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Tiana :: Paese famoso nel mondo per i suoi abitanti centenari e per l’unica gualchiera originale, ancora funzionante in Europa!

Località Sarde > Nuoro


La chiesa parrocchiale di Sant'Elena di origine tardogotica Tiana il Paese delle Sardegna famoso per la longevità dei suoi abitanti.
Panoramica del Paese di Tiana, famoso per i suoi abitanti centenari.

Tiana
Tiana è un piccolo centro rurale situato a circa 478 m di altezza, circondato da una parte dai colli, che appartengono alla catena montuosa del Gennargentu e dall'altra parte da quelli, che scendono da Tonara. La zona è ricca di vaste distese di orzo, grano, e vigne.

Abitanti: 576
Superficie: kmq 19,25
Provincia: Nuoro
Municipio: via nazionale - te. 0784 69089
Guardia medica: corso Italia, 1 - tel. 0784 69094
Biblioteca: via Lamarmora, 1 - tel. 0784 699008
Ufficio postale: via Nazionale, 1 - tel. 0784 69002

Stemma di Tiana
La ruota a pale che crea il movimento alla gualchiera. Foto di Felice Moro


Informazioni e Curiosità su Tiana Paese di Centenari

Disteso sulle pendici orientali del Gennargentu, nella regione denominata Mandrolisai, il paese di Tiana, a circa 500 m di altitudine, è immerso in un paesaggio montano di grande fascino, che dai 386 metri si estende fino a raggiungere i 1266. Il paese, il cui toponimo, di origine indubbiamente precedente alla conquista romana, si perde nella notte dei tempi, possiede un grazioso centro urbano, lontano dalle vie di grande traffico, nel quale si può godere di quella serenità e di quel silenzio che oggi poche località offrono al visitatore. Sarà per questo, sarà per l'ambiente ancora incontaminato che circonda il paese o per lo stile di vita sano, caratterizzato da cibi genuini e sincero vino rosso prodotto dalle campagne circostanti, che Tiana è salita alla ribalta internazionale, entrando nel Guiness dei primati quando nel 2001 è stato riconosciuto in Tiu Antonio Todde, con i suoi 112 anni, l'uomo più vecchio del mondo. Tiu Antonio Todde ci ha lasciato a 113 anni. Abitato fin da epoca neolitica, il territorio di Tiana conserva alcune domus de janas (in località Mancosu) e resti di monumenti nuragici nelle località Sa Piraera e Tudulo.
Fino a non molti anni fa una parte importante dell'economia locale era costituita dalla produzione dell'orbace, il pesante tessuto in lana con cui in Sardegna si confezionano alcuni capi dell'abbigliamento tradizionale invernale. Ancora oggi si conserva sul fiume Tino, che scorre nel fondovalle nei pressi del paese, un'antica gualchiera ad acqua, adibita alla follatura dell'orbace. È una semplice costruzione in pietra con copertura in legno, in cui si conserva il grande maglio di legno con cui si pressava e si lavorava il tessuto al fine di renderlo più resistente. Un tempo le gualchiere sul fiume erano numerosissime, così come i mulini ad acqua, per i quali si sta pensando di realizzare un parco fluviale.

Tiana, centro storico.
Via Lamarmora casa dell'Ottocento col caratteristico Corzu.

Testi e Immagini sono di Felice Moro

Il territorio Il comune di Tiana occupa una breve porzione della Sardegna centrale, a 40° 04’ 10” di latitudine nord e a 09° 08’ 53” di longitudine est da Greenwich: infatti le due coordinate geografiche si incrociano quasi al limite del suo territorio occidentale. È compresa nella provincia di Nuoro, dal cui capoluogo dista circa 60 km. Il principale asse stradale di collegamento viario con gli altri centri dell’isola è la SS 128 che attraversa tutta la Sardegna centrale. La Strada provinciale 60 è una bretella che collega il paese con la provinciale 4, la Teti-Olzai, che a sua volta consente di andare a ovest verso Teti, Austis e l’Alto Oristanese, e a nord verso Olzai, Ottana e la Superstrada 131 bis, la Abbasanta-Olbia. L’altimetria media del territorio oscilla intorno ai 700 metri. Il centro abitato è aggrappato al costone meridionale del Monte Orovole (1089 m), sotto il suo avamposto roccioso di Lutzui, nel punto in cui il declivio della montagna diminuisce la sua pendenza e si adagia in oziose formazioni collinari che poi digradano a valle verso il rio Tino. Questo corso d’acqua nasce tra i monti del Gennargentu con il nome Torrei, subisce un’interruzione nello sbarramento creato dalla diga omonima, poi scende giù verso nord-ovest, determinando, in un certo qual modo, la stessa struttura morfologica del territorio circostante: un’ampia valle, un fiume che scorre nel fondovalle trascinando con sé anche le acque di tanti altri torrentelli suoi affluenti, due costoni montuosi identici che si rispecchiano l’uno nell’altro, due altipiani opposti, Alisi (950 m) a est e Istei (1000 m) a ovest. Altri rilievi importanti sono Sa Màrghine (1000 m) a nord-ovest; Punta Muncinale (1500 m) e Mungianeddu (1600 m) a sud-est. Il fiume, grosso modo, divide il territorio in due parti uguali, di cui quella posta a nord-est costituisce l’estremo lembo meridionale del territorio della Barbagia di Ollolai, mentre la parte sud-occidentale introduce i rilievi montuosi del Mandrolisai. Storicamente la valle di Tiana è sempre stata un importante ganglio delle vie di comunicazione tra il Capo di Sopra e il Capo di Sotto. Tiana confina a est con Desulo e Ovodda, il cui territorio la circonda anche nel lato nord; a sud con Tonara e Sorgono; a ovest con Austis e Teti. La parte meridionale del territorio è costituita da terreni scistosi ricoperti da un rigoglioso manto vegetale di bosco ceduo, formato prevalentemente da essenze di leccio misto a rovere, castagno, biancospino e agrifoglio. La restante parte è formata da terreni sabbiosi, originati dallo sfaldamento del granito che costituisce la roccia prevalente della Barbagia settentrionale. Nella parte meridionale il fiume Torrei e il suo affluente, il Tiricco, segnano la linea di demarcazione di un’importante frattura geologica che separa la zona dello scisto da quella del granito, che si estende nel restante territorio di Tiana e di tutta la Sardegna centro-settentrionale. Nell’area sabbiosa la vegetazione arborea prevalente è quella della quercia da sughero, ma crescono bene anche il rovere e il leccio; mentre la vegetazione arbustiva è costituita da un misto di ginepro, corbezzolo, erica, fillirea, ginestra, cisto e lentischio.
La storia La valle di Tiana era abitata dall’uomo almeno a partire dal Neolitico. Della sua presenza egli ha lasciato importanti testimonianze come le domus de janas, disseminate nell’impervio costone di Mancosu, al confine con il territorio di Ovodda. Alcune di queste grotte sono semplici celle monocamerali a forno; altre sono strutture più complesse munite di atrio a pianta rettangolare o circolare e di due o più celle retrostanti ricavate su un piano rialzato e munite di nicchie e finestrelle ovoidali che le mettevano in comunicazione tra di loro. Nell’atrio una di esse ha un pozzetto circolare alimentato da una sottile falda acquifera sotterranea. Nella parete rocciosa, a pelo d’acqua, corre un marcato incavo circolare, chiaro segno di un antico appoggio di travi o listelli che reggevano una copertura lignea sovrastante. La necropoli di Mancosu dista appena pochi chilometri sia dal sito nuragico di Surbale, sia dal famoso villaggio prenuragico di Abini (Teti), nei quali la civiltà protosarda ha avuto il suo pieno sviluppo. È logico pensare che i vari clan tribali, che vivevano arroccati nei costoni soleggiati della valle di Tiana, conoscessero bene i loro vicini di casa e viceversa. Testimonianze di manufatti preistorici si trovano in altre località: alcuni nuraghi diroccati nei due altipiani opposti di Istei e di Orovole; alcuni recinti megalitici nel pianoro di Costi e il villaggio distrutto di Sa Pira Era, una località impervia con diverse decine di capanne in rovina, demolite dalla famelica febbre alla ricerca de s’iscusorzu, il tesoro nascosto. Altri reperti metallici, monetali e utensili in terracotta pare che siano stati ritrovati in altri siti, tra cui Alisi, Sant’Amada e Santu Leo, località vicina al paese, dove nel 1912 fu rinvenuta la tomba di un cavaliere medioevale, il cui cadavere a primo acchito appariva intatto ma al primo contatto con l’aria si decompose rapidamente lasciando soltanto gli elementi metallici del suo corredo personale: una spada di ferro e una cintura, forse d’oro, in cui era incisa la frase “Berenguer regnante”. I reperti furono donati al medico tianese prof. Francesco Putzu, che li avrebbe poi consegnati alla struttura museale del capoluogo. Si pensa che la salma risalisse al Quattrocento e che appartenesse a un graduato dell’esercito aragonese, impegnato in quel tempo alla riconquista dell’isola. Nel Basso Medioevo Tiana, Teti e Austis formavano la Curatoria di Austis, che faceva parte del Giudicato di Arborea. Nel 1410, quando il Giudicato fu abolito e trasformato in marchesato, i suoi territori passarono alla Corona d’Aragona che li assegnò in feudi ai signori catalano-aragonesi che avevano finanziato la campagna di conquista. In seguito quello che era il feudo più piccolo dell’isola fu acquistato dal marchese di Oristano, Antonio Cubello, per cui tornò a fare parte dei territori storici dell’antico Giudicato. Ma nel 1478, quando il suo nipote e successore Leonardo Alagon fu sconfitto a Macomer, esso venne confiscato e ritornò nelle mani della Corona che, dopo diverse concessioni in arrendamiento, nel 1504 lo infeudò al valenzano algherese Matteo Arbosich per compensarlo della restituzione allo Stato delle saline di Alghero e «di altri1500 ducati che aveva imprestato alla Corona». Successivamente l’antica Curatoria, che gli spagnoli chiamavano Incontrada d’Ustis, per via delle politiche matrimoniali passò di mano in mano dagli Arbosich ai De Sena, dai Cervellon ai Manca Guiso per approdare alla fine nelle mani dei baroni di Sorso, gli Amat di San Filippo. Fu un membro di questa casata, don Vincenzo Amat, che al momento dell’abolizione del feudalesimo ricevette l’indennizzo di 625.000 lire (che lo Stato anticipò ma poi si fece rimborsare dai comuni interessati).

Tiana, casa tradizionale ingresso.
Tiana, panorama su un vigneto.

Il nome Pare che il toponimo Tiana in origine fosse Dìana, appellativo con cui il paese viene chiamato ancora dagli abitanti dei paesi vicini. Esso deriverebbe da Diana, l’antica dea della caccia venerata a Roma che veniva identificata e confusa nella tarda età repubblicana con l’Artemide efesina. Pare che la confusione concettuale tra le due divinità fosse diffusa in tutto l’Occidente e che resistesse ancora nella Sardegna dell’Ottocento. Il poeta sardo padre Luca Cubeddu, esaltando la bellezza di Clori Ermosa, esordisce così:
«Pro chi ses bella de naturalesa / che Diana Efesina bella ses / Diana di addorant sos res / et eo puru ti chelzo adorare».
Quest’ipotesi sull’origine del toponimo potrebbe essere suffragata con la parallela evoluzione dell’etimo del fiume Tino che anticamente si chiamava Dino ed ha conservato questo nome nel suo tratto finale, prima di sfociare nel lago artificiale di Cucchinadorza. Tiana, quindi, significherebbe “luogo di boschi”, ricchi di selvaggina appartenente a Diana. Pare che un’immagine concreta di questa divinità sia stata rappresentata in molti esemplari di perdas fittas mammellate, ritrovate in diverse località dell’isola.
Il paese Il paese ha un’esposizione aprica e soleggiata rivolta a sud-ovest. Sorge in zona collinare, incastonato sul pendio di una montagna piramidale, adagiato sopra un morbido manto di vegetazione boschiva, offrendo al visitatore uno splendido panorama. Per le sue caratteristiche alpestri in passato è stato definito “Villaggio svizzero della Barbagia”. Un sistema di strade pubbliche lo collega con l’esterno, dispone di una fitta rete di strade comunali di accesso alla campagna e di una buona rete di viabilità urbana interna. Gli antichi rioni, invece, hanno vie strette e conservano ancora le casupole modeste del passato e l’impronta urbanistica del povero borgo contadino. Tra le antiche abitazioni resistono ancora i vecchi corzos, strutture edilizie abitative costruite a ponte sopra le pubbliche vie, che mettono in comunicazione due case dirimpettaie, per lo più appartenenti allo stesso proprietario. In passato se ne contavano diverse decine, attualmente ne sono rimasti in piedi pochi esemplari. Tra gli edifici pubblici di interesse storico si possono annoverare la canonica (vuota del suo nobile inquilino), la chiesa e il suo snello campanile, oltre che le due belle piazze adiacenti che una volta accoglievano il cimitero secondo l’usanza bizantina. Tra l’edilizia privata s’impongono alcuni dignitosi palazzi del Novecento, che, tuttavia, presentano caratteristiche architettoniche modeste. La chiesa parrocchiale di Sant’Elena è un antico tempio, probabilmente di origine medioevale, in stile romanico, con il tetto a capriate in legno e un’unica navata centrale, su cui si aprono le cappelle laterali; termina con l’altare rialzato e ampliato fino ad incorporare l’abside che una volta conteneva l’antico presbiterio. Nel tempo ha subìto diversi interventi di ristrutturazione. È dedicata alla patrona, Sant’Elena Imperatrice, madre dell’imperatore Costantino che all’inizio del IV secolo proclamò la libertà di culto per i cristiani. Tra l’altro, finanziò la prima campagna di scavi archeologici in Terrasanta, affidandone la direzione alla madre ottuagenaria, che sul Golgota avrebbe ritrovato la vera croce di Cristo. A Tiana la ricorrenza viene festeggiata tutti gli anni nei giorni 18, 19, 20 e 25 agosto (l’ottava) con cerimonie religiose tramandate dall’antica tradizione locale e con feste profane, con grande partecipazione di pubblico.
Tra i pezzi forti della tradizione figura il canto dei gosos, che il coro cantorum intona alla fine della messa solenne: «De sa rughe santa occultada / o degnissima inventore…»; e il popolo risponde in coro con il ritornello: «Sant’Elena Imperadora / siades sa nostra avvocada…». Nella seconda settimana di settembre si celebra la festa di San Leone Magno, il grande pontefice che a metà del V secolo fermò nella pianura padana l’avanzata degli Unni di Attila. Era il santo protettore dell’antico villaggio omonimo in cui, un secolo fa, è venuta alla luce la tomba del cavaliere medioevale. I ruderi dell’antica chiesetta a lui dedicata erano in piedi fino ad alcuni decenni orsono. Di recente l’Amministrazione comunale, attraverso un finanziamento pubblico, ha provveduto a ricostruire un nuovo tempio in granito per conservare, insieme alla devozione per il Santo, la memoria degli avi. La festa dura tre giorni e comprende originali manifestazioni folcloriche, sacre e profane.
La società e i servizi I tianesi sono cittadini onesti, laboriosi e grandi risparmiatori, che non si lasciano coinvolgere in fenomeni delinquenziali che possano generare riflessi sociali negativi. L’emigrazione sta diventando un fenomeno preoccupante: negli ultimi quarant’anni la comunità ha perso la metà dei suoi abitanti. Stante l’attuale tendenza questo centro corre il forte rischio di uno spopolamento totale. Con il paese che diventa sempre più piccolo stanno venendo meno anche i servizi essenziali. Infatti la Caserma dei carabinieri, l’Ufficio del Banco di Sardegna e la Scuola media sono stati già chiusi da tempo e per i relativi servizi il paese dipende da quelli dei paesi vicini: perciò gli alunni della Scuola media sono diventati pendolari della scuola di Ovodda, mentre in paese sopravvivono ancora due pluriclassi della Scuola elementare e una sezione di Scuola materna; i pochi studenti che frequentano le scuole secondarie superiori sono pendolari del Liceo Scientifico di Sorgono o degli Istituti tecnici di Tonara o di Gavoi. Anche il sacerdote svolge il suo ministero apostolico a scavalco come pendolare della vicina parrocchia di Ovodda. Ma, nonostante tutti questi disagi, il 10% dei suoi abitanti è fornito di laurea universitaria, mentre la percentuale di quelli che hanno conseguito un diploma di scuola secondaria superiore è ancora più alta.

Panorama di Tiana.

L’economia In passato l’economia del paese si basava sulle comuni attività tradizionali: l’agricoltura, la pastorizia e alcune iniziative artigianali. In genere i tianesi non erano grandi proprietari di bestiame. Non lo consentivano alcune condizioni strutturali negative, quali la ristrettezza del salto, l’improduttività del suolo e la polverizzazione della proprietà fondiaria. Perciò chi allevava bestiame, di solito, aveva greggi modeste, intorno ai 100-150 capi ovini o caprini, oppure poche decine di capi bovini. I tianesi, in genere, preferivano fare i contadini: aravano e seminavano, non soltanto i pochi terreni degli altipiani, ma anche i terreni scoscesi della valle, dove i buoi aggiogati a malapena riuscivano a trascinare l’aratro. Nell’uso del territorio rispettavano la consuetudine agraria sull’avvicendamento biennale della semina (vidazzone) o del pascolo (pabarile). Ma sui magri terreni di montagna l’agricoltura estensiva rendeva poco, per cui essa era sempre accompagnata e integrata da un poco di agricoltura intensiva, praticata negli orti irrigui che sorgevano lungo le sponde del fiume Tino. Tratti di terreno pianeggiante o terrazze ricavate dall’opera dell’uomo formavano nell’insieme una superficie di circa cento ettari di terreno irriguo che si sviluppava a serpentone per una lunghezza di circa cinque chilometri lungo le anse del fiume. Era un’oasi di verde dove ognuno aveva il suo pezzo d’orto coltivato a fagioli, irrigato con l’acqua pura che sgorgava dalle sorgenti del Gennargentu. In Sardegna, Tiana era considerata la capitale dei fagioli bianchi pregiati che venivano esportati dappertutto: erano la cosiddetta “carne dei poveri”. Gli spazi non occupati dagli orti erano coltivati a frutteti: noccioli, ciliegi, peschi, peri, meli, pruni e fichi: perciò in estate e in autunno la meravigliosa valle di Tiana era come il biblico giardino dell’Eden. Tuttavia, circa trent’anni fa, fu chiuso l’invaso costruito a monte sul Torrei per alimentare l’acquedotto della Barbagia-Mandrolisai: l’acqua imbrigliata nel lago non scendeva più a valle, il fiume si asciugò, gli orti non poterono più essere coltivati, i frutteti si seccarono e la valle si trasformò lentamente in una landa desolata, invasa dai rovi, dalle ortiche e dalle sterpaglie. Un’altra attività era la coltura della vite. Tutti i terreni collinari della valle e, in parte, anche quelli degli altipiani, erano coltivati a vigneti. Oggi, con il progressivo spopolamento del paese, anche i vigneti stanno lentamente morendo; eppure quelli che restano ancora producono ottimi vini rossi da pasto che hanno particolari qualità organolettiche. Resistono meglio gli oliveti, anche se spesso scarseggia la manodopera per raccogliere le olive. Lungo il fiume sorgevano numerosi opifici artigianali: i mulini ad acqua per macinare l’orzo e il grano e le gualchiere per follare l’orbace. Negli anni Settanta con l’arrivo dell’elettricità e la diffusione dell’industria dell’abbigliamento, queste attività sono state abbandonate. Ma recentemente, grazie alle iniziative del Comune, di enti consortili come il BIM del Taloro e di qualche cittadino privato, alcuni esemplari sono stati restaurati e attualmente formano un complesso museale di laboratori antichi rimessi in funzione nei loro siti naturali, testimoni viventi della tecnologia artigianale del passato, non solo del paese, ma dell’intera Sardegna. Le attività produttive moderne sono poche: un forno industriale che produce pane carasau, apprezzato in Sardegna e fuori dell’isola; una moderna Casa di Riposo per anziani che accoglie una ventina di ospiti e dà lavoro a diverse unità lavorative femminili; alcune decine di persone che sono impiegate nei servizi pubblici. Poi ci sono due market, due bar e un ristorante-pizzeria, una sagra autunnale di Cortes Apertas, durante la quale vengono messi in mostra e venduti i frutti della genuina produzione locale: fagioli, castagne, noci, nocciole, vino, formaggio e miele.
Il clima e la salute Il paese è riparato dai venti malsani, freddi e caldi. La neve, che d’inverno incappuccia regolarmente i monti circostanti, raramente scende fino a valle. Il clima è mite, asciutto d’inverno e fresco d’estate. Pertanto la mitezza del clima, la salubrità dell’aria e la purezza dell’acqua che sgorga dai fianchi delle montagne costituiscono una buona condizione di base per la salute dei cittadini. La comunità è vissuta sempre con l’assistenza di un medico convenzionato a scavalco con Ovodda; mentre la farmacia ha aperto i suoi battenti soltanto negli ultimi decenni. Eppure i suoi abitanti generalmente godono di buona salute che consente loro di vivere bene e a lungo. Infatti, negli ultimi decenni, sono stati numerosi gli anziani che hanno raggiunto e superato la soglia del secolo di vita. Il loro decano è stato il signor Antonio Todde, nato nel 1889 e morto nel 2002, alla soglia del compimento del 113mo genetliaco, dopo che gli fu assegnato il Guiness dei Primati per essere stato nel 2001 “l’uomo più longevo del pianeta”. Nel corso di quegli anni amici e conoscenti gli inviarono numerose poesie augurali, poi raccolte in un libro di memorie curato dal sottoscritto (FELICE MORO), che tra l’altro gli aveva dedicato un sonetto (riportato sotto) che tratteggia la sua figura e parla della sua piccola patria.


Tutti i Testi e le Immagini sopra riportati
sono di Felice Moro



Tiana
Tiana, montagnina idda minore,
chi ses in mesu costa collocada
de boscos e de roccas circondada,
haias ortos e binzas a primore.
Poi s’abba ’e su riu t’est mancada,
siccos sunt ortos, mattas e fiores.
Ma unu fizzu ti faghet onore
ch’hat bogau in tottue lumenada:
Antoni Todde hat raru su destinu,
ch’hat parzidu in tres seculos sa vida
de pastore, sordau e contadinu.
E como che istella ’e s’avreschìda,
cun chentu e doighi annos de camminu,
ipse nat: «O Sardigna, öe ischida!
Pensa: cominzat su tre mizza in tundu,
su lumen meu est in tottu su mundu!».

Sonetto di Felice Moro

Antonio Todde, vissuto 113 anni, nel Paese di Tiana in Sardegna.
Autunno in Barbagia Tiana 2012, Cortes apertas Gualchiere, mulini e antichi sapori d autunno 16-17-18 novembre Tiana 2012.

Scopri Tiana

Tiana, a 600 m. (s.l.m.), immersa in una ampia vallata a “y” coperta di lecci e quercie secolari solcata da corsi d’acqua. Visitatori del “gran tour” dell’800 la definirono come luogo di delizie, un paradiso terrestre, il giardino islamico del corano.


Venite a visitarci:

Sorgenti incontaminate; profumi inebrianti, vivande invitanti e vini superbi; bella e comoda, la strada statale 128 la percorre tutta; altrettanto belle le diramazioni con panorama sulle colorite falde dei nostri tetti e comignoli fumanti.
Amate l’archeologia?
Facilmente raggiungibili i “Forredos de Mancosu”, le notissime domus de janas scavate nella roccia.
Preferite l’archeologia industriale?
Ecco l’unica gualchiera, originale, ancora funzionante in Europa! Il bel mulino, vero, incluso. Ne ammirerete, con le guide sul posto, i meccanismi, ne udrete i ritmici battiti, ne valuterete potenza ed efficienza a un tempo e i loro… motori idraulici…perenni e funzionanti… gratuitamente! Quanto al resto le sorprese, di solito, non le riveliamo; le scoprirete da voi!

La gualchiera di Tiana

Come arrivare Da Nuoro, direzione Sassari-Oristano, si imbocca la SS 389 per Fonni. Superato il paese si continua sulla SS 389 dir in direzione di Ovodda prima e Tiana poi. La gualchiera si trova a circa 1 km dal paese, lungo la SS 128. La gualchiera è nel fondovalle del fiume Tino.
Descrizione Sul fiume Tino si trova un'antica gualchiera ad acqua, adibita alla follatura dell'orbace, testimonianza di archeologia industriale. È una semplice costruzione in pietra con copertura in legno. L'orbace, il tessuto con cui si producevano i vestiti, veniva ammorbidito con dei robusti magli, messi in movimento da una grossa ruota, azionata dalla corrente fluviale. Si tratta di una semplice costruzione in pietra, con copertura di legno, adibita a gualchiera. Vi si conserva un grande maglio di legno utilizzato per follare l'orbace, tessuto di lana grezza di origine antichissima, legato all'abbigliamento tradizionale dei Sardi. In questo ambiente si procedeva a battere e pressare il tessuto con lo scopo di dargli una maggiore resistenza. Un tempo le gualchiere erano numerose, tutte situate lungo il fiume per poter sfruttare la forza motrice dell'acqua, e costituivano la principale risorsa economica del paese.

I magli di follatura dell'orbace Tiana.
La gualchiera di Tiana
Cortes apertas a Tiana 14 15 16 novembre 2014, Autunno in Barbagia a Tiana 2014
Cartina Cortes apertas a Tiana 14 15 16 novembre 2014, Autunno in Barbagia a Tiana 2014

Cortes Apertas Tiana 2014
Gualchiere, mulini e antichi sapori d’autunno
14 - 15 -16 novembre

Programma Completo


VENERDÌ 14 NOVEMBRE 2014
Ore 16.00 - Convegno “Il Turismo escursionistico come volano dell’economia delle aree interne della Sardegna: l’esempio di Tiana”. A seguire la presentazione della Carta Turistico escursionistica del Comune di Tiana da parte dell’autore Dott. Mauro Caddeo.
Ore 17.30 - Tiana: nella valle, tra colori gualchiere, antichi mulini e sapori d’autunno.
Apertura delle Cortes, dei laboratori e del mostre.

SABATO 15 DOMENICA 2014
Ore 8.30 - Escursione guidata di trekking per l’inaugurazione di un itinerario dei quattro inclusi nella Carta Turistico escursionistica del Comune di Tiana.

Sabato 15 e Domenica 16 novembre 2014
Ore 9.00 - Apertura Cortes, laboratori e mostre.
Dalle 10.00 alle 16.00 - Rìo Torrei - località Gusabu Rappresentazioni attività creative:
- Sistema Museale di Archeologia Industriale all’aperto - “Le vie dell’acqua”.
- “In sa crachera de Franzisku Bellu” - visita guidata con dimostrazione della follatura dell’orbace.
- “In su mòlinu ‘e Pera Bellu” e in “Su mòlinu de Su Monzu” - le vie del Mugnaio, dimostrazione dell’arte e della tecnica della macina del grano.
- La filiera della lana di pecora: fasi dimostrative della lavatura della lana, della cardatura, della pettinatura, della filatura e orditura tradizionale.
- La filiera della lana tinta: fasi dimostrative dell’arte della tintura della lana con erbe e arbusti del luogo.
Dalle 10.30 alle 17.00 - Centro storico: rappresentazioni attività creative.
- In “Sa ‘omo ‘e su forru’ de tì ‘Efese”: a cura delle panificatrici locali. Le fasi della preparazione e cottura “de su pane fresa e de is pizzuda e’ gherda”. All’interno sono esposte le attrezzature tradizionali della panificazione a cura della Cooperativa Educare Insieme.
- In “Sa ‘omo de tì ‘Efese”: Dalla pecora all’orbace, il tradizionale ciclo di produzione dell’orbace e il suo utilizzo, fasi dimostrative della lavorazione dell’orbace con la tessitura al telaio tradizionale: a cura della Cooperativa Educare Insieme.
- In “Su Cortzu de Cogotti” - le fasi della produzione del formaggio tipico: a cura dei casari locali.
Itinerario dell’arte e della storia, lungo le vie e le cortes all’interno del centro storico, alla riscoperta degli antichi mestieri: su ferreri, su maist’e linna, su maist’e pannu, su zillerarzu, su carzolaiu, su cracherarzu.
Dalle ore 15.30 - Esibizione, lungo le Cortes, nei laboratori e nelle mostre, i Tenores San Gavino - Oniferi, il Coro polifonico Sant’Elena di Tìana, i suonatori di organetto Tianesi con gli allievi della scuola civica di musica Unione dei Comuni Barbagia.

Domenica 16 novembre 2014
Ore 9.00 - Apertura Cortes, laboratori e mostre.
Dalle ore 10.00 alle 15.00 - Centro storico - 5^ Edizione “Il Percorso del Gusto”, lungo le vie e all’interno delle cortes, tra gli scenari del passato e i sapori del presente le tradizioni culinarie da riscoprire, non è la solita zuppa , ma pietanze tipiche preparate con erbette spontanee, con gli eccellenti fagioli tianesi e con altri prodotti del bosco come funghi e castagne, elaborate e cucinate dagli encomiabili chef:
Clelia Bandinu - Chef Ristorante Luccita,Tortolì.
Roberto Petza - Chef Ristorante S’Apposentu di casa Puddu, Siddi.
Pomata Luigi - Chef Ristorante Luigi Pomata, Cagliari.
Pier Luigi Fais - Chef Ristorante Josto al Duomo, Oristano.
Dalle ore 10.00 - all’interno delle cortes e lungo vie del centro storico: musiche e canti tradizionali emessi in piena armonia dalle voci del Coro polifonico Bachis Sulis Aritzo, i suonatori di organetto Tianesi con gli allievi della scuola civica di musica Unione dei Comuni Barbagia che accompagnano le danze dei ballerini in
costume tipico.

Da visitare
Rìo Torrei, località Gusabu Sistema Museale di Archeologia Industriale all’aperto - “Le vie dell’acqua”.
Chiesa San Leone Magno, località Santu Leo.
Piazza Sant’Elena - una “montagna” di biodiversità saperi e sapori a portata di mano dalla terra al gusto.
Mostra dei prodotti tipici locali, a cura del Centro Commerciale
Naturale Tiana e l’Associazione Turistica Proloco di Tiana.
In sa ‘omo de tia Tomasina - mostra del giocatolo antico a cura dell’Associazione Turistica Proloco di Tìana.
In sa corte e sa ‘ omo de tiu Sarbadore Salis - motocicli d’epoca e altri attrezzi dell’arte contadina in esposizione, a cura di Zedda Francesco Teodoro.
locale Info Point: Progetto “Orbace” - mostra d’arte contemporanea, a cura di 18 artisti in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana Onlus e l’Associazione Memento Arte di Oristano.
Locale polivalente comunale - “Raccontare la prima Guerra Mondiale”, mostra composta da cimeli originali della Grande Guerra - a cura di Giovanni Maria Cannas - collezionista.
Mostra fotografica “ trigu farra e pane” di Eligio Testa.
Mostra Collettiva di Pittura - espongono Lidia Pio e Zelia Piras.


DOVE MANGIARE A TIANA
Ristorante - Pizzeria “Blu Verde Notte” via Garibaldi, tel. 0784 69165
Bed and Breakfast “Su Mendulau” via S’Iscala, tel. 345 1105173, email: sumendulau@gmail.com

Servizi di ristoro a Tìana

Sa domo de Giulio Zedda - da Piras Francesca vico Sant’Elena, tel. 340 6924977
Sa Domo de Francesca Zedda - da Zedda Francesca via Lamarmora, tel. 340 7042646
Sa Domo de Maristella - da Murgia Maristella via Manno - piazza Meddie, tel. 349 5161429
Sa domo de su preide - da Sau Silvana via Nazionale
Sa domo de Vittorinu Porru - da Putzu Maria Elisa via Lamarmora
Sa domo de Maria Teresa Zedda - da Noli Tonino via IV Novembre
Sa domo de Marisa Zedda - da Noli Tonino via Manno
Sa domo de Antonio Noli - da Floris Graziella via Garibaldi

Info
Sabato e Domenica dalle 9.00 - 16.00
Servizio navetta con guida per il Museo di Archeologia industriale “Le vie dell’acqua” per la visita degli opifici “Sa Crachera” e “Su mòlinu de su Monzu” lungo il corso del Rìo Torrei: partenza e ritorno innanzi al Centro Informazione turistiche, via Nazionale.
Comune di Tiana
tel. 0784 69089
sito web: comune.tiana.nu.it
mail: info@comune.tiana.nu.it
Societa’ cooperativa “Educare Insieme”
tel. 0784 69040, cell. 366 2553122
email: educ.insieme@tiscali.it

* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale “Le Vie della Sardegna”.

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La gualchiera Tiana, un’antica macchina idraulica che serviva per la follatura dell'orbace unico esemplare funzionante a Tiana provincia di Nuoro.
La vetrina delle Aziende Sarde

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