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Tortolì :: Situata nel cuore dell'Ogliastra, Tortolì sorge in una vasta pianura che si protende verso il mare. Tortolì condivide con Lanusei il ruolo di capoluogo della provincia dell'Ogliastra.

Località Sarde > Ogliastra


Tortolì Arbatax

Tortolì

Tortolì è il comune più popoloso ed economicamente più importante dell'Ogliastra. La bellezza delle sue coste, caratterizzate dalle scogliere di porfido rosso e dalle bianche spiagge, la presenza del porto di Arbatax, del nuovo scalo aeroportuale e delle numerose strutture ricettive fanno della cittadina un rinomato centro turistico.

Abitanti: 10.108
Superficie: kmq 40,51
Municipio: via Garibaldi, 1 - tel. 0782 600700
Cap: 08048
Guardia medica: via Mons. Virgilio - tel. 0782 624850
Polizia municipale: via Umberto I - tel. 0782 624358
Biblioteca: via Vittorio Emanuele II, 23 - tel. 0782 624392
Ufficio postale: via Cedrino, 3 - tel. 0782 600400

Stemma di Tortolì
Capo Bella Vista Tortolì
Tortolì panoramica

Situata nel cuore dell'Ogliastra, Tortolì sorge in una vasta pianura che si protende verso il mare. Tortolì condivide con Lanusei il ruolo di capoluogo della provincia dell'Ogliastra. L'interesse per il territorio è dato sia dalle numerose testimonianze storico-artistiche sia dalle meraviglie naturalistiche che caratterizzano in particolare le sue coste. L'origine del nome è di tradizione incerta, una delle tante ipotesi è quella che traduce il toponimo come "Paese delle Tortore", mentre secondo un'altra ipotesi il nome deriverebbe da Ilio, perché fondata dai Troiani in fuga; i pisani chiamavano poi il paese "Tortohelie". Numerosi ritrovamenti testimoniano una precoce antropizzazione dell'area a partire dal 3000 a.C. e continuata nelle epoche successive. Intorno al X secolo, poi, a causa delle continue invasioni saracene la popolazione si trasferì nell'interno nella posizione attuale, in modo che il paese non fosse più visibile dal mare. Nell'Ottocento Tortolì ha assunto l'odierna conformazione urbanistica coi suoi bei palazzi, che aveva come punto focale la piazza centrale intorno alla quale si disponevano le botteghe dei mercanti e dei tavernai.


Informazioni turistiche e curiosità su Tortolì

Il maggiore pregio della città risiede nelle sue bellezze paesaggistiche, con le sue coste meravigliose e caratteristiche. Le numerose strutture ricettive della zona fanno poi di Tortolì uno dei più importanti centri turistici della costa orientale sarda. Tra le spiagge più belle possiamo ricordare Basaùra, Cea e il Lido di Orrì, con la loro sabbie finissime e bianche. Tra le tante testimonianze storiche che costellano il territorio tortoliese, è consigliato il complesso nuragico di S'Ortali 'e Su Monti, nella piana retrostante la spiaggia di Orrì. Il complesso comprende un nuraghe monotorre con antemurale e annesso villaggio, purtroppo in pessime condizioni, una tomba dei giganti, tre menhir e una seconda cortina muraria. Vanno certamente menzionate come meta di visita anche le torri costiere. Nel Cinquecento, infatti, il paese fu fortificato sulle coste per proteggerlo dalle incursioni moresche: testimoniano questo frammento di storia la Torre di San Michele (XVI secolo) e quella di San Gemiliano (XVI-XVII secolo). Un'antica leggenda vuole che nei pressi di quest'ultima torre si trovasse un cannone, da cui sarebbero partiti tre colpi in direzioni diverse. Nei punti in cui le palle caddero sarebbero poi state edificate tre chiesette campestri: la chiesa di San Gemiliano, quella di San Lussorio e quella di San Salvatore. Per chi amasse la tradizione è possibile visitare, al bivio tra Arbatax e Porto Frailis, l'antica casa cantoniera realizzata in granito nel 1800, che ospita Sa Contonera, una mostra etnografica permanente che espone circa un migliaio di oggetti della tradizione cittadina, tra utensili, pizzi e merletti. Nel 1995 è stato fondato il Museo d'arte contemporanea a cielo aperto "Su logu de s'iscultura", dove la scultura dialoga con la natura in un rapporto diretto tra individuo e opera d'arte.

Ogliastra L'Ogliastra si estende dall'alto bacino del Flumendosa fino al versante orientale del Gennargentu, affacciandosi sul Mar Tirreno con una costa alta e rocciosa, di spettacolare bellezza. Comprende anche, ai confini meridionali, una parte del territorio storico dell'antico marchesato di Quirra. È la provincia meno popolata d'Italia: il territorio, quasi esclusivamente montuoso, è in gran parte coperto da boschi e pascoli. Pur essendo diventata un importante centro di attività turistiche, l'Ogliastra vive anche di attività tradizionali come la pastorizia (gustosissimo il pecorino e i formaggi, come il cas'e fitta e il casu axeru), l'agricoltura e la viticoltura (il famoso Cannonau di Jerzu), l'artigianato. La consapevolezza dell'importanza della tutela del territorio ha spinto la Regione e i Comuni a investire nella riforestazione e nella valorizzazione delle aree boschive, dove è possibile compiere escursioni alla scoperta del patrimonio naturalistico e archeologico. La varietà del paesaggio costiero è una delle grandi ricchezze del territorio. Nel nord le rocce calcaree a strapiombo si aprono in piccole cale silenziose, come la famosa Cala Goloritzè, raggiungibili solo in barca o a piedi: l'Ogliastra è la terra del trekking per eccellenza. Più a sud, nei territori di Arbatax, Tortolì e Gairo, le ampie spiagge sabbiose, come Cea, San Gemiliano, Orrì, Musculedda, si alternano alle rocce di porfido rosso, al granito o all'inconsueta spiaggia nera di Coccorocci. L'Ogliastra è uno di quei luoghi meravigliosi in cui, fra montagna e mare, ogni curva è la scoperta di un paesaggio diverso.

Enogastronomia Tortolì è nota anche per la sua tradizione enogastronomia che si aggancia alle sue origini agropastorali. Si tratta quindi di una cucina povera, con ingredienti utilizzati in modo così sapiente da rendere i piatti assolutamente squisiti. Ancora oggi la preparazione di alcuni piatti, come i tradizionali culurgionis, le cui ricette si sono tramandate di generazione in generazione, è considerata quasi un rito. Anche le sagre cittadine sono legate all'origine agropastorale di Tortolì e in quanto tali si mostrano come momenti di ringraziamento per la fecondità delle greggi e l'abbondanza dei raccolti. Le sagre più importanti sono chiamate "is festas de sartu" e sono quelle dedicate a San Lussorio, San Gemiliano e San Salvatore, tutte con lo stesso svolgimento. In genere e festeggiamenti iniziano il venerdì con la vendita all'asta del giogo nel piazzale di Sant'Andrea. Il compratore normalmente è qualcuno che vuole esprimere la propria gratitudine per una grazia ricevuta. Il vincitore dell'asta, con il giogo sulle spalle, sfila in corteo fino alla sua abitazione dove festeggia offrendo un rinfresco. Il giogo verrà utilizzato il giorno dopo per aggiogare i buoi che trasporteranno la statua del santo in processione fino alla chiesetta campestre a lui dedicata, dove si sposta la festa.

Nuraghe S'Ortali 'e su Monti Tortolì come arrivare

Nuraghe S'Ortali 'e su Monti


Come arrivare
Da Tortolì si prende la strada per la spiaggia di Orrì. A circa km 2, nei pressi di una Cabina elettrica dell'Enel è posto un cartello turistico che indica il parco archeologico di San Salvatore. Si supera la prima deviazione a destra, si prosegue per circa 200 m e sempre sulla destra si trova un altro bivio. Lo si imbocca e si percorre la strada per circa m 100: il nuraghe è sulla destra della strada mentre la tomba dei giganti e i menhir si trovano a sinistra.

Alcuni cenni Il complesso comprende un nuraghe con antemurale e annesso villaggio, una tomba di giganti, tre menhir e una seconda cortina muraria. Nel versante N del rilievo, inoltre, è scavata una tomba ipogea. Il nuraghe - in pessime condizioni di conservazione - è monotorre. La torre presenta un ingresso trapezoidale orientato a S - in parte interrato - coperto da architrave con sovrastante finestrello di scarico. L'ingresso introduce in un andito piattabandato che presenta sulla parete sinistra la scala -con copertura ogivale - che conduceva ai piani superiori. L'andito immette in una camera circolare, ora svettata e in parte riempita di crollo, che mostra tre nicchie disposte a croce: il vano sussidiario a s. ha pianta allungata (m 1,70 x 2,50; h m 1,55), con pareti aggettanti verso la chiusura a ogiva; quello a destra, semicircolare (largh. m 0,95; prof. m 1,10; h m 1,10, presenta copertura a piattabanda. La nicchia coassiale all'ingresso non è attualmente accessibile. Le pareti della camera sono costruite con filari irregolari di blocchi di granito rincalzati con zeppe. L'antemurale (m 43 x m 34,80; h m 4,26) - edificato con grossi blocchi di granito appena sbozzati e sovrapposti senza particolare cura - ingloba nel suo percorso almeno tre torri: due maggiori, a S e a N, ed una più piccola a O. L'accesso avveniva mediante tre ingressi: a E, a S e a N-O (quest'ultimo obliterato). Lo scavo ha evidenziato la presenza di numerose capanne all'esterno dell'antemurale, ed alcune strutture che si addossano alla stessa cinta muraria. Due capanne circolari, a S-O e a S-E, che presentavano un focolare centrale, hanno restituito numerosi materiali riferibili alla vita quotidiana (ceramiche d'uso, macine e pestelli, etc.). Presso la capanna di S-E, quasi a ridosso dell'antemurale, sono stati portati alla luce nove "siloi" per la conservazione di derrate alimentari: il rinvenimento di numerosi resti di granaglie fa pensare ad un accumulo di "surplus" destinato a scambi e commerci. La tomba di giganti si trova sull'insellatura a valle del rilievo sul quale sorge il nuraghe, su un terreno in leggera pendenza. La sepoltura - del tipo a filari con stele centinata - conserva, in parte, il corpo tombale absidato orientato a E (lungh. m 15,50; largh. m 10,60; h m 1,40) e costruito con blocchi di granito e di porfido poliedrici di medie dimensioni. Il breve corridoio interno, rettangolare, presenta le pareti formate da ortostati di base sui quali poggiano tre filari di blocchi sbozzati; il piano pavimentale è costituito dalla roccia affiorante. La sepoltura si data intorno al 1500 a.C. L'emiciclo dell'esedra, ad ali piuttosto aperte, è rincalzato alla base da una crepidine; al centro si apre l'ingresso, oggi privo della stele centinata bilitica che risulta riversa sul piano di campagna. I tre menhir di granito sono ubicati sul pendio dell'insellatura: il primo aniconico (lungh. m 4,25; largh. m 0,98; spessore m 0,60) - appuntito e fratturato in due tronconi - è adagiato sul terreno; il secondo (lungh. m 2,65; largh. m 1,30; spessore m 0,80) - risollevato negli anni ‘70 - è di tipo protoantropomorfo con forma ogivale e sezione piano-convessa; il terzo (lungh. m 3,60; largh. m 0,98; spessore m 0,50), anch'esso protoantropomorfo, ha forma ogivale e sezione piano-convessa schiacciata.




Storia degli scavi
L'area è stata scavata a cura di di Maria Ausilia Fadda nel 1990-91.
Bibliografia La Civiltà nuragica, Milano, 1985, p. 7; C. Locci, in Progetto I Nuraghi: ricognizione archeologica in Ogliastra, Barbagia, Sarcidano, Milano, Consorzio Archeosystem, 1990, p. 72; G. Cabras, "Il complesso nuragico: Tortolì - Nuoro, Loc. S'Ortali e su Monte", in Bollettino di archeologia, 13-15, 1992, pp. 181-184


Area di S'Ortali 'e su Monti

L'area archeologica è alla sommità di due rilievi collinari contigui, separati da una insellatura, che si ergono ad Ovest della piana retrostante la spiaggia di Orrì, sulla costa ogliastrina, nella Sardegna orientale. Il complesso comprende un nuraghe con antemurale e annesso villaggio, una tomba di giganti, tre menhir e una seconda cortina muraria. Nel versante N del rilievo, inoltre, è scavata una tomba ipogea. Il nuraghe è monotorre. La torre presenta un ingresso trapezoidale orientato a Sud (in parte interrato) coperto da architrave con sovrastante finestrello di scarico. Lo scavo ha evidenziato la presenza di numerose capanne all'esterno dell'antemurale, ed alcune strutture che si addossano alla stessa cinta muraria. La tomba di giganti si trova sull'insellatura a valle del rilievo sul quale sorge il nuraghe, su un terreno in leggera pendenza. La sepoltura si data intorno al 1500 a.C.

Informazioni
Esiste un servizio di visite guidate ed escursioni nel territorio.
Ente titolare: Comune di Tortolì
Telefono: 0782 32704 - Fax: 0782 319163
Cellulare: 393 9020917
Gestione: Irei S.r.l., via Dante s.n. - 08049 Villagrande Strisaili (NU)
Orario (chiuso il lunedì):
aprile-maggio: 9:00-12:00 e 16:00-19:00;
giugno-settembre: 9:00-12:30 e 16:00-20:00;
ottobre-marzo: 9.00-12.00 e 15.00-18.00;
novembre - febbraio: 9.30-13.00 e 14.00-16.30
Biglietto: € 3 (intero), € 1,50 (ridotto)
e-mail: archeogliastra@libero.it; ireisnc@tiscali.it
sito internet:
www.irei.it

Tortolì  torre di San Gemiliano Come arrivare

Tortolì torre di San Gemiliano

Come arrivare Tortolì è raggiungibile tramite la SS 198 o l'orientale sarda, SS 125. Per arrivare alla torre bisogna superare la cittadina e proseguire verso la strada (4 km circa), che porta a Marina di San Gemiliano; dalla spiaggia si prosegue per altri 500 m e si sale sulla scogliera fino alla torre.

Nel XVII secolo la torre era chiamata "del Zaccurro". Nel secolo successivo fu anche chiamata del "Iacuri", del "Saccuru", del "Zacuro", o anche, nel XIX secolo, della "Punta del Sacurro" poi distorta in "Punta del Soccorso". Il titolo di San Gemiliano, comparso solo nel 1767, insieme ad altri appellativi, come San Milano, si lega alla vicina chiesetta campestre di San Gemiliano.
La torre, a 42 m slm, ha un colpo d'occhio di 25 km. Controllava la spiaggia di Orrì e di Cea ed era in contatto diretto con le torri di Bari Sardo, a S e con la torre, non più esistente, di Bellavista, a N/E.

Descrizione La struttura architettonica della torre appare particolarmente slanciata. La forma è troncoconica, con 12 m di altezza per soli 7 m di diametro; la camera interna, dove alloggiava la guarnigione, è posta a circa 4 m d'altezza ed è costituita da un piccolo vano voltato a cupola di circa 13 mq. A questo ambiente, detto anche casamatta, si accede attraverso un boccaporto; radialmente all'ingresso vi sono due troniere o feritoie. Per accedere alla piazza d'armi, cioè al terrazzo superiore esterno, si utilizzava una scala di legno che passava tramite un'apertura praticata nella volta della casamatta; nella terrazza si possono osservare, nel muro di spalamento, le cannoniere e i vani delle garitte. La torre fu realizzata con rocce granitiche locali. Inizialmente non prevista in progetti cinquecenteschi, la torre risale probabilmente al primo quarto del XVII secolo; è, infatti, registrata nella "Carta sulla descripcion de la Isla Y Reyno de Sardena", di Francesco Vico del 1639. Nuovamente citata da documenti del 1720, quali la relazione del I commissario di artiglieria, fabbriche e fortificazioni, Cagnoli, il fortilizio appare in buono stato, mancandovi solamente una porta. La torre, pur essendo stata progettata con funzioni di guardia, poteva anche essere utilizzata per la difesa leggera; dalla relazione del 1767 del piemontese Ripol, si documenta la presenza di un "alcaide" (capitano della torre) e di due soldati e di un arsenale costituito da sei fucili, due spingarde e un cannone. Nel 1798 il fortilizio fu gravemente danneggiato da un fulmine e, con una forte spesa, furono approntati dei lavori di riparazione su progetto del capitano ingegnere Marciot; altre ristrutturazioni sono attestate nel 1798. Da una relazione del 1828 si ricava che la torre versava in una situazione così disastrosa che la guarnigione era costretta ad alloggiare nella vicina chiesetta di San Gemiliano; dopo questa segnalazione, fu incaricato l'architetto Melis di eseguire un progetto di restauro, completato due anni dopo. Dopo la soppressione, nel 1842, della Reale Amministrazione delle Torri, la torre risulta sotto l'amministrazione del "Iudicado de Ollastre", come quelle di Bari Sardo e di Larga Vista; soltanto qualche anno dopo, fu dismessa.
Storia degli studi La torre è compresa nelle principali opere sulle fortificazioni costiere in Sardegna.
Bibliografia
E. Pillosu, Le torri litoranee in Sardegna, Cagliari, Tipografia La Cartotecnica, 1957;
F. Fois, Torri spagnole e forti piemontesi in Sardegna, Cagliari, La Voce Sarda, 1981;
G. Montaldo, Le torri costiere in Sardegna, Sassari, Carlo Delfino, Sassari 1992;
F. Russo, La difesa costiera del Regno di Sardegna dal XVI al XIX secolo, Roma, Stato maggiore dell'Esercito, Ufficio storico, 1992;
G. Montaldo, "Forti e Torri Costiere", in Le Architetture fortificate della Sardegna centro-meridionale. Atti della Giornata di Studio, Cagliari 16 ottobre 1999;
M. Rassu, Guida alle torri e forti costieri, Cagliari, Artigianarte, Cagliari 2000.

Feste Sagre ed Eventi nella città di Tortolì

Processione a Tortolì per la festa di San Giorgio
San Lussorio

San Giorgio

Il culto di San Giorgio viene praticato in diversi paesi della Sardegna, come testimoniano le chiese a lui dedicate a Suelli, Anela, Bitti, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, le cappelle di Girasole e Tortolì e le feste in suo onore che hanno luogo a Bosa, Baressa, Bonnannaro, Perfugas, Pozzomaggiore ecc.
Nella maggior parte dei centri, la festività ricorre il 23 aprile, data in cui, secondo la tradizione, il santo sarebbe morto. La festa prevede, oltre alla processione religiosa, diverse manifestazioni di carattere folkloristico.
La tradizione fissa la data di nascita di Giorgio nell'XI secolo (forse nel 1050) a Cagliari, in cui il futuro santo sarebbe nato da una famiglia di servi della gleba, ferventi cristiani. La morigeratezza di vita lo condusse alla nomina di vescovo di Suelli a 22 anni. Fu sempre attento alle esigenze dei più poveri e gli venne attribuito anche il compimento di diversi miracoli. Come data della sua morte si tramanda il 23 aprile del 1117. Nel 1601 il vescovo Lasso Sedeno di Cagliari trasforma la casa di Stampace ritenuta l'abitazione in cui Giorgio sarebbe nato in chiesa, e fissa definitivamente la data della festività a lui dedicata al 23 aprile. La coincidenza della data di morte, unita all'omonimia, hanno ingenerato una certa confusione tra le figure di San Giorgio vescovo e del più noto San Giorgio di Palestina. Sembra comunque indubbia la storicità del vescovo.

Santo Lussorio

Il Santo è venerato in tutta l'isola non solo con il nome di Lussorio, ma anche nelle forme Lusore, Lusciori, Lussurgiu e Rossore. A Tortolì si festeggia la penultima domenica di agosto. Al Santo è dedicata una chiesetta distante qualche chilometro dal paese. Il sabato il carro con la statua viene portato in processione fino alla chiesetta, dove si svolgono le celebrazioni religiose ed i festeggiamenti popolari. La domenica sera ha luogo il rientro trionfale in paese, con musica, balli ed esibizioni folkloristiche.
La tradizione vuole che Lussorio fosse un pagano che, ai tempi di Diocleziano, svolgeva l'attività di "apparitor", cioè impiegato subalterno, del governatore Delfio. In seguito alla sua conversione al Cristianesimo fu incarcerato e, poiché si rifiutò di abiurare il nuovo credo, fu decapitato presso Forum Traiani, l'odierna Fordongianus. Qui sorge la chiesa dedicata San Lussorio, databile all'XII secolo, che si imposta su una cripta di età tardoantica e bizantina, ritenuta il luogo di sepoltura del martire. La "Passio", cioè il racconto del martirio, unisce le vicende del Santo con quelle di Cesello e Camerino, due fanciulli cristiani imprigionati per volere del governatore Delfio e da questo condannati a morte. Secondo la tradizione i due fanciulli vennero martirizzati a Carales e sepolti nel luogo dove, in epoca successiva, sarebbe sorta la chiesa di San Lucifero.

Canale di Baccasara, Tortolì

I 23 Comuni dellOgliastra


ARZANA
BARISARDO
BAUNEI
CARDEDU
ELINI
GAIRO
GIRASOLE
ILBONO
JERZU
LANUSEI
LOCERI
LOTZORAI
OSINI
PERDASDEFOGU
SEUI
TALANA
TERTENIA
TORTOLI'
TRIEI
ULASSAI
URZULEI
USSASSAI
VILLAGRANDE STRISAILI

Arbatax rocce rosse come arrivare

Arbatax Di notevole interesse è la frazione marina di Arbatax, famosa per le "rocce rosse" nella zona del porto, considerate un vero e proprio monumento naturale. Il piccolo e originale borgo di pescatori sorge ai piedi di un promontorio sulla cui cima domina il faro di Capo Bellavista, una falesia di porfido rosso dal quale si può ammirare lo stupendo panorama, caratterizzato dalle rocce dello stesso colore, che offrono un emozionante effetto cromatico. Arbatax è sede di uno dei porti più importanti dell'isola. La prima nave giunse da Genova nel 1969 e proprio la linea marittima tra Arbatax e Genova permise al territorio ogliastrino di uscire dall'isolamento. Nei pressi di Arbatax si trova lo stagno di Tortolì, uno dei più pescosi e ricchi di avifauna in Sardegna. Di notevole interesse è il festival Rocce Rosse Blues, che da anni anima le estati ogliastrine e che ha ospitato star di calibro internazionale, confermandosi come uno degli appuntamenti musicali più importanti della Sardegna.


Tortolì Lido di Orrì come arrivare


Le spiagge nel territorio di Tortolì


L’Ogliastra è famosa per le sue spiagge e calette in grado di attirare moltissimi turisti, anche dal nord Europa. Il territorio di Tortolì vanta numerose spiagge di indubbia bellezza caratterizzate dalla sabbia bianca finissima e l’acqua cristallina.

Rocce Rosse: Tortolì, rocce rosse sul mare di Arbatax
La spiaggia, che fa parte del golfo di Arbatax, si presenta con un fondo di scogli bianchi e rocce di granito rosso. Le sue acque e le alte rocce affioranti le conferiscono un aspetto unico ed estremamente affascinante.
Come arrivare Rocce Rosse si trova nella località di Arbatax e nel comune di Tortolì, ed è facilmente raggiungibile percorrendo la SS panoramica 125 in direzione Arbatax, zona porto turistico-commerciale, proseguendo fino alla segnalazione di Rocce Rosse, vero e proprio emblema della Sardegna.
Informazioni Da parecchi anni ormai è questo l'insolito quanto suggestivo scenario della manifestazione Rocce Rosse Blues, grande vetrina per musicisti di fama internazionale. La spiaggia è ricca di servizi: è dotata di ampio parcheggio adatto anche ai camper, hotel, bar, punto di ristoro e locali in genere nei quali la vita notturna è particolarmente animata.

La capannina: La spiaggia della Capannina è delimitata dallo stagno di Tortolì e il porto di Arbatax e si presenta con un fondo di sabbia chiara e dorata, molto grossa, mista a ghiaia e conchiglie. Le sue acque sono di un azzurro mutevole per i giochi di luce creati dal sole riflesso sull'acqua ed è approdo naturale per imbarcazioni da diporto. Dall'arenile si gode uno stupendo panorama che arriva ad abbracciare anche le cime del Supramonte.
Come arrivare La Capannina si trova nella località di Arbatax e nel comune di Tortolì, ed è facilmente raggiungibile percorrendo la strada statale panoramica 125 in direzione Arbatax, zona industriale: la spiaggia si trova alle spalle del porto.
Informazioni La spiaggia offre pochi servizi: è dotata di parcheggio, bar, punto di ristoro ma è comunque in prossimità del centro abitato dove è possibile rifornirsi di quanto occorre per una giornata al mare.
subito alta.

Cala Moresca: Oltrepassato il Capo di Bellavista si trova la spiaggia di cala Moresca, con splendide rocce di porfido rosso, che emergono tra le rocce granitiche.

Porto Frailis: La spiaggia di Porto Frailis si trova nella località di Arbatax e nel comune di Tortolì ed è una caletta riservata con un fondo di sabbia bianca sottile delimitata da scogliere. Le sue acque sono trasparenti e di un azzurro cangiante per i giochi di luce creati dal sole riflesso sul mare.
Come arrivare La spiaggia di Porto Frailis si trova nella località di Arbatax e nel comune di Tortolì, è facilmente raggiungibile percorrendo la strada statale panoramica 125 in direzione Arbatax e seguendo le indicazioni per il porto.
Informazioni La spiaggia è ricca di servizi: è dotata di ampio parcheggio, hotel, campeggio, bar, punto di ristoro e locali in genere nei quali la vita notturna è particolarmente animata. Porto Frailis è caratterizzata da un basso fondale che rende agevole il gioco dei bambini. È possibile noleggiare ombrelloni, sdraio e patino. Battuta dal vento è meta ideale per i surfisti ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea e snorkeling.

San Gemiliano: Proseguendo si incontra la spiaggia di San Gemiliano, che prende il nome dall’omonima torre seicentesca.

Basaura: La spiaggia di Basaùra è adiacente a San Gemiliano, e viene anche chiamata spiaggia dell'aeroporto, che si trova a pochi metri da essa.

Orrì: Orrì è considerata una delle più belle e pulite spiagge di tutta la Sardegna. È una spiaggia molto lunga e larga, quasi 16 km di litorale, caratterizzato da una sabbia bianca e finissima con un'acqua dal fondale basso per circa trecento metri dalla riva e da un colore celeste chiarissimo. La spiaggia si presenta con un fondo di sabbia bianca con scogli levigati dal tempo sia sull'arenile sia affioranti dalle sue acque, che sono di un azzurro cangiante per i giochi di luce creati dal sole riflesso sul fondale.
Come arrivare La spiaggia è facilmente raggiungibile percorrendo la SS panoramica 125 dopo l'abitato di Tortolì si trovano le indicazioni per la spiaggia che dista circa 4 km.
Informazioni La spiaggia di Orrì è caratterizzata da un basso fondale che rende agevole il gioco dei bambini. La spiaggia è ricca di servizi: è dotata di ampio parcheggio adatto anche ai camper, camping, bar, punto di ristoro e locali in genere nei quali la vita notturna è particolarmente animata È possibile noleggiare ombrelloni, sdraio e patino. Essendo battuta dal vento è meta ideale per i surfisti ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea o semplicemente desiderano immergersi nelle sue acque.

Golfetto: Proseguendo lungo la strada che costeggia il lido di Orrì si arriva alla spiaggia del Golfetto una delle più belle di tutta la costa, particolarmente apprezzata per la sabbia bianca finissima e per l'acqua cristallina e bassissima.

Cea: La spiaggia di Cea è lunga oltre un chilometro, si presenta con un fondo di sabbia bianca e sottile, con scogli piatti, levigati dal mare e dal tempo. Le sue acque sono veramente limpide e l'arenile è molto conosciuto e riconoscibile per la presenza a pochi metri dalla riva di due faraglioni rossi chiamati Is Scoglius Arrubius, di porfido (arrubius significa appunto rosso) che si stagliano all'orizzonte offrendo un insolito salto cromatico. Dietro l'arenile si estende una fitta vegetazione di macchia mediterranea che regala un ulteriore stacco di colore, oltre ad un fresco profumo. Nei pressi si trova una calettina con fondo di scogli e sassi, che offre attracco alle imbarcazioni da diporto.
Come arrivare La spiaggia di Cea è facilmente raggiungibile percorrendo la SS panoramica 125 fra Tortolì e Bari Sardo. Si trovano le indicazioni per l'abitato di Cea e quindi per la spiaggia.
Informazioni Cea è caratterizzata da un basso fondale che rende agevole il gioco dei bambini. La spiaggia è ricca di servizi: è dotata di ampio parcheggio, bar, punto di ristoro e locali. È possibile noleggiare ombrelloni, sdraio e patino. Battuta dal vento è meta ideale per i surfisti ed è amata da quanti praticano la pesca subacquea.

Baia di Portu Frailis come arrivare

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