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Escolca :: Paese della Provincia di Cagliari si estende in un'ampia vallata che, scendendo dolcemente dalla rocciosa giara di Serri, si ricongiunge alle terre della Trexenta e della Marmilla. Scoprilo sul Portale Le Vie della Sardegna.

Località Sarde > Cagliari


Panorama Escolca

Escolca
Piccolo e grazioso centro del Sarcidano, Escolca si estende in un'ampia vallata che, scendendo dolcemente dalla rocciosa giara di Serri, si ricongiunge alle terre della Trexenta e della Marmilla. Il paese, è diviso in quattro rioni o borgate. Fra le testimonianze più antiche del territorio è presente il nuraghe "Mogorus", ancora da scavare, probabilmente integro.

Abitanti: 692
Superficie: kmq 14,72
Municipio: via Dante, 2 - tel. 0782 808303
Cap: 08030
Guardia medica: (Isili) - tel. 0782 820356
Polizia municipale: via Dante, 2 - tel. 0782 808303
Biblioteca: via Dante - tel. 0782 807029
Ufficio postale: via Parrocchia, 10 - tel. 0782 808300

Escolca Stemma

Scoprire Escolca

Piccolo centro del Sarcidano, Escolca si trova ai confini con la Trexenta. Al suo territorio appartiene anche l'isola amministrativa di San Simone. Diffuse sono le coltivazioni di ulivi, cereali e vitigni nonché l'allevamento di bestiame, in particolare quello ovino.
Il nome del paese appare per la prima volta nel periodo medievale, quando nell'XI secolo la villa di Escolca apparteneva alla curatoria di Siurgus nel giudicato di Cagliari. Diverse sono le leggende sull'origine del toponimo. Si parla di "scolka" come insieme di piccoli villaggi o di "scolca" come corpo di guardia addetto alla sorveglianza dei campi.
La presenza umana nel territorio di Escolca è documentata fin dal periodo nuragico. Di notevole importanza il "nuraghe Mogurus" sulla Giara di Serri. Si tratta di un nuraghe monotorre, realizzato con rocce basaltiche locali. Notevoli sono anche i ritrovamenti risalenti al periodo di epoca romana.
Durante il periodo medievale il paese appartenne alla curatoria di Siurgus.
Di notevole interesse il piccolo borgo antico di San Simone che si trova fra i comuni di Gergei, Mandas, Villanovafranca e Gesico. Non si hanno origini certe sulla proprietà del borgo ma di certo si sa che una brutta pestilenza ne decimò la popolazione e i superstiti trovarono accoglienza solamente nel paese di Escolca al quale donarono tutti i terreni del borgo. Gli abitanti di Mandas però si dimostrarono contrari a questa donazione in quanto rivendicavano il fatto che i territori di San Simone fossero più vicini a Mandas che ad Escolca. I due paesi arrivarono ad un accordo dopo diverse controversie. Decisero di porre il simulacro della statua di San Simone sopra un giogo trainato dai buoi. Il borgo sarebbe appartenuto al villaggio nel quale si fosse spontaneamente recato il giogo. I buoi si diressero verso Escolca. Mandas dovette quindi accettare la perdita dei territori di San Simone ma fece promettere agli abitanti di Escolca che ogni anno in occasione dei festeggiamenti in onore di San Simone la processione con la statua del Santo sarebbe passata anche nel paese di Mandas. Tradizione che si rinnova immutata anche oggi.
Il territorio di Escolca possiede un fascino antico e misterioso. La borgata di San Simone è sicuramente meritevole di visita. Si possono vedere ancora oggi circa cinquanta casette sorte intorno alla chiesetta dedicata al Santo. Sulle fondamenta della chiesa si trovano i resti del nuraghe "Su Nuraxi Mannu".
Le casette erano edificate con paglia e fango ("ladiri").
La chiesa parrocchiale è quella di S. Cecilia, una chiesa in stile tardo gotico. Le feste principali sono S. Simone, S. Sebastiano, S. Liberato, S. Antonio, S. Cecilia e la Vergine delle Grazie.


Escolca, Sa Ruta.jpg

Trexenta

La zona della Trexenta è un susseguirsi di verdi e rigogliose campagne dove frutteti si alternano a vigne, oliveti, campi cerealicoli. Le sue felici condizioni climatiche, favorite anche dall'abbondanza d'acqua, hanno sempre determinato una ricca produzione locale di vino, olio e grano, tuttora rinomata.
Proprio al suo paesaggio fertile si deve l'articolata stratificazione storica degli insediamenti umani, che affondano le radici fin dall'epoca preistorica, per proseguire nel periodo punico quando divenne un importante granaio. A questo proposito merita una visita il Museo del Grano di Ortacesus, che documenta gli aspetti tradizionali della coltivazione, lavorazione e consumo del grano.
Fra le aree di interesse archeologico nel territorio della Trexenta si segnala il santuario nuragico di Santa Vittoria, centro di culto di rilevanza regionale, capace di attrarre anche da lontano le popolazioni della Sardegna dell'Età del Bronzo. Localizzato sul ciglio sud-occidentale della giara di Serri, esteso per più di 3 ettari, presenta quattro gruppi principali di edifici: i due templi a pozzo con la "capanna del sacerdote", il grande "recinto delle feste", il gruppo del recinto del "doppio betilo" ed il gruppo che sta ad est-sudest, mentre a parte sono la "capanna del capo" ed altri gruppi di ambienti.
Nel periodo medioevale distretto del Giudicato di Cagliari, la Trexenta ha vissuto in prima linea capitoli significativi della cultura artistica in Sardegna: così, nella cattedrale romanica di San Pietro a Suelli è possibile ammirare l'importante Retablo di San Pietro eseguito nella bottega cagliaritana dei Cavaro, protagonisti del nuovo corso della pittura in Sardegna nel XVI secolo; Senorbì, città interessata da insediamenti nuragici, diede i natali a Giuseppe Antonio Lonis, il più importante esponente della scultura lignea nell'Isola; Guasila, con la chiesa di Santa Maria Assunta di Gaetano Cima, propone uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica nell'Isola.

Storia
La frequentazione nuragica del territorio di Escolca è attestata dalla presenza a nord del paese, lungo il pendio della giara, del nuraghe Mogurus. Altri nuraghi come Linus, Nuraxi accas e Su idìli sono andati distrutti.
Nel territorio di San Simone, la chiesa del villaggio venne costruita sopra i resti di un nuraghe, secondo la tendenza diffusa durante il primo Cristianesimo di sovrapporre il nuovo culto a forme di culto precedenti. Si individuano inoltre nella zona i resti dei nuraghe Pei su boi e del nuraghe Mannu, che si suppone essere di tipo complesso.
A sud del villaggio di San Simone, fino agli anni Settanta, sorgeva una tomba dei giganti di circa dieci metri di lunghezza, andata distrutta.
La continuità della frequentazione del territorio di Escolca dopo il nuragico è storicamente attestata dal ritrovamento di vario materiale risalente all'età romana.
Nel Medioevo, Escolca appartenne alla curatoria di Siurgus, o Seurgus, nel Regno Giudicale di Càlari.
A partire dal 1258, fece parte del Regno d'Arborea fino al 1295, quando il sovrano d'Arborea Mariano II lasciò il territorio che comprendeva anche la villa di Escolca alla Repubblica Comunale di Pisa.
Nel 1324, sotto il dominio Catalano-aragonese, il paese divenne parte del feudo di Francesco Carros, assieme a Mandas e Nurri. Dopo alterne vicende che videro la villa di Escolca andare nelle mani di Raimondo Desvall prima e di Ferrer De Mantresa dopo, in seguito al Parlamento del 1355, Escolca passò nuovamente nelle mani della famiglia Carros, sempre unitamente a Mandas e Nurri.
Al termine della seconda guerra tra il Regno d'Arborea e il Regno Catalano Aragonese di Sardegna, Escolca tornò brevemente in possesso del Regno di Arborea, per rientrare tra i domini del Regno di Sardegna, nel feudo di Mandas sotto i Carros, dopo la battaglia di Sanluri. Ai Carros seguirono i Maza de Licana e poi i Ladron, dal 1546.
Il villaggio di Escolca fu riscattato nel marzo del 1843 con l'avvento del Regno di Sardegna e la fine del regime feudale. Il paese fu ricompreso prima nella provincia di Isili, poi in quella di Cagliari. Nel 1931 passò alla provincia di Nuoro fino al maggio 2005 quando, in seguito alla creazione delle nuove province sarde, il paese torna a far parte di quella di Cagliari.
Il nome Escolca richiama l'uso di un'antica istituzione di origine bizantina, nata per la sorveglianza e la difesa del patrimonio comune. L'etimologia rimanda a termini come ex colea, centri di difesa istituiti contro le invasioni barbariche, le sculcae o exculcae, diffuse nella bassa latinità, e il toscano antico scolca, che ha lo stesso significato di "posto di guardia".

Territorio
Piccolo e grazioso centro del Sarcidano, Escolca si estende in un'ampia vallata che, scendendo dolcemente dalla rocciosa giara di Serri che la sovrasta imponente, si ricongiunge alle terre della Trexenta e della Marmilla.
Tutto intorno al paese, adagiati lungo il pendio, in un terreno ricco di rocce sedimentarie che racchiudono fossili marini, si estendono uliveti e vigneti secolari. A nord del paese si spande una suggestiva corona di roverelle e querce tra cui si nascondono i resti di alcuni nuraghi e, nella località chiamata Bara, di un vulcano spento.
Escolca ha una estensione territoriale di 1472 ettari e un'altimetria che varia tra i 320 e i 600 metri sul livello del mare.
Al territorio comunale appartengono inoltre circa 85 ettari di bosco in agro di Villanova Tulo, denominato Su padenti e, lungo la strada provinciale che collega Mandas a Villanovafranca, la frazione agricola di San Simone o Nuraxi, di 450 ettari. Le terre di San Simone conservano al proprio interno un antico villaggio abbandonato, le cui origini si perdono nel tempo, rimandando solo ad una leggenda che racconta di pestilenze e di Mori, di abbandono e riappropriazione del territorio. Le piccole case del villaggio si popolano ogni anno, cinquanta giorni dopo la Pasqua, in occasione della festa del Santo che dà il nome alla località.

Economia
L'economia del paese si basa sulla coltivazione di cereali, uva, olive e ortaggi, sull'allevamento ovino e bovino e sull'artigianato tessile.
La base principale della sua economia e` l’agricoltura: in particolare vi sono sviluppate la cerealicoltura, l’olivicoltura e la viticoltura, tipica e` la coltura delle fave. Anche la pastorizia vi e` discretamente sviluppata in particolare la produzione del formaggio e delle carni ovine. Artigianato. In passato era sviluppato l’artigianato del ferro e del legno; vi si producevano soprattutto oggetti intagliati in legno; vi e` memoria anche di una qualche attivita` di tessitura di lana e di lino di un certo pregio. Servizi. Escolca e` collegato con autolinee agli altri centri della provincia. Possiede il medico, la scuola dell’obbligo e i servizi bancari; e` dotato di Biblioteca comunale.


Escolca, Casa museo.jpg
Cascata Faddoisi

TERRITORIO

Il territorio comunale, di forma grosso modo triangolare, si estende per 14,72 km2 e confina a nord e a est con Serri, a sud conMandas e a ovest con Gergei. Si tratta in parte della pendice della Giara, una conformazione rotondeggiante, con al culmine un altipiano delimitato da una cresta basaltica,e in parte della vallata sottostante, una superficie ondulata dalla natura molto fertile e adatta a tutti i tipi di agricoltura. Escolca e` collegato alla statale 198, che passa a est, da una breve traversa che continua poi verso occidente, toccando Gergei e Barumini. Nei pressi della statale si trova anche una stazione lungo la ferrovia a scartamento ridotto Mandas-Sorgono.

PATRIMONIO ARCHEOLOGICO
Il suo territorio conserva alcuni nuraghi tra i quali Mogurus, Mannu e Pei de Boi, tutti ridotti in rovina; il piu` interessante e` il nuraghe Mannu del quale si intuisce la struttura polilobata. Di grande interesse sono anche i resti di un insediamento romano, situato a qualche chilometro dall’abitato presso la chiesetta di Santa Maria delle Grazie, che talvolta restituisce ceramiche e altri frammenti di vario tipo; il villaggio continuo` a essere abitato almeno fino al secolo XVII, come dimostrano le rovine della chiesa e di un convento di Trinitari.

PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE
Il villaggio attuale conserva in gran parte l’impianto urbanistico antico: si stende su un leggero declivio lungo un reticolo di strade sulle quali si affacciano i grandi portali dai quali si accede alle tipiche case in pietra a due piani circondate da una corte. L’edificio piu` interessante, costruito alla fine del Cinquecento, e` la chiesa di Santa Cecilia, la parrocchiale, dalle forme tardo gotiche. Al suo interno conserva una statua lignea di Santa Cecilia del Cinquecento, numerosi pezzi di argenteria e una bella croce processionale in argento di bottega cagliaritana del secolo XVII. Altro edificio di qualche rilievo e` la chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita nel 1613; ha una struttura mononavata e la copertura con volte a botte. A circa 10 km dall’abitato, ai confini col territorio comunale di Mandas, sorge il sito culturalmente piu` interessante del territorio di Escolca. Si tratta della chiesa e del villaggio di San Simone, un complesso sviluppatosi nel Medioevo su un precedente insediamento, che era stato abitato dall’uomo fin dai tempi nuragici e fu abbandonato a causa della peste. Accanto alla chiesetta, ancora officiata, sorgono le antiche case e i resti di alcuni nuraghi che contribuiscono a dare al sito un’aria quasi incantata.

FESTE E TRADIZIONI POPOLARI
Presso il villaggio abbandonato di San Simone si svolge la domenica di Pentecoste la festa di San Simone; si riallaccia alla leggenda secondo la quale gli abitanti del villaggio, quando decisero di abbandonarlo, trovarono rifugio a Escolca dopo essere stati respinti dagli abitanti dei villaggi vicini. Secondo la stessa leggenda, poco dopo tra gli abitanti di Escolca e quelli di Mandas sorse un conflitto per il possesso delle terre di San Simone, un pianoro molto adatto alle colture cerealicole. Per risolverlo le due comunita` decisero di far trainare un carro da un giogo di buoi, composto da una bestia di Mandas e una di Escolca e di farlo muovere dalla chiesetta lasciandolo libero di scegliere la direzione in cui procedere. Il bue di Escolca, evidentemente piu` forte, riuscì a orientare il percorso del carro in direzione del suo paese, risolvendo così curiosamente il contrasto con Mandas, i cui abitanti accettarono il verdetto. In memoria di cio`, il simulacro di San Simone viene portato in processione dalla parrocchiale alla chiesetta lungo un itinerario che prevede una sosta a Gergei dove si svolgono balli in piazza. Al ritorno la processione fa tappa a Mandas e al bivio della strada per Serri dove secondo la tradizione il bue di Escolca avrebbe risolto il contrasto.

Escolca, località Bara.jpg
Escolca, parco Nostra Signora delle Grazie.jpg

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