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Stagni in Sardegna :: Data la conformazione delle coste e per le vicende storiche, esistono numerosi stagni, lagune e paludi. Scopri tutti gli Stagni della Sardegna grazie al Portale del Turismo della Cultura e delle Tradizioni Le Vie della Sardegna.

Territorio > Laghi e Stagni della Sardegna


Stagno di Platamona

Stagni e lagune in Sardegna

Data la conformazione delle coste e per le vicende storiche, esistono numerosi stagni, lagune e paludi. Ancora nella prima meta` dell’Ottocento Guglielmo Stefani, nel suo Dizionario geografico statistico degli Stati sardi, distingueva gli stagni sardi in tre categorie: gli stagni che comunicano col mare, gli stagni interni e le paludi. Attualmente nell’isola si possono contare circa 80 fra stagni e lagune, che coprono una superficie di quasi 12 000 ha; fino alla prima meta` dell’Ottocento, prima che importanti opere di bonifica ne prosciugassero alcuni, soprattutto nell’interno, il loro numero era maggiore.
Essi rappresentano un’enorme ricchezza ambientale, perche´ sono anche il naturale rifugio di un importantissimo patrimonio faunistico di grande bellezza e rarita`, cosicche´ molti di essi sono protetti anche a livello internazionale. Vanno comunque ricordati in particolare i seguenti:


1.
Palude di Simbirizzi: in agro di Maracalagonis, Settimo e Quartucciu, aveva una superficie di 60 ha; attualmente e` stata trasformata in riserva idrica di grande utilita` per Cagliari.
2.
Palude di Saìni: tra Samassi, Serramanna, Villasor, San Gavino, Sanluri, con una superficie di 500 ha, fu bonificata con lo scavo di una serie di canali alla fine dell’Ottocento.
3.
Palude di Sa Carovina: nella bassa valle del Cedrino, in prossimita` di Orosei, fu bonificata alla fine dell’Ottocento.
4.
Stagno di Baiocca: a sud di Villarios, ha una superficie poco estesa e non comunica col mare; e` stanziale per alcune specie di uccelli.
5.
Stagno di Bau Cerbus: a nord di Mazzacara, ha una superficie di 300 ha e comunica col mare, utilizzato come peschiera.
6.
Stagno di Bérchida: lungo la strada per Orosei a qualche chilometro da quello di Curcurica, ha una superficie di 6 ha; e` pescosissimo.
7.
Stagno di Cabras: a ridosso del Sinis in prossimita` del villaggio, ha una superficie di 3575 ha. Il suo specchio e` pescosissimo (anguille e muggini), ed e` frequentato da un grandissimo numero di uccelli, per cui la LIPU (Lega italiana per la protezione degli uccelli) vi ha aperto una stazione ornitologica nella zona di Mari ’e Pauli e vi effettua un periodico censimento.
8.
Stagno di Cala Vignagra: nelle vicinanze di Carloforte, e` stato utilizzato per impiantarvi una salina in prossimita` del porto.
9.
Stagno di Calich: in prossimita` di Alghero, ha una superficie di 97ha ed e` pescosissimo;da secoli una ricchezza per Alghero, e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
10.
Stagno di Casaraccio: lungo la costa della Nurra in prossimita` di
un’antica tonnara.
11.
Stagno di Chia: in prossimita` delle rovine dell’antica citta`, ha una superficie di 12 ha ed e` separato da capo Spartivento da una magnifica spiaggia con dune.
12.
Stagno di Colostrai: in prossimita` di Muravera, ha una superficie di 270 ha ed e` alimentato dal rio Picocca; pescoso e sede di una ricca avifauna, e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
13.
Stagno di Curcurica: poco distante da Orosei, si e` formato da una peschiera abbandonata ed ha una superficie di 38 ha; vi stanziano numerose specie di uccelli rari.
14.
Stagno di Feraxi: in prossimita` di Muravera, non lontano da quello di Colostrai, e` alimentato dal rio Picocca ed e` molto pescoso.
15.
Stagno di Is Benas: a nord del Sinis, nei pressi della pineta di Is Arenas, ha una superficie di 120 ha; pescoso.
16.
Stagno de Is Brebeis: a Porto Pino, nelle vicinanze di Sant’Anna Arresi; delimitato da una fascia sabbiosa che lo separa dallo stagno di Maestrale, comunica direttamente col mare.
17.
Stagno di Maestrale o di Arbaurci: a Porto Pino, a nord rispetto a quello de Is Brebeis, da cui e` separato da una fascia sabbiosa, non comunica col mare; in passato vi furono impiantate peschiere.
18.
Stagno di Marceddì: in territorio di Terralba, ha una superficie di 800 ha e un regime di acqua salmastra che riceve direttamente dal mare.
19.
Stagno Mari Ermi: nelle vicinanze di Cabras, a nord dell’omonimo grande stagno, ha una superficie di 20 ha ed e` ricco di vegetazione.
20.
Stagno di Mistras: interritorio di Cabras, e` una laguna che comunica col golfo di Oristano ed ha una superficie di 250 ha; abbonda di molluschi.
21.
Stagno di Molentargius: a est di Cagliari, ha una superficie di 1400 ha; ormai penetra negli agglomerati urbani di Cagliari e di Quartu Sant’Elena; una parte e` destinata alle saline di proprieta` del demanio, attualmente inattive e alimentate con un sistema di canali dal mare, l’altra parte, separata da un argine detto Bellarosa Minore, ha acque dolci ed e` il naturale luogo di soggiorno dell’avifauna protetta; attualmente il complesso, sotto la convenzione Ramsar, e` impegnato da un’imponente opera di recupero.
22.
Stagno di Murtas: ha una superficie di 150 ha ed e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
23.
Stagno di Notteri: ha una superficie di 90 ha, nelle vicinanze dell’antico villaggio di Villasimius; ha acque salmastre ed e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
24.
Stagno di Osalla: in prossimita` di Orosei, e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
25.
Stagno di Pauli Majori: in prossimita` di Palmas Arborea, da dove puo` essere raggiunto a piedi; e` alimentato da acque dolci e da acque salmastre che vengono dal vicino stagno di Santa Giusta; ha una superficie di 60 ha ed e` importante per i suoi canneti.
26.
Stagno di Pauli Marigosa: a nord dello stagno di Sal’e Porcus, ne e` separato da una fascia di sabbia; poco esteso, non comunica colmare.
27.
Stagno di Pauli Murtas: all’interno del Sinis, tra lo stagno di Cabras e quello di Sal’e Porcus, ha una rigogliosa vegetazione palustre.
28.
Stagno di Pilo: ha una superficie di 120 ha, nelle vicinanze di Porto Torres; e` pescosissimo e ospita una rilevante colonia di uccelli di specie rare; e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
29.
Stagno di Piscina Rei: a sud di Capoferrato nelle vicinanze di Muravera, e` separato dal mare da una fascia dunosa ed e` sede di numerose specie di uccelli.
30.
Stagno di Platamona o di Casaniu: affianca la litoranea di Porto Torres ed e` affiancato da una fascia dunosa; ha una superficie di 95 ha ed e` circondato da una grande pineta in cui si e` sviluppato un insediamento turistico; e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
31.
Stagno di Porto Botte: nel Sulcis, in prossimita` di Villarios, comunica col mare ed e` utilizzato per impiantarvi una peschiera molto produttiva.
32.
Stagno di Posada detto Pauli Bamba: ha una superficie di 35 ha; e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
33.
Stagno di Sa Praia: tra Muravera e Villaputzu alla foce del Flumendosa, ha una superficie di 407 ha; ricco di vegetazione palustre, e` frequentato da una discreta avifauna.
34.
Stagno di Sal’e Porcus: stagno temporaneo nella penisola del Sinis in territorio di San Vero Milis, con una superficie di 450 ha; e` sede dello stanziamento dei fenicotteri ed e` stato dichiarato sede permanente di protezione faunistica.
35.
Stagno delle Saline: in prossimita` di Olbia lungo la strada per San Teodoro, vicino all’insediamento del Lido del Sole.
36.
Stagno di San Giovanni: in territorio di Terralba, e` diviso da un argine da quello diMarrubiu; ha una superficie di 290 ha, ed e` alimentato dal Flumini Mannu e dal rio Mogoro.
37.
Stagno di San Teodoro: ha una superficie di 200 ha, in prossimita` dell’omonimo villaggio; nel periodo invernale ospita molte specie di uccelli; e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
38.
Stagno di Santa Caterina: ha una superficie di 690 ha e si trova subito dopo San Giovanni Suergiu; ricco di pesca di ogni tipo.
39.
Stagno di Santa Gilla: a ovest di Cagliari, ha una superficie di 5670 ha ed e` stato dichiarato riserva naturale.
40.
Stagno di Santa Giusta: ha una superficie di 690 ha, in prossimita` dell’omonimo villaggio; alimentato dal rio Pauli ’e Figu e dal rio Pauli Majore, ha acque dolci, e` pescoso e hauna notevole avifauna.
41.
Stagno di Sassu: grande stagno che copriva una superficie di 3270 ha tra Oristano e Terralba; frazionato negli anni Venti-Trenta del Novecento in piu` di 200 piccoli specchi d’acqua, venne bonificato tra il 1934 e il 1937; del complesso rimane ancora lo Stagno di S’Ena Arrubia in territorio di Arborea, dichiarato riserva naturale della Sardegna.
42.
Stagno di Tortolì: ha una superficie di 220 ha, attualmente utilizzato come peschiera perche´ comunica col mare.
43.
Stagno di Vivagna: in prossimita` di Carloforte, di piccole proporzioni ma di suggestiva bellezza.


Stagno di Platamona Sorso
Sorso, esemplare di falco di palude in volo.

Stagno di Platamona o di Casaniu
Lo Stagno di Platamona o di Casaniu
affianca la litoranea di Porto Torres ed e` affiancato da una fascia dunosa; ha una superficie di 95 ettari ed e` circondato da una grande pineta in cui si e` sviluppato un insediamento turistico; e` stato dichiarato riserva naturale della Sardegna.
Lo stagno di Platamona (
Comune di Sorso), di forma allungata è separato dal mare da una lingua di pineta. Il nome dello stagno deriva dal toponimo della zona di derivazione greco-bizantina e che significa “superficie piana”. Si tratta uno stagno-laguna, un tempo comunicante col mare, oggi alimentato dal Rio Buddi Buddi e dal Rio Pedrugnanu. Tipicamente retrodunale, ha acque poco profonde, scarsa salinità ed è popolato da anguille e carpe. La zona umida sorprende per la rigogliosità della flora composta da varie fasce di vegetazione quali il fragmineto, lo scirpeto, il giuncheto, il ginepreto che ne abbracciano il perimetro; vi compaiono inoltre rare associazioni di piante palustri quali il giunco nero (Schoenus nigricans) e la canna del Po (Erianthus ravennare) e altre specie vegetali endemiche sardo-corse, tra cui lo zafferanetto di Requien e la silene di Corsica. Un’autentica ricchezza dello stagno di Platamona sono poi le numerose specie di uccelli migratori e di altri volatili rari ed in via di estinzione che vi nidificano: i suoi canneti infatti sono l’habitat ideale per diverse specie ornitologiche sia stanziali che di passo quali folaghe, germani reali, svassi, falchi di palude, aironi cenerini, garzette, codoni, fistioni turchi e, su tutti, il pollo sultano di cui esiste una piccola colonia nel folto del canneto. Per queste peculiarità l’area dello stagno è riconosciuta come riserva naturale ed inserita nell’elenco dei Siti di Interesse Comunitario.

La vetrina delle Aziende Sarde
Muravera, stagno di Colostrai
Muravera, fenicotteri rosa.j

Stagni del Sarrabus
Nel territorio del Sarrabus si trovano, oltre allo stagno di Notteri, gli stagni di Colostrai e di Feraxi, lo stagno di San Giovanni, lo stagno delle Saline e quello di Piscina Rei.
Nel territorio di Muravera si sviluppano gli stagni di Colostrai e di Feraxi, inseriti nella pianura costiera di San Priamo in una lussureggiante pineta che prosegue fino a Torre delle Saline. Si originarono dai ristagni fociali del rio Picocca e del rio Corr'e Pruna alla fine degli anni quaranta del '900, quando venne deviato il tratto terminale del rio Picocca in una depressione retrodunale presso la spiaggia di Cristolaxeddu.
Lo stagno di Colostrai si estende per circa 150 ha, a nord delle vecchie foci del rio Picocca e del Corr'e Pruna ed è collegato al mare attraverso una bocca difesa da moli; rappresenta un ambiente di grande valenza ecologica, protetto dalla Convenzione di Ramsar e individuato come SIC nella Rete Natura 2000, oltre che di importanza economica per il settore della pesca, essendo sfruttato principalmente per la mitilicoltura. Spesso nelle peschiere, per evitare o ridurre i danni da predazione da parte di specie ittiofaghe, come i cormorani o gli ardeidi, si utilizzano difese passive, quali reti, fili e strisce colorate, tesi sopra gli specchi d’acqua".
La profondità delle loro acque è scarsa. Tuttavia, una ricca vegetazione si sviluppa nei suoi margini, così come ferve la numerosa avifauna che annovera le specie comuni delle folaghe, delle anatre, dei cormorani, anche delle rare avocette con i martin pescatori, i cavalieri d'Italia, i fenicotteri, assai rari nel versante orientale della Sardegna. Nella zona sono state avvistate anche delle cicogne bianche. Gli stagni di Colostrai e di Feraxi sono collegati tra di loro e sono stati classificati come Oasi Permanente di Protezione Faunistica.
Risalendo la costa orientale, si trova la Foce del Flumendosa, costruita negli anni '50 del XIX secolo, con l'attiguo stagno di San Giovanni. Essi comunicano con il mare attraverso un canale artificiale. Nelle loro acque circolano il tuffetto, la folaga, la gallinella d'acqua, il porciglione, il germano reale. La presenza di un'importante cooperativa di pescatori che allevano pesci e mitili ne fa un punto importante per l'economia del territorio.
Nei pressi di Torre Salinas si dispiega un altro piccolo stagno: quello delle Saline, incorniciato dai vivaci colori della macchia mediterranea. Soprattutto nei mesi più caldi lo stagno è abitato da numerose colonie di fenicotteri rosa. Fino a non molto tempo fa inoltre durante l'estate lo stagno si prosciugava completamente e vi si poteva raccogliere il sale per uso domestico.
Lo stagno di Piscina Rei si presenta di piccole dimensioni, ma è comunque molto interessante per la possibilità di una sua esplorazione a piedi nudi. Soprattutto nei periodi di secca il fondo può essere visitato e si possono cercare variopinte conchiglie e molluschi.
Come arrivare
Gli stagni di Colostrai e di Feraxi sono raggiungibili percorrendo la strada panoramica orientale sarda 125 e seguendo quindi le indicazioni per Muravera; giunti a Capo Picci si seguono i cartelli per Torre di Salinas e si giunge agli stagni.
Lo stagno di San Giovanni si trova nella località di Marina di San Giovanni a Muravera: è raggiungibile percorrendo la SS 125, seguendo le indicazioni per il paese; superatolo, si svolta dopo pochi chilometri nel bivio che indica la spiaggia di San Giovanni.
Percorrendo sempre la SS 125 in direzione Muravera, dopo aver superato la frazione di San Priamo, si prende il bivio per Torre Salinas e ben visibile sulla strada si trova il piccolo stagno delle Saline, collegato al mare con un canale di 300 metri.
lo stagno di Piscina Rei, infine, si trova nella località di Costa Rei nel comune di Muravera. È facilmente raggiungibile percorrendo la strada panoramica per raggiungere la località sulla quale sono indicati gli accessi alle spiagge e allo stagno.
Attività praticabili
Negli stagni di Colostrai e Feraxi sono completamente percorribili a piedi lungo le sponde, pertanto luoghi ideali per chi ama fare lunghe passeggiate e per il birdwatching. Qui è inoltre possibile praticare la pesca.
Anche gli altri stagni del Sarrabus offrono comunque interessanti passeggiate alla scoperta della fauna e della flora locale.
Informazioni utili e servizi
Nei pressi degli stagni sono presenti diversi punti ristoro e molti punti per il pernottamento.
Contatti
Comando forestale di Muravera
tel. 070 9930545

Stagno di Colostrai Muravera.j
Veduta aerea dello Stagno delle Tartanelle Olbia

Stagni di Olbia
Nella parte meridionale del Golfo di Olbia si estende un complesso di specchi d'acqua comunicanti con il mare, pertanto definibili "lagune". Nella zona compresa tra Olbia e la costa è ubicato il complesso delta del Rio Padrongianu, che forma una serie di specchi d'acqua denominati stagno di Cabrile, con una superficie di circa 30 ettari. Questi specchi d'acqua generano uno scenario che caratterizza comunemente gli stagni delle zone granitiche: delimitati da promontori e costellati da massi arrotondati che affiorano nelle acque più basse.
Più a oriente si stende una serie di stagni denominati Le Saline, Tartanelle e Peschiera, che coprono un'estensione di circa 120 ettari. La loro origine è individuata nella presenza, nei tempi antichi, del rio Castangia, che nei secoli è divenuto semplice immissario del fiume Padrongianu. Questi stagni sono frequentati da gabbiani comuni e reali, cormorani, limicoli, anatidi nelle stagioni invernali e cavalieri d'Italia in quelle estive.
Merita una particolare attenzione lo stagno de Le Saline, poiché è la sede in cui vengono effettuate le operazioni periodiche di stabulazione dei mitili provenienti dalle zone umide più interne del golfo olbiese, con la finalità di garantirne la eliminazione di sostanze inquinanti e la conseguente sicurezza per la salute di quanti amano assaporarli. Le zone umide più interne del Golfo di Olbia sono appunto utilizzate come impianti di molluschicoltura della Sardegna, con un'altissima produzione di cozze, arselle, tafuri e murici.
Come arrivare
Per arrivare agli stagni di Olbia è necessario percorrere la SS 125 in direzione Olbia. Una volta arrivati alle porte della città diversi svincoli conducono agli stagni. Per quello di Cabrile svolta al bivio per il Lido del Sole e la strada conduce allo stagno. Per arrivare invece allo stagno delle Saline si svolta al bivio per la spiaggia de Le Saline. Per lo stagno di Peschiera invece si svolta in località Murta Maria sulla destra quando s'incontra l'indicazione per la spiaggia di Marina Maria.
Informazioni utili e servizi
Parte degli stagni citati si trovano all'interno di proprietà privarte e pertanto non visitabili. Si può invece girare liberamente presso lo stagno delle Saline e quello di Peschiera.
Nelle vicinanze si possono trovare molti punti di ristoro e di pernottamento.

Stagno di Cabras
Veduta dello stagno di Cabras

Stagno di Cabras
A nord del Golfo di Oristano, nella penisola del Sinis, si estende lo stagno di Cabras che, con le annesse zone umide di Mistras, Pauli 'e Sali e con lo stagno di Sale Porcus, nei pressi di Putzu Idu, forma un ambiente umido di importanza internazionale, riconosciuta dalla Convenzione di Ramsar (Iran).
L'origine di queste aree è dovuta alla formazione di cordoni sabbiosi, che nel tempo hanno isolato tratti di mare, e al progressivo accumulo di detriti e sedimenti trasportati dai fiumi, tra i quali il Tirso. Lo stagno di Cabras occupa ben 2.200 ettari, oltre ad essere uno degli ecosistemi palustri più ricchi del Mediterraneo mostra i segni della vita economica e sociale che da tempo vi si è svolta intorno.
Le costruzioni semidistrutte e le capanne pittoresche che si trovano nei pressi testimoniano, infatti, l'attività principale svolta nelle sue acque, ricche di muggini, cefali, anguille, mormore, spigole: la pesca. Questa si svolgeva su imbarcazioni realizzate con l'intreccio dell'erba palustre (fassonis) soprattutto nella zona più importante dello stagno, Mar'e Pontis.
Non solo le varietà ittiche arricchiscono l'ecosistema degli stagni del Sinis ma permettono anche la frequentazione di numerose specie di uccelli acquatici, come il fistione turco, un'anatra a rischio di estinzione, il fenicottero rosa, i cormorani. Sulle falesie della costa, inoltre, si riproducono il passero solitario, il falco pellegrino, il gabbiano reale.
Come arrivare
Dalla SS 131 s'imbocca la deviazione Oristano Nord. Una volta giunti in città si prosegue seguendo le indicazioni per Torregrande. Presa la strada per Torregrande si prosegue per 3-4 km, dopodichè si svolta a destra per Cabras. Lo stagno costeggia il paese di Cabras.
Attività praticabili
Nello stagno è possibile praticare la pesca turistica e la pesca sportiva.
La presenza di una ricca avifauna permette anche interessanti escursioni muniti di binoccoli per la pratica del birdwatching.
Informazioni utili e servizi
Nella zona sono presenti diversi ittiturismi, alberghi e punti di ristoro.
Contatti
Comando stazione forestale di Oristano
tel. 0783 310309
Area Marina Protetta del Sinis
tel. 0783 290071
sito internet: www.areamarinasinis.it
e-mail: info@areamarinasinis.it

Cagliari vista da Settefratelli
Parco di Molentargius al tramonto.

Stagno di Molentargius

Tra l'edificato urbano di Cagliari e il litorale sabbioso del Poetto, ad est del capoluogo, si estende lo stagno di Molentargius, contiguo a quelli di Quartu e di La Palma.
Lo specchio d'acqua di Molentargius, il più esteso e più importante, è collegato agli altri dalla zona di Is Arenas. Deve il suo nome al mezzo utilizzato in passato per trasportare il sale raccolto nei suoi bacini: il "molenti", che in sardo significa asino. La zona, infatti, ha rappresentato per secoli il bacino più ricco in Sardegna per l'estrazione del sale dalle acque del mare, interrottasi solo nel 1985.
Lo stagno si divide in due bacini: il Bellarosa Minore, che raccoglie le acque reflue e piovane, e il Bellarosa Maggiore, ad elevato grado di salinità, utilizzato per l'evaporazione del sale.
Dichiarato Parco Regionale per il suo prezioso e delicato ecosistema, lo stagno di Molentargius è frequentato da 180 specie di volatili, molti dei quali rarissimi, che prediligono le zone in base alla natura chimica dell'acqua. Così la garzetta, il pollo sultano, il cavaliere d'Italia vivono nelle acque dolci, mentre le avocette, i cormorani, gli aironi, i gabbiani, i fenicotteri rosa preferiscono le acque salmastre. Qui, tra canneti, giunchi, alghe, i maestosi fenicotteri rosa hanno stabilito da circa dieci anni il loro habitat permanente, mentre prima vi sostavano durante il viaggio migratorio dal Rodano all'Africa. Con l'eleganza delle loro lunghe zampe e la cromia rosata del piumaggio, quando si librano in volo, regalano uno spettacolo strabiliante.
Come arrivare
Il Parco si raggiunge facilmente sia da Cagliari che da Quartu Sant’Elena attraverso il Lungomare del Poetto. La zona più interna, costituita dalla striscia di terra di Is Arenas, è accessibile da Quartu Sant'Elena e dal quartiere cagliaritano di La Palma.
Informazioni utili e servizi
Al momento lo stagno del Molentargius non è aperto al pubblico.
Contatti
Consorzio del Parco Naturale Regionale "Molentargius-Saline"
tel. 070 381246
Associazione per il Parco del Molentargius Saline Poetto
tel. 070 671003
e-mail info@apmolentargius.it
sito internet www.apmolentargius.it

Cagliari, stagno di Molentargius.jpg

"Lo stagno di Molentargius sorge tra l'edificato urbano di Cagliari e il litorale sabbioso del Poetto. Deve il suo nome al mezzo utilizzato in passato per trasportare il sale raccolto nei suoi bacini: il "molenti", che in sardo significa asino. La zona, infatti, ha rappresentato per secoli il bacino più ricco in Sardegna per l'estrazione del sale dalle acque del mare che è stata interrotta solo nel 1985. Lo stagno si divide in due bacini: il Bellarosa Minore, che raccoglie le acque reflue e piovane, e il Bellarosa Maggiore, ad elevato grado di salinità, utilizzato per l'evaporazione del sale."

Panorama di Santa Gilla
Fenicotteri a Santa Gilla.jpg

Stagno di Cagliari
Lo stagno di Cagliari comprende la Laguna di Santa Gilla, le Saline di Macchiareddu e Porto Canale. È una zona umida molto estesa inserita alle porte del capoluogo isolano, nel lato orientale di Capoterra. La natura delle sue acque non è omogenea: sono infatti salate quelle delle Saline di Macchiareddu, peraltro considerate tra le più grandi d'Europa, mentre le acque di Santa Gilla sono in parte rese dolci dall'apporto idrico dei fiumi Cixerri e Flumini Mannu. Proprio nell'area di Santa Gilla sorse il primo insediamento umano della Carales (Cagliari) cartaginese, e in seguito la città di santa Igia, capitale del Giudicato di Cagliari, di cui condivise le sorti dopo la conquista pisana nel 1258. L'importanza della zona non si esaurisce con il significato storico: tutt'altro. Il patrimonio naturalistico che conserva, infatti, la inserisce tra le aree protette stabilite dalla Convenzione Internazionale di Ramsar (Iran).
Come arrivare
Da Cagliari si prende la SS 195 in direzione Pula. In prossimità della rotonda vicino al ponte Maramura si svolta a destra per la dorsale consortile in direzione Assemini e dopo circa un chilometro sulla destra s'incontra l'inceneritore del Tecnocasic. Si percorre quindi la stradina laterale che lo costeggia a sinistra (troverete un cartello indicante il Progetto Gilia). La stradina, che presenta una staccionata in legno lungo tutto il percorso di 1,5 km, conduce allo stagno.
Informazioni utili e servizi
L'avifauna dello stagno è decisamente ricca, composta da rarissime specie acquatiche come i fenicotteri rosa, gli aironi, i cormorani, le folaghe, e rappresenta un tesoro prezioso di recente valorizzato dal progetto "Life Natura '96 Gilia", che coinvolge i comuni di Cagliari, Assemini, Capoterra ed Elmas, e svolge un'attività di studio, monitoraggio e protezione dell'ecosistema della Laguna di Santa Gilla. A supporto di tutto questo anche il laboratorio di ricerca istituito nel casale Terr'e Olia, che ospita un interessante spazio museale.

Bidderosa, stagno di Sa Curcurica Comune di Siniscola

Stagno di Sa Curcurica
A sud di Capo Comino, nel tratto costiero granitico nord orientale della Sardegna, si trovano tre zone umide che disegnano scenari incantevoli, vere e proprie oasi. Si tratta degli stagni di Berchida, alimentato dal Rio omonimo, di Bidderosa, occasionalmente alimentato dal mare, di Sa Curcurica, alimentato da Rio Pischina e Rio Sa Mela.
Fra questi è particolarmente interessante lo stagno di Sa Curcurica (che in sardo significa "la gallinella d'acqua"), poiché ha come quinte scenografiche le ripide colline di granito rosa ricoperte da pinete e macchia mediterranea: un panorama mozzafiato, considerando anche i colori smeraldini dello stagno, irrorato da un mare particolarmente limpido.
In queste acque vive una grande varietà di uccelli migratori e non: dal cormorano alla garzetta, dall'airone al fenicottero, dal cavaliere d'Italia al martin pescatore. Non mancano gli anfibi e i rettili, come il rospo smeraldino, la raganella sarda, la testuggine d'acqua.
Come arrivare
Si prende la 125 da Orosei in direzione Cala Ginepro. Al bivio per Cala Ginepro si gira a destra (seguendo la segnaletica per l'Hotel I Giardini) e subito dopo la struttura alberghiera si svolta a sinistra. Dopo qualche centinaio di metri si trova lo stagno de Sa Curcurica.
Informazioni utili e servizi
Lo stagno è compreso in un'area protetta dall'Ente Foreste che si estende su 860 ettari. Intorno si possono trovare diversi punti di ristoro e hotel.

Stagno Notteri dall'alto, Villasimius
Scorcio dello stagno di Notteri Villasimius

Stagno di Notteri
Lo specchio d'acqua di Notteri si estende per una superficie di 34 ettari, con una profondità che può raggiungere il massimo di mezzo metro. È ubicato nella parte mediana più stretta dalla penisoletta di Capo Carbonara, nel comune di Villasimius. Dipinge uno scenario naturalistico particolarmente interessante perché risulta separato dalle acque di Capo Carbonara da una striscia di sabbia sottile, generando una doppio campo cromatico azzurro con il mare.
I geologi attribuiscono la sua formazione alla graduale unione che nel tempo ha interessato l'antica isoletta di Punta Santo Stefano e la terraferma, provocando la formazione di due cordoni sabbiosi che hanno chiuso una porzione di mare, divenuto appunto lo stagno di Notteri. Lo specchio d'acqua non ha emissari né collegamenti col mare, quindi è soggetto a prosciugamento nei mesi estivi.
Proprio questo suo isolamento e l'immediata vicinanza con il mare, se rendono oscillante la presenza dell'acqua nel bacino a seconda delle piogge, ne determina anche un'alta concentrazione d'acqua salina. Le sue rive basse e sabbiose sono frequentate da una fauna acquatica abbastanza comune, considerando la presenza dei gabbiani, cormorani, limicoli.
Tuttavia la sua bassa profondità, se impedisce la presenza dello svasso piccolo, amante delle acque più profonde, favorisce la presenza del fenicottero, che è possibile vedere, nella sua maestosità, durante i mesi della stagione invernale. Tale presenza assume un preziosissimo valore perché il fenicottero non compare in nessun'altra zona umida della costa orientale, a parte gli stagni di Colostrai e di Feraxi.
Come arrivare
Da Cagliari si procede lungo la litoranea Quartu Sant'Elena - Villasimius. Circa due chilometri prima del paese di Villasimius si incontra sulla destra il bivio per Campulongu (Condominio Cordolino Blu) e si percorre questa strada fino a un bivio che cpnduce sulla destra al Porto di Villasimius. Procedendo s'incontra dopo cento metri un nuovo bivio sulla sinistra che conduce allo stagno.

Informazioni utili e servizi
Nelle spiagge accanto allo stagno si trovano diversi chioschi e punti ristoro.

Stagno di Marceddì`

Lo stagno è in territorio di Terralba, ha una superficie di 800 ettari e un regime di acqua salmastra che riceve direttamente dal mare.
Nei pressi dell'omonimo villaggio di pescatori nel comune di Terralba, a sud del Golfo di Oristano, si estende la laguna di Marceddì, che forma una lunga insenatura sul mare. Nella sua zona più interna si trova lo stagno di San Giovanni, separato dalla laguna da uno sbarramento che determina la natura dolce delle sue acque, alimentate non dal mare ma dal rio Mogoro e dal rio Mannu.
Qui rare specie di uccelli acquatici nidificano attratte dalle rive fangose e dalla ricca vegetazione: il pollo sultano, la folaga, il germano reale, l'airone rosso, il tarabusino, lo svasso maggiore.
La parte più esterna dell'insenatura è appunto lo specchio d'acqua di Marceddì. Le sue acque salate sono frequentate dal cormorano, dallo svasso maggiore e dallo svasso piccolo, da anatre tuffatrici, dall'airone cenerino, dal gabbiano reale: tutte queste specie trascorrono qui i mesi invernali.
Nella zona, l'attività venatoria ittica viene operata da una cooperativa di pescatori che cattura anguille, muggini, spigole, carpe, che diventeranno ingredienti principali di gustosissime ricette.
Come arrivare
Dalla SS 131 si prende lo svincolo per Marrubiu e si attraversa il centro abitato. Si prosegue dunque in direzione di Arborea (Tanca Marchesa). Sulla strada si incontreranno quindi le indicazioni per la borgata di Marceddì, fiancheggiata dalla laguna.
Attività praticabili
Nella laguna è possibile praticare liberamente il birdwatching.
Informazioni utili e servizi
In prossimità della laguna sono tanti i ristoranti e gli ittiturismo dove è possibile consumare il pesce pescato nel corso della mattinata.


Stagno di Platamona, falco di palude.

Laguna di Santa Caterina
Lungo la costa sulcitana si sviluppano la laguna di Santa Caterina, le saline di Sant'Antioco, lo stagno di Porto Botte, lo stagno di Porto Baiocco e gli stagni di Porto Pino. La laguna di Santa Caterina è situata nella parte settentrionale del Golfo di Palmas. L'istmo che collega l'Isola di Sant'Antioco all'isola madre, costruito nel 1939 e rimasto chiuso per 40 anni, ne ha impedito i ricambi d'acqua, provocando una diminuzione della pescosità. La laguna è comunque alimentata dal rio Palmas e dal rio Sassu, ed è attigua all'impianto di salina sorto nel 1969, la cosiddetta salina di Sant'Antioco. Gli stagni di Porto Botte e del Baiocco si sviluppano più a sud, privi di emissari e comunicanti col mare attraverso un'apertura artificiale.
Verso meridione si incontrano gli stagni di Porto Pino (stagno di Maestrale, stagno del Corvo, stagno di Is Brebeis, stagno di Foxi), separati fra loro da cordoni sabbiosi. Nelle loro acque la pesca di muggini e anguille è gestita da una cooperativa di pescatori. Dove i fondali sono profondi, come nello stagno di Maestrale, è possibile vedere il cormorano, lo svasso piccolo, i gabbiani reali, mentre folaghe e aironi cenerini frequentano le acque meno profonde.
Come arrivare La laguna costeggia la SS 126 che da Carbonia porta a Sant'Antioco.
Informazioni utili e servizi
Vicino alla laguna si possono trovare molti punti di ristoro e hotel.


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