Menu principale:

Le Vie della Sardegna :: partendo da Sassari Turismo, Sagre Paesane, Cultura e Cucina Tipica Sarda. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali. B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze. Tutto per le tue Vacanze in Sardegna. Informazioni turistiche e curiosità sui comuni della Sardegna e le attrattive turistiche offerte nei vari territori isolani.


Vai ai contenuti

La Sardegna :: Notizie sulla Sardegna e Geografia dal Portale Le Vie della Sardegna.

Territorio > Informazioni Turistiche sul Territorio della Sardegna


Informazioni turistiche sul territorio della Sardegna, dove andare cosa vedere nell'isola più bella del Mediterraneo.

La Sardegna
A lungo disabitata, nonostante l'antica origine geologica, la Sardegna ha mantenuto la propria freschezza, catturando lo sguardo e l'ammirazione dei tanti che nel corso dei secoli, irresistibilmente attratti dalla posizione geografica, il cuore del Mediterraneo occidentale, l'hanno resa oggetto delle più disparate mire: così, ai Fenici sono seguiti i Cartaginesi, quindi i Romani, i Bizantini, gli Spagnoli e i Piemontesi. A questi incontri si aggiungono i numerosi altri che l'Isola fece entrando in contatto con civiltà e culture, che hanno indubbiamente lasciato sul territorio importanti tracce del loro passaggio, sommandosi e armonizzandosi con quelle autoctone, come le irripetibili costruzioni dei nuraghi o i monumenti dell'era giudicale, la cui vitalità è testimoniata dai condaghi, i più antichi registri vergati in quella lingua romanza che ancora caratterizza la parlata locale. Patrimonio naturale e patrimonio culturale sono quindi fusi in un unicum che riesce ad incantare ogni visitatore, grazie al clima mite, ad un mare dai colori cangianti, alla montagna con una flora e una fauna arricchite da specie peculiari della regione, all' enogastronomia con la sua mescolanza di sapori e di profumi, di innovazione e di tradizione, mix che si ritrova anche nei costumi e nell' artigianato, nelle feste e nelle sagre, il tutto condito dalla caratteristica e generosa ospitalità del popolo sardo.

Geografia

L'Isola, suddivisa in otto province, ha grosso modo la forma di un quadrilatero, con una lunghezza da nord a sud di circa 260 chilometri e una larghezza da ovest a est di 120; i quattro punti estremi sono capo Falcone a nord, capo Teulada a sud, capo Comino a est, capo dell'Argentiera a ovest. Presenta una certa simmetria tra i versanti opposti, con grandi insenature, una su ciascun lato: il golfo dell'Asinara a nord, quello di Cagliari a sud, di Orosei ad est e di Oristano a ovest. Lo sviluppo costiero è di circa 1850 chilometri e, per la gran parte, le coste sono alte e rocciose, mentre nei litorali meridionali e occidentali sono più frequenti le orlature sabbiose. Altri due aspetti interessanti delle coste sarde sono la ricchezza di grotte, numerose laddove ci sono formazioni calcaree soggette al carsismo, e, in Gallura, le insenature profonde, a imbuto (le cosiddette coste a rìas, antiche valli fluviali poi sommerse e occupate dal mare). A causa dell'attività erosiva durata milioni di anni, predominano le distese collinari, mentre parte del territorio occidentale è formata dalle pianure del Campidano e della Nurra; le aree montane hanno nel Gennargentu, situato nella sezione centro-orientale, il massiccio più imponente. L'Isola ha tre soli fiumi di un certo sviluppo e ampiezza di bacino: il più lungo è il Tirso (150 chilometri), seguono il Flumendosa e il Coghinas. Tramite uno sbarramento sul Tirso è stato creato il lago Omodeo, il più vasto lago artificiale d'Italia.


I monti della Sardegna

L'entroterra della Sardegna offre diversi motivi di visita: a differenti altitudini, numerosi centri abitati hanno come sfondo scenografico le aspre conformazioni delle montagne, che rappresentano dei mondi naturalistici e culturali estremamente attraenti. Il territorio sardo è infatti occupato da un cospicuo numero di gruppi montuosi, separati spesso da altipiani interni e profonde gole. I rilievi, accomunati da origini antichissime, presentano sovente formazioni calcaree modellate dagli agenti atmosferici, vere e proprie sculture naturali immerse nel paesaggio. La preziosità dell'ecosistema ha fatto sì che diverse zone venissero comprese all'interno di regimi di tutela naturalistica che, pur consentendo la fruizione turistica delle aree, ne preservassero gli elementi arborei e faunistici rari e spesso endemici. Le montagne della Sardegna sono inoltre sovente ammantate da rigogliose foreste, presidiate da cantieri forestali dell'Ente Foreste, caratterizzate da sentieri e percorsi praticabili a piedi, in mountain bike o fuoristrada. Cascate e sorgenti variamente situate nelle aree montuose creano, infine, giochi d'acqua dal fascino indicibile. Terra storicamente povera di acque, la Sardegna rivela infatti tesori inaspettati negli angoli più nascosti del proprio territorio, con fonti incassate fra gole quasi inaccessibili, come quella di Su Gologone, e cascate che si gettano incontro al suolo inondando la natura circostante di un arcobaleno di colori.

Distese cristalline



Blu, azzurro, turchese, verde ma anche oro. Caldo se è increspato dal vento di ponente, freddo se a soffiare è il maestrale, tiepido se spira lo scirocco. Con le sue acque terse e cristalline, il mare della Sardegna rappresenta la meta più ambita per coloro che vogliano perdersi nel fascino delle tinte azzurrate e nei freschi profumi della salsedine. E con le sue trasparenze contorna il perimetro dell'Isola consegnandolo al mito delle terre paradisiache. Solcato anticamente dalle imbarcazioni fenicie, oggi dagli scafi che attraccano nei porti turistici, il mare accarezza la rena delle spiagge o la aggredisce nei giorni di tempesta, si insinua fra calette e grotte, si lascia ornare dai lembi di roccia erosa, per poi farsi dominare dalle alte falesie che a precipizio lo sovrastano.
Racchiude un mondo ricco di vita e bellezza: regno della foca monaca, il bue marino, è abitato da una varietà innumerevole di pesci, molluschi, mitili, cetacei che meravigliano gli esploratori subacquei e deliziano i palati degli esploratori del gusto. Nelle aree marine protette incantano e seducono i colori sfavillanti di una natura incontaminata: dal rosso rubino del corallo algherese al platino incandescente della Alicia mirabilis, che di notte risplende nei fondali di
Tavolara. Il mare della Sardegna, cuore del Mediterraneo, pulsa incessantemente nella sua tavolozza di sfumature.

Isole nell'Isola

Circondano le coste della Sardegna, si possono incontrare navigando o guardando l'orizzonte da qualche cala dell'isola madre. Le isole minori della Sardegna sono numerose: isolate o raggruppate in arcipelaghi, spesso a loro volta attorniate da piccoli isolotti. Intorno al perimetro frastagliato della Regione formano una vera e propria corona di "terre di confine" che spesso si differenziano molto, nella morfologia naturalistica come nella storia.
Il panorama, incredibilmente vario, è un invito a visitare le isole di un'Isola. Le più importanti si trovano in diversi punti lungo le coste sarde. A nord est, di fronte alla Gallura, c'è l'Arcipelago de
La Maddalena famoso non soltanto per i suoi scenari naturalistici che l'hanno reso Parco Nazionale, ma anche per la sua storia: le numerose isole che ne fanno parte hanno attirato l'attenzione di grandi personaggi storici, come Giuseppe Garibaldi che a Caprera passò gli ultimi anni della sua vita. Più a sud, nel versante orientale di fronte al Golfo di Olbia, si trova Tavolara, di rocce granitiche e calcaree. Scendendo in direzione Est lungo la costa dell'Ogliastra, l'Isolotto omonimo di granito porfirico rosa, è un'oasi naturale a poca distanza sia da Arbatax che da Santa Maria Navarrese. Nel Golfo di Cagliari, di fronte alla punta sud orientale del Sarrabus, si incontrano Serpentara e l'Isola dei Cavoli dominata dal faro. Proseguendo verso nord ovest si arriva all'Arcipelago sulcitano, le cui isole più importanti sono Sant'Antioco e San Pietro: ognuna con un proprio passato, ognuna con le proprie tradizioni, di eccezionale bellezza. Più a nord, di fronte alla penisola del Sinis, in un mare ricchissimo di specie ittiche, c'è l'Isola del Mal di Ventre. Si arriva infine alla punta nord occidentale della Sardegna, dove l'Isola Piana unisce idealmente la Penisola di Stintino e l' Isola dell'Asinara. Quest'ultima, Parco Nazionale, vanta un'integrità naturalistica straordinaria, dovuta anche alla sua storica destinazione d'uso: colonia penale, un tempo interdetta ai turisti, oggi è meta di visite organizzate dall'Ente Parco.


Grotte

Suggestive perché inserite in uno scenario incantevole, le grotte marine si aprono su spiagge dalle caratteristiche più diverse: agli arenili sabbiosi o con ciottoli, arrotondati dall'acqua e dal tempo, si uniscono i colori cangianti del mare, con riflessi e sfumature unici. Nel golfo di Orosei si trovano la Grotta del Bue Marino e quella del Fico. La prima è conosciuta per aver costituito uno degli habitat della foca monaca: la sua esplorazione avviene a bordo di un barcone che risale un fiume sotterraneo. La seconda è la meta ideale per gli appassionati di speleologia perché ricca di cunicoli intricati assolutamente da esplorare. Invece, nel golfo di Alghero si può visitare tutto l'anno la Grotta di Nettuno, alla quale si può accedere sia in barca, attraverso un percorso lungo la costa e fino a Porto Conte, sia attraverso i gradini della Escala del Cabirol che scende avvinghiata al costone ovest di Capo Caccia.
Grotta dei Palombi - Alghero
La grotta dei Palombi si trova nell'Isola Foradada, ed è attraversata da una vasta galleria naturale a pelo d'acqua che le dà il nome.
Grotta Verde
Nel golfo di Porto Conte, che si estende tra Capo Caccia e la Punta del Giglio, si trova la grotta Verde. La cavità, chiamata anche "dell'Altare", è raggiungibile attraverso una gradinata.
Grotta Pizzi e Ricami - Alghero
La grotta Pizzi e Ricami, situata nell’area costiera di Alghero, è raggiungibile solo dal mare come le vicine grotta Verde e dei Paolombi. È una cavità marina posta a circa 4 m di altezza dal picco di Capo Caccia.
Grotta de Su Meraculu
La grotta del Miracolo (in sardo "Sa rutta 'e su Meraculu") è un'ampia cavità che si apre nel territorio di Baunei, in Ogliastra, affacciandosi sulla spiaggia sabbiosa di Cala Sisine. Qui la natura ha fatto sì che in milioni di anni si creasse quasi una scenografia da cinema espressionista.
Grotta di Nettuno - Alghero
In una delle estremità del golfo di Porto Conte, Capo Caccia, si trova la grotta di Nettuno, la più nota della Sardegna. Nel golfo di Porto Conte poi si trovano anche la grotta Verde, quella dei Colombi e quella dei Ricami.
Grotte del Bue Marino
Si tratta di ampie grotte che devono il proprio nome all'appellativo sardo della foca monaca, magnifico esemplare del mammifero pressoché scomparso dalla zona. Le splendide grotte del Bue Marino, tra le più conosciute della Sardegna, si possono raggiungere da Cala Gonone.
Grotta del Fico
La grotta del Fico evidenzia un valore particolare per la qualità, quantità e variegatezza delle concrezioni calcaree, che, unitamente alla presenza della foca monaca, continuativa fino al termine degli anni sessanta, ne fanno un caso, per tanti versi, unico.

Rifugi di Roccia



Le rocce carsiche presenti in Sardegna si sono formate in ere geologiche molto diverse: più antiche quelle del Sulcis-Iglesiente, risalenti al periodo cambrico, più recenti quelle delle zone del Supramonte, dell'Ogliastra (cretaceo). L'azione erosiva dell'acqua, che scorre sulla superficie delle rocce, ma anche all'interno della roccia stessa attraverso miriadi di microfessure, causa la formazione di gole (le codule ogliastrine, la profonda gola di Su Gorropu, nel Supramonte), risorgenti (Su Gologone, presso Oliena), doline (come quella di Tiscali) e grotte.
Nel Sulcis sono attrezzate con visite guidate le Grotta di Su Mannau (Fluminimaggiore), la grotta di Is Zuddas (Santadi) e quella di San Giovanni (Domusnovas), interessanti per la varietà e la bellezza delle concrezioni calcaree. In Ogliastra si può visitare, dalla primavera all'autunno, la grotta di Su Marmuri (Ulassai), caratterizzata da sale di grandissime dimensioni e da due laghetti sotterranei. Nel cuore della Sardegna, le grotte di Is janas e Sa 'oche 'e su entu, percorsi tortuosi in aree di particolare suggestione, immerse in una natura davvero da scoprire. Spettacolare, in territorio di
Dorgali, è la voragine di Ispinigoli, la cui parte visitabile per i non esperti è costituita da un'ampia sala di crollo.

Flora e fauna


I boschi di montagna e di alta collina sono l'habitat di alcune specie rare, protette da leggi regionali sin dagli anni settanta del Novecento. Negli spazi aperti e rocciosi del Supramonte è ancora possibile osservare il muflone, un ovino selvatico endemico di Sardegna e Corsica; il maschio, agile arrampicatore nonostante la sua imponenza, ha delle grandi corna spiralate rivolte all'indietro.
Le cime del Gennargentu ospitano diversi rapaci, fra cui l'aquila reale, l'astore e il nibbio. Nei boschi di querce da sughero e conifere della Sardegna meridionale vive ancora il cervo sardo, più piccolo di quello rosso diffuso nel resto dell'Europa. In tutta l'Isola è diffuso il cinghiale, oggetto della tradizionale caccia grossa, effettuata nei giorni festivi di dicembre e di gennaio. Nel magnifico ambiente naturale della
Giara di Gesturi, dove i boschi di sughere si alternano a vasti pascoli punteggiati di asfodeli e alla macchia mediterranea alta, costituita da lentisco, olivastro, corbezzolo e ginepro, pascolano bradi i cavallini, animali piccoli e snelli, con il manto bruno e una lunga criniera, forse diretti discendenti dei cavalli arabi portati in Sardegna dai Punici. La zona di Montarbu, nella Barbagia di Seui, ospita uno degli esempi più belli e meglio conservati di foresta mediterranea, dove al bosco di leccio si associano il lentisco, il mirto, il cisto e le conifere, che conferiscono alla campagna un profumo indimenticabile.

La flora della Sardegna è tipicamente mediterranea, influenzata notevolmente dal clima bi-stagionale caratterizzato da un inverno moderatamente freddo e sub-umido con discreto surplus idrico, e da un’estate secca con un deficit idrico. La vegetazione boschiva è caratterizzata soprattutto da formazioni sempreverdi formate da alberi di leccio e sughera e da boschi a foglie caduche come la roverella e il castagno. Formazioni cespugliose di corbezzolo, lentisco, ginepro, olivastro, cisti, mirto, fillirea, erica, ginestra, rosmarino, viburno, euforbia si identificano con la “macchia mediterranea”. Queste formazioni di grande interesse ecologico, rappresentano la vegetazione più rappresentativa della area mediterranea. Nei terreni degradati la macchia mediterranea lascia il posto alla “gariga”, formazione vegetale costituita prevalentemente da specie come il timo, l’elicriso, i cisti, l’euforbia.


Alberi
La maggior parte degli alberi presenti sulla terra appartengono alle dicotiledoni o alle gimnosperme. Le monocotiledoni arboree sono casi eccezionali. E' una pianta perenne, legnosa con fusto principale dal quale, in alto si dipartono i rami. Le radici generalmente sono molto robuste. L'altezza supera abbondantemente i 3 metri.
Uno dei caratteri principali che ci permettono di distinguere un albero da un altro è dato dalla ramificazione e in minor misura dalla perdita in determinate stagioni delle foglie. Le piante delle specie sempreverdi (come il leccio e la sughera) conservano le foglie anche nel periodo invernale e il rinnovo avviene solo quando nell’albero ci sono già le foglie nuove. Un ulteriore distinzione riguarda il metodo di riproduzione. Ci sono piante che per riprodursi producono il fiore (angiosperme) altre hanno strutture riproduttive diverse ("coni" o pigne) e non identificabili nelle strutture fiorali intese in senso stretto (gimnosperme). Dal punto di vista economico gli alberi si possono suddividere in alberi forestali, fruttiferi e ornamentali.


Arbusti
Come per gli alberi, anche gli arbusti sono piante perenni che appartengono alle classe delle dicotiledoni e delle gimnosperme. L’altezza è inferiore ai 3 metri. La differenza principale tra un albero ed un arbusto è data dalla dominanza apicale meno evidente che si nota immediatamente per l'assenza di un fusto principale.
Presentano più fusti originati da un ceppo comune e sono ramificati sin dalla base. L'aspetto cespuglioso altresì può essere imposto da determinate condizioni ambientali troppo severe per lo sviluppo di un albero. La riproduzione, la fruttificazione, i cicli vegetativi, negli alberi e negli arbusti sono praticamente uguali.



Erbe
Queste piante erbacee sono prive di una parte legnosa e hanno un'altezza variabile. Il loro ciclo vitale, a differenza degli alberi e degli arbusti, può essere annuale, biennale o perenne come la fragola, la primula, la viola. La parte epigea è di dimensioni per lo più ridotte, il fusto è tenero e delicato, solitamente color verde, spesso peloso sulla superficie esterna. Le piante erbacee contribuiscono in misura maggiore alla composizione del manto vegetale rispetto a quelle legnose.



Creature dell'isola

Hanno stabilito il proprio habitat in Sardegna diverse specie animali, talvolta rare e preziose. Fra anfibi, mammiferi, vertebrati e uccelli il mondo naturalistico dell'isola è abitato da creature attraenti agli occhi degli appassionati e interessanti dal punto di vista scientifico. L’ambiente favorevole della Sardegna ha consentito la diffusione di numerosi endemismi di straordinaria valenza naturalistica, che mostrano spesso quelle caratteristiche tipiche delle isole, come le dimensioni più piccole degli esemplari rispetto a specie affini presenti in regioni geografiche più grandi, oppure caratteristiche peculiari dovute al lungo isolamento.


Anfibi

Originatesi nel lontano Devoniano, gli anfibi (dal gr. amfì, doppio, e bìos, vita) sono una classe di animali vertebrati eterotermi, diffusi in quasi tutto il mondo con più di 2500 specie, sia terrestri che d’acqua dolce. Vi appartengono specie di piccole e di medie dimensioni fatta eccezione per alcune specie. Nella divisione della classe (ordini) troviamo anfibi dotati di coda (urodeli), senza coda (anuri) e gli apodi (un gruppo di anfibi sotterranei senza zampe). La loro cute è altamente vascolarizzata e ricca di ghiandole mucipare e velenigere associate spesso ad una colorazione vivace della cute. Periodicamente la pelle si stacca durante il periodo della muta e viene spesso ingerita dall’animale stesso. Hanno quattro arti poco sviluppati (tetrapodi) due anteriori e due posteriori, i loro polmoni non essendo divisi all’interno hanno uno scambio di gas poco efficiente e respirano anche con la pelle, in alcuni casi (salamandre Plethodontidae) non possiedono polmoni e respirano esclusivamente attraverso la pelle.



Mammiferi

I Mammiferi, comparsi sulla terra nel periodo giurassico, si sono evoluti verosimilmente dai Rettili. Sono vertebrati caratterizzati dalla presenza di ghiandole mammarie. Hanno peli sulla maggior parte del corpo e sono omeotermi cioè capaci di autoregolare e mantenere costante la temperatura corporea. Attraverso i peli ed eventuali strati adiposi evitano la dispersione di calore. Alcuni presentano inoltre squame su tutto il corpo come l’armadillo, oppure, come i topi, solo sulla coda. Essi sono provvisti di due paia di arti variamente modificati in rapporto alla locomozione terrestre per cui sono capaci di camminare, saltare, scavare, arrampicarsi etc.; altri hanno gli arti pinniformi e possono nuotare anche a grandi profondità come le balene; altri ancora, come i pipistrelli, presentano quelli anteriori trasformati in organi di volo. La modificazione degli arti e della struttura generale del corpo ha permesso ai mammiferi, molto più di altri vertebrati, di colonizzare i più svariati ambienti.


Rettili
Tra i Vertebrati, quanto a interesse scientifico, i rettili della Sardegna seguono immediatamente gli Anfibi. Su diciotto specie proprie della fauna sarda ben 3, tutte appartenenti alla famiglia dei Lacertidi, sono subendemiche, presenti solo in Corsica e in Sardegna. A queste specie vanno aggiunte 2 tartarughe marine che frequentano le acque costiere e una delle quali si riproduce ancora lungo le coste della nostra isola.


Uccelli
Gli uccelli fecero la loro comparsa nel periodo Giurassico dell’era Mesozoica. Questa classe di animali a sangue caldo (omeotermi) diffusi in tutto il mondo, comprende circa 9000 specie e sono gli unici discendenti viventi dell'ordine estinto dei Dinosauri. Tra i vertebrati, sono i meglio adatti al volo. L'adattamento al volo di tutti gli organi e apparati degli Uccelli ne ha reso la struttura piuttosto uniforme, pur con variazioni dovute principalmente alle differenti abitudini alimentari. La loro pelle è fornita di penne derivanti da ispessimenti cornei simili a quelli che danno origine alle squame dei rettili. Lo scheletro è leggero e robusto con sterno che, nelle specie volatrici, permette l’inserzione dei muscoli pettorali, necessari per il volo. L'apparato respiratorio è formato da polmoni tubolari ad alta efficienza connessi a sacchi aerei, che invadono la cavità corporea penetrando fin nelle cavità delle ossa. La bocca è provvista di un tipico becco corneo, senza denti. La riproduzione avviene per deposizione di uova fecondate.

Ispuligi  (Comune di Baunei).
Cala Spinosa.Santa Teresa di Gallura.
Bosco Innevato (NU).
Gola Su Gorroppu

Laghi e stagni

In Sardegna, le superfici d'acqua degli stagni e dei laghi dipingono paesaggi molto suggestivi, dovuti anche alla straordinaria ricchezza dei loro ecosistemi. Anzitutto gli stagni costieri, molti classificati siti naturali da proteggere da parte della Convenzione Internazionale di Ramsar, offrono spettacoli di grande interesse per gli appassionati del birdwatching, che possono ammirare i voli dei fenicotteri rosa, dei cavalieri d'Italia e di tante altre rare specie avifaunistiche. Inoltre la pratica della pesca, che riflette l'abbondanza di specie ittiche nelle acque degli stagni, è una vera e propria attrazione per chi predilige i piatti a base di pesce, spesso serviti negli ittioturismo delle cooperative di pescatori cui è affidata la gestione delle attività pescose. I laghi invece, fra i quali l'unico naturale in Sardegna è il Baratz nei pressi di Alghero, con le loro superfici azzurre immerse nel verde, oltre a rappresentare scenari incantevoli, sono importanti serbatoi per l'approvvigionamento idrico dell'Isola. La loro importanza risiede altresì nel ruolo di fulcro di aggregazione sportiva che stanno acquisendo negli ultimi anni: vi gravitano numerosi appassionati, attirati dalla possibilità di praticare le discipline del canottaggio, della pesca sportiva ma anche del windsurf.È anche possibile effettuare delle meravigliose e romantiche gite in battello. Idee curiose e vincenti di una Sardegna dell'interno che scopre e valorizza il suo patrimonio ambientale. Panorami di un blu intenso all'alba e di un rosso cangiante al tramonto. Tinte suggestive rubate dalla tavolozza di un pittore che ha disegnato un'incantevole isola al centro del Mediterraneo.



Parchi: Oasi sotto tutela

La consapevolezza dell'importanza e dell'unicità degli ambienti montani, minacciati dal disboscamento e dagli incendi, ha portato alla creazione di numerose ampie aree demaniali protette, dove si cerca di favorire la reintroduzione e la riproduzione di specie animali divenute ormai rare. Nella gran parte dei casi, i parchi sono attrezzati con sentieri segnalati e aree di sosta per favorire le passeggiate degli escursionisti. Nella Provincia di Sassari vaste aree tutelate si trovano nel parco sulle pendici del Monte Limbara, dove sono stati reintrodotti il muflone e il daino, e nel parco del Marghine-Goceano. In Provincia di Nuoro è protetta la vasta area del massiccio del Gennargentu, ma al momento il decreto di istituzione è sospeso. La foresta demaniale è protetta nella zona di Montarbu, fra Sadali e Seui. Nella Sardegna centrale sono protetti l'altopiano basaltico della Giara di Gesturi e il massiccio del Monte Arci. Quest'ultimo è un antico vulcano coperto da boschi e la abbondante presenza di ossidiana – una roccia vetrosa di origine vulcanica particolarmente ricercata nell'antichità perché consentiva di realizzare strumenti taglienti come lame, frecce, coltelli – è una delle ragioni della intensa frequentazione del sito in epoca preistorica, evidente nel gran numero di nuraghi che ancora, dopo millenni, dominano il territorio. In provincia di Cagliari è stato costituito parco nel complesso montuoso dei Sette Fratelli, presso la costa sud-orientale, mentre vicino alla costa occidentale, sono protette le zone di Monte Arcosu, Monte Linas e i boschi di Capoterra.



Le Vie della Sardegna fra paesi e città.

Ogni abitato della Sardegna racchiude in sé un microcosmo pulsante di storia, tradizioni, specificità. Dalle città, capoluoghi delle 8 province sarde, ai paesi, centri piccoli per dimensioni e numero di abitanti ma grandi per fascino e suggestione. Sono numerose le differenze che intercorrono fra città e città, paesi e paesi: per ubicazione geografica, estensione, vicende storiche ed anche lingua locale. E proprio in questa varietà risiede la ricchezza della Sardegna, un mosaico complesso e dai mille colori, dove ogni tessera, combinandosi con le altre, dà vita ad una composizione stupefacente. Impossibile tracciare delle linee nette per differenziare una città da un paese: la prima è abitata da più persone, è animata da un'attività economica più vivace e può svolgere ruoli di guida della provincia di pertinenza, ma il paese sardo, pur nelle sue stradine silenziose e nei suoi ritmi lenti e distesi, nasconde spesso una fervida intraprendenza economica che vede nelle proprie risorse un tesoro inestimabile da proteggere e valorizzare. Una visita alle città e paesi della Sardegna, quindi, condurrà a vedere luoghi diversi e variopinti, in cui l'arte dell'ospitalità renderà calorosa l'accoglienza e aprirà le porte alle proprie ricchezze. Le città e i paesi, insomma, si offrono con un unico irresistibile invito, fatto di tre elementi comuni: la buona tavola, la cultura, l'ospitalità. E in un itinerario fra i vari abitati dell'Isola non emergeranno stridenti differenze, ma armoniosi passaggi scanditi da territori incantevoli.



Le città della Sardegna

Capoluoghi di provincia e vivaci centri urbani, le città della Sardegna, fin dalle epoche più remote crocevia di genti e culture, raccontano con le loro strade, piazze e monumenti stralci affascinanti della storia isolana. Ognuna con il proprio passato e specifiche tradizioni, le città della Sardegna presentano al visitatore un’offerta variegata che spazia dalla magia dei luoghi storici al fascino di irresistibili scorci panoramici fino al pregio di un patrimonio enogastronomico sopraffino. I centri urbani più importanti dell'Isola sono i capoluoghi delle 8 province in cui è spartita la Sardegna. Partendo dal nord, troviamo Sassari, la seconda città per grandezza e importanza, che si adagia sulle pendici di un tavolato prospiciente l' Asinara; interessante il suo centro medioevale e la festa dei Candelieri. Nel territorio della Gallura si trovano le città di Tempio Pausania e Olbia, entrambe capoluogo della provincia di Olbia-Tempio: la prima sorge su un altopiano granitico ai piedi del monte Limbara, la seconda occupa la pianura che si estende presso la costa nord orientale dell'Isola.
Nuoro, prima città della provincia barbaricina, è distesa su una dorsale montuosa che dal monte Ortobene si allunga verso nord ovest, e tuttora conserva i segni di un prestigioso passato culturale che le ha attribuito il soprannome di "Atene della Sardegna". Sanluri è capoluogo del Medio Campidano, situata nel margine orientale del Campidano, città di importanti eventi storici quali la battaglia che nel 1409 consegnò l'ultimo lembo della Sardegna giudicale agli Aragonesi. La provincia di Ogliastra, nella Sardegna sud orientale, è invece guidata dalla città di Lanusei, distesa sui costoni che dal Gennargentu degradano verso la costa.
Nell'estremo sud della Sardegna, nella parte più interna del golfo degli Angeli, sorge
Cagliari, pittoresca città che detiene il primato di centro economico più importante della Regione, oltre ad esserne capoluogo. A sud ovest si sviluppa la provincia di Carbonia Iglesias, che comprende i territori del Sulcis e dell'Iglesiente: Carbonia e Iglesias, i due capoluoghi, hanno storie molto diverse ma sono accomunati da un'unica vocazione storica, l'attività estrattiva. Nella provincia di Oristano, lungo la costa occidentale dell'Isola, si sviluppa la città di Oristano, circondata da grandi stagni e dalle rovine archeologiche di Tharros.

I Paesi della Sardegna

I paesi della Sardegna sono spesso piccoli gioielli incastonati in una natura incontaminata. Ciascuno conserva una specifica identità culturale, linguistica, gastronomica, dando così luogo ad una varietà di forme, colori, sapori che rendono un'esperienza irripetibile la visita a ciascuno di questi piccoli centri. I paesi sardi, cantati da poeti, dipinti da pittori e narrati da celebri romanzieri, sono tuttora luoghi da scoprire, mete perfette per chi voglia entrare nel cuore della civiltà sarda, o semplicemente visitare i siti archeologici che sorgono nei loro territori.

Sassari, veduta del Duomo San Nicola.
Muflone, Parco Nazionale isola dell'Asinara.
Porto di Cagliari di notte.
Mani di una donna sarda che intrecciano.
Nuoro, piatti in ceramica decorata.
Coltello di Nuoro.

Artigianato di Sardegna

L'arte popolare sarda interessa la produzione di tessuti, ceramiche, lavori ad intaglio e cestineria. Spiccano, fra i lavori di tessitura, arazzi, coperte e tappeti, la cui fattura è di antica tradizione anche nei disegni, colorati naturalmente con estratti di particolari piante o molluschi, che presentano un motivo centrale, contornato da raffigurazioni della vita pastorale e campestre. Grazie al sapiente intreccio di lentisco, mirto, canna, si preparano, oggi come un tempo, cestini multiuso, stuoie o panieri. Di particolare bellezza i prodotti dell'intaglio, dell'incisione e della decorazione del legno, del sughero e del corno per la produzione di oggetti da lavoro, quali coltelli, taglieri, o della radica per le pipe. Nell'arte dell'incisione del legno per l'ornamento dei mobili, i lavori ammirabili sono tanti, come le arche nuziali (cassapanche che contenevano il corredo da matrimonio), rese incantevoli dai precisi intagli floreali o geometrici. La Sardegna è poi ricca di metalli, come oro e argento, materie prime dalle quali gli artigiani sanno far nascere oggetti che ricalcano un'antica tradizione nelle forme degli amuleti, dei bottoni o degli splendidi coralli incastonati in oro, mentre dal bronzo nascono ancora figure dell'età nuragica. Altra attività è quella della lavorazione della ceramica: in centri come Assemini è vivissima la produzione di piatti ed altri utensili arricchiti da caratteristiche stilizzazioni floro-faunistiche. E' inoltre conosciuta e rinnomata la produzione di tappeti sardi di Samugheo.

Le Tradizioni Popolari, nelle loro multiformi manifestazioni, sono ancora oggi profondamente radicate nella cultura sarda. L'abito tradizionale esprime il carattere di una terra dalla storia millenaria e se, ormai, sono pochi i centri dell'isola in cui tuttora lo si indossa quotidianamente, durante le grandi sagre, come quella di Sant'Efisio a Cagliari o la Cavalcata di Sassari, può essere ammirato in tutte le sue varianti. Anche la produzione tessile tradizionale in Sardegna ha alle spalle una storia antichissima, che riporta indietro nei secoli sino all'età romana, epoca in cui è testimoniata l'esistenza di una notevole attività tessile. Ma è soprattutto nell'Ottocento che si diffonde una produzione a livello familiare.
L'artigianato sardo ha caratteristiche che lo rendono unico e inimitabile, grazie ai particolari motivi decorativi, quasi un alfabeto che è all’origine di un linguaggio simbolico. Le sue origini non sono legate solamente alle esigenze della vita quotidiana, ma anche ad un aspetto sacrale. Tessuti, abiti, intagli, intrecci, ceramiche, erano manufatti destinati, soprattutto al mercato interno. A partire dall'Unità d'Italia, entrano a far parte del processo di massificazione culturale, che rischia di comprometterne l'autenticità.
"Innovazione nella tradizione", il motto di
Eugenio Tavolara, creatore del marchio ISOLA, potrebbe esser assunto da quanti, oggi, intendano operare nel settore artigianale salvando le peculiarità della Sardegna senza rinunciare alle logiche di mercato.


Camera da letto in stile sardo
Gioiello d'argento lavorato a filigrana.
Maschera dei Boes e Merdules. Artigianato Sardo.
Sughera
Stagno di Platamona

Il Paesaggio della Sardegna

Il paesaggio della Sardegna presenta peculiarità molto varie e articolate, difficilmente riconducibili a unicità e omogeneità. L'unico elemento di omogeneità riscontrabile nel paesaggio sardo è infatti "la diversità".
Tale diversità si esprime nelle sue varie componenti: nella struttura geologica e nelle sue forme (abiotiche), nelle dinamiche e associazioni della flora e della fauna (biotiche), nelle dinamiche delle comunità umane (antropiche).
Il paesaggio sardo può essere considerato un vero mosaico geo-bio-antropologico.
Nell'isola sono identificabili ambienti montani e di pianura, forme erosive fluviali e marine, accumuli di sedimenti sabbiosi su estese formazioni dunali o in spiagge, forme relitte di climi glaciali, coste alte a falesie o con ingressioni marine a rias, morfologie carsiche anche ipogee, altopiani isolati a mesas (tacchi, tonneri, giare, gollei), relitti frammentati di paleo pianure, ambienti umidi (paludi, stagni, laghi, fiumi), forme a meandro testimoni di un antica traccia di fiumi planiziari. La diversità delle forme fisiche riscontrabili nel territorio sardo, insieme alle variazioni climatiche, ha condizionato fortemente l'insediamento della flora e della fauna, incrementando la complessità ambientale. Di conseguenza ha influenzato anche l'insediamento umano, che ha assunto un carattere estremamente frammentato. Lo stato di relativo isolamento delle comunità ha fatto sì che il costante conflitto tra risorse naturali ed esigenze umane di sopravvivenza favorisse forme insediative diverse. L'ambiente naturale ha stimolato le comunità a elaborare soluzioni creative le cui tracce sono percepibili ancora oggi nel paesaggio archeologico, per esempio nella struttura circolare in pietra dei "pinnetos" e dei "coiles", evoluzione della capanna nuragica e dello stesso nuraghe. Il paesaggio rurale caratterizzato dalla divisione in poderi, segnato dalla presenza di muretti a secco e siepi, dalla rete dei percorsi ("camminus" e "andalas") e dall'alternanza delle colture, nasce dall'applicazione di un sistema di regole le cui radici affondano nella Carta de Logu di epoca giudicale e che, evolutesi nel corso dei secoli, sono state generalmente osservate fino agli anni cinquanta del Novecento. Queste regole, che rappresentavano un vero e proprio codice di diritto agrario, tentavano di conciliare il rapporto conflittuale tra l'agricoltura dei cereali e la pastorizia nomade, basandosi soprattutto sull'alternanza tra seminativo ("vidazzone") e pascolo ("paberile").
L'organizzazione dello spazio insediativo, partendo dai villaggi (gli attuali centri storici), si ramificava nel territorio attraverso un sistema di percorsi strategicamente posizionati in prossimità delle sorgenti d'acqua. Il sistema assumeva forma più strutturata nel "pardu", una cinta di piccoli appezzamenti privati immediatamente a ridosso dell'abitato, che, connotata da una fitta rete di sentieri e di muretti a secco, assicurava l'accesso ai singoli poderi; e proseguiva poi nelle terre aperte ("su comunali") divise tra i seminativi, i pascoli e le foreste ("padentis") che garantivano ghiande e legname. La pratica dell'uso comune della risorsa ambientale è stata in parte smantellata da alcune leggi di epoca sabauda: la legge delle chiudende (1820) e l'abolizione degli ademprivi (1865). Ciò non è valso tuttavia a cancellare i segni impressi sul territorio da secoli di uso del suolo. Il rapporto organico tra il villaggio, la rete dei percorsi, il sistema della divisione in poderi, la diversità delle colture, l'ambiente pastorale e forestale rappresentano tuttora un unicum paesaggistico. A partire dalla seconda metà dell'Ottocento i caratteri del paesaggio sardo sono stati alterati da profonde trasformazioni dovute allo sfruttamento delle miniere e delle foreste e più recentemente alle bonifiche agrarie della prima metà del Novecento. Queste attività economiche hanno inciso anche sulla struttura sociale ed economica delle popolazioni. Dagli anni cinquanta l'avvento della meccanizzazione dell'agricoltura nelle pianure e nelle colline ha portato all'abbandono delle colture montane e al conseguente passaggio, nelle aree di montagna, da un sistema economico agropastorale ad uno basato sulla pastorizia. L'erosione del sistema di scambio tra agricoltura e pastorizia ha prodotto anche il fenomeno degli incendi boschivi, che ha trasformato una vasta parte del paesaggio. Negli anni sessanta la crisi economica e la richiesta di manodopera nell'industria del Nord Italia hanno contribuito a determinare l'abbandono delle campagne e lo spopolamento dei paesi con l'effetto di un mutamento della loro fisionomia. Le architetture tradizionali tipiche vengono sostituite da un'architettura in cemento, spesso non finita, mentre la compattezza dei vecchi centri urbani cede il posto a una confusa proliferazione dell'abitato nei terreni circostanti. L'industrializzazione e la creazione del relativo sistema di infrastrutturazione viaria, portuale ed energetica, nonché i connessi fenomeni di inquinamento ambientale, portano a nuove trasformazioni paesaggistiche. Si assiste alla frammentazione del paesaggio agrario e allo snaturamento di alcuni paesaggi tipici. Gli insediamenti industriali e i processi di urbanizzazione turistica delle aree costiere hanno segnato definitivamente un'inversione di tendenza nelle dinamiche insediative della Sardegna. Mentre in precedenza le comunità erano rivolte verso l'interno, le coste sono diventate polo d'attrazione per un mercato immobiliare sempre più aggressivo. In questi ultimi decenni il territorio regionale è stato interessato da notevoli trasformazioni sia di carattere prettamente fisico con incidenze dirette sulla morfologia dei luoghi, sia di ordine comunicativo-comportamentale con radicali mutamenti del modo di abitare e percepire gli ambiente insediativi. La conseguente "metamorfosi antropologica" che ha investito le comunità della Sardegna ha determinato la nascita di nuovi modelli di culturali e di sviluppo.

Nuraghe Arrubiu, Orroli (NU), feritoie in una torre del bastione
Cagliari, Basilica Nostra Signora di Bonaria.
la sardegna e i suoi prodotti tipici

Enogastronomia in Sardegna

Semplice, ma ricca di ingredienti naturali diversi fra loro e sapientemente mescolati, la cucina sarda soddisfa anche i palati più esigenti. Grazie alla ricchezza del territorio capace di offrire in ogni stagione prodotti dai gusti delicati e intensi, alla capacità di agricoltori e pastori di attendere pazientemente il momento giusto per cogliere i frutti di quanto seminato o allevato, al clima che lascia maturare l'uva nei filari, all'abilità degli chef sardi riconosciuta anche a livello mondiale, la tavola in Sardegna viene imbandita con cibi deliziosi, dalla pasta alle carni e ai pesci, accompagnati da pani di forme tutte diverse tanto da tradire l'area geografica di provenienza, da formaggi corposi, da vini colorati di una tradizione che si perde nella notte dei tempi.

Tutti i pasti si concludono con dolci indimenticabili, arricchiti dal gusto delle mandorle o del miele nelle disparate varietà, e con liquori che ricordano i profumi delle campagne, il mirto, l'alloro, il basilico e tutti gli altri aromi dell'Isola

Gli antipasti in Sardegna trovano nei salumi prodotti localmente, gustosi pezzi forti che accompagnano diverse pietanze insieme a carciofi, cardi e asparagi. Nella semplicità dei loro condimenti, la pasta e il riso sono i primi per eccellenza della cucina sarda. Di ottima qualità, vengono serviti nella loro essenziale genuinità. Arrosto, ma anche bollita o in umido, in Sardegna sono davvero tanti i modi per rendere succulenta una carne già di per sé appetitosa ed estremamente genuina. Gustosi prodotti della terra, i funghi ripropongono le abitudini alimentari dell'uomo preistorico che si alimentava anche con la vegetazione del sottobosco. Pensando ad un'isola, al mare che la circonda, la fantasia vola immediatamente ai suoi prodotti, conosciuti per freschezza e genuinità. I mandorli fioriscono in inverno e i dolci sardi devono molto ai frutti di questi alberi: le mandorle, dolci e amare, che sono la base di numerose prelibatezze.

Enogastronomia della Sardegna informazioni turistiche dal Portale Le Vie della Sardegna.

Home Page | Località Sarde | Piatti Tipici | Cultura Sarda | Territorio | Spazio Aziende | Musica Sarda | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu