Menu principale:

Le Vie della Sardegna :: partendo da Sassari Turismo, Sagre Paesane, Cultura e Cucina Tipica Sarda. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali. B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze. Tutto per le tue Vacanze in Sardegna. Informazioni turistiche e curiosità sui comuni della Sardegna e le attrattive turistiche offerte nei vari territori isolani.


Vai ai contenuti

Isola Rossa, una Gallura insolita :: "Un tratto incantevole della costa nord-ovest, oltre Castelsardo,

Territorio > Località Balneari


Isola Rossa, Gallura

Isola Rossa, una Gallura insolita
PARADISO
IN TECHNICOLOR

"Un tratto incantevole della costa nord-ovest, oltre Castelsardo,
un tempo borgo di pescatori di fronte a uno scoglio vermiglio."

DI ERNESTO MASSIMETI - FOTOGRAFIE DI GIANMARIO MARRAS


Dal grigio dei graniti e dei paesaggi sfumati del Nord Sardegna al rosso. Il rosso di un granito particolare e di un isolotto infuocato dal sole che ha dato nome al luogo, Isola Rossa appunto. Senza dimenticare il giallo di fiori e ginestre. È un angolo di Gallura anomalo: s’incunea nell’Anglona, scende da Trinità d’Agultu, dalle colline e dalle cavità granitiche di Aggius in una discesa che in pochi chilometri cambia clima, vegetazione, colori al territorio. Per arrivare a questo promontorio un po’ selvaggio, un po’ rude, che si getta nel mare all’improvviso, come in una sfida. È una terra di pescatori e, ora, di turisti che arrivano da Sassari, dalla penisola, dall’estero.
Nacque nella prima metà del Settecento, Isola Rossa, rifugio di pescatori ponzesi di fronte al mare aperto, sferzato dal maestrale e ricchissimo ancora oggi di aragoste.
Poche case, un centinaio di anime che vivevano arroccate sotto la torre aragonese a difesa dalle incursioni piratesche. Poi, di fronte alla torre, superata l’ultima barriera di scogli, ecco l’isolotto, regno di gabbiani e dagli uccelli stanziali, che ha dato nome al villaggio. Da qui, sia verso sud, con l’Anglona e Valledoria, sia verso nord, lungo la Costa Paradiso, la barriera di costoni rossastri continua per chilometri. A tratti interrompendosi per far spazio a spiagge inattese, e proprio per questo ancor più magiche: Sa Marinedda, a nord, è la prediletta dai surfisti, battuta com’è dai marosi che s’infrangono sul litorale impervio creando le correnti giuste.
Secondo la leggenda, era anche una terra di contrabbandieri: nessuno d’inverno s’azzardava a andare all’Isola Rossa, scalo ideale per chi stava lontano da occhi indiscreti. Poi, più a nord, ecco Cala Tinnari, vicino al monte omonimo e a Li Canneddi. Qualche miglio, ed è tutta un’altra storia: Costa Paradiso, Vignola, terra di campeggiatori, gente a cui i maestrali che spazzano l’Isola Rossa possono anche dispiacere.
Ma alla fine, la piccola Isola Rossa (centoventi abitanti d’inverno, tremila d’estate) ha avuto il suo porticciolo: riparo dei pochi velisti e delle barche da pesca che inseguono i banchi di crostacei. Il porticciolo è un po’ la vetrina del paese: passeggio di gitanti, accenti mescolati insieme, bottegucce, qualche ristorante. Soprattutto, questo rosso accattivante, fra le tonalità tenui o decise dell’ocra e del salmone, che domina i muri delle case. I profumi di questo tratto di Gallura continuano verso sud, verso Badesi e Valledoria, dove il litorale è sicuramente più morbido, così come a Spiaggia Lunga, sotto il porticciolo. Qui sono rimaste alcune dune di sabbia, la foce di un torrente e molto verde, anche se il rosso del granito occhieggia a breve distanza. Sono sbalzi di colori e di atmosfere che la Sardegna regala spesso: paesaggi mutevoli, sfumature, rocce che sedimentano differenze in poche manciate di metri. Dal grigio al rosso, appunto, dalla collina ai costoni, dal verde dei pascoli ai tanti blu del mare, al rosso delle rocce che si ripete in infinite tonalità.
Lo aveva capito Henry Moore: di ogni pietra sarda su cui lavorava, il grande scultore inglese voleva conoscerne la provenienza. Non era bizzarrìa d’artista ma armonia con il territorio, virtù di chi non vuol ferire ma interpretare. Grazie a questi colori qui regna una Gallura un po’ surreale: e la si coglie risalendo per una stradina fino a Trinità d’Agultu (il comune di cui fa parte Isola Rossa) e più oltre, verso i boschi di Aggius. Ogni tanto, lungo la strada, un cartello indica semplici e toccanti chiesette campestri sparse: San Giuseppe, Sant’Antonio, San Filippo: omaggio ed ex voto di un pescatore, fedeltà di pochi contadini al protettore della zona. Oggi il cemento sta arrivando anche qui, ma gli scorci di questo Nord-Ovest sardo resistono. Così come resiste l’impagabile tramonto dell’Isola Rossa, quando il fuoco della luce serale si mescola a quello delle rocce, ai profumi di asfodelo, ginestra, ginepro. Una Gallura ribelle, dura di un granito acceso, questa di Isola Rossa, terra di pescatori, di surfisti, e di solitari. Una terra segnata soprattutto dalle rocce, che marcano la storia del luogo e irridono la sferza del tempo. Con la torre costiera che tiene lontani i passanti distratti e i pirati di emozioni: resta l’Isola bella, disponibile solo per chi la sa capire.

Tra queste acque limpidissime nel ’700 nacque il borgo
L’incredibile trasparenza del mare caratterizza la costa.
Qui si stabilirono nel Settecento alcuni pescatori di Ponza, fondando il borgo di Isola Rossa.
Ancora oggi queste acque sono ricchissime di pesce.


La vetrina delle Aziende Sarde
Isola Rossa il mare limpidissimo. Gallura Sardegna le più belle spiagge

Antico rifugio di pirati

Nella prima foto: frastagliatissima e con rocce calcaree bianche alternate a scogli di granito rosa tipico della Gallura, la costa tra Porto Leccio e il paesino di Isola Rossa svela innumerevoli spiaggette di sabbia fine e scogli per tutti i gusti, come quella di Marinedda.
Nella seconda foto: la mole della torre spagnola che serviva d’avvistamento in caso d’incursioni saracene. I centoventi abitanti stabili di Isola Rossa d’estate diventano, con l’arrivo dei turisti, circa tremila; e tutte le sere ci si dà appuntamento al porticciolo, fitto di barche da pesca caricate con le nasse per le aragoste, abbondanti in questi limpidissimi fondali, autentici paradisi per i sub. Alle spalle di Isola Rossa c’è il paese di Trinità d’Agultu, centro agricolo gallurese.

costa tra Porto Leccio e il paesino di Isola Rossa.
torre spagnola Isola Rossa

Home Page | Località Sarde | Piatti Tipici | Cultura Sarda | Territorio | Spazio Aziende | Musica Sarda | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu