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Seui :: Situato al centro della Barbagia è famoso per la bellezza del suo territorio ricco di storia, cultura e tradizioni, nei dintorni del paese si segnalano grotte e cavità naturali, varie tombe dei giganti, domus de janas e sei nuraghi.

Località Sarde > Ogliastra


Il palazzo del Comune Seui Provincia dell'Ogliastra

Seui
Situato al centro della Barbagia, Seui è famoso per la bellezza del suo territorio ricco di storia, cultura e tradizioni. Nei dintorni del paese si segnalano grotte e cavità naturali, varie tombe dei giganti, domus de janas e sei nuraghi. Nel centro storico sono presenti esempi di abitazioni in pietra scistosa con balconcini in ferro battuto e porte in legno intagliato.

Abitanti: 1432
Superficie: kmq 148,15
Municipio: via della Sapienza, 38 - tel. 0782 54611
Cap: 08037
Guardia medica: via Roma, 27 - tel. 0782 54642
Polizia municipale: via della Sapienza, 38 - tel. 0782 54611
Biblioteca: via Leopardi - tel. 0782 539007
Ufficio postale: via Roma, 254 - tel. 0782 54286

Stemma araldico del comune di Seui

I tacchi e le falesie del Tonneri. Dal Centro Servizi della Foresta di Montarbu (dove è possibile il pernottamento) comincia la salita verso la più alta vetta del compendio demaniale: Pizzu Margiani Pubusa (punta volpe upupa) che dai suoi 1320 m offre uno spettacolare panorama che va dalla falesia del Monte Tonneri, alla Vallata del Flumendosa e il Gennargentu di Arzana a nord; alla zona di Perda Liana di Gairo ad est; alla foresta di Montarbu, di Taccu Mannu e i tacchi d’Ogliastra a sud; alla Barbagia di Seulo a ovest. Abbandonata la vetta, comincia la discesa lungo il sentiero escursionistico n.113, che dopo aver lambito l’ighiottitoio carsico di Su Stampu , 48 m di profondità, prosegue per S’arcu e Pirastu Trottu da dove una salita porta l’escursionista nel territorio di Gairo Sant’Elena in direzione della torre calcarea di Perda Liana, le falesie del Tonneri.

I tacchi e le falesie del Tonneri

Informazioni Turistiche e Curiosità su Seui

Le prime testimonianze scritte del paese risalgono al XIV secolo, sebbene il suo territorio fosse abitato sin dal III millennio a.C. Secondo la leggenda i primi abitanti furono gli Iliesi, compagni di Enea, i quali fuggiti dalla ormai distrutta Ilio (Troia), si stabilirono nell'isola. Nelle zone "Funtana mercusei", "Coili 'e genna cussa", "Santu Perdu", "Orburedu", "Genna 'e mori", "Ardasai", "Arduei" e "Cercessa", si trovano ancora oggi dei resti della civiltà prenuragica e nuragica. Tra i più significativi troviamo frammenti ceramici, resti di ossidiana e di rame fuso, "circoli tombali" costruiti con grosse pietre conficcate verticalmente sul terreno e disposte in circolo, tombe dei giganti simili a Dolmen, cioè formati da uno o più blocchi di pietra verticali che ne sorreggono uno o più orizzontali, pozzi sacri, nuraghi monotorre e polilobati (i più conosciuti sono quelli di Margiani pubusa, Sa lei, Funtana manna). La civiltà nuragica cessò di esistere nel momento in cui i romani penetrarono militarmente nella Barbagia. Nel 534 la Sardegna divenne bizantina e il territorio fu diviso in distretti chiamati Merèie, governati da uno Judex che stava a Calaris (Cagliari) e presidiati da un esercito che stava a Forum Traiani (attualmente Fordongianus), al comando di un Dux. Nel frattempo, invece, nelle Barbagie si creò un effimero regno indipendente, con tradizioni religiose e laiche sardo-pagane, di cui Ospitione fu uno dei sovrani. Dopo il declino della dominazione bizantina nell'isola e la successiva formazione dei giudicati, Seui è appartenuto al marchesato di Quirra, quindi al ducato di Mandas. In seguito il paese è passato, insieme al resto della Sardegna, sotto la dominazione del regno d'Aragona (dal 1233 al 1479) e di quello spagnolo (dal 1479 al 1708). In questi lunghi secoli le uniche attività economiche erano l'agricoltura e l'allevamento del bestiame praticate con sistemi arcaici. Inoltre, non esisteva la moneta come strumento di scambio. Nel 1708, a causa della guerra di secessione spagnola, il governo del regno di Sardegna passò di fatto nelle mani degli austriaci e nel 1718, col trattato di Londra, venne ceduta ai duchi di Savoia, principi del Piemonte. La storia di Seui è legata in parte alla miniera carbonifera di San Sebastiano, dove tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento, si estraeva l'antracite, utilizzata per la vicina ferrovia. Nel 1901 la Sardegna venne divisa in due sole provincie e così Seui fece parte della provincia di Cagliari. Nel 1927 passò alla provincia di Nuoro e nel maggio 2005, con la costituzione delle nuove provincie, venne incluso in quella dell'Ogliastra. Riguardo l'origine del toponimo ci sono pareri discordanti. Alcuni studiosi affermano che derivi da "Seuli", poiché pare che il paese sia stato fondato da pastori seulesi. Un altro significato è "segum bubulum", gente che segue i buoi. L'archeologo Spano Giovanni sostiene che il nome di Seui derivi dalla lingua fenicia col significato letterale di "solitudine". Nel centro storico sono ancora presenti esempi di abitazioni in pietra scistosa con balconcini in ferro battuto e porte in legno intagliato, la cui lavorazione artigiana era abbastanza diffusa. Tra le varie costruzioni, le più caratteristiche sono il carcere spagnolo, attivo dal 1600 sino al 1975 come carcere mandamentale, la "Casa Farci" del 1800, aperta e inaugurata al pubblico nel luglio 2003, e la palazzina Liberty del 1905, in passato sede della società mineraria Monteponi, le quali fanno parte del percorso del Sistema Museale Seuese, e il palazzo municipale del 1877 che ospita la galleria civica. Gli oggetti esposti rappresentano una testimonianza tangibile degli usi e dei costumi delle tradizioni popolari, un legame intimo e profondo con un passato ricco di storia e di cultura. Altre costruzioni caratteristiche sono degli antichi sottopassaggi "Su porci". Tradizioni Tra le usanze più importanti del paese vanno citate quella legata alla festa di San Giovanni Battista, che consisteva nella preparazione di ''su cardamponi'', un pranzo collettivo a base di carne arrosto preparato dai pastori del paese e di altri prodotti della campagna. Questa viene accompagnata da celebrazioni religiose, di buon auspicio per la nuova annata. Un'altra usanza è legata alle feste invernali di San Sebastiano, di Sant'Antonio Abate e di Sant'Efisio, e consisteva nell'allestimento di falò in varie piazze del paese. "Su Scravamentu" è, invece, una tradizione religiosa che prevede la deposizione del Cristo dalla croce e la processione per le vie del paese.
Leggende e racconti popolari su Seui Tra i vari racconti popolari ricordiamo le leggende di "Su pascifera", pastore invisibile della selvaggina e protettore dei mufloni, e "Sa rutta 'e is diaulus", presunta porta dell'inferno al confine tra Seui e Ussassai, descritta dal Casalis nel "Dizionario geografico storico degli stati sardi". La leggenda di "Perdasarbas", narra che nel villaggio di San Cristoforo la gente era "mmala e ffrastimmada Deus e Nnostra Signora", per questo motivo Gesù Cristo le trasformò in pietre (G. Bottiglione, Vita Sarda, racconti). Infine, secondo un'altra leggenda, San Cristoforo, per espiare la sua pena per aver ucciso i genitori, fu costretto ad attraversare il fiume "erriu de Santu Cristolu" con in braccio un bambino, che altro non era che Gesù Bambino.
Territorio Seui è il più importante centro della Barbagia di Seulo, situato sulle pendici meridionali del Gennargentu, a 800 metri sul livello del mare. E' famoso per i suoi caratteristici paesaggi e i rigogliosi boschi. Il territorio che circonda il paese è ricco di sorgenti, di guglie e torroni calcarei, in gran parte montuoso e roccioso. Sono poche le zone coltivate e coltivabili, la maggior parte sono idonee al pascolo. Seui possiede un'isola amministrativa, "Orboredu", staccata dal resto del territorio e situata tra Esterzili, Escalaplano, Perdasdefogu e Ulassai. A circa 20 Km dal paese si trova l'oasi "Montarbu", area di estremo interesse paesaggistico e naturalistico, che ospita piante di vario genere e dà asilo a numerose specie di animali. A nord del centro abitato, a circa 4 km, in zona Fundu de Corongiu si trova la miniera di antracite e la "laveria", lo sfruttamento della quale ebbe inizio alla fine del 1800 per cessare nel 1959.
Economia L'economia di Seui attualmente si basa sulla selvicoltura e l'allevamento, ma ultimamente si segnala una forte crescita dell'attività turistica.

Cascata Montarbu, la Foresta Demaniale di Montarbu è attraversata da numerosi corsi d’acqua tra i quali il più importante è naturalmente il Flumendosa, che costituisce il limite nord del Complesso Forestale. Altri corsi d’acqua, che sono a carattere perenne e traggono quasi tutti origine dal massiccio calcareo sono il rio Ermolinos, il rio Funtana d’Oru ed il Liscerzu. Numerose sono anche le sorgenti che sgorgano in grande abbondanza nell'area dei calcari; tra le più importanti ricordiamo le sorgenti di Funtana d'Oro, Strumpu Seidi, S'Orroli, Pirarba, Is Medduris, Nuletta, Middai e Funtana Dorada.

Cascata nel comune di Seui

Testi di Paolo Pillonca

Il territorio Seui sorge a un’altitudine di 820 metri sul mare e attualmente (autunno 2009) ha 1432 abitanti, meno della metà rispetto al 1960, quando il paese ne contava più di 3000, e perfino assai meno della popolazione rilevata da Vittorio Angius nel 1832, 1770 anime. Siamo di fronte a uno spopolamento graduale e finora irrefrenabile, iniziato dopo la chiusura della miniera di antracite, intorno al 1960. Appartiene alla nuova provincia di Ogliastra. Il suo territorio si estende per 14.820 ettari e confina a nord con Àrzana e Gàiro, a est con Ussàssai, Ulàssai e ancora Gàiro, a sud con Esterzili, a ovest di nuovo con Esterzili, Sàdali e Seùlo. La maggior parte di queste terre è soggetta al vincolo degli usi civici: il proprietario della terra non è il Comune, esclusivo amministratore del tutto, ma i cittadini residenti in parti uguali. In virtù di questo istituto secolare, il bene è inalienabile e non soggetto a usucapione. Si tratta in gran parte di terra calcarea ma non mancano scisti, graniti e basalti. Numerose le fontane nell’agro e all’interno dell’abitato. Le principali sorgenti calcaree sono Gersàdili – che alimenta l’acquedotto –, Nuleta che si riversa sul riu Macuta e S’Ìligi Ladu che sbocca nel riu Bacu de Piras. Tra le fonti scistose e granitiche, che danno acque leggere e limpide, da ricordare Funtana Manna, Scirinùlu e Bau de Lucheddu. Nel centro abitato le sorgenti più copiose sono Coli-Coli, Funtana de Scascia, Funtana de foras e Funtaniossu. I corsi d’acqua perenni sono a nord il Flumendosa, che delimita il confine con Arzana, a sud il Flumineddu; nella parte centrale confluiscono nel rio Cannas, le acque di San Cristoforo, di riu Ogliastu, Crocoladori e Bau Alìni. Numerosi i torrenti e i ruscelli. L’orografia del territorio segna la punta massima a settentrione, con Margiani Pubusa (1324 metri), appena sopra Montarbu (1294) e Andriotu (1232). A sud la cima dominante è Monti Lusei (1105 metri). La parte bassa, sempre a sud, registra le quote minime a Isca de ua (317 metri) e Flumineddu (230), nell’isola amministrativa di Orboredu, 800 ettari fra Esterzili ed Escalaplano. Rigogliosi di boschi i valloni e gli altipiani. La specie forestale d’elezione è il leccio, frequente la roverella, più rara la quercia da sughero. A Montarbu è presente il carpino. Estese le macchie di ginepro, fillirea, erica e corbezzolo. Attorno al paese è tuttora praticata la coltivazione del castagno, del nocciolo e del noce. Molti gli endemismi, nelle falesie del Tònneri. Diffusissime le erbe aromatiche: timo, elicriso, rosmarino e mentastro in misura maggiore. In netto calo è la coltivazione della vite, pure praticata su vasta scala fino a mezzo secolo fa.

Il nuraghe Ardasai comune di Seui

La preistoria Tra i monumenti megalitici preistorici del territoriro spicca il nuraghe di Ardasai (foto in alto), a 1050 metri, che domina la vallata del Flumendosa. Il nuraghe e le sue pertinenze sono da diversi anni oggetto di scavi diretti dalla Sovrintendenza di Sassari e Nuoro. Nella parte sottostante la torre si notano ancora le tracce del villaggio e, seppure semidistrutta, una Tomba di giganti. A monte della torre rimangono tracce di altri due nuraghi minori, nascosti da un fitto bosco di lecci. Un’altra torre, con villaggio, sorgeva ad Anulù, foresta di Montarbu. Sempre all’interno del demanio, a Cercessa, c’è un nuraghe monotorre e a Margiani Pubusa i resti di un’altra torre. Testimonianze di età nuragica si trovano a Pranu de Nanì e alle pendici del monte Alastria, dove si può ammirare una bellissima fonte di quel periodo. Nell’isola amministrativa di Orboredu restano tracce di due nuraghi, a Sa Cola e Ogliastu ’Entosu. Insediamenti nuragici non mancano neppure nella parte meridionale dell’agro, con le torri semidiroccate di Sa Lei e S’’Enna de s’Ómini.
La storia L’attuale centro abitato ha origini medioevali e nell’arco dell’ultimo trentennio, grazie alla cura degli amministratori e di gruppi culturali di universitari appassionati, per fortuna non ha subìto le devastazioni e i saccheggi che sono toccati, invece, a molti altri paesi sardi. Seui fece parte del Giudicato di Cagliari e nel 1258 fu assegnato ai Visconti. Alla loro caduta il paese entrò nel Regnum Sardiniae come feudo dei Carroz e, dopo varie vicissitudini, fu incorporato nel feudo di Mandas (1352). Nel Seicento acquistò importanza come curia di giustizia, diventando sede del carcere baronale. Nel 1821 divenne capoluogo di mandamento ed entrò nella provincia di Isili. Dal 1859 appartenne alla provincia di Cagliari ma nel 1927, con l’istituzione della provincia di Nuoro, fu assegnato al nuovo ente intermedio. Nella prima guerra mondiale i caduti di Seui furono 33 su 151 chiamati alle armi, nella seconda 12, con 15 mutilati.
Il paese Sull’origine del nome del paese, un tempo scritto Sehùi e oggi pronunciato in loco nel rispetto delle vocali e della consonante, è arduo sostenere ipotesi credibili. In qualche centro della Barbagia lo si chiama Siùi. Nell’ultimo trentennio il centro storico è stato oggetto di vari progetti di recupero – alcuni dei quali ancora in atto – e rappresenta uno dei motivi di maggior attrazione del paese. Il Comune ha acquisito gli edifici più significativi, tre dei quali ospitano le strutture museali della civiltà pastorale e mineraria, la casa natale dello scrittore Filiberto Farci, il vecchio carcere spagnolo e altre strutture private. Tre le scuole statali: elementari e materne, medie e liceo scientifico. Con la soppressione della pretura, Seui è sede del giudice di pace, di guardia medica zonale e di alcuni servizi periodici di medicina specialistica. Ha un ristorante-albergo con una ventina di posti letto, tre pizzerie, un agriturismo nel Tònneri e sette bed and breakfast. Nella foresta di Montarbu è possibile utilizzare alcuni bungalow. È collegato con Cagliari e l’Ogliastra mediante servizi di pullman; d’estate si rimette in funzione la linea ferroviaria ( inaugurata nel 1894) Cagliari-Arbatax.


Montarbu la vecchia stazione di Anulu comune di Seui Ogliastra
Seui oasi naturalistica di Montarbu vegetazione endemica nella punta Margiani Pubusa.
Seui nuraghe Cercessa

L’economia e la società L’attuale patrimonio zootecnico conta 3500 ovini, 4331 caprini, 622 bovini e 19 equini. Nettissimo il calo: per averne un’idea basta riferirsi alla consistenza del bestiame ai tempi di Vittorio Angius quando, fra il 1832 e il 1846, l’abate registrò a Seui 1000 bovini, 7000 capre, 10.000 pecore, 1200 maiali e 500 cavalli, 340 buoi e 220 asini domati. Non censiti i suini, a causa della reiterazione di focolai di peste classica e africana. Nel complesso, comunque, l’allevamento del bestiame resta il fondamento dell’economia paesana e coinvolge una cinquantina di addetti, oltre a nuclei minori di allevatori a tempo definito. La seconda fonte di reddito viene dai salari degli operai di Montarbu e Scirinùlu, i due nuclei di foresta demaniale: 36 nel primo, 12 fissi e 58 stagionali nel secondo. Di notevolissimo rilievo la consistenza della selvaggina, grazie soprattutto alla presenza di alcune aree protette estese per diverse migliaia di ettari affidati all’Ente Foreste: mufloni, cinghiali, cervi, dàini, aquile, falchi, pernici, lepri, conigli, volpi, donnole, martore. Questo patrimonio incalcolabile costituisce una potente attrattiva turistica anche fuori stagione, quando le scolaresche, sarde e non, fanno tappa a Montarbu insieme con gruppi di turisti anziani provenienti da tutta Italia e sempre più spesso anche dall’estero. Seui conserva le usanze tipiche del pastoralismo, prima fra tutte la solidarietà umana alle persone bisognose di aiuto, in occasione di malattie gravi, lutti e altre evenienze negative. Le feste, poi, sono ancora occasioni intensamente sentite di ritrovi comunitari nel senso più pregnante del termine, oltre che di ospitalità ai forestieri. Le relazioni esterne più consolidate riguardano Cagliari, meta preferenziale di emigrazione per chi si dedica alle attività commerciali (bar e ristoranti soprattutto). Esiste ancora nel capoluogo una copiosa colonia di seuesi immigrati di prima, seconda e terza generazione valutabile nell’ordine di diverse migliaia.
Le tradizioni A Seui si parla una varietà di sardo campidanese che si potrebbe definire di montagna. La parlata seuese non registra le particolarità fonetiche più tipiche del campidanese di pianura (assimilazioni fra consonanti, caduta di intervocaliche e metatesi). Al contrario, rispetta la radice dei lemmi e fra i relitti lessicali conserva termini gergali dell’ovile di chiara genesi logudorese, analizzati negli anni Sessanta del Novecento dal linguista Michele Contini. Il costume tradizionale è semplice. Quello maschile non ha peculiarità di rilievo. L’abbigliamento femminile è più ricco e utilizza la seta nel fazzoletto (su mucadori), nel giacchino (su giponi) e nel grembiule (su deventali), la lana nella gonna (sa ’unnedda), il cotone ricamato a filet nella camicia (sa camisa) e il tibet nello scialle (su sciallu). Di particolare interesse l’abito da sposa (bestiri de còia) con il manto rosso in panno (su mantu) provvisto di una catena in argento (su giunchigliu) e il corpetto in broccato policromo. Il costume paesano è di nuovo orgogliosamente esibito nelle feste dal gruppo folk ‘Santa Lucia’, nato trent’anni fa e presente, oltre che nelle sagre locali, nei maggiori raduni della Sardegna come il Redentore e Sant’Efisio. Le feste principali, tutte campestri tranne San Giovanni (24 giugno), nella chiesetta a lui dedicata nel rione omonimo della parte alta del paese, e l’Assunta (15 agosto), nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, sono: San Cristoforo (prima domenica di giugno) nel santuario montano poco distante dal nuraghe di Ardasai, Santa Lucia (prima domenica di luglio) nella chiesa della zona omonima a valle del centro abitato, La Madonna del Carmelo (terzo fine-settimana di luglio) sul monte Arcuerì, San Sebastiano (ultima domenica di agosto) nel santuario a poca distanza dalla vecchia miniera di antracite, ricostruito grazie ai volontari una quindicina di anni fa. L’unica festa invernale all’aperto è quella in onore di Sant’Antonio Abate, ricordato a metà gennaio con i falò di piazza che coinvolgono l’intera popolazione.
Personaggi illustri Tra i seuesi illustri vanno ricordati lo scrittore Filiberto Farci (1882-1965: la scuola media porta il suo nome); i fratelli Augusto (1879-1968) e Attilio Bìssiri (1891-1978), successivamente emigrati negli Usa dove il primo si distinse nella progettazione di impianti d’avanguardia per la sicurezza ferroviaria, il secondo in ricerche chimiche sperimentali (il liceo scientifico è dedicato a entrambi); Demetrio Ballicu (1892-1985), medico storico del paese che resse la condotta per quattro decenni, dal 1922 al 1962 (a lui è stata dedicata di recente la Biblioteca comunale); il colonnello Rinaldo Loi (1894), caduto sul fronte africano di Amba Ghiorghis nel 1940 (da mezzo secolo la piazza centrale del paese ha il suo nome) e Benigno Deplano (1922- 1991), intellettuale brillante e polemista acuto, poeta, saggista, dirigente politico e primo sindaco comunista di Seui nel 1957, che il Comune si prepara a ricordare nel 2011, a vent’anni dalla morte.

Testi di Paolo Pillonca


XVIII Edizione Su Prugadoriu Nuscus e Saboris Antigus ...po is Animas! Comune di Seui 31 ottobre e 1 e 2 novembre 2014

Su Prugadoriu 2014

La 18ma edizione della Sagra de "Su prugadoriu" quest'anno è prevista per i giorni 31 ottobre 1 e 2 Novembre. Come nella tradizione sono previsti vari e interessanti convegni, escursioni guidate nel territorio comunale, visite alla struttura museale, musica in piazza e nei locali del nostro bellissimo centro storico. Nei "Mangasinus" verranno proposti ai visitatori tutti i nostri prodotti enogastronomici di altissima qualità, con degustazione degli stessi, prodotti artigianali della tradizione seuese e altre varie iniziative illustrate nel programma.

Ma l'evento clou di questa edizione di "Su prugadoriu" sarà la riscoperta della maschera tipica di SEUI,che non usciva dagli anni 40 del secolo scorso, e cioè S'URTZU E SA MAMULADA.


Prima della sfilata della maschera prevista per le ore 22 di Venerdì 31 Ottobre lungo le vie del centro storico, alle 17.30, presso il centro polivalente in via torino, ci sarà la presentazione ufficiale con la relazione di Dennis Mura che illustrerà i caratteri della stessa e i significati dei riti pagani che rappresentava.

Nell'occasione verrà presentata anche la pubblicazione
"S'URZU e SA MAMULADA" : una ricerca storica e testimoniale con le interviste a cittadini di Seui più anziani che ancora ricordano l'evento.


Programma Su Prugadoriu 2014


Venerdì 31 Ottobre 2014

  • ore 10.00 Apertura dei "mangasinus" nel Centro Storico con esposizione e degustazione dei prodotti tipici e artigianali
  • ore 12.30 Pranzo itinerante per le vie del centro storico
  • ore 17.00 inaugurazione della manifestazione con la sfilata della banda Musicale Rossini di Seui.
  • ore 17.30 convegno La maschera di Seui: "sa Mamulada e s'urtzu" - c/o il Centro Polivalente Is Minadoris
  • dalle ore 18.00 riproposizione della tradizione di "Su Prugadoriu - po is animas…."
  • ore 19.00 Coro Polifonico Ardasai
  • ore 20.00 cena per le vie e i locali di Seui
  • ore 21.30 Rappresentazione teatrale "Fuochi Fatui donne - streghe oggi - a cura della Compagnia Teatrale il Crogiuolo
  • ore 22,00 sfilata delle maschere di Seui "sa Mamulada e s'Urtzu"
  • ore 22.00 Spettacoli musicali nei locali e lungo le vie del paese.


Sabato 1 Novembre 2014

  • ore 9.00 Apertura dei "mangasinus" nel Centro Storico con esposizione e degustazione dei prodotti tipici e artigianali
  • ore 9 Tour naturalistico nel territorio.Partenza dalla P.zza Rinaldo Loy dalle ore 9 e seguenti
  • ore 10.00 Avvio dei Laboratori artigianali e dei prodotti tipici
  • ore 10.30 musica itinerante etnica sarda
  • ore 10.00 convegno con produzione multimediale "Filiberto Farci e la Sardegna dimenticata" - c/o il Centro Polivalente Is Minadoris
  • ore 18.00 dimostrazione di archeologia sperimentale - fusione del bronzo
  • ore 18.00 musica itinerante etnica sarda
  • ore 18.30 Large Street Band
  • ore 20.00 cena per le vie e i locali di Seui
  • ore 21.00 Rappresentazione teatrale "Gene mangia gene. Attenti alla vita" a cura della Compagnia Teatrale il Crogiuolo
  • ore 21.30 Balli con Gruppo Folk Santa Lucia e Gruppo Folk Isili
  • ore 22.00 Large Street Band
  • ore 22.30 Spettacoli musicali nel centro storico e nei locali lungo le vie del paese



Domenica 2 Novembre 2014

  • ore 9.00 Apertura dei "mangasinus" nel Centro Storico con esposizione e degustazione dei prodotti tipici e artigianali
  • ore 9.00 Tour naturalistico nel territorio.Partenza dalla P.zza Rinaldo Loy dalle ore 9 e seguenti
  • ore 10.00 Avvio dei Laboratori artigianali e dei prodotti tipici
  • ore 10.00 - 13.00 musica sarda itinerante
  • ore 10.30 Presentazione della mostra sui F.lli Bissiri realizzata dagli studenti del Liceo Scientifico "Bissiri" di Seui - c/o il Centro Polivalente Is Minadoris
  • ore 11.00 Sfilata delle maschere di Seui "sa Mamulada e s'Urtzu"
  • ore 11.30 Large Street Band
  • ore 12.30 Pranzo itinerante per le vie del centro storico
  • ore 15.30 musica sarda itinerante
  • ore 18.00 lancio della zucca
  • ore 20.00 cena per le vie e i locali di Seui



Banda Musicale Rossini di Seu
Laboratori artigianali e dei prodotti tipici di Seui

SU PRUGADORIU
18^ EDIZIONE
Nuscus e Saboris Antigus


Tre giorni di festa nel suggestivo centro storico di Seui, alla riscoperta di tradizioni, antichi mestieri, sapori e profumi dei prodotti tipici locali.
Degustazioni, prodotti tipici e artigianali, maschere sarde, spettacoli musicali itineranti, rappresentazioni teatrali, proiezioni, convegni, visite al percorso museale seuhiense, mostre.
Un ambiente pressoché intatto, fanno da contorno una serie di iniziative che rievocano le peculiarità di questa ricorrenza legata al culto delle anime.
La festività rappresenta un'importante occasione per presentare il meglio della tradizione artigianale locale sia culinaria che delle antiche professioni.
Verranno allestiti negli antichi mangasinus degli spazi espositivi e delle lavorazioni artigianali tipiche del territorio della
Barbagia di Seulo.
Sarà possibile inoltre assistere in loco alla creazione dei manufatti artigianali. Ampio spazio verrà dedicato alla tradizione culinaria attraverso la presentazione dei prodotti tipici seuesi quali i rinomati culurgionis e civargeddu prenus. Nei tre giorni di festa si potranno
degustare il prelibato vino seuese, le castagne e le patate arrosto, visitare i musei, partecipare ai laboratori per la realizzazione dei prodotti artigianali, escursioni naturalistiche.

DOVE DORMIRE A SEUI

  • Antico Borgo, di Daniela Meloni, via Cavour 42, tel. 0782.54365 - cell. 339.7886397
  • La Rosa Gialla, di Angioletta Deplano. Via San Giorgio 83, tel 0782.54262 - cell. 320.8387450
  • Ponti de Bocci, di Fabiana Boi, via San Giorgio 163, tel. 0782.54551 - cell 349.1326751
  • Sulis Luigia, via sant'Elia 3, cell. 3926761190
  • Port'e Maistu di Cannas Salvatore, via Dell'Assunta n. 7, cell 339.4417730
  • B &B Stricci, tel. 0782539014 cell 3294963318
  • B & B Sogni tra i boschi, via Roma 0782.54591 - 078254364 - tel 328.4462206 - 329.5408701
  • Perdefà di Melis Angela, via San Giorgio 49, cell 3280270087
  • Su Ferreri di Deidda Candida, via San Giovanni 168, tel 078254468 - 078254756
  • "Barrosu" di Puddu Angela, via Bologna 168, tel. 0782.54465 - cell. 3293532437
  • Bungalow Montarbu tel. 0782.55855
  • Casa delle vacanze 070.7326371 - 338.4592082



DOVE MANGIARE A SEUI

  • Pizzeria Trattoria "Degli Amici" tel. 0782.54447
  • Trattoria Pizzeria di Salvatore Mascia tel 078254636
  • Ristorante Sa Mamulada 0782.54614 - 320.9681517


*Lungo il Centro Storico saranno predisposti diversi punti di ristoro dove si potranno degustare i menù tipici, le castagne, le patate e il vino seuese.


DA VEDERE

  • Percorso Museale Seuhiense: Galleria Civica, Palazzina Liberty, Carcere Spagnolo, Casa Farci, Omu de sa Maja - Gestione Cooperativa S'Eremigu tel 0782539002 - www.museiseui.eu -eremigu@tiscali.it
  • Antiquarium ecclesiastico - Chiesa Santa Maria Maddalena - Chiesa san Giovanni
  • Centro Storico
  • Mostra naturalistica curata dall'Ente Foreste
  • Mostra delle torture
  • Mostra didattica di promozione dell'editoria sarda realizzata dalla casa editrice Domus de Janas
  • Mostra espositiva di oltre 100 fedeli riproduzioni archeologiche in argilla e bronzo realizzate con tecniche arcaiche realizzate dall'Associazione Storico - Culturale - Archeo - Sperimentale "Sulle tracce di Dan". Si terrà un spettacolo archeo-sperimentale, in cui verrà proposta una suggestiva riproduzione dell' argilla e dei bronzi con delle tecniche arcaiche di lavorazione utilizzate dagli antichi Nuragici 4000 anni fa. mail sosnuragici@hotmail.it
  • Accampamento romano con laboratorio per piccoli e grandi
  • Parco Archeologico Ardasai
  • Foresta di Montarbu


Laboratori prodotti tipici: is culurgionis, su civargiu, su civargeddu prenu, torrone e tanti altri
Laboratori artigianali: s'arrasoja seuese, legno, pelle, bronzo / argilla, telaio, cestini e tanti altri

Spettacolo teatrale
Spettacolo teatrale in prima assoluta nazione, appositamente realizzato per Su Prugadoriu dalla compagnia teatrale il Crogiuolo di Cagliari: Fuochi Fatui - donne streghe oggi - lo spettacolo vuole avvicinare le streghe in un percorso narrativo e canoro.


DA FARE
Tour naturalistico nei giorni 31 ottobre orari di partenza dalla P.zza Rinaldo Loy dalle ore 15.00; 1 e 2 novembre / dalle h 9.00 - h 11.00 - h 15.00 - in macchina con guida turistica a bordo - percorso Corongiu miniera di antracite - Monte Taddì - Ardasai - Arcuerì - Seui. per informazione e /o prenotazioni. tel. 338.4592082 - amministrazione@lugori.com
Tour Bike nei dintorni del territorio di Seui con partenza dalla P.zza Rinaldo Loy - per informazioni e/o prenotazioni Elvio Caredda tel. 0782539044 - info@italo-bike-tours.com .

VIAGGIO IN TRENINO VERDE
Per eventuali informazioni chiamare il numero 070.580246 (dal lunedì al venerdì della 8 alle 14) mail: treninoverde@arst.sardegna.it.

Trasporto in Pullman
AJO' IN PULLMAN A ….
Programma:
- Partenza sabato 1 novembre h 14 da Cagliari (parcheggi Hotel Mediterraneo)
- Rientro a Cagliari previsto per le h 2 circ
Quota: 17€ (fino al 26/10, dopo 22€) - Scopri la Promo per chi condivide l'evento su Facebook e paga online!
PREZZO SPECIALE: Sorgono+Seui 29€ senza scadenza (ma soggetto a disponibilità di posti)
328/9462428 Marcello - 328/9053599 Nicola Nicolaajoinpullmana@gmail.com - www.ajoinpullmana.it

Per informazioni:
Comune di Seui tel 078254611 (interno 1 o 2) - fax 078254363
Ufficio Culturale tel 3428256172
Durante la manifestazione in piazza Rinaldo Loy sarà allestito un infopoint.


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale "leviedellasardegna.eu".

Maschere Tipiche di Seui.
Seui vicolo del centro storico

Miniera di Corongiu
Come arrivare Seui si raggiunge dalla SS 125 (Orientale Sarda) svoltando per Jerzu e proseguendo in direzione di Gairo e quindi di Ussassai, oppure imboccando la SS 198 a N di Mandas. L'insediamento industriale è situato nel fondo valle alla periferia del paese, in mezzo alle foreste di Montarbu che fornivano il legno per la forza motrice, utile alla lavorazione del minerale.




Descrizione La miniera di antracite fu inizialmente affidata a privati per passare alla società Corr'e boi nell'ultima parte dell'Ottocento, favorita dalla costruzione della ferrovia Cagliari-Arbatax. Dopo alterne vicende la miniera fu dichiarata fallita nel 1959. L'edificio più significativo è la laveria di San Sebastiano in prossimità della strada ferrata, al di là di un ponte in pietra, e si sviluppa su tre piani con altrettanti fabbricati uniti fra loro: una torretta sul lato s. con aperture a due e tre luci separa da pilastrini, un corpo centrale sul quale si ripetono ampie finestre ed un edificio più basso. In particolare nella torretta sono visibili sobrie decorazioni tra Liberty e Art Déco, mentre le lesene angolari presentano fasce bicrome. Sui rilievi circostanti sono le piccole abitazioni e i cameroni per le famiglie e per i minatori scapoli, mentre gli edifici di servizio come il laboratorio e la polveriera sono collocati più in alto. La miniera fa parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO.
Storia degli studi La miniera è compresa in varie pubblicazioni di archeologia mineraria in Sardegna.
Bibliografia S. Mezzolani-A. Simoncini, Paesaggi e architetture delle miniere, Nuoro, 1993, pp. 291-293.


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