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Tertenia :: Tertenia sorge nella valle compresa tra il Monte Ferru e il tacco di Monte Arbu, a soli 103 km da Cagliari, è il paese più meridionale dell'Ogliastra. E' una zona di rilevante interesse paesaggistico grazie alla vicinanza di mare e montagna. Un tempo zona mineraria, oggi è un centro agricolo ricco di vigne ma anche di grandi attrattive turistiche.

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Torre San Giovanni, Tertenia Ogliastra
Nuraghe Aleri Tertenia Ogliastra

Tertenia
Tertenia sorge nella valle compresa tra il Monte Ferru e il tacco di Monte Arbu, a soli 103 km da Cagliari, è il paese più meridionale dell'Ogliastra. E' una zona di rilevante interesse paesaggistico grazie alla vicinanza di mare e montagna. Un tempo zona mineraria, oggi è un centro agricolo ricco di vigne ma anche di grandi attrattive turistiche.

Abitanti: 3.703
Superficie: kmq 116,68
Provincia: Ogliastra
Municipio: via Roma, 173 - tel. 0782 90801 - 90803
Guardia medica: via Casula - tel. 0782 93952
Ufficio postale: via Don Manca, 9 - tel. 0782 93812

Farmacia Biolchini: via Roma, 207 tel. 0782 93853
L'ospedale più vicino è: Ospedale N. S. della Mercede via Ospedale - Lanusei tel. 0782 490211

La vetrina delle Aziende Sarde
Wagner Max Leopold, Tertenia, veduta, foto dei primi del novecento


Informazioni turistiche e curiosità su Tertenia

Tra il Monte Ferru ed il Monte Arbu, nella zona più meridionale dell'Ogliastra, sorge in una valle il paese di Tertenia, compreso tra mare e montagna, in un'area di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico, ancora lontana dai flussi turistici più massicci. Il toponimo sembra avere origini preromane; alcuni ritengono che sia legato al vocabolo fenicio "tzar", fortezza, per la posizione dell'abitato. Altri studiosi hanno invece ipotizzato un'etimologia legata a Dardani, uno degli altri nomi dei Troiani, che nel mito latino dopo la distruzione della loro città si spostarono verso Occidente. Il territorio di Tertenia fu comunque abitato senz'altro fin da epoca preistorica. Tracce di insediamento umano ascrivibile al neolitico sono infatti state rinvenute in alcune grotte ai piedi del Monte Giulea ed in tutto il territorio sono disseminati ben 67 nuraghi e numerose sepolture (tombe di gigante). La tradizione orale locale afferma che originariamente il paese sarebbe sorto sul mare e solo per sottrarlo alle incursioni barbaresche sarebbe stato spostato a monte ed infine nel luogo attuale. In effetti, il toponimo Sarrala che contraddistingue la località Marina di Tertenia si ritiene derivi dal nome dell'antica città romana di Saralapis, localizzata in questa zona, benché non con grande precisione. Attraverso questo territorio passava infatti l'antica strada a Portu Tibulas Caralis (da Santa Teresa Gallura a Cagliari). In età medievale appartenne prima al Giudicato di Calari, poi a quello di Gallura. Dopo un breve periodo in cui entrò a far parte dei possedimenti oltremarini del Comune di Pisa, nel 1324 passò al Regno catalano-aragonese di Sardegna.

Tertenia da Scoprire

La chiesa parrocchiale intitolata alla Beata Vergine Assunta risale al secondo dopoguerra; la prima parrocchiale, sempre con la stessa intitolazione, risaliva al XVII secolo ed originariamente si trovava in località Cuccuru 'e Murdegu.
Nell'abitato sorge anche la chiesa di S. Teresa d'Avila, costruita nel XVII secolo ed adibita a monte granatico fino al 1936, quando venne riconsacrata.
Nel territorio di Tertenia si trova inoltre la chiesa campestre di Santa Sofia, di epoca bizantina, in località Bidda 'e Susu.
Sorge nel paese il
Museo d'arte moderna intitolato ad "Albino Manca" e dedicato alla sua vicenda artistica. Costui, nato a Tertenia nel 1898, trasferitosi a Roma per completare la propria formazione, iniziò a far conoscere la propria produzione sotto il mecenatismo dei conti Leopardi e ad ottenere commissioni importanti (la duchessa delle Puglie, Mussolini, vari ambasciatori e nobili). Per la Legione dei Carabinieri a Cagliari realizzò quattro statue bronzee colossali, di gusto magniloquente, in linea con i suoi tempi: l'Età Fascista, la Giustizia, la Nuova Giovinezza, il Dovere. Trasferitosi a New York nel 1938, conobbe anche negli Stati Uniti grande successo di critica e di pubblico, con committenze importanti, quali il monumento ai caduti nell'Atlantico (East Coast War Memorial), la gigantesca aquila di bronzo del Battery Park (Manhattan), di cui riprodusse un modellino che orna oggi la piazza di Tertenia, e la medaglia d'oro commemorativa della storica visita di Papa Paolo VI a New York nel 1965. Morto nel 1976, fu sepolto a Tertenia.

Ma sono i valori naturalistici il vero punto di forza del territorio di Tertenia. Scorre attraverso esso il rio Quirra, che con i suoi affluenti crea paesaggi estremamente suggestivi, mentre i vigneti e le foreste di lecci, come quella del Monte Ferru, danno luogo a molteplici variazioni cromatiche sul tema del verde.
La costa, che si estende per 12 chilometri, si apre in lunghi arenili di grande bellezza, come la lunga spiaggia di Marina di Tertenia. In località Sarrala si erge a controllo della costa
la torre di San Giovanni. Realizzata in conci di granito, si eleva per 11 m con forma troncoconica. Risale probabilmente al principio del XVIII secolo e fu costruita per la mancanza di difesa dell'area litoranea compresa tra il Capo San Lorenzo del salto di Quirra e la torre di Barì, ma anche per sorvegliare la sottostante "Cala Francese", frequentata assiduamente da flottiglie di mori.
Le manifestazioni più importanti di Tertenia coincidono con le feste in onore dei santi. La più sentita è indubbiamente quella per Santa Sofia, che cade il 1 settembre. Il pomeriggio del 31 agosto si svolge una processione che trasporta in campagna il simulacro della Santa fino alla sua chiesetta. Il giorno successivo si celebra la Messa solenne, al termine della quale il simulacro è ricondotto nella chiesa parrocchiale.
Altra festa importante di Tertenia è quella in onore di San Pietro Apostolo, venerato con una processione in costume, spettacoli folcloristici e fuochi d'artificio. Inoltre, nel mese di agosto viene organizzata ogni anno dalla Pro loco una sagra di prodotti tipici locali, come la pecora arrosto o bollita, il formaggio, il vino etc., che vengono offerti per la degustazione a tutti i visitatori.

chiesa di  San Pietro Tertenia
Domus de janas Tertenia

Eventi a Tertenia

Festa di San Sebastiano, 20 gennaio
La festa in onore del Santo patrono viene organizzata da Is Obreris, i membri di tre famiglie, che a loro volta designeranno le famiglie che dovranno occuparsi dei festeggiamenti l'anno seguente.
Corpus Domini, 13 giugno
Questa festa religiosa viene celebrata con una processione religiosa in costume, canti di gasos e sfilate di cavalli.
Festa di Santa Sofia, 1 settembre
E' la festa più importante del paese, inizia il pomeriggio del 31 agosto, con la processione e il trasporto del simulacro fino alla chiesa campestre. La mattina si svolge la Messa solenne al termine della quale il simulacro viene riportato in paese. Oltre ai riti religiosi vengono organizzate manifestazioni civili con gare poetiche, balli sardi e altri spettacoli folkloristici.
Sagra dei prodotti tipici, prima decade di agosto
La sagra viene organizzata ogni estate dalla Pro loco, in questa occasione vengono offerti i prodotti tipici di Tertenia come la pecora arrosto o bollita, il formaggio, il vino ecc.
Su biginau antigu, agosto
La manifestazione permette di riscoprire le tradizioni antiche del paese, le sue case antiche e i prodotti tipici.
Festa di San Pietro Apostolo, giugno - luglio
La chiesa è rimasta abbandonata per molto tempo ma oggi i festeggiamenti sono ripresi grazie ai comitati spontanei di giovani del paese e al contributo della Pro Loco. Oggi il Santo viene festeggiato con una processione in costume, spettacoli folkloristici e fuochi d'artificio.

Tradizionale festa di biginau antigu a Tertenia
Tradizionale festa di biginau antigu a Tertenia



Museo Albino Manca


Informazioni utili
Indirizzo: Tertenia, via Doria 12
tel. 0782 908015
cell. 329 1333110
Ente titolare: Comune di Tertenia
Gestione: Copy Center Ogliastra di Mereu Cesare
Orari: d’inverno a richiesta;
estate: mercoledì 10.00-12.00, sabato e domenica 10.00-12.00, 18.00-20.30
Biglietto: € 1,50 (intero) € 0,50 (ridotto), gratuito per le scolaresche.
e-mail: museoditertenia@tiscali.it

Il museo

Il museo, dedicato alla vicenda artistica di Albino Manca, ospita la sua donazione di bronzi, marmi, crete, medaglie, dipinti, argenti e cere. Manca nacque a Tertenia nel 1898 e vi crebbe, rivelando precoci attitudini artistiche. Volontario nella Grande Guerra, completò la formazione artistica nel 1926 presso l'Accademia di Belle Arti di Roma. Nella capitale poté godere del mecenatismo dei conti Leopardi, frequentando gli ambienti mondani ed assorbendo in profondità quel gusto classico che costituisce la cifra più evidente della sua arte. Realizzò in quegli anni numerosi ritratti di personalità (della duchessa delle Puglie in abito nuziale, di Mussolini e di vari ambasciatori e nobildonne) e bronzi di vario soggetto (tra questi la “ Fanciulla dormiente”, che ebbe grande successo di critica nel 1935 alla Quadriennale Romana). Scultore elegante e sensibile, Manca non mancò di esprimersi con la magniloquenza tipica della cultura del tempo, come testimoniano le quattro colossali statue bronzee realizzate per la Legione dei Carabinieri a Cagliari. Nel 1938 lasciò Roma ed emigrò a New York, stabilendosi a Greenwich Village, il quartiere degli artisti. Di carattere tenace, superò le difficoltà dei primi anni, avendo finalmente modo di dimostrare il proprio talento. Fu chiamato a lavorare da enti pubblici e privati nella scultura monumentale e miniaturistica, nel cesello, nello sbalzo, nella gioielleria (che rivelava influenze Liberty e dell’arte giapponese), nella medaglistica e nella ritrattistica. Ottenne il massimo riconoscimento vincendo la gara per il monumento ai caduti nell’Atlantico (East Coast War Memorial), con la gigantesca aquila di bronzo del Battery Park, sull'estrema punta di Manhattan. Il monumento venne inaugurato dal Presidente Kennedy nel 1963. Un modellino in bronzo, di dimensioni ridotte, della stessa aquila, dono dell’artista, orna la piazza di Tertenia. Nel 1965, in occasione della storica visita di Paolo VI a New York, fu ancora il Manca a coniare la medaglia d'oro commemorativa. Sempre a New York, nel 1969, l’artista realizzò il grande cancello di bronzo del Children Zoo, che disegna, nelle armoniose forme della fiaba, i tre regni della natura: la terra, il mare e l’aria. Albino Manca morì a New York nel 1976, la sua salma riposa a Tertenia.
E’ un’occasione per scoprire un artista di talento, dall’interessante storia personale, che ha operato con successo, oltre i limiti dell’isola, in Italia e in America, utilizzando diversi linguaggi e tecniche artistiche.
Servizi
Visita guidata compresa nel prezzo del biglietto.

Museo Albino Manca, Tertenia
Accesso al mastio, interno. Nuraghe Aleri.

Tertenia, Nuraghe Aleri

Come arrivare
Da Tertenia si prende la strada per la Marina di Tertenia. Giunti in prossimità del litorale si arriva ad un bivio, si gira a sinistra e si prosegue in direzione della spiaggia di Foxi Manna. Prima di giungere alla spiaggia si nota a sinistra una collina sulla sommità della quale sorge il nuraghe; si continua il percorso sino alla piccola frazione di Foxi dove si lascia l'auto, si prende un sentiero che inizia tra le case della piccola frazione e lo si percorre sino al nuraghe.
Il nuraghe è situato su una collina, presso la spiaggia di Foxi Manna, nella costa meridionale dell'Ogliastra, regione della Sardegna orientale
Descrizione
L'Aleri è un nuraghe di tipo complesso, costituito da una torre centrale racchiusa entro un bastione di tre torri raccordate da cortine murarie rettilinee e collegate internamente da corridoi.
Del complesso è possibile visitare la torre centrale, accessibile attraverso un ingresso orientato a sud-est (larghezza m 0,75; altezza m 1,50) e sormontato da un architrave di granito, che introduce in un andito rettilineo (lunghezza m 6,50). Quasi a metà percorso, sulla parete sinistra, il corridoio presenta l'ingresso trapezoidale (larghezza m 0,75; altezza m 2,15) del vano-scala ostruito dal materiale di crollo. Sulla parete destra si affaccia invece una nicchia piuttosto bassa (larghezza m 0,80; profondità m 1,30; altezza m 1,25) con volta ad ogiva. Alla fine del corridoio, un ingresso a copertura angolare (larghezza m 1,70; altezza m 3,00) introduce nella camera interna, eccentrica, di pianta circolare (diametro m 4,60; altezza m 8,50), con piano pavimentale ribassato. L'ambiente, attualmente svettato, è realizzato con blocchi di trachite sbozzati e disposti su filari irregolari. Nelle pareti della camera si aprono gli ingressi di due nicchie, rispettivamente a sinistra e di fronte all'ingresso. La nicchia di sinistra – accessibile mediante un'apertura con copertura angolare (larghezza m 0,60; altezza m 2,70) - si sviluppa a gomito (larghezza m 2,80; profondità m 3,55; altezza m 3,70) e presenta una volta a ogiva. La nicchia coassiale all'ingresso della camera (larghezza m 2,70; altezza m 1,50) – con ingresso a copertura angolare (larghezza m 0,80; altezza m 2,60) – ha pianta ovoidale e copertura ad ogiva. Il bastione è costituito da tre torri secondarie poste lateralmente e frontalmente rispetto al mastio. La struttura è costruita con massi granitici di diverse dimensioni, privi di lavorazione e posti in opera su filari alquanto irregolari. In assenza di scavo è difficile definire l'articolazione dei vani del corpo aggiunto.
Il nuraghe è databile al 1400-1000 a.C.
Storia degli scavi
Il nuraghe è segnalato dalla metà del secolo scorso.


Torre San Giovanni Tertenia


Tertenia, torre di San Giovanni di Sarralà

Come arrivare
Tertenia è lungo la SS 125 (orientale sarda). Dal paese, per raggiungere la torre, bisogna percorrere la strada provinciale che asseconda il Rio Sibili e che porta al mare in direzione Torre di San Giovanni.
La torre, da sempre chiamata di San Giovanni di Sarralà o di Tertenia, controllava la zona tra la Quirra e il Capo Sferracavallo, per sventare eventuali sbarchi di barbareschi.
Descrizione
La torre, in conci di granito, ha forma troncoconica. L'altezza fino al lastrico della terrazza superiore è di m 11, il diametro di base m 12,30. L'ingresso originario si apriva verso O ad un'altezza di 4,5 m dal suolo ed era protetto, nel piano superiore, da una garitta; la guardiola attualmente non è in situ, ma ne rimangono tracce nel paramento murario. Nel primo piano vi è la casamatta, la camera voltata a prova di bomba, che presenta, nella struttura, caratteristiche simili a quelle coeve di Cannai e di Calasetta. Nella piazza d'armi, cioè nella terrazza superiore, in comunicazione con la casamatta attraverso una botola centrale, vi sono, nel lato mare, le cannoniere con le merlature e gli spazi riservati alle garitte. Appoggiata al parapetto verso terra era costruita la mezzaluna, una struttura leggera, dalla forma semicircolare, realizzata in canne e coppi, il cui scopo era quello di proteggere le munizioni e gli uomini della torre per la notte.
Non si hanno notizie certe sulla data di costruzione della torre, in quanto manca qualsiasi segnalazione della sua esistenza nelle carte del XVII secolo. Compare per la prima volta, disegnata da Colombino, in "Nova et accurata totius Sardiniae tabula", nell'anno 1720. La torre daterebbe, quindi, ai primi decenni del XVIII secolo. Fu realizzata soprattutto per compensare la mancanza di difesa dell'area litoranea compresa tra il Capo San Lorenzo del salto di Quirra e la torre di Barì, ma soprattutto per sorvegliare la sottostante "Cala francese", frequentata assiduamente da flottiglie di mori. La torre fu visitata dal piemontese Ripol, nel 1767, che la descrisse come torre "gagliarda", da difesa pesante, munita di quattro cannoni, quattro spingarde, otto fucili e una guarnigione composta da un "alcaide" (il capitano della torre), un artigliere e quattro soldati (nel 1794 ridotti a tre). Nel 1798 sono documentati alcuni lavori di riparazione.
Nel 1812 la torre fu assediata da navi da guerra tunisine che avevano attaccato anche le torri di Porto Giunco, dei Cavoli e Serpentara; per 10 ore circa l'alcaide e i torrieri resistettero all'assalto barbaresco, fino all'arrivo di un contingente di miliziani che respinsero gli attaccanti. La torre riportò diversi danni, quali il crollo di parte della santabarbara e l'incendio del boccaporto. Finalmente nel 1829 su progetto del regio architetto Melis fu riparata, insieme a quelle di Capo Ferrato e Porto Corallo. Nel 1851, nove anni dopo la soppressione della Reale Amministrazione delle Torri, la torre venne abbandonata. Durante la seconda guerra mondiale venne ristrutturata e adattata a bunker, causando uno stravolgimento degli spazi originari; la cisterna, all'interno, venne dotata di un camminamento circolare con otto feritoie disposte a raggiera, mentre una nuova scala collegava questo ambiente con la sala al primo piano, a sua volta dotata di altrettante aperture per le mitragliatici. Il restauro del 1990 ha ripristinato in parte le condizioni originarie.
Storia degli studi
La torre è compresa nelle principali opere sulle fortificazioni costiere in Sardegna.



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