Menu principale:

Le Vie della Sardegna :: partendo da Sassari Turismo, Sagre Paesane, Cultura e Cucina Tipica Sarda. Turismo in Sardegna, itinerari enogastrononici e culturali. B&B, Agriturismi, Hotel, Residence, Produttori Prodotti Tipici, informazioni e itinerari su dove andare, cosa vedere, dove mangiare, dove dormire sul Portale Sardo delle Vacanze. Tutto per le tue Vacanze in Sardegna. Informazioni turistiche e curiosità sui comuni della Sardegna e le attrattive turistiche offerte nei vari territori isolani.


Vai ai contenuti

Belvì :: Caratteristico paese nella valle del Rio S'Iscara Provincia di Nuoro, a 660 metri sul livello del mare.

Località Sarde > Nuoro


Ferrovie Secondarie della Sardegna, Stazione di Belvì, 1888.
Belvì, abito tradizionale

Belvì
Piccolo centro agro-pastorale nella valle del Rio S'Iscara, a 660 metri sul livello del mare. Circondato da boschi, noccioli e ciliegi, è uno dei centri montani più interessanti della Barbagia. L'abitato conserva ancora numerosi esempi di architettura rurale tradizionale. Alle ciliege, all'inizio dell'estate, il paese dedica un'importante sagra.

Abitanti: 743
Superficie: kmq 18,19
Provincia: Nuoro
Municipio: viale Kennedy, 23 - tel. 0784 629216
Guardia medica: viale Kennedy, 23 tel. 0784 629239
Biblioteca: via San Giovanni Bosco - tel. 0784 629841
Ufficio postale: viale 4 Novembre, 106 - tel. 0784 629697

Stemma di Belvì

Curiosità e Informazioni Turistiche su Belvì

Belvì si trova nella costa del monte "Genna de Crobu". Il territorio è ricco di boschi di ciliegi, noccioli, noci, castagni, roveri, lecci e agrifogli. Nelle aree rocciose troviamo il ginepro, l'ulivo e il pero selvatico. A oggi l'origine del nome è ancora incerta. In passato il paese era considerato uno dei più importanti sia dal punto di vista economico sia come luogo di scambio commerciale, tanto che un'intera zona delle montagne barbaricine ha tuttora il nome di Barbagia di Belvì. È uno dei paesi della Barbagia che è stato meno sottoposto all'egemonia dei feudatari. Fino alla metà del 1700 il paese era governato da un rappresentante scelto tra i capifamiglia. Non lontano dalle case del paese scorrono i binari a scartamento ridotto della linea ferroviaria che collega - con mille curve e viadotti - Cagliari con Sòrgono. In paese si può visitare un piccolo Museo di Scienze Naturali e Archeologia, sorto una quindicina d'anni fa per iniziativa di un gruppo di appassionati (tra cui un naturalista tedesco, vissuto per quasi dieci anni in paese) che ospita una sezione di paleontologia, una di mineralogia ed espone collezioni di insetti e animali tipici della fauna sarda. Ad agosto si può partecipare alla suggestiva festa di Sant'Agostino. I festeggiamenti dedicati al Santo patrono durano tre giorni. Alla manifestazione religiosa si affianca quella civile che si svolge con intrattenimenti folkloristici e musicali e spettacoli pirotecnici.

Il paese La zona era abitata fin da epoca remotissima, come testimoniano numerosissime domus de janas disseminate in diverse località del territorio comunale: Antonitzò, Nadalia, Perda Lione, Perda Nerea, Lagasu, Gesarù e Occile. Bellissime grotte (sempre a Occile) vennero, probabilmente, abitate in epoca preistorica. Il paese, benché piccolo, è dotato di numerose strutture pubbliche: possiede, per esempio, uno dei più bei campi di calcio della zona mentre un altro campo sportivo polivante zonale è da anni in progetto. È in funzione una Biblioteca comunale ed esiste una Biblioteca parrocchiale, ricca di oltre duemila volumi. Fiore all’occhiello del paese è, sicuramente, il Museo di scienze naturali: uno dei più interessanti musei entomologici di tutta la Sardegna (e non solo della Sardegna), in cui sono raccolti oltre mille esemplari. Ha avuto in passato sede all’interno d’una antica “corte” che è stata poi demolita: una costruzione antichissima, di classico stile barbaricino, al posto della quale è sorta la nuova Casa comunale in stile tradizionale. Essa apparteneva al “rettore” Arangino (1700) e sorgeva vicino alla casa attribuita al bandito “Saltaro”, mitico brigante belviese che sarebbe vissuto nel XII secolo. La casa di costui è ancora “polifemica”, con mura ciclopiche e una pianta singolare che denota un’antichità che va indietro nel tempo di molti secoli. Oggi il Museo ha trovato sede provvisoria in un edificio della periferia, in attesa di essere trasferito nei locali della Scuola media, inutilizzati da quando gli alunni frequentano ad Aritzo.

MENZIONE SPECIALE PER LA ISCA DE BELVÌ
Molte sono le montagne e colline, che sorgono in questo territorio, di alcune delle quali partecipa Aritzo. Però non giova rimarcare altro, che il rialto in forma di cono tronco irregolare, che si suppone superiore al livello del paese di 454 piedi. Resta al ponente in distanza di 500 passi, la qual linea in sua metà si interseca da un fiumicello. Questa massa componendosi di roccie calcaree e terre argillari offre un soggetto d’industria ad alcuni di questi popolani, i quali vi hanno formato molte fornaci, le une per la calcinazione delle pietre, ed altre e tante in circa per li tegoli e mattoni. Di che ha vantaggio non pure Belvì per un vistoso lucro, ma i paesi ancora circostanti per le spese che fanno minori, che se dovessero trasportare questi materiali comprati da punti più lontani. Tra le molte amenissime vallate è degna di menzione speciale la detta Isca-de-Belvì lunga circa due miglia, larga 50 passi nella projezione del meridiano, la quale per la varietà dei fruttiferi, per le innumerevoli specie di frutici e d’erbe che coprono e vestono le pendici ed il fondo, per la degradazione dei colori e loro diversità, e per la maravigliosa forza che ha la vegetazione, e dal suolo e dal cielo offresi all’occhio come la delizia d’una bellissima pittoresca prospettiva. È nella sua lunghezza solcata da un canale che raccoglie molte acque nella stagione piovosa; pochissime poscia ne volge nella serenità dell’estiva, siccome quello, che non riceve tributo da perenni ricchi depositi. Queste acque fecondando il terreno fanno che somministri molta copia di lini, e assai contribuiscono allo sviluppo degli alberi colossali (noci), che non pare sieno eguagliati in altra parte dell’isola.

Testo di Vittorio Angius


Museo di Scienze naturali di Belvì, provincia di Nuoro Sardegna, come arrivare cosa vedere a Belvì.
Barbagia di Belvì 1955.

Museo di scienze naturali di Belvì
Informazioni
Indirizzo: via San Sebastiano, 56 - 08030 Belvì
tel. 0784 629263 - 339 7531025 fax 0784 629551
Ente titolare: Associazione culturale "Amici del Museo"
Gestione: Associazione culturale "Amici del Museo"
Orari: 9.00 – 13.00 e 15.30 - 19.00 (tutti i giorni). Per gruppi è gradita la prenotazione
Biglietto: € 3,00 (intero) € 1,50 (ridotto). Esenzione per bambini fino a 6 anni e disabili
Aperto tutti i giorni
Sito internet: www.comune.belvi.nuoro.it

Il museo
, dotato di un laboratorio di tassidermia e di classificazione, è articolato in sezioni nelle quali è possibile osservare la fauna e i minerali fossili provenienti da tutta la Sardegna. La sezione mineralogica conserva 530 minerali provenienti quasi esclusivamente dalle miniere sarde; quella paleontologica 160 fossili sardi, dal paleozoico al quaternario. Notevoli anche i graptoliti, le rudiste ed i resti del Prolagus sardus. Nella sezione entomologica sono esposti lepidotteri, coleotteri, ortotteri, imenotteri, odonati, ditteri, aracnidi, miriapodi sardi, nonchè splendidi esemplari di farfalle esotiche. La sezione ornitologica vanta 383 esemplari di uccelli sardi, notevoli i rapaci, con specie divenute ormai rarissime. Sono infine presenti una sezione mammologica, con 38 esemplari di mammiferi, una erpetologica con tutte le specie degli anfibi sardi e la sezione malacologica con 200 esemplari di conchiglie marine sarde, madrepore esotiche, echinodermi, crostacei. Alla parete è appesa una testuggine marina gigante "Caretta caretta" catturata nei mari sardi. Il Museo nasce inizialmente come risultato dei lavori d'investigazione realizzati per il professor Friedrich Reichsgraf Von Hartig, studioso di fama internazionale di entomologia ed ecologia. Capitato per caso nel paese agli inizi degli anni Settanta e avendo trovato la zona di estremo interesse per le sue ricerche, il professore Hartig vi si trattenne per diversi anni e diede l'avvio alla raccolta di reperti che, anche grazie a donazioni di privati, continua ancora oggi. Il museo è visitabile per 365 giorni l'anno grazie alla disponibilità di alcuni soci che gratuitamente ne garantiscono l'apertura su prenotazione. Per arricchire la conoscenza sulla natura dell'isola e sulle possibili azioni di tutela, conservazione e valorizzazione delle risorse nel territorio. Pezzo forte del museo è la collezione di uccelli rapaci diurni e notturni, con specie ormai rarissime. Di particolare interesse i graptoliti, le rudiste e i resti del prolagus sardus.
Servizi Il museo dispone di una biblioteca scientifica.

Il Territorio L'agro del territorio del Comune di Belvì, che si estende per circa 1889 ettari, è costituito da declivi montani ineguali e presenta una flora abbastanza variegata a seconda dell'altitudine e delle condizioni climatiche. All'interno del suo territorio possiamo distinguere, in particolare, boschi di leccio, quercia, roverella, agrifoglio. Fra gli alberi da frutto predominano sicuramente il nocciolo la noce ed il castagno, di cui si conservano ancora alcuni splendidi esemplari secolari. Nelle aree rocciose, ventose e soleggiate, è possibile scorgere il ginepro, l'ulivo ed il pero selvatico. Molto diffusi, in quasi tutto il territorio, sono il cisto, l'erica scoparia, il corbezzolo e la ginestra. Fra le specie faunistiche, grazie alla tutela e conservazione del territorio, sono presenti principalmente il cinghiale, la donnola, il corvo, l'astore, la volpe, il picchio, il verdone, la rondine, il colombaccio e la ghiandaia. Il clima è in media caratterizzato da estati non molto calde, anche grazie alla ricca vegetazione, ed inverni non particolarmente rigidi con sporadiche nevicate.
Tradizioni
Belvì è un paese posto al centro della Sardegna, alle pendici della montagna più alta, il Gennargentu (porta d’argento). Il suo territorio è ammantato di boschi di castagni secolari. La tradizione vuole che le selve siano abitate da esseri fantastici che interagiscono con i viandanti.


Contusu antigusu, contus de forredda di Belvì

“Maschinganna” Uno di questi è “Maschinganna”. Egli è un personaggio invisibile e leggendario, abitatore dei boschi. Aveva la caratteristica di comportarsi a seconda dell’indole della persona che incontrava. Nel caso di persone buone, egli poteva anche aiutarle facendo trovare del cibo, ad esempio. Nel caso di persone cattive, Maschinganna si divertiva a spaventarle con voci e suoni, maledizioni, ma anche luci, fiammelle e scintille. Questi erano spinti a scappare; la loro indole cattiva li faceva tornare sul luogo dell’incontro per vendicarsi, ma Maschinganna non si faceva mai trovare e al posto suo lasciava sempre della cenere o del fuocherello. Quando ad una persona sparivano degli oggetti nel bosco, i cattivi di indole accusavano Maschinganna, che non tardava a beffare costoro, facendo trovare sempre fumo al suo posto. Era un’essere indicativamente antropomorfo.
“Is Giànas” Altri esseri fantastici sono “is Giànas”, le piccole donne dalle straordinarie caratteristiche. Le loro abitazioni sono identificate nelle migliaia di piccole grotticelle “domos de gianas” (in realtà sepolture dell’età neolitica) sparse in tutta la Sardegna. Queste non si facevano mai vedere durante il giorno, ma uscivano la notte per fare festa e ballare, e per fare strani riti. Ce ne erano di buone e cattive. Si dice che di giorno tessano al telaio con fili d’oro, facendo tessuti che accumulano presso le loro abitazioni. Hanno delle unghie durissime e affilatissime che usano per scavare le abitazioni nella roccia.
Si usa paragonare le persone cattive a le “gianas” cattive, allora in lingua sarda si dice: “cussa est una giàna mala” (quella donna è una “giana” cattiva). Sono ricordate come esseri benevoli, ma la loro fama di esseri malevoli è stata incoraggiata dall’azione repressiva della Chiesa nei confronti delle divinità pagane abitatrici dei boschi.

Gastronomia Il dolce tipico di Belvì è “il caschettes” che si distingue per la sua originalità e particolarità. Questo dolce ha origini remote che risalgono al 1600, veniva presentato nelle occasioni più importanti della vita sociale della comunità, in particolare durante i matrimoni, quando veniva offerto dallo sposo alla sposa per omaggiarla, e durante le feste religiose più sentite dalla comunità. Uno degli aspetti più importanti è la lavorazione, in particolare la sfoglia finissima che lo contiene e che dà al dolce quell’aspetto così unico e particolare. Tale sfoglia era fino a qualche decennio fa lavorata e stirata interamente a mano o con l’ausilio di un semplice mattarello, ottenuta così sottile e trasparente quasi per magia. Ancora oggi gran parte della lavorazione si effettua a mano, quindi artigianalmente sebbene vi sia l’aiuto di macchine per la stiratura della sfoglia finissima. Vi sono diverse tesi circa la forma tipica del dolce alcuni la interpretano come il velo della sposa altri come una rosa e altri ancora come un semplice frutto della fantasia.


Alcuni testi sono tratti dal Sito del Comune di Belvì


Un cestino di castagne e funghi, Belvì autunno in barbagia cortes apertas.
Belvì cesto di caschettes e grembiule abito tradizionale.

Eventi Feste e Sagre a Belvì

La tradizione sarda si rinnova ogni anno grazie ad un calendario ricchissimo di manifestazioni.
In tutta l'Isola processioni, concerti, regate, spettacoli teatrali e mostre-mercato offrono un palcoscenico straordinario, allietando ed incantando il visitatore, lo spettatore, l'ascoltatore, dando luogo a proposte culturali che vanno incontro agli interessi più diversi.


  • Festa di Sant'Antonio Abate, gennaio
  • Festa di Sant'Isidoro, 4 aprile
  • Festa di Santa Margherita, prima domenica di giugno. Le manifestazioni in onore della Santa si svolgono sull'omonimo colle dove ha siede la chiesetta intitolata alla martire.
  • Sagra delle ciliegie, seconda domenica di giugno. Alla degustazione di questo frutto, si accompagna una mostra dell'artigianato.
  • Sant'Agostino 28 agosto. I festeggiamenti dedicati al Santo patrono durano tre giorni. Alla manifestazione religiosa si affianca quella civile che si svolge con intrattenimenti folcloristici e musicali, e spettacoli pirotecnici.


Giochi e sapori in Barbagia Belvì 2014, Cortes apertas. Anche quest'anno cottura in piazza delle castagne e distribuzione gratuita. Cortes apertas 2014 18 19 ottobre Belvì (NU) programma completo.
Cortes Apertas a Belvì, Autunno in Barbagia a Belvì, dove dormire e dove mangiare a Belvì.
Cartina Cortes Apertas a Belv, Autunno in barbagia a Belvì.


Belvì Cortes Apertas
Giochi e sapori in Barbagia 22 e 23 ottobre 2016

Situato alle pendici del Gennargentu, circondato da folti boschi di noccioli, noci, castagni, roveri, lecci e agrifogli, il Comune di Belvì deve la sua fama alla produzione delle castagne, delle nocciole e delle ciliegie. Da visitare le Domus de Janas, interessanti testimonianze del passato presenti nel territorio, ed il Museo di Scienze Naturali, che custodisce importanti collezioni minerali e faunistiche, tra le quali spicca per unicità e bellezza la collezione di farfalle.



Tra le leggende che avvolgono la storia di Belvì si narra di una bella fanciulla che creava tessuti d’oro nella caverna ai piedi del tacco calcareo di Pitzu de Pranu, dove sono stati scoperti i primi insediamenti preistorici della zona. Il paese è circondato da stupendi boschi di noccioli, castagni e noci tra cui si incontrano alcuni splendidi esemplari secolari come il noce chiamato Sa nuje de tziu Pili e gli enormi alberi di castagno in località Nerca. Secondo le leggende popolari qui abitano esseri fantastici come il Maschinganna, che si diverte a spaventare con voci o suoni chi si avventura nelle foreste, e le Janas (fate) che di giorno tessono con fili d’oro, rinchiuse nelle loro case scavate nella roccia, e di notte vagano per le selve dove ballano e compiono i loro rituali. Divenuti simbolo della produzione artigianale di Belvì, i caschettes sono deliziosi dolci della tradizione un tempo riservati alle grandi occasioni come feste religiose e matrimoni da cui derivano l’appellativo di dolci della sposa. Queste delicatissime creazioni sono un’esclusiva del paese che ha saputo tramandare nei secoli i metodi di preparazione e l’uso delle materie prime locali, pasta di nocciole e miele aromatizzata con scorza d’arancio, che le rendono un vero e proprio gioiello gastronomico. Le diverse forme di artigianato, come l’intaglio del legno e la lavorazione del ferro, sono il fiore all’occhiello di questa laboriosa comunità che ha saputo conservare e valorizzare le sue antiche tradizioni.




Sabato 22 Ottobre
ORE 15:30 Apertura delle mostre e dei punti vendita.
ORE 18 Rappresentazione Su giogu de su cignedhu, a cura del gruppo Sa balduffula di Belvì. - Piazza Repubblica
ORE 18:30 Cottura delle castagne nella caratteristica padella gigante e distribuzione gratuita. - Lungo le vie del paese
ORE 19:30 Eventi di moda e musica in Barbagia. Creatività artistiche in passerella con la partecipazione di:
• Sartoria Cristian Serra, Atzara.
• Nitael, laboratorio artigianale creazioni in pelle di Paola Tangianu, Sassari.
• L’atelier della sposa di Sonia Masera, Oristano.
• Atelier pret a porter 22 di Silvia Franca, Sassari.
• Sartoria di Sonia Flauto, Sassari.
• Idee in passerella di Nicoletta Rosas e Federica Atzei, Cagliari.

Ospiti della serata: Maria Giovanna Cherchi presenta il nuovo disco Anima.
Tomaso Sciola, presidente della Fondazione Pinuccio Sciola, con le Pietre Sonore. Roberto Tangianu e Pierpaolo Vacca. Presenta Giuliano Marongiu.
Direttori artistici degli eventi: Giuliano Marongiu e Lucia Asole, coreografie e scenografie a cura di Alessandro Sechi e Milena Soggiu.

Domenica 23 Ottobre
ORE 10 Apertura delle mostre e dei punti vendita.
DALLE ORE 10 Esibizione itinerante del coro polifonico Sos ordinagos di Belvì e del coro polifonico di Florinas. - Lungo le vie del paese
DALLE ORE 10:30 Rappresentazione Su giogu de su cignedhu. A seguire per l’intera giornata Ajò a giogare, a cura del gruppo Sa balduffula di Belvì e Giogos in carrela, a cura dell’associazione turistica Pro Loco di Silanus. - Piazza Repubblica
ORE 12 Profumi e sapori del bosco, preparazione e degustazione dei prodotti tipici locali. - Nella piazza del paese
DALLE ORE 15 Sardegna balla.
VII edizione della Rassegna regionale del folklore a premi con la partecipazione di dieci gruppi folk della Sardegna.
Presentano Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu. Madrina della manifestazione: Maria Giovanna Cherchi.
ORE 17 Cottura delle castagne
nella caratteristica padella gigante
e distribuzione gratuita.
ORE 18:30 Proclamazione del gruppo
folk vincitore della VII edizione della
Rassegna regionale del folklore e del
vincitore del torneo di balduffula.


Da non perdere
• Mostra del giocattolo tradizionale belviese.
• Laboratorio del giocattolo tradizionale.
• CEAS Belvì, laboratorio: la saponificazione.
Sabato 22 ottobre dalle 16 alle 17:30.
Domenica 23 ottobre dalle 11 alle 12:30 e dalle 15 alle 17:30.
• Rappresentazione giochi tradizionali d'Europa: progetto European Youth Autumn II.
• Museo di scienze naturali.
• Museo all’aperto di arte contemporanea. Sonos de linna, l’uomo e il bosco.
• Stazione ferroviaria.
• Mostra dei paramenti sacri.
• Mostra del costume di Belvì.
• Sa buttega de tiu Tolu.
• Su funnagu de Maria Tolu.
• Mostra pomologica.
• Allestimento antica aula scolastica.
• Spazio espositivo La cultura è di tutti, partecipa anche tu!
• Mostra lavorazione del dolce tipico di Belvì i caschettes.
• Mostra e lavorazione della tradizionale cassa panca.
• Mostra di Simona Goxhoi (Sennori) Cocci & Putti e Sas feminas, design artistico sardo su ceramica, stoffa e legno; decori dei costumi folkloristici della Sardegna.
• Mostra fotografica I centenari di Sardegna. A cura di Pierino Vargiu.
• Mostra Dimonios e mostra tattile Feminas, dalle leggende al quotidiano. A cura di Roberto Serri.
• Mostra micologica a cura del CEAS di Belvì.
• Mostra fotografica Biciclette e movimenti in libertà... o quasi... Di Ernesto Piras, a cura dell'associazione AssoPhoto.


Belvì dove dormire e dove mangiare
Ristorante - Pizzeria Phillyrea Hotel - Viale IV Novembre - Belvì - Tel. 0784 629200
Hotel Edera Via Roma - Belvì - Tel. 0784 629898
Agriturismo Aradonì, tel. 0784 629786
Pizzeria Gastronomia “Il Falco”, tel. 0784 629803
Pizzeria Gastronomia Pizza ‘e Pranu tel. 331 1667490
Ristorante Edera, tel. 0784 629898
Percorso gastronomico tel. 338 7780109 - 0784 629898
Il forno Sa cocoi di Emanuel Musa tel. 333 7974078

SERVIZI PER IL TURISTA TOURIST
Servizi Turistici Edera tel. 338 5626350
Servizi Turistici il “Richiamo di Hospitone” tel. 329 7207311

PER INFORMAZIONI
Comune di Belvì - tel. 0784 629216 int. 211, 331 3922416 - 340 2659982


GIOCHI TRADIZIONALI
Su giogu de su cignedhu, sabato 22 ottobre ore 18 e domenica 23 ottobre ore 10:30. - Piazza Repubblica
• Torneo di balduffula, domenica 23 ottobre ore 15. - Piazzetta Casula
• Su tirallasticu, domenica 23 ottobre ore 10.30. - Via Lamarmora
• Tira cerchietos, su giogu de sa fune, pincaredhu, ollasticu, dalle ore 10:30. - Via Marconi
• Sa balduffula, dalle ore 10:30. - Piazzetta Casula
• Carruccios, dalle ore 10:30. - Vico Gennargentu
• Su circu, ollasticu, dalle ore 10:30. - Cortile dell’asilo del Sacro Cuore


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale leviedellasardegna.eu

Autunno in Barbagia 2014 Belvi 18 19 ottobre, Giochi e sapori in Barbagia. Autunno in Barbagia 2014 18 19 ottobre 2014 Belvì, Belvì Giochi e Sapori in Barbagia 2014.
Costume tradizionale di Belvì, Cortes apertas 18 19 ottobre 2014. Cortes Apertas 18 19 ottobre 2014 a Belvì Programma completo, dove dormire e dove mangiare a belvì.

Home Page | Località Sarde | Piatti Tipici | Cultura Sarda | Territorio | Spazio Aziende | Musica Sarda | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu