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Sinnai :: Paese della provincia di Cagliari famoso per la produzione di Cestini e Coltelli Sardi e per le sue meravigliose spiagge di Solanas e Genn'e Mari.

Località Sarde > Cagliari


Sinnai, panoramica sulla chiesa di Santa Barbara Vergine

Sinnai
Sinnai nasce ai piedi del promontorio del monte Serpeddì. Il suo territorio vanta tra le sue bellezze la frazione di Solanas, meta preferita di tantissimi turisti da tutto il mondo, per il mare cristallino e per la sabbia bianchissima. Il paese è considerato la patria indiscussa dei cestini in fieno.

Abitanti: 15.490
Superficie: kmq 223,38
Provincia: Cagliari
Municipio: piazza Parco delle Rimembranze - tel. 070 76901
Guardia medica: via Libertà, 1 - tel. 070 767875
Polizia municipale: piazza Parco delle Rimembranze - tel. 070 76901
Biblioteca: piazza Scuole
Ufficio postale: via Cagliari, 17

Stemma Sinnai (CA)

Il territorio Il territorio di Sinnai ricade nell’ambito della provincia di Cagliari, da cui dista poco più di 13 km, ed è tra i più vasti dell’isola. Occupa una posizione collinare e panoramica, estendendosi a ridosso del massiccio Serpeddì-Sette Fratelli, comprendendo l’isola amministrativa di Solanas-Genn’ ’e Mari, le frazioni di San Gregorio, grazioso borgo situato lungo la strada che porta a Muravera, e Tasonis, che si sono sviluppate ai piedi del Serpeddì. L’altitudine del centro urbano è stata storicamente fissata a 134 m sul livello del mare. La popolazione residente al 16 dicembre 2008 era di 16.518 abitanti, di cui 8266 di sesso femminile e 8252 di sesso maschile. Il suo territorio confina a est con Villasimius, Castiadas, San Vito e Burcei, a nord con Villasalto e Dolianova, ad ovest con Soleminis, Settimo San Pietro e Quartucciu e a sud con Maracalagonis. Tre quarti del territorio, prevalentemente granitico, è occupato da montagne, boschi e da un tratto di costa fra i più belli del litorale sudorientale che comprende Solanas e parte di Torre delle stelle, su cui si affacciano le stupende foreste di Minniminni e Mont ’e Pauli. Una legge regionale del 1989 individuava l’area protetta del Parco naturale dei Sette Fratelli-Monte Genis che sovrasta il Golfo di Cagliari, sito di straordinaria bellezza e areale del cervo sardo, in cui sono state rilevate zone di rilevante interesse botanico e faunistico. Nel massiccio del Serpeddì, che ospita il più importante ripetitore Rai della Sardegna sono presenti le bellissime foreste di Musui, Garapiu e quella di Tuviois, dove si trovano formazioni intatte di lecceta ed esemplari maestosi di fillirea. Fino al 1920, Tuviois era una fiorente miniera, i cui materiali argentiferi venivano trasportati, servendosi di carri a buoi, fino a San Gregorio e da qui avviati fino al porto di Cagliari. Di notevole importanza è la foresta demaniale di Campidano, che confina sul lato della zona urbana con la Pineta di Sinnai, suggestivo polmone verde di 1600 ettari costituito da conifereti artificiali, impiantati nel 1902, con prevalenza di pino d’Aleppo. Punta Serpeddì raggiunge la quota di 1067 m, cui segue Punta Ceraxa nei Sette Fratelli con 1023 m, Mont’ ’e Xena (979), Punta Tratzalis (922), Monti Eccas (918) e Mont’Arbu (808). Dai Sette Fratelli scorrono diversi corsi d’acqua, ma tutti a carattere torrentizio: il riu Longu, Is Candelazzus, riu Maidopis, riu Mont’ e Cresia, riu Sa Ceraxa e riu Solanas. Scorrono, invece, dal Serpeddì riu Ollastu, Brabaìsu, Funtana Meu, riu Cirronis e Masoni Scusa ’e Pruna, il cui sbarramento forma i laghi artificiali di Santu Barzolu. Seguono Riu Garapiu-Corru ’e Cerbu e Bau Filixi che danno luogo ai laghi artificiali di Corongiu.

Spiagge del comune di Sinnai come arrivare


Genn'e Mari
La spiaggia di Genn'e Mari ("porta verso il mare") si trova nella località di Torre delle Stelle e ricade parte nel comune di Maracalagonis e parte in quello di Sinnai. L'arenile di sabbia bianca e di media grossezza è bagnato da acque limpide. Come arrivare La spiaggia è facilmente raggiungibile perché ben segnalata lungo la Strada Panoramica 125. Informazioni La spiaggia è ricca di servizi: è accessibile ai diversamente abili, è dotata di ampio parcheggio, hotel, bar, punto di ristoro ed è caratterizzata da un basso fondale che rende sicuro il gioco dei bambini. È possibile noleggiare l'attrezzatura per il diving ed è presente uno scivolo a mare per le imbarcazioni da diporto. Battuta dal vento, è una meta ideale per i surfisti ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea.

Solanas
La spiaggia di Solanas ha un fondo di sabbia chiara a grani grossi e una vegetazione che arriva quasi all'arenile. Alle sue spalle si sviluppa un borgo turistico, mentre nel lato est si trovano i dolci profili della piccola duna alla base del Capo Boi. Come arrivare È facilmente raggiungibile da Capo Boi procedendo sulla Strada Statale 125 in direzione Cagliari: non mancano i cartelli di indicazione. Informazioni La spiaggia è ricca di servizi: è accessibile ai diversamente abili, è dotata di un piccolo parcheggio, bar, punto di ristoro ed è possibile noleggiare ombrelloni, sdraio e pattino. Battuta dal vento è meta ideale per i surfisti ed è amata da chi pratica la pesca subacquea o le immersioni.

La spiaggia di Solanas, Sinnai (CA)

Panoramica della spiaggia di Solanas Comune di Sinnai (CA)

Le origini Il territorio di Sinnai fu abitato fin dal Neolitico (6000-2800 a.C.), di cui ci rimangono le testimonianze delle domus de janas di S’Omu ’e S’Orcu e Santu Basileddu. Sono presenti, inoltre, menhirs o pietre fitte in località Ungronis, lungo la valle del Rio Solanas. Il periodo nuragico è caratterizzato dalla presenza finora accertata di 56 nuraghi (Vittorio Angius a metà dell’Ottocento ne indicava appena 30), la cui distribuzione conferma l’esistenza di sistemi difensivi di nuraghi collegati tra loro, in vista l’uno dell’altro. Tra i meglio conservati è il nuraghe polilobato Ferricci, situato lungo la strada di penetrazione di Santa Barbara, nella località costiera dello splendido mare di Solanas. Le Tombe di giganti rinvenute sono 13, costruite secondo una tipologia tipica della Sardegna meridionale. Di grande interesse si presenta la struttura megalitica, oggetto di tre campagne di scavo, di Bruncu Mogumu, all’interno della foresta Campidano. Il rinvenimento di frammenti ceramici emersi dagli scavi del 1996 evidenzia la presenza di popolazioni nuragiche integratesi con mercanti soprattutto fenici, che sul colle edificarono un complesso edificio, adibito probabilmente al culto. Il primitivo nucleo abitativo sorse prima dell’anno 1000 in corrispondenza di Funtana ’e olia, dove i pastori convenivano per la marchiatura del bestiame. I primi nuclei familiari edificarono le due chiese di San Saturno e Santa Vittoria e, in un secondo tempo, altri pastori fondarono il villaggio di Segossini che venne inglobato, probabilmente intorno al Quattrocento, nel più consistente abitato di Sinnai. La più antica attestazione documentaria di Sinnai compare nella Carta sarda dell’Abbazia di San Vittore di Marsiglia, risalente al 1089. Il documento, scritto con caratteri greco-bizantini, costituisce tra l’altro una delle più antiche testimonianze del volgare campidanese. La storia di Sinnai inizia proprio con i Vittorini, inviati da papa Gregorio VII e che rimasero nel villaggio fino al 1338, avviando numerose e importanti attività agricole. Altro documento preziosissimo è la seconda carta marsigliese del 1190, con la quale si mise fine alle controversie sorte con gli abitanti di Mara. Nel periodo giudicale e pisano la “villa” di Sinnai fece parte del Giudicato di Arborea inserita nella curatoria del Campidano e, con la conquista della Sardegna ad opera degli Aragonesi (1324), venne concessa in feudo a Berengario Carroz. Favorito dal suo clima, il paese fu eletto a dimora da molte famiglie nobili e facoltose di Cagliari e fu, tra l’altro, tra i pochi centri della zona a sopravvivere alle devastanti epidemie e alle micidiali carestie che si abbatterono sull’isola, grazie alla caparbietà dei cittadini e al rango dei personaggi che lì vi sostavano, mentre sparivano i borghi medievali vicini come Sirigargiu, Figu Erga, Corongiu, Bidda Noa e altri. Nel 1603 la Contea di Quirra fu trasformata in Marchesato e Sinnai divenne feudo dei Centelles, prima, e dei Cervellon, poi, fino alla soppressione dei feudi avvenuta nel 1831 ad opera di Carlo Alberto. Sotto il regno di Sardegna con una legge del 1771 furono istituiti i Consigli comunitativi, antenati degli attuali Consigli comunali, quello di Sinnai si riunì per la prima volta il 27 dicembre dello stesso 1771, presieduto da Joseph Cappai Espiga, con un verbale redatto in spagnolo. Sinnai, fino a quel periodo dovette subire carestie, pestilenze e le frequenti incursioni moresche. Il 3 maggio 1867 fu inaugurato il lago di Corongiu, che per molti decenni costituì l’unica fonte di approvvigionamento idrico di Cagliari, e fu il primo ad essere costruito in Italia a fini esclusivamente potabili. Negli anni Sessanta del Novecento, sull’eco della tragedia del Vajont, la prima delle tre dighe fu abbattuta non ritenendola sicura. In tempi più recenti, nel gennaio 1915, alla vigilia della Grande guerra, a Sinnai, così come a Tempio, vennero costituiti i due reggimenti (151 e 152) della Brigata “Sassari” (le prime compagnie del 151 erano di stanza sulle vicine alture di Sant’Isidoro). Numerosi furono i sinnaesi caduti durante la prima e la seconda guerra mondiale.

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Tramonto a Solanas Sinnai (CA)

Tramonto a Solanas comune di Sinnai (CA).jpg

Il paese Le teorie sull’origine del nome “Sinnai”, tuttora avvolte nel mistero, ipotizzano che il toponimo derivi dal termine sinnài (“fare il segno”), ad indicare il sito dove i pastori operavano la marchiatura del bestiame. Altra ipotesi suggestiva, avanzata nell’Ottocento dal canonico Spano, è quella che riconduce l’etimologia del toponimo al semitico scin, che indica la presenza di siti impervi, o addirittura al fenicio sina “rovo”, che per analogia richiama il celebre Monte Sinai della Palestina. Lo storico Luigi Falchi, ritiene che Sinnai sia stata fondata dai famosi 4000 ebrei deportati in Sardegna da Tiberio nel I secolo d.C.; la circostanza della deportazione è confermata dagli storici romani Giuseppe Flavio e Tacito. Sinnai e i suoi abitanti vengono chiamati nella parlata locale rispettivamente Sìnnia e Sinnièsus, e sinnaesi in italiano. Giunti in prossimità del vecchio cimitero, all’ingresso dell’abitato, Sinnai, dominando l’ampio Golfo degli Angeli, colpisce il visitatore con uno dei panorami più spettacolari dell’intera isola. Addentrandoci nell’abitato, questo si presenta curato e dall’aspetto moderno, rivelando di aver integrato il notevole aumento della popolazione registrato negli ultimi cinquant’anni con un’attenta pianificazione urbanistica in cui la modernità convive armonicamente con l’impronta del suo passato. Percorrendo il cuore del centro storico si ha la netta sensazione che l’antica storia di Sinnai palpiti e trasudi dai lunghissimi e stretti vicoli, dagli alti muri di cinta dei cortili, dagli antichi portali, dalle case ottocentesche e dai muri di fango (làdiri) e di arenaria e dai loggiati (lòllas) delle case campidanesi, che numerose conservano ancora intatto il fascino e lo splendore del passato. La maggior parte del patrimonio storico, artistico e religioso che documenta questo passato si conserva nella chiesa di Santa Barbara, un edifico tardo-gotico a croce latina con cupole laterali, più volte rimaneggiato e ampliato nel corso dei secoli fino a raggiungere l’attuale struttura: di esso si ha la prima notizia storica documentata nel 1586. L’interno della chiesa ospita interessanti opere d’arte, tra le quali spicca il simulacro ligneo di Santa Barbara, statue lignee damaschinate di origine spagnola, dipinti di Sebastiano Scaleta, pittore cagliaritano del Settecento, e un organo ottocentesco a canne. Notevole la qualità artistica del retablo di Santa Vittoria attribuito alla scuola del Cavaro, e la collezione di argenti, tra cui una croce gotica del Quattrocento e un prezioso velo omerale di lamina d’oro donato da Benvenuto Dol. Altra chiesa di rilevante valore storico è quella di Santa Vittoria, di origine antichissima, che appartenne ai monaci di San Vittore ed è considerata la prima parrocchia di Sinnai; ad essa si aggiunge la chiesa di Sant’Isidoro, che ha inglobato la cappella risalente alla metà del Settecento. Altre chiese, ubicate fuori dall’abitato, sono quelle di Sant’Elena, dei Santissimi Cosma e Damiano, di San Bartolomeo in località Santu Barzolu, di San Giuseppe di Solanas e quelle di San Gregorio e San Basilio nelle omonime frazioni. Altri edifici pubblici di interesse storico sono l’antico Palazzo municipale, edificato nel 1860, che ospita l’Archivio Storico Comunale e la nuova Biblioteca inaugurata il 14 giugno 2008 alla presenza del Nobel Dario Fo, oltre ai locali dell’antica Colletta, adibita per oltre cento anni a caserma dei Cavalleggeri di Sardegna, che ospita la pinacoteca e la sezione locale del Museo archeologico. Di notevole interesse architettonico è il manufatto di Santu Barzolu, costruito a spese del Comune, inaugurato nel 1894, che consentì di disporre, fino a qualche decennio fa, di una riserva idrica autonoma, il cui invaso raccoglie le acque dell’omonimo riu Barzolu. Sinnai è dotata di numerosi servizi, di strutture sanitarie e scolastiche efficienti, di attività ricettive, B&B in forte aumento e di ben 270 strutture commerciali. Risultano iscritti alle Scuole superiori oltre 700 studenti, e circa 460 nelle due Scuole medie. Nel primo e nel secondo Circolo didattico frequentano rispettivamente 464 e 556 alunni. Gli Asili nido accolgono 64 bambini. Sono presenti, inoltre, strutture private e case di riposo che svolgono un’importante funzione sociale. Di straordinaria vivacità è la partecipazione alla vita sociale dei cittadini, organizzati in associazioni impegnate nei diversi ambiti, che alla fine del 2008, tra quelle riconosciute ufficialmente dal Comune, risultano essere ben 78, di cui 34 costituite da associazioni sportive che coinvolgono 1500 praticanti. Le associazioni che svolgono attività culturale sono 30, di cui 7 corali, 2 associazioni maschili Folk e 3 gruppi folkloristici, con la “Scuola civica di musica”, “Su Fraili”, che cura il periodico Questa Sinnai, “Su Fermentu”, promotore dell’omonimo Premio letterario che attende di essere rilanciato, ed una vivace sezione locale dell’Università della Terza Età. A queste si aggiungono l’affermata banda musicale “G.Verdi”, fondata nel 1929 dal maestro cagliaritano Adolfo Rachel, e la compagnia teatrale “L’Effimero meraviglioso”, che gestisce il Teatro civico. Le associazioni che si occupano di volontariato sono 14, tra le quali il MA.SI.SE. che opera a livello nazionale e internazionale nell’ambito della protezione civile, “La Fraternità della Misericordia” che presta la sua opera di soccorso grazie all’impegno del volontariato cattolico, oltre al Circolo Culturale “Su Tzinnibiri”, che opera da molti anni per la tutela del territorio.

Nuraghe Sa Fraigada, Burcei, Castiadas, San Vito, Sinnai

Nuraghe Sa Fraigada, Burcei, Castiadas, San Vito, Sinna

Rio Picocca, Burcei, Castiadas, San Vito, Sinnai

Rio Picocca, Burcei, Castiadas, San Vito, Sinnai

L’economia e la società L’attività agro-pastorale di Sinnai, in cui è radicata la sua identità culturale, ha da sempre costituito il settore trainante dell’economia. L’analisi del comparto della pastorizia segnala, però, una drastica riduzione degli addetti ed un altrettanto drastico ridimensionamento dei capi di bestiame, che dai 20.000 presenti nel dopoguerra si sono ridotti agli attuali 5.000. Altrettanto sconsolante discorso vale per il comparto dell’agricoltura, che vede progressivamente ridursi il numero degli addetti e l’estensione della superficie coltivata. La frammentazione fondiaria, il disinteresse delle nuove generazioni, l’assenza di sistemi moderni di irrigazione, l’abbandono di colture tradizionali sono gli elementi di maggiore criticità di questo comparto. Come conseguenza di questo fenomeno si è verificato il passaggio massiccio degli attivi del settore primario a quello terziario. Sinnai, comunque, non ha mai perso l’identità collettiva del suo patrimonio sociale e culturale e delle sue millenarie tradizioni, fattore fortemente integrante dell’intera comunità. Una mutata attenzione per l’ambiente e per le sue straordinarie risorse naturali, il recupero del suo passato produttivo, l’ottimizzazione del tessuto culturale rappresentato dalla vitalità delle numerose associazioni, la riscoperta del fascino delle antiche tradizioni, si stanno rivelando elementi concreti di sviluppo. Anche il comparto turistico registra degli indici positivi e confortanti, anche se ancora lontani dalle potenzialità delle risorse del vasto territorio. Lo sforzo dell’Amministrazione comunale e della comunità è teso a cogliere tutte le opportunità di crescita economica e culturale, coniugando una corretta gestione delle risorse, in una sinergica mutualità tra le sue svariate componenti, con la scelta prioritaria della valorizzazione della sua storia e delle sue tradizioni. Tradizioni che, unitamente alla specificità del suo artigianato, hanno permesso a Sinnai di incrementare notevolmente i rapporti economici, culturali e sportivi con i mercati continentali e stranieri. Conosciuta e apprezzata a livello internazionale è l’arte unica della cestineria sinnaese, Su Strexu ’e fenu, che realizza manufatti di particolare pregio confezionati con fibre di giunco e culmi di grani, tra i più raffinati del Mediterraneo. Ad essa si aggiunge ora la crescente notorietà della produzione artigianale dei coltelli e della gastronomia tipica di Sinnai, in particolare quella dolciaria. Sinnai è protagonista di importanti eventi a carattere internazionale, tra i quali il Memorial Pizzi, torneo di calcio a livello europeo, e il concorso internazionale di fotografia subacquea promosso dal “Sub Sinnai”.
Le tradizioni Nel 2007, su proposta della sezione dell’Università della Terza Età, il Comune di Sinnai ha riconosciuto ufficialmente la “parlata sinnaese”, che rientra nell’area linguistica del campidanese. Tutta la ricchezza del grande patrimonio etnografico di Sinnai, contaminato da evidenti influenze spagnole, si rivela negli splendidi antichi costumi di gala, di mezza gala, da passeggio e da fatica (“a perra de canna”), particolarmente in quello femminile in cui spicca la lunga gonna, di rara bellezza, a pieghe rosse e dorate. Impreziosivano l’abito pregiatissimi monili d’oro, d’argento e pietre preziose che fanno parte del patrimonio di numerose famiglie che, tra l’altro, custodiscono ancora antiche casse sarde, quadri, specchiere, comò (mesiglias) e rastrelliere per piatti (parastaggius) di particolare pregio. Di eccezionale interesse scientifico sono i numerosi archivi di famiglia contenenti atti notarili risalenti al XVI e al XVII secolo. In tutti i periodi dell’anno vengono puntualmente riproposti eventi culturali, presenti anche in Festival Internazionali, feste religiose e mostre dell’artigianato locale, che riscuotono sempre maggiore consenso in un pubblico sempre più vasto, quali la Fiera del Cestino, la Fiera del dolce e Sa tundidroxa. Il Carnevale sinnaese propone, riscuotendo un crescente interesse Is cerbus, raffigurazione allegorica della caccia ai cervi. Altre manifestazioni importanti vivacizzano Sinnai: il Dicembre Sinnaese, il “Concerto di Capodanno" e il "Concerto di Primavera”, la rassegna primaverile del canto corale, il Festival internazionale del folklore, la mostra itinerante Sinnai produce, L’estate sinnaese che coinvolge anche Solanas e Torre delle Stelle e la
sagra religiosa “Madonna del naufrago” che dal 1979 organizza il Sub Sinnai. Santa Barbara, la patrona di Sinnai, viene festeggiata nella terza domenica di luglio, i Santi Cosma e Damiano nella terza domenica di settembre, Sant’Elena nell’ultima settimana di agosto, dal 20 al 23 giugno la festa di Santa Vittoria, a maggio Sant’Isidoro, ad agosto la festa di San Giuseppe a Solanas e a Settembre la festa di San Bartolomeo.
Personaggi illustri Tra gli innumerevoli personaggi illustri nati a Sinnai annoveriamo Giuseppe Stanislao Concas, vescovo di Bosa (1717-1762), il medico chirurgo Sebastiano Perra, l’avvocato Luigi Serra, il cardinale Luigi Amat (1796-1878) e Benvenuto Dol (1827-1875), per quanto sinnaese solo di adozione, autore di innumerevoli atti di generosità a favore della comunità. In tempi più recenti spicca la figura del can. Puxeddu (1871-1951), del chirurgo cardiologo Luigi Cocco Serreli (1879-1943), pioniere della radiologia in Sardegna, e l’apprezzatissimo chirurgo Alfonso Guglielmo Ligas (1904-1961). Altra figura di primo piano è mons. Cesare Perra (1920-1979), al quale è dedicato il Centro socioculturale di V. Colletta, cui si deve il lascito testamentario di 4000 volumi e di una quantità consistente di quadri preziosi. È stato autore di una preziosissima e accurata documentazione della storia di Sinnai, dalle origini fino al 1960.

Tomba dei giganti di Is Concias, Burcei, Castiadas, San Vito, Sinnai

Tomba dei giganti di Is Concias, Burcei, Castiadas, San Vito, Sinnai

Muflone (Ovis orientalis musimon), Burcei, Castiadas, San Vito, Sinnai

Muflone (Ovis orientalis musimon), Burcei, Castiadas, San Vito, Sinnai

Dove dormire, dove acquistare artigianato sardo a Sinnai

Produzione ArtigianalE
Cestini Sardi e Suppellettili



Creazioni Originali di Alessandra Floris
Fin dalla giovane età Alessandra si apassiona alla cestineria “Su Strexu De Fenu". Da oltre 16 anni lavora il giunco e il fieno per realizzare cestini e suppellettili con lavorazione artigianale da utilizzare sia come contenitori per la panificazione, sia come oggetti di ornamento per la casa, colorati e originali.



Contatti:
Sinnai (CA)
Cell. 320 0873390

sandra.flo@tiscali.it


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Produzione ArtigianalE
COltelli Sardi


Knife Sardinia di Pier Giacomo Saddi
Pier Giacomo Saddi coltellinaio professionista di Sinnai. Nato a Sinnai il 20 ottobre 1962, ivi residente. Il lavoro del coltellinaio è creazione e passione. La passione dei coltelli l'ha sempre avuta sin da bambino. Mentre agli amici piacevano i giocattoli, lui preferiva le fionde e i coltelli d'ogni genere. La creazione la fai ogni volta che crei un nuovo coltello.


Contatti:
Knives Sardinia di Pier Giacomo Saddi
sede Via Montanaru n° 39 09048 Sinnai (CA)
Tel. 39 070 7600024 - Cell. 348 7255153

zebra.mar@alice.it


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Bed and Breakfast SarDEGNA

B&B Sardegna Sinnai (CA)
Immerso nella macchia mediterranea, tra il verde dei promontori della costa sud orientale della Sardegna, avvolto tra i profumi del mirto selvatico, troverete un accogliente e ricercato B&B nel quale trascorrere un'indimenticabile vacanza. Importante villa indipendente in stile moresco, compresa in un elegante e curato condominio, sita in località Torre delle Stelle, comune di Sinnai. Le 4 stanze matrimoniali, sono dotate di bagno privato ensuite, tv con decoder sky, cassaforte, aria condizionata Sharp inverter e ingresso indipendente. La spiaggia e un centro commerciale provvisto di tutto, distano solo cento metri dalla struttura.


Contatti:
Via Lattea, 29 - Località Torre delle Stelle
Km 20+600 strada provinciale per Villasimius
09048 Sinnai (CA)
Telefono: +39 3893468664 - Cellulare: +39 3470381571


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Cagliari vista da Settefratelli, Sinnai (CA)

Cagliari vista da Settefratelli, Sinnai e Burcei

Poeti improvvisatori All’interno degli eventi civili e religiosi sono frequenti le gare poetiche, che vedono la partecipazione di appassionati cantadoris sinnaesi che, unitamente a quelli provenienti da altri centri del Campidano, tengono viva la grande tradizione della poesia improvvisata. Is cantadoris rappresentano ancora oggi, nonostante un evidente disinteresse da parte delle nuove generazioni, un preciso riferimento culturale e poetico, talvolta sublimato di leggenda, nella diffusa memoria collettiva della comunità di Sinnai. Per quanto la cultura ufficiale e accademica abbia colpevolmente trascurato il fenomeno della poesia orale, ovvero la poesia improvvisata dell’area campidanese e logudorese nelle sue diverse forme e strutture metriche, è innegabile il ruolo determinante che i poeti improvvisatori hanno avuto nell’economia e nella diffusione della cultura popolare. Il loro grande merito è di aver contribuito in misura determinante alla salvaguardia della lingua, che è stato lo strumento attraverso il quale veicolavano gli ideali, i valori di riferimento della società di allora, rivelandosi, alla pari dei predicatori, maestri e dispensatori di cultura e di morale. Sinnai annovera tra i suoi molti improvvisatori tre “grandi” del passato, considerati unanimemente tra i migliori esecutori della tradizione estemporanea delle forme metrico-musicali dei mutetus, che rappresentano un’espressione autoctona tra le più arcaiche e le più complesse, diffuse e circoscritte all’area meridionale dell’isola. In ordine cronologico sono Paulicu Orrù (1802-1873), Sarbadoricu Serra (1817-1897) e Allicu Murgia “Seui” (1851-1917).
Del primo riproponiamo un mutetu, facente parte della raccolta privata di Raimondo noto Mundicu Piras di Quartucciu, che comprende la produzione, sebbene frammentaria ma in buona parte inedita, della poesia orale del Settecento e dell’Ottocento del Campidano di Cagliari, che possiamo presentare su gentile concessione della famiglia, e altrettanti mutetus degli altri due improvvisatori, messici a disposizione da Angelino Monni di Sinnai.
Paulicu Orrù (improvvisando con Pasquale Piras, altro grande di quel tempo)
Deu rispettu sa lei / In dannu po no arrui / Ca galantomini seu / E a nemus fazzu affrontu / Camminu in sa bia diritta / E siast allenu o bixinu / Cun Paulu in paxi stais. / Rima / Si deu m’inchinu de fronti a tui / Poita no fais contu de mei.
Sarbadoricu Serra
In sa vida sua Gesus / Cincu bortas hiat prantu / Sa prima in su nascìu / Sa segunda circoncisu / Sa terza po tenni de Lazzaru amori / In Gerusalemme sa cuarta / E sa cuinta in sa vera gruxi. / Rima / Po eccisu miu e incantu / Luxi Matta cun is froris tuus.
"La composizione appena descritta è stata ricavata da un manoscritto inedito della metà dell’Ottocento, probabilmente scritto dallo stesso Sarbadoricu Serra, in possesso del sig. Angelino Monni, il quale tiene a precisare che il mutetu in questione, perfettamente identico a quello appreso oralmente dai suoi avi, differisce in alcune parti, a causa di successivi apporti e correzioni arbitrarie, dalla versione riportata in qualche pubblicazione specializzata."
Allicu Murgia Seui (Improvvisando con Loddo e Farci, altri grandi improvvisatori del tempo.)
Po cali scopu signora* / As costituiu s’amori / cun dus ominis suspettus / Funt cosa chi no staint / A su mancu fessint bonus / Ca cun Sarbodoricu Serra / Ddis emus a nai coru miu / Ma faint tropu disfortuna. / Rima / De certus donus chi faint onori / Oi biu una terra possessora.
* Riferimento probabile alla musa della poesia.
Fanny Cocco (1941-1994)
Un filo infinito fra le generazioni era un lavoro che Fanny Cocco aveva realizzato con i suoi alunni della quinta elementare della scuola “Sa Pedralla” di Sinnai nell’anno scolastico 1990-91. Partendo da questo “filo infinito” che la legava profondamente alla sua comunità, è nata la sua produzione letteraria, iniziata intorno agli anni Ottanta e purtroppo interrotta a causa della sua prematura scomparsa. Il suo impegno nella vita civile era pressoché costante: da quello scolastico, in cui ha favorito la crescita culturale di molte generazioni, a quello esercitato in diverse associazioni pacifiste, ambientaliste e di quelle che promuovevano una nuova politica a favore delle donne. Fu lei stessa artefice e promotrice dell’associazione “Su Fraili”, del circolo culturale di Legambiente “Tzinnibiri” e del concorso letterario in lingua sarda “Su fermentu”.
Di Fanny Cocco presentiamo la poesia
A is amigas mias, una delle tante opere premiate nei vari concorsi letterari in cui si distinse per le pregevoli produzioni in poesia e narrativa.
A is amigas mias
No m’hant lassau sola. / A is amigas mias / chi m’hant imboddiau / in sciallus de stima / e m’hant ingiriau / cun cannacas de amori. / A is amigas mias / chi m’hant accumpangiau / candu fia in d’una sanzainedda / suspendia in s’airi / in sa ‘ia de sa timoria, / de sa sprama, de sa maladia / e m’hant accumpangiau / candu seu torrada / a peis in terra / in sa ‘ia de sa saludi, / de sa biazzesa, de un’atra gioventudi. / A is amigas mias / cumpangias e sorris / tiernas e fortis / ddis depu meda. / A is amigas mias / ddis depu sa vida.
Giovanni Cadeddu Sacerdote, poeta, improvvisatore, scrittore, mons.
Giovanni Cadeddu è sicuramente, per quanto persona umile e discreta, una figura di spicco della cultura sinnaese, molto apprezzato anche nell’ambito regionale. Fin da giovane s’ interessò con fervore delle tematiche riguardanti la lingua sarda, e grazie alla sua specifica competenza nella disciplina fu più volte chiamato a presiedere importanti convegni e dibattiti. La sua è una competenza acquisita fin dalla tenera età a contatto con la realtà agro-pastorale della sua comunità, di cui è riuscito a cogliere e raccogliere le voci più arcaiche attraverso la lingua degli antenati che intorno al 1970 proponeva, in un lessico antico quanto armonioso, nelle frequenti predicazioni in sardo nelle diverse parrocchie di Sinnai. Nel 1978 diede alle stampe la commedia in lingua sarda Sa domanda, che in qualche modo riprendeva i valori, le consuetudini, i modi di vita che 68 anni prima aveva proposto il canonico Luisu Matta in Sa Coja de Pitanu. Seguì più tardi una raccolta di poesie In memoria de Cicitu Farci, uno dei più grandi poeti improvvisatori del Novecento. Nel gennaio del 1992 pubblicò una commedia in versi in lingua sarda in quattro atti dal titolo Sa festa de tundidroxu, e cinque anni più tardi, nel 1997, l’altra commedia in tre atti Cranovali mottu. Sulla soglia dei 90 anni (è nato a Sinnai nel luglio del 1921), mons. Cadeddu rappresenta ancora oggi un preciso punto di riferimento culturale e linguistico per tutta la comunità. Qui di seguito riportiamo un brano tratto dalla commedia Sa festa de tundidroxu, in cui viene riproposta una composizione in perfetti versi ottonari dove risalta la perfezione e la musicalità dei versi.
Sa vida no est unu bisu / E ne mancu tot’acisu, / de su giardinu bantau, / di anca Deus hat prantau / is arrosas chenz’e spinas. / No est effettu de mainas, / no est ingann’e fantasia: / est donu de sabidorìa / chi no tenit assimbillu.
Antico canto della Confraternita del Rosario Riportiamo un antico canto tratto dal libro di mons. Cesare Perra, Storia di Sinnai, dalle origini al 1960. Lo proponeva l’ormai scomparsa Confraternita del Rosario, la cui fondazione risale al 1607, cui partecipava una folla commossa di fedeli.
O Maria Graziosa / O Lillu de biancura / De is stellas ses prus pura / Ses prus bella de sa rosa: / de Deus Mamma e Isposa / giardinu de tot’is floris / O Maria Mamma amurosa / Salva nosu peccadoris / De sa luna ses prus luxenti / De su celu ses prus serena / De dogna grazia plena / Mamma de s’Onnipotenti; / E de Tui cudda serpenti / Stetia fiat scramentada / Candu dd’hiast appetigada / O Reina vittoriosa. / O Maria Mamma amurosa / Salva nosu peccadoris / Po su latti chi has donau / A Fillu Tuu graziosu / Cun discansu e pagu riposu / Tui Mamma dd’has allattau. / Perdonanosì su peccau / E totu cantu is erroris. / O Maria Mamma amurosa / Salva nosu peccadoris. / Ti timit totu s’inferru / E timendi ti rispettat / E de Tui su coru aspettat / Alliviu in su disterru. / Po cudda caden’e ferru / De su peccau mortali / Chi est peus de dogna mali / Contra nos e contra Deus, / ma cun tui no dda timeus / chi si miras piedosa. / Salva nosu peccadoris / O Maria Mamma amurosa.

Testi di Guglielmo Piras



Sinnai il Carnevale

Sinnai il carnevale

Sinnai ingresso della Pinacoteca

Sinnai ingresso della Pinacoteca
La vetrina delle Aziende Sarde

Sinnai veduta del paese foto storica, Fondo Costa

Sinnai veduta del paese foto storica.

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