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Viaggio nel Territorio :: La Sardegna e i suoi territori , geografia e informazioni sulla Regione Sardegna.

Territorio > Informazioni Turistiche sul Territorio della Sardegna


Sport in Sardegna

La Redazione ti invita a scoprire le bellezze della nostra amata terra.


Sardegna l'Isola da scoprire

Ecco cosa troverete in Sardegna se la sceglierete per le vostre Vacanze.
Sardegna l'Isola bella tutto l'anno.


Il nostro mare

Le nostre spiagge che occupano quasi 2000 chilometri di costa sono dei veri e propri angoli di paradiso, luoghi dal fascino incredibile, meravigliosi paesaggi dai colori più diversi e dall' inimitabile bellezza.
Da oriente a occidente, da nord a sud, le coste della nostra Isola formano una sequenza incantevole di acque dai colori più svariati, dall azzurro pastello al verde smeraldo, i bianchi arenili lucenti lasciano il posto a distese di sabbia dal colore dell'oro per poi arrendersi a scogliere scolpite dal tempo. La Sardegna varia da zona a zona, passando da luoghi selvaggi a località estremamente mondane, le spiagge sarde sono di inimitabile bellezza e unicità e creano un mosaico ricco di colori e riflessi indimenticabili.
Oltre alle spiagge troverete aree marine protette, isole minori, porti turistici, grotte e monumenti naturali.

La vetrina delle Aziende Sarde

Le nostre montagne
L'interno della Sardegna può a sua volta regalare momenti piacevoli e di scoperta, esso è caratterizzato da numerosi centri abitati che come sfondo scenografico hanno le aspre formazioni montuose, che rappresentano dei mondi naturalistici e culturali tutti da scoprire. Il territorio sardo è occupato da numerosi gruppi montuosi, separati spesso da altipiani interni e profonde gole. Queste località dell'entroterra Sarda offrono la possibilità di percorsi turistici alternativi dove poter praticare trekking, escursioni in mountain bike e scoprire anche siti archeologici e non solo. La Sardegna rivela tesori inaspettati negli angoli più nascosti del proprio territorio con fonti e cascate situate fra gole, quasi inaccessibili, come quella di Su Cologone. Troverete oltre ai monti, foreste, aree protette, grotte, sorgenti e cascate e una ricca varietà di flora e fauna.
Le montagne non sono distribuite nell'intero territorio regionale: il massiccio più imponente è il Gennargentu, situato nella sezione centro-orientale, che tocca nella punta La Marmora (1834 m) la massima elevazione della Sardegna. Più a nord, una serie di rilievi che costituiscono la catena del Marghine-Goceano con i monti di Alà; ancora più a nord, isolato si eleva il massiccio granitico del Limbara. Nella parte meridionale dell'Isola, i gruppi montuosi di maggiore entità, separati dalla pianura del Campidano, sono i rilievi dell'Iglesiente e ad est un vasto tavolato che culmina nella punta Serpeddì.
Non si tratta di massicci elevati che richiedono impegnative scalate, ma la vegetazione, la varietà dei paesaggi, la presenza di specie vegetali e animali, talora endemiche dell'Isola, come i mufloni, i cervi, i cinghiali e, nel cielo azzurro, l'aquila reale, rendono piacevole ogni escursione.
È possibile praticare il trekking, l'arrampicata, fare una gita in mountain bike o semplici passeggiate nei boschi e lungo i freschi corsi d'acqua.
I paesi di montagna vivono di agricoltura, pastorizia, artigianato e turismo e conservano ancora lo stile di vita lento e accogliente caratteristico dei sardi. In occasione di sagre, diversi comuni organizzano manifestazioni enogastronomiche e mostre di artigianato, nelle quali molti privati aprono cortili e cantine ai visitatori, che possono così ammirare l'architettura in pietra e legno, oltre ad assaggiare ed acquistare vere prelibatezze.

I laghi e i nostri stagni

Le superfici d'acqua degli stagni e dei laghi creano dei paesaggi molto suggestivi, resi ancor più interessanti dalla ricchezza dei loro ecosistemi. Gli stagni costieri offrono la possibilità del birdwatching, infatti vi possiamo ammirare i voli dei fenicotteri rosa, dei cavalieri d'Italia e di tante altre rare specie. Vi incontriamo anche la pratica della pesca, che risulta essere una vera e propria attrazione per chi predilige i piatti a base di pesce, spesso serviti nelle cooperative di pescatori a cui è affidata la gestione delle attività pescose.
I laghi, fra i quali l'unico naturale in Sardegna è il Baratz nei pressi di Alghero, hanno grande importanza per il ruolo di fulcro di aggregazione sportiva che stanno raggiungendo negli ultimi anni: vi gravitano infatti intorno numerosi appassionati, attirati dalla possibilità di praticare le discipline del canottaggio, della pesca sportiva ed anche del windsurf, ma è anche possibile effettuare delle meravigliose gite in battello.

I nostri parchi

Nella Provincia di Sassari vaste aree tutelate si trovano nel parco sulle pendici del Monte Limbara, dove sono stati reintrodotti il muflone e il daino, e nel parco del Marghine-Goceano. La foresta demaniale è protetta nella zona di Montarbu, fra Sadali e Seui.
Nella Sardegna centrale sono protetti l'altopiano basaltico della Giara di Gesturi e il massiccio del Monte Arci. Quest'ultimo è un antico vulcano coperto da boschi e la abbondante presenza di ossidiana - una roccia vetrosa di origine vulcanica particolarmente ricercata nell'antichità perché consentiva di realizzare strumenti taglienti come lame, frecce, coltelli - è una delle ragioni della intensa frequentazione del sito in epoca preistorica, evidente nel gran numero di nuraghi che ancora, dopo millenni, dominano il territorio.


La Sardegna inoltre ti offre la possibilità di scegliere tra la vacanza legata al benessere e al relax grazie anche alla presenza sul territorio di sorgenti termali (Sardara, Fordongianus, Benetutti, Tempio), o allo sport grazie alla diversificata configurazione naturalistica del territorio, che oltre alle attività connesse al soggiorno balneare ospita strutture dedicate al trekking, all'arrampicata, all'equitazione e a tante altre discipline ancora. Il piacere del movimento è assicurato dalla bellezza degli scenari paesaggistici che dalle coste alle zone interne accolgono i visitatori.

La Sardegna in Numeri

8
Province
Cagliari, Carbonia - Iglesias, Medio Campidano, Oristano, Ogliastra, Nuoro, Olbia - Tempio, Sassari.

Cagliari, 71 Comuni, 457.000 superficie in ettari

Carbonia - Iglesias, 23 Comuni, 149.495 superficie in ettari

Medio Campidano, 28 Comuni, 151.619 superficie in ettari

Oristano, 88 Comuni, 303.999 superficie in ettari

Ogliastra, 23 Comuni, 185.424 superficie in ettari

Nuoro, 52 Comuni, 393.382 superficie in ettari

Olbia - Tempio, 26 Comuni, 339.856 superficie in ettari

Sassari, 66 Comuni, 4280214 superficie in ettari



Il paesaggio, la natura e l'uomo

16.352 Kmq di collina, 4451 Kmq di montagna, 3287 Kmq di pianura

24.090 Kmq, 245 Kmq di isole maggiori.

Sant’Antioco 109 Kmq, Asinara 51 Kmq, San Pietro 50 Kmq, La Maddalena 20 Kmq, Caprera 15 Kmq.


270 Km
da Capo Falcone (a nord) 41° 15’ 42’’ lat. N a Capo Teulada (a sud) 38° 51’ 52’’ lat. N

145 Km da Capo dell’Argentiera (a ovest) 8° 8’ 10’’ long. E Gr. a Capo Comino (a est) 9° 50’ 8’’ long. E Gr.


1897 Km
di coste, 334 m di altimetria media, 1834 m Punta La Marmora, 159 Km Tirso,

1.631.880
abitanti


Geografia e Storia del Territorio

La Sardegna è un’isola nel bacino occidentale del Mediterraneo, più grande della Corsica e seconda per estensione solo alla Sicilia, bagnata dal Tirreno e dal Mar di Sardegna. All’interno, il suo territorio è in prevalenza collinare e montuoso, costituito da un insieme di massicci tra i quali spicca quello del Gennargentu, che culmina con Punta La Marmora. L’altimetria media è però modesta.
Nella parte occidentale la grande fascia pianeggiante dei Campidani separa dai rilievi interni i gruppi montuosi dell’Iglesiente e del Sulcis. Mancano fenomeni di forte sismicità. A memoria d’uomo si ricordano solo 7 terremoti, il più antico dei quali documentato a Cagliari nel 1616, il più recente nel 1948.
La storia geologica della Sardegna ha inizio nel Cambrico. Arenarie cambriane formano l’ossatura del Sulcis-Iglesiente e dei suoi bacini minerari. Alle pietre sedimentarie seguono nel Carbonifero quelle vulcaniche, segno di potenti eruzioni laviche. A seguito dell’orogenesi l’isola emerse in tutta la sua estensione, per esser nuovamente invasa dal mare nell’Eocene e assumere il suo aspetto attuale a partire dal Pliocene inferiore. La costituzione litologica annovera anzitutto rocce metamorfiche (gneiss, scisti), che costituiscono lo zoccolo sul quale si appoggiano tutte le altre formazioni dell’isola; rocce vulcaniche sia intrusive (graniti) sia effusive (andesiti, basalti); rocce sedimentarie (calcari, arenarie), formatesi a seguito dei fenomeni alluvionali. La morfologia non è monotona, in quanto ogni epoca geologica ha qualificato paesaggi assai diversi. I rilievi granitici della Gallura hanno profili tormentati e risultano in media modesti, a eccezione del Monte Limbara che si eleva fino a 1362 metri, con i tipici pinnacoli e spuntoni così suggestivi nella catena di Aggius che domina la conca di Tempio. A sud della Gallura il granito assume un più deciso carattere montuoso, con ampie dorsali in un crescendo altimetrico verso le vette della Barbagia, con tacchi e tonneri che si prolungano nel gruppo granitico dei Sette Fratelli, fino a immergersi nel mare con creste scolpite a lama. Attorno al golfo di Orosei predominano formazioni calcareodolomitiche, che costituiscono i Monti di Oliena (m 1463) e il Montalbo (m 1127), caratterizzati da pareti vertiginose, spoglie e biancastre, che danno al paesaggio un aspetto lunare. Il fenomeno carsico vi ha scavato numerose voragini, ampi ripari sotto roccia (come quello di Tiscali) e grotte anche invase dal mare, come quella del Bue Marino a Cala Gonone (Dorgali).
Tra le dorsali montuose e i Campidani si stende una regione collinare distinta in Trexenta e Marmilla, con paesaggi dalle morbide ondulazioni, che si elevano con ripide pareti vulcaniche nelle caratteristiche giare, fra le quali il prototipo è quella di Gesturi (fra i 500 e i 600 m di altezza). Altre formazioni vulcaniche occupano gran parte del territorio nordoccidentale sardo. Dominanti sulla pianura oristanese si innalzano il Monte Arci (m 812) e il Monte Ferru (m 1050), che si raccordano con rilievi minori ai massicci centrali, consentendo un facile passaggio solo nella sella di Macomer (m 530) e determinando la divisione geografica
in Capo di Sopra (o di Sassari) e Capo di Sotto (o di Cagliari), con importanti conseguenze anche dal punto di vista del popolamento umano. A nord di Macomer, il territorio logudorese presenta evidenti tracce del passato vulcanismo nei conetti d’eruzione specie fra Romana e Cheremule. Il paesaggio vulcanico si prolunga in fino all’Anglona, lasciando spazio, verso Sassari, a un’ampia pianura fra basse colline di profilo tondeggiante, che si affaccia sul mare con suggestivi promontori (Capo Caccia).
Isolato dalle altre formazioni, il massiccio granitico sulcitano raramente raggiunge i 1000 m e circonda su tre lati una vasta conca aperta verso il mare occidentale. Il massiccio iglesiente lo supera in altimetria (Monte Linas, m 1263) e in maestosità, con punte visibili anche da grande distanza.
Il regime dei corsi d’acqua dipende dalla caduta della pioggia, mai abbondante. I fiumi più importanti sono il Tirso (il più lungo), il Flumendosa, il Flumini Mannu, il Cixerri, il Temo, il Coghinas, il Posada, il Cedrino.
Esiste un unico lago naturale (Baratz) e il più importante lago artificiale è l’Omodeo, alimentato dal Tirso. Spesso i corsi d’acqua danno origine a vaste lagune.
Lungo le coste prevalgono i profili rocciosi, con alternanza di pareti alte (nel golfo di Orosei esistono strapiombi anche di 500 m), talvolta incise da insenature, e pendenze basse e sabbiose.






Costa Smeralda veduta area di una spiaggia.
Pan di Zucchero a Buggerru

Geografia e Storia del Territorio

L’Asinara è una delle maggiori isole della Sardegna. Tesoro naturalistico senza paragoni in tutto il Mediterraneo, ha conservato l’habitat ecologico di oltre un secolo fa. Il manto vegetale è costituito prevalentemente da lecci e da macchia mediterranea. Conserva alcune piante tipiche della Sardegna, come il fiordaliso spinoso. È inoltre un’area importante per la riproduzione di diversi animali selvatici anche molto rari: il discoglosso sardo, il marangone dal ciuffo, il muflone, l’asinello bianco che ha dato il nome all’isola.
Una sola strada ne collega le due estremità. Gli unici edifici sono le rovine del Castellaccio, fortezza medievale dei Doria, e il penitenziario di massima sicurezza, chiuso nel 1997. Quest’ultimo evento ha permesso una forte riqualificazione dell’isola e ha dato un grande impulso al Parco Nazionale dell’Asinara, istituito nel 1991 rendendo istituzionale l’impegno alla conservazione e alla corretta gestione del suo patrimonio naturalistico.
La Costa Smeralda si trova nella zona nord-orientale della Sardegna, in Gallura. Si articola in piccole e profonde insenature simili a fiordi, incluse tra promontori di rocce granitiche, talvolta foggiate dal tempo in modi bizzarri. La linea di scogli e isolette racchiude calette dirupate con spiagge di sabbia bianca. Alcune sono particolarmente accoglienti, come Liscia di Vacca o Cala di Volpe, bagnate da un’acqua limpidissima e circondate da una ricca vegetazione mediterranea.
A partire dagli anni Sessanta del secolo scorso il Consorzio Costa Smeralda ha dato luogo a una vasta opera di valorizzazione turistica. Sono stati costruiti porti, hotel, residence e villaggi turistici.
Il territorio si è trasformato: da selvaggio e scarsamente popolato a simbolo della mondanità, del lusso e della vacanza d’élite, meta di migliaia di turisti ogni anno.
Il massiccio del Gennargentu è il più importante gruppo montuoso della Sardegna. È costituito da rocce molto antiche tra cui vaste formazioni di scisti e graniti.
La zona centrale è dominata dalla vetta più alta dell’isola, Punta La Marmora, contornata da ampie e verdi vallate, mentre a nord si ergono Monte Spada e Bruncu Spina, in cui sono agibili in pieno inverno gli unici impianti sciistici dell’isola.
Nel
Supramonte di Orgosolo e Oliena sopravvivono boschi ultrasecolari e si trova la sorgente carsica di su Gologone, la più importante dell’isola, con i suoi 300 litri d’acqua al secondo.
Vi si trovano anche il canyon di Gorropu, il più profondo d’Europa, con impressionanti pareti alte oltre 400 metri, e l’enorme dolina di Su Suercone, al cui interno si può intravedere una stazione di tassi secolari. Da questo massiccio nascono alcuni dei principali fiumi della Sardegna: il Cedrino, che erodendo le rocce forma splendide gole, e il Flumendosa, il secondo dell’isola.
La flora è costituita principalmente da specie mediterraneo-montane cui si associano arbusti ed erbe rare, mentre la fauna, ricchissima, presenta eccezionali esemplari: mufloni, cinghiali, il gatto selvatico sardo, martore, donnole e volpi. Tra i volatili si segnalano avvoltoi sardi, aquile reali, corvi imperiali e falchi pellegrini.

Rocce granitiche nelle Scogliere della Costa Smeralda.jpg
Grifone di Sardegna.jpg

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