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Escalaplano :: Paese nella Provincia di Cagliari, tradizioni e cultura, scoprilo sul Portale Le Vie della Sardegna.

Località Sarde > Cagliari


IL LAGO DEL  FLUMENDOSA
ORATORIO DI SANTA BARBARA.jpg

Escalaplano

Il comune di Escalaplano, passato di recente alla provincia di Cagliari, si trova a 338 metri di altitudine e il suo territorio si sviluppa tra le valli del Flumendosa e del Flumineddu. L'economia del paese è basata principalmente sull'agricoltura e sulla pastorizia. Numerosi i reperti nel territorio. Fra le chiese merita una visita quella di San Sebastiano.

Abitanti: 2.479
Superficie: kmq 94,10
Municipio: via Sindaco Giovanni Carta, 8 - tel. 070 954101
Cap: 08043
Guardia medica: via San Pietro - tel. 070 951022
Polizia municipale: via Savoia, 108 - tel. 070 95410308
Biblioteca: via Roma, 22 - tel. 070 951205
Ufficio postale: via Savoia, 310 - tel. 070 951023

Stemma Escalaplano

Scoprire Escalaplano

Il paese di Escalaplano sorge su un territorio circondato dalle valli dei fiumi Flumendosa e Flumineddu, in gran parte occupato da un altopiano. Questo, per la presenza dei corsi d'acqua, si presenta molto rigoglioso e adatto alla coltivazione di alberi da frutto e olivi e allo sviluppo di boschi di sughereti. Questa favorevole situazione ha permesso che l'area fin dalla preistoria fosse antropizzata: sono state, infatti, ritrovate molte domus de janas, alcuni nuraghi e templi a pozzo che lo testimoniano.
In un documento della metà del XIV secolo, il "Repartimientos de Mallorca, de Valencia y de Cerdeña", viene citata Escalaplano come paese di nuova istituzione non ancora assoggettato a tasse e imposte.
La leggenda vuole che anticamente il paese sorgesse nella località di "Is Arantas" e fosse chiamato "Escall'e oru", cioè scala d'oro, oggetto che sarebbe appartenuto ad una nobile famiglia locale. Il borgo in seguito, per motivi ignoti, fu trasferito sull'altopiano, "Su Pranu” appunto. Il paese fu quindi chiamato "Villanova de Scala de Plan", in riferimento alla lunga via d'accesso all'altopiano, fu assoggettato al controllo della famiglia dei Carroz e successivamente passò sotto il Ducato di Mandas.
All'interno del paese di sicuro interesse è la visita alla chiesa parrocchiale dedicata al patrono San Sebastiano: la struttura originaria, in stile gotico aragonese, risale al XVI secolo e di essa si preserva ancora la bella facciata adornata da un grande rosone intarsiato. Sull'altopiano di "Is Sceasa", sulla strada che collega Escalaplano a Ballao, sorge poi la chiesa di San Salvatore, un tempo realizzata in "ladiri" (mattoni di fango e paglia) e oggi ristrutturata in forme e materiali più moderni.

Feste Sagre ed Eventi a Escalaplano

Sono, però, le feste e le sagre le vere attrattive di Escalaplano: in più occasioni il paese si veste a festa richiamando un numero sempre crescente di visitatori, interessati a scoprire le tradizioni e i sapori di questo piccolo centro del Gerrei. Si comincia il 17 gennaio con la festa di Sant'Antonio Abate, cui segue tre giorni più tardi quella del patrono San Sebastiano: in onore di ciascuno dei due santi si accendono grandi falò, accompagnati dalla degustazione di vini e dolci e da balli. Il 15 maggio, da alcuni anni a questa parte, si festeggia San Salvatore col trasporto del simulacro nella chiesetta campestre a lui dedicata. Il 24 giugno è la volta di San Giovanni, con una processione in abito tradizionale e "traccas", carri adornati con fiori condotti da buoi. A giugno si svolge la gustosa Sagra dell'olio di lentischio e del formaggio, che ha come intento quello di creare nel paese un laboratorio per la lavorazione e vendita di questa tipologia di olio. Il mese di agosto è caratterizzato dai festeggiamenti per il ferragosto escalaplanese con la sua rassegna folkloristica. Il 4 dicembre, infine, il paese celebra Santa Barbara.



Saperne di più

La presenza dei corsi d'acqua hanno favorito lo stanziamento dell'uomo nel territorio fin dalla preistoria, lo testimoniano le numerose domus de janas rinvenute nelle località di Fossada e Pedru euzei, i nuraghi Ammuai, Fumia e Pedru euzei e i templi nuragici a pozzo.

Si conservano tracce della dominazione romana in località Is arrantas, Perde utzei ed in Foss'e canna. Nel primo secolo d.C.tutta la regione compresa tra il Flumineddu e il Flumendosa era abitata e fiorente, perché vi erano stanziati i popoli Palvicenses, i quali nell'anno 86 d.C. ottennero un decreto scolpito nel bronzo dal Pretore Helvio Agrippa che ordinava che i Gallinensi non invadessero più il loro territorio. Ciò risulta dall'atto ritrovato a Estezili, nel 1866, nella zona di Corte Lucetta.
Dal 900 d.C. fino al 1258, quando cioè si formarono i quattro Regni di Sardegna, il paese appartenne alla curatoria di Gerréi (o Villasalto o Galilla), nel regno giudicale di Càlari.
Riguardo le origini dell'attuale centro abitato, si parla per la prima volta di Escalaplano nel "Repartimiento de Cerdena", compilato dagli aragonesi nel 1358. Nel documento veniva specificato che era un paese di nuova istituzione, fuori dalla giurisdizione delle antiche curatorie e non ancora assoggettato a tasse e imposte.
In un'altro documento, risalente al XIV secolo, conservato nell'Archivio di Stato di Cagliari, il paese è denominato "Villa de Scala de Pla" e, dal 1324, faceva parte del Regno di Sardegna, inserito nel feudo della famiglia Carròs.
Dal 1365 al 1409 Escalaplano, con la curatorìa, ritornò sotto le istituzioni giudicali, entrando a far parte del Regno di Arborea. Dopo la battaglia di Sanluri del 1409 le popolazioni mantennero ancora uno stato di agitazione contro il sistema feudale dei Carròs, che avevano unito il territorio al feudo di Mandas.
Intorno al 1652 la popolazione diminuì vertiginosamente a causa di un epidemia di peste. Nel 1777 il feudo passò ai Tellez Giron, dai quali fu riscattato nel marzo del 1843.
Il luogo viene descritto come paese nuovo o perlomeno sconosciuto agli aragonesi, situato al di fuori delle vecchie curatorie; era compreso tra la curatoria di Guallill (Gerrei) e di Barbarga (Barbagia di Seulo).
La popolazione di Escalaplano, come quasi ovunque in Ogliastra, era costituita in prevalenza da massai e pastori. Emergevano tuttavia, tra le famiglie più abbienti, alcuni scrivani, notai e sacerdoti.
Nei secoli successivi Escalaplano non subì altri mutamenti e continuò, vista la posizione geografica, ad essere un villaggio isolato, privo di vie di comunicazione che lo mettessero in contatto con i paesi vicini.
Agli inizi del XX secolo gli avvenimenti bellici segnarono molto il paese. Con la fine della seconda guerra mondiale terminò il periodo buio e di crisi e si realizzarono opere importanti tra cui la costruzione dei ponti sul Flumendosa e le strade che migliorarono le comunicazioni ed eliminarono finalmente l'isolamento. Nel febbraio del 1958 avviene l'inaugurazione della diga ad arco di gravità in calcestruzzo, alta 120 metri, che strozza il Flumendosa nella direzione del nuraghe Arrubiu e forma un invaso che si allunga per 17 chilometri.
Con l'istituzione delle nuove province, il Comune di Escalaplano è passato dalla provincia di Nuoro a quella di Cagliari.
Il paese è chiamato Scala de Pla (no) dal luogo nel quale è situato, lungo la via di accesso all'altopiano di "Su pranu".
Secondo una leggenda il centro era conosciuto con il nome di "Escall 'e oru" ovvero scala d'oro, da un'antica scala d'oro, appartenente ad una famiglia nobile, e ritrovata nel territorio.

Altopiano di Escalaplano, Cava Pranu Arrideli.

"Altopiano di Escalaplano, Cava Pranu Arrideli. Estrazione di inerti calcarei per la Diga Flumendosa, L'Ente Autonomo del Flumendosa (EAF) fu istituito nel 1946 con Regio Decreto 498, allo scopo di provvedere alla costruzione di opere che avrebbero garantito un più razionale impiego delle acque del bacino idrografico del Medio e Basso Flumendosa (per scopi irrigui, per l’uso potabile e per la produzione di forza motrice). Le dighe sul Flumendosa e sul Mulargia, la galleria di collegamento e la galleria di valico di Uvini, avviate nel 1953, furono completate nel giro di soli cinque anni. I lavori poterono avvalersi del finanziamento della Cassa del Mezzogiorno e del cofinanziamento della Banca Mondiale. Sino ad oggi, grazie all'attività dell'Ente, sono state costruite ben 12 dighe e traverse, 2 centrali idroelettriche, 8 centrali di sollevamento, 2 impianti di potabilizzazione, 150 Km di canali a cielo aperto, 23 Km di gallerie, centinaia di chilometri di condotte in pressione. L'Ente venne regionalizzato nel 1984."

Chiesa Escalaplano
Escalaplano

TERRITORIO

Escalaplano è situato nel Sarcidano, sorge a 338 metri di altitudine e il suo territorio si sviluppa tra le valli del Flumendosa e del Flumineddu, non più abbondanti come un tempo a causa delle dighe realizzate a monte, che hanno determinato una notevole riduzione della portata.
Il paese è inserito all'interno della XIII Comunità Montana "Sarcidano Barbagia di Seulo".

Il territorio è in gran parte occupato da un altopiano ricoperto da boschi di sughereti, olivi, agrumi e frutteti. Vaste sono le aree adibite a pascolo e a colture legnose.

Il territorio comunale, di forma grosso modo rettangolare, si estende per 93,88 km2 e confina a nord con Esterzili, a est con Perdasdefogu, a sud con Ballao, a ovest con Goni e Orroli.
Come sembra voler dire il nome, l’abitato si trova al margine di un altipiano che si allunga da nord a sud, delimitato a occidente e a oriente rispettivamente dalle profonde vallate del Flumendosa e del suo affluente Flumineddu.
Il paese si trova alla confluenza di tre strade, le uniche che traversano un territorio scarsamente popolato: una che proviene da Esterzili, a nord, e si connette a breve distanza con quella di Perdasdefogu; una da Ballao e dagli altri paesi del Gerrei, che sono a sud; e una che arriva da Nurri e Orroli, a nord-ovest.
STORIA
L’attuale villaggio fu fatto costruire dopo il 1353 nel territorio posto al confine dell’antica curatoria del Gerrei con la Barbagia di Seulo da Giovanni Carroz cui era stato infeudato.
Egli lo popolo` con uomini armati alle sue dirette dipendenze, che non dovevano pagargli tributi feudali e che avevano il compito di porre termine alle continue scorrerie dei pastori delle zone circostanti. Scoppiata la seconda guerra tra Aragona e Arborea, il villaggio cadde in mano alle truppe arborensi che lo tennero fino alla battaglia di Sanluri. Dopo il 1409 il territorio torno` ai Carroz che unirono Escalaplano al feudo di Mandas; la popolazione mantenne per un certo periodo un atteggiamento ostile nei confronti dei feudatari, che dal canto loro adottarono un tipo di governo molto duro e vessatorio. Estinti i Carroz, Escalaplano passo` ai Maza de Liçana che a loro volta si estinsero nel 1546. Dopo una lunga lite giudiziaria durata fino al 1571, il villaggio, sempre unito al feudo di Mandas, passo` in possesso dei Ladron fino al 1617. Estinti i Ladron, il villaggio passo` agli Hurtado de Mendoza e da questi agli Zuniga che si estinsero nel 1777, lasciando Escalaplono a Maria Giuseppa Pimentel sposata con Pietro Tellez Giron, i cui discendenti continuarono a possederlo. Nel 1821 fu inserito nella provincia di Lanusei, nel 1838 si libero` dalla dipendenza feudale. Di questo periodo ci lascia una preziosa testimonianza Vittorio Angius:
«Componesi questo popolo di 285 famiglie, che danno anime mille duecentoventi. Si numerano nell’anno matrimoni 10, nascite 40, morti 25. Le piu` frequenti malattie sono i dolori laterali. Molti vivono agli 80 anni. Le professioni principali sono l’agricoltura e la pastorizia. Nelle arti necessarie sono impiegate circa cinquanta persone, e vi sono non pochi che si occupano in trasportare e rivendere i prodotti del paese e le opere degli artefici. Lavorasi in piu` di trecento telai la lana e il lino, e vendesi il soprappiu` del bisogno.
Vi e` stabilita la scuola di primaria istruzione, alla quale pero` ordinariamente non soccorrono piu` di dodici fanciulli. Dopo il monte granatico e nummario non altro stabilimento di pubblica utilita` puo` rammentarsi. Territorio e agricoltura. L’area territoriale di questo villaggio e` calcolata di starelli dodicimila, comprese pure le parti che non soffrono cultura. Si suol seminare ogni anno starelli di grano 1000, d’orzo 800, di fave e piselli 200. Il grano rende il sei, l’orzo il dieci, le fave il cinque, i piselli anche il dodici. Quello che sopravanza dei cereali portasi a vendere a Tortolì sul dorso de’ cavalli, perche´ non puossi con i carri. Si coltivano alcune specie ortensi, e di lino ottienesi circa 100 cantara di fibra. Le viti vi prosperano, ed annualmente si raccolgono circa 20mila quartare di mosto. Il vino lo dasi come ottimo. Se ne brucia poco per acquavite. Le piante fruttifere di diverse specie sommano a circa 15 mila individui. Chiudende. I chiusi e le tanche non conterranno piu` di 300 starelli di terreno. Bestiame. Si numerano pecore 2000, capre 1500, buoi domiti e vacche ammansite 400, vacche rudi 500, cavalli e cavalle 30, giumenti 2000. Quando gli escalaplanesi poteano vendere nel porto del Sarrabus i loro formaggi a’ napoletani, le capre e pecore erano piu` numerose. Selvaggiume. I cacciatori non perdono loro opera, trovando facilmente cinghiali, cervi e daini, e altre specie minori, e nella fine dell’inverno trovansi grandissimi sciami di tordi».

Abolite le province, nel 1848 Escalaplano fu incluso nella divisione amministrativa di Nuoro fino al 1859, quando fu inserito nella ricostituita provincia di Cagliari. Nel corso del secolo XIX il villaggio divenne un grosso centro vitivinicolo ma alla fine del secolo i suoi vigneti furono distrutti dalla fillossera. Nel 1927, ripristinata la provincia di Nuoro, Escalaplano torno` a farne parte. Recentemente pero`, con l’istituzione delle nuove province, i suoi abitanti hanno preferito optare per la provincia di Cagliari.

ECONOMIA
L'economia del paese è caratterizzata dalla produzione di cereali, sughero e dalla pastorizia, sono presenti inoltre alcune attività legate al settore industriale e dei servizi.

La sua economia e` basata sulla pastorizia e in misura secondaria sull’agricoltura; rinomata e` la produzione di carni da allevamenti caprini e ovini e discreta e` la produzione di formaggi. E` sviluppata anche l’attivita` di raccolta e di lavorazione del sughero.
Artigianato. In passato era fiorente la tessitura di lini e di lane con buoni risultati; i prodotti dell’attivita` venivano anche commerciati da venditori ambulanti che periodicamente lasciavano il paese per raggiungere le fiere dei paesi vicini. Servizi. Escalaplano e` collegato da autolinee agli altri centri della provincia. Dispone di medico, farmacia, scuola dell’obbligo e servizi bancari, Biblioteca comunale.

PATRIMONIO ARCHEOLOGICO
Il suo territorio conserva numerosi siti collocabili tra il Neolitico e l’Alto Medioevo; in particolare le domus de janas di Sant’Uanni e di Fossada che risalgono alla cultura di Ozieri. Vi si trovano anche alcuni nuraghi tra cui quelli di Fumia, Genna Piccinnu, Perda Utzei, Perducatta, Pranu Illisci, Sant’Uanni, tutti del tipo monotorre ma in precario stato di conservazione. Non lontano dal nuraghe Fumia si trovano i resti del villaggio nuragico Perducatta.
Sempre del periodo nuragico sono la Tomba di giganti di Coa ’e Pranu e il pozzo sacro di Iscramoris che fu scoperto dopo il 1960, scavato e studiato. Il pozzo e` costruito in conci di travertino perfettamente squadrati e conserva il vestibolo di accesso ai 19 gradini e una parte considerevole della volta.

PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE E AMBIENTALE
Il villaggio conserva abbastanza integro il tessuto urbanistico tradizionale con le sue strade strette dove spesso si affacciano le tipiche case in pietra a piu` piani. Di particolare interesse la chiesa di San Sebastiano, parrocchiale fatta costruire su iniziativa di monsignor Lasso, arcivescovo di Cagliari, su una precedente chiesa in stile gotico, giudicata ormai insufficiente, della quale si conserva il rosone della facciata. Il vescovo impartì l’ordine nel 1599 ma la chiesa fu costruita tra il 1614 e il 1623 in stile rinascimentale. Il campanile, che sorge a un lato, fu fatto erigere tra il 1778 e il 1785 dal parroco Francesco Lai. L’interno conserva stucchi del secolo XVII, tracce di affreschi e un pulpito ligneo del 1623, nonche´ una croce processionale gotica in argento. Da Escalaplano, lungo la strada che conduce a Orroli, e` raggiungibile la vallata del Flumendosa in un paesaggio di rocce di porfido e basalto dalla cupa bellezza; la strada procede inoltrandosi entro la valle sempre piu` stretta e contornata da alti dirupi spettacolari fino all’arco di Santo Stefano che segna il confine tra la vallata del Flumendosa e quella del Mulargia. In questo scenario si sviluppa una strada di circa 4 km che corre tortuosa lungo il costone della montagna fino a raggiungere il lago del Medio Flumendosa, ottenuto con una diga costruita nel 1952.

Escalaplano
Escalaplano
AMBIENTE NATURALE DI ESCALAPLANO
PIAZZA FRANCESCANGELO ZEDDA
LA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN SEBASTIANO.jpg
LA VALLE DEL  FLUMENDOSA

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