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Fordongianus :: situato sulla sponda sinistra della valle del Tirso, sorge sui resti dell'antica sede fortificata di Forum Traiani. Il paese è noto per la presenza di un complesso termale di età romana risalente al I sec. d. C.. Il paese è conosciuto, inoltre, per le cave di trachite rossa.

Località Sarde > Oristano


Fordongianus chiesa di San Pietro Apostolo

Fordongianus
situato sulla sponda sinistra della valle del Tirso, sorge sui resti dell'antica sede fortificata di Forum Traiani. Il paese è noto per la presenza di un complesso termale di età romana risalente al I sec. d. C.. Il paese è conosciuto, inoltre, per le cave di trachite rossa.

Abitanti: 1.060
Superficie: kmq 39,45
Provincia: Oristano
Municipio: via Traiano, 4 - tel. 0783 60123
Guardia medica: vicolo Traiano, 2 - tel. 0783 60193
Polizia municipale: tel. 0783 60123
Biblioteca: via Francesco Coco, 1 - tel. 0783 605015
Ufficio postale: via Ipsitani, 45 - tel. 0783 60135

Stemma del Comune di Fordongianus
San Pietro Alberto Maisto.

Testi di Angelo Mura

Tra le colline Fordongianus, in provincia di Oristano, conta circa mille abitanti con il centro urbano a 35 m slm e la punta massima al monte Grighini con 673 m per una superficie complessiva di 39,40 kmq. Il territorio di Fordongianus è prettamente collinare con il centro abitato edificato sulla riva sinistra del Tirso, nella ampia vallata. Presenta aspetti paesaggistici e ambientali di grande varietà ed interesse: dagli aspri paesaggi paleozoici del Grighini alle poderose bancate ignimbritiche (conosciute come “trachiti”), ai pianori basaltici, alla valle del Tirso. Geograficamente è al centro della Sardegna, equidistante da Cagliari e Sassari (circa 100 km), mentre in senso latitudinale risulta ad ovest, a soli 25 chilometri da Oristano. Confina con Abbasanta, Paulilatino, Busachi, Allai, Siapiccia, Ollastra e Villanova Truschedu.
Sin dai tempi di Tolomeo Fordongianus era probabilmente noto sin dalla preistoria per la presenza di sorgenti dalle quali sgorgava un'acqua dalle grandi proprietà medicamentose. Aquae Hypsitanae è infatti il nome più antico con il quale era noto: fu menzionato per la prima volta nell'opera del geografo Tolomeo (I sec. a.C.). Grazie a questa particolarità la città fu sin dalle origini un importante centro termale, ma essendo situata al confine con i territori non romanizzati divenne anche un importante presidio militare. In età medio-imperiale romana, sotto l'Imperatore Traiano (98-117 d.C.), venne elevato al rango di Forum, prese il nome di Forum Traiani e divenne così sede amministrativa di riferimento per il territorio circostante. Si trasformò inoltre in un grande centro di scambi commerciali, situato in posizione strategica dal punto di vista della viabilità isolana: quasi a metà strada nella Karalis (Cagliari) - Turris Lybissonis (Porto Torres), il cui tracciato coincide in parte con quello dell'attuale Strada Statale 131, e in stretta vicinanza con Tharros; per giunta in un punto in cui il Tirso si lasciava attraversare più agevolmente rispetto alle zone costiere. I Romani compresero ben presto, come precedentemente avevano fatto i Cartaginesi, l'importanza strategica dell’insediamento che divenne anche un importante nucleo militare, legato alla necessità di controllare le turbolente Civitates Barbarie: le popolazioni delle zone più interne della Sardegna non ancora sottomesse al dominio romano. Tra le importanti strade commerciali e militari che si incrociavano a Forum Traiani vi era la Forum Traiani-Neapolis che partiva da Fordongianus e, attraversando il monte Arci, arrivava fino a Neapolis, città costiera che sorgeva nei pressi dello stagno di San Giovanni nella parte inferiore del golfo di Oristano: strada questa chiaramente militare, poiché permetteva rapidi spostamenti di truppe dalla costa all'entroterra. I resti di queste strade sono ancora visibili nel territorio di Fordongianus. Dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente la Sardegna venne invasa da Goti, Vandali e Visigoti. Solo nel 554 Giustiniano riuscì a sancire la restaurazione dell’Impero di Bisanzio. L’isola era governata da un preside, che risiedeva a Cagliari, mentre Forum Traiani – la cui posizione strategica ne aveva mantenuto l’importanza – divenne municipium; e nel V secolo venne promossa a oppidum, divenendo la capitale militare dell’isola. Fu cinta da una cerchia muraria che comprendeva, oltre al centro bizantino, anche le colline di Su Muntigu e di San Giorgio. Vi si stabilì il Dux Sardiniae, cioè il comandante militare della regione, e al suo interno si custodì la cassa che raccoglieva tasse provenientida tutta l'Isola. Per questo Fordongianus assunse l'appellativo di Chrysopolis cioè "citta aurea", ma verosimilmente anche per la sua ricchezza. La necropoli bizantina era ubicata presso l’attuale chiesa di San Lussorio, edificata in onore del suo Santo Martire Luxurius, ivi martirizzato. Presumibilmente dal III-IV secolo, Fordongianus divenne sede vescovile, il cui compito principale era quello di soprintendere all'evangelizzazione dei barbaricini ancora ostili ai romani. É però nel Medioevo che inizia per il paese un periodo di decadenza: la diocesi venne soppressa e il territorio divenne solo un tassello della linea difensiva del Giudicato di Arborea. Il declino continuò col dominio aragonese, con frequenti carestie, decadenza delle campagne e della stessa Oristano. A Fordongianus rimane testimonianza di una famiglia nobile del periodo che ha lasciato la cosiddetta “Casa Aragonese”, ubicata al centro nei pressi della chiesa di San Pietro. In tutto il territorio e nel centro abitato si trovano numerosi resti romani ancora in parte da studiare ed esplorare. Oltre ai vari tratti di strade, rimangono le rovine dell’acquedotto, la cui articolazione è tanto complessa da non essere ancora completamente chiarita. All’ingresso del paese, in una piccola vallata, si possono osservare i resti dell’anfiteatro a pianta ellittica, costruito con blocchi squadrati e restaurato verso la metà degli anni Novanta. Inoltre, rimangono ancora visibili le basi in trachite del ponte a sette arcate, ricostruito ai primi dell’Ottocento per oltrepassare il fiume. Poco prima del ponte, sulla sponda destra del Tirso, si trova una tomba chiamata “Sa Domo de sa Sennora”, scavata in un banco di roccia trachitica bianca. Sono stati molti i resti scoperti in paese per caso, durante le costruzioni di abitazioni: strade, fogne, acquedotti, tombe. Il ritrovamento più conosciuto fin ora riguarda un mosaico che attualmente si trova al Museo Archeologico di Cagliari.
Il paese e il suo monte La via principale del paese è denominata “Ipsitani”, è la derivazione e corruzione dell’antico nome “Aquae Ypsitanae”; successivamente, a seguito della dominazione romana, la città prese il nome di “Forum Traiani”, dal nome dell’imperatore Traiano, e da questo l’attuale “Fordongianus”. In sardo la pronuncia è identica ed i suoi abitanti sono i fordongianesi (in italiano) e fordongianesusu (in sardo). L’attuale centro abitato è molto grazioso e ricalca in gran parte l’antica struttura romana: alcune abitazioni sono costruite su resti di mura romane. Sono presenti belle architetture in trachite rossa, con stipiti lavorati in stile aragonese. Al centro del paese, lungo la strada principale, spicca una fontanella dalla quale sgorga l’acqua calda proveniente dalle terme. Altre fontanelle di acqua calda sono dislocate in altri punti del paese, a servizio della popolazione ed ammirate con stupore e curiosità dai turisti. Il paese è dotato di tutti i servizi essenziali quali: scuola materna (gestita da un ordine religioso), scuole elementari e medie con annesse palestre, Biblioteca con sala multimediale, impianti sportivi, Ambulatorio di Igiene pubblica e di base, agenzia bancaria, ufficio postale, due ristoranti, un agriturismo, una pizzeria, cinque bar, tre minimarket, sette B&B per circa 40 posti letto, una complessa struttura termale con annesso albergo quattro stelle con 180 posti letto, gli antichi bagni termali recentemente restaurati e concessi in gestione ad una cooperativa di giovani.

Terme Fordongianus foto di Alberto Maisto

Le attività L’economia di Fordongianus è tipica dei centri dell’interno della Sardegna, con una spiccata tendenza al turismo culturale e termale. Infatti le nuove opportunità sono rappresentate dalla struttura termale (di proprietà regionale e gestione privata) che conta una trentina di addetti, dalla gestione dei beni culturali (Area terme romane, Casa aragonese e bagni comunali) con nove addetti a tempo pieno. In corso di realizzazione da parte del Comune di un centro per il benessere termale che garantirà ulteriori posti di lavoro diretti ed indotti. Fiorente il settore estrattivo e della lavorazione della trachite che viene utilizzata in ambito isolano, conta circa quindici addetti. La scarsità di tratti pianeggianti ed i terreni poco fertili (ad eccezione delle aree alluvionali sulle rive del Tirso) non hanno consentito lo sviluppo dell’agricoltura che si limita ad un utilizzo a pascolo brado con pochi allevamenti per lo più gestiti da allevatori barbaricini. La presenza dei bagni termali comunali (Is Bangius) a Fordongianus ha garantito fino agli anni Ottanta del Novecento una discreta presenza di utenti provenienti da tutte le parti dell’isola che alloggiavano a Fordongianus per tutta la durata del ciclo di cure (10/12 giorni), presso famiglie che garantivano vitto e alloggio nella formula che oggi è conosciuta come “Bed & Breakfast”. La presenza continua di persone provenienti da ogni dove ha caratterizzato ed ancora caratterizza la proverbiale apertura ed ospitalità verso i turisti e visitatori in genere, che non hanno difficoltà ad ambientarsi ed integrarsi nel territorio. A questo proposito si nota un recente interesse da parte di persone che, pur non avendo legami parentali a Fordongianus, acquistano case da restaurare per trascorrere le vacanze o la pensione in questa amena località.
Feste e ricorrenze Dal 1990, ogni estate tra luglio e agosto, si tiene nelle vicinanze dell’area archeologica termale un importante concorso di scultura, che costituisce un’occasione di incontro e confronto tra artisti provenienti da tutto il mondo. Da non dimenticare le feste in onore a Sant’Antonio Abate (16 - 17 gennaio), San Lussorio e Sant’Archelao (dal 21 al 29 agosto) e la sagra de “Sa Festa” che, organizzata dalla locale Cooperativa Forum Traiani, si tiene in autunno nella suggestiva cornice della Casa aragonese dove viene macinato il grano e le massaie ripercorrono le fasi della preparazione del pane sino alla cottura e successiva degustazione, unitamente ad altri prodotti tipici locali. A Fordongianus è nato e vissuto Giovanni Fadda (tziu Giuanninu Fadda, 1892-1981) famoso poeta estemporaneo che per oltre cinquant’anni (1919-1971), ha cantato in tutte le piazze della Sardegna.

Testi di Angelo Mura



Esempio di casa aragonese costruita tra il Cinquecento e il Seicento
Casa aragonese Fordongianus foto di Angelo Mura

Casa Madeddu
Come arrivare Dalla "Carlo Felice" si imbocca, all'altezza di Oristano, la SS 388 che attraversa Simaxis e Ollastra, per condurre a Fordongianus (km 21 circa). Sulla d. della strada di attraversamento principale si apre la via Traiano che porta alla piazzetta dov'è casa Madeddu. Adagiato sulla sponda s. del fiume Tirso e rinomato fin dall'antichità per le sue acque termali, il paese di Fordongianus si caratterizza ancor oggi per l'inconfondibile colore delle sue abitazioni: il rosso carico della vulcanite locale accuratamente sagomata da abili scalpellini e utilizzata in gran parte degli edifici religiosi e delle architetture domestiche della zona.
Descrizione L'abitazione aragonese di Fordongianus fu eretta tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo. Appartiene alla tipologia a cellula con loggiato e costituisce un raro esempio di architettura sarda di stile tardogotico giuntoci in buono stato di conservazione. La casa, a un solo piano, si estende in lunghezza con vari ambienti affiancati e comunicanti. Il loggiato anteriore, retto da colonne a fusto cilindrico liscio e rocchi modanati in mezzeria a tori e gole, è frutto di anastilosi e risarcimento abbastanza recenti, tuttavia in linea con altri esempi in centri vicini del Barigadu. Un porticato simile si svolge lungo il fianco N della chiesa di Santa Maria di Ossolo, presso Bidonì, e in quello S del santuario di San Basilio nel territorio di Nughedu Santa Vittoria, entrambi databili al primo trentennio del XVII secolo. Sia all'interno sia nel prospetto si conservano le eleganti incorniciature in vulcanite rossa che contornano porte e finestre. All'interno i portalini presentano il caratteristico arco inflesso mentre finestre e nicchie hanno cornici decorate a losanghe e punte di diamante in rilievo sormontate da mensole aggettanti modanate e dentellate secondo un gusto che risente anche degli stilemi rinascimentali penetrati al principio del Seicento attraverso la mediazione dell'architettura religiosa. All'esterno, sulla d., il portale d'ingresso con piedritti a tori e gusci che girano nella ghiera a sopracciglio inflesso con fiorone a valva di conchiglia si affianca a una finestra architravata, di modulo quadrato, con gli spigoli verticali percorsi da modanature che si intersecano con quelle orizzontali dell'architrave, segnato inferiormente dall'inflessione a fiamma. Medesimo repertorio figurativo presentano le due finestre appaiate a s.: la mediana si differenzia per la presenza sugli stipiti di una teoria di rosette in rilievo che coronano nell'architrave un medaglione con il monogramma cristologico.
Storia degli studi La casa è oggetto di sintetica scheda nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e rinascimentale in Sardegna (1994).
Bibliografia A. Sanna, "L'architettura popolare", in La Società Sarda in età spagnola, a cura di F. Manconi, II, Quart, 1993.



La chiesa San Lussorio Fordongianus foto di Angelo Mura

Cripta e chiesa di San Lussorio
Come arrivare Dalla SS 131 si svolta al bivio per Simaxis e si imbocca la SS 388. Il santuario di San Lussorio è ubicato su una modesta altura circa 2 km prima del paese di Fordongianus. Il sito in cui sorge il santuario di San Lussorio corrisponde a un'area di necropoli, originariamente pagana, dell'antica città di Forum Traiani, ubicata sul lato orientale della via romana "a Turre Karales".
Descrizione L'identificazione del luogo in cui avvenne il martirio del santo e fu edificato il santuario a lui dedicato è affidata, rispettivamente, all'iscrizione oggi murata nel lato S della chiesa romanica di San Lussorio di Fordongianus e alla "Passio Sancti Luxurii", il cui autore conosceva la cripta. È probabile che già nel IV secolo esistesse una "memoria" in onore di Lussorio, in un ambiente ipogeo già esistente, verosimilmente utilizzato in precedenza con destinazione funeraria o cultuale. A questo vano rettangolare semi-ipogeo venne aggiunta ad O una piccola abside, mentre sul lato N venne edificato un vano quadrato, al cui centro era posto il monumento funerario, quadrangolare, impostato su una fossa terragna ritenuta la tomba del martire. Attorno alla sepoltura di Lussorio si realizzò un deambulatorio a forma di U attraverso il quale i pellegrini visitavano il luogo santo. La struttura martiriale tardoantica fu ampliata in tarda età vandalica o nel primo periodo bizantino, aggiungendo un ambiente con abside e con una mensa d'altare. Nella prima metà del VII secolo, l'impianto cadde in rovina e, nella fase di ristrutturazione, venne edificata una nuova aula di culto, a cui sarebbe pertinente anche una vasca battesimale, attribuibile forse ad un piccolo battistero. È possibile scorgere ancora sotto il pavimento della chiesa romanica i resti di questo edificio bizantino. La chiesa romanica di San Lussorio fu costruita in blocchi di vulcanite agli inizi del XII secolo. Ha pianta ad unica navata voltata a botte con abside ad E. Di questo primo impianto restano oggi solo il lato N e l'abside. Lungo il basamento si inseriscono elementi scultorei con figurazioni antropomorfe. La copertura originaria e il muro S crollarono; la ricostruzione avvenne tra il 1250-70 e si scelse di mettere in opera una copertura lignea in sostituzione della precedente litica. La facciata fu ricostruita in età aragonese: spicca il portale gotico-catalano.


Storia degli scavi Le prime indagini furono effettuate tra il 1899 e il 1902 da Filippo Vivanet. Successivamente le ricerche furono guidate da Ferruccio Barreca a partire dal 1969, da Carlo Tronchetti nel 1980, da Raimondo Zucca nel 1989, infine da Paolo Benito Serra. Gli studi e gli approfondimenti sono tuttora in corso.
Bibliografia R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 14-15, 56-58, 184; R. Zucca, Le iscrizioni latine del martyrium di Luxurius (Forum Traiani-Sardinia), Oristano, 1988; R. Zucca, Forum Traiani alla luce delle nuove scoperte archeologiche", in Il Suburbio delle città in Sardegna: persistenze e trasformazioni, Atti del III convegno sull'archeologia tardo-romana e altomedievale in Sardegna, Taranto, 1989, pp. 125-143; R. Zucca, "Fordongianus (Oristano). Località San Lussorio", in Bollettino di Archeologia, 3, 1990, pp. 141-142; P.G. Spanu, La Sardegna bizantina tra VI e VII secolo, collana "Mediterraneo tardoantico e medievale. Scavi e Ricerche", Oristano, S'Alvure, 1998, pp. 65-74; R. Zucca, "Martyrium Luxurii", in La Sardegna paleocristiana tra Eusebio e Gregorio Magno. Atti del Convegno Nazionale di studi, Cagliari, 1999, pp. 515-523; P.G. Spanu, Martyria Sardiniae. I santuari dei martiri sardi, collana "Mediterraneo tardoantico e medievale. Scavi e Ricerche", Oristano, S'Alvure, 2000, pp. 97-114; C. Oppo, "Il santuario di San Lussorio a Forum Traiani. Alcune note sulla chiesa bizantina", in Città, territorio, produzione e commerci nella Sardegna medievale. Studi in onore di Letizia Pani Ermini, a cura di R. Martorelli, Cagliari, AM&D, 2002, pp. 169-186; R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, Milano, Jaca Book, 2004, pp. 252-253; R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, pp. 69-70.


Terme di Forum Traiani

Come arrivare Da Oristano si percorre la SP 55 per Silì e si prosegue sulla SS 388 in direzione di Simaxis e Ollastra. Si continua fino a Fordongianus. Dal centro del paese si prende la via delle terme fino a raggiungere l'area archeologica. Le terme sono nell'alto Oristanese, sulla riva sinistra del Tirso.
Descrizione Il complesso termale, tra i più importanti della Sardegna, gravita sul sito urbano di "Forum Traiani" (da cui il nome Fordongianus). L'abitato, di fondazione tardorepubblicana, fu costituito da Traiano come centro di mercato tra le comunità dell'interno e le popolazioni romanizzate dell'entroterra del golfo di Oristano. Entro l'inizio del IV sec. d.C. fu probabilmente elevato al rango di "municipium". Le terme, le antiche "Aquae Ypsitanae", si dispongono su vari livelli e sono composte da due stabilimenti: il primo, a N, del I sec. d.C.; il secondo, a S, del III sec. d.C. Il primo stabilimento sfruttava le acque che ancora oggi sgorgano alla temperatura di 54 °C dallo strato alluvionale soprastante il banco vulcanico. Le acque vennero imbrigliate mediante un muro in opera cementizia con duplice paramento in blocchi squadrati di vulcanite, spesso m 3,5, che fungeva anche da argine alle piene del Tirso. La struttura originaria dello stabilimento doveva essere in "opus quadratum", ossia in grossi blocchi di pietra squadrati; in seguito subì vari rimaneggiamenti. Al centro dello stabilimento si trova la "natatio", un'ampia piscina rettangolare (m 13 x 6,5; profondità m 1,5) per balneazioni tiepide (l'acqua calda termale veniva stemperata adducendo acqua fredda da serbatoi situati a monte). La piscina era coperta con volta a botte. I lati S e N erano originariamente porticati; residua il portico S con pilastri a sezione quadrata in blocchi di vulcanite e volta a botte in opera cementizia rinforzata da anelli di blocchi vulcanici cuneati. Lucernai quadrati ne assicuravano l'illuminazione. Sul lato N della "natatio" furono realizzate tre vasche quadrangolari, mentre sul lato E è presente un edificio rettangolare con nicchie sui lati lunghi; una di queste ha restituito un altare consacrato alle ninfe da Servato, liberto dell'imperatore e procuratore delle miniere e dei latifondi imperiali, per la guarigione di Quinto Bebio Modesto, governatore della Sardegna vicino agli imperatori Caracalla e Geta (211-212 d.C.). Il secondo stabilimento, a S, occupa un'area rettangolare (m 30 x 12) le cui strutture in "opus quadratum" sono probabilmente una parte incorporata del primo stabilimento. Realizzato in "opus vittatum mixtum", aveva verosimilmente l'ingresso originario prospettante sulla piazza lastricata a S. Dall'ingresso si accedeva allo spogliatoio ("apodyterium"), al "frigidarium" (ambiente rettangolare con due vasche), al "tepidarium" (ambiente rettangolare), e al "calidarium" (ambiente con vascone rettangolare). Al contrario del primo, il riscaldamento delle acque del secondo stabilimento era artificiale L'approvvigionamento dell'acqua veniva assicurato, per mezzo di una efficiente rete di canalizzazione, da un sistema di pozzi e cisterne in parte alimentate dall'acquedotto romano. Il raccordo tra i due stabilimenti veniva assicurato da una scalinata che si affacciava sul portico della "natatio". Il piazzale retrostante, lastricato in vulcanite, ha forma trapezoidale (m 25 x 30 x 25). Sul lato orientale prospetta un edificio a "L", in "opus vittatum mixtum", con cinque vani e due ambienti rettangolari; uno di questi è affrescato con motivi a candelabri e grifoni, databili al 200 d.C. L'edificio potrebbe essere un "hospitium" legato agli ambienti termali.
Storia degli scavi Il primo ad indicare l'ubicazione delle "Aquae Ypsitanae" e di "Forum Traiani" nel territorio dell'attuale Fordongianus fu lo storico Giuseppe Manno (1825). I primi scavi archeologici ebbero luogo tra il 1899 e il 1902, e furono condotti dal Regio Commissario dei Musei e Scavi di Antichità in Sardegna. A partire dal 1969 la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Cagliari e Oristano ha ripreso le indagini sistematiche nel sito.
Bibliografia R. Zucca, Fordongianus, collana "Sardegna archeologica. Guide e itinerari", Sassari, Carlo Delfino, 1986; P. Meloni, La Sardegna romana, Sassari, Chiarella,1990; S. Angiolillo, L'arte della Sardegna romana, Milano, Jaca Book, 1998; R. Zucca, Viaggio nell'archeologia della provincia di Oristano, Oristano, E.P.T. Oristano, 2004; A. Mastino, La Sardegna antica, Nuoro, Il Maestrale, Nuoro, 2005.

Fordongianus ponte sul fiume Tirso

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