Santa Teresa Gallura :: Località turistica Sarda considerata la perla della costa settentrionale, informazioni e curisità dal Portale Le Vie della Sardegna. - Le Vie della Sardegna :: Partendo da Sassari Turismo, Notizie Storiche e Attuali sulla Sardegna, Sagre Paesane e Manifestazioni Religiose, Cultura e Cucina Tipica Sarda, Monumenti da visitare, Spiagge e Montagne dell'Isola. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali, suggerimenti su B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, presenti nel territorio. Informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze e dell'Informazione. Sardegna Turismo dove andare e come arrivare, tutte le notizie che vuoi conoscere sull'Isola più bella del Mediterraneo. Scopri sul Portale Le Vie della sardegna le più belle località turistiche dell'Isola e la loro storia, i personaggi illustri e di cultura nati in terra Sarda.

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Santa Teresa Gallura :: Località turistica Sarda considerata la perla della costa settentrionale, informazioni e curisità dal Portale Le Vie della Sardegna.

Località > Olbia Tempio
Santa Teresa Gallura spiaggia Rena Bianca come arrivare
Santa Teresa Gallura
Santa Teresa Gallura è situata nell'estremità del nord Sardegna, sul confine occidentale della Gallura. Sorge nella stretta insenatura naturale del Porto Longonsardo. Il territorio è caratterizzato da affioramenti granitici e da coste frastagliate. Popolata in epoca romana, la zona dove sorge Santa Teresa fu importante anche per i Pisani che dagli affioramenti granitici cavavano pietra da costruzione. Il paese odierno è stato creato ex novo durante la presenza sabauda ed è ordinatamente scandito da strade rettilinee che si incrociano ad angolo retto, con al centro la piccola piazza dove sorge la chiesa di San Vittorio.

Abitanti: 4.436
Superficie: kmq 101,63
Provincia: Olbia-Tempio
Municipio: piazza Villa Marina - tel. 0789 740900
Guardia medica: via Enrico Berlinguer - tel. 0789 754079
Polizia municipale: via Del Porto - tel. 0789 754618
Biblioteca: via Bechi - tel. 0789 755527 - 741317
Ufficio postale: via Berlinguer - tel. 0789 755324
Santa Teresa Gallura piazza Vittorio Emanuele I, informazioni turistiche e curiosità su questa famosa località balneare della Sardegna.
Informazioni Curiosità ed Eventi
a Santa Teresa Gallura
Il paese si snoda su un promontorio che guarda a Nord la costa meridionale della Corsica, che dista appena 11 miglia, a Nord-Est l'arcipelago de La Maddalena e ad ovest si affaccia sul Mar di Sardegna. Il sindaco attuale è Piero Bardanzellu. Il centro abitato si sviluppa attorno a due insenature: quella di porto Longone, in fondo alla quale c'è il porticciolo, e quella di Rena Bianca, che racchiude una spiaggia di sabbia finissima e bianca. Una delle caratteristiche peculiari della conformazione della cittadina è la pianta romana, ovvero un impianto urbano fatto di una rete di vie che si incrociano perpendicolarmente. La forma è tipica degli insediamenti piemontesi di origine militare e la dice quindi lunga sull'incidenza che ha avuto la presenza del contingente piemontese nei luoghi.

Eventi
La tradizione sarda si rinnova ogni anno grazie ad un calendario ricchissimo di manifestazioni. In tutta l'Isola processioni, concerti, regate, spettacoli teatrali e mostre-mercato offrono un palcoscenico straordinario, allietando ed incantando il visitatore, lo spettatore, l'ascoltatore, dando luogo a proposte culturali che vanno incontro agli interessi più diversi.

  • Festa di Santa Reparata, primo sabato di settembre Le celebrazioni si svolgono all’interno del santuario sul mare. I riti religiosi sono accompagnati da balli, musiche popolari e degustazioni di trippa e vino.
  • Festa di San Vittorio, Santa Teresa e Sant'Isidoro, 14-15-16 ottobre Durante i festeggiamenti in onore dei Santi i riti civili accompagnano quelli religiosi. Presso la piazza principale del paese vengono allestite diverse bancarelle.
  • Festa di San Giuseppe, 1° maggio I festeggiamenti si svolgono nella campagna di Saltara e sono caratterizzati dalla distribuzione di cibi e vini tradizionali.
  • Festa di San Pasquale, 16-17 maggio La festa si celebra nell’omonima frazione.
  • Sagra della Canestra, 30 maggio Distribuzione dei dolci tradizionali e del vermentino nella piazzetta di Santa Lucia caratterizzano la sagra.
  • Festa di Sant'Antonio, 13-14 giugno La festa in onore del Santo ha luogo nella località di Buoncammino.
  • Anniversario della fondazione del paese, 12 agosto Rievocazione in costume dell' avvenimento.


Da vedere
Sul promontorio roccioso che si affaccia sul mare sorge la torre Longosardo, eretta nel XVI secolo in età aragonese, da cui lo sguardo abbraccia sia la baia di Porto Longone che, sullo sfondo, le chiare scogliere che circondano la città corsa di Bonifacio. Sulla sinistra la costa scende verso la spiaggia di Rena Bianca che termina a poca distanza dallo scoglio dell'Isola Monica su cui rimangono le tracce di una cava abbandonata. Da segnalare inoltre per importanza culturale il complesso archeologico di Lu Brandali e la torre di Longonsardo.
Si consiglia inoltre una visita a Capo Testa, uno scoglio collegato alla terraferma da una striscia di sabbia, al quale si può arrivare percorrendo un tragitto molto panoramico aperto sulle baie di Colba e di Santa Reparata. Tra le cave moderne e antiche - qui i Romani scelsero la pietra per le colonne del Pantheon - e il profumo della vegetazione della macchia si raggiunge infine il faro di Capo Testa


Nel porto di Santa Teresa di Gallura
Santa Teresa Gallura é situata sull’estremità della costa settentrionale della Sardegna (Italy), affacciata sullo stretto delle Bocche di Bonifacio, è lo scalo dei traghetti che giornalmente collegano la Sardegna alla Corsica (Francia), dalla quale dista circa 9 miglia. La cittadina è facilmente raggiungibile, dal porto e dall’aeroporto di Olbia, in meno di un’ora di macchina; dal porto di Porto Torres poco più di novanta minuti; circa due ore dall’aeroporto di Alghero. A chi arriva via terra, Santa Teresa di Gallura, collocata in fondo al lungo rettilineo della via Nazionale, appare a prima vista uno dei pochi paesi di pianura della Sardegna. In realtà, e se ne accorge subito chi invece arriva dal mare, si sdraia su un tavolato roccioso, a 44 m. sul livello del mare, proteso verso il canale delle Bocche di Bonifacio, in un tratto in cui la costa è molto frastagliata. Il paese attualmente conta n.4159 abitanti. Il clima ha una temperatura media di 20 gradi a Giugno e Settembre e 24/26 in Luglio e Agosto. La primavera inizia già alla fine di febbraio e dura fino a maggio ed il clima è dolce.


Dalla città effettuano partenze regolari le seguenti autolinee:
  • ARST, Azienda Regionale Sarda Trasporti.
  • Autolinee delle Ferrovie della Sardegna, con linea per Tempio Pausania e Aglientu.
  • Nicos Group, per alcune destinazioni galluresi.
  • TurmoTravel, che garantisce i collegamenti con Olbia e Cagliari.

Territorio Il paesaggio della Gallura è caratterizzato da rocce granitiche e da rilievi non particolarmente alti, ma di aspetto piuttosto aspro; il monte Limbara raggiunge i 1350 metri. Per millenni questi rilievi hanno costituito una barriera fra la regione gallurese e i territori delle Baronie e del Montalbo. Le campagne dell'interno comprendono i comuni di Arzachena, Luogosanto, Aggius e Tempio Pausania; si tratta di zone scarsamente urbanizzate, dove si può ancora riconoscere, in alcuni punti, l'antica organizzazione del territorio nei tipici "stazzi", che per secoli hanno rappresentato il centro della vita contadina. La costa orientale è frastagliata da una serie di piccoli fiordi, scogli e isolette che formano l'arcipelago della Maddalena. L'arcipelago crea una sorta di ponte naturale che conduce sino alla Corsica; al suo interno si trova anche l'isola di Caprera, ultimo asilo di Giuseppe Garibaldi. La Gallura è il territorio che ospita la Costa Smeralda, località a forte vocazione turistica famoso in tutto il mondo e che offre ottimi servizi di ricezione e di intrattenimento, insieme a un paesaggio di bellezza ineguagliata. L'antichità del territorio è testimoniata dalla presenza di numerose costruzioni, come quelle localizzate lungo la strada Arzachena-Luogosanto, la tomba dei giganti di Li Lolghi e la necropoli di Li Muri o quelle lungo la via Olbia-Arzachena, come il Tempietto nuragico di Malchittu e il nuraghe Albucciu. Sulla costa settentrionale, nelle vicinanze delle incantevoli spiagge di Capo Testa e di Santa Reparata, si possono osservare i tagli di cava delle miniere di granito ormai abbandonate.
Capo Testa Cala Spinosa a Santa Teresa Gallura spiaggia meravigliosa della Gallura in Sardegna.
Spiagge del comune di Santa Teresa Gallura

Cala Balcaccia si trova in località La Licciola, nel comune di Santa Teresa Gallura ed è raggiungibile solo dal mare. Ha un fondo di sabbia fine di colore grigio chiaro.
Cala Spinosa si trova nella località Capo Testa, nel comune di Santa Teresa Gallura. È raggiungibile seguendo le indicazioni per il faro di Capo Testa e percorrendo a piedi ripidi sentieri.
Capo Testa Rena di Levante Il bianco litorale di Rena di Levante si trova nella località di Capo Testa nel paese di Santa Teresa Gallura. Una lunga spiaggia sabbiosa circondata da calette rocciose e dalla tipica macchia mediterranea.
Capo Testa Rena di Ponente Il litorale di Rena di Ponente si trova nella località di Capo Testa nel paese di Santa Teresa Gallura. Una bianca spiaggia sabbiosa circondata da calette rocciose, tafoni granitici e dalla tipica macchia mediterranea.
Cala Grande – Valle della Luna è una spiaggia molto conosciuta. Alti massi granitici giganteschi plasmati dalla millenaria azione del vento offrono uno scenografico contorno alle varie calette immerse in una folta e incontaminata macchia mediterranea.
Cala Grande si trova sul promontorio di Capo Testa, nel comune di Santa Teresa Gallura, sulla costa nord­ occidentale della Sardegna. Da Santa Teresa Gallura prendi via Tibula ed esci dal paese imboccando la Strada Provinciale per Capo Testa. Superato l’istmo di Capo Testa, svolta verso sinistra su Strada Poltusinu e continua per circa 1 chilometro seguendo le indicazioni.
Cala Sanbuco Cala bellissima con vista sulle isole dell’Arcipelago di La Maddalena. La spiaggia si presenta con un arenile bianchissimo e composto da sabbia finissima.
Conca Verde La spiaggia si trova nella località Conca Verde, del comune di Santa Teresa Gallura. L'arenile si presenta con un fondo di sabbia grossa, con sfumature ocra-dorate, alternata a scogli di granito.
La Liccia La spiaggia de La Liccia fa parte del meraviglioso complesso di spiagge che appartengono al territorio di Santa Teresa Gallura. È una spiaggia lunga circa un chilometro di fine sabbia bianca che si affaccia su un mare cristallino. La si raggiunge tramite la strada provinciale per Sassari, strada litoranea direzione Castelsardo. Dopo circa 5 chilometri da Santa Teresa, si svolta a destra e si prosegue fino ad arrivare al mare.
La Cunchedda Si trova nella località Conca Verde, del comune di Santa Teresa Gallura. La sabbia grossa e di colore rosa è circondata dagli scogli. Si arriva dalla SS 133 bis nella direzione di Palau
Lu Pultiddolu La Spiaggia Lu Pultiddolu è una piccola e soleggiata baia molto tranquilla ricca di rigogliosa vegetazione di macchia mediterranea. Il litorale è di soffice sabbia bianca, bagnato da un bellissimo mare turchese, trasparente e cristallino, con suggestivi scogli di forme e grandezze diverse che affiorano dalle sue acque. Per raggiungerla si intraprende la strada litoranea in direzione Castelsardo: dopo circa 3 km si svolta a destra e si prosegue lungo una stradina asfaltata che raggiunge Lu Pultiddolu.
Marmorata Situata nel tratto di costa più settentrionale della Sardegna, ai piedi del promontorio di Capo Falcone è una spiaggia molto ampia di fine sabbia bianca con calette rocciose, circondata da una verde macchia mediterranea. Il mare è limpido, trasparente e ha un fondale basso. La Marmorata è circondata da una scenografia naturale molto suggestiva e nei paraggi si trova inoltre una cava di granito abbandonata. Raggiungibile partendo da Santa Teresa in direzione Palau dopo circa 5 chilometri si svolta a sinistra al bivio segnalato, si supera il primo incrocio a 500 metri, si svolta a destra al secondo arrivando alla spiaggia.
Porto Liscia Sciumara La spiaggia di Porto Liscia prende il nome dal fiume che sfocia nelle sue acque ed è la più estesa tra quelle del comune di Santa Teresa Gallura. Essa è racchiusa tra la penisola Coluccia e l’Isuledda coprendo una distanza di circa 8 km. E’ costituita di sabbia dorata di natura granitica ed è bagnata da un mare trasparente e cristallino con un basso fondale sabbioso, è  molto frequentata dai praticanti di surf e windsurf. Vicino alla spiaggia si trova lo stagno di Sciumara, che assieme alla foce del Liscia ha dato vita ad un’avifauna di grande interesse naturalistico. La spiaggia si raggiunge partendo da Santa Teresa si prosegue per Palau, dopo il bivio per San Pasquale, frazione di Santa Teresa, subito dopo la casa cantoniera si gira a sinistra e dopo circa 6 Km si arriva alla spiaggia.
Porto Pozzo La spiaggia si raggiunge percorrendo la strada da Santa Teresa per Palau per circa 12 Km. Il basso livello dei fondali marini permette, soprattutto ai bambini,di fare il bagno tranquillamente .E’ dotata di ampio parcheggio.
Porto Quadro La spiaggia di Porto Quadro si trova a 4 km dal centro di Santa Teresa Gallura in una Baia di fronte alle Bocche di Bonifacio. Ambiente non molto grande ma  piacevole dove è disponibile sia uno spazio attrezzato che uno libero, sia uno spazio per i cani. Angolo ristoro presente, parcheggio gratuito. Come arrivare: da Santa Teresa Gallura prendere le indicazioni per il porticciolo turistico e poi seguire sempre per Porto Quadro dopo circa 4 km si arriva al villaggio Porto Quadro proseguire ancora diritti per circa 500 mt e si trovano le indicazioni che indicano spiaggia.
Rena Bianca La spiaggia La Rena Bianca dal 1987 riceve il riconoscimento di Bandiera blu d'Europa. L'assegnazione è fatta dalla FEE (Foundation for Environmental Education) per: qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale. La spiaggia, situata alla periferia nord del paese, è lunga circa 300 metri, è formata da sabbia finissima, che in alcuni tratti assume un colore rosa per la presenza di minuscoli frammenti di rocce e di corallo. L'acqua è limpidissima. Il fondale, basso per largo tratto, favorisce la balneazione dei bambini e delle persone inesperte nel nuoto. E' dotata di accessi per i disabili, docce e bagni pubblici. Può contare anche su un ampio parcheggio ed un chiosco bar.
Santa Reparata Cala Santa Reparata si trova nella località La Colba, nel comune di Santa Teresa Gallura. È facilmente raggiungibile dalla strada per Capo Testa, prima di Rena Ponente, venendo da sud. Partendo da Santa Teresa ci dirigiamo verso Capo Testa, dopo 1,8 Km circa svoltiamo a sinistra in direzione Baja di Santa Reparata. Raggiungiamo la spiaggia dopo 1 Km. circa. La spiaggia sabbiosa con calette rocciose e macchia mediterranea. Il vento dominante è il Ponente quindi riparatissima dal vento di Levante. I fondali limpidissimi e le ricche scogliere che racchiudono la baja fanno si che questa sia zona e luogo preferito dai sub.
Valle dell'Erica Dista a circa 15 Km. dal centro urbano di Santa Teresa in direzione Palau S.S. 133. La spiaggia è molto bella e non facile da arrivare, chiedere informazioni in loco. Non ve ne pentirete. Il litorale è formato da minuscoli chicchi di granito di cui spuntano enormi massi levigati dal vento. La vista spazia fino a Punta Sardegna e l’arcipelago di La Maddalena sullo sfondo.

Scopriamo Santa Teresa di Gallura
REGINA DI SOLE E DI VENTO
Santa Teresa Gallura

Territorio di antiche civiltà affacciato sulle Bocche di Bonifacio,
oggi è una località turistica considerata la perla della costa settentrionale


Un alone di mistero avvolge Santa Teresa Gallura. La sua collocazione geografica è strategica: costruita sul tavolato roccioso che si affaccia sulle Bocche di Bonifacio è stata, ed è tuttora, crocevia di popoli. Nel territorio teresino si sono intrecciate, in varie epoche, diverse civiltà; ciascuna ha segnato profondamente questo lembo di terra sarda. A renderla misteriosa sono i segni lasciati da chi ci ha preceduto: sono impressi nelle pietre dei monumenti ancora oggi visibili o racchiusi nei ruderi di quelli distrutti, ma dei quali è viva la memoria. I visitatori attenti riusciranno a “codificare” quanto suggerito da un paese fatto di rocce, che si esprime con “voce” di pietra e li scruta con “occhi” di pietra. Basta guardarsi intorno per capire l’alternarsi dei fenomeni culturali e gli eventi storici che si sono succeduti, legati al binomio inscindibile mare-granito. Si sovrappongono le civiltà nuragico-punica, romana, medievale, delle quali restano ampie vestigia: i villaggi nuragici, le cave romane, il castello di Longonsardo e la già citata torre cinquecentesca che domina lo stretto. La civiltà nuragica dell’età del Bronzo ha trovato, nel territorio che gravita sulle Bocche, le condizioni ideali per l’insediamento, concentrato in agglomerati di capanne e di ripari sotto roccia, protetti da una serie di nuraghi disposti sulle formazioni granitiche che coronano, verso l’interno, la parte più settentrionale della Sardegna nuragica. Fra gli insediamenti più estesi, costituiti da nuraghi con villaggio circostante, sono visitabili quelli di Lu Brandali, di Vigna Marina e di La Testa. Lu Brandali è molto articolato: comprende un nuraghe, circondato da un antemurale provvisto di diverse torri, un villaggio di capanne e ripari sotto roccia, una tomba di giganti.
Un modo insolito di trascorrere le vacanze qui è la partecipazione diretta di volontari alle operazioni di scavo negli insediamenti prenuragici e nuragici di Lu Brandali. Gli appassionati di archeologia non possono lasciarsi sfuggire questa ghiotta occasione che il Comune di Santa Teresa Gallura, di concerto con la Soprintendenza dei Beni Archeologici di Sassari e Nuoro, propone da otto anni. Le cave di granito testimoniano come il fiordo di Longone fu meta privilegiata anche in età romana. Negli isolotti della Marmorata fino a punta Falcone, da Municca e soprattutto da Capicciolu, e Li Petri Taddati fino a cala Spinosa sono evidenti i segni dell’estrazione dei blocchi che, trasformati in colonne, sono stati utilizzati per ornare monumenti e ville patrizie laziali. Tibula, a capo Testa, ubicata a ridosso delle zone estrattive, era il capolinea della strada consolare di Olbia-Tibula. Al controllo diretto del braccio di mare e degli approdi costieri si riferisce la storia del porto di Longonsardo, punto strategico e rifugio sicuro per quanti vi transitavano. Oggi il nuovo porto turistico (Bandiera Blu d’Europa dal 2000) costituisce uno dei centri marittimi più moderni e attrezzati di tutta l’area, scalo dei traghetti che giornalmente collegano la Sardegna alla Corsica.
Ha una capacità di 750 posti barca nelle varie categorie di natanti, fino a 30-35 metri.

Escursioni, sport e cultura
La vasta zona di capo Testa è ricca di luoghi suggestivi, le escursioni naturalistiche e archeologiche da effettuarsi a piedi aiutano a conoscere meglio questi lembi di costa gallurese. La possibile istituzione dell’Area marina protetta capo Testa-punta Falcone è attualmente in fase di studio, al fine di salvaguardare questo patrimonio biologico, naturalistico e paesaggistico di inestimabile valenza ambientale. Il mare rappresenta, da sempre, la meraviglia più grande, con tante opportunità per essere goduto in tutti i periodi dell’anno: dalle attività di nautica da diporto, subacquea, degli sport velici a quelle della pesca d’altura, da vivere sui pescherecci, insieme ai pescatori locali o nelle battute organizzate. Attira a Santa Teresa Gallura migliaia di visitatori (si passa da 4.000 abitanti nel periodo invernale a oltre 40 mila nella stagione estiva) che ogni anno nei mesi caldi affollano le suggestive spiagge, cale e calette disseminate nel lungo tratto di coste del territorio teresino. La spiaggia del paese è la Rena Bianca (Bandiera Blu d’Europa dal 1987). A pochi minuti dal centro un ventaglio di altre suggestive spiagge consente di percorrere un itinerario particolarmente affascinante sulla riviera gallurese, con acque color cobalto che sfuma in smeraldo corallino e graniti dalle fogge bizzarre. Santa Teresa Gallura è insomma un paese autentico e accogliente, dalle mille sfaccettature dove le bellezze naturali, architettoniche e artistiche si coniugano con i numerosi appuntamenti culturali che il calendario annuale degli eventi e delle manifestazioni propone. L’episodio dei moti rivoluzionari del 1802, temeraria impresa compiuta contro le truppe regolari a opera di un gruppo di rivoluzionari sardi provenienti dalla Corsica, viene rievocato quest’anno il 20 giugno. Le vie e le piazze del paese si animano annualmente anche il 12 agosto, giorno della fondazione della cittadina, con la sfilata, la rievocazione storica e la drammatizzazione itinerante. Musica sulle Bocche è l’evento culturale di maggior prestigio. In programma dal 25 al 31 agosto, il “Festival internazionale di jazz ed altro tra l’Italia e la Francia sulle Bocche di Bonifacio” regala da cinque anni momenti suggestivi, emozionanti e innovativi, come i concerti all’alba, al tramonto e a notte fonda, sulle spiagge, nei porti, sulle navi e nelle piazze.
LO SPLENDIDO ENTROTERRA DELLA COSTA SMERALDA
Dalla Gallura al Monte Acuto

Santa Teresa di Gallura, situata com’è di fronte alla Corsica, è la cittadina più settentrionale della Sardegna. Fu fondata nel 1808 dai Savoia, proprio nel cuore delle Bocche di Bonifacio, per presidiare la costa dalle minacce di invasione delle forze napoleoniche. Si dice che il nucleo originario, con la rigorosa geometria delle sue strade e i nitidi rettangoli delle piazze, lo avesse disegnato Vittorio Emanuele I in persona, ricalcandolo dalla lineare ortogonalità di Torino. Il nome di Santa Teresa è più un omaggio alla regina che alla santa, così come a San Vittorio (ma in onore del re) venne intitolata la parrocchiale. Il territorio era stato abitato già da prima dei piemontesi: vi si erano succeduti comunità nuragiche, i romani – che vi avevano fondato due centri, Tibula e Lungonis (nome quest’ultimo con cui tuttora i galluresi chiamano il paese) –, i genovesi e i pisani, Eleonora d’Arborea, gli aragonesi e i catalani. Meritano una visita la candida spiaggia di Rena Bianca, la torre aragonese dalla quale pare potersi toccare la bianca falesia della vicina Corsica, ma soprattutto la località di Capo Testa dove nei millenni il mare e il vento hanno trasformato il paesaggio dei graniti nella più singolare e affascinante galleria di uomini e animali di pietra.
Palau è un lindo paesello di mare, sulla costa settentrionale della Sardegna, di fronte all’isola di La Maddalena alla quale è collegato da numerose corse di traghetti. Fondato alla fine dell’Ottocento, deve il suo originario sviluppo alla linea ferroviaria (attualmente utilizzata solo a scopi turistici) che lo collegava a Tempio e a Sassari, e ora al turismo. Di forte richiamo sono la straordinaria roccia di Capo d’Orso, a 5 chilometri dal centro, il raffinato borgo marino di Porto Rafael e la zona archeologica di Li Mizzani.

Devozione e storia a Luogosanto
Uscendo da Palau sulla statale 125 si va verso Arzachena, capoluogo della Costa Smeralda. Trascuriamo gli itinerari costieri e dirigiamoci invece verso l’interno sulla strada che porta a Luogosanto, per fermarci a vedere quattro siti archeologici di grande rilevanza, tutti compresi in un fazzoletto di terra: il nuraghe La Prisgiona, le tombe nuragiche di Coddhu Ecchju e Li Lojghi, e la necropoli di Li Muri. Si prosegue quindi per Luogosanto, distante 15 chilometri. Poco prima del paese una grande scalinata, nascosta dalla vegetazione: in parte ricavata dai capricci della roccia, in parte costruita con massi trovati sul posto, conduce, attraverso i suoi ripidissimi 448 gradini, al sommo del rilievo granitico su cui sorgono i resti imponenti del castello medievale di Balaiana con la chiesetta di San Leonardo, tutta in nudo granito, un tempo cappella del castello. Da lassù si ha una splendida vista panoramica. A 1 chilometro da Luogosanto c’è, sulla destra, il bivio che, percorrendo una stradina asfaltata che si snoda fra sugherete e macchia mediterranea, porta a un altro castello medievale, Santo Stefano, detto anche di Baldo. All’ingresso del paese, imperdibile la visita, sulla sommità dell’omonima collina, alla chiesetta-eremo di San Trano. È una suggestiva grotta naturale di granito, costruita nel luogo dove, secondo la leggenda, sarebbero sepolti i corpi di due pii anacoreti, Nicolò e Trano, che vi avrebbero soggiornato secoli addietro. Dalla collina si gode una vista straordinaria, con lo sguardo che spazia fino alla Corsica. Tutto il territorio qui è ricco di chiesette campestri e di un’atmosfera mistica che motivano e giustificano il nome di Luogosanto, il “Locus Santus” del Giudicato di Gallura. Antichissimo centro rurale sulle pendici di Monti Ghjuanni tra graniti e boschi di querce, nel mese di settembre il paese diventa meta di un affollato pellegrinaggio di fedeli diretti alla basilica-santuario di Nostra Signora, Regina di Gallura. Costruita nei primi anni del Duecento, vanta una “porta santa” che viene aperta ogni sette anni (il 7 settembre) con una cerimonia solenne. Attrazione turistica è anche, alla periferia del paese, la fonte della Filetta, le cui acque oligominerali, fresche e gradevolissime, hanno effetti curativi delle disfunzioni epatiche. La si raggiunge per una comoda strada asfaltata. Facciamo un salto a Olbia – centro ampiamente conosciuto sul quale non occorre soffermarsi se non per segnalare la recentissima apertura di uno splendido (anche dal punto di vista architettonico, per merito di Vanni Maciocco) museo archeologico – e da qui, procedendo sulla provinciale per Lòiri e Padru, arriviamo al ponte sul fiume Padrogiano. Un cartello indica i resti di una fattoria romana. Scavata dall’archeologo Antonio Sanciu, attratto da un blocco di granito con inciso il simbolo di Tanit, deità punica, la fattoria, operativa intorno al 150 a.C., fu abbandonata verso il 25 d.C. Rimangono i resti dell’ingresso principale, di una casa d’abitazione a due piani, di stalle, di macine, di due cisterne forse usate per la conservazione dell’olio o del vino. Evidenti tracce di incendio fanno pensare a un saccheggio che ha distrutto la fattoria. Castelli e tombe tra gli olivastri. Appena più in là svettano i resti del castello medievale
di Pedres, erto su un’alta roccia di granito. Fu costruito dai Doria nell’area dove sorgeva Villa Petrosa, un villaggio di cui oggi rimangono poche tracce. Una curiosità: la chiesa di Pedres, di cui si hanno notizie solo nei documenti del 1600, era dedicata a San Trano (lo stesso eremita di Luogosanto?). Del castello restano invece imponenti vestigia: la cintura muraria di forma pentagonale e la torre a base quadrata, originariamente a tre piani.
Dai documenti d’archivio si sa che, dopo essere passato dai genovesi ai pisani, agli inizi del Trecento era sotto il controllo aragonese; e che nelm 1339 il castellano era un frate dell’ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Il castello risulta ancora utilizzato alla fine del XVIII secolo.
Nelle vicinanze, sorge la tomba di giganti di Su Monte de s’Ape, quasi nascosta dalla macchia mediterranea e dagli olivastri. Secondo un’ipotesi accreditata, si tratta di una tomba a galleria (1800-1600 a.C) adattata successivamente (1600-1300 a.C) a tomba di giganti. Consta di una camera tombale, di un’ampia esedra delimitata da 10 ortostati (lastre di pietra piantate verticalmente nel terreno) originariamente rinforzati da una panchina ormai in gran parte mancante. Vi sono stati ritrovati materiale ceramico, frammenti di vasi da offerta e di oggetti a carattere funerario e un pugnale in bronzo. Il sepolcro potrebbe essere stato usato fino al Bronzo Recente (1300-1150 a.C.). Proseguendo per una decina di chilometri, dopo aver attraversato Lòiri si arriva a Padru, grosso borgo agricolo che si stende in un’ampia conca ricca di sorgenti, di verdi quadrati di orti e floridi vigneti. Attuale frazione di Buddusò, Padru apparteneva nel Medioevo al ducato di Monte Acuto. Alla periferia del paese c’è l’antica chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo in stile rustico.
Tipici insediamenti del vasto territorio lungo la provinciale che corre verso la S.S. 389 sono le frazioni dai nomi caratteristici: Biasì, Budò, Graniatogghju, Casteddu, Ludurru, Sa Serra, Sozza, Cuzzola, Pedrabianca, Sos Runcos. A Sa Serra è in attività una struttura agrituristica-bed and breakfast di prim’ordine. Una trentina di chilometri dopo Padru ci si immette nella S.S. 389 e, continuando verso Buddusò, si raggiunge Alà dei Sardi. Quasi al centro di una conca bordata da colline coperte di sugherete, il centro agricolo-pastorale sorge su un leggero pendio. I molti nuraghi che costellano il territorio dimostrano che esso fu densamente abitato in età preistorica. Il paese, dopo essere appartenuto nell’Alto Medioevo al Giudicato di Torres (curatoria di Monte Acuto), passò agli aragonesi. Nella parrocchiale di Sant’Agostino si possono ammirare un bel crocifisso e un’antica statua della Madonna del Rosario.
Da ricordare: il 4 ottobre, festa di San Francesco, migliaia di persone arrivano alla chiesa campestre del santo dove viene offerto a tutti un grande pranzo, per il quale vengono cucinati circa 40 quintali di ottima carne. Nelle vicinanze del paese, a sud-ovest, si possono visitare alcune tombe di giganti e il tempietto nuragico di Sos Nuràttolos, uno dei cinque esistenti nell’Isola. Ha pianta rettangolare (a megaron) e un recinto ovale. Simili costruzioni, secondo gli studiosi, sono sorte come nuraghi, adattati poi a tempietti del culto comunitario.

NELLA “SECONDA CASA” DEL CONTE UGOLINO
Il castello di Balaiana venne eretto nel 1050 da Costantino I giudice di Gallura. Sembra che dopo Costantino vi risiedessero temporaneamente anche altri giudici di Civita (l’attuale Olbia). Fu distrutto dal re Alfonso d’Aragona, intorno al 1422. Oggi ne resta soltanto una poderosa ala di muro lunga 6 metri e alta 4, restaurata di recente. Fu risparmiata solo la cappella dedicata a San Leonardo, esempio singolare di costruzione sacra medievale. Il “castello” di Santo Stefano pare fosse più una villa residenziale, un palazzo padronale. C’è chi afferma addirittura che fosse una delle tante “seconde case” del pisano Ugolino Visconti, più noto come Nino di Gallura, amico di Dante (che lo ricorda nella Divina Commedia), o di Ubaldo Visconti, figlio di Lamberto e di Elena di Gallura, marito della “giudicessa” Adelasia di Torres.
Forse per questo la villa viene chiamata Lu Palazzu di Baldu. Rimangono ancora tre imponenti pareti in grandi blocchi di granito finemente lavorati e una scala esterna ridotta ormai a monconi di granito infissi nel muro. Le pareti sono abbellite da eleganti finestre a ogiva. Intorno, resti di un villaggio in cui potevano abitare una trentina di persone: scavati da poco, hanno portato alla luce il basamento delle mura perimetrali, una fornace a struttura circolare per la cottura di tegole e oggetti in terracotta, vani di abitazioni, magazzini, stalle, botteghe artigianali. Tra i reperti ceramici, sono di particolare interesse frammenti di ciotole, catini e boccali smaltati e decorati da ricondurre alla “maiolica arcaica” pisana datata dal 1280 al 1450. Un altro gruppo di reperti presenta tutte le caratteristiche della ceramica detta italo-moresca e di quella islamica occidentale. Un importante reperto vitreo sembra collegarsi direttamente alla produzione vetraria siriana del XII-XIV secolo.
IL MAGNETISMO DEI “GIGANTI”
Alla tomba di giganti di Li Mizzani si arriva da Palau attraverso una strada asfaltata solo per un tratto. Qui il rabdomante di Palau Mauro Aresu, una decina d’anni fa, disteso su una pietra della tomba per riposarsi, constatò la scomparsa dei dolori reumatici che l’affliggevano da anni: il ramoscello biforcuto che usava per il proprio lavoro di cercatore d’acqua si agitava nel sito archeologico sebbene sottoterra non ci fossero falde freatiche.
Fece i suoi esperimenti pure nelle aree archeologiche di Arzachena e altrove: i fenomeni si presentavano uguali, anche in altre persone, come forze capaci di lenire i dolori legati al sistema osseo e nervoso.
Dedusse quindi che le forze prodotte dalle “linee magnetiche”, come lui le chiama, attivate dalla presenza dell’acqua, e quelle prodotte dai siti archeologici sono simili: solo che queste ultime hanno anche potere terapeutico. Dal momento della scoperta, sulla quale Aresu ha scritto due libri, i turisti estivi si recano, alla tomba di giganti di Li Mizzani in flusso quasi continuo. Altrettanto accade per le tombe di Coddhuì Ecchju e di Li Lojghi, ad Arzachena.

Come arrivare alla tomba dei giganti di Li Mizzani
Da Olbia si prende, in prossimità del porto marittimo Isola Bianca, la SS 125 in direzione di Santa Teresa Gallura. Si attraversa Arzachena e si prosegue sino all'incrocio con Palau ma, anziché svoltare per la SP 123, si svolta a s. immettendosi sulla SS 133 per Santa Teresa. Giunti all'altezza di un ristorante, si svolta a sinistra in una stradina asfaltata da percorrere sino ad incontrare un bivio da imboccare a s. Si procede per circa km 4,5 sino a raggiungere uno spiazzo dove si gira a d. seguendo le indicazioni per la tomba. Si lascia l'auto poco più avanti in uno spiazzo e si prosegue a piedi oltrepassando un cancello di legno. La tomba si trova a pochi metri dal cancello a s. del sentiero, all'interno di un recinto di pali di legno.

 

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