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Stintino :: Città turistica nell'oasi protetta del golfo dell' Asinara.

Località Sarde > Sassari


Abitato di Stintino negli anni Cinquanta del Novecento
 Il Porto vecchio di Stintino

Stintino

Stintino è una delle località più famose dell'isola. L'origine del paese risale al 1885, quando le famiglie dei pescatori che abitavano l'isola dell'Asinara furono sfrattate per far posto alla colonia penale e dovettero fondare un nuovo insediamento a Capo Falcone. L'origine del toponimo deriva dal sardo "s'isthintinu", cioè il budello, dal nome dato allo stretto fiordo su cui sorse il paese. L'economia ruota intorno al turismo. La deliziosa cittadina si affaccia sul golfo dell'Asinara, sulla costa nord-orientale della Sardegna. È stato in passato una frazione di Sassari, diventando comune autonomo l' 8 agosto 1988. Le prime elezioni si sono svolte nel marzo del 1989, quando venne eletto Baingio Benenati. L'attuale sindaco è Antonio Diana che, a capo della lista Stintinofutura, ha raccolto il testimone da Lorenzo Diana dopo 9 anni di mandato (il più duraturo nella breve storia di autonomia).

Abitanti: 1.135
Superficie: kmq. 58,68
Municipio: via Torre Falcone - tel. 079 523053
Cap: 07040
Guardia Medica: (Pozzo San Nicola) - tel. 079 534002
Polizia Municipale: via Torre Falcone - tel. 079 523053
Ufficio postale: via Lepanto - tel. 079 523003


Stemma di Stintino
La Pelosa, Stintino (SS), una delle più belle spiagge di tutta la Sardegna.

L'origine di Stintino risale al 1885, quando le famiglie dei pescatori che abitavano l'isola dell'Asinara furono sfrattate per far posto alla colonia penale e dovettero fondare un nuovo insediamento a Capo Falcone. In precedenza il territorio, facente parte della Nurra di Sassari, era popolato da insediamenti sparsi di pastori-contadini, che abitavano in ricoveri di bestiame denominati "li cuili". La borgata di Stintino, è diventata comune autonomo il 10 agosto 1988. Le prime elezioni per la nomina del Consiglio comunale di Stintino si sono tenute nel marzo del 1989. L'origine del toponimo deriva dal sardo "s'isthintinu", cioè il budello, dal nome dato allo stretto fiordo su cui sorse il paese. Il paese si sviluppa intorno a due insenature che ospitano i porticcioli per barche da pesca e da diporto. La spiaggia più famosa è "La Pelosa", una delle più belle della Sardegna, ma meritano attenzione per la loro bellezza naturalistica anche quelle delle "Saline", di "Puzzona" e di "Ezzi mannu". In prossimità del mare, sorgono le antiche tonnare che fino al XX secolo erano una delle principali fonti economiche del paese. Oggi, ristrutturate, sono destinate a scopi turistico-ricreativi. Ogni estate si organizza al porto la sagra del tonno, mentre il museo della Tonnara espone una raccolta di documenti, oggetti, foto e modellini che raccontano il ciclo di vita del tonno e illustrano le varie fasi della mattanza. L'economia stintinese ruota intorno al turismo. Durante la stagione estiva vi sono frequenti iniziative di intrattenimento per i turisti e per i residenti. Tra le manifestazioni organizzate annualmente, importante è la regata velica di fine agosto denominata "Regata della vela latina".
Altro importante centro abitato del comune è la
frazione di Pozzo San Nicola mentre si ricordano le località di Ercoli, Pittiacca, Nanni Doro, Nodigheddu, Unia, Ovile Nuovo, Nodigheddu, Fioreddu, Preddu Nieddu, Country Village, Le Tonnare, Tamerici, Cala Lupo, Tanca Manna, Cala Reale, Ovile del Mercante, Italo-Belga, L' Ancora, Roccaruja, Capo Falcone e La Pelosa. Di importanza storico e culturale la prossimità con l'isola dell'Asinara, storicamente carcere di massima sicurezza ed attualmente un Parco Nazionale; sono famosi i suoi asinelli bianchi e le spiaggie incontaminate.
Storia A differenza di altre realtà, di Stintino conosciamo esattamente la data di fondazione: 15 agosto 1885, l'origine del borgo di Stintino è dovuta alla decisione del Governo italiano di istituire sull'Isola dell' Asinara la stazione sanitaria marittima di quarantena e una colonia penale. In quei tempi l'isola era abitata 45 da famiglie, alcune dedite alla pastorizia e all'allevamento, che avevano dato origine agli agglomerati di Fornelli e Cala Reale, mentre a Cala d'Oliva vivevano i pescatori di origine ligure e ponzese che dopo varie migrazioni decisero di stabilirsi definitivamente nell'Isola per dedicarsi alla pesca stagionale del tonno e delle aragoste. Il governo, dopo una serie di trattative con gli ex abitanti dell'isola, associatisi nell'unione dei 45, offrì una ''regalia'' di 750 lire e la possibilità di scegliere un sito dove potersi insediare, le possibilità offerte erano due: la baia di porto Conte, vicino ai ruderi romani di Porto Ninfeo, o la lunga striscia di terra caratterizzata da due profonde insenature conosciuta come ''Isthintini'' non molto distante dalla Tonnara Saline. Data la posizione strategica e il legame che comunque legava gli esuli con l'Isola dell'Asinara si decise che il nuovo paese sarebbe sorto negli ''Isthintini'', i quali furono altrettanto decisivi per la scelta del nome del paese: Isthintini - Sthintini - Stintino, che inizialmente si sarebbe dovuto chiamare Cala Savoia. Le quarantacinque famiglie utilizzando le poche risorse messe a disposizione dal governo centrale, e grazie alla loro caparbietà riuscirono a costruire il nuovo paese. Sorse così Stintino, ordinato secondo piano regolatore che divise ordinatamente l'abitato in una stretta penisola fra i due bracci di mare, Porto Vecchio e Porto Nuovo (Portu Mannu), con le sue piccole case adornate con menta e basilico che ci ricordano a primo impatto quelle di Cala d'Oliva, così come la chiesa costruita nel 1937 che riprende la struttura di quella edificata nell'Asinara. Stintino era intimamente e doppiamente legato al mare non solo per fattori economici, per gli stintinesi il mare era il ''modus vivendi'' la tonnara e la pesca regolavano la vita di questo piccolo borgo, ogni stagione era accompagnata da riti e abitudini. La principale ricchezza del paese è sempre stata la Tonnara, poi è arrivato il turismo, nei primi anni del 900 il borgo ospitava alcune delle più illustri famiglie della borghesia sassarese, gli Azzena, i Berlinguer, Segni, Silenti, Scotti. Negli anni 60' il boom turistico investì anche Stintino, che divenne meta di un turismo in stile ''Costa Smeralda'', i Moratti acquistarono alcuni terreni e costruirono ville e alberghi facendo conoscere Stintino e le sue spiagge per tutto il mondo. Per oltre un secolo Stintino è stato frazione del comune di Sassari, il 10 agosto 1988 è divenuto comune autonomo, dopo centotre anni gli stintinesi finalmente hanno potuto decidere le sorti del loro paese.

Informazioni turistiche e curiosità su Stintino

A pochi chilometri dall'abitato, in prossimità del mare, sorgono le antiche tonnare che fino al XX secolo erano una delle principali fonti economiche del paese. Oggi, ristrutturate, sono destinate a scopi turistico-ricreativi. Ogni estate si organizza al porto la sagra del tonno, mentre il Museo della Tonnara espone una raccolta di documenti, oggetti, foto e modellini che raccontano il ciclo di vita del tonno e illustrano le varie fasi della mattanza. A nord la strada prosegue lungo la costa fino a raggiungere Capo Falcone, con la torre nel punto più alto e le due fortificazioni spagnole della Pelosa e dell'Isola Piana. Tutta la costa di Stintino è orlata da candide spiagge, che fanno di questo paese uno dei più rinomati centri di villeggiatura di tutta la Sardegna. Dal Porto Nuovo è possibile raggiungere l'incontaminata oasi naturalistica del Parco Nazionale dell'Asinara.

Frazioni: Le Vele, Nodigheddu, Pischina Salidda, Pozzo San Nicola, Rocca Ruja, Tonnara Saline
Comuni contigui: Sassari, Alghero

Preparativi per la pesca del tonno a Stintino (SS), foto d'Epoca.

Museo della tonnara "Il Ricordo della Memoria"

Il museo è situato in uno stabile realizzato nel 1995, diviso in 6 "camere" come la tonnara vera e propria: 1-camera grande; 2-camera bordanello; 3-camera bordonaro; 4-camera bastardo; 5-camera di ponente; 6-camera della morte. La costruzione, che ruota intorno ad una tonnara ricostruita in modello perfettamente simile ad una delle tante tonnare calate a Stintino sino agli anni Settanta del secolo scorso, consiste in una originale struttura modulare progettata con fini itineranti, e richiama esternamente l'architettura delle case tradizionali di Stintino ed internamente la pesca, alle Saline, presso il villaggio. Il visitatore è indotto a compiere il percorso del tonno, a partire dalla camera grande e fino alla camera della morte, avvicinandosi ai vari aspetti economici, umani e psicologici connessi alla vita della tonnara. Camera rete della tonnara, detta "isola", che veniva calata ogni anno, durante la stagione della grande: oggetti originali in uso presso la tonnara Saline; modellino della stessa tonnara; modellini di barche della flotta della stessa tonnara; oggetti a carattere religioso, di protezione della pesca, appartenuti alla chiesa della tonnara.
Camera bordanello: si analizzano gli aspetti della biologia del tonno, le rotte dei tonni nel Mediterraneo con localizzazione della tonnare alla fine dell'Ottocento, i metodi di pesca oggi utilizzati. Camera bordonaro: illustra la storia e l'organizzazione delle tonnare del golfo dell'Asinara e in particolare della tonnara Saline, con diari e documenti d'archivio; un video documenta le fasi della lavorazione del tonno. Camera bastardo: è dedicata alla storia della pesca del tonno. Camera di ponente: mostra di immagini della tonnara realizzate da artisti contemporanei; fotografie della tonnara Saline dalla fine dell'Ottocento agli anni Settanta del secolo scorso, con la chiusura della stessa. Camera della morte: è dedicata alla mattanza dei tonni. In particolare, nel museo vengono riproposti i colori e le immagini che accompagnavano quella solenne liturgia che si concludeva con la morte del tonno e la festa dei tonnarotti.
Perché visitarlo
Il museo vuole essere un tributo a tutti coloro che per anni hanno operato nel settore della pesca del tonno, dai proprietari ai Rais, dalle maestranze della ciurma di terra ai tonnarotti. Il pezzo forte consiste nella vasta collezione di fotografie e quadri della Tonnara a partire dalla fine dell'Ottocento, oggetti originali di uso comune che venivano utilizzati dalla Tonnara Saline dalla ciurma, ricordi della storia delle Tonnare del Golfo dell'Asinara ed in particolare della Tonnara Salineanni gli stintinesi finalmente hanno potuto decidere le sorti del loro paese.


Informazioni utili
Indirizzo: Porto nuovo, Stintino
Telefono e fax: 079 520081.




Stintino Tonnare

Stintino, Torre della Pelosa

Come arrivare Si percorre la SP verso Stintino, lasciando a d. il villaggio turistico per dirigersi verso Capo Falcone. Dopo 4,5 km si raggiunge la spiaggia della Pelosa. La torre si trova in un piccolo isolotto di fronte alla spiaggia. Per raggiungerla è necessaria un'imbarcazione. Il nome della torre deriva dal toponimo della zona, "La Pelosa", probabilmente in origine "sa palosa" per la forte presenza di paglia marina. La torre, a 3 metri slm, controllava lo stretto dell'Asinara ed era in contatto visivo con le torri dell'Isola Piana e di Capo Falcone.
Descrizione La torre, in scisto, ha forma troncoconica con diametro di base di 16 m, altezza di 10 m e spessore murario di circa 2,5 m. Il boccaporto, che garantiva l'accesso alla casamatta, cioè l'ambiente interno a prova di bomba, è collocato a circa 6 m dal suolo. Questa camera, dal perimetro circolare, presenta una volta a fungo con pilastro centrale ed è divisa in tre ambienti da tramezzi. In ognuno di questi spazi è collocata una troniera, cioè una feritoia. Alla s. dell'ingresso, all'interno della struttura muraria, è collocata la scala che accede alla piazza d'armi, il terrazzo esterno, sul quale a sua volta si collocavano altri cannoni. In questo ambiente si riconoscono ancora delle strutture rimanenti dello spalamento, cioè del parapetto lato terra, e parte della mezzaluna, una struttura realizzata in canne e coppi, dalla forma a semicerchio, che proteggeva le munizioni e i soldati per la notte. La costruzione della torre si pone generalmente prima del 1578, data della relazione del Viceré De Moncada, nella quale già si parla della necessità di ripararla. Nel 1637 è testimoniato un attacco di galere da Biserta e nel dicembre dello stesso anno anche da parte di una squadra navale corsara francese, che finiranno per distruggere le torri dell'intero settore N/O. Forse per queste motivazioni, da documenti d'archivio, si ricava come proprio nel 1637, nella Torre della Pelosa, vi fu una maggiore assegnazione di uomini e d'armi. Successivamente la torre, dopo essere stata riparata o ricostruita, è documentata nel 1720 nella relazione del Cagnoli, I Commissario di fabbriche, artiglierie e fortificazioni, dove viene definita "torre de armas", cioè gagliarda, di difesa pesante. In seguito, nella relazione del 1767 del piemontese Ripol, è testimoniata nella torre la presenza dell'"alcaide" (il capitano della torre), di un artigliere e tre soldati, più un armamento costituito da una spingarda e tre cannoni. Si ricordano, inoltre, riparazioni nel 1766, nel 1785-86, 1828 e 1841. Nel 1842 fu soppressa la Reale Amministrazione delle Torri, un istituto governato da un organo deliberante, composto dal viceré e da tre rappresentanti dei bracci parlamentari, che gestiva la difesa e la fortificazione di quei tratti di litorale sardo che non erano amministrati dalle città e dai baroni. Quattro anni dopo, la torre fu dismessa.
Storia degli studi La torre è compresa nelle principali opere sulle fortificazioni costiere in Sardegna.


Stintino La Pelosa, Torre della Pelosa Stintino Sassari
Stintino La Pelosa, Torre della Pelosa Stintino Sassari

Il paese Il nome Stintino deriva dal termine sassarese isthintinu, “intestino”, col quale i frequentatori di un tempo ritennero di rappresentare la forma degli stretti fiordi che si allungano nell’entroterra – oggi adibiti entrambi a porto –, dando vita alla penisoletta sulla quale venne costruito il primo nucleo del paese.
Questo primo insediamento conserva ancora oggi l’aspetto originario: è costituito da case a struttura elementare, a uno, massimo due piani, tinte uniformemente di bianco o a delicati colori pastello; la struttura è a maglie regolari. Al centro la chiesa parrocchiale, anch’essa dalle linee elementari, dedicata all’Immacolata Concezione. In questo anni le amministrazioni che si sono succedute hanno abbellito la graziosa borgata con sculture e pitture murali. Ancora più importante è l’apertura del Museo della Tonnara: una costruzione in legno, realizzata lungo il porto turistico, riproduce nella sua struttura la rete utilizzata per la mattanza e offre al visitatore un materiale vario e di grande suggestione capace di far rivivere il ricordo di un’attività che fu molto importante, e per lungo tempo, in questo territorio. Stintino dispone di un’associazione turistica Pro Loco, di stazione dei Carabinieri, Guardia medica, farmacia, scuola dell’obbligo, sportello bancario, una Biblioteca comunale. Le comunicazioni terrestri sono assicurate da una sola strada che si dirige verso l’interno e, dividendosi poi in alcuni bracci, consente di raggiungere Porto Torres e Sassari, l’Argentiera e Alghero. Il porto peschereccio e turistico viene utilizzato anche per i collegamenti con l’Asinara.
L’economia La voce maggiore nel campo economico è costituita dal turismo, che può contare tra l’altro su 14 alberghi con oltre 2700 posti letto, un’azienda agrituristica e sette ristoranti. Gli operatori sono riuniti in un consorzio, il COTES, che si occupa della promozione del centro e del suo territorio. Altra voce importante è la pesca: gli addetti fanno tutti parte di una cooperativa che dispone di oltre 20 motobarche e raccoglie nel corso di un anno oltre 200 quintali tra crostacei e pesce pregiato. Scarse le attività agricole, anche a causa dell’aridità del suolo: il territorio interno è sfruttato quasi esclusivamente per l’allevamento.
Le tradizioni La festa più importante a Stintino è quella della Madonna della Difesa: si tiene l’8 settembre e prevede processione, musiche, albero della cuccagna, fuochi artificiali e altre manifestazioni religiose e civili. A maggio festa campestre di Sant’Isidoro. In agosto l’ormai popolare Regata della Vela latina. Tra i personaggi che, frequentando a lungo Stintino per le vacanze, ne sono divenuti cittadini d’adozione ricordiamo Mario Segni, che segue la tradizione di famiglia ed è grande appassionato della vela latina; i Berlinguer; Nicola Mancino, oggi vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura; Demetrio Volcic, giornalista a lungo corrispondente della Rai dall’Unione Sovietica.

Stintino, tempesta a Capo Falcone
Stintino, Torre Genovese delle Saline

Territorio Gli Habitat naturali:
Capo Falcone, Stagno di Casaraccio Pilo e Saline
Nel territorio di Stintino si estendono tre importanti habitat naturali, classificate come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e inseriti all'interno della rete Natura 2000. La rete natura 2000 ha lo scopo di garantire e preservare la biodiversità attraverso la conservazione degli habitat naturali della flora e della fauna selvatica nel territorio dell'Unione europea. Il promontorio di Capo Falcone si estende nella linea di costa da Capo Falcone a Punta Furana, il territorio è caratterizzato a alte coste rocciose e da una vegetazione a macchia mediterranea nella quale troviamo anche due specie endemiche protette: ll Fiordaliso Spinoso e la Buglossa Sarda. Nella zona sono presenti di 68 specie di uccelli come il Falco della Regina, il Falco Grillaio e il Gabbiano Gorso, 3 tipi di anfibi: la Gli Stagni di Casaraccio Pilo e Saline sono tra le zone umide di grande rilevanza ambientale, le aree ospitano diverse specie di nidificanti quali l'Airone Rosso, Gallina Prataiola, Martin Pescatore, con un numero significativo di individui a livello nazionale (50). Inoltre queste aree sono importanti per lo svernamento del Fenicottero rosa e di altri uccelli migratori . Le due aree stagnali sono accordate dalla fascia litoranea della spiaggia delle antiche saline e delle basse dune. Per l'avifauna il sito è tra le più importanti aree umide del Nord Sardegna.Testuggine Palustre, la Tartaruga di Terra e il Tarantolino.

Stintino - Panoramica

Dove dormire Dove mangiare Cosa fare a Stintino

Vela Latina B&B, bed and breakfast di Stintino, Via Asinara 30 - Stintino (SS)
Agriturismo Ezzi Mannu Equiturismo a Stintino, Regione Ezzi Mannu 52 Stintino (SS).
Agriturismo Depalmas di Pietro Depalmas Stintino - Località Preddu Nieddu (SS)
Agriturismo Ezzi Mannu Equiturismo a Stintino, Regione Ezzi Mannu 52 Stintino (SS).

Agriturismo Depalmas

Immerso nella campagna, a due km da Stintino e dalla splendida spiaggia della Pelosa, la struttura offre soggiorni rilassanti rispettando tutti i criteri di un’azienda agrituristica. Sei accoglienti camere con bagno, un’ampia sala da pranzo con 80 coperti dove si possono gustare prodotti genuini della cucina tradizionale. Un ambiente familiare, ideale per chi ama la natura, con la possibilità di praticare pesca sportiva in costa e tiro a volo.
Informazioni
di Pietro Depalmas, Stintino - Località Preddu Nieddu (SS).

Visualizza l'Agriturismo

Agriturismo Equiturismo Ezzi Mannu
L'Agriturismo Ezzi Mannu si trova in Provincia di Sassari a 11 Km da Stintino e a 500 metri dal mare presso il Parco Nazionale dell'Asinara. La struttura era un'antica fattoria oggi ristrutturata con intorno terreni agricoli biologici, ha camere e monolocali che si affacciano sul giardino, tutte con aria condizionata, mobili moderni, frigorifero, TV e bagno. I monolocali includono un angolo cottura completamente attrezzato. Possibilità di escursioni a cavallo, maneggio, equiturismo. Maneggio (€ 15,00 a ora).
Informazioni
Regione Ezzi Mannu 52 Stintino (SS).

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B&B Vela Latina
Confortevole, economico, il Bed and Breakfast "Vela Latina" è un’ottima idea per il vostro prossimo soggiorno a Stintino, paradiso incontaminato sulla costa Nord Ovest della Sardegna. La struttura recentemente rimessa a nuovo, è contraddistinta da una accogliente ed attrezzata veranda interna, con una splendida vista sul porticciolo di Stintino.
Informazioni
Via Asinara 30 - Stintino (SS)

Visualizza il Bed and Breakfast


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