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Lollove :: una piccola frazione di Nuoro che conta 35 abitanti. Si trova a 15 Km dal Capoluogo di Provincia ed è diventato il simbolo più rappresentativo dello spopolamento dei piccoli centri dell’interno della Sardegna, da cui gli abitanti emigrano in cerca di lavoro verso le città sarde o del resto d’Italia.

Località Sarde > Nuoro


Lollove, antica casa in pietra, Lollove è una piccola frazione del Comune di Nuoro che dista dal Capoluogo di Provincia 15 Km.
Lollove, Cortes apertas lavorazione del formaggio.

Lollove
A pochi chilometri da
Nuoro, la sua unica frazione si adagia sul declivio di una verde collina: Lollove. Questo piccolo paesino, che oggi conta poche decine di abitanti, è assurto a simbolo dello spopolamento dei piccoli centri dell’interno della Sardegna, da cui gli abitanti emigrano in cerca di lavoro verso le città sarde o del resto d’Italia, quando non all’estero. Mancano a Lollove i servizi essenziali, come il medico o i negozi, ma è presente una piccola trattoria, che apre nelle occasioni festive o previa prenotazione telefonica. Il borgo, con le sue antiche abitazioni in pietra grigia, spesso in rovina, esercita un fascino romantico sul visitatore, che si ritrova a percorrere le strette vie un tempo animate da una vita fuggita altrove. Al centro dell’abitato è la piccola chiesa dedicata a San Biagio, dove la domenica viene officiata una messa da un sacerdote appositamente inviato da Nuoro.
In autunno tutti gli anni la Camera di Commercio di Nuoro, all’interno della manifestazione
"Autunno in Barbagia", organizza "Vivilollove": il paese per un finesettimana si anima delle attività che un tempo erano praticate quotidianamente, dal fabbro al falegname, passando per la panificazione e la preparazione degli antichi piatti. Da Lollove si gode di una splendida vista sulla vallata sottostante verso Nuoro, particolarmente attraente in primavera, quando i campi si ricoprono di erba verde e prati fioriti.

"Lollove, una piccola frazione di Nuoro che conta 35 abitanti. Lollove Non ha un medico e l'acqua corrente non è potabile. Non c'è ufficio postale. Non ci sono scuole. Non c'è posto di polizia. Non esistono negozi e bar. Funziona un posto telefonico pubblico. C'è una chiesa ma non un prete. L'assistenza spirituale è garantita solo la domenica da un sacerdote che viene da Nuoro. Un autobus la collega al capoluogo con due corse giornaliere, un viaggio semplice e rigoroso che rivelerà ai suoi fruitori le mille stratificazioni di una realtà fin troppo dura."

Lollove frazione di Nuoro, informazioni turistiche e curiosità su questa particolare località della Barbagia.
Paesaggio frazione di Lollove, Cortes apertas novembre 2013 Lollove.jpg
Vigneto Lollove Cortes Apertas 8 9 10 novembre  2013.

Come arrivare a Lollove Da Orune una stretta e tortuosissima strada che dall’altopiano scende nella valle del rio Marreri (come è chiamato in questo tratto l’affluente del Cedrino che più a Est prende il nome di Isalle e poi di Sòlogo), conduce, km 14.7, a Lollove m 834, frazione semispopolata di Nùoro. Integro nella sua struttura di antico villaggio agro-pastorale, Lollove raggruppa le tipiche casette di pietra attorno alla Parrocchiale, impreziosita da un bel rosone e da un portale in trachite rosa; nell’interno a tre navate, che conserva intatte le originarie linee tardogotiche (inizi del sec. XVII), all’altare maggiore, pregevole statua lignea della Maddalena (1601), di bottega romana, e alla sua sinistra, l’altarino di S. Biagio con simulacro ligneo del santo, oggetto della locale venerazione. Dal bivio per Orune la statale piega verso Nord in direzione di Bitti. Oltre la cantoniera Funtana ’e Coda, al km 29.7, una diramazione a destra consente di raggiungere (dopo 8.5 km di percorso che, eccettuati i primi 2.3, si svolge lungo una strada molto impervia) il tempio a pozzo Su Tempiesu, una delle più importanti «fonti sacre» della Sardegna antica.

Orune, Fonte sacra di Su Tempiesu.
Orune, Su Tempiesu.

Tempio Su Tempiesu

Su Tempiesu è un monumento di eccezionale interesse in quanto costituisce l'unica testimonianza originale delle strutture in elevato e della copertura dei pozzi e delle fonti sacri nuragici. In questo caso si tratta di una fonte sacra, in opera isodoma, edificata con conci di trachite e di basalto perfettamente lavorati e connessi con l'ausilio di grappe di piombo.

Come arrivare
Da Cagliari-Sassari-Olbia, lungo la SS 131bis in direzione Nuoro, vi sono due possibilità:
1. Uscita diretta per Orune, poi SP 51 (km 12).
2. Uscita per Nuoro, poi innesto per la SS 389 Bitti-Orune (km 25).
Dal paese di Orune, seguire le indicazioni per ‘Fonte sacra Su Tempiesu’ distante circa km 5.
Dal centro ricettivo si arriva al monumento seguendo un originale percorso naturalistico di 800 mt.

"Il monumento risulta addossato all’incisione interposta fra due ripide pareti di roccia di scisto dove è stata captata e incanalata la vena d’acqua che alimenta il pozzo sacro. II tempio è costruito interamente con blocchi di trachite perfettamente lavorati a martellina, squadrati e tagliati in modo obliquo nella faccia a vista, tranne quelli utilizzati per i filari del timpano. I conci presentano lunghe appendici a coda che consentivano la messa in opera con incastri alternati, senza l’uso di malta di coesione. Alcuni blocchi della copertura presentano delle protuberanze mammilliformi. L’edificio è costituito da un vestibolo a pianta rettangolare, leggermente strombato verso l’esterno e con il pavimento in lieve pendenza realizzato con grandi lastroni di trachite che si congiungono perfettamente [...]" (dal capitolo "Il Monumento")


Alla prima biforcazione, dopo km 2.3 di strada a fondo naturale, si tiene a destra, in salita, e al bivio successivo ancora a d., scendendo ripidamente lungo il fianco dell’altopiano con ampia vista sui territori di Oliena e di Dorgali. Segue, km 5.1, un quadrivio dal quale si continua direttamente verso Sud, evitando le diramazioni laterali. Dal km 7.6 si fiancheggia sulla sinistr una recinzione metallica, varcandola poi attraverso l’accesso che vi si apre; la carrareccia scende ancora più ripida in un vallone terminando, km 8.5, all’altezza di una casetta, donde per un sentiero sempre in discesa si raggiunge a piedi il tempio a pozzo Su Tempiesu. Addossato all’incisione interposta fra due ripide pareti vallive, dove sgorga la sorgente, il monumento fu scoperto nel 1953 e scavato solo in parte; la successiva campagna di scavo avvenne negli anni 1981-86 a cura della Soprintendenza di Sassari. Per l’isodomia delle sue strutture e per il tipo di materiali impiegati, presenta analogie con altri templi a pozzo (Pèrfugas, Paulilàtino, Serri) che ne assegnano la datazione al sec. IX a.C. Costruito con blocchi di basalto perfettamente lavorati a martellina, squadrati e tagliati in modo obliquo nella faccia a vista, è costituito da un vestibolo rettangolare coperto da due archi monolitici uniti da un piccolo solaio di lastroni che, insieme agli archetti, formano una copertura a botte. Nelle pareti laterali sono ancora visibili due banconi e due stipetti rettangolari che probabilmente venivano utilizzati come piano d’appoggio di oggetti votivi. Nel pavimento del vestibolo, realizzato anch’esso con lastroni di trachite basaltica, è scavato un canaletto di deflusso che raccoglie le acque traboccanti dal pozzo e le conduce, attraverso un altro canaletto di steatite finemente lavorato, al secondo pozzetto di raccolta, destinato ad accogliere le offerte votive e riproducente in scala molto ridotta il pozzo maggiore. Dal vestibolo, attraverso una scaletta trapezoidale composta da 4 gradini, si arriva all’imbocco del vano coperto da una piccola «thòlos» del diametro di cm 60 alla base, alta m 2, costituita da 11 file di conci di trachite basaltica perfettamente aderenti. In antico tutte le giunture dei blocchi erano saldate da una colata di piombo fuso che impediva la trasudazione dell’acqua. Una singolare copertura a doppio spiovente, unica in Sardegna, che nasce dalla parete rocciosa, ricopre il monumento in tutte le sue parti; la facciata, che si erge in altezza m 3.63, ha un timpano triangolare che termina con un fastigio costituito da un concio piramidale nel quale erano infisse 20 spade di bronzo fissate negli incavi da piombo fuso.

Orune, pozzo sacro Su Tempiesu.
Orune, pozzo sacro Su Tempiesu.
Particolare notturno della frazione vicino a Nuoro Lollove.

TERRITORIO Il territorio è costituito tutto da rilievi collinari che si prestavano un tempo anche per l’agricoltura, ma oggi sono utilizzati prevalentemente per l’allevamento ovino; è attraversato da alcuni rivoli chefannoparte del bacino idrico del Cedrino. Lollove è collegato a Nuoro per mezzo di una strada secondaria che continua poi verso nord-est sino a raggiungere Orune.
STORIA Nel Medioevo Lollove era compreso nel giudicato di Gallura e faceva parte della curatoria di Dore. Dopo la conquista aragonese gli abitanti mantennero un atteggiamento ostile nei confronti dei nuovi arrivati; ciò non impedì che il territorio nel 1347 entrasse a far parte di quelli concessi in feudo a Giovanni d’Arborea con l’incarico di pacificarli. In seguito, mentre Giovanni languiva in carcere, scoppiò la seconda guerra tra Aragona e Arborea e Lollove cadde nelle mani delle truppe giudicali che lo tennero fino alla caduta del giudicato. Subito dopo, nel 1410, fu concesso in feudo ai Turrigiti che nel 1430 lo cedettero al marchese d’Oristano. Dopo la confisca del marchesato, nel 1478 il villaggio fu assegnato ai Carroz del ramo di Mandas, in qualità di eredi diretti di Giovanni d’Arborea. Nei secoli successivi passò ai Maza de Lic¸ana, ai Portugal e infine ai De Silva Fernandez che agli inizi del Seicento lo inclusero nel grande feudo di Orani. Nel periodo successivo Lollove si spopolò quasi completamente e le sue campagne divennero teatro di lotte tra pastori e contadini. Nel 1821 fu incluso nella provincia diNuoro e nel 1838 riuscì a riscattarsi dalla dipendenza feudale. Relativamente a questo periodo siamo in possesso della preziosa testimonianza di Vittorio Angius: «Popolazione. Nell’anno 1838 abitavano in Lollove anime 180 distinte in maggiori d’anni 20, maschi 35, femmine 45, minori maschi 40, femmine 60. Le case sono 33. Le professioni principali sono l’agricoltura e la pastorizia, e danno opera alla prima uomini 25, alla seconda 20 tra grandi e piccoli. Due o tre fanno altri mestieri. Delle trentatre´ famiglie che compongono Lollove, ventisei sono possidenti. Agricoltura. Si sogliono seminare annualmente starelli di grano 15, d’orzo 100, di fave 6. Il terreno sarebbe ottimo alle viti, ma quei coloni non se ne curano, e pero` non altri che il parroco si può fare la provvista del vino. Sarebbero de’ siti ottimi per le piante ortensi, e si lasciano impigrire. Non si hanno piante fruttifere. Mentre in altre parti sono i paesani che vendono ai cittadini, i lollovesi solamente vanno a provvedersi da questi delle tante cose di cui mancano. Pastorizia. Si numeravano nell’anno suddetto vacche 600, pecore 2000, capre 500, porci 150. Questi animali pascolano negli estesi salti e nelle tanche. Le terre chiuse dette ‘‘tanche’’ sono quattro, che complessivamente conterranno poco meno di tre miglia quadrate». Nel 1848, abolite le province, Lollove entrò a far parte della divisione amministrativa di Nuoro e infine nel 1859 della ricostituita provincia di Sassari. Nella seconda metà dell’Ottocento la sua popolazione diminuì ulteriormente e si ridusse a frazione di Nuoro. Quando poi nel 1927 fu ricostituita la provincia di Nuoro entrò a farne parte.

Territorio Storia e patrimonio artistico e culturale di Lollove frazione di Nuoro.

ECONOMIA Base della sua economia è l’allevamento ovino e caprino; in qualche tratto si pratica anche l’agricoltura, in particolare la cerealicoltura. Servizi. Lollove è collegato con autolinee a Nuoro e Orune.
PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE L’abitato si distingue oggi per aver conservato le strutture originarie del villaggio di pastori e contadini, con case in granito, quasi tutte a un solo piano, che confinano con strade strette e spazi destinati a orto e cortile delimitati da muretti a secco. Il monumento di maggiore interesse del piccolo centro è la chiesa di Santa Maddalena, parrocchiale costruita in forme gotico aragonesi nel secolo XVI; ha un impianto a tre navate completate dal presbiterio, la copertura ha volta a crociera conmotivi tardogotici; la facciata è arricchita da un rosone e da un portale in trachite rosa. All’interno si conservano alcunialtari lignei riccamente intagliati e due statue del Seicento di bottega romana.



FESTE E TRADIZIONI POPOLARI
La festa più frequentata è quella di San Biagio, che si tiene il 3 febbraio ed è l’occasione per il ritorno nel villaggio degli abitanti che si sono trasferiti altrove, ma per la maggior parte nel rione Sa ’e Sulis di Nuoro. Altre manifestazioni vengono organizzate di tanto in tanto per attirare l’attenzione sul piccolo nucleo e salvarlo da un abbandono definitivo.


Lollove Cortes Apertas, Autunno in Barbagia a Lollove frazione di Nuoro.
Cartina Lollove Cortes Apertas, Autunno in Barbagia a Lollove frazione di Nuoro

Lollove
Vivilollove 15 e 16 Ottobre 2016


Il suo fascino ha incantato diversi artisti e scrittori tra cui il premio Nobel Grazia Deledda che qui ambientò il suo romanzo La madre del 1920.

A pochi chilometri da Nuoro sorge il piccolo ed affascinante borgo di Lollove dove il visitatore è immerso in un’epoca senza tempo, sospeso in un passato romantico che resiste al trascorrere dei secoli. Il borgo di Lollove è racchiuso in una deliziosa conca bagnata da alcuni ruscelli e circondata da verdeggianti colline. Il villaggio si svela al visitatore dopo alcuni chilometri percorsi su una stretta stradina secondaria che ha inizio subito dopo il bivio per Orune dalla strada statale 131. Tra le vie del centro antichi ruderi pieni di fascino sono ricoperti da una vegetazione incolta che lascia intravedere i vecchi cortili intorno alle case recintati dai muretti a secco. Qui venivano curati i piccoli orti accanto ai quali è ancora possibile trovare alcuni alberi da frutto. I pochi abitanti che ancora popolano il paesello si dedicano all’agricoltura e, prevalentemente, all’allevamento: non distanti dalle case si possono incontrare pecore, asini, cavalli, maiali e galline.

"Lollove as a esser chei s’abba ’e su mare: no as a crèschere ne apparèschere mai! "

Con queste parole fu lanciata la maledizione sul borgo da allora incantato e avvolto in una suggestiva atmosfera dove regna un silenzio quasi irreale.
La leggenda narra che alcune monache dell’antico monastero, forse francescane penitenti, vennero accusate di aver avuto rapporti carnali con i pastori del luogo e furono costrette a lasciare il villaggio. Allontanandosi pronunciarono la terribile condanna: ‘Lollove sarai come l’acqua del mare, non crescerai né mostrerai (di crescere) mai!’. La storia sembra essere divenuta realtà per il piccolo centro che ha resistito alla scomparsa grazie alla tenacia dei pochi abitanti che ancora oggi tramandano le antiche storie e i costumi locali.




Sabato 15 Ottobre
ORE 9:30 Apertura delle cortes delle antiche case, della Casa Museo Efisio Chessa e inaugurazione della mostra degli antichi arredi sacri nella chiesa di San Biagio.
ORE 10 Come nasce un bassorilievo sulla pietra. Dimostrazione a cura dell’artista di Galtellì Giuseppe Disi.
- Cortile casa Carta Monni
ORE 11:45 Dimostrazione della preparazione dell’antico piatto tradizionale del borgo. Degustazione gratuita. Esibizione di Alessandro Zizi all’organetto. - Corte da Toniedda.
ORE 15:30 Come si crea il costume nuorese. Dimostrazione a cura di Giovanna Dettori. Esposizione manufatti. - Casa Carta Monni
ORE 16.30 Esibizione de Su tenore garteddesu di Galtellì. - Sagrato Chiesa San Biagio


Domenica 16 Ottobre
ORE 9:30 Apertura delle cortes delle antiche case, mostra degli antichi arredi sacri nella chiesa di San Biagio.
ORE 10 Mostra fotografica Madriche. A cura di Rosy Brau. Inaugurazione. - Sagrato Chiesa San Biagio
ORE 10:30 Come si crea il costume nuorese. Dimostrazione a cura di Giovanna Dettori. Esposizione manufatti. - Casa Carta Monni
ORE 11:30 Premio Pro Loco Per amore di una città. - Chiesa di San Biagio
ORE 11:45 Dimostrazione della preparazione dell’antico piatto tradizionale del borgo. Degustazione gratuita. Esibizione di Alessandro Zizi all’organetto. - Corte da Toniedda
ORE 12:30 Premiazione L’artigiano d’oro. A cura di Pro Loco Nuoro e dell’associazione Nuoro 2000. - Sagrato Chiesa San Biagio
ORE 16 Balli in piazza con il gruppo folk Saludos - Proloco Nuoro. All’organetto il piccolo Davide Catgiu.
Spiazzo asfaltato fronte vecchio lavatoio - Ingresso Lollove





Dove mangiare a Lollove
Punti di ristoro lungo le vie del Borgo
Pranzo a menu fisso Trattoria “Sa Cartolina” (prenotazione cell. 340 0773866).


INFORMAZIONI
Proloco Nuoro tel. 348 2725058
proloco.nuoro@gmail.com


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale leviedellasardegna.eu

Autunno in Barbagia Lollove Vivilollove 8 9 10 novembre 2013 Cortes apertas
Angelo silente nel cimitero monumentale di Nuoro.
Paesaggio invernale a Nuoro.

L'Atene sarda Capitale della Barbagia, Nuoro sorge su un altopiano dominato dal Monte Ortobene e circondato da vallate e catene montuose. La sua origine risale al periodo romano, quando le popolazioni sparse intorno ai nuraghi si rifugiarono in luoghi meno accessibili, incoraggiando quel mito di inviolabilità e isolamento dell'area barbaricina. Grazie alla sua centralità geografica, Nuoro acquistò gradualmente la preminenza Centro della città è la piazza sistemata da Costantino Nivola e dedicata al poeta nuorese Sebastiano Satta, che animò la cultura cittadina insieme al politico Attilio Deffenu e alla scrittrice Grazia Deledda, nella cui casa natale è allestito il Museo Deleddiano, che conserva ancora intatte oltre le strutture, anche documenti ed oggetti appartenuti alla scrittrice premio Nobel. Tappa d'obbligo è poi il Museo Etnografico, le cui sale espositive ospitano capi di abbigliamento tradizionale, le maschere carnevalesche della Barbagia, gioielleria, tappeti, arazzi, pane e dolci. Per chi ama l'arte è invece consigliato il MAN, Museo d'Arte provincia Nuoro, con la sua collezione permanente dei migliori artisti sardi del XIX e XX secolo e importanti mostre temporanee. A oriente della città sorge poi il Monte Ortobene, vero e proprio monumento naturale, su cui s'innalza la statua del Cristo Redentore. Nell'ultima settimana di agosto si svolge anche la Sagra del Redentore, con la sfilata dei costumi tradizionali isolani e il corteo dei fedeli, che dalla città raggiungono in processione la vetta del colle dove viene celebrata la messa ai piedi della statua. territoriale sui paesi del circondario fino a diventare capoluogo di provincia nel 1926.

Sul Monte Ortobene sorge la statua bronzea del Redentore opera dello scultore Vincenzo Jerace.jpg
Redentore tradizionale sfilata dei gruppi in costume provenienti da ogni paese della Sardegna.

Monte Ortobene A pochi chilometri dall'abitato di Nuoro svetta il Monte Ortobene, un imponente rilievo di granitico alto 955 m la cui cima è presidiata dall'imponente statua in bronzo del Redentore, innalzata nel 1901 da Vincenzo Jerace. Meta ideale per compiere passeggiate immersi nei colori vividi della macchia mediterranea e respirando l'atmosfera fresca e frizzante delle sue vallate, il Monte Ortobene è facilmente raggiungibile partendo dalla Chiesa della Solitudine, situata a destra del Viale Ciusa, che da Nuoro segue un percorso serpentinato verso nord est. La Chiesa, sul sito di un preesistente santuario seicentesco, venne costruita negli anni '50 del XX secolo su disegno di Giovanni Ciusa Romagna. Il suo portale è una preziosa opera in bronzo realizzata dall'artista sassarese Eugenio Tavolara, autore anche delle formelle raffiguranti la Via Crucis. Nella chiesetta è conservata la sepoltura del premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda, scrittrice nuorese profondamente legata alla zona barbaricina. Il Monte Ortobene, disseminato di parchi e sorgenti, offre scenari da sogno dovuti all'abbondanza di massi granitici modellati dagli agenti atmosferici in forme spesso bizzarre che sembrerebbero ritrarre umani e animali. Fra i parchi più importanti, si segnala quello di Sedda Ortai, ad un'altitudine di 740 m sul livello del mare: ricoperto di pini e di lecci, è attraversato da una pista ciclabile e dotato di pista per il pattinaggio. Di grande interesse anche il parco di Farcana e di Solotti, quest'ultimo ubicato a poca distanza dalla Casa Diocesana comunemente conosciuta come "Casa del Vescovo", teatro di incontri e ritiri spirituali. Ogni anno, alla fine di agosto, l'Ortobene è animato dalla festa del Redentore, con manifestazioni folkloristiche ed esibizioni di gruppi in costumi tradizionali.


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