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Il Sassarese e i Territori Nord Occidentali :: Un pezzo di Sardegna caratterizzato inoltre da emergenze archeologiche estremamente suggestive, come il Tempio di Monte d'Accoddi a Sassari o il nuraghe Santo Antine a Torralba, e testimonianze storico-artistiche spettacolari, quali la Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianos o il Retablo maggiore di Ardara.

Territorio > Territori Storici Sardi


Sassari, Cattedrale, 1854
Sassari La Cavalcata

Territori storici, microcosmi di Sardegna

Suddivisa, per volontà referendaria, in otto province, la struttura della Sardegna è ulteriormente caratterizzata da specificità territoriali di indubbio interesse che rappresentano microcosmi densi di ricchezze ambientali e culturali valorizzate e valorizzabili. L'Isola mantiene infatti viva e vitale la suddivisione, apportata in epoca medievale, delle quattro entità giudicali - Cagliari, Torres, Arborea e Gallura - in curatorie, cioè in circoscritte regioni agevolmente amministrabili. Il cuore pulsante dell'Isola comprende territori ricchi di tradizione e paesaggi naturali d'eccezione come la Barbagia, le Baronie, il Gennargentu, il Supramonte, il Mandrolisai, il Barigadu, il Sarcidano e il Goceano. Scenari inconsueti e spesso poco conosciuti ricchi di fascino e identità per scoprire angoli e ritagli di una Sardegna dai mille volti.



Territori Nord-occidentali

Dalla zona pianeggiante della Nurra, il cui paesaggio è animato da una ricca vegetazione e da una costa densa di sfumature accattivanti, i territori della zona Nord Occidentale della Sardegna si presentano con le loro numerose specificità, fra le quali quelle lagate all'artigianato: dai cestini dell'Anglona, che trovano nel museo dell'intreccio di Castelsardo il luogo della massima espressione, dai vermentini del Meilogu agli oli del Sassarese e ai ricami di Villanova.



Un pezzo di Sardegna caratterizzato inoltre da emergenze archeologiche estremamente suggestive, come il Tempio di Monte d'Accoddi a Sassari o il nuraghe Santo Antine a Torralba, e testimonianze storico-artistiche spettacolari, quali la Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianos o il Retablo maggiore di Ardara.

Sassarese

Il territorio che comprende la seconda città sarda, Sassari, da questa prende il nome, estendendosi nell'area che la circonda fino allo sbocco nella spiaggia di Platamona, il lido dei sassaresi, che la frequentano assiduamente nei mesi estivi.
La città di Sassari, sede di un rinomato ateneo universitario, ha un aspetto tendenzialmente moderno, ma conserva fra le mura medievali angoli di particolare rilievo storico, a partire dal centro, caratterizzato da strette vie che si diramano al suo interno, e con numerose chiese che testimoniano le diverse epoche: il duomo, dedicato a San Nicola, è in stile gotico; la chiesa di Santa Maria di Betlem edificata nel XIII secolo è custode dei candelieri, enormi ceri di legno rappresentativi delle diverse arti e mestieri, che sfilano il 14 di agosto; San Pietro di Silki, di impianto romanico, ha un'unica navata. In una palazzina in stile neoclassico si trova il Museo nazionale che conserva importanti reperti preistorici e medievali, oltre ad un consistente numero di materiali etnografici.
Uscendo dalla città si incontra poi la chiesa di San Michele di Plaiano, antica abbazia medievale che conserva l'originaria copertura a capriate.
Unico nel suo genere è il monumento megalitico di Monte d'Accoddi, costruito su un preesistente villaggio di capanne in età preistorica.
Di sicuro interesse Porto Torres, antica colonia romana nel golfo dell'Asinara, che ancora conserva i resti delle terme Palazzo del re barbaro (III-IV secolo) e la chiesa di San Gavino di stile romanico-pisano al cui interno si trovano le spoglie dei tre martiri turritani, Gavino, Proto e Gianuario.


I Comuni che fanno parte di questo Territorio Nord Occidentale Sardo

Cargeghe, Codrongianos, Florinas, Ittiri, Muros, Osilo, Ossi, Ploaghe,
Porto Torres, Putifigari, Sassari, Sennori, Sorso, Tissi, Uri, Usini.


Lago di Baratz.

Lago Baratz

Il lago, noto anche con il nome di Barazza, si trova nei pressi di Porto Ferro a nord di Alghero, ai piedi del rilievo di Monte de S'Abe. È famoso per essere l'unico lago naturale della Sardegna: si è originato, infatti, circa centomila anni fa, quando il livello del mare era più alto e copriva l'insenatura di Capo Ferro fino alla zona del Baratz. Nonostante si tratti di un lago a tutti gli effetti, quindi caratterizzato da acqua dolce e chiusa, l'origine marina è stata confermata dal rinvenimento di fossili di tale natura nelle dune gialle che lo separano dal mare.
Il lago è piccolo (il suo perimetro raggiunge 12 chilometri) ma molto suggestivo. Innanzitutto perché è circondato da vasti cordoni di dune sabbiose accumulatesi per il forte vento che investe Porto Conte e che ha trasportato nella zona lacustre imponenti quantità di sabbia; inoltre, per il fatto che è inserito in un incantevole scenario paesaggistico, ricoperto da una rigogliosa pineta dove abitano la palma nana, il corbezzolo, il mirto, la ginestra.
Come arrivare
Dalla SS 131 si prosegue in direzione Alghero sulla nuova strada statale. Imboccata la Statale si prosegue in direzione Santa Maria la Palma. Successivamente si prosegue per Capo Caccia seguendo le indicazioni e da qui si prosegue fino al bivio per il Lago di Baratz.
Attività praticabili
Nel lago è presente una ricca fauna composta da volatili, tartarughe e pesci d'acqua dolce. È quindi praticabile il birdwatching: tra gli uccelli che è possibile osservare si segnalano lo svasso piccolo, il tuffetto, l'airone cenerino, la garzetta, oltre naturalmente alle folaghe e ai gabbiani.
È inoltre possibile praticare escursioni in mountain bike e moto cross. Per gli amanti del trekking sono presenti diversi sentieri forniti di segnaletica.
Informazioni utili e servizi
Nei pressi del lago è presente un centro di educazione ambientale, che permette eventuali attività didattiche sul territorio. Per informazioni si rimanda al settore ambiente del Comune di Sassari (tel. 079 279632)
Contatti
Stazione forestale di Sassari
tel. 348 2573230


La Nurra

Zona pianeggiante e fertile posta all'estremità nordoccidentale dell'Isola, la Nurra è caratterizzata da una ricca complessità paesaggistica, dove alla pianura si alternano aree collinari, i vigneti, le zone minerarie, i villaggi nuragici fino alla discesa, verso nord, al mare azzurro della spiaggia della Pelosa presso Stintino o, a sud, del promontorio di Capocaccia. Dominano inoltre boschi di pino nonché tipiche specie della macchia mediterranea quali lentisco, erica, palma nana, corbezzolo, mirto. Per quanto attiene alla fauna, si rinvengono esemplari di picchio rosso, barbagianni, civetta, succiacapre. In particolare tra i mammiferi sono presenti il cinghiale, la lepre e la volpe.
Nelle ampie spianate campestri si trovano tracce della frequentazione del territorio fin dal neolitico nelle sepolture nella Grotta Verde, nelle necropoli a domus de janas di Anghelu Ruju nel comune di Alghero, nelle vicinanze dei filari della casa vinicola "Sella e Mosca", quindi a Santu Pedru e a Calvia, ai complessi nuragici di Palmavera e di Sant'Imbenia; offrono testimonianza dell'epoca romana i resti dei diversi centri che vi vennero edificati e della lunga dominazione spagnola le torri costiere erette a difesa del territorio.
Il paesaggio è ulteriormente arricchito dalla presenza nella Nurra dell'unico lago naturale in Sardegna, quello di Baratz, armoniosamente circondato da alte dune sabbiose che ne rievocano l'origine marina.
I centri abitati sono, con l'esclusione di Alghero e di Fertilia, città di fondazione, molto piccoli, ma di sicuro interesse per le loro peculiarità storiche: innanzitutto, i villaggi minerari di Argentiera e Canaglia, dove fino a qualche tempo fa venivano sfruttati alcuni giacimenti di piombo argentifero e dove oggi è possibile visitare l'area, soprattutto quella suggestiva dell'Argentiera a ridosso del mare.


I Comuni che fanno parte di questo Territorio Nord Occidentale Sardo



Alghero, Olmedo, Stintino.

Grotte di Nettuno

Grotta di Nettuno
Alghero


In una delle estremità del golfo di Porto Conte - Capo Caccia si trova la grotta di Nettuno, la più famosa della Sardegna. Si può raggiungerla per mezzo di una scalinata, l'Escala del Cabirol, che si avvinghia sul costone ovest del capo raggiungendo l'imboccatura della grotta.
La grotta, lunga oltre un chilometro, è raggiungibile anche via mare, per mezzo di imbarcazioni in partenza dal molo principale del porto di Alghero. E' un servizio che opera durante la stagione turistica e consente trasferimento e visita in circa tre ore.
L'accesso alla grotta avviene attraverso un passaggio coperto di concrezioni di vegetazione verde, e ci si spinge sino ad un lago alimentato dal mare, in un percorso fitto di concrezioni colonnari.
Attraverso un sentiero si arriva a una colonna che si eleva fino alla volta con la quale forma due arcate spettacolari. Più avanti, una linea di colonne porta al bacino del lago, chiamato la Reggia, da cui si intravede una spiaggia dalla sabbia bianchissima e, nell'ultima parte della grotta, il terrazzo chiamato Tribuna della musica.
Verso la parte destra, dove si apre una zona chiusa al pubblico e accessibile solo da parte di speleologi, si sviluppa un percorso che conduce prima al Lago dei Funghi, e poi, attraverso una galleria detta Metrò, all'enorme salone il cui lato destro è occupato dal Lago Semilunare.
Come arrivare
La grotta di Nettuno è raggiungibile in due modi: via terra e via mare. Nel primo caso è necessario raggiungere il piazzale Capo Caccia, nella omonima località costiera, da cui ci si avvia per delle visite guidate. Via mare, invece, occorre imbarcarsi in un traghetto delle compagnie private dedicate alle escursioni verso la grotta dal porto di Alghero.
Informazioni utili e servizi
Esiste un servizio di visita guidata attivo tutto l'anno e ramificato in diverse lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e catalano. Da Pasqua fino ad ottobre è possibile visitare il sito dalle 8.00 del mattino alle 20.00. Per raggiungere la grotta via terra, una volta arrivati nel piazzale Capo Caccia, è sufficiente leggere nella bacheca apposita tutte le informazioni sulle modalità di visita. L'ingresso alla grotta ha un costo di € 10 per gli adulti, 7 € per i gruppi, € 5 per i bambini.
Adottando la soluzione di visita via mare è necessario imbarcarsi in un traghetto preposto alla visita verso la grotta nel porto di Alghero. Il biglietto per la traversata è di € 13, a cui vanno aggiunti poi i 10 € per la visita guidata nella grotta.
Contatti
Ufficio turistico del comune di Alghero
Tel: 079 979054



L'Anglona

Il territorio che si affaccia nel golfo dell'Asinara è naturalmente caratterizzato da coste suggestive per la costante alternanza di spiagge e spuntoni rocciosi. Il centro principale del territorio è indubbiamente Castelsardo, edificata nel XII secolo, ad opera della famiglia genovese dei Doria, su uno sperone di roccia a strapiombo sul mare che lambisce il golfo. Alla medesima epoca risalgono le mura di fortificazione e il castello, oggi sede di un interessante Museo dell'Intreccio, dedicato cioè all'arte della cestineria particolarmente sviluppata nella zona.
Procedendo invece verso l'interno si ritrova una serie di chiese romaniche, edificate dai monaci invitati, in epoca medievale, ad insediarsi nell'Isola: così, Nostra Signora di Tergu (XI secolo) in trachite rossastra e calcare bianco, poco distante dal centro abitato; quindi Santa Maria Maddalena a Chiaramonti, San Pietro delle Immagini a Bulzi, San Giorgio a Perfugas.
Il territorio è abitato fin dal paleolitico inferiore, come dimostrano i reperti trovati nell'area di Perfugas, ma la ricchezza archeologica risiede nelle numerose domus de janas, ed in una in particolare: la roccia dell'elefante, a Castelsardo, roccia trachitica che ricorda la forma del grande mammifero all'interno della quale sono stati scavati i cunicoli sepolcrali.
Inoltre, la cultura nuragica è testimoniata da numerosi monumenti, come il tempio a pozzo sacro di Predio Canopoli, con una camera circolare sotterranea nella quale viene raccolta l'acqua.
L'intero territorio è stato poi densamente abitato anche in epoca romana ed è un'area prevalentemente pastorale, caratterizzata dalla presenza di resti di foresta pietrificata.


I Comuni che fanno parte di questo Territorio Nord Occidentale Sardo


Bulzi, Castelsardo, Chiaramonti, Erula, Laerru, Martis, Nulvi, Perfugas,
Santa Maria Coghinas, Sedini, Tergu, Valledoria.

Castello fortezza di Castelsardo
Valledoria foto aerea.

Villanova

La lunga fascia che si estende dalla spiaggia della Speranza al Capo Marargiu prende nome dall'altopiano di Villanova e si addentra fino a raggiungere le sponde del lago del Temo, abbracciando i due comuni di Villanova Monteleone e Monteleone Roccadoria.
Il territorio è caratterizzato dalla bellezza della costa lungo cui corre la panoramica Alghero-Bosa, disegnata a strapiombo sul mare, dalla quale è possibile ammirare il colore delle acque da un lato e dall'altro il verde della caratteristica macchia mediterranea ricca di lentisco, cisto e mirto.
Ultima roccaforte della famiglia genovese dei Doria fu il piccolo borgo di Monteleone Roccadoria, il cui nome è legato a Su Monte, l'altura nella quale venne costruito il villaggio, espugnato nel 1436 dagli Aragonesi dopo tre anni di lungo assedio. A ricordo, resta la graziosa chiesa romanica di Santo Stefano, edificata nel XIII secolo. Gli abitanti di Monteleone Roccadoria si trasferirono nella quasi totalità in un'area pianeggiante dove fondarono il paese di Villanova Monteleone e ponendo a difesa del territorio la torre di Badde Jana, per proteggerlo dalle frequenti incursioni piratesche che depredavano di beni e uomini soprattutto le località in prossimità delle coste.
Il borgo medievale di Villanova mantiene inalterate le proprie peculiarità nel grazioso centro storico, caratterizzato da case con pietre di calcare e trachite poste a vista e da una feconda produzione artigianale soprattutto di tappeti e cestini. È qui il primo Museo Fotografico dell'Isola, che vanta un'esposizione permanente assolutamente imperdibile.

I Comuni che fanno parte di questo Territorio Nord Occidentale Sardo


Cossoine, Mara, Monteleone Rocca Doria, Padria, Pozzomaggiore, Romana, Villanova Monteleone.



Meilogu

Parte centrale e centromeridionale dell’antico giudicato di Torres, il Meilogu (così chiamato perchè posto in "mediu logu", vale a dire nel cuore del giudicato), è un territorio particolarmente interessante da un punto di vista paesaggistico in quanto alle tracce della forte impronta agropastorale, caratterizzata dalla presenza delle tipiche costruzioni della transumanza, aggiunge esemplari delle diverse civiltà che l'hanno abitato fin dalla preistoria, come testimoniano le numerose domus de janas o i nuraghi. Fra questi ultimi, spicca per la bellezza del paesaggio circostante, dello stato di conservazione e delle capacità architettoniche delle popolazioni locali, il nuraghe di Santu Antine in territorio di Torralba, nel cui abitato si trova il museo della Valle dei Nuraghi.
L'architettura romanica ha lasciato nel Meilogu un episodio significativo dell'architettura romanica in Sardegna, con la chiesa palatina di Santa Maria del Regno di Ardara. Essa spicca con la sua eleganza, data anche dal nero basalto con cui è costruita, su una scenografica vallata alle pendici orientali del Montesanto. In epoca giudicale vi prestavano giuramento i sovrani di Torres. Al suo interno si trova il grandioso Retablo Maggiore di Ardara, di 12 metri, il più grande polittico del XVI - XVI secolo nell'Isola, una vera e propria esplosione di colori.
Altra preziosa testimonianza dell'architettura romanica è l'abbazia di San Pietro di Sorres nel territorio del comune di Borutta, eretta tra l'XI e il XII secolo, con accanto un convento benedettino nel quale, fra le altre occupazioni, i frati producono piante officinali e di dedicano al restauro di antichi volumi.
Il territorio dà anche nome ad un vino Vermentino, di colore dorato, che accompagna – nella qualità che raggiunge i 12% vol. – i piatti di mare e – in quella più alcolica (14% vol.) – i tipici dolci a base di mandorle.



I Comuni che fanno parte di questo Territorio Nord Occidentale Sardo

Ardara, Banari, Bessude, Bonnanaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Giave, Ittireddu, Mores, Semestene, Siligo, Thiesi, Torralba.

Bonnanaro Sagra della Ciliegia
Bonnaro paesaggio
Costume di Ittiri, dettaglio dei bottoni.
Chiesa di San Pietro di Silki, Sassari
La vetrina delle Aziende Sarde

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