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Santa Teresa Gallura :: Località Sarda considerata la perla della costa settentrionale, informazioni e curisità dal Portale Le Vie della Sardegna.

Località Sarde > Olbia Tempio


Capo Testa Levante
Capo Testa Ponente

Santa Teresa Gallura

Santa Teresa Gallura è situata nell'estremità del nord Sardegna, sul confine occidentale della Gallura. Sorge nella stretta insenatura naturale del Porto Longonsardo. Il territorio è caratterizzato da affioramenti granitici e da coste frastagliate. Popolata in epoca romana, la zona dove sorge Santa Teresa fu importante anche per i Pisani che dagli affioramenti granitici cavavano pietra da costruzione.
Il paese odierno è stato creato ex novo durante la presenza sabauda ed è ordinatamente scandito da strade rettilinee che si incrociano ad angolo retto, con al centro la piccola piazza dove sorge la chiesa di San Vittorio.

Abitanti: 4.436
Superficie: kmq 101,63
Provincia: Olbia-Tempio
Municipio: piazza Villa Marina - tel. 0789 740900
Guardia medica: via Enrico Berlinguer - tel. 0789 754079
Polizia municipale: via Del Porto - tel. 0789 754618
Biblioteca: via Bechi - tel. 0789 755527 - 741317
Ufficio postale: via Berlinguer - tel. 0789 755324



Stemma di Santa Teresa di Gallura

Informazioni, Curiosità ed Eventi a Santa Teresa Gallura

Il paese si snoda su un promontorio che guarda a Nord la costa meridionale della Corsica, che dista appena 11 miglia, a Nord-Est l'arcipelago de La Maddalena e ad ovest si affaccia sul Mar di Sardegna. Il sindaco attuale è Piero Bardanzellu. Il centro abitato si sviluppa attorno a due insenature: quella di porto Longone, in fondo alla quale c'è il porticciolo, e quella di Rena Bianca, che racchiude una spiaggia di sabbia finissima e bianca. Una delle caratteristiche peculiari della conformazione della cittadina è la pianta romana, ovvero un impianto urbano fatto di una rete di vie che si incrociano perpendicolarmente. La forma è tipica degli insediamenti piemontesi di origine militare e la dice quindi lunga sull'incidenza che ha avuto la presenza del contingente piemontese nei luoghi.

Eventi

La tradizione sarda si rinnova ogni anno grazie ad un calendario ricchissimo di manifestazioni.
In tutta l'Isola processioni, concerti, regate, spettacoli teatrali e mostre-mercato offrono un palcoscenico straordinario, allietando ed incantando il visitatore, lo spettatore, l'ascoltatore, dando luogo a proposte culturali che vanno incontro agli interessi più diversi.

Festa di Santa Reparata, primo sabato di settembre
Le celebrazioni si svolgono all’interno del santuario sul mare. I riti religiosi sono accompagnati da balli, musiche popolari e degustazioni di trippa e vino.
Festa di San Vittorio, Santa Teresa e Sant'Isidoro, 14-15-16 ottobre
Durante i festeggiamenti in onore dei Santi i riti civili accompagnano quelli religiosi. Presso la piazza principale del paese vengono allestite diverse bancarelle.
Festa di San Giuseppe, 1° maggio
I festeggiamenti si svolgono nella campagna di Saltara e sono caratterizzati dalla distribuzione di cibi e vini tradizionali.
Festa di San Pasquale, 16-17 maggio
La festa si celebra nell’omonima frazione.
Sagra della Canestra, 30 maggio
Distribuzione dei dolci tradizionali e del vermentino nella piazzetta di Santa Lucia caratterizzano la sagra.
Festa di Sant'Antonio, 13-14 giugno
La festa in onore del Santo ha luogo nella località di Buoncammino.
Anniversario della fondazione del paese, 12 agosto
Rievocazione in costume dell' avvenimento.

Da vedere

Sul promontorio roccioso che si affaccia sul mare sorge la torre Longosardo, eretta nel XVI secolo in età aragonese, da cui lo sguardo abbraccia sia la baia di Porto Longone che, sullo sfondo, le chiare scogliere che circondano la città corsa di Bonifacio. Sulla sinistra la costa scende verso la spiaggia di Rena Bianca che termina a poca distanza dallo scoglio dell'Isola Monica su cui rimangono le tracce di una cava abbandonata. Da segnalare inoltre per importanza culturale il complesso archeologico di Lu Brandali e la torre di Longonsardo.
Si consiglia inoltre una visita a Capo Testa, uno scoglio collegato alla terraferma da una striscia di sabbia, al quale si può arrivare percorrendo un tragitto molto panoramico aperto sulle baie di Colba e di Santa Reparata. Tra le cave moderne e antiche - qui i Romani scelsero la pietra per le colonne del Pantheon - e il profumo della vegetazione della macchia si raggiunge infine il faro di Capo Testa


Nel porto di Santa Teresa di Gallura
Santa Teresa Gallura é situata sull’estremità della costa settentrionale della Sardegna (Italy), affacciata sullo stretto delle Bocche di Bonifacio, è lo scalo dei traghetti che giornalmente collegano la Sardegna alla Corsica (Francia), dalla quale dista circa 9 miglia.
La cittadina è facilmente raggiungibile, dal porto e dall’aeroporto di Olbia, in meno di un’ora di macchina; dal porto di Porto Torres poco più di novanta minuti; circa due ore dall’aeroporto di Alghero.
A chi arriva via terra, Santa Teresa di Gallura, collocata in fondo al lungo rettilineo della via Nazionale, appare a prima vista uno dei pochi paesi di pianura della Sardegna. In realtà, e se ne accorge subito chi invece arriva dal mare, si sdraia su un tavolato roccioso, a 44 m. sul livello del mare, proteso verso il canale delle Bocche di Bonifacio, in un tratto in cui la costa è molto frastagliata.
Il paese attualmente conta n.4159 abitanti.
Il clima ha una temperatura media di 20 gradi a Giugno e Settembre e 24/26 in Luglio e Agosto. La primavera inizia già alla fine di febbraio e dura fino a maggio ed il clima è dolce.


Dalla città effettuano partenze regolari le seguenti autolinee:

  • ARST, Azienda Regionale Sarda Trasporti.
  • Autolinee delle Ferrovie della Sardegna, con linea per Tempio Pausania e Aglientu.
  • Nicos Group, per alcune destinazioni galluresi.
  • TurmoTravel, che garantisce i collegamenti con Olbia e Cagliari.

Territorio

Il paesaggio della Gallura è caratterizzato da rocce granitiche e da rilievi non particolarmente alti, ma di aspetto piuttosto aspro; il monte Limbara raggiunge i 1350 metri. Per millenni questi rilievi hanno costituito una barriera fra la regione gallurese e i territori delle Baronie e del Montalbo.
Le campagne dell'interno comprendono i comuni di Arzachena, Luogosanto, Aggius e Tempio Pausania; si tratta di zone scarsamente urbanizzate, dove si può ancora riconoscere, in alcuni punti, l'antica organizzazione del territorio nei tipici "stazzi", che per secoli hanno rappresentato il centro della vita contadina.
La costa orientale è frastagliata da una serie di piccoli fiordi, scogli e isolette che formano l'arcipelago della Maddalena. L'arcipelago crea una sorta di ponte naturale che conduce sino alla Corsica; al suo interno si trova anche l'isola di Caprera, ultimo asilo di Giuseppe Garibaldi.
La Gallura è il territorio che ospita la Costa Smeralda, località a forte vocazione turistica famoso in tutto il mondo e che offre ottimi servizi di ricezione e di intrattenimento, insieme a un paesaggio di bellezza ineguagliata.
L'antichità del territorio è testimoniata dalla presenza di numerose costruzioni, come quelle localizzate lungo la strada Arzachena-Luogosanto, la tomba dei giganti di Li Lolghi e la necropoli di Li Muri o quelle lungo la via Olbia-Arzachena, come il Tempietto nuragico di Malchittu e il nuraghe Albucciu. Sulla costa settentrionale, nelle vicinanze delle incantevoli spiagge di Capo Testa e di Santa Reparata, si possono osservare i tagli di cava delle miniere di granito ormai abbandonate.



Monumenti
DA VEDERE

Aglientu, torre di Vignola
Arzachena, circoli di Li Muri
Arzachena, nuraghe Albucciu
Arzachena, nuraghe La Prisciona
Arzachena, tempio di Malchittu
Arzachena, tomba di giganti di Coddu Vecchiu
Arzachena, tomba di giganti di Li Lolghi
Calangianus, fonte di Li Paladini
Calangianus, tomba di giganti di Pascareddha
Golfo Aranci, pozzo Sacro di Milis
La Maddalena-Caprera, casa di Garibaldi
Luogosanto, Chiesa di San Leonardo
Luogosanto, Chiesa di San Trano
Luogosanto, Chiesa di Santo Stefano
Luogosanto, palazzo di Baldu
Luras, dolmen di Alzoledda
Luras, dolmen di Billella
Luras, dolmen di Ciuledda
Olbia, Castel Pedreso



Rena Bianca
Cala Spinosa
Capo Testa
Cala Grande
La Liccia
Conca Verde
Lu Poltiddolu
Cala Sanbuco
Porto Pozzo
Porto Quadro
Santa Reparata
Valle dell'Erica
Porto Liscia Sciumara
Marmorata






COMUNI

Aggius
Aglientu
Arzachena
Badesi
Bortigiadas
Calangianus
Golfo Aranci
La Maddalena
Loiri Porto San Paolo
Luogosanto
Luras
Olbia
Palau
Sant'Antonio di Gallura
Santa Teresa Gallura
Telti
Tempio Pausania
Trinita' D'Agultu e Vignola
Viddalba

Santa Teresa di Gallura
Santa Teresa di Gallura


Affianco veduta panoramica dell’abitato di Santa Teresa Gallura disteso sul terrazzo roccioso che domina la profonda insenatura con uno dei porti turistici più importanti della zona.

Sotto scorcio di una via della cittadina con le sue caratteristiche case dai colori tenui.

Via di Santa Teresa di Gallura

REGINA DI SOLE E DI VENTO
Santa Teresa Gallura

Territorio di antiche civiltà affacciato sulle Bocche di Bonifacio,
oggi è una località turistica considerata la perla della costa settentrionale
DI WALKIRIA BALDINELLI - FOTOGRAFIE DI GIANMARIO MARRAS

Un alone di mistero avvolge Santa Teresa Gallura.
La sua collocazione geografica è strategica: costruita sul tavolato roccioso che si affaccia sulle Bocche di Bonifacio è stata, ed è tuttora, crocevia di popoli. Nel territorio teresino si sono intrecciate, in varie epoche, diverse civiltà; ciascuna ha segnato profondamente questo lembo di terra sarda.
A renderla misteriosa sono i segni lasciati da chi ci ha preceduto: sono impressi nelle pietre dei monumenti ancora oggi visibili o racchiusi nei ruderi di quelli distrutti, ma dei quali è viva la memoria.
I visitatori attenti riusciranno a “codificare” quanto suggerito da un paese fatto di rocce, che si esprime con “voce” di pietra e li scruta con “occhi” di pietra. Basta guardarsi intorno per capire l’alternarsi dei fenomeni culturali e gli eventi storici che si sono succeduti, legati al binomio inscindibile mare-granito. Si sovrappongono le civiltà nuragico-punica, romana, medievale, delle quali restano ampie vestigia: i villaggi nuragici, le cave romane, il castello di Longonsardo e la già citata torre cinquecentesca che domina lo stretto.
La civiltà nuragica dell’età del Bronzo ha trovato, nel territorio che gravita sulle Bocche, le condizioni ideali per l’insediamento, concentrato in agglomerati di capanne e di ripari sotto roccia, protetti da una serie di nuraghi disposti sulle formazioni granitiche che coronano, verso l’interno, la parte più settentrionale della Sardegna nuragica. Fra gli insediamenti più estesi, costituiti da nuraghi con villaggio circostante, sono visitabili quelli di Lu Brandali, di Vigna Marina e di La Testa. Lu Brandali è molto articolato: comprende un nuraghe, circondato da un antemurale provvisto di diverse torri, un villaggio di capanne e ripari sotto roccia, una tomba di giganti.


Baia di Rena Bianca


Un modo insolito di trascorrere le vacanze qui è la partecipazione diretta di volontari alle operazioni di scavo negli insediamenti prenuragici e nuragici di Lu Brandali. Gli appassionati di archeologia non possono lasciarsi sfuggire questa ghiotta occasione che il Comune di Santa Teresa Gallura, di concerto con la Soprintendenza dei Beni Archeologici di Sassari e Nuoro, propone da otto anni.
Le cave di granito testimoniano come il fiordo di Longone fu meta privilegiata anche in età romana.
Negli isolotti della Marmorata fino a punta Falcone, da Municca e soprattutto da Capicciolu, e Li Petri Taddati fino a cala Spinosa sono evidenti i segni dell’estrazione dei blocchi che, trasformati in colonne, sono stati utilizzati per ornare monumenti e ville patrizie laziali. Tibula, a capo Testa, ubicata a ridosso delle zone estrattive, era il capolinea della strada consolare di Olbia-Tibula.
Al controllo diretto del braccio di mare e degli approdi costieri si riferisce la storia del porto di Longonsardo, punto strategico e rifugio sicuro per quanti vi transitavano. Oggi il nuovo porto turistico (Bandiera Blu d’Europa dal 2000) costituisce uno dei centri marittimi più moderni e attrezzati di tutta l’area, scalo dei traghetti che giornalmente collegano la Sardegna alla Corsica.
Ha una capacità di 750 posti barca nelle varie categorie di natanti, fino a 30-35 metri.

Escursioni, sport e cultura

La vasta zona di capo Testa è ricca di luoghi suggestivi, le escursioni naturalistiche e archeologiche da effettuarsi a piedi aiutano a conoscere meglio questi lembi di costa gallurese. La possibile istituzione dell’Area marina protetta capo Testa-punta Falcone è attualmente in fase di studio, al fine di salvaguardare
questo patrimonio biologico, naturalistico e paesaggistico di inestimabile valenza ambientale. Il mare rappresenta, da sempre, la meraviglia più grande, con tante opportunità per essere goduto in tutti i periodi dell’anno: dalle attività di nautica da diporto, subacquea, degli sport velici a quelle della pesca d’altura, da vivere sui pescherecci, insieme ai pescatori locali o nelle battute organizzate. Attira a Santa Teresa Gallura
migliaia di visitatori (si passa da 4.000 abitanti nel periodo invernale a oltre 40 mila nella stagione estiva) che ogni anno nei mesi caldi affollano le suggestive spiagge, cale e calette disseminate nel lungo tratto di coste del territorio teresino. La spiaggia del paese è la Rena Bianca (Bandiera Blu d’Europa dal 1987). A pochi minuti dal centro un ventaglio di altre suggestive spiagge consente di percorrere un itinerario particolarmente affascinante sulla riviera gallurese, con acque color cobalto che sfuma in smeraldo corallino e graniti dalle fogge bizzarre.
Santa Teresa Gallura è insomma un paese autentico e accogliente, dalle mille sfaccettature dove le bellezze naturali, architettoniche e artistiche si coniugano con i numerosi appuntamenti culturali che il calendario annuale degli eventi e delle manifestazioni propone. L’episodio dei moti rivoluzionari del 1802, temeraria impresa compiuta contro le truppe regolari a opera di un gruppo di rivoluzionari sardi provenienti dalla Corsica, viene rievocato quest’anno il 20 giugno. Le vie e le piazze del paese si animano annualmente
anche il 12 agosto, giorno della fondazione della cittadina, con la sfilata, la rievocazione storica e la drammatizzazione itinerante.



Musica sulle Bocche è l’evento culturale di maggior prestigio. In programma dal 25 al 31 agosto, il “Festival internazionale di jazz ed altro tra l’Italia e la Francia sulle Bocche di Bonifacio” regala da cinque anni momenti suggestivi, emozionanti e innovativi, come i concerti all’alba, al tramonto e a notte fonda, sulle spiagge, nei porti, sulle navi e nelle piazze.


LO SPLENDIDO ENTROTERRA DELLA COSTA SMERALDA

Dalla Gallura al Monte Acuto

DI FRANCO FRESI
Fotografie di ANTONIO SABA

Santa Teresa di Gallura, situata com’è di fronte alla Corsica, è la cittadina più settentrionale della Sardegna. Fu fondata nel 1808 dai Savoia, proprio nel cuore delle Bocche di Bonifacio, per presidiare la costa dalle minacce di invasione delle forze napoleoniche.
Si dice che il nucleo originario, con la rigorosa geometria delle sue strade e i nitidi rettangoli delle piazze, lo avesse disegnato Vittorio Emanuele I in persona, ricalcandolo dalla lineare ortogonalità di Torino. Il nome di Santa Teresa è più un omaggio alla regina che alla santa, così come a San Vittorio (ma in onore del re) venne intitolata la parrocchiale. Il territorio era stato abitato già da prima dei piemontesi: vi si erano succeduti comunità nuragiche, i romani – che vi avevano fondato due centri, Tibula e Lungonis (nome quest’ultimo con cui tuttora i galluresi chiamano il paese) –, i genovesi e i pisani, Eleonora d’Arborea, gli aragonesi e i catalani. Meritano una visita la candida spiaggia di Rena Bianca, la torre aragonese dalla quale pare potersi toccare la bianca falesia della vicina Corsica, ma soprattutto la località di Capo Testa dove nei millenni il mare e il vento hanno trasformato il paesaggio dei graniti nella più singolare e affascinante galleria di uomini e animali di pietra.
Palau è un lindo paesello di mare, sulla costa settentrionale della Sardegna, di fronte all’isola di La Maddalena alla quale è collegato da numerose corse di traghetti. Fondato alla fine dell’Ottocento, deve il suo originario sviluppo alla linea ferroviaria (attualmente utilizzata solo a scopi turistici) che lo collegava a Tempio e a Sassari, e ora al turismo. Di forte richiamo sono la straordinaria roccia di Capo d’Orso, a 5 chilometri dal centro, il raffinato borgo marino di Porto Rafael e la zona archeologica di Li Mizzani.

Devozione e storia a Luogosanto

Uscendo da Palau sulla statale 125 si va verso Arzachena, capoluogo della Costa Smeralda. Trascuriamo gli itinerari costieri e dirigiamoci invece verso l’interno sulla strada che porta a Luogosanto, per fermarci a vedere quattro siti archeologici di grande rilevanza, tutti compresi in un fazzoletto di terra: il nuraghe La Prisgiona, le tombe nuragiche di Coddhu Ecchju e Li Lojghi, e la necropoli di Li Muri.
Si prosegue quindi per Luogosanto, distante 15 chilometri. Poco prima del paese una grande scalinata, nascosta dalla vegetazione: in parte ricavata dai capricci della roccia, in parte costruita con massi trovati sul posto, conduce, attraverso i suoi ripidissimi 448 gradini, al sommo del rilievo granitico su cui sorgono i resti imponenti del castello medievale di Balaiana con la chiesetta di San Leonardo, tutta in nudo granito, un tempo cappella del castello. Da lassù si ha una splendida vista panoramica. A 1 chilometro da Luogosanto c’è, sulla destra, il bivio che, percorrendo una stradina asfaltata che si snoda fra sugherete e macchia mediterranea, porta a un altro castello medievale, Santo Stefano, detto anche di Baldo. All’ingresso del paese, imperdibile la visita, sulla sommità dell’omonima collina, alla chiesetta-eremo di San Trano. È una suggestiva grotta naturale di granito, costruita nel luogo dove, secondo la leggenda, sarebbero sepolti i corpi di due pii anacoreti, Nicolò e Trano, che vi avrebbero soggiornato secoli addietro.
Dalla collina si gode una vista straordinaria, con lo sguardo che spazia fino alla Corsica. Tutto il territorio qui è ricco di chiesette campestri e di un’atmosfera mistica che motivano e giustificano il nome di Luogosanto, il “Locus Santus” del Giudicato di Gallura. Antichissimo centro rurale sulle pendici di Monti Ghjuanni tra graniti e boschi di querce, nel mese di settembre il paese diventa meta di un affollato pellegrinaggio
di fedeli diretti alla basilica-santuario di Nostra Signora, Regina di Gallura. Costruita nei primi anni del Duecento, vanta una “porta santa” che viene aperta ogni sette anni (il 7 settembre) con una cerimonia solenne. Attrazione turistica è anche, alla periferia del paese, la fonte della Filetta, le cui acque oligominerali, fresche e gradevolissime, hanno effetti curativi delle disfunzioni epatiche. La si raggiunge per una comoda strada asfaltata.
Facciamo un salto a Olbia – centro ampiamente conosciuto sul quale non occorre soffermarsi se non per segnalare la recentissima apertura di uno splendido (anche dal punto di vista architettonico, per merito di Vanni Maciocco) museo archeologico – e da qui, procedendo sulla provinciale per Lòiri e Padru, arriviamo al ponte sul fiume Padrogiano. Un cartello indica i resti di una fattoria romana. Scavata dall’archeologo Antonio Sanciu, attratto da un blocco di granito con inciso il simbolo di Tanit, deità punica, la fattoria, operativa intorno al 150 a.C., fu abbandonata verso il 25 d.C. Rimangono i resti dell’ingresso principale, di una casa d’abitazione a due piani, di stalle, di macine, di due cisterne forse usate per la conservazione dell’olio o del vino. Evidenti tracce di incendio fanno pensare a un saccheggio che ha distrutto la fattoria.
Castelli e tombe tra gli olivastri Appena più in là svettano i resti del castello medievale
di Pedres, erto su un’alta roccia di granito. Fu costruito dai Doria nell’area dove sorgeva Villa Petrosa, un villaggio di cui oggi rimangono poche tracce. Una curiosità: la chiesa di Pedres, di cui si hanno notizie solo nei documenti del 1600, era dedicata a San Trano (lo stesso eremita di Luogosanto?). Del castello restano invece imponenti vestigia: la cintura muraria di forma pentagonale e la torre a base quadrata, originariamente a tre piani. Dai documenti d’archivio si sa che, dopo essere passato dai genovesi ai pisani, agli inizi del Trecento era sotto il controllo aragonese; e che nelm 1339 il castellano era un frate dell’ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Il castello risulta ancora utilizzato alla fine del XVIII secolo.
Nelle vicinanze, sorge la tomba di giganti di Su Monte de s’Ape, quasi nascosta dalla macchia mediterranea e dagli olivastri. Secondo un’ipotesi accreditata, si tratta di una tomba a galleria (1800-1600 a.C) adattata successivamente (1600-1300 a.C) a tomba di
giganti. Consta di una camera tombale, di un’ampia esedra delimitata da 10 ortostati (lastre di pietra piantate verticalmente nel terreno) originariamente rinforzati da una panchina ormai in gran parte mancante.
Vi sono stati ritrovati materiale ceramico, frammenti di vasi da offerta e di oggetti a carattere funerario e un pugnale in bronzo. Il sepolcro potrebbe essere stato usato fino al Bronzo Recente (1300-1150 a.C.).
Proseguendo per una decina di chilometri, dopo aver attraversato Lòiri si arriva a Padru, grosso borgo agricolo che si stende in un’ampia conca ricca di sorgenti, di verdi quadrati di orti e floridi vigneti. Attuale frazione di Buddusò, Padru apparteneva nel Medioevo al ducato di Monte Acuto. Alla periferia del paese c’è l’antica chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo in stile rustico. Tipici insediamenti del vasto territorio lungo la provinciale che corre verso la S.S. 389 sono le frazioni dai nomi caratteristici: Biasì, Budò, Graniatogghju, Casteddu, Ludurru, Sa Serra, Sozza, Cuzzola, Pedrabianca, Sos Runcos. A Sa Serra è in attività una struttura agrituristica-bed and breakfast di prim’ordine.
Una trentina di chilometri dopo Padru ci si immette nella S.S. 389 e, continuando verso Buddusò, si raggiunge Alà dei Sardi. Quasi al centro di una conca bordata da colline coperte di sugherete, il centro agricolo-pastorale sorge su un leggero pendio.
I molti nuraghi che costellano il territorio dimostrano che esso fu densamente abitato in età preistorica. Il paese, dopo essere appartenuto nell’Alto Medioevo al Giudicato di Torres (curatoria di Monte Acuto), passò agli aragonesi. Nella parrocchiale di Sant’Agostino si possono ammirare un bel crocifisso e un’antica statua della Madonna del Rosario.
Da ricordare: il 4 ottobre, festa di San Francesco, migliaia di persone arrivano alla chiesa campestre del santo dove viene offerto a tutti un grande pranzo, per il quale vengono cucinati circa 40 quintali di ottima carne.
Nelle vicinanze del paese, a sud-ovest, si possono visitare alcune tombe di giganti e il tempietto nuragico di Sos Nuràttolos, uno dei cinque esistenti nell’Isola.
Ha pianta rettangolare (a megaron) e un recinto ovale. Simili costruzioni, secondo gli studiosi, sono sorte come nuraghi, adattati poi a tempietti del culto comunitario.

Cartina itinerari in Gallura

NELLA “SECONDA CASA” DEL CONTE UGOLINO

Il castello di Balaiana venne eretto nel 1050 da Costantino I giudice di Gallura. Sembra che dopo Costantino vi risiedessero temporaneamente anche altri giudici di Civita (l’attuale Olbia). Fu distrutto dal re Alfonso d’Aragona, intorno al 1422. Oggi ne resta soltanto una poderosa ala di muro lunga 6 metri e alta 4, restaurata di recente.
Fu risparmiata solo la cappella dedicata a San Leonardo, esempio singolare di costruzione sacra medievale.
Il “castello” di Santo Stefano pare fosse più una villa residenziale, un palazzo padronale. C’è chi afferma addirittura che fosse una delle tante “seconde case” del pisano Ugolino Visconti, più noto come Nino di Gallura, amico di Dante (che lo ricorda nella Divina Commedia), o di Ubaldo Visconti, figlio di Lamberto e di Elena di Gallura, marito della “giudicessa” Adelasia di Torres. Forse per questo la villa viene chiamata Lu Palazzu di Baldu. Rimangono ancora tre imponenti pareti in grandi blocchi di granito finemente lavorati e una scala esterna ridotta ormai a monconi di granito infissi nel muro. Le pareti sono abbellite da eleganti finestre a ogiva. Intorno, resti di un villaggio in cui potevano abitare
una trentina di persone: scavati da poco, hanno portato alla luce il basamento delle mura perimetrali, una fornace a struttura circolare per la cottura di tegole e oggetti in terracotta, vani di abitazioni, magazzini, stalle, botteghe artigianali. Tra i reperti ceramici, sono di particolare interesse frammenti di ciotole, catini e boccali smaltati e decorati da ricondurre alla “maiolica arcaica” pisana datata dal 1280 al 1450. Un altro gruppo di reperti presenta tutte le caratteristiche della ceramica detta italo-moresca e di quella islamica occidentale. Un importante reperto
vitreo sembra collegarsi direttamente alla produzione vetraria siriana del XII-XIV secolo.

IL MAGNETISMO DEI “GIGANTI”

Alla tomba di giganti di Li Mizzani si arriva da Palau attraverso una strada asfaltata solo per un tratto.
Qui il rabdomante di Palau Mauro Aresu, una decina d’anni fa, disteso su una pietra della tomba per riposarsi, constatò la scomparsa dei dolori reumatici che l’affliggevano da anni: il ramoscello biforcuto che usava per il proprio lavoro di cercatore d’acqua si agitava nel sito archeologico sebbene sottoterra non ci fossero falde freatiche.
Fece i suoi esperimenti pure nelle aree archeologiche di Arzachena e altrove: i fenomeni si presentavano uguali, anche in altre persone, come forze capaci di lenire i dolori legati al sistema osseo e nervoso. Dedusse quindi che le forze prodotte dalle “linee magnetiche”, come lui le chiama, attivate dalla presenza dell’acqua, e quelle prodotte dai siti archeologici sono simili: solo che queste ultime hanno anche potere terapeutico.
Dal momento della scoperta, sulla quale Aresu ha scritto due libri, i turisti estivi si recano, alla tomba di giganti di Li Mizzani in flusso quasi continuo.
Altrettanto accade per le tombe di Coddhuì Ecchju e di Li Lojghi, ad Arzachena.


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