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Samassi :: Paese famoso per la Sagra del Carciofo che si tiene a inizio primavera e la chiesa di San Gemiliano.

Località Sarde > Medio Campidano


Coltivazione Carciofi Samassi
Chiesa della Beata Vergine di Monserrato paese di Samassi, Come arrivare a Samassi informazioni turistiche e curiosità.

Samassi si trova nella provincia del Medio Campidano. Attraversato dal Flumini Mannu, manifesta sin dalle sue origini una spiccata propensione per l'agricoltura. Nelle sue campagne si coltivano cereali, frutta, uve per vini e ortaggi. Prodotto principe è il carciofo violetto, per il quale ogni anno dal 1987 viene organizzata una sagra.

Abitanti: 5.369
Superficie: kmq 42,20
Provincia: Medio Campidano
Municipio: via Municipio, 1 - tel. 070 938101
Guardia medica: via Montelatici, 18 - tel. 070 9388278
Polizia municipale: piazza Italia, 18 - tel. 070 9388136
Biblioteca: via Municipio, 1 - tel. 070 9382009
Ufficio postale: via Risorgimento - tel. 070 9388014

Come arrivare Samassi si trova a poco più di 40 km da Cagliari, sulla SP 56 (comunale Samassi-Serrenti).

Stemma araldico Samassi
Chiesa medievale di San Geminiano Samassi

Il paese sorge nella pianura del Medio Campidano. Il centro abitato è attraversato dal Flumini Mannu (o Rio Samassi), corso d'acqua a carattere torrentizio, che da sempre ha condizionato l'economia del paese orientandola nella produzione agricola. Le attivitè agricole furono, peraltro, favorite fino all'ultimo dopoguerra anche dalla vicinanza dello stagno di Sanluri, che garantiva al paese un clima mite e favorevole alle coltivazioni. Il rinvenimento di numerosi resti di villaggi e sepolcreti nelle località Palamuras, Stani, Staineddu, Palatziu, Sa Uga, Santa Maria, Perda Mois testimoniano il passaggio e il soggiorno della civiltà romana. In quest'epoca Samassi poteva essere considerata una fra le più importanti comunità rurali del Campidano visto che l'intera zona agricola samassese permetteva di acquisire ingenti quantitativi di grano e cereali. La presenza di una necropoli rinvenuta recentemente nel colle sul quale è situata l'attuale chiesa di
San Geminiano conferma la presenza, intorno al 455 d.C., dei Vandali. Di sicuro interesse il centro storico, all'interno del quale si potrà ammirare la chiesa di San Geminiano, la chiesa della Beata Vergine di Monserrato, la chiesa di Santa Margherita, la chiesa di Sant'Isidoro, la chiesa di San Giuseppe e un affascinante centro storico con una serie di case tipiche della cultura campidanese. La struttura delle case tradizionali, ancor oggi ripresa - pur con lievi variazioni - dall'edilizia contemporanea, riprende il modulo della casa campidanese, caratterizzato da un ampio portale d'ingresso separato dal blocco delle abitazioni da un ampio cortile (sa pratza). Addossati alle mura perimetrali trovavano posto i magazzini per i raccolti, "is dommus", e i locali per il ricovero degli attrezzi e degli animali, oltre a sa lolla, sorta di patio anch'esso utilizzato per lo svolgimento di mansioni domestiche ed agricole oltre che per l'essiccazione dei prodotti. Si trattava in gran parte di case di contadini, strutturate per consentire lo svolgimento di tutte le attività complementari allo sfruttamento dei campi e dei raccolti. Il paese inoltre, sin dagli anni '80 è particolarmente rinnomato per via della sua vita notturna e per la presenza di alcuni importanti locali da ballo.


Chiesa di San Gemiliano
Come arrivare
Samassi si trova a poco più di 40 km da Cagliari, sulla SP 56 (comunale Samassi-Serrenti). La chiesa di San Gemiliano, un tempo campestre, è compresa nell'abitato. Samassi si trova nella piana del Campidano, in prossimità del fiume Mannu. Il paese fu abitato a partire dall'età preistorica e attesta una continuità abitativa fino all'epoca bizantina. La chiesa di San Gemiliano sorge su un poggio detto su Cunventu, forse a memoria di un'antica pertinenza monastica.
Descrizione Costruita in forme romaniche, presenta una semplicità architettonica che caratterizza gran parte degli edifici medievali della Sardegna. Fu edificata su una tomba a camera di età bizantina. Al X secolo risalgono i frammenti mediobizantini di pilastrini marmorei da recinzione presbiteriale, reimpiegati nelle murature romaniche. Uno dei frammenti è decorato con rosette e una croce su un grappolo d'uva. Originariamente l'intitolazione della chiesa era a San Mamiliano. Il titolo è attestato infatti nel 1118 come appartenente al monastero camaldolese di San Mamiliano dell'isola di Montecristo. Non vi sono attestazioni documentarie sulla data di ricostruzione, presumibilmente avvenuta nel XIII secolo, in vulcanite delle cave di Serrenti. L'aula è a navata unica con copertura lignea. Da un basamento partono paraste angolari che irrobustiscono la struttura e lesene che scandiscono lo spazio in facciata come nei fianchi. Lungo i terminali corrono archetti semicircolari impostati su peducci. In facciata si apre il portale con architrave, poggiante su due capitelli fitomorfi, e arco di scarico sopraccigliato, impostato su due piccole mensole con fattezze umane. Nei fianchi si apre una serie di monofore; nell'abside, decorata anch'essa con archetti impostati su peducci, vi sono tre monofore. All'interno della chiesa è collocato il monumento funerario marmoreo di Emanuele Castelvì, realizzato nel 1586 dallo scultore Scipione Aprile.
Storia degli studi Gli studi su Samassi e la chiesa di San Gemiliano prendono le mosse dalla voce "Samassi" di Vittorio Angius (1849) nel "Dizionario" del Casalis. Del secolo successivo sono i contributi di Dionigi Scano (1907) e di Raffaello Delogu (1953). Più recente la sintetica scheda di Roberto Coroneo (1993), che registra le preesistenze di epoca bizantina.

Testi tratti dal sito della Regione Sardegna


Samassi chiesa di San Gemiliano
Samassi bassorilievo della chiesa di San Gemiliano, come arrivare a Samassi informazioni turistiche e curiosità.
Piazza Italia Samassi

Testi e alcune immagini di Barbara Sanna


Il territorio Samassi è un centro agricolo a 38 km da Cagliari. L’altitudine del centro abitato è compresa tra 46 e 79 metri sul livello del mare, la superficie del territorio comunale è di 42,21 kmq, quella del centro abitato di 2,25 kmq. Il comune fa parte della nuova provincia del Medio Campidano istituita nel 2005, la sigla del capoluogo è VS (Villacidro-Sanluri). La zona ricade al centro della cosiddetta “fossa campidanese”: è di natura alluvionale con suoli fertili (costituiti da Calcic e Petrocalcic Palexeralfs) adatti ad una vasta gamma di colture. Il paesaggio è pianeggiante e leggermente ondulato, è attraversato dal corso del Flumini Mannu. I paesi con i quali confina sono a est Serrenti (6 km) si raggiunge percorrendo la SP 56, a sud Serramanna (7 km) collegato attraverso la SS 196, a nord Sanluri (10 km) con la SS 197 e la SP 48.
Le origini I primi insediamenti umani risalgono all’Eneolitico recente (2360-2300 a.C.) come risulta dai reperti che appartengono alla “Cultura di Monte Claro”. Il ritrovamento che ha avuto maggiore rilevanza scientifica sono i due idoli raffiguranti la Dea Madre (in località Sa Màndara), probabilmente appartenenti alla “Cultura di San Michele di Ozieri”, attualmente esposti al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Da altri oggetti rinvenuti si può ricostruire il passaggio dalla cultura nuragica alla civiltà feniciopunica; con la dominazione romana il paese ha rappresentato un buon rifornimento di grano per la capitale. La conquista del territorio da parte dei Vandali è ben documentata dai resti di una necropoli nel terreno (dove ora sorge la chiesa di San Geminiano). Dei Bizantini invece rimangono pochissime tracce. Nel 1288 Samassi viene inserito nel Giudicato di Cagliari e successivamente passa sotto i conti della Gherardesca. Dopo la morte di Ugolino i terreni vengono confiscati dai Pisani e poi dagli Aragonesi. Nel 1485, sotto il dominio spagnolo diviene baronia e nel 1736 forma con Serrenti un marchesato. Luigi Ricca di Castelvecchio fu l’ultimo marchese di Samassi: nel 1840 il paese fu definitivamente reinserito nel sistema amministrativo piemontese. Tra gli eventi che hanno funestato il paese da ricordare l’epidemia di peste del 1652 e le inondazioni del fiume Mannu nel 1898 e nel 1963.
Il paese Sono due le interpretazioni dell’origine del nome: dal fenicio Semesc, “terra del sole” (secondo il canonico Giovanni Spano), oppure dal termine sardo Ammassus, “mucchi di grano”, dalle costruzioni in cui in passato si custodiva il grano. Il primo documento in cui compare il nome Samassi è una bolla pontificia del 1118, in cui si fa menzione della chiesa di Santi Mamiliani de Simassi. I monumenti più importanti del paese sono le chiese che delimitano il centro e storico del paese: su un’altura denominata Su Guventu (chiamata così per la presenza di un convento di Agostiniani edificato nel 1635) è ubicato il monumento storico più importante del paese, il tempio dedicato al patrono di Samassi San Geminiano martire, nobile cavaliere romano che morì nel III secolo. La chiesa fu riedificata nel XIII secolo su resti di un antico edificio paleo-cristiano e vandalico del X secolo, come risulta dall’area cimiteriale e dalla tomba a camera rinvenuti durante i lavori dell’ultimo restauro. Lo stile è romanico-pisano, la struttura in trachite, proveniente dalle cave di Serrenti. L’edificio è una mononavata con abside semi-circolare e volta lignea; la facciata è sormontata da un campanile a doppia vela. All’esterno sono presenti frammenti di marmi di epoca medio-bizantina, mentre all’interno è ospitato il mausoleo di don Emanuele di Castelvì, signore di Samassi e Serrenti, realizzato nel 1586; il sepolcro, in stile aragonese, reca un’ottava in endecasillabi, unica iscrizione su marmo in versi spagnoli esistente in Sardegna. La parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato è la chiesa più grande del paese. Costruita intorno al 1590, fu utilizzata per lungo tempo anche come cimitero. A tre navate, è realizzata in blocchi di tufo in stile gotico-aragonese. Il portale è in stile lombardo ad arcate concentriche sormontato dallo scudo gentilizio dei Castelvì; internamente ed esternamente è ricca di particolari elementi d’interesse storico e culturale. Nella sagrestia è esposto l’elenco dei parroci: il primo, don Francesco Espinella (probabilmente spagnolo), risale al 1597. La chiesa di Santa Margherita, che risale al XVII secolo, ha un’unica navata e un piccolo campanile a doppia vela, con copertura in legno. Non ha absidi né cappelle. Chiusa da sei anni per restauro, è ora pronta per essere riaperta. La chiesa di San Giuseppe venne edificata nel 1652. È mononavata in pietra e malta con volta a botte, due piccole cappelle all’altezza dell’altare a formare una croce romana. Attualmente chiusa per restauro, sono terminati i lavori della facciata esterna. La stazione ferroviaria entrò in funzione nel 1871 lungo la linea Golfo Aranci-Cagliari. A partire dal ’900 ebbe la doppia denominazione Samassi-Serrenti, che conserva tuttora. Sono attualmente in corso i lavori per il raddoppio del tratto ferroviario Decimomannu-San Gavino Monreale. Nel 1855 l’amministrazione cittadina decise di acquistare una casa, detta la Calletta, di proprietà dell’arcivescovado di Cagliari, per l’ingente somma di lire 2587,68, da destinare a sede della Casa municipale, e insieme a Scuola elementare, caserma della Guardia Nazionale, alloggio per le truppe di passaggio, “casa d’arresto” e ad altri simili usi. Il Municipio è stato abbattuto e ricostruito nel 1974. Il paese, pur nella modernità, presenta ancora il suo aspetto rurale e antico visibile dalle vecchie abitazioni costruite con su làdiri, i tipici mattoni impastati con fango e paglia ed essiccati al sole. Samassi è a questo riguardo il comune capofila dell’“Associazione nazionale della Terra Cruda”, che riunisce alcuni comuni in Sardegna, Piemonte, Abruzzo e Marche con l’intento di valorizzare la cultura abitativa remota con il recupero di questo tipo di strutture. Le abitazioni sono caratterizzate da ampi portali in legno (su pottabi), nel cortile (sa pratza) i locali per i mezzi e gli animali per la campagna, il pozzo (sa funtà), l’abbeveratoio (su laccu). Gli ambienti della casa davano su un caratteristico loggiato (sa lolla). In quest’ottica sono state recuperate e restaurate delle vecchie case padronali in puro stile campidanese: Casa Porcedda ora Biblioteca comunale, Casa Ghisu piccola abitazione in zona Guventu, e Casa Piras. Nel 1861 i samassesi erano 2509; la popolazione è raddoppiata arrivando a sfiorare i 5500 abitanti negli anni Novanta del Novecento. Successivamente si è registrato un calo, al 31 dicembre 2008 gli abitanti erano 5337 (meno 24 rispetto al 2007), 2599 maschi e 2738 femmine; i cittadini sopra i 65 anni erano 1010, quasi un quinto della popolazione, i nuclei familiari 1968. Non ci sono nel paese scuole secondarie di 2° grado, l’istruzione pubblica è caratterizzata dell’Istituto comprensivo di cui fanno parte la scuola dell’infanzia (in via Berlinguer), frequentata da 85 alunni divisi in 4 classi, la scuola primaria di 1°grado (in via Newton), con 220 alunni in 11 classi, e la scuola secondaria di 1°grado (in via Coniugi Curie), con 122 alunni in 7 classi. Il numero degli alunni che hanno frequentato le scuole nell’anno scolastico 2008-09 è di 427. La Scuola elementare venne costruita nel 1916, grazie ad un prestito di 38.800 Lire della Cassa Depositi e Prestiti, sullo stesso terreno su cui sorgevano i locali del vecchio convento agostiniano in località Su Guventu; il caseggiato della Scuola media (ex Scuola d’avviamento) venne invece edificato nel 1960-1961. Altre strutture pubbliche sono la Biblioteca comunale (che fa parte del sistema bibliotecario “Joyce Lussu”) e nel corpo aggiunto l’Informagiovani (in piazza San Giuseppe), la caserma dei carabinieri (in loc. Palatziu), la casa di riposo degli anziani (in via Montelatici), la Casa Piras sede del circolo anziani “Angela Piras” e di altre associazioni culturali (in via Gobetti), il Centro di aggregazione sociale (in via Grazia Deledda), il mercato civico (in via Risorgimento, angolo via Don Minzoni). Un nuovo ufficio postale è stato inaugurato nel 2006 in via Risorgimento. Le strutture sportive sono rappresentate dal centro sportivo di via Togliatti dove si trova il campo di calcio, per il quale sono in svolgimento i lavori per il rifacimento del manto erboso in materiale sintetico, e sede dell’atletica pratica dall’Unione Sportiva “M. Scano”, mentre in località Cruxi Ponti (Scuole medie) si trovano la palestra, il campo sportivo e i campi da tennis. La guardia medica è in via Montelatici; oltre alla farmacia è stata aperta nel 2007 una parafarmacia.



La chiesa di Santa Margherita Samassi (VS)
La chiesa di Santa Margherita Samassi (VS)

L’economia e la società L’economia locale si basa essenzialmente sull’agricoltura. La superficie coltivata è di 1360 ha, la coltura più diffusa è il carciofo che occupa quasi 900 ha con 3 varietà principali: violetto (60%), romanesco (20%), tema (15%) e ibride (5%); il resto del territorio è occupato da ortaggi (120 ha), tra cui pomodori (55), patate (7,4) e asparagi (15,17), quindi agrumi, oliveti e frutteti (45,5), pascolo (5), il resto a grano e altri cereali (219). Le attività commerciali sono un centinaio: i panifici e gli alimentari 15, macellerie, pescherie e ortofrutta 10, bar e pizzerie 16, negozi d’abbigliamento 8, presenti inoltre un albergo, una libreria, la discoteca e il cinema. La zona industriale è in via Sanluri con piccole industrie manifatturiere. In base ai dati ISTAT del 2007 il reddito medio annuo per abitante è pari a 5452 euro, per famiglia 15.015.
Le tradizioni Diverse ricerche sono state fatte per ricostruire il costume samassese in particolare dai due gruppi folk “Su Pottabi” (abiti dell’Ottocento) e “Sant’Isidoro” (abiti del Novecento). La donna samassese, del primo Ottocento, come si vede in due stampe di Nicola Benedetto Tiole, un ufficiale piemontese che girò la Sardegna tra il 1819 e il 1826 disegnando i costumi tradizionali, indossava una gonna in panno di colore rosso vivo (sa unneddha), una camicia in tela bianca (sa kamisa), un corpetto stretto e smanicato lungo sino alla vita in velluto verde (is pabas); come ornamenti aveva bottoni in filigrana e una collana di corallo. L’abito femminile dei primi del Novecento è in tessuto d’imbodrau a righe rosse e blu con una balza colorata, il grembiule di seta con pizzo colorato, la camicia di cotone ricamata nei polsi e nella pettina, il corsetto di broccato colorato ricamato e bordato con nastri di seta e rosoni, sul capo su muccadori mannu di cotone marrone con stampe a fiori. L’abito maschile dell’Ottocento è composto da una sopravveste di pelle, la camicia bianca di lino o tela, un gilet di orbace o panno nero (su kroppettu), un gonnellino di orbace o panno nero (ummèddh’i arroda), ampi pantaloni di tela (is krattsonis) infilati dentro i calzari (is kratsas); il copricapo (sa barrita) rosso oppure nero. L’abito del Novecento è molto simile al precedente, con la camicia con colletto alla coreana. Le feste tradizionali che si svolgono nel corso dell’anno sono quella di Sant’Isidoro, che si celebra nel mese di maggio (con la sfilata dei trattori ornati a festa, traccas e cavalli), Santa Margherita il 20 luglio, San Geminiano il 16 settembre (dal 14 al 18 si svolgono i festeggiamenti religiosi e civili), Santu Millaneddu de s’unda il 17 novembre. Appuntamento fisso nell’agenda è il Carnevale samassese, che ha raggiunto nel 2008 la 55.ma edizione; dal 2007 il comitato organizzatore è l’Associazione “Impronta”. L’Estate Samassese presentamusica e spettacoli da luglio a settembre. La Sagra del carciofo, a cura della Pro Loco di Samassi (primo fine settimana di dicembre), è un’importante vetrina agro-alimentare in cui vengono allestiti stands regionali, nazionali e internazionali nei capannoni delle cooperative agricole di via Gandhi; nel 2008 è arrivata alla 22.ma edizione; la Marcialonga del carciofo (prima domenica di dicembre) è una corsa su strada a cura dell’U.S. “M. Scano”, giunta alla 31.ma edizione. Le associazioni musicali sono la “Schola Cantorum S.Geminiano” e la banda sinfonica Stanislao Silesu che nel 2008 ha festeggiato il suo 80.mo anniversario: conosciuta a livello nazionale e internazionale ha partecipato a numerose manifestazioni e concorsi. Composta da 70 musicisti, dal 1978 è diretta dal maestro Francesco Pittau.
Personaggi illustri Stanislao Silesu (1883-1953) fu pianista e compositore di musica da camera, sinfonica e lirica. Ottenne grande successo in molte capitali europee ma soprattutto a Parigi: l’associazione culturale “Salmoe” sta lavorando a un progetto di digitalizzazione di 800 spartiti originali concessi dai familiari, presto verrà creata una fondazione a suo nome. Pasquale Falqui, farmacista, fu l’inventore del famoso confetto purgativo. Antonio Urraci (1915–1965) fu il primo sindaco del secondo dopoguerra e primo consigliere regionale del paese. Luigi Tronci (1892-1917) fu decorato con medaglia d’argento al valor militare. Franco Siddi (n. 1953) è l’attuale segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Testi e alcune immagini di Barbara Sanna



Carciofo di Samassi, nel paese si organizza ogni anno la famosa Sagra del Carciofo di Samassi.
Samassi scorcio del campanile.

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