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La Ceramica :: Lavorazione curiosità e informazioni sui nostri Maestri Artigiani, dal Portale Le Vie della Sardegna.

Cultura Sarda > Artigianato di Sardegna


Lavorazione Ceramica Sarda, Ceramica Sarda, artigianato sardo, chi la produce, storia e tradizioni, artigianato Sardegna.
 artigianato sardo, chi la produce, storia e tradizioni, artigianato Sardegna. Usi e costumi della Sardegna attraverso l'artigianato.

Ceramica Sarda

"Ricordo che anche le donne si recavano al fiume a prender l'acqua con le brocche. In proposito c'è una statuina nuragica che rappresenta proprio una donna con l'anfora sulla testa. In età nuragica, così come hanno dovuto fare sino agli anni Cinquanta del secolo scorso, le donne provvedevano alla riserva potabile. Ma al fiume andavano con le scivedde, le conche ceramiche cariche di panni da lavare. Ecco, la scivedda, per essere riposta e quindi appesa a parete, nasceva fornita di due fori sul fianco per il legamento. Questo stesso uso era già presente nel Neolitico, periodo nel quale i ceramisti, prevedendo fosse il bordo piano del lato interno ad aderire a parete, decoravano quasi esclusivamente l'esterno del manufatto, cioè la superficie contraria a quella dell'utilizzo [...]"

(dal primo capitolo del Libro "Ceramiche: Storia, linguaggio e prospettive in Sardegna",
testo di
Giovanni Lilliu)





Quella della ceramica in Sardegna è una storia che pone le sue radici nell'antichità più remota, ma che i documenti hanno dimenticato per troppo tempo. I musei e i siti archeologici sardi conservano al loro interno il ricordo di questa tradizione grazie ai tantissimi reperti che risalgono fino alla preistoria. La produzione ceramica di utensili d'uso quotidiano ha infatti inizio coi primi insediamenti e si evolve nella tipologia e soprattutto nella decorazione col passare del tempo, transitando nelle mani esperte degli artigiani prima nuragici, poi punici, romani e quindi medievali. La prima testimonianza scritta su un'arte ceramica in Sardegna risale al 1692, quando viene redatto lo statuto del gremio dei figuli di Oristano, che documenta l'esistenza di una corporazione dedita alla realizzazione di stoviglie di consumo popolare e che imponeva l'obbligo di non variare forme e canoni prefissati in origine. I dettami dello statuto hanno quindi fatto sì che per secoli la produzione sarda non fosse all'altezza di quella nazionale più raffinata ed elegante, dal momento che si continuò a produrre fino agli inizi del Novecento utensili rudi e modesti che riproducevano le forme tramandatesi dall'antichità. La continuità di questi esemplari si deve, comunque, anche ad un fenomeno di persistenza tipico di ogni forma artigianale dell'Isola e derivante dall'esistenza di modelli che per la loro essenzialità e praticità si sono rivelati perfetti nel tempo. Il primo a dare inizio alla creazione di forme nuove fu nella prima metà dell'Ottocento il generale La Marmora, che concesse ad un figulo oristanese il permesso di realizzare pezzi diversi da quelli usuali.

La definitiva consacrazione della ceramica sarda a livello nazionale avvenne nel Novecento grazie ad artisti come Francesco Ciusa, i fratelli Federico e Melkiorre Melis e più avanti Ubaldo Badas,
Eugenio Tavolara e Salvatore Fancello. Con essi si ebbe il passaggio ad una produzione di tipo "artistico", da una parte volta alla realizzazione del pezzo unico, dall'altra alla conservazione e rinnovazione della tradizione secondo moduli capaci di fornire un'immediata impressione di colore locale. È datata 1919 l'apertura a Cagliari della S.P.I.C.A. (Società per l'Industria Ceramica Artistica) da parte di F. Ciusa, che chiuderà i battenti nel 1924 dopo aver vinto la medaglia d'oro alla Biennale d'Arte Decorativa di Monza. Dal 1919 F. Melis, allievo di Ciusa, con la collaborazione di Vincenzo Farci aprì ad Assemini la prima scuola-bottega d'arte ceramica, poi trasferita a Cagliari nel 1927. Intanto anche a Dorgali prese vita una scuola-bottega grazie a Ciriaco Piras, altro allievo di Ciusa, che impiantò una produzione ceramica che si avvaleva dei disegni di S. Fancello, giovane artista formatosi a Monza, ma con un forte senso della tradizione sarda che aveva saputo reinterpretare con linee spezzate e rapidi segni.

Ceramica Sarda, artigianato sardo, chi la produce, storia e tradizioni, artigianato Sardegna.
Ceramica Sarda, artigianato sardo, chi la produce, storia e tradizioni, artigianato Sardegna. Piatto artistico CeramicaLoddo Dorgali.
Ceramica Sarda, artigianato sardo, informazioni e curiosità sulla ceramica sarda, chi la vende chi la produce.

La produzione figulina odierna riprende dunque modelli e fogge legati a quella spagnola seicentesca dell'estrecho de terra (chiamato in sardo su strexiu), cioè delle stoviglie in terracotta destinate all'uso quotidiano e facenti parte del corredo della sposa: quest'ultimo contava circa 40 pezzi tra vasi, pentole, conche e brocche. L'elaborazione artistica moderna non ha fatto altro che riprendere e reinventare queste forme. Vi sono oggetti diffusi un po' in tutta la Sardegna: la brocca per l'acqua (sa mariga), i fiaschi per bere (su frasku, sa stangiada e su gallettu), i grandi tegami per la cottura dei cibi (su tianu e sa cassarola), le conche usate per gli impasti (sa scivedda e sa freguera), i vasi e gli orci (sa brunnia) per la conservazione degli alimenti, le brocche e i vasi per le grandi ricorrenze con decorazioni che prendono spunto dalla fauna locale, dal mondo agrario, dai pani tradizionali, etc. Estremamente affascinante e caratteristica in tal senso è la brocca della sposa, recipiente per l'acqua facente parte del corredo nuziale, che varia forme e ornamenti a seconda che sia realizzata a Dorgali, a Oristano o nel Campidano: essa, in generale, è caratterizzata da una decorazione esagerata, quasi barocca, dove i motivi floreali o quelli ripresi dai pani votivi s'intrecciano a figurine simboliche appartenenti all'immaginario religioso. Momento particolarmente suggestivo e quasi sacrale è quello della lavorazione di questi manufatti e opere d'arte. La scelta dell'argilla è fondamentale per l'esecuzione finale. La Sardegna è un'isola ricca di terreni argillosi e ancora qualche ceramista sceglie e cava personalmente il materiale da utilizzare. La scelta ricade tra l'argilla rossa, usata per i lavori decorati poi col fuoco, il caolino, utilizzato per i prodotti più fini, e l'argilla grigia, destinata al vasellame comune. La maniera più nobile e spettacolare per dare forma a questo materiale così povero è quella di lavorarlo al tornio, strumento che richiede grande maestria ed esperienza per l'elevata difficoltà tecnica, ma che permette di creare pezzi unici e dalle forme spesso eccezionali. Per la piccola produzione in serie si usa invece la foggiatura a stampo. Il manufatto a questo punto viene decorato a rilievo se serve e messo ad essiccare in un luogo riparato, quindi viene verniciato rapidamente: è così pronto per la fase successiva, quella molto delicata della cottura. Un tempo questa operazione veniva eseguita all'interno dei forni a legna, oggi praticamente scomparsi perché troppo rischiosi e lenti, tranne che ad Assemini dove ancora è possibile trovarne qualcuno. Attualmente si preferisce usare forni elettrici o a gas, più sicuri, veloci ed economici. Una volta ottenuta la terracotta si può procedere alla sua decorazione con materiali coloranti (ossidi di metalli in genere) e al rivestimento con cristalli polverizzati per ottenere lo smalto. Segue quindi la seconda cottura, più difficile rispetto alla prima, perché il manufatto non deve entrare a contatto col fuoco. Un tempo infatti l'apertura del forno a legna veniva eseguita con dei riti di scongiuro per la buona riuscita del lavoro.
Tra le città e i paesi che vantano una lunga tradizione nel mondo della ceramica possono essere citate
Oristano, Pabillonis, Dorgali, Sassari e Siniscola, anche se i centri di maggiore produzione si concentrano nell'entroterra cagliaritano e in particolare ad Assemini, dove i maestri ceramisti, pluripremiati nei concorsi nazionali e internazionali, mostrano ancora la loro abilità a sa roda (il tornio). Ed è proprio la cittadina di Assemini, assieme a Oristano, ad essere stata annoverata negli ultimi anni nell'AiCC (Associazione Italiana Città della Ceramica), che riunisce le città italiane di affermata tradizione ceramica in base alla Legge 188/1990, che tutela la denominazione di origine della produzione di ceramica artistica e tradizionale mediante l'apposizione di un apposito marchio.

Maschera punica grande e piccola,  Ceramiche Artistiche di Raffaello Sanfilippo Via Salvatore Quasimodo, 15. Artigianato Sardo, Dove comprare, chi lo produce chi lo vende.
Busto Orgosolo piccolo e grande, Ceramiche Artistiche di Raffaello Sanfilippo Via Salvatore Quasimodo, 15. Artigianato Sardo, Dove comprare, chi lo produce chi lo vende.

Ceramica Sarda tra Cultura e Tradizione

La ceramica sarda di antica tradizione si è espressa essenzialmente nelle terrecotte, in alcuni casi invetriate mediante galena piombifera, realizzate al tornio. L'isola, ricca di argille, aveva in Oristano il centro più attivo e di eccellenza; altri erano Assemini, Villaputzu e Dorgali. I ceramisti di Pabillonis, a sud di Oristano, erano specializzati nella realizzazione di stoviglie (pentole e casseruole) pirofile. Ma una limitata produzione di terrecotte era presente in molti altri centri sparsi sull'intero territorio isolano. In numerosi villaggi, ad esempio, si è serbata memoria della produzione locale, cotta in una primitiva fornace, di tegole ("coppo sardo", mediamente più grande della dimensione oggi corrente) o, più raramente, di mattoni pieni. Tuttavia, le tegole così ottenute avevano vita breve a causa della non perfetta pulitura dell'argilla dalle materie estranee che ne facilitavano la fessurazione. Le forme d'uso domestico più diffuse sono state due: la brocca, quella principale, e la conca. La brocca era destinata al prelievo dell'acqua potabile, in assenza di una rete idrica pubblica. In casa aveva un posto riservato che prevedeva la raccolta dei liquidi di trasudamento; in estate si copriva con un panno umido per mantenere costante la temperatura dell'acqua. Allargata nella bocca e nel collo, e portata da due a quattro manici ("asas"), diventava contenitore per cibi (miele, lardo, frutta, olive). Diffusa capillarmente in tutta l'isola, la brocca è rimasta il simbolo della perizia dei tornitori sardi (che per entrare nella corporazione dovevano saper realizzare tale manufatto in dimensioni scalari) e dei fornaciai, specializzazioni racchiuse nella generica definizione di artigiano della creta. Essa mostrava leggere differenze nella forma della pancia, del collo, delle anse, a seconda del centro di produzione dove, naturalmente, erano realizzate in misure differenti, dalla piccola ("brocchittolu"), alla media ("brocchitta"), alla più grande. Una variante occasionale della brocca, realizzata a Oristano, era quella detta "della festa" o "della sposa", arricchita da aggiunte plastiche con veri e propri cicli narrativi tematici. Questa brocca rituale, pezzo di bravura recante spesso il nome dell'autore, era, a differenza di quella d'uso, invetriata con la galena che ne dava la caratteristica colorazione nelle sfumature del verde o del giallo, a seconda che vi prevalesse il rame o il ferro. La conca ("scivedda, tianu"), grande bacile tronco-conico, era destinata principalmente a coadiuvare le fasi della panificazione: col bordo basso quella destinata alla lavorazione dell'impasto, alto qualora fosse impiegata per la lievitazione. Questa prassi panificatoria, diffusa nelle aree a vocazione frumentaria della Sardegna, quindi al centro-sud, determina in queste zone la massima diffusione della conca. Se ne conoscono rari esemplari istoriati, destinati a un uso rituale. La modellazione di brocche e conche, ancora negli anni Cinquanta del secolo XX, avveniva per mezzo del tornio azionato dal piede. Una brocca di medie dimensioni piena d'acqua, portata un tempo sul capo attraverso la mediazione di un cercine in tessuto, aveva un certo peso: obiettivo del tornitore era dunque quello di realizzare un manufatto dai bordi sottili (in tal senso le pentole pirofile originarie di Pabillonis presentano spessori di impressionante sottigliezza), prassi completamente tradita dall'attuale produzione a scopo turistico.

Ceramica Sarda i Nostri Maestri Artigiani




Il primo laboratorio di Ceramica Loddo nacque ad opera di Paolo Loddo nato ad Orani (1903- 1983) e trasferitosi a Dorgali nel 1930.
Nato come intagliatore del legno si dedicò alla ceramica e nel laboratorio del ceramista Ciriaco Pira imparò le prime tecniche di lavorazione ma le seguì solo nelle basi perché da subito si distaccò per un modo tutto personale di trattare rilievo e colori.
Accanto al rilievo dai contorni morbidi praticò anche quello dei piatti ad imitazione dell'intaglio nel legno e come il fecondo pittore e incisore Remo Branca lo definì

" Con l'intuito semplificatore delle forme degne di una bell'arte..."


Le figure e le scene riportate erano ispirate alle scene di vita popolare con la decorazione improntata a un più evidente pittoricismo attento a sottolineare , con pennellate di colore, i contorni e le sfumature.
A rendere l'effetto complessivo, simile a una pittura a tempera, contribuiva inoltre l'uso di toni luminosi e di una gamma cromatica nuova :
Giallo, Verde , Viola in aggiunta ai colori classici Nero, Bianco, Rosso e Blu. Con questi insegnamenti sono cresciuti i figli che proseguono nella produzione delle ceramiche e che accanto alle lavorazioni e alle tecniche apprese dal padre hanno creato la più moderna linea di smalti che oltre alla bellezza dei disegni creati con il graffito uniscono la praticità di oggetti di uso quotidiano.
Le nostre ceramiche sono costruite interamente a mano nella creazione del biscotto e nel decoro da artigiani esperti che da oltre 70 anni portano avanti la produzione e la tradizione della ceramica sarda...
Le tecniche di lavorazione sono un incontro tra antico e moderno e la scelta dei disegni ( di proprietà esclusiva ) sia nella monocotture con decorazioni a freddo, sia nelle bicotture con gli smalti e i graffiti rispecchiano da sempre la tradizione dell'Artigianato Sardo...



Ceramica Loddo - Dorgali

Garanzia

Per Garantirne l'Autenticità (Viste le varie Imitazioni) firmiamo le nostre Ceramiche con il Graffito e al di Sotto dell'oggetto imprimiamo il nostro Logo a fuoco con il Nome della Ditta e il Paese di provenienza.


Arcolaio,  piatto Artistico, Ceramiche Loddo
Biscottiera, Ceramiche Loddo
Capraro, piatto Artistico, Ceramiche Loddo

Come Lavoriamo...

Le Nostre Ceramiche si differenziano in
Monocotture e Bicotture
I Materiali Usati Sono: Argilla Rossa e Bianca, Smalti e Cristallina.

Monocotture

Vengono cotte al Forno a una temperatura di più di 1000 Gradi e vengono colorate con colori NON ADATTI per un uso Alimentare, con questa tecnica troverete SOLO i piatti decorativi con base scura e colori molto vivaci.

Bicottura Smalto (Su Argilla Rossa )
Dopo la prima cottura (Biscotto) le ceramiche ricevono un bagno di Smalto (Bianco) e dopo una lenta asciugatura si disegna il soggetto incidendo con un punteruolo, si colora e si rimette in forno a circa 900 Gradi.


Le Bicotture
in smalto possono essere usate nel Forno a Microonde e nelle normali Lavastoviglie.

Bicottura Cristallina " AB " (su argilla bianca)

Contrariamente all' argilla Rossa il disegno viene inciso quando l'Argilla Bianca è ancora fresca, poi lasciata asciugare e cotta a circa 1000 Gradi viene poi colorata e immersa nella Cristallina e ricotta in forno

nuovamente a 1000 Gradi.

Lampade, Ceramiche Loddo
Piatti, Ceramiche Loddo
Portafiori, Ceramiche Loddo


Il meglio del design e dell'artigianato sardo da oltre '70 anni.

Esposizione e vendita - Ceramiche sarde realizzate interamente a mano
Artigianato sardo.






Informazioni di Contatto
Via Lamarmora 110 - 08022 a Dorgali
Tel e fax : 0784 - 96327


E-mail: info@ceramicaloddo.it

La vetrina delle Aziende Sarde

Souvenir Sardegna di Pinna Mario

Pinna Mario,

pittore e scultore.....


Mario nasce a Ballao (CA) nel 1958.
Ballao sorge su un'ampia ansa del Flumendosa, uno dei principali fiumi della Sardegna, ai limiti della subregione del Gerrei, al confine tra la provincia di Cagliari e quella di Nuoro. Esso si dispone entro una conca circondata da monti che guarda verso il fiume e si apre su un paesaggio di grande fascino. Le attrattive principali di Ballao risiedono indubbiamente nei valori paesaggistici legati al Flumendosa. In questo territorio, infatti, tra rocce di forma inusitata e incantevoli piscine naturali d'acqua dolce, immerse in una ricca vegetazione fluviale, si possono di frequente osservare uccelli di rara bellezza, come aironi cinerini e germani, ma anche nutrie, fagiani, gruccioni e, nelle acque del fiume, le tartarughe. Assai caratteristici, infine, sono i "nessargius", primitive ma ingegnose trappole per pescare le anguille alle prime piogge autunnali. Tra le feste più caratteristiche di Ballao, ricordiamo quella in onore di S. Antonio Abate, il 16 gennaio, col grande falò acceso in onore del santo. Durante la festa si offrono a tutti i partecipanti dolci, fave bollite e vino. Anche durante la festa di S. Maria Nuraxi, presso la chiesetta campestre di S. Maria di Cleofe, dopo la processione religiosa si imbandisce un pranzo comunitario, seguito da canti e balli tradizionali. Lo svolgimento della festa, che cade il lunedì successivo a Pasqua, è rimasto invariato rispetto a quanto descriveva ad inizio '800 il Casalis.

Mario Pinna realizza pitture-sculture d'arte e souvenir
dedicati alla Sardegna.



Mario, cresce con una spiccata passione artistica e indirizzato verso la pittura e la scultura. Già da ragazzo tra i 15 e i 16 anni si dedicava a queste arti: scultura, pittura, restauro, ed in queste operava nello studio teorico e pratico.

"Osservando Il suo percorso in relazione alle sue opere, non possiamo non cogliere gli elementi del suo studio e della sua esperienza con una impronta personale. Particolarmente incisivo e amorevole risulta il carattere espressivo dei volti, specie quelli rappresentativi della figura della donna sarda, le madonne, l'arte sacra in genere. Le tematiche della Sardegna che con passione ha motivo di rendere omaggio alla bellezza espressiva delle donne Sarde, congiuntamente nell’unicità dei costumi di amorevole bellezza. Questa breve introduzione per la conoscenza di Mario e per comprendere il suo percorso nella storia della sua passione artistica."




Servizi di spedizione

I nostri servizi
Offriamo la possibilità di poter visionare gratuitamente l'opera che si vuole acquistare, e optare per la consegna presso il proprio domicilio, all'interno del territorio provinciale di Cagliari. Massima disponibilità e cura nell'invio dell'opera scelta tramite servizi postali, in qualunque regione italiana.


Informazioni di contatto
Studio tel. 328 7690191

E-mail: prospettico@live.it

Souvenir Sardegna di Pinna Mario realizza pitture-sculture d'arte e souvenir, Ballao (CA).
Souvenir Sardegna di Pinna Mario realizza pitture-sculture d'arte e souvenir, Ballao (CA).
Souvenir Sardegna di Pinna Mario realizza pitture-sculture d'arte e souvenir, Ballao (CA).



Le Ceramiche Artistiche

La grande varietà di ceramiche artistiche, realizzate interamente a mano, è il frutto del grande amore per il modellato. Ogni pezzo, unico nel suo genere, lo dedico non solo ai mercati nostrani ma anche a coloro che, in Italia ed in Europa, decideranno di portarsi a casa e donare un piccolo pezzo di Sardegna.
Azienda
La passione, sin da bambino per il modellato, mi ha portato alla scoperta della ceramica. L'amore per la Sardegna, i suoi colori e i suoi abitanti, mi ha permesso di tradurre in arte ciò che con il tempo sta scomparendo. Dal 1968 nelle mie ceramiche modello scene di vita sarda, i suoi costumi e i suoi volti, eseguito con la stessa passione di un tempo.



Materiali
Tutti i materiali utilizzati per la realizzazione delle mie ceramiche artistiche sono di alta qualità e resistenza.
Il progresso ha migliorato le proprietà delle materie prime, ma le tecniche di creazione e quelle artistiche e decorative sono tradizionali. La ceramica e i suoi decori sono interamente realizzati a mano, dei veri e propri pezzi unici da collezione. Gli oggetti destinati al contatto con alimenti e bevande sono resi idonei grazie all'uso di smalti atossici e apiombici. L'Oro zecchino, il Platino e i lustri che, sapientemente dosati, danno vita a varie colorazioni.



Metodologie
La lavorazione delle ceramiche artistiche comprende più di venti fasi, interamente realizzate a mano. Le più importanti sono il modellaggio, la colorazione e l'invecchiamento. Nonostante la grande varietà degli articoli, ogni articolo è unico nel suo genere e nasce dalla mia lunga esperienza per il modellato.




Ceramiche Artistiche di Raffaello Sanfilippo
Via Salvatore Quasimodo, 15
09047 Selargius, Cagliari
Web: www.raffaellosanfilippo.com

Contatto: Luca Sanfilippo
Via Quasimodo 15
Tel. 070531024
Fax 070531024
info@raffaellosanfilippo.com

Agente di Zona: Severo Salici
Cell.: +39 338 3694475
shardana.nuoro@hotmail.it



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