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Gavoi :: Nel 2005 Gavoi ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, prezioso riconoscimento di qualità per il contesto ambientale in cui il paese è inserito e per le risorse archeologiche e storiche distribuite sul territorio.

Località Sarde > Nuoro


Gavoi, scorcio del centro storico.
Gavoi, abiti tradizionali, 1905.jpg

Gavoi
Gavoi fa parte della cosiddetta Barbagia di Ollolai. Geograficamente è posto in una posizione molto particolare, a ovest è contornato dai monti di Brundihone e Chizu 'e noli, a nord dal monte Pisanu Mele, a est dai monti Cohoddio e Puddis, mentre a sud si può ammirare il bel panorama del lago di Gusana. L'economia è prevalentemente agro-pastorale, ma negli ultimi anni il turismo è diventato una risorsa importante.

Abitanti: 2.954
Superficie: kmq 38,31
Municipio: via Mannu - tel. 0784 53120
Cap: 08020
Guardia medica: via Dante, 1 - tel. 0784 53145
Biblioteca: piazza Santa Croce, 1
Ufficio postale: via Roma, 188 - tel. 0784 52232



Perché Gavoi ha la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano
Il comune di Gavoi offre ai visitatori un efficiente servizio di informazioni turistiche e un' offerta culturale ricca e diversificata grazie alle risorse archeologiche e storiche distribuite sul territorio. Di notevole rilevanza è anche il contesto ambientale circostante, poichè la località è situata nel cuore della Barbagia. Buona è l'offerta e la differenziazione delle strutture ricettive.

Gavoi, paesaggio del Lago di Gusana.

Il lago di Gusana

La capacità del lago di Gusana è di circa 60 milioni di metri cubi di acqua e si estende per una superficie di 2,4 di Km quadrati. Il lago di Gusana oggi sommerge il ponte romano, “Su ponte vetzu”, all’altezza del ponte detto oggi di Gusana costruito sul Rio Gusana intorno al II-III secolo dopo Cristo, un ponte romano a quattro arcate, la cui presenza sottolinea l’importanza strategica che i Romani attribuivano a questa valle, e una strada romana che collegava Kalaris-Ulbia (Cagliari-Olbia). Strade e ponti venivano costruiti man mano che avanzava la penetrazione romana. I barabaricini furono sconfitti dopo lunghe battaglie. Notevole rilevanza naturalistica e paesaggistica del lago e delle vallate circostanti, che rappresentano una delle più significative attrattive turistiche della Barbagia per gli sport d’acqua (canoa, windsurf), pesca alla trota, persico, carpa e tinca, per le escursioni sia a piedi che a cavallo, con fuoristrada e quad; per la raccolta di funghi, per la fotografia naturalistica. Attorno al lago sono presenti strutture ricettive di qualità: alberghi, ristoranti, agriturismo.

Gavoi, veduta, Wagner Max Leopold.

Storia Le origini di Gavoi sono ancora incerte. La presenza dell'uomo nella zona è testimoniata sin dal periodo prenuragico, ma si ritiene che la nascita del paese risalga al periodo romano. E' citato più volte nell'elenco dei centri che versavano le decime alle curie di Roma nella metà del secolo XIV. Partecipò con gli altri paesi della barbagia di Ollolai alla firma del trattato di pace del 1388 tra Eleonora d'Arborea e Giovanni I d'Aragona. Nel 1504 re Ferdinando concesse il villaggio a Pietro Massa Carroz d'Arborea e nel 1604 entrò a far parte del ducato di Mandas. Alla fine del '700, la peste che stava spopolando le coste sarde giunse a Gavoi a causa della mobilità dei suoi abitanti dediti alla pastorizia nomade ed al commercio ambulante. La popolazione fu decimata ed alcuni abitanti abbandonarono il paese e fondarono la vicina frazione di Lodine, che divenne il centro più importante del circondario. Successivamente, la peste giunse anche a Lodine e le famiglie si spostarono nuovamente a Gavoi, ormai del tutto risanato, che riprese il controllo della zona, riducendo il vicino paese di Lodine a frazione.
Territorio Gavoi si trova in posizione centrale rispetto agli altri paesi della barbagia. Il paese è ricco di storia, tradizioni e bellezze naturali. Nel territorio circostante si alternano monti, colline e altopiani destinati al pascolo, alla coltivazione di ortaggi e ai frutteti. A sud si affaccia sul lago di Gusana che, insieme alle vallate circostanti, rappresenta una delle più importanti attrattive turistiche della Barbagia per la sua notevole rilevanza naturalistica e paesaggistica. La vallata del bacino artificiale è circondata da un fitto bosco e dalla macchia mediterranea che rende il paesaggio unico nel suo genere. Nei dintorni di Gavoi esistono numerosi siti archeologici, da quelli prenuragici, come i menhir e le domus de janas, a quelli nuragici come il nuraghe di Castrulongu e il nuraghe Talaikè.
Economia L'economia è prevalentemente agro-pastorale, ma negli ultimi anni il turismo è diventato una risorsa importante. Gavoi è diventato un vero e proprio luogo di villeggiatura, in particolare, la nascita del lago artificiale ha attirato sempre più turisti appassionati di sport acquatici e sulle sue rive sorgono alcuni importanti alberghi e ristoranti. Gavoi è famoso anche per la produzione di antichi prodotti artigianali, come quella di speroni e morsi per i cavalli, coltelli, gioielli in oro e argento e per la fabbricazione e commercializzazione dei tessuti d'orbace. Si costruiscono, inoltre, alcuni tra i più antichi strumenti musicali della Sardegna. Il paese è il maggiore produttore del formaggio pecorino "Fiore sardo". Questo tipo di formaggio, prodotto con antiche e particolari tecniche di lavorazione artigianale, è riuscito ad ottenere il marchio D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta).
Tradizioni artigiane Grande interesse per il nostro passato e il nostro presente rivestono le tradizioni. In passato, Gavoi era rinomato per la produzione di speroni e di morsi per cavalli, per la produzione di coltelli e la fabbricazione e commercializzazione dei tessuti di orbace ad opera dei venditori ambulanti “sos Zillonarjos”, che a cavallo viaggiavano per tutta la Sardegna. Secolare è la tradizione degli orafi e argentieri che vendevano i primi manufatti e gioielli tradizionali in tutta l’isola. Gioielli come “Sa Rughitta”, “Sa Perda e Ocru”,” Sos Guttones”, “Su Sebeze”,”Sos Canzos”, “Su Reliquariu”, “Sa Nushera”, “S’Ispulihadentes”, “Su Sorichittu e Mare”, “Su Puleu”, “Sos Sonazolos”, “Sa Ganzera”, “Su Zunchillu”, gli antichi rosari e altri gioielli, vengono riprodotti oggi, con metodi antichi, dagli abili orafi gavoesi. Attualmente alcuni artigiani hanno ripreso a produrre l’antico coltello barbaricino e gli speroni, il pane e fresa, il formaggio, le patate, le pietanze tipiche, le ricette, le ultime produzioni dei prodotti della Barbagia e di Gavoi.
Il fiore all'occhiello delle produzioni alimentari di Gavoi è il formaggio Pecorino Fiore Sardo che si produce secondo antiche e particolari tecniche di lavorazione artigianale. A Gavoi si costruiscono e si suonano alcuni tra i più arcaici strumenti musicali presenti in Sardegna: 'Sos Tumbarinos' di pelli di cane, capra e asino; zufoli di canna palustre; triangoli di ferro battuto. Con essi si accompagnano i balli tradizionali di Gavoi in particolare il Giovedì grasso.
Archeologia Il territorio di Gavoi è ricchissimo di monumenti archeologici. Di particolare interesse gli insediamenti di epoca neolitica attorno al santuario di “Sa Itria” (a circa 10 Km. da Gavoi verso est) nel cui recinto chiuso dai “Muristenes”, svetta un alto menhir magnifico “Sa perda longa”, monolite di granito alto fuori terra m.3,60, databile da 5000 a 6000 anni fa. La zona archeologica circostante evidenzia anche tracce di villaggio neolitico e nuragico, un muro a forma ellittica intorno alla pietra, pezzi di altri menhir divelti dal suolo e vari menhir abbattuti. Infine un grande nuraghe, Jorzi Froris. Le domos de janas di “Uniai” (sono presenti 5 Domos de Janas di cui tre dette Sas Fenestras vicino alla strada) e di “Istelathe”; il dolmen ed il nuraghe di “Castrulongu” uno splendido nuraghe a corridoio, incastrato fra le rocce. Sotto il nuraghe, a 50 metri, un dolmen imponente, di cui ancora si può ammirare il grande masso di copertura, rettangolare. Poco sotto il dolmen, si può anche ammirare un menhir fallico, disposto orizzontalmente fra due rocce, parallelo al suolo; i menhirs di “Fiola” e di “Dorthenì”. Perfettamente conservato è il nuraghe di “Talaichè”: si tratta di un nuraghe monotorre, relativamente arcaico, con dentro una tholos intatta e bellissima, una delle poche ancora visibili in Barbagia. Nella zona di Soroeni, prima del nuraghe appartenente a Lodine, in territorio di Gavoi si ammira una domo ‘e janas e una tomba di giganti, sepolta presso una scuderia. Attorno al lago di Gusana troviamo numerose domos de janas: Garìo, ISCRITHOLA: nove domos de janas, scavate su grandi massi del sito. Sono visibili presso una caverna, frequentata da epoca piuttosto arcaica. Alcune domos de janas conservano tracce di pittura, una specie di ocra rossa, forse ricavata dalla corteccia di querce. SAS CAMPANAS DE GURRAI: tre domos de janas, a circa un chilometro dall’albergo Gusana: una è particolarmente interessante, si sviluppa su quattro ambienti diversi ed ha una superficie totale di circa 25 metri quadrati. I menhirs di “Pedras Fittas” nella VALLE DI ORATU: era attraversata dalla Via per mediterranea, strada romana strategica delle zone interne: tracce della strada si possono ancora vedere all’altezza di Domos Novas, villaggio antico scomparso in epoca medievale, di cui si notano poche tracce. Vicino anche i resti di una tomba di giganti. A Predas fittas, ai confini del territorio, si ammirano due menhir ancora in verticale.


Gavoi fiore sardo. Cortes apertas degustazioni prodotti tipici di Gavoi durante la manifestazione Autunno in Barbagia.

Curiosità Tradizioni e Informazioni Turistiche su Gavoi

In posizione centrale rispetto agli altri paesi della Barbagia, Gavoi sorge in un territorio in cui si alternano monti, vallate e altipiani, mitigati dall'influsso benefico del lago di Gusana. L'abitato, disposto ad anfiteatro sul versante di una montagna, è contraddistinto da una certa uniformità stilistica, con la maggior parte delle case in granito grigio. Alcune costruzioni si segnalano per l'eleganza delle forme ed i balconi adornati da lussureggianti fioriture. Non è nota l'origine del centro abitato, ma verosimilmente risale ad epoca romana. Sicuramente il territorio circostante fu abitato sin da epoca preistorica, come indica la presenza di menhirs e sepolture a "domus de janas" e dei nuraghi di Castrulongu e di Talaikè.
Nel
2005 Gavoi ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, prezioso riconoscimento di qualità per il contesto ambientale in cui il paese è inserito e per le risorse archeologiche e storiche distribuite sul territorio. Al centro del paese sorge la parrocchiale di S. Gavino, di forme tardo-gotiche (XVI sec.), con un bel rosone in trachite ed un portale con timpano ricurvo spezzato di stile rinascimentale. All'interno si segnalano un pulpito in legno intagliato del '600 e un bel fonte battesimale del 1706, anch'esso in legno intagliato e dorato. L'altra chiesa degna di nota del paese si trova invece nella parte alta: è la chiesa di S. Antioco, con una grande statua lignea del santo risalente al XVIII secolo e numerosi ex voto in filigrana d'oro e d'argento. Noto in passato in tutta la Sardegna per la sua produzione artigianale di morsi e speroni per cavalli, oggi Gavoi è rinomato per la produzione del gustoso formaggio pecorino "Fiore sardo" (marchio D.O.P.). Si tratta inoltre di un importante centro di villeggiatura, specialmente per gli appassionati di sport acquatici ed equestri ed in generale di escursioni naturalistiche. La vallata del bacino artificiale è infatti circondata da un fitto bosco e da una macchia mediterranea estremamente fitta. Ogni anno, tra fine giugno e i primi di luglio, Gavoi viene animato da un gran numero di visitatori attirati dal Festival della Letteratura. Articolato in tre giornate, prevede incontri con gli autori, dibattiti, letture e appuntamenti musicali di grande rilievo.

Gavoi chiesa di San Gavino.

La chiesa di San Gavino
Come arrivare Si arriva a Gavoi percorrendo la SS 128. La chiesa di San Gavino è situata su un'altura nel centro storico del paese, di cui è la parrocchiale.
Descrizione La parrocchiale di Gavoi segue il tipo della chiesa gotico-catalana. Sia la navata centrale sia le tre cappelle laterali hanno volta ogivale, con i costoloni in vulcanite rossa, come altre chiese della zona (Nostra Signora del Carmelo o la parrocchiale di Fonni). Nel 1932 vennero eseguiti lavori di restauro e pulitura della struttura, levando l'intonaco di calce dai medaglioni delle chiavi di volta e recuperando importanti rilievi. La volta del coro è stellata, rimarcata anch'essa da costoloni in vulcanite rossa e caratterizzata da cinque medaglioni, corrispondenti alle chiavi di volta. Nei rilievi compaiono le figure dei Santi Proto, Gavino e Gianuario, e gli apostoli San Pietro e San Paolo. Nella cappella della Beata Vergine Maria, nel medaglione in rilievo vi è un'elegante rosetta contornata da motivi vegetali mentre nella cappella di San Sebastiano compare lo stesso motivo della rosetta ma arricchito con foglie d'acanto. Nella cappella di Sant'Antonio il medaglione reca scolpita la figura del Santo mentre in quella del Crocifisso vi è la croce con motivi floreali. Il medaglione della cappella dedicata a San Francesco è degradato, ma vi si leggono le lettere "D.B.M"., il cui significato è sconosciuto: è ignoto se il riferimento possa essere al Santo o a un parroco zelante. Nella cappella della Vergine del Carmelo è incisa la seguente epigrafe: "Ano IDQQ R. LAY", cioè "Anno 1555 Rev.do Lai Vicario": è così possibile accertare la data di costruzione e conoscere il nome del parroco dell'epoca. Un'altra iscrizione si trova nella cappella di San Francesco Saverio e anche in questo caso si hanno una data e un nome: "Opus ARDOREC QOESADAY/conclu(s)um anno 1695", che tradotto dice che quest'opera, iniziata dal Reverendo Dottor Rettore Quesada, fu conclusa nell'anno 1695. In seguito alle ricerche d'archivio è stato accertato che il rettore Quesada fu parroco di Gavoi dal 1686 al 1692, anno in cui fu promosso canonico della Metropolitana di Oristano. Il parroco successivo, don Lai, nell'iscrizione rende merito al suo predecessore. Al nome del reverendo Lai sono legate due importanti opere conservate nella parrocchiale: il battistero e il pulpito. Nella facciata della chiesa si apre un ampio rosone in vulcanite rossa, di 3 m di diametro, di tipo gotico-catalano, mentre il portale architravato è di modi barocchi. Il campanile a pianta quadrangolare, alto e solido, nell'ordine superiore è caratterizzato da archetti gotici. Il cupolino che lo coronava è stato ricostruito in epoca imprecisata dopo un crollo. La leggera inclinazione verso levante è forse dovuta a un cedimento del terreno.
Storia degli studi La chiesa è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale (1994).

Da: Architettura tardogotica e d’influsso rinascimentale, collana “Storia dell’arte in Sardegna” Nuoro, Ilisso, 1994

San Gavino a Gavoi (prima metà XVII sec.)

Su un’altura del centro barbaricino di Gavoi – anticamente sotto la giurisdizione della diocesi di Santa Giusta nel giudicato di Arborea – prospiciente l’abitato disposto ad anfiteatro, la parrocchiale dedicata al martire turritano Gavino qualifica il paesaggio urbano con la facciata in trachite rosata e l’elegante torre campanaria integrandosi perfettamente nel contesto abitativo di caratteristiche case in granito. L’interno, reso anonimo da un pesante intervento di restauro, si caratterizza per un’equilibrata spazialità e presenta un’unica navata coperta con volta spezzata rinforzata da archi a sesto acuto su lisce paraste in trachite. Arconi ogivali immettono nelle cappelle laterali voltate a crociera costolonata e intercomunicanti mediante archi a tutto sesto. Il presbiterio, leggermente sopraelevato e di dimensioni minori rispetto alla navata secondo l’interpretazione semplificata dei modelli gotici del Levante iberico impostasi nell’Isola, ha pianta quadrangolare e copertura a volta stellare con gemme pendule raffiguranti S. Gavino e quattro santi, resi con un intaglio che rivela una manualità e un’impronta popolareggiante ma comunque di buona qualità, la stessa che si riscontra in alcuni arredi lignei (battistero poligonale, pulpito) ancora presenti all’interno. Il prospetto ha coronamento piano privo di merlature e segnato da un cornicione aggettante; presenta un paramento murario in cantoni trachitici di media pezzatura dal taglio accurato. Il portale centinato è affiancato da semicolonne scanalate e rudentate poggianti su alti plinti e sormontate da capitelli corinzi; le specchiature sopra l’arco sono decorate mediante testine angeliche mentre il fregio della trabeazione alterna triglifi a metope con cerchi concentrici; la struttura termina con un timpano curvo spezzato percorso da doppia dentellatura che reinterpreta in chiave vernacolare, ma con padronanza di mezzi, motivi espunti dai codici linguistici dell’architettura tardomanieristica. Sullo stesso asse del portale si apre un ampio rosone cigliato con strombatura segnata da cornici dentellate e a spina di pesce e una raggiera di colonnine raccordate da archetti. Il lato sinistro del prospetto riveste la parte inferiore del campanile a canna quadra e terminale piano; lisci specchi segnati da paraste angolari e conclusi da un doppio ordine di archetti pensili conducono lo sguardo alla cella campanaria con monofore archiacute e un terzo ordine di archetti ogivali sui quali è impostato un cornicione aggettante e modanato che conclude la struttura. L’impianto dell’edificio aderisce perfettamente alla tipologia tardogotica di estrazione sardo-catalana particolarmente diffusa nel Meridione isolano tra XVI e XVII secolo. Allo stesso gusto va riferita la torre campanaria, nella quale sono rilevabili ancora echi della tradizione romanica, mentre l’armonico accostamento del rosone gotico al portale manieristico, arricchito in questo caso dal fregio di impronta palladiana, rimanda all’eclettismo combinatorio imperante nell’Isola per tutto il XVII e parte del XVIII secolo accomunando, anche cronologicamente, il prospetto del S. Gavino di Gavoi a quelli delle parrocchiali di Nughedu Santa Vittoria, di Ardauli e del santuario di S. Mauro a Sorgono.

Gavoi stradine.
Costume di Gavoi.

Feste e sagre paesane a Gavoi

Sono numerosi gli eventi organizzati dal Comune di Gavoi, alcuni dei quali conosciuti anche a livello internazionale, come l'importante 'Festival Letterario' che ospita importanti personalità del mondo della cultura e registra migliaia di presenze ogni anno.
Principali appuntamenti annuali a Gavoi:


Il Carnevale
Festa di 'Sant'Antioco'
Festa di San Giovanni
Festa di 'Sa Itria'
Festa di 'San Gavino' Patrono di Gavoi
Sagra 'Ospitalità nel cuore della Barbagia'
Festival Letterario 'L'isola delle storie'
Festival del cinema italiano – Premio 'Tumbarinu'


Il Carnevale La Barbagia è sempre stata la roccaforte delle tradizioni, è proprio qui che ancora oggi resiste un carnevale diverso da tutti. Il carnevale in Barbagia conserva la liturgia drammatica del sacrificio della vittima 'Su Mortu de Harrasehàre', il morto del carnevale, che a Gavoi viene rappresentato da ''Zizzarrone'', un fantoccio che veniva fatto girare per il paese in groppa ad un asino o sulle spalle di una persona. Il carnevale inizia con il Giovedì Grasso (jobia lardajola), giorno in cui si tiene 'Sa Sortilla ‘e Tumbarinos', il raduno dei tamburini, in cui una folla immensa di adulti e bambini sfila per le vie del paese con il tipico costume in velluto e con gli altri costumi tradizionali, suonando 'Sos Tumbarinos', strumento arcaico costruito interamente a mano con pelli di capra e asino, ed altri strumenti tradizionali quali zufoli di canna palustre e triangoli di ferro battuto che accompagnano il ballo gavoese. Da quel giorno si scatenerà l'euforia delle comitive in maschera, creative e spontanee, che dilagheranno nel paese fino al mercoledì delle ceneri. Per cinque giorni, feste di piazza con musica, balli, maschere, sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati fino alla conclusione dei festeggiamenti la sera del martedì grasso, con lo straordinario spettacolo del rogo del Carnevale dove viene bruciato ''Zizzarrone'' insieme a sua moglie ''Marianna Frigonza''. Un lunghissimo corteo di maschere e folla urlante accompagna ''Zizzarrone'' e ''Marianna Frigonza'' nell'ultimo viaggio che si conclude con il rogo. Con il carbone che rimane dal rogo, il mercoledì mattina i giovani, ''Sos Intinghidores'', faranno il segno della croce sul viso alle persone che incontreranno per strada.
Festa di 'Sant'Antioco' Si festeggia due domeniche dopo Pasqua, dura tre giorni, per tradizione la festa dei 'Zillonarjos' – manifestazioni folcloristiche e processioni a cavallo.
Festa di San Giovanni Si festeggia il 24 giugno. Dura tre giorni: manifestazioni folcloristiche e processioni a cavallo.
Festa di 'Sa Itria' Si festeggia l'ultima domenica di luglio nel santuario campestre omonimo (10 Km da Gavoi), con corse di cavalli e manifestazioni folcloristiche. Il mercoledì 'Sa Ghirada' (il rientro a cavallo dal santuario al paese).
Festa di 'San Gavino' Patrono di Gavoi Si festeggia il 25 ottobre, organizzata dai ragazzi/e della leva. Dura tre giorni: manifestazioni folcloristiche e balli in piazza.
Sagra 'Ospitalità nel cuore della Barbagia' (Cortes apertas, Autunno in Barbagia) Si festeggia il venerdì, sabato e domenica intorno alla seconda settimana di ottobre. Mostra-mercato dei prodotti locali: 'Fiore Sardo' (formaggio pecorino Gavoese), patate, funghi, dolci, pane, ecc. Esposizione e lavorazioni artigianali - Manifestazioni culturali e Folclore - Escursioni e visite guidate - Degustazione prodotti locali - Esposizione e vendita di articoli artigianali tradizionali: gioielli, cassapanche, coltelli, sugheri, tamburini, giochi, ecc.
Festival Letterario 'L'isola delle storie' La manifestazione culturale di grande richiamo è denominata- ''L'ISOLA DELLE STORIE Festival Letterario della Sardegna in Barbagia a Gavoi''. Il Festival Letterario della Sardegna si tiene a Gavoi il primo fine settimana di Luglio. Singolare kermesse di alto valore culturale, in pochi anni si e' affermata come uno degli eventi artistici di maggior prestigio della Sardegna riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Per un intero fine settimana il paese apre le sue piazze a riflessioni, dibattiti, letture, spettacoli, mostre, presentate da autori italiani e stranieri, affermati ed esordienti, su temi di letteratura, sociali e politici, etici e filosofici, storie del mondo per grandi e piccoli. La manifestazione ha lo scopo principale di divulgare la lettura e l'attenzione al libro ma anche di far conoscere e fare apprezzare i luoghi e la gente di Barbagia che accolgono l'evento. Il Festival è cresciuto negli anni conquistando un pubblico sempre più vasto, viaggiatori, turisti curiosi, che per un intenso fine settimana animano il suggestivo centro storico e le strade del paese.
Festival del cinema italiano – Premio 'Tumbarinu' Il Festival del Cinema Italiano è dedicato in modo particolare al nostro cinema d'impegno sociale e civile. Il premio viene assegnato da una giuria a chi si è distinto per aver saputo mostrare determinazione a non cedere, a non mollare, a non tradire quei valori di civiltà, di rispetto della dignità di ogni essere umano, che devono continuare a essere il fondamento della nostra democrazia, oltre ogni differenziazione politica e ideologica. Un messaggio chiaro ai giovani a lottare contro le ingiustizie e le sopraffazioni.

Festival del cinema italiano – Premio 'Tumbarinu' , Gavoi, Valeria Golino
Gavoi Touring Club Italiano.

Gavoi, Museo della civiltà dell'altopiano
Informazioni
Indirizzo: via Cagliari - 08020 Gavoi
tel. 349 8018561
Titolare: Franca Cadau e Gavino Pira
Orari: 10.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00, comitive su prenotazione
Biglietto: ingresso libero

Il museo

Dedicato alla vita del pastore transumante e del suo compagno di lavoro, il cavallo, si articola in 4 sezioni disposte su 2 sale, che documentano le tradizioni della Barbagia di Ollolai. Alle pareti sono appesi morsi, staffe e speroni a centinaia, per la maggior parte fabbricati nelle botteghe de "sos ispronarzos" di Gavoi. "Sos zillonarzos", i venditori ambulanti, li commerciavano nelle sagre paesane di tutta la Sardegna fino alla metà del Novecento (l'ultimo artigiano che firmava le briglie è scomparso negli anni '80 del Novecento). La seconda sezione comprende gli strumenti essenziali per la produzione, nell'ovile, del formaggio fioresardo: le caldaie (lapias), i recipienti di sughero per la mungitura (malunes), le forme di legno ed altri utensili. Accanto, l'abbigliamento del pastore: la mastruca, i gambali, le scarpe, "sas buzzas" e "sas bertulas" per il trasporto del pane carasau. La terza sezione riguarda la lavorazione della lana: dagli strumenti della tosatura a quelli della cardatura, filatura dell'ordito e tessitura. Il prodotto finito è "su furesi", che veniva impiegato per la confezione del costume maschile e degli abiti del pastore, nonché, in epoca fascista, per le divise dei gerarchi. L'ultima sezione è dedicata agli strumenti musicali della festa, usati per accompagnare il ballo tondo barbaricino nelle sagre, nei matrimoni e, soprattutto, a carnevale. Sono appesi alle pareti tamburi (tumbarinos) di varie misure, triangoli artigianali, zufoli (pipiolos) intarsiati e dipinti che il giovedì grasso annunziano al paese che è tempo di carnevale.

Gavoi, Museo Jocos.Gavoi (NU).
Gavoi Interno della Chiesa di Sant Antioco.
Gavoi il paese.jpg
Gavoi, tradizionale coltello a serramanico.
Panorama notturno di Gavoi.
Ingredienti per la preparazione delle sebadas. Gavoi cortes apertas 12 13 14 ottobre 2012, autunno in barbagia 2012.
Cortes apertas a Gavoi, Autunno in Barbagia a Gavoi. Turismo a Gavoi dove dormiere e dove mangiare a Gavoi.
Cartina Cortes apertas a Gavoi, Autunno in Barbagia a Gavoi dove dormire e dove mangiare.

Ospitalità nel Cuore della Barbagia
Cortes Apertas a Gavoi
7/8/9 Ottobre 2016


Camminando per le incantevoli vie del centro storico si possono ammirare le tipiche case in granito dell’architettura barbaricina molto ben conservate e ci si può lasciar trasportare alla ricerca degli scorci inaspettati arricchiti dai profumati balconi fioriti. Custode della cultura locale, il museo Casa Porcu Satta raccoglie una notevole collezione etnografica: i bellissimi abiti della tradizione gavoese, i giocattoli d’un tempo, gli strumenti degli antichi mestieri e la raccolta di strumenti musicali. Tra questi spicca su tumbarinu, il tamburo suonato assieme a su pippiolu e a su triangulu segna il passo dei I balli e della festa riempendo del suo ritmo le vie di Gavoi. Tra i siti archeologici da visitare si segnalano, vicino alla chiesa di Sa Itria, il famoso menhir Sa perda Longa che si leva da terra per più di 3 metri mentre un raggruppamento di menhir è ancora visibile nella radura di Perdas Fittas. Nel territorio si conservano diverse domus de janas (come quelle di S’iscrithola e di Gurrai) e nuraghi, tra i più noti vi è il nuraghe di Talaichè, alto circa 6 m, con la caratteristica copertura a tholos intatta. Infine il paese da sempre noto per la cultura pastorale e la produzione del Formaggio D.O.P Fiore Sardo, oggi è conosciuto anche per l’importante Festiva Letterario della Sardegna, curato dall’Associazione Isola delle Storie che richiama scrittori, attori e giornalisti di fama internazionale.

Info
Comune di Gavoi - tel. 0784 53197 - 0784 53633.
Per richiesta informazioni email: cortes@comune.gavoi.nu.it.
Punto informazioni durante la manifestazione: Piazza Sa Serra c/o la
rotonda ingresso del paese.
Sito ufficiale: www.comune.gavoi.nu.it

L’amministrazione comunale ringrazia tutte le associazioni di volontariato, culturali e sportive di Gavoi, che con il loro apporto, espressione delle loro passioni e dell’impegno sociale e culturale verso la comunità, hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione.




Dove mangiare a Gavoi
Osteria da Borello, viale Repubblica, 104. Tel 0784 53741.
Ristorante Pizzeria Santa Rughe, via Carlo Felice 2. Tel. 0784 53774.
Ristorante Pizzeria Il Fornello, via Settembrini 40/50. Tel. 0784 53518.
Albergo Ristorante Gusana, località Oddirolo, lago di Gusana. Tel. 0784 53000.
Albergo Ristorante Sa Valasa, località Sa Valasa, lago di Gusana. Tel. 0784 53423.
Hotel Taloro, località Bilaerthu, lago di Gusana. Tel. 0784 53033.
Agriturismo Antichi Sapori “da Speranza”, via Cagliari 168. Tel. 0784 52021.
Agriturismo Fuego, località Conchedda, lago di Gusana. Tel. 0784 52052.
Pizzeria Andrea Sanna, via Maristiai. Tel. 0784 53316.
Rosticceria Pizzeria al taglio “Da Tonino”, via Roma 201. Tel. 0784 53035.

Dove dormire a Gavoi
Albergo Ristorante Gusana, località Oddirolo, lago di Gusana. Tel. 0784 53000.
Albergo Ristorante Sa Valasa, località Sa Valasa, Lago di Gusana. Tel. 0784 53423.
Hotel Taloro, località Bilaerthu, lago di Gusana. Tel. 0784 53033 .
Sa Posada di Lorella Ibba, viale Repubblica 175. Tel. 0784 53100.
Domosardinia, Su Caramu, via Mannu. Tel. 0784 53774.
B&B Mariposas, piazza Sant’Antioco. Tel. 0784 52272; cell. 349 0969210.
Agriturismo Antichi Sapori da Speranza, via Cagliari 168. Tel. 0784 52021.
Agriturismo Sedda Pierangelo, piazza Sant’Antioco. Tel. 0784 53154.
Agriturismo Fuego, località Conchedda, lago di Gusana. Tel. 0784 52052.


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale leviedellasardegna.eu


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