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Lanusei :: Comune della Provincia dell'Ogliastra è ricco di palazzi antichi, piazze ordinate, uno sfondo paesaggistico mozzafiato.

Località Sarde > Ogliastra


Panorama LANUSEI (OG). Fotografia di Alberto Maisto.

Lanusei
Il paese di Lanusei, uno dei centri più importanti dell'Ogliastra, è situato sui costoni che dal Gennargentu discendono verso la costa. Il territorio è ricco di foreste e sorgenti d'acqua, famose per le loro qualità curative. Numerose le testimonianze archeologiche databili all'epoca nuragica. Di notevole interesse il museo diocesano dell'Ogliastra.

Abitanti: 5.842
Superficie: kmq 52,64
Municipio: via Roma, 35 - tel. 0782 4731
Cap: 08045
Guardia medica: via Ospedale - tel. 0782 41180
Polizia municipale: via Marconi - tel. 0782 649023
Biblioteca: località Coroddis - tel. 0782 42766
Ufficio postale: via Repubblica, 42 - tel. 0782 473200

Stemma Lanusei
Paesaggio tra i boschi del trenino Verde
Giovane donna con abito tradizionale a Lanusei

Palazzi antichi, piazze ordinate, uno sfondo paesaggistico mozzafiato. Lanusei, come Tortolì capoluogo della provincia d'Ogliastra, è ubicata nella Sardegna orientale sui costoni compresi fra il monte Gennargentu e la costa, tra il verde dell'entroterra e l'azzurro del mare. Gode di una posizione molto felice, incorniciata da bellezze naturali e siti turistico-culturali facilmente raggiungibili. L'abitato si sviluppa intorno alla sede della diocesi, la cattedrale di Santa Maria Maddalena, risalente al 1860 ma di fondazione seicentesca. Al suo interno si trova il pregevole ciclo di affreschi dedicato alla vita della Maddalena e di Cristo, realizzato nel 1927 da Mario Delitala, uno dei più importanti protagonisti della pittura sarda del XX secolo. Di notevole interesse anche il Museo Diocesano dell'Ogliastra, situato nei locali del Seminario Vescovile in via Roma. Lungo le strade della città, fra eleganti palazzi ottocenteschi, non è raro trovare targhe commemorative dedicate a personaggi illustri che vi trovarono residenza. Fra queste, la targa dedicata alla famiglia di origine lanuseina che ha dato i natali al compositore dell'inno nazionale italiano Goffredo Mameli. A ovest dell'abitato si stendono rigogliosi boschi di lecci e castagni, con la bella foresta di Selene, irrorata da fresche sorgenti, dove è ubicato un complesso archeologico comprendente un villaggio nuragico con capanne e tombe dei giganti. In pochi minuti è possibile raggiungere, oltre alle meravigliose spiagge ogliastrine, i monti del Gennargentu, il lago di Villanova, le grotte di Ulassai e i " Tacchi" di Ulassai e Jerzu.
Nei vicini monti Armidda, fra l'altro, si trova un
Osservatorio Astronomico.


Informazioni turistiche e curiosità su Lanusei

Lanusei (5.842 abitanti), capoluogo dell’Ogliastra, grazie alla sua posizione centrale permette ai turisti di accedere con facilità alle bellezze naturali e ai siti turistico-culturali di tutta la nuova provincia. Brevi tragitti in auto permettono di raggiungere sia le spiagge sia le montagne. Un mare limpido, con lunghe distese di spiagge, cale isolate, a volte raggiungibili solo dal mare o attraverso percorsi di trekking: Cala Mariolu, Cala Luna, Cala Sisine e Cala Goloritzè. Nel variegato paesaggio ogliastrino spiccano gli inconfondibili scogli rossi di Arbatax, scenario per diversi anni del festival jazz Rocce Rosse. Dal mare si sale ai monti con paesaggi di rara bellezza, come nel canyon di Su Gorropu, (Urzulei), a Perda longa ( Baunei), Perda’e Liana ( Gairo), nella voragine del Golgo (Baunei). Il paesaggio ogliastrino è contraddistinto dai tacchi, altipiani rocciosi che si ergono rispetto alle alture circostanti, ricchi di cavità naturali di grande interesse scientifico, come quelle di Su Marmuri ( Ulassai). Luoghi dove la storia ha lasciato la sua traccia indelebile: domus de janas, nuraghi e tombe di giganti; chiese barocche e torri spagnole. Da visitare la chiesa di Santa Maria Navarrese, attorniata da olivastri plurisecolari e fondata secondo la leggenda, dalla figlia del re di Navarra, che sulla costa antistante avrebbe fatto naufragio.


Clima mite e temperato, aria salubre e scenari paesaggistici da favola.
Lanusei sta ormai guadagnando un posto di primo piano fra i luoghi di villeggiatura in Sardegna. Non solo per i suoi tesori storici e naturalistici, ma anche per la fervida vita culturale che vi si svolge in determinati periodi dell'anno. Come la prima domenica di giugno, che onora il Patrono della città San Giovanni Bosco con riti religiosi, gare sportive e poetiche. Oppure le celebrazioni dedicate ai Santi Cosma e Damiano, che si svolgono fra il 20 agosto e il 27 settembre accompagnate da processioni, pranzi e balli tradizionali.

Eventi a Lanusei

Don Bosco (primo fine settimana di giugno) - 3 giorni con processione religiosa, festa campestre, festa dei salesiani, folclore e fuochi d'artificio.

Fiera/Sagra delle ciliegie (ultimo fine settimana di giugno) - festa campestre, folclore e degustazione di ciliegie locali.

Santa Maria Maddalena (22 luglio), patrona di Lanusei - giorni con processione religiosa, spettacoli folcloristici, giochi, degustazione.



Sulle vie di Lanusei

È attivo un importante servizio di trasporto pubblico curato dalla società ARST, che con un buon numero di linee urbane ed extraurbane consente il collegamento di Lanusei non solo con gli altri Comuni ogliastrini, ma anche con Nuoro e con Cagliari (grazie ad una linea che attraversa anche l'Ogliastra occidentale).

Ferrovie

Lanusei è dotata anche di una stazione ferroviaria, posta sull'itinerario dello storico Trenino Verde, attivo nei mesi estivi e di particolare interesse per gli appassionati di "turismo ferroviario", dal momento che collega Cagliari con Arbatax attraversando zone di raro interesse naturalistico.



Lanusei
è una cittadina della zona storico-geografica d’Ogliastra, sita nella nuova provincia dell’Ogliastra e sede di diocesi. Il centro abitato si trova a 595 m slm, affacciato sulla piana costiera dai rilievi sud-occidentali; al 1° gennaio 2006 contava 5760 abitanti. Il territorio si estende per 53,38 kmq e comprende, oltre la parte che circonda il paese, un’isola amministrativa posta più a sud e affacciata sulla costa tirrenica. Quest’ultima confina a nord con un lembo staccato del territorio di Loceri, a est col mare, a sud col troncone staccato del territorio di Arzana e a ovest con quello di Osini. La linea di costa, dopo un’insenatura sabbiosa a nord, è punteggiata di piccoli scogli in mezzo ai quali si apre la rada riparata di Portu Santoru. All’interno si leva una collina che si allunga parallela al litorale, e tocca i 589 m nella punta S’Accettori, posta poco più a sud. Il territorio attiguo al centro abitato è allungato da nord-ovest verso sud-est e confina a nord con Arzana dalla punta di Perd’e Aira (1270) alla chiesa di San Cosimo e Damiano, con Elini e con Ilbono, da Punta Tulargiu (941) a Monte Tarei; quindi con Loceri fino al nuraghe Puliga. Da questo punto fino a Genna Ortigu, lungo la strada orientale, e cioè sul lato est, confina con Bari Sardo. Da Genna Ortigu fino a Perd’e Aira confina a sud con Cardedu e quindi, risalendo verso occidente, con Gairo. È un territorio prevalentemente montuoso ed erto tranne le piccole piane di San Cosimo e Seleni a 800 e 1000 metri di altitudine, più qualche lembo nella regione Frumini. Ha natura schistosa a Perd’e Aira, poi subentra il granito grigio che si estende dal monte Pedùlu (1024 m) sino al centro abitato. Continua poi il granito rosso porfiroide fino a Monte Tarei e ad Ulei. Il monte Pedùlu fa da principale spartiacque: a occidente nasce il Flumendosa che scorre diretto al nord e resta per non più di un miglio nel territorio di Lanusei. Verso sud comincia la profondissima e stretta valle nella quale scorre il rio detto prima S’Abba Frida poi Santa Lucia e Sa Figu Orrubia, e sfocia infine col nome di Sant’Andrea nel rio Pelau. La parete destra della valle, che cade quasi a picco dal Monte Tricoli (1211 m), è fittissima di elci oscurissimi; quella sinistra è meno ripida ed è coltivata a castagneti, frutteti e orti rigogliosi. Verso oriente scendono per brevissimo corso nel territorio di Lanusei i rii Perdaleri, Perd’e Froris, Mesuidda, Cancedda, Su Addiu. Dal monte Perdedu (746 m) scende verso Loceri e Bari Sardo il rio Tunuri. Numerose sorgenti freschissime e diuretiche alimentano i suoi rii. Boschi di elci fittissimi, disseminati di tavoloni con sedili di granito, invitano turisti e villeggianti alla piana di Seleni, ai dintorni delle chiese rurali dei santi Cosimo e Damiano e di Maria Ausiliatrice. Altri vi si attendano d’estate per passarvi la notte al fresco e diramarsi durante il giorno al lago dell’alto Flumendosa o al mare che ne distano rispettivamente una ventina di km.

Cattedrale di Santa Maria Maddalena, Lanusei
Scorcio del Parco Selene, Lanusei
La vetrina delle Aziende Sarde

Lanusei,
Museo diocesano dell'Ogliastra



Informazioni
Indirizzo: via Roma, 106 - 08045 Lanusei
Titolare: Diocesi di Lanusei
Gestione: Don Piero Crobeddu
Orari: tutti i giorni solo su appuntamento
Biglietto: ingresso libero

Lanusei, Museo

Il museo È situato al primo piano del Seminario vescovile, un edificio strutturato nei primi anni del Novecento. Il percorso museale è articolato su quattro sezioni, di cui una dedicata alla storia naturale ed all'archeologia, con una raccolta di minerali, fossili e reperti archeologici del periodo nuragico, punico e romano, un'altra alla storia della diocesi a partire dal periodo giudicale, intorno all'anno Mille, quando fu fondata nella cittadina di Suelli, in Trexenta, dal vescovo San Giorgio. Del periodo successivo, riferito alle sedi di Tortolì e Lanusei, sono esposti documenti emanati dai vari vescovi succedutisi nel tempo e dipinti di pittori sardi. Un'altra sezione di arte sacra comprende suppellettili liturgiche provenienti da tutto il territorio ogliastrino (argenti, preziosi paramenti sacri, una collezione di monete e medaglie, amuleti e rosari e, infine, antichi registri parrocchiali e libri rari e preziosi). Il percorso museale prosegue con la visita alla sezione delle testimonianze storiche, dove trovano spazio i documenti relativi all'arrivo dei Salesiani a Lanusei, una raccolta di fotografie, copie di antichi giornali stampati in Ogliastra, antiche pergamene, gioielli e, infine, documenti con firma autografa dei re Carlo Alberto e Carlo Felice, della regina Maria Teresa e di tutti i papi del Novecento. La visita si chiude con una sezione dedicata all'esposizione di vari oggetti appartenenti al periodo fascista ed alla seconda guerra mondiale e poi oggetti d'arte africana e porcellane cinesi. Tra i pezzi più importanti della collezione si segnalano una pergamena in ebraico e latino, risalente al secolo XIII, scoperta nella rilegatura di un libro del XVI secolo appartenente alla biblioteca diocesana, una Madonnina di Monserrato del XIV secolo, in pietra arenaria, appartenuta forse ad un soldato aragonese, venuto a conquistare la Sardegna nel 1324 e, infine, un bronzetto di Ercole di fattura ellenistica. Sono presenti barriere architettoniche.


Museo, Archivio, Biblioteca Diocesana di Ogliastra c/o Seminario Vescovile Via Roma, 106 - 08045 LANUSEI (OG)
Museo, Archivio, Biblioteca Diocesana di Ogliastra c/o Seminario Vescovile Via Roma, 106 - 08045 LANUSEI (OG)


Museo Diocesano dell’Ogliastra

Il Museo, insieme con la biblioteca diocesana e l’archivio storico, ha sede nel primo piano dell’edificio del Seminario vescovile, quest’ultimo costruito in varie riprese tra il 1936 e il 1954, con successivi interventi di ammodernamento, sino al 1993. L’edifico presenta linee geometriche sobrie ed essenziali, secondo il gusto degli anni ’50, ed è articolato in quattro piani. Al piano terra, la cappella ed il refettorio sono stati ornati, nel 1992, con buoni affreschi dal pittore pisano Paolo Maiani, allievo di Pietro Annigoni.

Il Museo (ristrutturazione di F. Pisu), nato per volontà del Vescovo Mons. Antioco Piseddu ed inaugurato il 27 maggio del 1995 è collocato in una vasta sala ed altri ambienti attigui. Accoglie varie raccolte, alcune già di proprietà della diocesi, del Seminario e di altri enti ecclesiastici, altre di privati e frutto di nuove acquisizioni. Sono inoltre presenti vari oggetti donati allo stesso Vescovo, del quale è nota la passione per i fatti culturali e artistici.

Il criterio che ha inspirato l’ordine espositivo è quello di dare al visitatore un quadro, sia pure sommario, del territorio e della storia dell’Ogliastra e della Diocesi. Il museo vuole essere quindi invito alla conoscenza della propria identità territoriale e alla memoria storica, nella consapevolezza che la maggior povertà di un popolo è quella di non avere memorie e una storia con cui confrontarsi e cui ancorare il presente, per proiettarsi verso il futuro. Nel museo si possono quindi ripercorrere, a larghi tratti, i periodi storici del territorio e della Chiesa che in esso sussiste. I periodi di vuoto totale sono rievocati con didascalie e anche con fotografie e riproduzioni di oggetti conservati altrove.

Alcuni oggetti più rari e preziosi sono esposti in copia per motivi di sicurezza. Il museo si articola nelle seguenti sezioni:

Sezione A - Storia naturale, archeologia.

Per primo in ordine cronologico si trova la raccolta di minerali e fossili e quella dei reperti archeologici, che riguarda la preistoria, il periodo nuragico, punico e romano. Per ampliare i riferimenti storici e facilitarne la comprensione specie ai giovani studenti, sono esposti anche oggetti di cultura etrusca, con la quale la civiltà nuragica ebbe frequenti contatti.

Qualche oggetto riferito al periodo bizantino aiuta a colmare il vuoto di memorie storiche tra il periodo romano e quello giudicale.

Sezione B – Storia della Diocesi


La storia della Diocesi comincia con il periodo giudicale. Fu infatti fondata intorno all’anno mille, dal Vescovo San Giorgio di Suelli, con sede nella cittadina della Trexenta, a una quarantina di km da Cagliari. Il museo espone alcuni oggetti e immagini con riferimento al Santo Vescovo, come invito ad approfondire la conoscenza. In questo senso sono esposti i libri più significativi che lo riguardano e la riproduzione di alcune antiche immagini. Segue l’elenco dei vescovi suoi successori, nella sede di Suelli sino al 1420, quando Papa Martino V unì la Diocesi a quella di Cagliari.

La ricostruzione con sede in Tortoli avvenne nel 1824, con bolla di Papa Leone XII. E’ esposta la fotocopia del documento che presenta eleganti fregi di ornato. La Diocesi cambiò ancora sede nel 1927, quando Papa Pio XI, la trasferì a Lanusei. Nel museo è esposta la serie dei ritratti di tutti i vescovi, che si sono succeduti nelle sedi di tortoli e Lanusei; alcuni sono pregevoli dipinti dovuti al pennello di ottimi pittori sardi, altri antiche fotografie, o riproduzioni recenti. Ci sono anche oggetti loro appartenuti o dell’epoca, e alcuni documenti magistrali da loro emanati.

Sezione C – Suppellettili liturgiche e ricordi della vita culturale e religiosa

Sono esposti numerosi oggetti provenienti dal territorio ogliastrino: vari pezzi di argenteria di uso liturgico e domestico, preziosi paramenti antichi con artistici ricami, documenti vari di interesse storico, una collezione di monete e di medaglie, antichi amuleti e rosari sardi, antichi registri parrocchiali, libri rari e preziosi.

Sezione D – Testimonianze storiche

Alcuni oggetti esposti meritano particolare attenzione. segnaliamo tra gli altri: la pergamena con scritta in ebraico e latino, risalente al sec. XIII, scoperta nella rilegatura di un libro del 1500 della biblioteca diocesana e contenente un testo di letteratura rabbinica: è stata studiata dagli esperti dell’Archivio Segreto Vaticano; un frammento cartaceo con una preghiera coranica, di ambito marinaresco del secolo XVIII, scritta in arabo magrebino che si può pensare sia appartenuta a qualche “pio pirata barbaresco” che veniva a depredare la Sardegna e affidava ad Allah la riuscita della sua impresa; una lunga striscia di pergamena, con disegni e scritta in caratteri amarici, dell’Etiopia del secolo XVIII contenente preghiere deprecatorie contro il male, da ricollegarsi alla avventura coloniale italiana in Africa; il reliquario di S. Maria Navarrese, gioiello, di arte ispano – mussulmana del secolo XI, con scritta augurale in caratteri cufici; una statuetta di Ercole in bronzo di fattura ellenistica; una Madonnina di Monserrato in pietra arenaria datata XIV secolo, probabilmente appartenuta a qualche soldato dell’esercito aragonese, venuto a conquistare la Sardegna nel 1324; una copia del noto “Libro de todas las gracias”, contenente i privilegi e le concessioni dei re e dei feudatari alle popolazioni di Ogliastra. La stampa è dovuta alla tipografia dei frati Domenicani di Cagliari del 1738. Se ne conoscono solo altri due esemplari; alcune antiche icone orientali; vari dipinti di artisti italiani e sardi, una ricca collezione di xilografie e stampe.

Sono esposti anche alcuni documenti che recano la firma dei re Carlo Alberto e Carlo felice e della regina Maria Teresa. Preziosa è anche una lettera autografa del Beato Don Michele Rua, salesiano e successore di Don Bosco alla guida della Società salesiana, recante in terza pagina, una riproduzione di una lettera di Don Bosco. Ci sono anche le firme autografe di tutti i papi di questo secolo e numeri di antichi giornali stampati in Ogliastra.

Si può ricordare ancora la raccolta di antiche fotografie riferentesi ad avvenimenti della Diocesi e a prestigiose istituzioni che ne hanno caratterizzato il cammino: l’Istituto Salesiano di Lanusei fondato nel 1898, l’Istituto Magistrale Maria Immacolata di Lanusei, il Santuario della Madonna d’Ogliastra. Vari ricordi riguardano Mons. Agostino Saba, del clero ogliastrino, noto scrittore di storia ecclesiastica, già addetto alla Biblioteca Ambrosiana di Milano e poi Vescovo di Nicotera e Tropea e Arcivescovo di Sassari.

Sezione E – Curiosità varie

Tra le curiosità si possono segnalare vari ricordi del periodo fascista e della seconda guerra mondiale, una collezione di oggetti di arte africana e di porcellane cinesi.


Servizi Biblioteca diocesana. Archivio storico. Visite guidate.

Parco archeologico bosco Selene

Selene

Poco distante dal centro abitato di Lanusei, nella zona ovest, si estende il maestoso bosco comunale di Selene adagiato su un rilievo granitico, raggiungibile percorrendo la SS 198. Un ambiente incontaminato che si estende per circa 1000 m, dove è possibile osservare meravigliose cascate e un contesto faunistico di notevole pregio ambientale nonché ammirare i maestosi alberi secolari di lecci e castagni che svettano verso il cielo. È un bosco molto fitto e cupo dove i suoni della fauna selvatica echeggiano nelle vette. All'interno del contesto ambientale è possibile ammirare anche un notevole complesso nuragico. L'area archeologica è inserita in un magnifico bosco di lecci e castagni sul rilievo granitico di Selene. Il complesso è costituito da un nuraghe con un agglomerato di capanne e da due tombe di giganti. Del nuraghe avanza il basamento. Le sepolture presentano il canonico schema planimetrico: corpo absidato, corridoio coperto e prospetto architettonico che si apre ad emiciclo.





Lanusei tombe di giganti di Selene

Come arrivare Da Tortolì si prende la SS 198, si attraversa Ilbono e si prosegue per Lanusei. All'uscita della cittadina, in direzione di Nuoro, si seguono le indicazioni stradali per il "Bosco Selèni". All'incrocio provvisto di apposita segnalazione stradale, si svolta a s. e si prosegue fino ad un ampio spiazzo attrezzato per il parcheggio delle auto. L'area archeologica è all'interno di un magnifico bosco di lecci e castagni, sul rilievo granitico di Selene, in Ogliastra, regione della Sardegna centro-orientale.
Descrizione Il complesso è costituito da un nuraghe con un agglomerato di capanne e da due tombe di giganti. Del nuraghe avanza il basamento. Le sepolture presentano il canonico schema planimetrico: corpo absidato, corridoio coperto e prospetto architettonico che si apre ad emiciclo (esedra). Della tomba I, disposta lungo l'asse S-E/N-O, con ingresso a S-E, è chiaramente leggibile il profilo di pianta, delimitato da un filare residuo di blocchi poco o nulla lavorati (m 11,35 x m 7,80 di larghezza). Lo spessore murario varia dai 2 ai 4 metri. L'esedra, dotata di un bancone-sedile, è costituita da ortostati lavorati nella faccia a vista. L'ingresso al monumento (m 0,57 di larghezza), che si apre al centro dell'esedra, è privo di architrave. Subito dopo l'ingresso è presente un piccolo corridoio destinato a separare l'area rituale da quella sepolcrale. Il corridoio funerario, di pianta rettangolare (m 6,90 x m 0,78-0,95; m 1,10 di altezza residua), è costruito con lastre ortostatiche infisse a coltello, inclinate verso l'interno. L'insieme dei reperti rinvenuti durante lo scavo risale al XV sec. a.C. (fase centrale del Bronzo medio). La tomba II, situata a circa m 80 a sud della tomba I, si erge su un leggero rilievo roccioso. Del monumento si conservano il profilo di pianta (m 12,30 x m 5,00 ; m 1,20 di altezza media residua) e - sul fianco d. del corpo tombale - i resti del peristalite. L'esedra è costituita da filari di pietre granitiche con faccia a vista a taglio obliquo. Il corridoio è anch'esso costruito con blocchi di granito finemente lavorati e, dal terzo filare in su, aggettanti verso l'interno. Lo scavo della zona antistante l'esedra ha restituito un blocco di forma troncopiramidale munito, nella faccia superiore, di tre fori: si tratta del concio che coronava la sommità dell'esedra, dove venivano inseriti tre betilini. I materiali rinvenuti durante l'indagine archeologica riportano a fasi del Bronzo recente con attardamenti nel Bronzo finale (XIV-XII sec. a.C.).
Storia degli scavi Le due tombe di giganti sono state scavate e restaurate nel 1995, ad opera di Mauro Perra.
Bibliografia M. Perra, "Rituali funerari e culto degli antenati nell'Ogliastra in età nuragica", in Ogliastra. Identità storica di una Provincia. Atti del Convegno di Studi (Jerzu-Lanuesi-Arzana-Tortolì, 23-25 gennaio 1997), Comunità Montana n. 11-Ogliastra, 2000, pp. 221-232. C. Nieddu, "Complesso archeologico di Selèni", in C. Nieddu (a cura di) Siti archeologici d'Ogliastra, Tortolì 2006, pp. 38-39.


Osservatorio Astronomico

La collaborazione fra l'A.R.A. (Associazione Reggiana di Astronomia) ed un gruppo di ragazzi dell'Ogliastra ha portato, all'inizio degli anni '90, alla costruzione dell'unico osservatorio astronomico pubblico della Sardegna. Voluto e guidato da Carlo Dessì, l'osservatorio è frutto della sinergia fra il gruppo promotore, l'A.R.A., l'Amministrazione Comunale di Lanusei, la Comunità Montana, il Corpo Forestale dello Stato e varie realtà locali dell'Ogliastra. Il gruppo locale si è poi costituito ufficialmente con il nome di Associazione Ogliastrina di Astronomia. Il luogo individuato per la costruzione dell'osservatorio è la sommità del Monte Armidda dove, ad una altezza di 1150 metri, tra i contrafforti scistosi, ha trovato posto la struttura astronomica. Questo sito, pressoché esente da inquinamento luminoso, permette di osservare senza interferenze lo spettacolare cielo sardo.



La strumentazione in dotazione all'osservatorio è inserita in una cupola che racchiude un ambiente di 25 metri quadrati alla quale è collegata una sala riunioni di 35 metri quadrati. Altri strumenti sono messi a disposizione dei visitatori per le osservazioni da operarsi nel piazzale antistante l'osservatorio. L'attività svolta dall'Associazione è prevalentemente di tipo divulgativo. Un occhio di riguardo è riservato alle scolaresche che, provenienti da tutta l'Isola, visitano periodicamente la struttura lanuseina.
Come arrivare
Per raggiungere il sito astronomico: Bisogna prendere la statale che da Lanusei porta a Nuoro; dopo circa 3 km si prende il bivio a sinistra per Gairo-Ierzu; percorsi 4 chilometri si raggiunge la Cantoniera Marcerei; subito dopo si volta a destra (lo svincolo è segnalato), si prosegue per una piccola strada asfaltata dove, percorsi 2 chilometri, un cartello indica l'osservatorio.

Caratteristiche Strumenti:
Osservatorio sociale del MONTE ARMIDDA. (Associazione Ogliastrina di Astronomia ), a 1150msm, 39°52'50" N, 9°30'04" E, dotato di sala riunioni di 8 x 5 m, cupola da 4 m, Newton-Cassegrain da 400 mm f/4,5-18, rifrattore guida da 150 mmf/15, camera Baker-Schmidt da 250 mm f.3.

Per Informazioni:
Apertura al pubblico dall' imbrunire:
Martedì e i Venerdì durante il periodo estivo
il Venerdì nel resto dell'anno
Su prenotazione anche in altre sere
Riferimento Tel. 0782/42041 (chiedere di Carlo Dessì presidente Associazione Ogliastrina di Astronomia)






Porto Santoru

Nel comune di Lanusei, in una della varie spiaggette ciottolose della costa bassa e rocciosa, si trova Porto Santoru. Ubicata a sud di Barisoni e a nord della Caletta Pagliuzze Dorate, presenta un molo e resti di strutture abbandonate un tempo utilizzate per il carico dei minerali estratti nell'entroterra. Con le contigue spiagge condivide una particolare bellezza naturalistica, data dal colore cristallino del mare e dalla selvaggia configurazione rocciosa del tratto costiero.
Come arrivare
Porto Santoru è raggiungibile da Cagliari percorrendo la SS panoramica 125 fino alla omonima località.
Informazioni utili e servizi
La spiaggia non è dotata di servizi. Essendo poco frequentata è meta ideale per trascorrere ore di mare protetti da riservatezza e privacy.
Poichè è battuta dal vento è meta ideale per i surfisti ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea o semplicemente desiderano immergersi nelle sue acque.

 Lanusei Porto Santoru antico porto minerario
Lanusei foto antica.

La storia di Lanusei La vita umana ha lasciato in questo territorio le sue più remote tracce con le domus de janas di Cuccuru Longu. Vengono successivamente i resti del grandioso complesso nuragico di Genn’e Accili, cui si aggiungono i nuraghi Ursu, Perd’e Sorris ed Ulei al confine con Cardedu, e i villaggi nuragici di Genn’e Accili e Gruci ’e Ferru. Un’articolata zona archeologica nuragica si trova all’interno del bosco di Seleni, a pochi chilometri dal paese: comprende un nuraghe circondato dai resti di un villaggio nuragico e da una cinta muraria di difesa, due tombe di giganti e un pozzo sacro. È scomparso del tutto il pozzo sacro nuragico di Perd’e Froris, dove nel 1883 erano affiorati numerosi reperti nuragici e fenici (Bull. Arch. Sardo, XI, 180). Monete puniche e del Basso Impero sono venute alla luce a Genn’e Accili, e così pure un bronzetto raffigurante una matriarca in atto di libare. Nel 1860, nel corso degli scavi per le fondamenta della chiesa parrocchiale, sono state trovate alcune tombe scavate nella roccia che contenevano urne di terra cotta piene di ceneri. Vi sono state trovate anche quattro grandi falere – anelli con catenelle e pendagli – che sono conservate nel museo di Cagliari. Tra le antichità cristiane figurano i ruderi della chiesa di Santa Maria, lungo la strada per Loceri, e quelli della chiesa di Santa Lucia, in regione Su Accu. In quest’ultima sarebbe stata trovata nell’Ottocento un’accetta di bronzo nuragica. Troviamo per la prima volta citato «Lanuse de montibus Judicatus Ullastre» nel ruolo delle imposte pisane del 1316. Pagava a Pisa 28 lire, che lo costituivano al primo posto tra i paesi di montagna ogliastrini. Una sentenza del 1575 lo dichiarava perdente insieme con Arzana ed Elini in una lite che portavano contro Arzana relativa ai territori dell’alto Gennargentu. Appartenne al giudicato di Cagliari fino al 1258, a quello di Gallura fino al 1308, a Pisa fino al 1323, agli Aragonesi fino al 1479, alla Spagna fino al 1708, all’Austria fino al 1720, al Piemonte fino al 1861. Gli Aragonesi lo infeudarono a don Berengario Carroz, divenuto conte di Quirra nel 1363. Come tutti i paesi ogliastrini mandava il suo sindaco ai parlamenti per trattare delle concessioni da chiedere. Dai registri parrocchiali si ricava che tra il Seicento e il Novecento Lanusei ha dato i natali a 57 sacerdoti diocesani e ad altrettanti notai. Prevalevano naturalmente tra la popolazione i contadini e i pastori, ma durante il Settecento figurano anche molti maestri del ferro, del legno e del muro. Nel corso della guerra di Successione spagnola il partito austriaco di Cagliari ne fece la sede di una sua penetrazione in Ogliastra, mandandovi a vivere un titolato ed un nobile con le loro famiglie. Dal 1717 divenne sede di vicariato vescovile e tale rimase fino al 1749. Nel 1792 una sollevazione dei maggiorenti del paese liberò dalle mani dei ministri regi alcuni suoi abitanti «perché l’arresto era stato affatto legale» (Arch. St. Ca. gr. I, vol. 316, p. 54). Nel 1803 vi fu fissata la sede del delegato di Giustizia Tocco e del distaccamento di dragoni mandati in Ogliastra dal viceré per riordinare l’amministrazione della giustizia (ibid., 191). Dal 27 dicembre 1821 fu sede della provincia d’Ogliastra con giurisdizione fino al Sàrrabus. Nel 1859 passò alla provincia di Nuoro. Dal 1838 è sede del tribunale che nel tempo ha cambiato a più riprese di sede, sino a giungere in quella attuale di via Marconi. Al 1898 risale l’arrivo a Lanusei dei Salesiani, che diedero subito vita al collegio-convitto che nei decenni passati è stato centro di grande rilievo per la formazione delle classi dirigenti e intellettuali dell’Ogliastra e più ampiamente della Sardegna centrale; in seguito l’attività si è trasferita nel campo della formazione-lavoro. Nel 1929 la perdita del circondariato fu controbilanciata dal trasferimento della sede vescovile da Tortolì, a causa della malaria. Il vescovo di Nuoro monsignor Maurilio Fossati, amministratore apostolico della diocesi per il trasferimento di monsignor Tommaso Videmari, trasferì a Nuoro i seminaristi di Tortolì e a Lanusei la sede della diocesi, con bolla pontificia del 5 giugno 1927: «Noi con la pienezza dell’autorità apostolica trasferiamo la sede e la cattedra vescovile ogliastrina insieme con la sua cattedrale, capitolo, benefici minori e il seminario dalla città di Tortolì alla città di Lanusei che è quasi al centro del territorio della diocesi». La chiesa cattedrale oggi in uso è frutto dei rifacimenti novecenteschi operati su un edificio preesistente, nel corso dei quali è stata eretta la cupola. La decorazione pittorica fu affidata a Mario Delitala, che ha dato vita ai quattro dipinti della volta centrale, a quelli del Crocifisso nella cupola e a quelli della Natività e della deposizione della Croce ai lati dell’arco trionfale. Dal 1957 è in funzione in località Cancedda l’ospedale intitolato a Nostra Signora della Mercede. Affidato dapprima alle suore, dal 1970 è gestito direttamente dal Ministero della Sanità. Sul vicino monte Armidda, a 1150 m slm, è in funzione dal 1992 l’osservatorio astronomico “Ferdinando Caliumi”, la cui attività è seguita dall’Associazione Ogliastrina Astronomia. Vi ha sede un telescopio capace di un ingrandimento di 3800 volte, la cui utilizzazione è favorita da una particolare purezza e limpidezza del cielo in questa parte della Sardegna.

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