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Meana Sardo :: Paese della Barbagia famoso per il Nuraghe Nolza, si trova ai margini del versante sud-ovest del massiccio del Gennargentu.

Località Sarde > Nuoro


Meana Sardo, nuraghe Nolza
Scorcio del centro storico, Meana Sardo

Meana Sardo
Meana Sardo appartiene alla regione storica della Barbagia di Belvì. Il suo territorio si sviluppa con una morfologia aspra prevalentemente collinare e montuosa, ai margini del versante sud-ovest del massiccio del Gennargentu. Di notevole interesse artistico il tempio cinquecentesco dedicato al Santo patrono, San Bartolomeo Apostolo, dove si intrecciano forme gotico-aragonesi e rinascimentali.

Abitanti: 2.043
Superficie: kmq 74,12
Provincia: Nuoro
Municipio: piazza IV Novembre - tel. 0784 64362
Cap: 08030
Guardia medica: via Magenta - tel. 0784 64015
Biblioteca: piazza San Salvatore - tel. 0784 64362
Ufficio postale: piazza IV Novembre - tel. 0784 64223

ASL Nuoro via Demurtas, 1 08100 Nuoro (NU) tel. 0784 240626
Farmacia Frongia Francesco Raimondo via Roma 08030 Meana Sardo (NU) tel. 0784 64178
Asl di Nuoro Ospedale San Francesco via Mannironi 08100 Nuoro tel. 0784 240237; fax 0784 240236
Ospedale Zonchello piazza Sardegna, 1 08100 Nuoro tel. 0784 240237; fax 0784 202136
Ospedale San Camillo corso IV Novembre 08038 Sorgono (NU) tel. 0784 623100; fax 0784 623321

Meana Sardo, preparazione de su pane pintau. Cortes Apertas, Autunno in Barbagia
Preparazione di su succu.

Descrizione prima immagine: Su pane pintau è un pane che presenta decorazioni realizzate a mano. Nel mondo tradizionale veniva preparato in occasione di feste tradizionali o momenti emergenti del ciclo della vita (battesimo, fidanzamento, matrimonio, ecc.).

Descrizione seconda immagine: Su succu è un piatto tipico della Sardegna centrale. Consta di fettuccine sottilissime di pasta essiccate (nella foto), che si fanno cuocere nel brodo di pecora con aggiunta di casu axedu.

Descrizione immagine sotto: Pane 'e sapa si tratta di una delle prime trasformazioni del pane in dolce, di origine rurale antichissima. Corrisponde ad un tradizionale ricco dolce, legato ad un rituale sardo in quanto in tempi antichi, le donne usavano prepararlo insieme in occasione della festività dei Santi e per Natale, dolce caratterizzato dal colore scuro del vino cotto, intensamente fragrante, composto da farina bianca, lievito e “sapa” (un liquido ottenuto dal vino di uva fatto raffinare in cottura) e uva passa e con l'aggiunta di frutta secca (di solito noci, pinoli, mandorle).

Pane 'e sapa, Meana Sardo, Cortes Apertas, Autunno in barbagia

Curiosità e informazioni Turistiche su Meana Sardo

Meana Sardo, importante centro agro-pastorale, è posto in una posizione panoramica sotto il Monte Sant'Elia; sorge fra alti colli ricchi di vigneti in un'area popolata sin dall'età nuragica. Il territorio è ricco di bellezze panoramiche e naturalistiche tra le quali si ricordano la Funtana Casida, il Bruncu Sant'Elia, il Rio Araxisi, il Nuraghe di Nolza e i boschi comunali di Ortuabis e Su Melone. L'area fu abitata sin dai tempi più antichi, sono infatti numerose le tracce d'insediamenti nuragici, romani e bizantini. In particolare tra i nuraghi spiccano il famoso Nuraghe Nolza e il Nuraghe Maria Incantada, mentre per quanto riguarda le testimonianze dell'epoca romana, sono degni di nota la fonte romana nella località di Polcilis e le tombe di S'enna sa pira e Laldà. Le prime notizie certe sul paese risalgono al XII secolo, Meana Sardo viene citato nel libro dei conti di S. Maria di Bonàrcado. Il centro è inoltre menzionato anche nel libro delle "Rationes Decimarum Italiae" del 1342. Nel periodo giudicale fece parte del giudicato di Arborea, successivamente passò sotto il controllo della signoria della Barbagia di Belvì. Il centro storico è particolarmente suggestivo: le abitazioni più antiche sono costruite in pietra scistosa, con decorazioni in stile aragonese; i dintorni sono ricchi di testimonianze relative alla tradizione pastorale del paese, in particolare vengono ancora utlizzati "is pinnazzus", antichi ricoveri in pietra dei pastori. Uno dei monumenti più caratteristici del paese è il Nuraghe Nolza che dal pianoro di "Su Planu" domina il territorio circostante. La costruzione è caratterizzata da una pianta quadrilobata, è infatti formata da quattro torri angolari unite da bastioni rettilinei e da una torre centrale, che conserva tuttora un'altezza di 13 metri. La struttura del nuraghe richiama quella del più famoso "Su Nuraxi" di Barumini. Da visitare la parrocchiale di San Bartolomeo risalente al XVI secolo, l'edificio fu edificato su un impianto più antico di cui si hanno notizie nelle Ratio Decimarum Sardiniae del 1321. Caratteristico è il portale con delle colonnine scolpite, una finestra in stile gotico-aragonese e i bassorilievi d'arte popolaresca nella torre campanaria in stile pisano. A pochi chilometri dal paese troviamo la chiesetta campestre di San Lussorio, profanata nel 1673 ed abbandonata; fu ricostruita nel 1858.


Appuntamenti a Meana Sardo
- Ogni anno nell'ultima domenica di giugno viene organizzata la famosa
Sagra del Formaggio, in occasione della quale è possibile degustare l'ottimo pecorino sardo e i diversi formaggi preparati secondo le più antiche tradizioni locali.
- Il 24 agosto si svolge la
Festa Patronale di San Bartolomeo.
- I primi di settembre si festeggia
San Salvatore; le giornate sono caratterizzate da esibizioni di gruppi in costume, poeti e cantanti.

Assegnatari nei Centri di Colonizzazione ETFAS, Meana Sardo 1956.
Meana Sardo, processione di San Salvatore.

Storia La presenza dell'uomo nel territorio di Meana Sardo risale al IV millennio a.C., ne sono testimonianza le statuine obese rinvenute a "Polu" (nei pressi di una cava) nella località al confine tra Atzara e Belvì. Molto diffusa è anche la presenza di comunità nuragiche, che hanno lasciato torri e strutture megalitiche in almeno una decina di siti diversi. Il nuraghe quadrilobato di Nolza è uno dei più importanti della Barbagia Mandrolisai. In epoca nuragica Nolza era "la piccola capitale di un vasto cantone nuragico". Vicino al paese sono presenti numerosi nuraghi ben conservati, come il nuraghe di Maria Incantada. Il paese conserva, in diverse parti del suo territorio, molteplici tracce di insediamenti di epoca romana e bizantina, come la fonte romana nella località di Polcilis, l'iscrizioni apotropaica "Funtana maore", "Genn'e omos", "Is contones", "S'enna 'e sa pira" e "Laldà" (tombe romane). Nel Medioevo appartenne al giudicato di Arborea, per poi venire incorporato nella signoria della Barbagia di Belvì. Citazioni e documenti sul Meana Sardo si trovano nel condaghe di Santa Maria di Bonàrcado nel secolo XII, e nel libro delle "Rationes Decimarum Italiae" del 1342. All'interno del centro abitato è interessante ammirare i resti della vecchia architettura del centro storico, dove appaiano sparsi, elementi decorativi di porte e finestre in stile gotico-aragonese, stemmi araldici, capitelli in trachite, mostre in rilievo di figure femminili, portali archivoltati, vecchie chiese. Particolarmente interessante è la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, edificata nel secolo XVI su un impianto più antico citato nelle Ratio Decimarum Sardiniae del 1321, mentre il campanile fu terminato nel 1673 e presenta nella muratura interessanti fregi riferibili al ciclo agrario e alla cultura contadina. A pochi chilometri dal paese si trova la chiesetta campestre di San Lussorio che, profanata nel 1673 ed abbandonata, fu ricostruita nel 1858. Un'importante testimonianza della società agro-pastorale è data dalla presenza de "Is dominarius"), vecchie case coloniche delle famiglie benestanti, "Is Accilis" che, in gran numero, esistono tutt'ora nel nostro territorio e "Is cerinas", gli ovili dei pastori ormai in disuso.

Tradizioni
Essendo un centro dalle antiche origini, Meana Sardo custodisce ancora le sue vecchie tradizioni, basterà visitare il paese nel mese di ottobre, per "Cortes Apertas", quando per l'occasione si aprono le "cortes" (i cortili), le "domos antigas" (le case antiche) e i "magasinus" (le cantine) con esposizione e vendita delle produzioni agroalimentari artigianali e artistiche locali.

Territorio
Meana Sardo appartiene alla regione storica della Barbagia di Belvì, il territorio si sviluppa con una morfologia aspra e prevalentemente collinare e montuosa, ai margini del versante sud-ovest del massiccio del Gennargentu. Le altitudini medie sono intorno ai 600 metri sul livello del mare, con la massima di 1083 metri a "Bruncu Sant'Elia" e la minima di 200 metri a "S'abba e su melone". I corsi d'acqua che lo attraversano sono numerosi: il principale è l'Araxisi che riversa le sue acque nel Tirso. Tra i corsi minori rio Gesaru, rio Bioria, rio Gunnarellia e rio Tonaresu, affluenti dell'Araxisi, e rio Situs, rio 'e Lardai, rio S'orroa 'e sa figu. Il terreno è particolarmente segnato dal pascolo e dalla presenza dei ricoveri in pietra dei pastori, "is pinnazzus", a conferma della grande tradizione di Meana come centro di allevamento. Roverella e sughera (Quercus Pubescens e Quercus Suber) sono le piante più presenti; altre specie rappresentative sono l'olivastro, il corbezzolo, la ginestra, il lillastro, il lentischio, il mirto, il cisto, la rosola, l'asparago e l'erica.

Meana Sardo, nuraghe Nolza, Cortes Apertas
Meana Sardo, nuraghe Nolza, Cortes Apertas

Meana Sardo il Nuraghe Nolza
Come arrivare Dalla SS 131 all'altezza dello svincolo per Uras-Laconi, si prende la direzione per Ales, si percorre la SS 442 attraversando Morgongiori, Ales, Escovedu e Senis. Si prosegue per Nureci, senza attraversare il paese, fino a Laconi. Si lascia il paese in direzione N e si imbocca la SS 128 che porta direttamente a Meana Sardo. Prima di arrivare al paese, a circa 1 km si svolta sulla s. su una strada asfaltata dissestata; si prosegue per poco più di 4 km, si svolta a s. per una carrabile a fondo naturale, si svolta ancora a s. al primo bivio ed a d. ai due successivi, per un totale di circa 3 km. La strada arriva fino a costeggiare il nuraghe, distante circa 100 m sulla sinistra. Il nuraghe è collocato sul Cuccuru Nolza, il rilievo più alto dell'altopiano scistoso di Su Pranu, nella Barbagia di Belvì, nel cuore montuoso della Sardegna.
Descrizione L'edificio è costituito da una torre centrale e da un bastione quadrilobato; intorno si estende il villaggio per una superficie di circa 2,5 ettari. L'altezza massima residua del mastio è di circa m 12-13. Il monumento rivela diverse fasi strutturali: il mastio, due delle quattro torri perimetrali (E, F) e le cortine murarie E e N, sono costruite con blocchi di scisto disposti in assetto sub-filarico; le altre due torri C e D e le relative cortine S e O sono costruite con blocchi di porfido disposti in tecnica poligonale. A ridosso delle cortine murarie sono stati rinvenuti numerosi mensoloni e altri in trachite perfettamente lavorati appartenenti alle parti alte del monumento. Di particolare interesse lo scavo di una delle strutture ubicate sulla sommità del quadrilobato, tra il mastio e la cortina N: il cosiddetto ambiente I. Privo della originaria copertura a "tholos", pavimentato con un vespaio di lastre e argilla battuta concotta, esso presenta un bancone ed un focolare costruito con pietre di trachite. Ha restituito un'interessante sequenza stratigrafica utile a definire le fasi cronologiche del monumento. Allo stato attuale delle ricerche si può ritenere che il primitivo insediamento, probabilmente costituito da un villaggio di capanne, risalga al XVI-XV sec. a.C. Nel XIV-XIII sec. a.C. furono edificati in scisto il mastio e il quadrilobato con ingresso nella cortina E. Nel XII sec. a.C., le torri e le cortine del settore S ed O furono ricostruite con blocchi di porfido, mentre venne aperto un nuovo ingresso nella cortina O e il mastio fu interessato da un vistoso restauro. Il nuovo ingresso immetteva in un vano che permetteva sia di entrare nella torre S-O, sia di salire - tramite una scala - in un cortiletto sopraelevato. Questo era pavimentato con un lastricato di pietre di scisto, sfoglie di sughero e uno spesso battuto di argilla concotta; sul cortiletto si apriva l'ingresso al primo piano della torre centrale, perfettamente conservato eccetto che negli ultimi blocchi che chiudevano la "tholos". Il piano inferiore era forse raggiungibile dalla torre N-O, attualmente ingombra di crolli. Sempre dal cortile, tramite una stretta scala, era anche possibile scendere nella torre S-E.
Storia degli scavi Descritto con abbondanza di dettagli dall'Angius nel 1842, il monumento è stato interessato da sette campagne di scavo, susseguitesi quasi senza interruzione, a partire dal 1994. Gli scavi del 1998 sono stati diretti da Mauro Perra.

pianta e sezioni del Nuraghe Nolza, Meana Sardo (NU)

Meana Sardo Area del Nolza
Il nuraghe è collocato sul Cuccuru Nolza, il rilievo più alto dell'altopiano scistoso di Su Pranu, nella Barbagia di Belvì, nel cuore montuoso della Sardegna. L'edificio è costituito da una torre centrale e da un bastione quadrilobato; intorno si estende il villaggio per una superficie di circa 2,5 ettari.

Informazioni
Esiste un servizio di visite guidate
Telefono: 0784 643620 - 0784 64183; 333 7723003
Gestione: Ortuabis coop, via Giudice Marras 27, Meana Sardo
Orario: estivo tutti i giorni 10,00-13,00 e 16,30/18,00; dal martedì alla domenica visita guidata fino alle 18,00;
invernale 10,00-13,00 e 14,00-17,45, lunedì senza guida
Biglietto: € 2,00 (intero), € 1,00 (ridotto per gruppi minimo 20 persone, bambini sotto i 12 anni)
E-mail: m.sardo@tiscali.it; ortuabis@tiscali.it

Euprotto sardo Meana Sarda

Giovane Euprotto, branchie rosse in primo piano
L'Euprotto sardo, endemismo isolano (Euproctus platycephalus, Famiglia: Salamandridae) è una specie solitaria che vive nei corsi d’acqua permanenti, limpidi, con fondo roccioso, sabbioso o misto, per lo più privi di vegetazione e con deboli correnti. Durante l’inverno va in letargo e nella stagione più calda va incontro ad una sorta di latenza estiva. In primavera ed in autunno si può trovare sotto i sassi e i detriti dei torrenti o lungo le sponde. Sia le larve che gli adulti sono predatori e si cibano in prevalenza della fauna macrobentonica, ma anche di grossi insetti. La specie viene a sua volta predata da bisce d’acqua e trote fario. Nomi nella lingua sarda: cane ‘e s’abba, trota canina, tarpa. L'Ente Foreste della Sardegna ha messo in campo a partire dal 2010 una serie di azioni per lo studio, la tutela e la sensibilizzazione su questa specie rara a livello regionale, nazionale, europeo e mondiale. Localmente comune in alcune zone della Sardegna.
Descrizione immagine sopra: Presso il Rio Lardai, un piccolo esemplare di Euprotto sardo che cammina parzialmente mimetizzato tra le foglie di cadute sul fondale. Interessante per la spiccata visibilità delle branchie rosse, tipiche della fase giovanile.

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Meana Sardo, centro storico
Vite e grappoli d'uva bianca, Meana Sardo, Cortes apertas.
Vite e grappoli d'uva, Meana Sardo, Cortes apertas.
Cortes apertas a Meana Sardo, Autunno in Barbagia a Meana Sardo.
Cartina Cortes apertas a Meana Sardo,  Autunno in Barbagia a Meana Sardo.

Domos Antigas
7/8/9 Ottobre 2016
CORTES APERTAS A MEANA SARDO 2016

Di notevole suggestione le vie del centro storico di Meana Sardo rivelano scorci di antiche strade. Le tipiche abitazioni sono costruite in pietra scistosa e abbellite da portali ad arco in stile campidanese o dalle bellissime cornici del XVII-XVIII secolo in trachite e arenaria, di stile gotico-catalano, opera di artigiani locali chiamati picapedreris. Lungo la strada principale si incontra la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Risalgono al XIV le prime testimonianze della sua esistenza di cui però non è rimasta traccia. L’impianto attuale risale, infatti, al XVI secolo. Sullo sfondo semplice e severo della facciata spicca il notevole portale sormontato da una particolare finestra quadrata in cui si ripetono gli stessi elementi in stile gotico. Il campanile a destra della facciata, concluso nel 1673, conserva bellissimi fregi ricavati sulla balaustra in trachite. Passeggiando sulle alture intorno al paese ci si può imbattere negli antichi ricoveri dei pastori, is pinnazzus, formati da una base circolare in pietra e un tetto di frasche sorretto da un telaio in legno di forma conica.



Da visitare

Casa Mattana Dessì - antica struttura con arredo tipico di famiglia contadina.
Casa Manca - antica struttura dedicata all’arte della tessitura.
Casa del Pastore - antica struttura dedicata alle attività del pastore.
Visita guidata al sito archeologico Nolza - La visita guidata è assicurata da un servizio di bus navetta con partenza dall’area prospicente la chiesa Parrocchiale.
Visita e dimostrazione della “preparazione della calce” presso i Forni siti all’interno della Foresta Ortuabis. La visita guidata è assicurata da un servizio di bus navetta con partenza dall’area prospicente la chiesa Parrocchiale.
Visita alla torre campanaria ed alla chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo.
Scorci di Vita quotidiana e mostra del costume meanese.
Mostra fotografica - significativa rassegna di fotografie d’epoca ritraenti persone della nostra comunità e scorci del nostro paese.
Arte del pane, dimostrazione de “Su Pani Pintau”.


Dove dormire a Meana Sardo
Hotel ristorante pizzeria “Mediana Sarda” tel. 0784 64241
Bed and breakfast “ Su Sonetto” tel. 0784 64571, cell. 347 5265316
Agriturismo “Le Vigne “ Tel. - 078464320


Dove mangiare a Meana Sardo
Hotel ristorante pizzeria “Mediana Sarda” tel. 0784 64241
Ristorante pizzeria “Albachiara” loc. Lasarà tel. 0784 648008, cell. 335 7458034
Trattoria Antichi Sapori tel. 0784 64711
Central Pub” Pizzeria Tel. - 3493194567 - 3459317541
“Starlight” Tel. - 3285691545

Vari punti ristoro allestiti nelle vie del paese.

Info
Associazione Turistica PROLOCO MEANA SARDO C.so Giovanni Mura Agus sn
cell. 338 9884388. - mail: proloco.meanasardo@tiscali.it


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale leviedellasardegna.eu

Meana Sardo Autunno in Barbagia Cortes Apertas dove dormire e dove mangiare.
Meana Sardo Costume tradizionale Cortes Apertas 2013
Meana Sardo Costume tradizionale Cortes Apertas 2013, i pani della festa.

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