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Arzana :: Comune della Provincia dell'Ogliastra famoso per il Nuraghe ed il villaggio nuragico di Ruinas.

Località Sarde > Ogliastra


Comune di Arzana paesaggi

Arzana
Il paese di Arzana sorge nel cuore dell'Ogliastra. Il territorio è molto vario e si estende dal mare sino alle cime più alte del Gennargentu. Il paese fu fondato probabilmente dagli abitanti degli antichi villaggi di Silicei e Ruinas. Le attività economiche prevalenti sono l'agricoltura e la pastorizia. Da visitare il villaggio nuragico di Ruinas.

Abitanti: 2.691
Superficie: kmq 162,39
Provincia: Ogliastra
Municipio: Via Mons. Virgilio, 55 - tel. 0782 37350
Guardia medica: (Bari Sardo) - tel. 0782 29478
Biblioteca: vicolo Sardegna, 1 - tel. 0782 37883
Ufficio postale: via Sardegna, 20 - tel. 0782 37333

Stemma di Arzana
Arzana, paesaggio del Gennargentu

Nel cuore dell'Ogliastra, tra boschi lussureggianti e sorgenti cristalline, sotto le vette più alte dell'Isola si incontra il paese di Arzana, ai piedi del Monte Idolo.
Arzana si estende sul versante del Gennargentu che guarda verso il mare e nelle giornate terse si possono scorgere regioni della Sardegna anche molto lontane. Questa parte del massiccio, che con la
Punta La Marmora vanta la vetta più alta dell'Isola (m 1834), è inoltre particolarmente ricca di corsi d'acqua, che talvolta si trasformano in graziose cascate e limpidi laghetti.
Il toponimo è di origine preromana ed il probabile collegamento con la variante campidanese "artsana", col significato di "nebbia o brezza nociva alla frutta", lascia supporre una etimologia simile anche per Arzana.
Il suo territorio fu frequentato sin da epoca nuragica come testimonia il villaggio di Ruinas, ma nell'area di Tedderieddu e nel villaggio di Silisé sono venuti alla luce ruderi di epoca romana. A Su Baingiu, dentro il paese, è stato scoperto un impianto termale di questo periodo.
Più tardi il paese entrò a far parte del Giudicato di Calari e successivamente del regno di Gallura. Infine, con alterne vicende, divenne parte del Regno catalano-aragonese.
Arzana è noto per la longevità dei suoi abitanti, che sovente raggiungono e superano il secolo d'età. Questa singolarità è oggetto di studi da parte dell'Istituto di Genetica Molecolare del CNR.

Arzana da Scoprire

La chiesa parrocchiale, intitolata a San Giovanni Battista, fu integralmente ricostruita verso la metà dell'Ottocento su un edificio preesistente (si ritiene del XVII secolo). Si conserva in essa una croce probabilmente medievale, che si ritiene provenga da Silisé, e un ostensorio del Seicento, di un certo valore artistico, attribuito al maestro cagliaritano Antioco Canavera.
Sul territorio sono disseminate numerose emergenze archeologiche, dalla necropoli a domus de janas di Perdixi ai complessi nuragici di Unturgiadore, Sa ‘e Cortocce, Sa Tanca e Ruinas.
Nelle valli del Flumendosa rimangono lacerti di foreste antichissime ed in particolare nel bosco di Tedderieddu si conservano tre alberi di tasso tra i più vecchi d'Europa, come li celebrò il poeta Mario Rigoni Stern. In questo habitat incontaminato, tra ginepri, ginestre, ontani, cisti e lecci, vivono indisturbati mufloni, cinghiali e cervi. Da visitare sono anche la sorgente montana di Funtana Orrubia e la cascata di Pirincanis, che scorre in una stretta gola di grande suggestione.
Come gli altri centri dell'Ogliastra, anche Arzana si distingue per alcune leccornie. I culurgionis, gustosissimi ravioli di formaggio, si presentano qui con la variante priva di mentuccia, a differenza di molti altri paesi vicini. Si possono gustare col sugo, ma anche semplicemente arrostiti su una leggera brace.
Ma è in autunno che Arzana dà il meglio di sé, durante la stagione dei funghi, che spuntano numerosi e di tante varietà. Proprio per valorizzarli si organizza ogni anno, in novembre, la sagra del Porcino d'Oro, che richiama sempre migliaia di visitatori.

Il paese è raggiungibile anche con il Trenino Verde, la linea ferroviaria che parte da Cagliari e giunge fino ad Arbatax attraverso paesaggi di indescrivibile bellezza.


Eventi Arzana


San Giovanni Battista il 24 giugno
Festa in onore del patrono del paese.

San Vincenzo Ultima domenica di agosto
La festa è caratterizzata dalla processione religiosa, alla quale partecipano i fedeli in costume tradizionale sia a piedi che a cavallo, a cui segue uno spettacolo folk con musica e balli tradizionali.

Sagra del porcino d'oro Mese di novembre
Convegni, incontri, escursioni e concorso gastronomico contraddistinguono la giornata. In piazza Roma si possono ammirare i prodotti dell'artigianato locale e assaggiare le specialità della enogastronomia sarda.

Punta la Marmora 1834 m, Gennargentu Sardegna

Cosa vedere ad Arzana

Arzana Comune della provincia dell’Ogliastra, compreso nella X Comunita` montana, con 2730 abitanti (al 2004), posto a 672m sul livello de lmare lungo il versante orientale del massiccio del Gennargentu.
Regione storica: Ogliastra settentrionale. Diocesi di Lanusei.

TERRITORIO

Il territorio comunale si estende per 162,60 km2 e si divide in due parti:quella che si estende intorno all’abitato ha forma allungata in direzione est-ovest e confina a nord col territorio
di Villagrande Strisaili, a est con Tortolì, a sud con Elini, Gairo e Seui, a ovest con Aritzo e Desulo; c’è poi un’area costiera, utilizzata di solito per il pascolo invernale, che si trova piu` a sud, al confine con la provincia di Cagliari: a nord confina con un’analoga area di pertinenza di Lanusei, a est col mare, a sud con Villaputzu, a ovest con una parte staccata del territorio di Jerzu. Mentre quest’ultima e` una zona di colline compresa tra il litorale e il rio dQuirra, altezza massima i 589 m di Punta S’Accettori, l’altra va dalla piana ogliastrina, 30 m sul livello del mare, alla cima del Gennargentu, punta La Marmora (1834 m), inglobandone altre tra le maggiori del complesso montuoso: monte Idòlo, punta de Aira e S’Armidda, tutte tra i 1200 e i 1300 m. Il paese e` servito da una strada secondaria che si dirama dalla direttissima 389 Nuoro-Lanusei; per altre vie comunica con Elini, Tortolì e gli altri centri della regione. A Elini passa anchela ferrovia a scartamento ridotto Cagliari-Mandas-Arbatax, che e` utilizzata attualmente per usi esclusivamente turistici ed e` percorsa dal cosiddetto
‘‘ trenino verde ’’.

STORIA

L’attuale villaggio ha origini medioevali: apparteneva al giudicato di Cagliari ed era compreso nella curatoria dell’Ogliastra. Quando il giudicato cesso` di esistere e il suo territorio fu smembrato, nel 1257 Arzana e l’Ogliastra tutta entrarono a far parte del terzo assegnato ai Visconti che l’annetterono al giudicato di Gallura. Dopo l’estinzione dei Visconti Arzana, a partire dal 1288, fu amministrata da funzionari del Comune di Pisa, ma i suoi abitanti mantennero un minimo di autonomia.
Subito dopo la conquista aragonese, dal 1324 entro` a far parte del Regnum Sardiniae e nel 1325 fu concessa, assieme all’intera curatoria, a Berengario Carroz, costituendo il primo nucleo della futura contea di Quirra. Negli anni che seguirono anche gli abitanti di Arzana, unitamente a quelli degli altri villaggi della montagna, lottarono duramente contro i feudatari per conservare la loro autonomiama Berengario, alternando la repressione piu` dura alla concessione di alcuni privilegi, sembro` averne ragione. Quando pero` nel 1353 scoppio` la prima guerra tra Mariano IV e Pietro IV, essi si ribellarono nuovamente; Berengario II riuscì tuttavia a conservare il possesso del territorio e nel 1363 ottenne il titolo di conte di Quirra. Scoppiata poco dopo la seconda guerra tra Arborea e Aragona, a partire dal 1366 Arzana e l’Ogliastra furono occupati delle truppe giudicali che vi mantennero l’occupazione fino al 1409 .Frattanto i Carroz, cui nominalmente il re aveva riconosciuto la titolarita` del feudo, si erano estinti e nel 1383 Arzana, pur continuando a rimanere occupato dalle truppe giudicali, passo` ai Bertran Carroz, i quali riuscirono a venirne in possesso dopo il 1409, in seguito alla caduta del giudicato d’Arborea.
Nel 1416 gli abitanti di Arzana accettarono, insieme a quelli degli altri villaggi dell’Ogliastra, alcuni
Capitoli di
grazia
che i nuovi feudatari concessero; i buoni rapporti con i Bertran Carroz continuarono e nel 1452 ottennero altri privilegi. Estinti nel 1511 i Bertran Carroz, A. passo` ai Centelles; i nuovi feudatari fecero amministrare l’Ogliastra dalla loro burocrazia e vi svilupparono un sistema di esazione fiscale piuttosto gravoso. La successione del feudo ai Borgia fu contestata dai Catalan che, dopo una lunga lite, nel 1746 riuscirono a venirne in possesso; negli stessi anni Arzana, la cui popolazione era diminuita, nel 1771 fu aggregata come frazione a Baunei e dal 1801 passo` dai Catalan agli Osorio.Nel 1821 fu inclusa nella provincia di Lanusei, nel 1840 fu riscattata agli ultimi feudatari.
Di questo periodo la preziosa testimonianza di Vittorio Angius:
«Le arti meccaniche di prima necessita` per gli usi della vita, e pei bisogni dell’agricoltura, sono trattate da pochi. Le donne sono molto laboriose ed i loro telai, che non sono meno del numero delle famiglie, provvedono di tele di diversa qualita` e di panno forese [orbace] non solo gran parte dell’Ogliastra, ma molti paesi ancora del Campidano di Cagliari. Il forese tingesi variamente con le erbe e radici che trovansi nel territorio. Le famiglie sono presentemente in numero di 352, le anime 1497. Nutresi gran quantita` di bestiame; quello che serve d’aiuto all’uomo nelle sue fatiche e` delle seguenti specie e numero: buoi 235, cavalli 300, asini 150, i quali pascolano nel prato comunale. Grande e` poi il numero degli armenti e delle greggie, che pascola nei saltidel paese nella primavera, estate ed autunno, donde nell’inverno passa alle marine nei territorii diTortolì, Bari, Loceri e altrove. Le pecore saranno poco piu` di 30.000, le capre circa 20.000, i porci 556, le vacche 638. Coltivansi pure gli alveari, ma il numero non eccede il migliaio. I prodotti delle greggie sono di ottima qualita`; e d’eguale bonta`, sebbene scarsi, sono quei degli armenti. Si commercia direttamente coi genovesi, ma piu` spesso coi sensali ogliastrini e sarrabesi ».
Quando nel 1848 furono abolite le province, Arzana entro` a far parte della divisione amministrativa di Cagliari e vi rimase fino al 1859, anno in cui fu compresa nella omonimae ricostituita provincia.Nel corso del secolo il paese divenne un rinomato centro per la produzione del vino, ma nel 1894 i suoi vigneti furono distrutti dalla fillossera. Quando nel 1927 fu ricostituita la provincia di Nuoro Arzana torno` a farne parte fino al 2004, quando fu istituita la nuova provincia dell’Ogliastra.

ECONOMIA

La sua economia e` basata sull’agricoltura e soprattutto sull’allevamento. Tra i prodotti agricoli, che si ricavano nelle parti meno elevate del territorio, si annoverano quelli dell’olivo, la cui coltura si e` sviluppata a partire dal secolo XVIII, e della vite, dalla quale si ottengono ottimi vini di grande corpo. L’allevamento puo` contare ancora oggi su un notevole patrimonio zootecnico, in particolare ovino e caprino. Altre tipiche produzioni sono quelle dei prosciutti, apprezzati ormai anche fuori della Sardegna, e naturalmente del formaggio ovino e caprino. Negli ultimi decenni il villaggio e` divenuto anche meta di un turismo residenziale estivo grazie alla costruzione di alcuni alberghi. E si sta lavorando attivamente per la valorizzazione delle essenze che crescono spontanee alle falde del Gennargentu: se ne propone per un verso l’utilizzazione per la preparazione di prodotti medicinali, per l’altro si cerca di ritornare all’uso che se ne faceva un tempo per colorare i tessuti.

PATRIMONIO ARCHEOLOGICO

Il territorio conserva domus de janase altre vestigia prenuragiche e nuragiche nelle localita` di Scusorgiu e Ruinas e resti di insediamenti romani in localita` Bangius. I nuraghi si trovano nelle localita` di Arredabba, Biddadeni, Gilorzi, Lua, Meurri, Perdu Loi, Pixina Niedda, Ruinas, Sa Mela, Sa Pentuma, Unturgiadore. Il sito piu` importante e` quello di Ruinas dove, oltre al nuraghe e alle domus de janas, e` stato individuato un villaggio nuragico situato a 1200 m sul livello del mare: consta di circa duecento capanne dal diametro variabile ed e` uno dei piu` elevati della Sardegna.

PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE E AMBIENTALE

Il piu` significativo monumento di Arzana e` la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita in forme neoclassiche su progetto di Gaetano Cima tra il 1860 e il 1865 al posto della vecchia chiesa, grazie all’iniziativa dell’allora parroco Stocchino. L’edificio e` a croce latina e ha una sola navata sulla quale si affacciano le cappelle laterali. Fu restaurato nel 1890. Al suo interno sono conservate alcune argenterie del secolo XVII eseguite dall’argentiere cagliaritano Cannavera e alcune statue del secolo XVII.
Molto ricco il patrimonio ambientale che il territorio puo` vantare: le parti piu` interessanti sono disposte lungo la vallata del Flumendosa e sulle pendici delle montagne, dove si trovano ampi tratti di macchia mediterranea, nonche´ boschi in parte spontanei in parte frutto di recenti interventi di forestazione; sono popolati da mufloni e cervi, pernici e conigli, cinghiali e aquile.

Punta La Marmora

Inserita nella catena montuosa del Gennargentu, Punta La Marmora, con i suoi 1.834 metri, è la vetta più alta della Sardegna. Essa appare come uno spuntone roccioso quasi totalmente spoglio, caratterizzato da rocce metamorfiche, in prevalenza scisti, con gneiss e filadi quarzifere, mentre alle su falde giganteggiano gli ontani e i tassi secolari, vi si possono ammirare ginepri, agrifogli, aceri, ginestre: questo è il regno incontrastato del muflone e dell'aquila reale.
Il Generale La Marmora, che raccolse le sue impressione del viaggio in Sardegna nell'opera Voyage en Sardigne pubblicato nel 1826, scrisse: ''è difficile descrivere la vista che si gode da questa montagna: basti dire che si vede il mare da tre lati dell'isola e si ha l'impressione che la Sardegna e la Corsica formino un'unica grandissima isola''.

Fonte: ''Ogliastra i Paesi''
I testi sono scritti da Caterina Nieddu (Arzana)



FESTE E TRADIZIONI POPOLARI

Tipiche manifestazioni della tradizione arzanese sono alcune feste popolari tra le quali quella di San Vincenzo Ferreri, che fu introdotta nel Seicento e si svolge l’ultima domenica di agosto; e` considerata una delle feste piu` antiche dell’Ogliastra. La statua, caricata su un cocchio dorato, viene trasportata in processione dalla parrocchiale fino all’omonima chiesetta campestre con la scorta di cavalieri in costume e di suonatori di launeddas. I festeggiamenti durano alcuni giorni. San Martino, invece, si festeggia l’11 novembre.
Altra manifestazione e` quella del Porcino d’oro; si tratta di una rassegna enogastronomica che si svolge a novembre quando maggiore e` la disponibilita` dei funghi porcini nei grandi boschi circostanti, una festa che attira moltissimi turisti.

Il nuraghe di Ruinas. Arzana
Muretto delle tipiche costruzioni del villaggio nuragico di Ruinas. Arzana.

Il villaggio nuragico di Ruinas, a quota 1.197 mt. Sul Gennargentu, é stato definito da Giovanni Lilliu, ''il più alto della Sardegna''. Orazio Ferreli scrive '' Si estende un vasto campo di rovine, nel quale si scorgono nettamente gli avanzi di circa 200 costruzioni circolari e s'intravedono i resti di altre 20, mentre molte si suppongono nascoste da cumuli di macerie che si vedono qua o là. Il nuraghe domina il villaggio, le cui costruzioni, tutte di pianta circolare sono sparse senz'ordine per tutto il territorio. Senza dubbio è questo il villaggio nuragico più esteso che abia potuto rilevare durante la mia campagna di esplorazione archeologica, ed aggiunge di aver visitato 28 nuraghi, 22 villaggi nuragici, 20 tombe dei giganti, 7 domus de janas, 6 villaggi di età romana.
Le rovine di Bidda Silisè, Cortes de Maceddu, Adana, che vengono censite nell'area del villaggio nuragico di Ruinas, si sostiene che siano state abbandonate intorno al 1400, in seguito ad una pestilenza ed i suoi abitanti , dopo un lungo girovagare, furono accolti da Arzana, in cambio delle loro terre. Oggi i paesi sono interamente distrutti tranne il nuraghe della parte alta del villaggio, chiamato dai pastori arzanesi Sa presoni è Molato, e qualche altra traccia residua.
Anticamente doveva essere un grosso centro, al quale facevano capo tutti i pastori della zona. Doveva essere provvisto anche di fontane e pozzi, perché l'acqua sgorga da varie parti in modo naturale. E' già operante il progetto finalizzato al recupero e alla valorizzazione del sito.

Fonte ( http://www.comunediarzana.it)


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