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Supramonte Ogliastrino :: Percorsi per Trekking nella Provincia dell'Ogliastra e di Nuoro dal Portale Le Vie della Sardegna.

Territorio > Sardegna Escursionismo


 Supramonte Ogliastrino Cala Luna.

4. Supramonte Ogliastrino


Un’Isola di sentieri
76 itinerari per il trekking in Sardegna



IL TERRITORIO

Il Supramonte si inserisce nel quadro delle strutture montane della costa centro-orientale sarda, la superficie ricade nei territori di Oliena, Orgosolo, Dorgali, Baunei e Urzulei. L’altezza media dei suoi monti è di circa 900 m, mentre la vetta più elevata è di 1.463 m (Monte Corrasi). Qui il territorio è costituito da un altopiano tagliato da valli profonde, intensamente frastagliate dette “codule”, che sfociano a mare interrompendo le pareti calcaree costiere in un paesaggio caratterizzato da rupi, falesie, profonde gole, doline e inghiottitoi. Poco conosciuto è il Supramonte di Urzulei che comprende la parte più selvaggia dell’intero territorio. La sua stratigrafia è costituita da un basamento paleozoico su cui poggia il complesso calcareo costituito da conglomerati basali, visibile in alcune località come nella valle del Flumineddu. Sopra i conglomerati basali troviamo poi la dolomia e i calcari ben stratificati di colore biancastro. L’intero territorio è scarsamente antropizzato. Le vie di comunicazione sono poco numerose e percorribili con difficoltà. Il tutto è testimoniato dal fatto che gli unici edifici preservati nel territorio siano le antiche capanne dei pastori sardi, chiamate cuiles, edifici isolati fatti di pietra e legno che per secoli sono stati i rifugi dei pastori, dove venivano allevati capre, pecore e maiali. La flora è particolarmente ricca e varia. Le specie arboree più comuni sono il leccio, il tasso, il ginepro e la fillirea. La fauna è costituita prevalentemente da mufloni, cinghiali, volpi, aquile, poiane e varie altre specie di uccelli e mammiferi comuni nelle zone montane. Da ricordare la presenza del raro euprotto e del geotritone del Supramonte.



Cala Luna



L'arenile di
Cala Luna, inserito nell'ampio golfo di Orosei, si presenta con un fondo di sabbia chiara, grossa, mista a sassi. Le sue acque sono trasparenti e di un azzurro cangiante per i giochi di luce creati dal sole riflesso sul fondale. Un ulteriore cromatismo è offerto dal verde della vegetazione che orla la spiaggia. Strette da ripide pareti di roccia, si aprono sulla spiaggia ampi grottoni in cui trovare riparo dalla calura estiva. La spiaggia è particolarmente amata da quanti praticano le immersioni subacquee o semplicemente con maschera e pinne per ammirarne i fondali ricchi di piacevoli sorprese. La spiaggia è raggiungibile via mare con imbarcazioni da diporto o con i battelli in partenza dal porticciolo di Cala Gonone e dalla spiaggia della Marina di Orosei. Presenti un bar e un punto di ristoro.


Su Gorroppu



Nel territorio barbaricino, immerso nel Supramonte, circondata da fitti boschi e splendidi oleandri, troviamo il più imponente canyon naturale d'Italia e d'Europa: la Gola di Su Gorroppu. Questo è uno dei simboli più incantevoli e impressionanti delle montagne sarde. Un silenzio e una natura selvaggia accolgono il visitatore fra le impressionanti pareti che in alcuni punti superano i 400 metri di altezza. La gola, il cui fondo è ricoperto da grandi massi levigati e bianchi, è una profonda ferita tra il Supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei, una fenditura strettissima scavata nel corso di millenni dalle acque del Rio Flumineddu. Il fiume prosegue oltre la gola, aprendosi in minuscoli laghetti e uscendo in basso verso la valle di Oddoene dove alimenta diverse sorgenti. Ci si può giungere a piedi, dopo due ore di cammino, seguendo il sentiero lungo il rio Flumineddu che porta sino alla gola, in un paesaggio di grande bellezza. Il periodo consigliato per l'escursione è quello primaverile e autunnale.


La civiltà nuragica
Sotto la definizione
Civiltà nuragica possiamo includere tutta la produzione e diffusione di prodotti culturali dal Bronzo Antico, incluse le nozioni di urbanistica. Queste manifestazioni culturali sono interpretate dagli storici come un segno eloquente di un cambiamento culturale. Il nome Cultura nuragica esprime i due elementi simbolici che caratterizzano la cultura nuragica. Per l’appunto, il termine cultura esprime la transizione da una situazione socio-economica di un certo tipo a un contesto sociale, politico, economico e religioso più complesso. Inoltre, l'aggettivo “nuragico” richiama l'attenzione verso i nuraghi, i ben noti edifici che tuttora distinguono la Sardegna dalle altre regioni. La Civiltà nuragica non è solo caratterizzata da caratteristiche pressochè uniche, ma anche da molte affinità con altre culture del Mediterraneo. Le antiche sepolture chiamate Tombe di Giganti, un nome mutuato dagli antichi sardi e usato dagli archeologi, sono tombe megalitiche a galleria, lunghi edifici sotterranei edificati interamente in pietra. Si caratterizzano per la presenza di una pianta che ricorda una protome taurina e di due ali laterali che formano una sorta di vano semicircolare chiamato esedra. L'esedra è generalmente costruita con lastroni di pietra in posizione verticale (ortostato) o usando blocchi di pietra squadrati (muratura). Essa si caratterizza per la presenza di una stele centinata centrale. La copertura della stanza centrale era ottenuta con una speciale tecnica chiamata “piattabanda, una sorta di arco piatto di tipo monolitico. Dentro le tombe dei giganti avevano luogo I riti funerari collettivi, uno strano uso in una società che attribuiva di certo uno speciale significato ai rapporti gerarchici sociali. Le tombe di giganti di S'Arena sono incluse in un complesso archeologico che comprende anche il nuraghe e il villaggio nuragico di Perdeballa. Le tombe situate nel lato est, edificate usando la pietra calcarea, mostrano una struttura isodoma con un'esedra circolare. La prima tomba (15,50 m) presenta un'asse in pietra scolpita e una parete formata da diversi tipi di pietra. La seconda sepoltura è più piccola (lunghezza 14,50 m) e una forma trapezoidale, una parete concava e una pavimentazione in blocchi di pietra rettangolari.

Il Muflone ed il Cervo Sardo



Il Muflone (Ovis orientalis musimon) è probabilmente l’animale più rappresentativo dell’Isola. Nel Supramonte è molto comune ed è facile incontrarlo all’imbrunire e di mattina presto se si passeggia silenziosamente. L’ipotesi più accreditata circa la sua evoluzione è quella secondo cui il muflone deriverebbe da un ovino domestico introdotto dall’uomo nel Neolitico in Sardegna. Il Muflone ha un aspetto compatto e robusto, relativamente simile ad una pecora domestica ma con forme più slanciate, particolarmente idonee ad ambienti impervi e rocciosi. Abile saltatore e veloce corridore (60 Km/h), il muflone vive nelle zone più impervie dell’Isola, con pendenze e grado di rocciosità anche molto elevati. Caratteristica del maschio adulto è la “sella”, ossia la macchia bianca sui fianchi. Le corna, presenti solo nel maschio, spiralate e rivolte all’indietro, sono permanenti e possono raggiungere i 90 cm di lunghezza. Specie considerata tra i pascolatori di arbusti e essenze mediterranee, non disdegna le piante erbacee. Inoltre, il muflone sfrutta le parti vegetali che i Cervidi invece non sfruttano, limitando la competizione alimentare con il Cervo sardo, altra specie bandiera della fauna sarda. Il Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), è una sottospecie del Cervo europeo endemica della Sardegna e della mCorsica. Anche lui sembra sia stato introdotto nell’isola dall’uomo durante il Neolitico. All’inizio del 1980 la specie era seriamente minacciata di estinzione con una popolazione stimata in poche centinaia di individui e un forte trend negativo dovuto prevalentemente alla caccia non regolamentata e la perdita di habitat. Una serie di misure di conservazione hanno consentito alla popolazione di ricuperare ed ora è distribuita in buona parte nelle aree meridionali dell’isola. Il Cervo sardo ha una colorazione tendenzialmente più scura del Cervo europeo e, come molte popolazioni insulari, ha dimensioni del corpo ridotte. Le corna (palchi), presenti solo nel maschio, vengono perse ogni anno tra febbraio e marzo, per poi ricrescere. A fine estate è possibile sentire il bramito, verso piuttosto insolito utilizzato durante la stagione della riproduzione dal maschio per marcare la sua presenza. Presso l’Area Faunistica Sa Portisca gestita da una coop. di Urzulei è possibile osservare alcuni esemplari di Cervo sardo, recentemente reintrodotto nell’area del Supramonte di Urzulei dall’Ente Foreste della Sardegna.


Barraccos



Barracos sono originali costruzioni in pietra e legno che per secoli sono state le dimore solitarie dei pastori della Sardegna, attorno alle quali venivano allevati capre, pecore e maiali. Queste strutture ricordano quella che un tempo era la vita dei pastori, governata dal ritmo della natura e delle stagioni. La struttura principale, chiamata Su Barracu, è composta da un muro perimetrale a secco e sormontata da un tetto a cono rovesciato composto da travi, rami di leccio e ginepro e foderato con frasche e foglie. L'interno della struttura è costituita da un focolare centrale, probabilmente su esempio del focolare delle capanne nuragiche, chiamato su foghile, mentre alcuni ripiani laterali, addossati al tetto, servivano al pastore per riporre gli strumenti di lavoro e i prodotti tipici lavorati, come le forme di pecorino e il prosciutto. Nella parte più alta veniva creata una sorta di copertura orizzontale a cappello chiamato su cugumale, che aveva la funzione di riparare la capanna dalle piogge autunnali e di farla defluire lontano dalla struttura lignea. Su Barraccu è spesso affiancato a una piccola costruzione, utilizzata come ripostiglio per gli attrezzi più ingombranti, e circondato da un recinto per il gregge chiamato sa corte, a sua volta affiancato da piccoli spazi, chiamati cherinas, utilizzati per il ricovero dei capretti in giovane età.





Nel territorio del Supramonte Ogliastrino
si trovano 3 sentieri.


Regole di buon comportamento

  • Seguire il tracciato del Sentiero
  • Non gettare rifiuti
  • Non accendere fuochi
  • Non raccogliere piante e fiori
  • Non molestare gli animali
  • Non danneggiare alberi e rocce
  • Non provocare rumori molesti




Trekking percorsi



1) Fennau, grotta dell’Edera
Punto di partenza: Chiesa San Giorgio
Punto di arrivo: Gola di Gorroppu
Lunghezza percorso: 12 Km
Tempo medio di percorrenza: 3 h
Dislivello: 200 m

Il percorso ricade quasi interamente nel Sito di interesse comunitario del Supramonte di Oliena, Dorgali, Urzulei e risulta di grande interesse paesaggistico per le guglie di roccia e per i fenomeni carsici che si possono ammirare percorrendo la Codula di Orbisi prima di arrivare alla famosa Gola di Gorroppu. Lungo il percorso sono numerosi i punti panoramici, dove è possibile ammirare sia il mare (Golfo di Orosei) che la montagna. Numerose sono inoltre le entità floristiche spesso endemiche che si trovano lungo il percorso. Giunti a “Sedda ar Baccas” si possono visitare gli antichi rifugi dei pastori sardi (barracos), la lecceta secolare e un tasso monumentale (Taxus baccata), catalogato fra i grandi alberi della regione sarda. Prima di arrivare alla gola di Gorroppu è possibile visitare le tombe dei giganti di “Sa Carchera”, e il villaggio nuragico di “Orruinas”. Punto finale dell’escursione è la Gola di Gorroppu, possente canyon alto sino a 400 m che racchiude al suo interno la Pischina Urtaddala laghetto dove si convogliano le acque sotterranee espulse poi durante il periodo di piena sul rio Flumineddu.


2) Urzulei Fennau - Sentiero San Giorgio
Punto di partenza: Chiesa San Giorgio
Punto di arrivo: Tomba dei giganti S’Arena
Lunghezza percorso: 11 Km
Tempo medio di percorrenza: 3 h
Dislivello: 415 m

Il sentiero è compreso nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) Supramonte di Oliena, Orgosolo e Urzulei. Il punto di partenza è situato nei pressi della chiesa di San Giorgio. Da questa è possibile raggiungere il Supramonte di Urzulei attraversando Su Piscau e percorrendo il sentiero fatto dal vescovo San Giorgio di Suelli (XII – XIII secolo). Lungo il percorso è possibile ammirare il panorama visibile da “S'Iscala de su Piscau” e visitare “S’Eni” di “Monte Pertuntu”, un imponente tasso monumentale (Taxus baccata), catalogato dall’Ente Foreste della Sardegna. Il percorso prosegue verso la sorgente di Sa Cuilargia dov’è possibile usufruire dell’area attrezzata per un breve ristoro, prima di proseguire per la lecceta di Fennau. Da Fennau è possibile effettuare una piccola deviazione e raggiungere la grotta “de S‘ Edera”, lunga 200 metri (la parte esplorata), dove sono state rivenute specie endemiche troglobie tra cui il coleottero Sardaphaenops supramontanus e lo pseudoscorpione Neobisium sardoum. Lungo il sentiero si incontrano la Tomba dei Giganti di S'Arena, il villaggio nuragico di Perdeballa e diversi “coiles”, antiche abitazioni dei pastori locali.


3) Sa Portiscra - Cala Luna
Punto di partenza: Sa Portiscra
Punto di arrivo: Cala Luna
Lunghezza percorso: 22 Km
Tempo medio di percorrenza: 8 h
Dislivello: 1050 m

Il sentiero risulta particolarmente impegnativo in considerazione del forte dislivello pari a 1.050 m e della sua lunghezza (22 Km). Parte dalla località di “Sa Portisca” dove è possibile visitare l’Oasi faunistica del cervo sardo e il Coile sa Portisca. Questo è composto dalla capanna del pastore (su barraccu) costruita in pietra calcarea e travi di ginepro, dal recinto delle capre (sa corte), dal recinto dei maiali (sa cumbula) e da un piccolo appezzamento di terreno utilizzato come orto, circondato da un robusto muro in pietra. Il Sentiero si caratterizza per la presenza di numerose specie endemiche tra le quali il Centranthus amazonum. Lungo il percorso sono presenti due sorgenti. E’ possibile visitare le aree pastorali e godere dei numerosi tesori archeologici della zona, come il villaggio nuragico di Or Murales dove sono presenti più di 50 capanne di forma circolare realizzate in pietra calcarea risalenti all’Età del Bronzo. Attraverso il canyon di Codula di Luna è possibile inoltre raggiungere la bellissima spiaggia di Cala Luna dove il percorso termina. La spiaggia, formata da roccia e da sabbia a granuli dal colore tenue, si trova nel Golfo di Orosei. Le sue acque sono trasparenti e caratterizzate da un blu cangiante, effetto creato anche dalla luce del sole che si riflette sulla superficie del mare. Sono inoltre presenti profonde aperture lungo la spiaggia che offrono refrigerio dalla calura estiva. Lungo il percorso è possibile osservare diverse specie arboree tipiche dei corsi d’acqua come l’orniello, l’oleandro e l’ontano che ombreggiano l’intero tratto finale sino ad arrivare alla spiaggia di Cala Luna. La presenza di numerosi punti panoramici, sul Golfo di Orosei e sul Supramonte di Dorgali, Urzulei, Baunei e Orgosolo, rende l'area particolarmente appetibile per i fotografi. Il sentiero appartiene al SIC del Golfo di Orosei. Turisti e scalatori amano particolarmente la zona per via della possibilità di muoversi agevolmente fra costa e montagna.






Carta 4 Supramonte Ogliastrino

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Supramonte Ogliastrino Codula de Luna.

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