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Barbagia :: Percorsi di trekking ed escursionismo nella Provincia di Nuoro sul Portale Le Vie della Sardegna.

Territorio > Sardegna Escursionismo


Barbagia Onistri Area Attrezzata.

7. Barbagia


Un’Isola di sentieri
76 itinerari per il trekking in Sardegna



IL TERRITORIO

Il territorio della Barbagia rappresenta il nucleo più selvaggio della Sardegna. Quest’area deve il suo nome ai romani che la chiamarono Barbaria perché inconquistabile. Il territorio si estende tra Nuorese e Goceano a nord e tra Gennargentu e Mandrolisai a sud, comprese le zone di Ollolai, Belvì, Bitti e Seùlo. L’area della Barbagia, dal punto di vista naturalistico, è caratterizzata dalla presenza di massicci montuosi imponenti, mentre dal punto di vista culturale si distingue per le remote tradizioni che ancora oggi persistono ed affascinano turisti e visitatori. L’arte gastronomica barbaricina è riconosciuta ovunque grazie ai cibi caratteristici come i formaggi,
carni, salumi, dolci e vini.

Texile, Aritzo
Su Texile, o meglio il Meseddu de Texile, è un tacco calcareo del Giurese, dalle vertiginose pareti a strapiombo, posto su un rilievo coniforme formato da rocce scistose del Paleozoico. Il tacco, alveolato da cavità carsiche, appare fortemente inclinato sul versante della valle del Rio S’Iscara. Le sue dimensioni sono notevoli. La superficie è di 0,8 ha, con un diametro che oscilla fra i 50 e i 70 m. La sommità ha una quota di 974 m. Il Texile è uno dei testimoni dell’antica copertura calcarea Giurese, risparmiati dall’erosione. Il blocco è profondamente fessurato, con esemplari di leccio radicati nelle spaccature. Il Texile, come gli altri tacchi, ospita una flora prevalentemente sempreverde calcifila, che contrasta con quella delle valli e dei monti circostanti, dove il bosco è formato prevalentemente da specie caducifoglie. Il leccio qui sale ad una altitudine inconsueta nel massiccio del Gennargentu. Altre emergenze naturali prossime sono Su Campanili di Gadoni, proposto come monumento naturale, e la grotta di Su Stampu ‘e su Tùrrunu presso Seulo. In località Riu Brebegargius di Gadoni si trovano fossili del Siluriano. La morfologia del Texile è tipica anche di altri rilievi della regione circostante, come il Tònneri di Belvì, indicato sulla cartografia come Pitzu ‘e Pranu (846 m), e il Tònneri di Tonara, che insieme rappresentano gli avamposti di altopiani calcarei che diventano più ampi verso Sud. Il paesaggio varia notevolmente a seconda dell’altitudine, esposizione e pendenza dei versanti vallivi. Le zone boschive si estendono soprattutto sui versanti più scoscesi, mentre i dossi arrotondati sono prevalentemente a pascolo. La lecceta originaria è stata in parte sostituita dal castagneto e dal noccioleto. Sui fondovalle sono presenti alcuni imponenti esemplari di noce. Nelle aree limitrofe si trovano rimboschimenti di conifere.
Inoltre non mancano tracce di insediamenti dall’età neolitica a quella nuragica: il Nuraghe Su Nuracciolu, la tomba dei giganti presso il Rio Melanusé e le domus de janas lungo il Rio su Frusci. Nella località Gidilao, tra
Aritzo e Belvì, è stato ritrovato un tesoretto di monete puniche, mentre presso il Texile sono state ritrovate monete romane del I e II secolo d. C., attualmente conservate presso il Museo Sanna di Sassari. Questa località, nota meta di escursionismo, può essere raggiunta facilmente attraverso un sentiero pedonale di 1,5 km che si diparte dalla SS 295, al km 20,300, con dislivello di 100 m circa.

Muflone
Il muflone (Ovis orientalis musimon) è probabilmente l’animale più rappresentativo dell’Isola. Nel Supramonte è molto comune ed è facile incontrarlo all’imbrunire e di mattina presto se si passeggia silenziosamente. L’ipotesi più accreditata circa la sua evoluzione è quella secondo cui il muflone deriverebbe da un ovino domestico introdotto dall’uomo nel Neolitico in Sardegna. Le colonie di mufloni presenti in Sardegna sono tra loro disgiunte e si trovano principalmente in Ogliastra, Monte Tonneri,
Monte Albo, Gennargentu, Supramonte, Capo Figari, Asinara e Monti del Limbara. Il Muflone ha un aspetto compatto e robusto, relativamente simile ad una pecora domestica ma con forme più slanciate, particolarmente idonee ad ambienti impervi e rocciosi. Abile saltatore e veloce corridore (60 Km/h), il muflone vive nelle zone più impervie dell’Isola, con pendenze e grado di rocciosità anche molto elevati. Caratteristica del maschio adulto è la “sella”, ossia la macchia bianca sui fianchi. Le corna, presenti solo nel maschio, spiralate e rivolte all’indietro, sono permanenti e possono raggiungere i 90 cm di lunghezza. Il corno di Muflone è il più pregiato e raro materiale di costruzione dei manici dei coltelli a serramanico sardi (leppa). Visto che la caccia al Muflone è proibita, vengono utilizzati solo i corni di animali deceduti naturalmente. Anche per questo motivo questo materiale risulta così raro. Specie considerata tra i pascolatori di arbusti e essenze mediterranee, non disdegna le piante erbacee. Inoltre, il muflone sfrutta le parti vegetali che i Cervidi invece non sfruttano, limitando la competizione alimentare con il Cervo sardo, altra specie bandiera della fauna sarda.



Nel territorio della Barbagia si trovano 4 sentieri.


Regole di buon comportamento

  • Seguire il tracciato del Sentiero
  • Non gettare rifiuti
  • Non accendere fuochi
  • Non raccogliere piante e fiori
  • Non molestare gli animali
  • Non danneggiare alberi e rocce
  • Non provocare rumori molesti




Trekking percorsi



1) Sentiero Texile
Punto di partenza: Sentiero 521 località Genna Entu
Punto di arrivo: Su Meseddu de Texile
Lunghezza percorso: 0.4 Km
Tempo medio di percorrenza: 15 min
Dislivello: 43 m

Il sentiero, notevole per i suoi panorami, parte e arriva in prossimità del centro abitato di Aritzo ed è facilmente raggiungibile grazie al servizio dei mezzi pubblici. Il percorso, inserito nel Sito d’Interesse Comunitario dei Monti del Gennargentu, attraversa soprattutto luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico.


2) Leustra - Santa Maria
Punto di partenza: Leustra
Punto di arrivo: Centro abitato di Aritzo
Lunghezza percorso: 12.9 Km
Tempo medio di percorrenza: 3 h 30 min
Dislivello: 296 m

Il percorso attraversa luoghi di interesse naturalistico, antropologico e storico. In località Leustra, punto di partenza dell’itinerario, è possibile osservare i resti di un villaggio nuragico, dove sono ancora visibili le tracce delle capanne. Lungo il tragitto sono inoltre dislocati alcuni ovili ed il centro servizi della Foresta Demaniale di “Alase”. Gran parte del percorso è panoramico. L’itinerario, integrandosi con gli altri tratti che compongono il sentiero Alase, forma un percorso ad anello. Il sentiero è inserito nel Sito d’Interesse Comunitario dei Monti del Gennargentu.



3) Funtana Cungiada
Punto di partenza: Chiesetta campestre Santa Maria
Punto di arrivo: Leustra
Lunghezza percorso: 16.2 Km
Tempo medio di percorrenza: 4 h 05 min
Dislivello: 659 m

Gran parte dell’itinerario è panoramico e attraversa zone a vocazione pastorale, arricchite dalla presenza della chiesetta campestre di Santa Maria e dei vecchi ovili. In prossimità dell'ovile di “Onistri” si incontra una carrareccia che porta verso Funtana Cungiada da dove è possibile ammirare un panorama che spazia dal Golfo di Oristano all’Ogliastra, fino a tutta la catena del Gennargentu. L’itinerario si interseca con piste forestali e altri sentieri, formando un percorso ad anello. Il sentiero è inserito nel Sito d’Interesse Comunitario dei Monti del Gennargentu.


4) Is Muralleddas - Texile
Punto di partenza: Is Muralleddas
Punto di arrivo: Su Meseddu de Texile
Lunghezza percorso: 17.8 Km
Tempo medio di percorrenza: 7 h
Dislivello: 508 m

Il percorso attraversa luoghi di interesse naturalistico, antropologico e storico. Lungo il tracciato sono inoltre presenti aree pastorali caratterizzate dalla presenza dei vecchi ovili. Il punto di partenza e il punto di arrivo sono posti in prossimità dei centri abitati di Meana Sardo e di Aritzo e sono serviti da mezzi pubblici. Il percorso è inserito parzialmente nell’area protetta del Sito di Interesse Comunitario (SIC) Su de Maccioni - Texile di Aritzo, riconosciuto come monumento naturale ”Su Meseddu de Texile”. L’itinerario è abbastanza agevole nonostante la presenza di zone di notevole dislivello. Il primo tratto è rappresentato da una carrareccia che passa tra lecci e corbezzoli in direzione di Genna 'e Nuxis. Da questo punto il primo pendio ci conduce a Bruncu Sant’Elia, dove si abbandona la strada carrareccia e si prosegue attraverso boschi di leccio sino a Funtana Ona a quota 635 m. Da qui il sentiero prosegue a margine della strada ferrata Arbatax - Mandas fino alla località Sa Curia in agro di Belvì, dove il percorso riprende la carrareccia di percorrenza abbastanza agevole ed è circondato da monumentali alberi di castagno, ciliegio e sughera. In prossimità di Punta Crispisu, a quota 1000 m, l’itinerario si affaccia sui territori di Tonara, Belvì e Aritzo. Da questo punto il sentiero prosegue costeggiando il tacco Su Meseddu de Texile, fino a raggiungere la Strada Provinciale n. 295, in località “Genna Entu”.





Carta 7. Barbagia

La vetrina delle Aziende Sarde
Aritzo.
Muflone (Ovis orientalis musimon).
Chiesa in pietra di Santa Maria situata all'inizio della strada sterrata che conduce a Funtana Cungiada (foto di A.Chiaramida).
Panorama da Funtana ‘e Silia (foto di A.Chiaramida).
Barbagia Tacco Texile.

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