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Nurallao :: centro del Sarcidano passato di recente dalla provincia di Nuoro a quella di Cagliari. L'economia del paese è basata principalmente sulla pastorizia, sull'agricoltura e sull'artigianato. Numerose le testimonianze archeologiche presenti, tra cui la tomba megalitica di Aioddda. Da visitare la "Funtana Is Arinus".

Località Sarde > Cagliari


Nurallao foto storica

Nurallao
Nurallao è un centro del Sarcidano passato di recente dalla provincia di Nuoro a quella di Cagliari. L'economia del paese è basata principalmente sulla pastorizia, sull'agricoltura e sull'artigianato. Numerose le testimonianze archeologiche presenti, tra cui la tomba megalitica di Aioddda. Da visitare la "Funtana Is Arinus".


Abitanti: 1.344 (maggio 2012)
Superficie: kmq 34,65
Provincia: Cagliari
Municipio: piazza G. Matteotti - tel. 0782 815004 - 815278
Guardia medica: (Isili) – Ospedale San Giuseppe – Tel 0782 820356
Biblioteca: via San Sebastiano, 14 - tel. 0782 815300
Ufficio postale: via Aldo Moro, 22 - tel. 0782 815388

Stemma di Nurallao Provincia di Cagliari Sardegna
Nurallao panoramica

Testi di Giovanni Manconi

Il territorio Piccolo centro del Sarcidano, Nurallao si presenta in una posizione arroccata particolarmente suggestiva per chi proviene dai territori pianeggianti del Campidano sui quali ha una posizione dominante. Completano il paesaggio i monti Crucuriga e Taccu che lo avvolgono, il parco Funtana ’e susu con le vecchie fornaci e Su ponti ’e funtana con la linea ferroviaria e la stazione. Il territorio comunale si estende su 34,76 kmq. Confina con quelli di Nuragus, Laconi a nord e Isili a sud. Ha prevalente andamento collinare-montano con ampie zone boschive di lecci e macchia mediterranea; sono presenti anche zone più pianeggianti e poco alberate con un’ottima propensione alla produzione orto-frutticola. Nell’agro sono numerose le sorgenti che garantiscono un’invidiabile autonomia dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico contribuendo anche a quello di altri paesi della zona e del Medio e Basso Campidano, oltre ad alimentare con il fiume di Brabaxiana la vicina diga di Is Barrocus di Isili. Sono presenti anche altri corsi d’acqua che hanno minore importanza. Il paese è attraversato da due delle arterie principali della regione, la SS 197 che conduce a Nuragus e la SS 128 che la interseca e collega il paese con i centri vicini più importanti Laconi e Isili.
Le origini Il territorio è ricco di testimonianze archeologiche che vanno dalla preistoria all’alto Medioevo. A tempi non meglio precisati dell’Età del rame apparterrebbero le numerose statue-menhir rinvenute nella tomba megalitica di Aiodda, scoperta nel 1979, costruita con una particolare tipologia “navetiforme” (cioé che ricorda quella navetas baleariche) a sezione trasversale ogivale, databile ad un contesto più antico, presumibilmente all’Età del bronzo. In totale sono noti nove nuraghi, due Tombe di giganti, un probabile tempio a pozzo, detto “pozzo sacro”, in località Nieddìu, ed un insediamento termale romano in località Cannedu. Il ritrovamento della testimonianza archeologica più recente è avvenuto nel marzo del 2000 in località Aravoras, vicino al centro abitato, dove sono state scoperte tre sepolture di età romana. Chiamata Nuradha dagli abitanti e dai vicini paesi, pronunciando la -dh- -in- -dd-, ovvero Nuradda, diventata poi Nurallao con la modifica in -ll- da parte dei latini. Tale nome parrebbe derivare da nur, stessa radice protosarda di nuraghe, presente anche in tantissimi altri paesi della Sardegna. Tuttavia il nome Nuradha potrebbe derivare da Nurajodda o Nurajodha con un riferimento alle omonime Tombe di giganti presenti nel territorio comunale.


Nurallao chiesa parrocchiale

Il centro abitato Il centro abitato conserva poco delle vecchie abitazioni tradizionali. Lungo la via principale (via Aldo Moro) si può ammirare un bellissimo esemplare di casa padronale risalente al 1901, con finiture ed ornamenti di altissimo pregio, mentre per quanto riguarda le abitazioni rurali dei contadini, si distingue quella conosciuta come la casa di Zia Virgilia, che conserva ancora la sua tipologia costruttiva originaria. Per il resto nel centro storico sono presenti numerose abitazioni che nella maggior parte dei casi hanno subìto degli ammodernamenti tali da stravolgerne le caratteristiche originarie. Di recente si è avuta la riqualificazione delle strade e delle facciate dei vecchi edifici grazie a contributi erogati dalla Regione che hanno consentito di dare una veste più decorosa alla parte più vecchia del paese che versava da anni in condizioni di abbandono specie per l’onerosità degli interventi che scoraggiavano l’iniziativa dei privati e facevano preferire le iniziative nelle nuove zone d’espansione con la costruzione di abitazioni moderne, funzionali e spazi pubblici per verde e servizi. Da segnalare in particolare la piazza Franceschino Orrù, (intestata a un consigliere regionale nativo di Nurallao), dove è buona abitudine ritrovarsi specie nel periodo estivo per feste e sagre. La chiesa parrocchiale risale al Cinquecento ma dell’epoca conserva pochi elementi oltre alla tipologia stessa, impoverita in diverse epoche a causa di crolli, demolizioni, ristrutturazioni che hanno cancellato la bellezza di particolari architettonici quali balaustre, pulpito ed altro ancora, raccontate e descritte con orgoglio e una certa amarezza da parte di chi ha fatto in tempo ad ammirarle. Oltre alla chiesa parrocchiale, è stato edificato con la collaborazione attiva dell’intero paese anche un altro santuario, in località Gurei lungo la SS 128 in direzione Isili, dedicato alla Madonna della Strada alla quale i nurallaesi ed anche gli abitanti dei paesi limitrofi sono particolarmente devoti. Il comune ha una buona dotazione di edifici pubblici tra i quali quelli scolastici, gli impianti sportivi, i centri di aggregazione ed educativi oltre al Municipio, l’ambulatorio e la sede della Pro Loco. È inoltre dotato di una moderna struttura di ristorazione in località Funtana is Arinus affidata stagionalmente in gestione ed ormai meta abituale di turisti da tutta l’isola per la sua posizione particolarmente felice in una bellissima oasi naturalistica. Da qualche anno sono anche operativi alcuni agriturismo che completano l’offerta ricettiva del paese e sono più che sufficienti a soddisfare la domanda turistica. L’economia del paese è stata legata per anni a quella delle cave d’argilla ed a quella della calce. Sono ancora numerosi i forni per la cottura della calce, abilmente costruiti in tutto il territorio comunale che rappresentano tuttora belle testimonianze di un tempo lontano in cui questo materiale si esportava in tutta la Sardegna, a testimonianza per quei tempi di uno spiccato senso imprenditoriale. Altrettanto si può dire per la lavorazione della terracotta, tanto che il paese era conosciuto dappertutto come sa idda de is marigas e de is frascus (il paese delle brocche e dei fiaschi in terracotta). Ottima, anche se per breve tempo, la produzione dei mattoni e delle tegole in laterizio, delle quali rimane la testimonianza in qualche vecchia abitazione del paese e della zona; la loro fabbrica in località Funtana ’e Susu, già menzionata, recentemente ristrutturata, è uno splendido esempio d’archeologia industriale. Attualmente, invece, la crisi generale e l’avanzare della concorrenza di paesi con produzioni a basso costo hanno finito per colpire le attività estrattive con pesanti riflessi negativi sull’economia locale. Oltretutto il territorio è segnato da anni di attività che ne hanno stravolto il paesaggio, il sogno e l’auspicio dei nurallaesi sarebbe il ripristino dei luoghi o un loro rilancio produttivo. Oggi l’economia è legata prevalentemente all’agricoltura, all’orticoltura e all’allevamento. In particolare, grazie alle numerose falde acquifere, si pratica a buoni livelli la coltura di ortaggi, frutta e cereali nella piana a sud del paese con impianti in campo aperto ed in serra, in buona parte di tipo biologico e di qualità.

Nurallao vecchia Il Corso

La società Gli abitanti del paese svolgono attività e occupano impieghi consueti con particolare presenza di arruolati nei vari corpi militari o militarizzati, mentre sono oramai scomparsi tutti i vecchi mestieri tradizionali. Non sono presenti particolari stili di vita distinguibili dalla normalità, mentre può senz’altro affermarsi che nel paese è di casa l’ospitalità; il carattere allegro degli abitanti rende solitamente immediato l’ambientarsi da parte di ospiti, visitatori o persone che decidono di abitarci. La limba parlata può definirsi una variante del campidanese. A livello socio-culturale negli ultimi anni sta operando la Pro Loco, con un’azione volta all’organizzazione di feste ed iniziative di vario genere. È particolarmente attivo anche il gruppo folk “San Pietro”, formato nel giugno del 2002 contestualmente alla presentazione del costume, ricostruito a seguito di studi sui pochi elementi e le scarse testimonianze rimasti.
Personaggi illustri Tra i personaggi famosi che sono nati a Nurallao spicca un sacerdote salesiano, don Francesco Atzeni (1851-1932), che ebbe la fortuna di ricevere la veste sacerdotale da san Giovanni Bosco nel 1880; mandato dallo stesso insieme con altri confratelli a Utrera (Siviglia) per fondare la prima casa salesiana della Spagna, con la sua missione lasciò un segno indelebile, tanto che alla sua morte i parroci spagnoli offrirono un posto nel loro mausoleo per accogliere la venerata salma, tuttora seppellita a Utrera. Tra le feste più sentite quella del patrono San Pietro il 29 giugno, quella di Sant’Antonio Abate il 16-17 gennaio con il tradizionale falò, quella di Sant’Isidoro la terza domenica di maggio (abbinata alla Sagra della pecora), la festa della Madonna della Strada l’11-12 agosto e quella di Santa Lucia la seconda domenica di settembre.

Testi di Giovanni Manconi


Nurallao Tomba di giganti di Aiodda

Nurallao Tomba di giganti di Aiodda
Come arrivare Si percorre la SS 197 Nuragus- Nurallao in direzione di quest'ultimo centro, alla periferia del quale sulla destra si imbocca una carrareccia che risale un pendio fino alla tomba megalitica. Il monumento è situato nell'altopiano di Planu Is Ciaexius, nel Sarcidano, regione della Sardegna centro-meridionale.
Descrizione La tomba megalitica di Aiodda, che ricalca il classico impianto delle tombe di giganti, venne scoperta nel corso di lavori agricoli. L'ingresso, volto ad E, è preceduto dalla grande esedra semicircolare a lastre ortostatiche di calcare, di circa 6 m di ampiezza. Al centro dell'esedra sono i resti della stele centinata spezzata trasversalmente, alla cui base si apre un portello rettangolare con larghi rincassi laterali.
Il portello introduce nella cella funeraria lunga circa 10 m e preceduta da uno stretto corridoio di ingresso marginato da lastre ortostatiche. Le pareti della cella sono realizzate a filari di pietre in aggetto, la copertura originaria era a sezione ogivale. La pianta ricorda le "navetas" delle Baleari. Durante lo scavo si rinvennero diverse statue-menhir del Calcolitico, con i tipici motivi simbolici scolpiti in rilievo: esseri umani capovolti, in schema "ancoriforme" o "a candelabro", provvisti o meno di pugnale. Una delle statue-menhir, particolarmente ben conservata, costituisce uno degli ortostatati del breve andito di ingresso della tomba.
La sepoltura è databile al Bronzo Medio-Bronzo Recente.
Storia degli scavi Fu scavata nel 1974 da Enrico Atzeni.
Bibliografia M. Sanges, "La tomba megalitica di Aiodda-Nurallao (Nuoro)", in Settimana dei beni culturali, 1975-1985: 10 anni di attività nel territorio della Provincia di Nuoro, Nuoro, Ministero per i beni culturali e ambientali, Sopraintendenza archeologica per le Province di Sassari e Nuoro, Ufficio operativo di Nuoro, 1996, pp. 36-38; G. Lilliu, La civiltà dei sardi dal paleolitico all'età dei nuraghi, Torino, Nuova ERI, 1988.

Tomba di giganti di Ajodda

GENTE ALLEGRA AMANTE DEL BALLO
Il suo territorio è assai esteso, e in parte non piano. Mancano le sorgenti, ma scorrono alcuni rivi e il fiume del Sarcidano o Botrani, che nel tempo piovoso gonfiasi e talvolta rapisce quelli che tentano i guadi. La mineralogia di questo paese non è bene esplorata. I paesani usano di certa argilla assai abbondante in queste regioni per la fabbricazione di vasi, che vendono ne’ dipartimenti d’intorno. Alcuni salti del Nurallese sono ingombri da piante ghiandifere, quercie, soveri e lecci, alle quali sono frammischiati altri grandi vegetabili di specie diversa. Il selvaggiume non è scarso, e i cacciatori operano con fortuna facendo preda di cinghiali, di daini, di pernici e d’altre specie. Popolazione. Sono in Nuralla circa 900 anime, distribuite in famiglie 235. Questi paesani sono gente pacifica e laboriosa, di umor allegro, e amanti delle ricreazioni e del ballo. Pur tra i nurallesi l’agricoltura è la principal professione, quindi la figulina, poi la pastorizia, dopo questa i mestieri per i bisogni del comune, l’arti de’ muratori, fabbri ferrai, falegnami, ecc. Nella figulina non lavorano meno di 60 individui e fanno varie opere sebbene grossolane. Siffatte manifatture sono poi mandate nelle fiere su carri o ne’ canestri sul basto de’ cavalli, e si portano da uno in altro paese per fornire alle famiglie che ne han d’uopo.

Vittorio Angius

Nurallao stazione delle ferrovie complementari
Nurallao antica fornace delle tegole

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