Menu principale:

Le Vie della Sardegna :: partendo da Sassari Turismo, Sagre Paesane, Cultura e Cucina Tipica Sarda. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali. B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze. Tutto per le tue Vacanze in Sardegna. Informazioni turistiche e curiosità sui comuni della Sardegna e le attrattive turistiche offerte nei vari territori isolani.


Vai ai contenuti

Riserve Naturali in Sardegna :: Il modo migliore per capire e apprezzare fino in fondo gli angoli più segreti dell’Isola e le sue riserve naturali, che siano in mezzo alle montagne o lungo le spiagge più inaccessibili, è indossare un paio di scarpe da trekking e mettersi in marcia.

Territorio > Informazioni Turistiche sul Territorio della Sardegna


Capo d'Orso con Palau sullo sfondo


Riserve naturali in Sardegna

Le riserve naturali e le aree di rilevante interesse naturalistico sono state istituite con la legge 31 giugno 1989 unitamente ai parchi naturali. Sono distribuite nelle quattro province del tempo e rappresentano una ricchezza inestimabile dal punto di vista ambientale perchè conservano e proteggono aspetti caratteristici della Sardegna, che altrimenti sarebbero stati esposti a ulteriore degrado o a rischi di estinzione per endemismi vegetali e particolari esemplari di fauna. In particolare le riserve e le aree di particolare interesse le trovate elencate sotto.

Il modo migliore per capire e apprezzare fino in fondo gli angoli più segreti dell’Isola e le sue riserve naturali, che siano in mezzo alle montagne o lungo le spiagge più inaccessibili, è indossare un paio di scarpe da trekking e mettersi in marcia. Senza fretta, facendo lunghe pause per imprimere nella mente scorci selvaggi, panorami unici. Da qualche tempo alcuni comuni (Baunei e Villacidro, per esempio) hanno deciso di puntare su questa forma di turismo, investire in sentieri attrezzati, guide dettagliate che consentono di raggiungere destinazioni lontane dai percorsi più battuti. C’è ancora tanto da fare, ma la volontà sembra finalmente esserci. Chi non ama la settimana standardizzata e organizzata fino all’ultimo minuto dei villaggi turistici ma pensa che la vacanza sia anche avventura, può scegliere di mangiare un maialino arrostito dal pastore a casa sua, nel suo ovile. A organizzare tutto ci pensano cooperative giovanili locali, che possono offrire anche guide escursionistiche o pacchetti tutto compreso. Oppure, si può salire su un fuoristrada e affrontare percorsi in mezzo al Supramonte per raggiungere più agevolmente e con poca fatica la destinazione. Anche in questo caso, a mettere a disposizione il veicolo ci pensano le cooperative, con le quali si concorda il prezzo in anticipo che può comprendere anche il pranzo tipico. Infine, si può scegliere di montare in sella a un cavallo e percorrere, per esempio, le codule del golfo di Orosei. Il punto di partenza, in questo caso, è l’altopiano del Golgo, che sorge sopra l’abitato di Baunei.


Bolotana tappeto rosso di foglie di castagno.

1. Arcipelago di La Maddalena. La riserva naturale è costituita dal tratto di costa della Gallura che va da capo Falcone a capo d’Orso e dalle isole di La Maddalena, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Razzoli, Santa Maria e Caprera, per una superficie di 4973 ha. E' importante per le bellezze naturali, distribuite lungo 70 km di coste in gran parte disabitate, e disseminate di spiagge come la ‘‘spiaggia rosa’’ dell’isola di Budelli e altre di indescrivibile bellezza.

2. Badde Salighes. Foresta in territorio di Bolotana, dichiarata Area di rilevante interesse naturalistico. Importante per la vegetazione fittissima costituita da sughere, lecci, agrifogli e roverelle; la fauna comprende astori, sparvieri, gatti selvatici e cinghiali. Il territorio comprende anche un parco impiantato nell’Ottocento dai Piercy, un tempo molto curato ma attualmente decaduto.

3. Barbusi. Riserva naturale di 32 ha in territorio di Carbonia, costituita da due valli che per la loro esposizione a nord consentono lo sviluppo di una macchia che permette, unico sito in Italia, la crescita del Buxus balearicus.

4. Badde Moras. Area di rilevante interesse naturalistico situata nei territori di Capoterra e di Sarroch per la natura geologica del suo suolo con erosioni colonnari e tafoni e l’impressionante canale di Badde Moras presso Santa Barbara.

5. Foresta di Burgos. Foresta del Goceano di particolare maestà e bellezza, ricca di grandi esemplari di leccio e di roverella con un rigoglioso sottobosco. Anche la fauna è particolarmente interessante e comprende rapaci, gatti selvatici, ghiri, cinghiali e molte altre specie. Area di rilevante interesse naturalistico.

6. Stagni di Bidderosa, di Berchida e di Sa Curcurica. Area costiera di 562 ha nei comuni di Siniscola e Orosei, comprende i tre stagni, le dune e i colli granitici dell’entroterra. La vegetazione è ricca di salicornia, salsola, lembi di sughereta ed esemplari di palma nana. Notevole l’avifauna col raro falco pescatore.

Stagno di Bidderosa
Lo stagno di Sa Curcurica nella foresta costiera di Bidderosa.
Isola della Foradada Capo Caccia Alghero.

7. Capo Caccia. La riserva comprende l’insenatura tra Porto Conte e punta Giglio e comprende il promontorio omonimo. E' situata in territorio di Alghero e ha una superficie di 2515 ha. Il complesso è caratterizzato da falesie e da splendide grotte quali la Grotta di Nettuno, la Grotta dei Ricami e la Grotta Verde; dall’Isola Piana e dall’isola Foradada, caratterizzata da una cavità ad arco che la divide in due. La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea, con la palma nana, ed è sede del falcone pellegrino, del gabbiano reale, della pernice e di altre specie.

8. Capo Figari e isola di Figarolo.
La riserva si estende per 458 ha lungo le coste settentrionali della Gallura. Il territorio è caratterizzato da falesie alte fino a 300 m sul livello del mare, che permettono di godere splendidi panorami su una vasta area incontaminata. La vegetazione comprende foreste di sclerofille con ginepri, olivastri, lentischielecciedendemismi rarissimi. Altrettanto interessante è la fauna: vi sono presenti la foca monaca, il muflone, l’aquila del Bonelli, il cormorano dal ciuffo e altre specie.

9. Capo Cacciaiu.
E' un promontorio sulla costa occidentale in comune di Bosa; ha una superficie di 298 ha ed è considerato uno dei siti più suggestivi della costa. Si staglia sul mare in un susseguirsi di dirupi erosi dal vento, di calette e di spiagge racchiuse da rocce altissime, coperto da una rigogliosa macchia mediterranea e boschi di leccio; nella riserva sono presenti il grifone, il falco pellegrino, il falco
della regina, il corvo imperiale emolte altre specie.

10. Capo Pecora. La riserva si stende per 1659 ha in territorio dei comuni di Arbus e Fluminimaggiore. Si tratta di un promontorio con una formazione di grandi dune, frammiste a una profonda macchia mediterranea, che si presentano modellate dalla continua azione del vento.La fauna comprende il cervo sardo, il gatto selvatico e altre specie; nelle parti rocciose del litorale nidificava anche la testugginemarina.

11. Cugnana. Area di rilevante interesse naturalistico a nord di Olbia e di Golfo Aranci; è costituita da un fiordo profondissimo e roccioso scavato nel granito, la cui parte più interna, protetta da due penisolette, è occupata da una peschiera.

12. Sant’Elia. E' un promontorio calcareo che si proietta nel cagliaritano golfo degli Angeli. E' importante per la sua rarissima flora e per la sua vegetazione, tipica dei territori rupestri. Nel sito sorgeva anche il santuario di Astarte Ericina.

Golfo Aranci Capo Figari Gallura.

13. Spartivento e stagni di Chia. E' un promontorio granitico ricoperto da fitta macchia mediterranea; rappresenta il confine occidentale del golfo di Cagliari e si protende in un alternarsi di dirupi e di dune sabbiose, spiagge e insenature su una superficie di 401 ha. E' importante per i piccolissimi stagni di Chia, ricchi di una vegetazione palustre e per la fauna che comprende aironi, gheppi e altre rare specie.

14. Capo Testa. Promontorio a ovest di Santa Teresa Gallura, costituisce una riserva di 220 ha. E' importante per le sue rocce di granito dalle fogge più strane e più varie, che sono considerate le più belle della Sardegna. Nella parte settentrionale della riserva si trova la famosa Valle della Luna dalla natura bellissimae selvaggia.

15. Costa di Nebida.E' una fascia litoranea in territorio di Iglesias che si stende per 116 ha; è caratterizzata da un insieme di cale, di falesie e di costoni che strapiombano sul mare in un magnifico scenario. E' l’unico luogo in Italia dove ancora cresce spontaneamente il pino inserito in una macchia rigogliosa di ginepri, filliree e querce spinose.

16. Foci del Coghinas. L’area si stende per 275 ha nei territori di Badesi e di Valledoria. E' caratterizzata da una costa sabbiosa con dune consolidate da una importante vegetazione ed è sede di gabbiani, gallinelle d’acqua, folaghe e altre specie.

17. Foresta di Ispulgi de Nie. Area di rilevante interesse.

18. Grotta di Santa Barbara. Rilevante interesse (Gonnesa). Alla grotta di Santa Barbara si può accedere solo dalla miniera di San Giovanni e forse proprio per questo motivo si è mantenuta intatta, è una antichissima cavità bagnata da un piccolo lago e modellata da splendide concrezioni formatesi in una storia di circa 500 milioni di anni, con colonne di stalattiti, stalagmiti e arabeschi di aragonite. Questa grotta non ha sbocchi esterni e vi si accede attraverso una galleria mineraria a bordo di un trenino elettrico. La grotta è costituita da una grande salone alto oltre 25 metri e costellato di alte colonne di stalattiti e splendide stalagmiti. Caratteristica della grotta sono proprio le concrezioni calcaree a nido d'ape disposte lungo le pareti e le volte. Nella parte inferiore un piccolo lago silente fa risplendere di riflessi d'acqua le pareti intorno.

Grotta di Santa Barbara
Isola Rossa spiaggia di Marinedda

19. Grotta di San Giovanni. (Domusnovas). La grotta di San Giovanni deve il proprio nome alla presenza di una cavità usata nel periodo antico come cappella rupestre dedicata al Santo. Interamente illuminata, si trova nei pressi di Domusnovas e si è formata in seguito al cedimento di un'enorme massa calcarea; essa deve la sua singolarità alla presenza, all'interno della sua tortuosa e sinuosa galleria, di una strada interamente carrozzabile che si sviluppa per tutta la sua lunghezza, rendendola unica in Italia e rarissima anche nel mondo: risulta, infatti, accertata l'esistenza di altri tre soli casi. Di interesse storico sono i resti di alcune mura ciclopiche, testimonianza di una probabile antica fortezza, accanto ai due ingressi, a nord e a sud. Nel periodo invernale, l'entrata nord della grotta ingloba un torrente superficiale che si snoda parallelamente alla strada e arriva vicino all'ingresso sud, rendendola talvolta inagibile. Per raggiungere la grotta è necessario seguire le indicazioni da Domusnovas, da cui dista circa 3 km.

20. Is Aruttas. Rilevante interesse ( Cabras). La particolare spiaggia di Is Arutas, che si estende per varie centinaia di metri, deve la sua peculiarità alla sabbia, composta da piccoli granelli di quarzo tondeggianti, con sfumature di colori che si alternano tra il rosa, il verde chiaro e il bianco. Come le altre spiagge del Sinis-Montiferru, è uno dei luoghi più frequentati dagli appassionati di surf, che solcano con la tavola le sue acque. Il fondale, piuttosto profondo fin dalla riva, assume un colore verde intenso e azzurro che si trasforma in blu e offre uno scenario di vita marina ben visibile già dai primi metri, con piccoli banchi di pesci. In alcune calette della lunga spiaggia di Is Arenas, si possono ammirare tratti di costa con sabbia formata da bianchissimi chicchi di riso e un acqua pulitissima e cristallina. Come arrivare Da Oristano bisogna uscire in direzione di Cuglieri, al primo incrocio nei pressi del Santuario del Rimedio, deviare per Tharros sullo svincolo sopraelevato e seguire i cartelli per Tharros. Arrivati al bivio per San Salvatore dopo 15 km si gira a destra e si continua per 1,6 km, poi si svolta a sinistra, si prosegue per 6 km prima di svoltare a destra in una strada sterrata dove si percorrono altri 200 m sino ad arrivare a destinazione. La spiaggia di Is Arutas offre alcuni servizi come parcheggi, qualche chiosco-bar e un campeggio.

21. Isola Rossa e capo Teulada. La riserva naturale ha una superficie di 282 ha; è un promontorio roccioso e strapiombante nella punta più meridionale della Sardegna, collegato alla terra ferma da un istmo che forma una spiaggia con magnifiche dune. E' interessante perchè frequentata da fenicotteri e dall’aquila di mare e una volta dalla focamonaca.

22. Isola Rossa di Badesi. L’isola è compresa nel territorio del comune di Trinità d’Agultu e ha una superficie di 38 ha. Di granito porfirico di colore rossastro, ricoperta da un’interessante macchia mediterranea lungo la costa, è frequentata dal rarissimo gabbiano corso e dal gabbiano reale. In quest’isola, nel 1670, si consumò il tradimento di Giacomo Alivesi nei confronti del marchese di Cea che egli aveva attirato in Sardegna dopo l’assassinio del vicerè Camarassa; l’Alivesi, infatti, uccise a tradimento Francesco Aymerich, Francesco Cao e Francesco Portugues e consegnò il vecchio marchese al vicerè perchè lo giustiziasse.

23. San Pietro, isola di. Isola situata lungo le coste occidentali della provincia di Cagliari; è di origine vulcanica e ha una superficie di 50 km2; unitamente all’Isola Piana e a quelle dei Ratti e del Corno costituisce una riserva naturale che ha una superficie complessiva di 5204 ha, importante per le sue pinete spontanee di pino d’Aleppo miste a macchia mediterranea, per la vegetazione lacustre e per la sua avifauna, che comprende il falcone della regina, il fenicottero, il cormorano e altri.

24. Isole di Serpentara e dei Cavoli. Le due isole, che costituiscono una riserva, sono prospicienti al Capo Carbonara. L’isola dei Cavoli è la piu` piccola ed è caratterizzata dalla presenza di una colonia di cavolo selvatico; l’isola di Serpentara, lunga circa 1 kme larga mediamente 200 m, si trova lungo la costa sud-orientale ehauna superficiedi 68 ha.E' importante per la macchia mediterranea che la ricopre completamente, per gli uccelli che la frequentano e per la saltuaria presenza della foca monaca.

Isola di Serpentara Villasimius
Isola di Tavolara Sardegna informazioni turistiche.
Fondali all'Isola di Tavolara, Molara e Molarotto.

25. Isole di Tavolara, Molara e Molarotto. La riserva ha una superficie complessiva di 1075 ha; è interessante per la sua fauna stanziale e migratoria, tra cui una piccola popolazione di capre selvatiche a Tavolara e una rarissima lucertola a Molarotto, nonchè per la frequentazione della focamonaca. Spunta sul mare con pareti verticali come una montagna di calcare e granito alta oltre 500 metri. Nell'isola l'ecosistema si è conservato intatto in virtù dei difficili approdi che nei secoli l'hanno preservata dagli interventi antropici. Il settore orientale, zona militare, è inaccessibile. Al contrario nella striscia di terra bassa, chiamata Spalmatore di Terra, si trovano spiagge, un porticciolo, due ristoranti tipici e qualche casa. Insieme alle vicine isole Molara e Molarotto, su cui vivono 150 esemplari di mufloni, oggi è un parco marino. I suoi bordi granitici sono attraversati da grotte e nicchie. Sulla striscia sabbiosa Spalmatore di Terra crescono gigli di mare mentre la roccia è ricoperta da cespugli di ginepro, elicriso, rosmarino e lentisco. Ma sull'isola di Tavolara ci sono anche da bellissimi esemplari di flora come l'Erodium coricum, una varietà di geranio, e l'Asperula deficiens, rarissima, che qui ha trovato l'habitat ideale. Si racconta che nel secolo scorso Carlo Alberto, re di Piemonte e Sardegna, sbarcato sull'isola a caccia delle mitiche capre dai denti d'oro (fenomeno causato da un'erba che lascia quei riflessi), ne fosse rimasto affascinato al punto da nominare il suo unico abitante, Paolo Bertolini, ''re della Tavolara''. D'estate Tavolara si raggiunge facilmente da Olbia. Le acque della riserva, caratterizzate dal blu dei paesaggi sottomarini, possono essere esplorate con immersioni guidate in vari luoghi. Ad esempio, a sud di Tavolara, a Teddja Liscia, astree, stelle rosse, cernie, ma anche gorgonie gialle appaiono tra gli anfratti e i cunicoli nei blocchi di calcare. Fra le località della costa vicina all'isola, la spiaggia La Cinta, lunga circa 5 km, ricoperta di sabbia bianchissima in cui si sente il profumo di ginepri, rosmarini, lentischi, è un ambiente naturale unico al mondo. Da alcuni anni Tavolara fa da sfondo ad un'interessante rassegna cinematografica estiva, che coinvolge artisti di grande fama e richiama un pubblico appassionato. L'isola di Tavolara è raggiungibile via mare partendo da Porto San Paolo. Nel periodo estivo ci si arriva anche con imbarcazioni private da Olbia e Golfo Aranci.

26. Isole del Toro e della Vacca. Isolotti vulcanici a sud dell’isola di Sant’Antioco, dalla superficie complessiva di 25 ha. La riserva importante per la sua vegetazione, che comprende tra l’altro il lentischio, e per la frequentazione del falco pellegrino e del falco della regina; ospita anche una lucertola endemica e il geco.

27. Stagno di Calich. Riserva di 702 ha in territoriodi Alghero, costituita dalla laguna di Calich, separata dal mare da un cordone sabbioso e alimentata dal rio Barca. E' caratteristica per il suo fondo melmoso che consente la crescita di grandi canneti e di altre 350 specie vegetali tra cui rarissimi endemismi. Anche la fauna è interessante per la presenza di germani reali, cavalieri d’Italia e altre specie.

28. Monte Pranu. Lago artificiale creatonel 1951 per far fronte alle piene del rio Palmas, inserito in un comprensorio di 1480 ha nel territorio dei comuni di San Giovanni Suergiu, Villaperuccio e Tratalias. E' importante per l’avifauna, che comprende il pollo sultano, il cavaliere d’Italia e altre specie ed è luogo di sosta per fenicotteri, cormorani e altro.

29. Stagni di Marceddì, Corru d’Ittiri e San Giovanni. Il complesso forma una laguna della complessiva superficie di 1863 ha ed è situato nelle province di Cagliari e di Oristano (comuni di Arbus, Guspini, Arborea e Terralba). Forma una delle più importanti zone umide del Mediterraneo. Di rilievo internazionale è la sua avifauna: vi sono presenti i fenicotteri, l’airone cinerino, il pollo sultano, la folaga, il cormorano, il gabbiano reale emoltissime altre specie. Di grande interesse è anche la vegetazione acquatica e in particolare i caratteristici canneti.

30. Monte Albo. La riserva comprende una superficie di 6708 ha nei territori dei comuni di Irgoli, Loculi, Lodè, Lula e Siniscola, e comprende un complesso montuoso di natura calcareo-dolomitica dal caratteristico colore bianco, panoramico e di magnifico effetto. Il territorio è ricco di fenomeni carsici che formano grotte, voragini, canyons, laghetti segreti e sotterranei di bellezza incomparabile e di grande interesse scientifico per la presenza di rarità nella flora e nella fauna.

Isola di Tavolara Sardegna luoghi bellissimi informazioni turistiche.
Isola di Tavolara Olbia tramonto.

31. Monte Arcuentu e rio Piscinas. La riserva copre una superficie di 10 972 ha nei comuni di Arbus, Gonnosfanadiga e Guspini; è caratterizzata dalla presenta di ricchi resti fossili di piante carbonizzate e caratteristiche punte dal profilo seghettato in cui la fantasia ha voluto di volta in volta vedere il volto di Dante o quello di Napoleone.

32. Monte Ferru di Tertenia. Riserva naturale di 976 ha tra Gairo e Tertenia, comprende un lembo di costa intatto intorno a capo Sferracavallo, caratterizzato da formazioni di porfido rosso di grande effetto. Interessantissima per la fauna che annovera l’aquila reale, l’aquila del Bonelli, il cormorano, il gabbiano reale, il falco pellegrino, il gatto selvatico, la martora, il cinghiale e saltuariamente la foca monaca.

33. Monte Minerva. Montagna isolata di rilevante interesse naturalistico nel territorio di Villanova Monteleone. Il suo profilo è segnato dalla caldera vulcanica di Sa Cozzula che nei millenni è stata trasformata dalle acque del rio Badde Muttiga in una vallata delineata da alte pareti a picco su cui nidificano
uccelli rapaci di diverse specie; nella folta vegetazione è presente il cinghiale.

34. Monte Moro. Collina di rilevante interesse naturalistico affacciata sul golfo di Arzachena; per la sua lunga inaccessibilità ha conservato intatte la flora e la fauna tipiche della zona.

35. Monte Nieddu. La riserva copre una superficie d i2767 ha in comune di Buddusò e SanTeodoro; si tratta di un massiccio granitico isolato, coperto da una fittissima vegetazione di macchia mediterranea, pini, tassi,ontani, ginepri e altro. Ospita un insieme importante di specie faunistiche come il grifone, l’aquila reale, il falco pellegrino, il gatto selvatico, la volpe, la martora, la donnola e altro. In passato fu imprendibile rifugio di banditi.

36. Mularza Noa. Area di rilevante interesse naturalistico nel territorio di Bolotana; è caratterizzata dalla sorgente del rio Mularza che si raccoglie nella valle di Mandra Mudada. L’ambiente e caratterizzato da esemplari di tassi di notevoli dimensioni.

Lodè panorama del Monte Albo provincia di Nuoro.

37. Ortobene. E' una montagna granitica che ricopre un’area di 248 ha in comune di Nuoro; isolata e panoramica, si eleva fino a 955 m a punta Cuccuru Nigheddu; importante per le macchie di corbezzolo e per le foreste di leccio. Anche la fauna è importante: vi sono presenti il cinghiale, la volpe, il gatto selvatico, la lepre e altre specie.

38. Monte Pinu di Telti. Un massiccio granitico che si stende per 473 ha nei territori dei comuni di Olbia, Sant’Antonio di Gallura e Telti, caratterizzato da profonde valli e ricoperto da macchia mediterranea e da boschi di sughero: vi cresce spontaneo il pino marittimo, rarissimo in Sardegna. La fauna comprende il cinghiale, il gatto selvatico, la pernice, la lepre e altre specie proprie della macchia mediterranea.

39. Monte Russu. Fascia di spiagge e di promontori rocciosi che si stende per 90 ha nel territorio di Aglientu-Vignola, caratterizzata dalla presenza di una ricca macchia mediterranea e frequentata da una colonia di cormorani.

40. Monte Senes. Un massiccio di granito situato di fronte al monte Albo, compreso in un’area di 100 ha in comune di Irgoli. Ricoperto da macchia mediterranea e da lembi di forestamista di sclerofille, è popolato da mufloni, grifoni e falco pellegrino; di recente in un’area circoscritta è stato immesso il cervo sardo.

41. Osalla. E' uno stagno litoraneo inserito in un’area di 704 ha nei comuni di Orosei e di Dorgali. Interessante per la sua folta vegetazionepalustre; la fauna comprende il pollo sultano, il germano reale, la folaga e altre specie tipiche.

42. Sa Praia e vecchie foci del Flumendosa. E' uno stagno che si stende per 407 ha tra i comuni di Muravera e di Villaputzu. Importante per la sua rarissima vegetazione palustre e per le specie di uccelli, tra i quali il falco pescatore, l’airone cinerino e altre specie.


Orosei peschiera nello stagno di Osalla.

43. S’Ena Arrubia. E' un’area di 239 ha in provincia di Oristano che comprende l’omonimo stagno dalla superficie di 190 ha. La riserva è importante per la sua vegetazione e per la presenza di rare specie di uccelli come l’airone rosso, il tarabuso, il falco di palude e il pollo sultano. Ma soprattutto è di rilievo internazionale lo stagno, protetto dalla Convenzione di Ramsar: si tratta di uno stagno d’acqua dolce, residuato del famoso stagno di Sassu che fu bonificato ai tempi dell’impianto di Arborea negli anni Venti--Trenta del Novecento.

44.Serra ’e Mari. E' un comprensorio di 620 ha in territorio di Arzana, dalla natura dirupata, coperto da una folta vegetazione di macchia mediterranea. Il sito è molto importante per la presenza dell’aquila del Bonelli, del falco pellegrino e di altre rare specie.

45. Santa Gilla. Stagno di proprietà dei comuni di Assemini e di Cagliari, costituisce una riserva naturale di 5674 ha; comunica col mare ma vi si scaricano anche i torrenti Mannu, Cixerrie Santa Lucia, che concorre a rendere le sue acque un unicum per quanto riguarda la salinità e lo sviluppo della vegetazione. La sua avifauna migratoria e quella stanziale hanno un’importanza internazionale.

46. Stagni di Colostrai e di Feraxi. Riserva naturale che si stende su una superficie di 867 ha nel territorio di Muravera. Racchiude i due stagni che furono formati tra il 1945 e il 1950 quando, in seguito a opere di bonifica, fu deviato il rio Picocca e le acque del fiume riempirono una depressione: gli specchi d’acqua hanno una superficie di 140 ha. Ricca la vegetazione tipicamente palustre, ricchissima l’avifauna che comprende fenicotteri, pollo sultano, tarabuso e forse il falco pescatore; è segnalato anche il rarissimo orco marino.

47. Molentargius. E' la più importante zona umida della Sardegna. Lo stagno copre una superficie di 620 ha ed è distinto in due zone, quella di Bellarosa Maggiore, che è la più grande e contiene acque salmastre, quella di Bellarosa Minore, con acque dolci. E' inserito in un’area di 1622 ha in territorio dei comuni di Cagliari e Quartu Sant’Elena ed è interessato alla costituzione di un grande parco. Vi soggiornano più di cento specie di uccelli, alcune rare e in via di estinzione.

48. Stagni di Murtas e S’Acqua Durci. Posti al confine delle province di Cagliari e di Nuoro in territorio di Villaputzu, sono compresi in un’area di 691 ha. Si stendono lungo la costa in una zona solitaria di spiagge e rocce dominata dal massiccio del castello di Quirra. E' interessante per i rapaci che vi nidificano, tra cui il falco grillaio, il corvo imperiale e altri; nelle molte cavità è presente anche il geotritone sardo.

49. Notteri. Stagno di acqua salata che si stende per 55 ha in territorio di Villasimius. E' un’importante zona di sosta per i fenicotteri, i trampolieri e i gabbiani.

50. Orrì. Piccolo territorio, con un’area di 17 ha vicino a Tortolì; comprende l’omonima spiaggia e unpiccolo stagno interessante per la vegetazione a salicornia, salsola e altre piante; lo stagno è sede di nidificazione del pollo sultano e della gallinella d’acqua e sito di passaggio del fenicottero.

51. Stagno di Pilo. Inserito in un comprensorio di 362 ha in territorio di Sassari, lontano da strade, circondato da una rigogliosa vegetazione, è luogo di avvistamento del fenicottero rosa, della volpoca, del martin pescatore, del pollo sultano e di altre specie.

52. Stagno di Platamona. Stagno di 95 ha compreso entro un’area di 165 ha situata nell’omonima località in comune di Sassari. E' profondo mediamente 50 cm ed è pescosissimo; è sede di importanti specie di uccelli migratori rari quali lo svasso maggiore, l’airone cinerino, il falco di palude, il fenicottero e altri.

53. Stagno di Posada. Una zona costiera nel territorio di Posada che si stende per 771 ha e comprende il lago artificiale costruito nel 1958, i piccoli stagni di Arenariu de Graneri (adibito a peschiera) e le paludi di Santa Lucia. Ricco di vegetazione dove nidificano la folaga, la gallinella d’acqua e altre specie, è anche importante per il transito di stambecchi, piro piro, gabbiani e altro.

54. San Teodoro. Stagno della superficie di 220 ha che, con i vicini piccoli stagni di Budoni, costituisce una riserva naturale di 750 ha, importante per la sua vegetazione lacustre praticamente incontaminata e per la sua fauna che comprende alcune specie di anatre, i cormorani, gli aironi cinerini e molte altre specie.


Notteri Stagno di acqua salata che si stende per 55 ha in territorio di Villasimius.

55. Pauli Maiori. Stagno di acqua dolce che comunica con quello di Santa Giusta; si stende per 570 ha e costituisce una delle zone più importanti del Mediterraneo occidentale per le specie di uccelli che la frequentano. Sono presenti tra gli altri il pollo sultano, il gobbo rugginoso, l’airone rosso, il germano reale, il falco di palude, il porciglione e molti altri.

56. Piana dei Grandi Sassi e Pietre Ballerine. E' una piana granitica che si stende per 800 ha in territorio di Aggius. E' caratterizzata dalla presenza di grandi massi di granito, isolati o in cumuli, interrotta da tratti erbosi. Di grandissima suggestione, i numerosi ruscelletti che vi scorrono favoriscono la formazione d ipiccole paludi con ricchissima vegetazione caratterizzata da endemismi di grande interesse per lo studioso.

57. Porto Palmas e punta Lu Caparrori. La riserva comprende un’area di 1105 ha che si stende in prossimità della miniera dell’ Argentiera nella Nurra. E' interessante per le sue dune e per la sua vegetazione di gargia e graminacee alternate a macchia mediterranea di lentischio e cisto e il rarissimo endemismo di Anchusa crispa.

58. Foresta di Sant’Antonio. Area di rilevante interesse naturalistico in territorio di Macomer. La foresta ha roverelle, lecci e sughere con fittissimo sottobosco; notevolmente ricca è la fauna, in cui sono presenti tutte le specie tipiche del territorio.

59. Sa Spèndula. Area di rilevante interesse naturalistico in territorio di Villacidro, comprende l’omonima cascata formata dal rio Coxinas, caratterizzata dalla ricca vegetazione a macchia mediterranea.

60. Stagni di Porto Pino. E' un complesso di quattro stagni (Maestrale, del Corvo, Is Berbeis e Foxi), interessanti per i cordoni sabbiosi formati in tempi diversi, che attualmente li separano. Occupano una superficie di 500 ha nell’omonimo golfo sulla costa sud-occidentale.

61. Su Turrunu. Cascata nelle campagne di Seulo, dichiarata area di rilevante interesse naturalistico.

62. Punta S’Unturzu. Area di 375 ha in comune di Berchidda, interamente coperta di boschi e importante per la sua fauna, che comprende l’aquila reale, il grifone, il falco pellegrino, il cinghiale, la martora, il gatto selvatico e altre specie.

63. Tepilora. La riserva è costituita da un amontagna ricoperta da foreste, isolata al centro di una zona di pascoli nel comune di Bitti. Copre una superficie di 704 ha ed e` importante per la presenza dell’aquila reale, del corvo imperiale, del cinghiale, della martora, del gatto selvatico e sporadicamente
del grifone e delmuflone.

64. Torre dei Corsari di Pistis. Complesso di dune in territorio di Arbus, dichiarato di rilevante interesse naturalistico perchè costituisce un piccolo deserto che conserva integro l’ambiente. Oltre le dune si stendono tratti di macchia mediterranea impenetrabile dove vivono volpi e cinghiali e nidificano i rapaci.

65. Tuviois. Foresta nelle campagne di Sinnai, dichiarata di rilevante interesse naturalistico per la sua vegetazione che comprende lecci secolari di grandi proporzioni che spessoraggiungono il diametro di 1,5 m, raro documento superstite di quello che dovette essere il manto forestale dell’isola sciaguratamente distrutto in un passato neppure tanto lontano.

66. Valle del Temo. La riserva copre una superficie di 4669 ha interessa i territori di Bosa, Mara, Villanova Monteleone, Monteleone Rocca Doria, Cossoine, Padria e Romana. Vi scorre il Temo in un paesaggio caratterizzato da strapiombi, gole, falesie, altipiani che costituiscono un ambiente di grande interesse per la fauna e per la flora. Sono presenti tutti i rapaci tipici della Sardegna e la vegetazione comprende foreste di lecci di straordinaria bellezza.

Bitti Parco Naturalistico di Tepilora.

Home Page | Località Sarde | Piatti Tipici | Cultura Sarda | Territorio | Spazio Aziende | Musica Sarda | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu