duro. L'altro capoluogo di provincia, Villacidro, è noto per aver dato i natali allo scrittore Giuseppe Dessì (Premio Strega con Paese d'ombre). La città è immersa in un territorio caratterizzato da maestosi complessi montuosi, boschi estesi e diversi corsi d'acqua che generano ruscelli e cascate, come Sa Spendula, tradizionale meta turistica visitata nel 1882 da Gabriele D'Annunzio, che le dedicò un sonetto; esso poi costituisce anche area di confine tra la pianura del Medio Campidano, il massiccio del Linas e le imponenti architetture minerarie del Guspinese
In generale, nei paesi del territorio del Campidano sono frequenti le tipolgie abitative ancora presenti nei centri storici, che conservano architetture urbane tipiche delle case a corte costruite con l'utiizzo di mattoni di terra cruda e con travi di ginepro e canne per i soffitti.

I Comuni che fanno parte del Territorio Storico del Campindano
Assemini, Baressa, Collinas, Curcuris, Decimomannu, Decimoputzu, Furtei, Gonnoscodina, Gonnosfanadiga, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Monastir, Morgongiori, Nuraminis, Pabillonis, Pompu, Samassi, San Gavino Monreale, San Nicolò d'Arcidano, San Sperate, Sanluri, Sardara, Segariu, Serramanna, Serrenti, Sestu, Siliqua, Simala, Siris, Uras, Uta, Vallermosa, Villacidro, Villasor, Villaspeciosa.





La vetrina delle Aziende Sarde
Cascata di Muru Mannu.
Villacidro, Riu Cannisoni
Villacidro, Riu Cannisoni

Cascate di Villacidro

Nel comune di Villacidro si trovano alcune tra le cascate più belle e spettacolari dell'Isola, immerse in un ambiente naturale tra i più integri e coinvolgenti della Sardegna.
A circa un chilometro dall'abitato di Villacidro, la località di Sa Spendula è meta ogni anno di numerosi visitatori grazie allo spettacolo offerto dalla stupenda cascata, ultimo salto del Rio Coxinas dall'altura omonima. Spendula in sardo significa proprio cascata, perciò Sa Spendula sta ad indicare la cascata per antonomasia, ubicata in un contesto naturale d'incantevole bellezza. Essa sicuramente si mostra nella sua forma più smagliante durante la stagione delle piogge, ma anche d'estate la visita è di sicuro effetto, sia perché la cascata è una delle poche in Sardegna ad essere perenni, sia perché si è provveduto a creare una suggestiva illuminazione serale. Era il 1882 quando Gabriele d'Annunzio, in compagnia di alcuni amici, visitò il paese di Villacidro e rimase incantato dalla bellezza sfavillante della cascata di Sa Spendula, arrivando a dedicarle un sonetto, pubblicato sul Capitan Fracassa del 21 maggio dello stesso anno.
All'interno poi dell'area protetta di Monti Mannu, coperta da una rigogliosa macchia mediterranea, lecceti e un sottobosco dagli intensi profumi, si trovano le due cascate di Piscina Irgas e Muru Mannu. Si arriva ad esse seguendo dei percorsi segnati in mezzo al bosco. Da una parte il sentiero 113 porta ad uno spiazzo panoramico da cui si può ben ammirare lo spettacolo affascinante della cascata che si getta in una profonda piscina con un salto di circa 45 m. Le sue acque col tempo hanno scavato grandi marmitte, da dove poi scorrono veloci lungo un canalone tra lecci, corbezzoli, eriche e oleandri per poi confluire a valle nel torrente Leni. Dall'altra parte il sentiero 109, attraversato da numerosi guadi che ne rendono sconsigliabile il percorso nei periodi delle piogge, porta alla scoperta della più imponente cascata sarda: quella di Muru Mannu, alta circa 70 m nel suo salto maggiore stretto tra due pareti a strapiombo. Ai suoi piedi si è formato un delizioso laghetto circondato da un bosco di lecci e agrifogli, rendendo questo scenario di particolare fascino.
Come arrivare
Da Cagliari seguire la SS 130 fino al bivio per San Sperate, da qui si seguono le indicazioni per Villasor e quindi per Villacidro. Per arrivare alla cascata di Sa Spendula bisogna seguire le indicazioni presenti all'interno del paese, da cui dista circa 1 km.
Sempre da Villacidro si deve partire per raggiungere le altre due cascate, seguendo le indicazioni per la foresta di Monti Mannu. Dopo alcuni chilometri si giunge al lago artificiale del Rio Leni e da qui al bivio per il Monti Mannu. Si segue la strada fino all'ingresso all’interno dell’area protetta e si parcheggia vicino al punto d'inizio dei sentieri escursionistici. Il sentiero 109 porta ad un bivio: a sinistra comincia il sentiero 113 che porta in circa un'ora alle cascate di Piscina Irgas, a destra il 109 che giunge dopo due ore fino alle cascate di Muru Mannu.
Attività praticabili
Sa Spendula è punto di partenza per chi ama passeggiare in mezzo alla natura; da qui esistono dei sentieri che conducono verso la Croce di Seddanus, la panoramica di Cracuris, la sorgente de Sa Mitza Manna e al piazzale di Giarranas. Anche gli specialisti dell'arrampicata possono divertirsi nei pressi di questa località sulle guglie granitiche de Is Campanas de Sisinni Contu.
All'interno dell'area protetta de Su Monti Mannu è possibile praticare trekking lungo sentieri appositamente organizzati che in un paio d'ore permettono la visita di questo incantevole territorio e delle due cascate di Muru Mannu e Piscina Irgas.
Informazioni utili e servizi
Di recente il comune di Villacidro ha compiuto una serie di interventi volti a rendere tutta la località de Sa Spendula più accogliente e fruibile da parte dei visitatori, con la realizzazione di muretti in pietra, ponticelli in legno, un piccolo parco giochi per i bambini, che così potranno divertirsi stando a contatto con la natura.
Poco prima del parcheggio che porta all'inizio dei sentieri del Monti Mannu si trova la caserma dei Forestali, nelle cui vicinanze si trovano delle sorgenti con ottima acqua.
Alberghi e punti di ristoro si trovano a Villacidro.


Feste, sagre ed eventi del territorio Campidano


Festa del Borgo
Manifestazione paesana nata nel 1985, con l'intento di promuovere e far conoscere agli abitanti e ai numerosi visitatori, la cultura, le tradizioni, i prodotti artigianali, la musica e la gastronomia sanlurese.
Festival della musica elettronica "Fonderia Sonica"
Una delle più importanti manifestazioni musicali dell'Isola, nonchè il primo Festival della musica elettronica in Sardegna, è senza ombra di dubbio la manifestazione "Fonderia Sonica", che ha luogo a San Gavino Monreale.
La battaglia di Sanluri Sa Battalla
Domenica 30 giugno del 1409 diciasettemila fanti sardi, duemila cavalieri francesi e mille balestrieri francesi, sotto il comando del giudice di Arborea affrontarono nel luogo ancora oggi chiamato Su bruncu de sa Battalla l'esercito aragonese.
Sa Die de Sa Sardigna
Il 28 aprile di ogni anno, a partire dalla prima edizione che si è svolta nel 1993, a Cagliari si festeggia Sa Die de Sa Sardigna, conosciuta anche come la festa del popolo sardo.
Sagra del carciofo
Samassi, patria indiscussa del carciofo, celebra la produttività di questo ortaggio con una sagra che incontra la tradizione ormai da vent'anni. Il carciofo, principe indiscusso dell'agricoltura samassese è un prodotto di alta qualità del panorama isolano.
Sagra delle pesche
A San Sperate in occasione della festa patronale, il 17 luglio, si tiene la Sagra delle pesche, prodotto principe dell'economia locale. Organizzata dal Comune, dal Comitato della festa Patronale, dall'Ersat e la Pro Loco, la sagra si protrae per circa dieci giorni.
Sagra dello Zafferano
San Gavino Monreale, conosciuto centro del Medio Campidano ogni Novembre ospita l'importante fiera internazionale dello Zafferano, che ogni anno conta circa 50.000 visitatori.
Processione durante la festa di San Giorgio
Il culto di San Giorgio viene praticato in diversi paesi della Sardegna, come testimoniano le chiese a lui dedicate a Suelli, Anela, Bitti, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, le cappelle di Girasole e Tortolì e le feste in suo onore che hanno luogo a Bosa, Baressa, Bonnannaro, Perfugas, Pozzomaggiore ecc.
San Lussorio
Il Santo è venerato in tutta l'isola non solo con il nome di Lussorio, ma anche nelle forme Lusore, Lusciori, Lussurgiu e Rossore. La tradizione vuole che Lussorio fosse un pagano che, ai tempi di Diocleziano, svolgeva l'attività di "apparitor", cioè impiegato subalterno, del governatore Delfio.
Santa Giusta
Il culto per Santa Giusta è attestato in vari centri della Sardegna: ovviamente a Santa Giusta, a Calangianus, a Gesico, a Loiri, a Uta e in altri paesi si svolgono feste in onore della santa e ad essa risultano complessivamente dedicate undici chiese.


Free Climbing a Masua e Buggerru, Iglesiente.
Free Climbing a Masua, Iglesiente.

Iglesiente

L'area dell'Iglesiente, che si estende a nord della valle del Cixerri e confina a nord est con il Campidano, ha una forma vagamente triangolare. È un territorio in cui pulsano incontrastate la natura e la storia.
La natura è incontaminata nei rilievi montuosi come nelle valli irrorate da fiumi che talvolta precipitano in spettacolari cascate, nelle profonde grotte come nel tratto costiero, caratterizzato da spiagge estese, tra cui spicca Piscinas, con le sue metafisiche dune di sabbia, o la splendida insenatura di Masua, che guarda il faraglione calcareo di Pan di Zucchero.
La storia dell'uomo è testimoniata dalle numerose emergenze archeologiche e storico-artistiche disseminate in tutto il territorio: dal tempio di Antas presso Fluminimaggiore al nuraghe Domu de s'orcu presso Domusnovas, fino alle architetture medioevali di Iglesias e alle rovine del Castello d'Acquafredda nei pressi di Siliqua, costruito nella metà del 1200 dalla famiglia pisana dei conti della Gherardesca.
Per gli appassionati di archeologia industriale, i villaggi di Monteponi, San Giovanni e Campo Pisano, costruiti nel XIX secolo per sfruttare le risorse metallurgiche della zona, offrono suggestivi scenari, che oggi fanno parte del Parco Geominarario Storico e Ambientale della Sardegna. Altri abitati minerari suggestivi si trovano a Nebida e Masua, che conservano ancora i resti dell'attività estrattiva che vi veniva svolta fino a pochi decenni orsono, così come a Buggerru, dove restano le strutture del porto utilizzate per l'esportazione dei minerali estratti.

I Comuni che fanno parte del Territorio Storico dell'Iglesiente
Arbus, Buggerru, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Guspini, Iglesias, Musei.





Feste, sagre ed eventi del territorio Iglesiente

Mostra biennale del coltello sardo
Dal 1994 il sito minerario di Montevecchio, tra la fine di luglio e i primi di agosto, è teatro di una delle più importanti rassegne per gli appassionati del coltello sardo: Arresojas, mostra biennale organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Guspini.
Assunta
Sono oltre cento le feste celebrate il 15 agosto in Sardegna in onore della Madonna Assunta e ben diciotto le parrocchie a Lei dedicate. Il suo culto arrivò nell'isola con i bizantini, quando, nei tempi successivi al crollo dell'impero romano, la Sardegna passò sotto il controllo di Costantinopoli.
Santi Pietro e Paolo
Il 29 giugno si celebra la festa in onore dei Santi Pietro e Paolo, il cui culto risale alle origini della Chiesa cristiana. In Sardegna sono numerosi i paesi che hanno come patrono San Pietro o dove si festeggiano insieme i due apostoli.
Settimana Santa ad Iglesias
Risalgono alla fine del Seicento le origini dei riti della Settimana Santa ad Iglesias. L'insieme di manifestazioni ha inizio il martedì con la processione dei Misteri: sette simulacri, simbolo della Passione del Cristo, vengono trasportati in processione per le vie cittadine.


Cala Domestica, ruderi minerari Iglesiente
Pan di Zucchero Masua
Pan di Zucchero Masua

Pan di Zucchero e faraglioni di Masua

Simile ad un'enorme zolla zuccherosa sospesa in mezzo al mare, l'isola Pan di Zucchero crea la suggestiva cornice scenografica ammirabile dalla spiaggia omonima nell'insenatura di Masua, situata lungo la costa iglesiente. Un faraglione calcareo, alto 133 m, caratterizzato da un colore chiaro e dalla superficie a gradini piatti che si estende per 3,72 ettari, nelle pareti sud e a nord traforato da due grandi archi all'interno che creano fenomeni carsici con gallerie praticabili anche in barca. L’isola si è formata in seguito all’erosione e allontanamento della terraferma di Punta Is Cicalas.
Nei pressi, osservando il monumento dalla costa dell’isola maggiore, si vede la falesia di Porto Flavia, dove si apre una galleria della miniera omonima, dalla quale il minerale veniva direttamente imbarcato. Tutt’intorno le falesie si ergono per 100-160 m.
Come arrivare
Per raggiungere l'isola di Pan di Zucchero è necessario percorrere la strada provinciale 83 fino a Masua.
Informazioni utili e servizi
A Cala Masua è possibile attrezzarsi per diportismo ed escursionismo. Da quest’insenatura infatti, si può convenientemente accedere via mare all’isolotto, che dista circa 2.500 m, mentre impervio è il tratto di costa ad esso più vicina, ad appena 300 m.

Approfondimento
Il Pan di Zucchero si erge nella magnifica insenatura di Masua, piccolo centro minerario della costa iglesiente. E’ uno splendido scoglio di calcare cambrico originatosi dall’erosione marina che ne ha determinato l’isolamento dalla terraferma (Punta Is Cicalas). La sua forma massiccia e arrotondata (133 m altezza; 3,72 ha superficie) richiama per certi versi il famoso Pao de Azucar della baia di Rio de Janeiro, da cui il nome di Pan di Zucchero, che già alla fine del ‘700 sostituiva quello sardo locale (Concali su Terràinu). L’acqua piovana, con l’azione solvente sulle rocce carbonatiche, vi ha prodotto importanti fenomeni carsici, come le due grotte a forma di galleria che si aprono al livello del mare. Sono strutturalmente collegati allo scoglio i faraglioni detti del Morto e di S’Agusteri.

Pan di Zucchero al tramonto
Miniera nel Sulcis.
Miniera di Rosas, parco, Sulcis.

Sulcis

Il Sulcis è la regione più meridionale dell'Isola, confinante ad est col Campidano, ad ovest con il Mar Mediterraneo, a nord con l'Iglesiente, da cui è separato dalla valle del Cixerri.
Il suo toponimo deriva dall'antica città fenicia di Sulci, i cui segni rimangono nell'Isola di Sant'Antioco. Questa, collegata all'isola madre con un istmo artificiale, ha una morfologia geologica costituita da rocce vulcaniche e calcaree; insieme alla vicina Isola di San Pietro (Carloforte) forma l'arcipelago del Sulcis, intensamente frequentato nelle stagioni estive per la bellezza delle cittadine e per la limpidezza del suo mare.
Il territorio sulcitano, abitato fin dall'epoca preistorica per la ricchezza delle miniere carbonifere, è ricoperto da un'intricata selva densa di macchia mediterranea, caratterizzata dalla presenza del corbezzolo arborescente. Oltre ai rigogliosi paesaggi, la zona offre numerose attrattive culturali, che spaziano dalle chiesette di Perdaxius all'ex cattedrale di Santa Maria a Tratalias, fabbriche romaniche come pure la chiesa di Sant'Antioco nell'isola omonima, sede vescovile fin dal V secolo, ristrutturata agli inizi del XII secolo dai monaci vittorini di Marsiglia.
Ma merita attenzione altresì la razionalista città di Carbonia, nei pressi della quale si trova la fortezza fenicio punica di Monte Sirai, uno dei parchi archeologici più importanti di tutta la Sardegna.
Fra le aree naturalistiche del Sulcis si segnala quella di Monte Arcosu, divenuto oasi naturale del WWF, abitato da una lussureggiante vegetazione e frequentato da bellissimi cervi, non distante dalle suggestive spiagge di Chia e di Santa Margherita di Pula. A Santadi si trova, inoltre, la grotta di Is Zuddas, che presenta spettacolari concrezioni calcaree.
Nel Sulcis è inoltre presente un'importante testimonianza dell'architettura romanica pisana:la cattedrale di Santa Maria di Tratalias. Consacrata nel 1213, presenta una facciata divisa orizzontalmente da una cornice ad archetti pensili, sormontata da un rosone. Curioso il timpano da cui sporge l'ultimo tratto della scala d'accesso al tetto.
Fra i paesi sulcitani, Narcao si contraddistingue per essere la sede, fin dal 1991, di un prestigioso festival blues (Narcao blues) conosciuto in tutto il mondo dagli amanti del genere. Non solo blues: nel territorio viene proposta una manifestazione musicale dedicata al jazz. Ha luogo a Sant'Anna Arresi e si intitola
"Ai confini tra Sardegna e Jazz", che anno dopo anno porta sul palco importanti protagonisti della musica jazz internazionale.


I Comuni che fanno parte del Territorio del Sulcis
Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, Pula, S. Giovanni Suergiu, Sant'Anna Arresi, Sant'Antioco, Santadi, Sarroch, Teulada, Tratalias, Villa San Pietro, Villamassargia, Villaperuccio.



Feste, sagre ed eventi del territorio Sulcis

Ai confini tra Sardegna e Jazz
L'Associazione culturale Punta Giara presenta il festival "Ai confini tra Sardegna e Jazz 2007". Dal 21 agosto al 6 settembre le proposte jazz internazionali si confermano protagoniste assolute della 22^ edizione del festival di Sant’Anna Arresi.
Girotonno
Sono diversi gli appassionati tra chef, giornalisti e curiosi che ogni anno si incontrano, i primi di Giugno, a Carloforte, per la rassegna Girotonno.
Madonna del Rimedio
La festa della Madonna del Rimedio si svolge l'8 settembre in varie località della Sardegna, fra cui Oristano, Siapiccia, Giba, Orosei, Tinnura. A Oristano sorge uno dei santuari più noti fra quelli dedicati alla Madonna del Rimedio.
Matrimonio mauritano
Si celebra a Santadi nel mese di agosto, secondo le modalità tipiche della tradizione. Si chiama "mauritano" in riferimento alle genti africane che si sarebbero mescolate con la popolazione della Sardegna meridionale fin dal I millennio d. C..
San Giovanni Battista
Festa di antiche tradizioni, si celebra in tantissimi paesi dell'isola con riti folclorici legati alla ricerca delle erbe, all'accensione dei fuochi e al rito del comparatico.
San Giuseppe
In numerose località della Sardegna, quali Giba, Valledoria, Trinità d'Agultu, Nuoro, Tula, Buddusò, Siniscola, il 19 marzo si festeggia San Giuseppe, venerato quale simbolo della paternità. Si tratta nella maggioranza dei casi di sagre campestri.
Sant'Antioco
A Sant'Antioco, il quindicesimo giorno dopo Pasqua, si celebra la festa in onore dell'omonimo protettore dell'isola. Decine di gruppi folcloristici, provenienti da tutta la Sardegna, sfilano in processione seguendo il simulacro del Santo.
Festa di Sant'Isidoro
Sant'Isidoro è venerato in numerosi paesi della Sardegna e le celebrazioni in suo onore rappresentano una delle principali feste della primavera. Un tempo le processioni in onore del Santo vedevano la partecipazione di bovi aggiogati e inghirlandati con fiori di campo.
Santa Maria di Tratalias
Ogni anno, nei giorni che precedono e seguono la domenica dell'Ascensione, si celebra a Tratalias "Sa Festa Manna", in onore della Madonna di Monserrato, patrona del Sulcis. È una festa con origini antichissime.
Santi Pietro e Paolo
Il 29 giugno si celebra la festa in onore dei Santi Pietro e Paolo, il cui culto risale alle origini della Chiesa cristiana. In Sardegna sono numerosi i paesi che hanno come patrono San Pietro o dove si festeggiano insieme i due apostoli.



Carloforte, le Colonne, Sulcis

Le Colonne, Carloforte

Si sollevano sul mare come pilastri naturali di pietra vulcanica nella costa meridionale dell’Isola di San Pietro, in uno scenario costituito da promontori, calette e falesie. Sulle origini delle Colonne di Carloforte alcune leggende raccontano che fossero dei marinai pietrificati per punizione, oppure di mostri che San Pietro, protettore dell’isola omonima, avrebbe trasformato in roccia per proteggere gli abitanti. Il monumento, noto perché comunemente considerato esempio di faraglione, è incluso in divrersi itinerari geologici.
Nella parte occidentale dell’area si trova l’oasi LIPU per la protezione del Falco della Regina, nella parte occidentale, potrebbe essere estesa a tutta la falesia meridionale, per ampliare l’area di salvaguardia degli uccelli. Si trovano sull’isola praticamente tutti gli esemplari del Falco di Eleonora presenti in Sardegna (forse 300 coppie).
Nei pressi si trovano falesie e grotte costiere. Una particolarità geomorfologica degna di nota è costituita dai residui della bocca di una sorgente tipo geyser, oggi inattiva.
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Come arrivare
Vi si può avvicinare con piccole imbarcazioni in condizioni di mare calmo. Si possono ammirare anche dalla terraferma.
Informazioni utili e servizi
L’area di pertinenza registra un alto flusso di presenza turistica nei mesi estivi. Il sito è meta di escursioni organizzate per mare a bordo di battelli che fanno il periplo dell’isola. Via terra la località è raggiungibile in auto percorrendo la strada provinciale di Punta Nera, dal centro di Carloforte.
Un sentiero pedonale di circa 70 m congiunge la strada asfaltata alla Punta, dalla quale si ammirano le Colonne. D’estate nella spiaggia da Bobba c’è un parcheggio sorvegliato e sono aperti un ristorante e un bar. Non è possibile praticare l’arrampicata, che comporterebbe seri rischi a carico dei rocciatori per il pericolo di crolli e anche danneggiare l’integrità della roccia.

Carloforte, piscina naturale di Nasca, Sulcis
Tonni a Carloforte, Sulcis

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