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Sagra del Redentore Città di Nuoro

Cultura Sarda > Sagre, Manifestazioni Sacre e Popolari


Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna.
Nuoro, Monte Ortobene, ai piedi della statua del Redentore. Foto di Antonio Ballero.

Redentore

Dal lontano 1901, nel mese di agosto, si festeggia a Nuoro il Redentore, che attira nel capoluogo barbaricino circa 100.000 visitatori all'anno. Il Redentore rappresenta, infatti, una tra le più suggestive e sacre manifestazioni della Sardegna. La prima edizione risale al 1901 quando, per celebrare solennemente l'inizio del XX secolo dell'era cristiana, fu innalzata sulla vetta del Monte Ortobene una grande statua bronzea raffigurante il Redentore, divenuta poi meta di un suggestivo pellegrinaggio dedicatorio. La suggestione della festa viene accresciuta dalla sfilata dei costumi sardi: sono, infatti, numerosi i gruppi folkloristici che partecipano alla rassegna. Il corteo è permeato da un vivido significato religioso: la parte civile e la parte sacra della festa si fondono in una soluzione che apparirà di sicuro interesse al visitatore attento e desideroso di profonde emozioni spirituali. L'interminabile corteo parte dalla città alle prime luci dell'alba, procede con ritmo lento e composto, cadenzato dalle severe note di inni liturgici e percorrendo sentieri tracciati nel folto dei boschi raggiunge la cima del monte. La distanza della statua del Redentore non scoraggia le migliaia di fedeli che invece proseguono con forte motivazione spirituale verso la personificazione della pace: il Redentore. Ai piedi della statua vengono celebrate messe e si svolgono riti tradizionali. Il programma della Sagra comprende una serie di iniziative collaterali, che con danze, canti e suoni si protraggono per l'intera giornata, tutte lontano dal monte quasi per rispettare la sacralità del luogo e venerare il culto del Redentore immersi in un avvolgente silenzio.

Sagra del Redentore

Istituita nel 1901 quando sulla cima dell'Ortobene fu eretta la statua del Redentore, si rinnova ogni anno il 29 Agosto. Fulcro della manifestazione religiosa è il pellegrinaggio che parte dalla cattedrale all'alba del giorno 29 per giungere alla vetta del monte ai piedi del simulacro, dove si celebrano i riti religiosi. In città, la domenica precedente o quella immediatamente successiva, si svolge, invece, la parata dei costumi provenienti da tutta l'isola che si conclude con il festival del folclore. Sulla cima del Monte Ortobene si eleva la grande statua bronzea del Redentore. Il papa Leone XIII per ricordare l'anno santo del 1900 chiese che venissero collocati sopra 19 vette d'Italia altrettanti Ricordi della Dedicazione del secolo a Gesù Redentore. Per la Sardegna fu prescelta la vetta del Monte Ortobene. Il compito di realizzare l'opera fu affidato allo scultore calabrese Vincenzo Jerace, autore di numerose opere di scultura (gruppo di marmo a Los Angeles in California, bassorilievi nel Palazzo del Principe di Sirignano a Napoli, numerosi monumenti ai Caduti della I Guerra Mondiale) pitture e affreschi a Napoli e Bolzano. Egli progettò e realizzò una statua in bronzo che fu inaugurata il 29 agosto 1901 e da allora, alla medesima data, si ripete l'omaggio dei fedeli che in processione si recano ai piedi del simulacro. Alla base della roccia sulla quale è stata collocata una lapide a Luisa Jerace, moglie dello scultore e sua ispiratrice, morta prima che l'opera venisse completata. L'epigrafe fu scritta nel 1902 da Grazia Deledda.

Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna. Il carro a buoi trasporta la statua del Redentore.
Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna. Pellegrinaggio verso il Monte Ortobene.



116 Sagra del Redentore 2016
Nuoro 20 - 29 agosto 2016

Il futuro delle tradizioni

La grande Festa della Città di Nuoro compie quest'anno 116 anni. L'omaggio al Redentore ha infatti origine con il Giubileo del 1900 in occasione del quale Papa Leone XIII volle collocare su 19 altopiani d'Italia, altrettante statue del Cristo Redentore. La statua in bronzo, opera dello scultore Vincenzo Jerace, eretta sulla cima del Monte Ortobene il 29 agosto del 1901, è frutto della generosità di tutto il popolo sardo; anche per questo motivo l'omaggio al Redentore è la Festa, sia religiosa che folkloristica, più autentica e profondamente radicata nella cultura della Sardegna che richiama sempre una grandissima partecipazione da tutta l'isola e non solo. La festa civile si tiene la domenica precedente la data del 29 agosto con una grandiosa Sfilata dei Gruppi folkloristici provenienti da tutti i paesi della Sardegna. E' questa un'occasione unica per ammirare gli splendidi costumi e i preziosi gioielli dell'artigianato Sardo, espressione autentica della tradizione tipica, accompagnati dalla musica delle "launeddas", degli organetti e dei suggestivi canti "a tenore". Conclude la giornata il Festival Regionale del Folklore che registra da anni il "tutto esaurito".

116^ Sagra del Redentore:
Programma degli eventi



Dal 20 al 29 agosto 2016
… ed è subito Festa (arte, musica, spettacoli, laboratori)

Sabato 20 agosto 2016
Ore 18.00 |
Vestizione e Sfilata Maschere Tradizionali della Sardegna
da Piazza Berlinguer a Piazza Sebastiano Satta

Domenica 28 agosto 2016
Ore 10.00 |
Sfilata dei Costumi Tradizionali della Sardegna
Percorso: Stadio Frogheri, Via Lamarmora, Corso Garibaldi, Via Mons. Bua, Piazza S Maria della Neve

Ore 12.00 |
Sfilata dei Cavalieri in Costume Tradizionale provenienti da tutta la Sardegna

Ore 19.00 |
Festival Regionale del Folklore Stadio Frogheri

Lunedì 29 agosto 2016
Festa Religiosa
Ore 6.00 |
Pellegrinaggio Religioso dalla Cattedrale al Monte Ortobene
Ore 11.00 |
Celebrazione solenne della Santa Messa con accompagnamento dei Cori Nuoresi al Parco Monte Ortobene
Ore 12.00 |
Processione lungo l'anello del Parco Monte Ortobene
Ore 16.00 |
Spettacolo serale con Balli in piazza e Canti della Tradizione Sarda Parco Monte Ortobene





L’edizione del 2016
sarà la centosedicesima e sarà arricchita di manifestazioni e appuntamenti capaci di valorizzare ogni aspetto di pregio offerto dal nostro territorio e dalla nostra comunità con particolare riferimento all’arte e letteratura, artigianato artistico, musica tradizionale, costumi, spettacoli, mostre e fiere. In tal senso, e tenuto conto del grande successo delle precedenti edizioni saranno confermati alcuni appuntamenti e in particolare i laboratori di musica e danza tradizionale.



Il programma del 2016 offrirà eventi di grande richiamo e rivolgerà particolare cura a segmenti importanti del mercato turistico e alla conseguente comunicazione in ambito nazionale e locale.

Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna.
Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna.

La Storia

Per celebrare diciannove secoli di cristianità e il Giubileo sacerdotale di Papa Leone XIII, venne costituita negli ultimi anni dell’Ottocento una speciale commissione presieduta dal conte Giovanni Acquaderni di Bologna, veterano e pioniere dell’Azione Cattolica e di cui fece parte, quale socio corrispondente, il canonico Pasquale Lutzu, segretario vescovile di Nuoro. Tra le varie opere che si decise di fare in ricordo dell’inizio del XX secolo si deliberò di erigere venti monumenti al Cristo Redentore in altrettante montagne d’Italia, uno per ciascun secolo di cristianità e il ventesimo in onore di Leone XIII.

Le vette prescelte furono: Mombarone, Graglia (BL) - Monviso, Crissolo (CN) - Monte Saccarello, Triora (IM) - Monte Guglielmo, Zone (BS) - Monte Matajur, Savogna (UD) -Monte Maggio, Bertinoro (FO) - Monte Albano, Serravalle (PT) - Monte Amiata, Abadia San Salvatore (SI) - Monte Vettore, Montegallo (AP) - Monte Catria, Pergola (PS) - Monte Cimino, Siriano nel Cimino (VT) -Monte Guadagnolo, Caprarica (Roma) - Monte Gran Sasso, Pietra Camela (AQ) - Monte La Maiella, Santa Eufemia (AQ) - Monte Capreo, Carpineto Romano (Roma) - Monte Altino, Formia (LT) - Zona Belvedere, Martina Franca (TA) -Montalto di Aspromonte, Santo Stefano Aspromonte (RC) - Monte San Giuliano, Caltanisetta - Monte Ortobene, Nuoro.

Alla fine del luglio 1899 il presidente del Comitato vaticano cardinale Domenico Jacobini comunicò la scelta della diocesi di Nuoro direttamente al Vescovo Monsignor Salvatorangelo Demartis. Un comitato esecutivo locale costituito da quaranta membri e la cui presidenza onoraria fu affidata allo stesso vescovo, mentre l’organizzazione generale fu assegnata al canonico Pasquale Lutzu, si occupò di definire le caratteristiche dell’opera e di reperire i fondi necessari.

L’attività del comitato è ricordata in un articolo del canonico Pasquale Lutzu, apparso nel 1934 sull’”Ortobene” organo della Diocesi di Nuoro:

“Il comitato sin dal principio discuteva intorno alla qualità del ricordo, se, cioè, dovesse consistere in una croce di ferro, od in una statua. Discuteva pure sul luogo dove collocarsi, inclinando alcuni membri alla scelta del colle di Sant’Onofrio. Il sottoscritto faceva, però, osservare che il Comitato Centrale designava per i ricordi al Re dei Secoli le più alte vette di montagna più vicine ai paesi o città; che Sant’Onofrio era un semplice colle e non montagna; che, però, l’unica sede era quella dell’Ortobene. Venne accolta la proposta ad unanimità e seduta stante fu nominata la commissione per la scelta del punto più in alto in Ortobene. Facevano parte della commissione l’ingegnere Mura, il fratello avv. Mura Francesco, i Canonici Solinas e Mura e Debernardi Eugenio. La scelta non poteva essere meglio fatta. Stabilito il luogo, si continuò a discutere quale sarebbe stato il ricordo. L’avv. Mura ricordò l’amicizia che lo legava ai fratelli Ierace: Vincenzo e Francesco, scultori di grande valore, e proponeva che il ricordo consistesse in un opera di arte e non in una statua qualsiasi. Approvata la proposta gli fu dato incarico per le trattative con Vincenzo Ierace, il quale, con entusiasmo, accettava l’offerta”.

Attraverso sottoscrizioni sostenute dalla stampa sarda e in particolare dal quotidiano “La Sardegna Cattolica” di Cagliari, si riuscì a raccogliere la somma di L. 13.825,55, comprese L. 1.140,95 ricavato di una lotteria.

Alla campagna di sensibilizzazione per la raccolta fondi partecipò anche la scrittrice Grazia Deledda scrivendo una lettera al quotidiano L’Unione Sarda pubblicata nel luglio 1901:

“Il 29 agosto sarà inaugurato a Nuoro sull’Ortobene il monumento al Redentore, augurio di bene e di tempi migliori per il circondario di Nuoro e per la Sardegna tutta. La colossale statua, poderosa opera dello scultore Ierace, è già arrivata a Nuoro. Come si sa, l’opera viene a costare non poche migliaia di lire e già tutta la somma è stata raccolta fra la povera ma premurosa popolazione sarda. Ora mancano solo varie centinaia di lire (credo 1800) per completare la somma, e si è pensato, da un Comitato di Signori nuoresi, riunitosi a tale scopo, di raccogliere oggetti per una lotteria da tenersi probabilmente sull’Ortobene il giorno dell’inaugurazione. Io sono qui a Nuoro per qualche giorno e non faccio parte del Comitato: tuttavia, per mezzo di questo cortese giornale, mi rivolgo alle gentili Signore e signorine di Cagliari e di tutta la Sardegna, perché vogliano anche esse prendere parte all’opera generosa delle signore nuoresi: inviare ciascuna un oggettino dimenticato in un angolo della loro casa, un libro, un pezzo di stoffa, un lavoretto, un ventaglio di carta, ecco ciò che io domando alle mie gentili conterranee. Gli oggetti possono essere inviati per mezzo di un pacco postale o meglio campioni senza valore al mio indirizzo qui a Nuoro. I nomi delle signore e Signorine donatrici saranno pubblicati sui giornali dell’isola. Sicura della tradizionale bontà di gentilezza delle Signore e Signorine io ringrazio sin da ora, a nome di tutta Nuoro, certa che tutte le anime gentili prenderanno parte a questa opera di alta bellezza”.

La statua, del peso di 18 quintali e dell’altezza di 7 metri, venne fusa a Napoli, città dove l’autore risiedeva; divisa in tre parti, fu trasferita a Cagliari a bordo del piroscafo “Tirso” e di lì condotta a Nuoro con il treno della Compagnia ferroviaria reale dove giunse il 19 agosto 1901.

Il trasporto sul monte Ortobene fu possibile grazie a robusti carri a buoi messi a disposizione dai contadini nuoresi. Si dovette però fare una lunga variante alla strada, per evitare il ripidissimo pendio del primo tratto. La deviazione partiva dalla Solitudine e salendo gradatamente a mezza costa nel tancato di Balubirde si ricongiungeva alla strada normale nel tancato di Sa ‘e sos Frores. Grande impresa fu il trasporto e il montaggio dei pesantissimi pezzi sul piedistallo che doveva ospitare la statua, sullo sperone di Monte Bidda, i cui lavori si conclusero la mattina del 29 agosto quando già una folla di 8.000 fedeli risaliva il Monte per la cerimonia inaugurale.

Lo straordinario avvenimento per la Sardegna e per Nuoro, che contava 7.272 abitanti, fu efficacemente descritto dal sacerdote e scrittore di Bono Giovanni Antonio Mura:

“...Sfilava la processione, per i sentieri a spirale, fra i grandi elci e i tronchi neri bruciati dalla folgore, e ricorderete, o buoni fratelli, la melodia della lode e del salmo... L’arciprete canonico Pasquale Lutzu, commosso, tremante, prima d’incominciare il sacrificio della Messa, benedì con voce melanconica, il simulacro divino. La gioia della folla era giunta al delirio.. La montagna rossa di corsetti e, a intervalli, bianca per le bende candide come ali di colomba, vibrava di un tremito sonoro, un palpito solo. Genuflessa, tutta un’onda umana, simile a marea che si agita tempestosamente battendo la scogliera, guardava dalle alture e fin sui lecci, piangente, commossa, buona, desolata, piena di pentimento e di speranza...”

Alla festa inaugurale non presenziò lo scultore Vincenzo Ierace, colpito da un gravissimo lutto, era morta la moglie Luisa. Nel 1905, in omaggio allo scultore, sollecitata e voluta dal Capitolo della Cattedrale, venne posta ai piedi della scalinata una lapide in memoria della moglie Luisa scritta da Grazia Deledda nel 1902 che recita:

Donne nuoresi, candidi
vecchi, pastori erranti,
lavoratori spersi nella vallata aulente,
a voi tutti che al cerulo
cadere della sera, volgete gli occhi oranti
verso l’immenso altare dell’Ortobene,
e al bronzeo Redentore sorgente
fra fior di rose nuvole
offrite il vostro cuore,
ricordatevi la tenera donna
che là, oltre il mare
per voi ispirò l’artefice,
ed or sciolta dai veli
mortali, eletto spirito
oltre i lucenti cieli
offre il fior della preghiera al Redentore



Era nata, al di la della retorica, la festa del Redentore, destinata negli anni a diventare una delle più importanti manifestazioni religiose ed insieme turistiche della Sardegna, in un susseguirsi di alterne vicende direttamente connesse al rapido processo di trasformazione di Nuoro da piccolo borgo di pastori e contadini in capoluogo della terza provincia dell’Isola istituita dal regime fascista nel 1926.

Nel giro di pochi anni Nuoro modifica profondamente il proprio assetto sociale: con l’istituzione della Provincia, un nuovo ceto impiegatizio di provenienza esterna va ad occupare gli uffici e le nuove strutture burocratiche. Lo stato fascista interviene direttamente nella organizzazione del tempo libero e festivo attraverso l’Opera Nazionale Dopolavoro e dunque anche della festa del Redentore assunta come la più rappresentativa ricorrenza della nuova provincia.
L’Opera Nazionale Dopolavoro si trovò nel giro di qualche anno a sostituire i comitati spontanei che in tempi di ristrettezze si limitarono a ricordare la ricorrenza. I segni del nuovo assetto sociale incisero sulle manifestazioni tradizionali e sui programmi; i festeggiamenti “civili” del 1935 per esempio compresero sia manifestazioni tradizionali quali i canti popolari, i fuochi d’artificio, le corse di cavalli, l’albero della cuccagna, i concerti bandistici, che una serie di iniziative di taglio diverso quali le proiezioni del carro cine-sonoro dell’O.N.D. in piazza del Rosario; la mostra delle vetrine con premi, le gare sportive; ma soprattutto si istituivano la Sagra del costume e la sfilata del corteo dei costumi regionali. Il comitato stabilì anche di assegnare “bellissimi premi” per le finestre e le terrazze meglio addobbate nel periodo dei festeggiamenti e particolare curioso, tutti coloro che avessero potuto raggiungere Nuoro avrebbero usufruito di ribassi del 50% sulle tariffe ferroviarie in tutte le stazioni dell’Isola.
Gli elementi più significativi del mutamento sociale, oltre alle gare automobilistiche, ai saggi ginnici, al parco dei divertimenti, di chiaro carattere urbano, risultano l’istituzione della Sagra del Costume e dei relativi premi. Negli stessi anni emergeva un altra fondamentale esigenza direttamente connessa alla Sagra: la valorizzazione e l’utilizzo dell’Ortobene, come località di villeggiatura. Fin dagli ultimi anni dell’800 il Monte era limitata meta turistica delle agiate famiglie nuoresi che vi trascorrevano parte dell’estate costituendo una comunità le cui rumorose riunioni, contrassegnate dagli immancabili arrosti e dalle inevitabili ubriacature, furono descritte da giornalisti, scrittori e poeti nuoresi dell’epoca.
Gli anni ’50 segnarono il definitivo inserimento di diverse feste popolari sarde nel mercato turistico. La politica promozionale della Regione Sarda, svolta prioritariamente dall’ESIT, guardò a tali aspetti con particolare attenzione e la Festa del Redentore, sia perché si svolgeva nel capoluogo del territorio “più fascinoso e selvaggio dell’isola”, sia per la sua spettacolarità non poteva essere trascurata. La sagra del Redentore diveniva con la Sagra di Sant’Efisio di Cagliari e la Cavalcata Sarda di Sassari il più importante appuntamento del folklore sardo. ad essa l’Ente provinciale per il Turismo, divenuto il fulcro di ogni iniziativa di livello, associava l’organizzazione di manifestazioni di notevole valore culturale quali il “Premio Grazia Deledda”che presto si affermò come il più importante premio per inediti in campo nazionale, l’allestimento nel 1961 della Mostra Etnografica Sarda, nel complesso del Museo del Costume, appena edificato e infine negli anni successivi con una serie di mostre d’arte, alcune delle quali furono eventi memorabili per l’arte sarda contemporanea.

La trasformazione della processione in avvenimento di grande interesse turistico aperto ad una utenza diversa da quella tradizionale creò non poche preoccupazioni nelle autorità ecclesiastiche, che pure tali trasformazioni avevano ampiamente favorito. Il vescovo disponeva l’osservanza delle seguenti norme:

1. E’ vietato ai cavalieri di prendere in groppa le donne;
2. Non si portino fisarmoniche, né pipe, ne ci si allontani dalla processione per farsi dare delle bibite;
3. Si eviti di portare cose estranee alla processione: cestini, barilotti, dolci, etc.,
4. Tra gruppo e gruppo non ci siano delle interruzioni;
5. Chi assiste ai margini della processione abbia il dovuto riguardo a chi sfila e si eviti il fastidio di chiedere ai medesimi il nome del proprio gruppo, che è facile spesso riconoscere e che si può chiedere a tanti altri vicini che assistono;
6. Si condanna esplicitamente il comportamento di certi giovani che spesso hanno dimostrato di non avere nessuna educazione al passaggio dei gruppi femminili;
7. I sacerdoti intervengano in cotta alla processione, impegnandosi a dare ordine ai gruppi, facendoli cantare e pregare;
8. Vietiamo ai sacerdoti di qualunque diocesi di intromettersi nel corteo processionale per scattare fotografie;
9. Si cantino solo inni religiosi;
10. I gruppi partecipanti, di ritorno della processione, si fermino in Cattedrale per la benedizione Eucaristica che conclude la sacra manifestazione;
11. Chi non crede di potersi attenere a queste norme faccia a meno di partecipare alla processione, farà anzi un grandissimo piacere.

In realtà non era possibile ricondurre la manifestazione al clima e al significato propri di una cerimonia religiosa; gli inconvenienti lamentati dall’autorità ecclesiastica continuarono al punto che nel 1964 si prese la decisione di abolire la processione in città; questa divenne un semplice corteo di gruppi folkloristici con finalità e utenza esclusivamente turistiche, complementare al Festival Regionale del Folklore. Con un compromesso i gruppi in costume vennero invitati a partecipare ad una breve processione sul monte Ortobene, dopo la Messa all’aperto del 29 agosto.
L’imbarazzante confusione tra sacro e profano era stato eliminato con soddisfazione della Chiesa e dell’ETP, che continuò a dare il proprio contributo anche per l’organizzazione delle manifestazioni religiose sul Monte Ortobene.
Il pellegrinaggio, il più antico atto di devozione dei nuoresi nei confronti del Redentore e che sancì la nascita della festa segue oggi un percorso abbastanza differente da quello che si adottava fino agli anni ’40, quando ancora non era stata tracciata l’attuale strada. L’antico tragitto, che aveva tempi di percorrenza molto più lunghi, si snodava attraverso località ricche di storia i cui nomi bastano a dare un’idea del fascino e delle suggestioni che esercitano e a cui sono legate leggende della Nuoro del passato: sas Ladas, sa’ e Mariolina, Murrone, sa ‘e Corbedda, s’Iscala ‘ e s’impredau (vecchia carreggiata costruita probabilmente dai carbonai nell’800), sa Preda Pintada,, s’Elicheddu ‘e sas oras, sa ‘e sos Frores, s’Iscala de sas Lonzas, sa Conca ‘e sos Prades, sa ‘e Cuai, su Badu de sa ‘e Sos Frores, Ribu ‘e Seuna (dove secondo la tradizione sorse il primo villaggio i cui abitatori, scesi successivamente a valle, si stabilirono nell’attuale sito di Seuna, il più antico nucleo abitativo di Nuoro), sa Preda Tunda (“la pietra tonda” che, secondo una leggenda popolare, se viene girata viene fuori un tesoro – tuttavia a chi ci provò la pietra rispose: commo isto mezus: adesso sto meglio), Milianu, Intr’e Bias, sa ‘e Lallanu, sa tanca ‘e Mussennore, sa ‘e Porcheddu, s’iscala ‘e su Napolitanu, sa Sedda de nostra Sennora.
L’attuale percorso composto di 13 stazioni, attraversa invece dopo sas Ladas le località di ponte di Capparedda, sa ‘e Lodè, sos Eliches Artos e si ricongiunge nella zona di sa ‘e sos Frores.
Tra i canti di Deus ti sarbet Maria e di Su perdonu i pellegrini raggiungono dopo circa due ore la statua del Redentore dove si celebra la prima messa. Attorno alle 11, alla presenza del Sindaco e della Giunta comunale, le Autorità ecclesiastiche nuoresi celebrano la messa solenne; i canti sacri: Su perdonu, Ave Maria de su Rosariu, Su Babbu Nostru, vengono eseguito dai cori nuoresi. Subito dopo la messa si svolge la breve processione lungo l’anello stradale del Monte accompagnata dai Gosos in onore del Redentore.

Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna. Sul Monte Ortobene viene celebrata la Messa solenne.
Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna.
Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna.

Programma 2016



Altri Eventi


15 Agosto ore 11.00 – Via G. Deledda/Via Aspromonte
Cerimonia inaugurale della statua bronzea di Grazia Deledda dell’artista nuorese Pietro Costa

26 Agosto ore 18.00 – Quartiere Monte Gurtei
Festa di Quartiere Monte Gurtei

2 Settembre ore 9.00 – Nuoro
Notte Bianca a Nuoro

3 Settembre ore 21.00 – Casa Buscarini
La rivolta teatrale degli anni ’70 tra sperimentazione e antropologia culturale – convegno culturale – Comp. Teatrale Garcia Lorca

10 Settembre ore 21.00 – Viale Repubblica
Notte Bianca viale Repubblica

Enogastronomia

15 Agosto ore 13.00 – ExMè Piazza Mameli, Piazza Vittorio Emanuele, C.so Garibaldi, Via G. Deledda
Degustazione di prodotti enogastronomici a tema Deleddiano

20 Agosto ore 21 – Colle S. Onofrio
Sardinia rock night Fiera delle birre artigianali sarde e musica – Sardinia Rock Agency

28 Agosto ore 9.00 – Piazza Vittorio Emanuele
Borghi di Campagna Amica – Promozione dei prodotti agricoli locali certificati – Coldiretti Nuoro Ogliastra

Mostre e Esposizioni

01/19 Agosto – Exmè piazza Mameli
Costumi sardi tra Otto e Novecento – “Cartoline dal passato” Mostra fotografica

13 e 27 Agosto – Corso Garibaldi
Mercatino delle antichità

21 Agosto ore 19.30 – Casa Fadda
M.L.Wagner e il suo viaggio in Sardegna – mostra fotografica sulla vita rustica dei pastori e contadini nella Sardegna degli anni ’20

27/28 Agosto dalle 10.00 – Casa Contrafforti
Mostra del pane di Villaurbana – Proloco Villaurbana – Mostra del tappeto e tessuti di Nule di G. Campus e M.G. Chessa

27/28 Agosto dalle 10.00 – Casa F.Ciusa
Sentieri d’Argilla – Terre suoni e visioni di Sardegna – Ceramisti Rassu, Serpi, Manis




Folklore e Tradizione

12 Agosto ore 21.00 – Antico Santuario delle Grazie
Sas Chenapuras de F. S. Ruiu conversazioni e immagini nell’Antico Santuario delle Grazie – S’Assunta: Vestizione de S’Assunta (Orgosolo) – A Curri S’acchixedda (Guasila) E Processione Dei Ceri (Siurgus Donigala)

16 Agosto ore 21 – Piazza Sebastiano Satta
Festival Internazionale del Folklore – Associazione Amici del Folklore

19 Agosto ore 21.00 – Antico Santuario delle Grazie
Sas Chenapuras de F. S. Ruiu conversazioni e immagini nell’Antico Santuario delle Grazie – Candelieri e S’Apostuladu di Nulvi

19 Agosto ore 21.00 – Piazza Sebastiano Satta
Prèmiu de poesia sarda Armando Pira, III^ premio Rassegna di Tenores Tenore Angelo Caria

20 Agosto ore 18.00 – da Piazza Berlinguer a Piazza Seb. Satta
Vestizione e Sfilata delle maschere tradizionali della Sardegna

20 Agosto ore 21.00 – Piazza Sebastiano Satta
Dantzas Festival di musica tradizionale, Balladde Ballade Bois (Sardegna), Cogar cel band (Irlanda), Banda Brisca (Nord Italia – Francia) Silvio Peron (Occitania). Organizzata da Ass. Folk Nugoresas, Ballade Ballade Bois, Associazione Su Sonette Burgos

26 Agosto ore 21.00 – Antico Santuario delle Grazie
Sas Chenapuras de F. S. Ruiu conversazioni e immagini nell’Antico Santuario delle Grazie – Redentore – Su Contu In Nugoresu De Su Brunzu De Jerace

28 Agosto ore 10.00 – Da Viale Sardegna a Piazza Santa Maria della Neve
Sagra del Redentore – Sfilata dei Costumi e dei cavalieri in abiti tradizionali della Sardegna

28 Agosto ore 19.00 – Stadio Frogheri
Sagra del Redentore – Festival Regionale del folklore

29 Agosto ore 6.00 – Monte Ortobene
Sagra del Redentore – Festa religiosa – Pellegrinaggio lungo le pendici del Monte Ortobene

29 Agosto ore 11.00 – Parco Monte Ortobene
Sagra del Redentore – Festa religiosa – Messa Solenne Pro Su Redentore, celebrata dal Vescovo di Nuoro Mons. Mosè Marcia

29 Agosto ore 12.00 – Parco Monte Ortobene
Sagra del Redentore – Festa religiosa – Processione religiosa intorno al Parco Monte Ortobene

29 Agosto ore 12.30 – Parco Monte Ortobene
Sagra del Redentore – Festa religiosa – Assegnazione Premio “Su Redentore D’Oro, Sa Runchine” – Pro Loco Nuoro

29 Agosto ore 12.30 – Parco Monte Ortobene
Sagra del Redentore – Festa religiosa – Accoglienza ed invito dell’Amministrazione Comunale ai cittadini

29 Agosto ore 16.00 – Parco Monte Ortobene
Sagra del Redentore – Festa religiosa – Canti e balli sardi al suono di organettisti provenienti da tutta la Sardegna

2 Settembre ore 21.00 – Antico Santuario delle Grazie
Sas Chenapuras de F. S. Ruiu conversazioni e immagini nell’Antico Santuario delle Grazie – Sos Altarittos De Regnos Altos (Bosa), Santa Mariedda e Santa Maria Manna De Sauccu (Bortigali)

9 Settembre ore 21.00 – Antico Santuario delle Grazie
Sas Chenapuras de F. S. Ruiu conversazioni e immagini nell’Antico Santuario delle Grazie – A Granitula Di A Santa Di ‘O Niolu (Casamiccioli Corsica), Sos Martires ‘e Santu Juvanne (Fonni)



Sagra del Redentore la grande Festa della Città di Nuoro. Tradizioni e Cultura della Regione Sardegna sul Portale Le Vie della Sardegna. Usi e Costimi Sagre e Manifestazioni Religiose in Sardegna. Suonatrice di launeddas

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