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Cagliari :: Città capoluogo di Provincia della Sardegna. Scopri tutto su questa meravigliosa città sarda sul Portale Le Vie della Sardegna.

Località Sarde > Cagliari


Cagliari, vista da monte Urpinu.

Cagliari

Accanto a un mare trasparente e cristallino, Cagliari offre una natura incontaminata fatta di lagune e oasi naturalistiche uniche in Europa. Oltre a feste e sagre secolari, senza eguali per suggestione e ricchezza di colori, la città è ricca di musei e monumenti, segni e testimonianze di tutti i popoli passati e rimasti nel corso della storia.

Abitanti: 162.864
Superficie: kmq 84,20
Provincia: Cagliari
Municipio: via Roma, 145 - tel. 070 6771
Guardia medica: via Talete - tel. 070 6095202 - 6095205
Polizia municipale: via Crespellani, 5 - tel. 070 6776812
Biblioteca: via Newton, 5/7 - tel. 070 4521004
Ufficio postale: piazza del Carmine, 27 - tel. 070 6054165

Stemma della città di Cagliari
Cagliari, Basilica Nostra Signora di Bonaria.
Ampio panorama di Cagliari dal monte Urpino, la cui vetta, raggiungibile dal colle Bonaria, tocca i 98 metri.

Città capoluogo di Provincia della Sardegna, conta 156.951 abitanti (rilevamento ISTAT del 1° gennaio 2010). Si trova a 6 m sul livello del mare, affacciata sul golfo omonimo, nella parte meridionale dell'Isola. Il territorio si sporge in mare con il Capo Sant'Elia; si estende per kmq 80,57, e mentre nella parte meridionale è bagnato dal mare, nel retroterra é circondato da Capoterra, Assemini, Sestu, Selargius, Quartucciu, Monserrato, Maracalagonis e Quartu Sant'Elena. Il territorio è costituito da una pianura costiera, dalla quale si sollevano piccoli rilievi, come quello sul quale sorge il quartiere Castello. Da Cagliari parte sia la maggiore strada dell'Isola, la statale 131 "Carlo Felice", sia la maggiore linea ferroviaria, che si dirige verso Sassari Porto Torres e Olbia Golfo Aranci; ma anche la strada ferrata per Iglesias e Carbonia e quella a scartamento ridotto per Mandas, Sorgono e Arbatax; nonchè le due strade che seguono la costa verso oriente e verso occidente, e varie altre che si dirigono verso l'interno. Tra gli innumerevoli monumenti la città conserva i resti del Castello, con alcune torri, realizzato dai Pisani e modificato in seguito da Aragonesi, Spagnoli e Piemontesi. Tra gli edifici religiosi ricordiamo il Duomo, dedicato a Santa Maria e costruito in stile Romanico agli inizi del XIII secolo dai Pisani; è stato ristrutturato tra la fine del secolo XVI e gli inizi del XVII con aggiunte che hanno finito per modificarne totalmente l'aspetto. Tra le feste spiccano le celebrazioni per Sant'Efisio, che culminano con la sfilata che attraversa la città in festa il 1° maggio, e continua poi fino a Pula, luogo di martirio del Santo. Vengono poi le feste dedicate a Nostra Signora di Bonaria, che si aprono il 24 aprile con la cerimonia che ricorda l'arrivo del miracoloso simulacro nel 1370. Fondata probabilmente già nell'VIII secolo a.C. dai Fenici, la città di Cagliari è sempre stata la porta della Sardegna e tutte le genti che sono giunte sull'Isola hanno stabilito qui il centro del loro potere: dai Punici ai Romani, dai Vandali ai Bizantini, e poi Pisani, Aragonesi e Piemontesi. Capoluogo della regione, la città si è sviluppata intorno alla collina di Castello (uno dei quattro quartieri storici, insieme a Marina, Villanova e Stampace). In età bizantina il centro urbano si spostò in una posizione più interna sulle sponde dello stagno di S. Gilla e prese il nome di S. Igia. Solo a partire dal XIII secolo riprese l'urbanizzazione dell'area dove oggi sorge la città, innanzitutto sul colle noto come Castello e successivamente negli altri tre quartieri posti alle sue pendici.

Cagliari da scoprire

Oltre alle ricchezze artistiche che punteggiano i quattro quartieri storici, Cagliari, ricca di siti archeologici di notevole rilievo, ospita la più vasta necropoli punica del Mediterraneo, dopo quella di Cartagine: la necropoli di Tuvixeddu – più volte minacciata dall'espansione edilizia – sembra oggi destinata ad essere recuperata e valorizzata per la fruizione collettiva. La più importante testimonianza della Cagliari romana è l'anfiteatro (I-II sec. d.C.), interamente scavato nella roccia sulle pendici del colle di Buoncammino, nella località nota come Palabanda. Contigui ad esso sono l'orto botanico, fondato nel 1865, che raccoglie oltre 500 specie di piante tropicali e le più caratteristiche piante mediterranee, e la cosiddetta "Villa di Tigellio", un interessante complesso di tre domus urbane di età imperiale. Lungo il viale S. Avendrace, parte iniziale della principale arteria viaria dell'Isola, che collega Cagliari a Porto Torres, è la sepoltura del I sec. d.C. nota come Grotta della Vipera, dall'animale con valenze salvifiche che compare sul frontone scolpito nella roccia.
Non si può dimenticare la celebre basilica di Bonaria, di impianto settecentesco, collocata davanti ad una scenografica scalinata, tra le immagini più celebri della città.

L'Anfiteatro Romano


Anfiteatro romano, grandioso monumento cagliaritano del II secolo.


L'anfiteatro si trova nell'area cittadina di raccordo tra il quartiere di Castello e la zona di Sant'Avendrace. La più importante testimonianza della Cagliari romana è l'Anfiteatro che si trova oggi al centro di una vasta area di rispetto delimitata a ovest dal viale Fra Ignazio da Laconi, dove si aprono i cancelli d'accesso; a nord dal viale Fra Nicola da Gesturi; a est da via Anfiteatro e dai giardini dell'Ospedale "San Giovanni di Dio"; a sud dall'Orto Botanico dell'Università. L'Anfiteatro di Cagliari è senza dubbio il più importante tra gli edifici pubblici della Sardegna Romana. Orientandosi con l'asse maggiore a nord/nordest-sud/sudovest, incunea il suo profilo elissoidale a monte della valletta di Palabanda, scavata nella roccia alle pendici sud-occidentali del colle di Buon Cammino, proprio di fronte alla chiesa e al convento di Sant'Antonio da Padova dei Cappuccini. Probabilmente in età Augustea, cioè nei decenni a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., la zona dovette essere scelta per la sua posizione centrale rispetto ai due poli all'interno dei quali, lungo l'asse litoraneo, si andava sviluppando la Carales romana: la laguna di Santa Gilla e il Colle di Bonaria.

Informazioni al Turista

Attorno a Cagliari si sviluppa una rete di stagni e paludi che ospita una ricca fauna, permettendo la pratica del birdwatching ogni mese dell'anno: tra i più importanti gli stagni di Santa Gilla e di Molentargius, con le cospicue colonie di fenicotteri. Tra le più caratteristiche feste dell'Isola è la Sagra di S. Efisio, che da più di 350 anni ogni 1° maggio colora le strade della città con i costumi, i canti ed i balli di ogni paese della Sardegna in una festa assai sentita dai Cagliaritani, durante la quale si accompagna la statua lignea del santo in processione fino alla chiesetta di Nora, ove secondo la tradizione sarebbe avvenuto il martirio. Cagliari è nota però anche per la sua cucina, che accoglie suggestioni e sapori da tutte le culture con cui è venuta a contatto. Da segnalare, tra i piatti di pesce, due prelibatezze: la "burrida", a base di gattuccio di mare in agrodolce, e la "fregula" con le arselle, tipica pasta a base di semola. Si consiglia a tutti i visitatori che intendono visitare la città in poco tempo o da un punto di vista "particolare", di utilizzare il famoso trenino cagliaritano o il Bus CTM open della CTM s.p.a. che percorrono su un itinerario prestabilito le strade più famose della città.

Feste, sagre ed eventi

Assunta

Sono oltre cento le feste celebrate il 15 agosto in Sardegna in onore della Madonna Assunta e ben diciotto le parrocchie a Lei dedicate. Il suo culto arrivò nell'isola con i bizantini, quando, nei tempi successivi al crollo dell'impero romano, la Sardegna passò sotto il controllo di Costantinopoli.
Nostra Signora di Bonaria
Il 24 aprile a Cagliari si festeggia solennemente Nostra Signora di Bonaria. L'antico Santuario di Bonaria costituisce una delle poche testimonianze relative all'insediamento fortificato fatto costruire sul colle dall'Infante Alfonso di Aragona quando, nel 1324, intraprese la conquista della città di Cagliari.
Sa Die de Sa Sardigna
Il 28 aprile di ogni anno, a partire dalla prima edizione che si è svolta nel 1993, a Cagliari si festeggia Sa Die de Sa Sardigna, conosciuta anche come la festa del popolo sardo.
Sant'Agostino
In Sardegna viene festeggiato in numerosi paesi, fra cui Cagliari, Abbasanta, Alà dei Sardi, Belvì, Alghero, Elini, Nurachi, Pauli Arbarei, Sindia. Teologo, filosofo, mistico, Dottore della Chiesa, Agostino rappresenta ancora oggi uno degli autori più letti e ricercati.
Settimana Santa a Cagliari
Per Pasqua il quartiere di Villanova diventa una gigantesca basilica a cielo aperto, le sue strade trasformate in altari per celebrazioni seguite da una folla che, silente e commossa, partecipa a riti rimasti immutati nella loro carica di suggestione e profonda religiosità. Villanova è il cuore pasquale di Cagliari, grazie soprattutto alle sue due confraternite, quella di San Giovanni - Arciconfraternita della Solitudine, forse il sodalizio religioso più antico della città - e l’altra di San Giacomo, la Confraternita del Santissimo Crocifisso. Nella chiesetta di San Giovanni, il gigantesco crocifisso ligneo dagli arti snodabili viene calato dalla sua cappella laterale la mattina della domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa, la grande settimana dei cristiani che in quei giorni fanno memoria del mistero centrale della fede. Alle tredici in punto del venerdì successivo, il Venerdì Santo, comincia la processione del Cristo Morto. L’enorme simulacro sale
verso il Duomo, in Castello, sorretto da mille mani desiderose, almeno per un attimo, di toccarlo, carezzarlo, sorreggerlo. La croce pare ondeggi, quasi galleggia sulle ali di folla silente e commossa che, a tratti, lo ingoia facendolo scomparire alla vista. A squarciare il silenzio il greve canto polifonico de is cantoris, che nel loro saio bianco scandiscono le soste di questa singolare via crucis. A seguire le consorelle, in abito e velo nero sul volto, come la Madonna Addolorata che segue il Figlio nella salita al Calvario. L’arrivo in Cattedrale è alle 15 in punto, ora canonica della morte in croce del Figlio di Dio. Nella serata, una medesima processione, con itinerario diverso, parte da San Giacomo verso la parrocchiale di San Lucifero. Ed è notte quando, anche dalla chiesetta stampacina di Sant’Efisio, esce il Cristo morto nella sua lettiga per compiere un giro per le strade del quartiere e chiudere una giornata di lutto e mestizia. La mattina del sabato su scravamentu, la liberazione dal corpo del Cristo di tutti i segni della Passione, chiodi e corona di spine, quindi l’attesa della Resurrezione, suggellata la mattina di Pasqua dalla processione de s’incontru, con la Madonna che, lasciate le vesti del lutto, incontra e abbraccia il Figlio Risorto. Tre le processioni a Cagliari nel centro storico, una per ciascun rione, a Stampace, Marina e appunto Villanova, nella Via Garibaldi invasa da una folla al suono delle campane, finalmente sciolte dopo il silenzio quaresimale, ad annunciare la Resurrezione.


Sagra di Sant'Efisio

Il 1 maggio si celebra a Cagliari la sagra dedicata a Sant'Efisio, che rappresenta uno dei più importanti eventi religiosi e folkloristici della Sardegna. La manifestazione si ripete da tre secoli e mezzo per onorare il voto fatto dall'Amministrazione di Cagliari nel 1656 per ringraziare il Santo di aver liberato la città da una violenta epidemia di peste. Le celebrazioni, organizzate dalla Confraternita di Sant'Efisio con il patrocinio della municipalità cagliaritana, iniziano con la processione che accompagna il simulacro del Santo dalla sua chiesa, nel cuore del quartiere Stampace, verso il luogo del martirio, a Nora. Il corteo viene aperto dalle caratteristiche "traccas", cioè i carri a buoi ornati con tappeti, fiori e utensili. Seguono i gruppi folk provenienti dalle otto province sarde, i cavalieri e i miliziani. Sfilano poi il terzo guardiano, l'Alternos (che in origine rappresentava il Viceré e che oggi fa le veci del Sindaco) e la Guardiania. Il cocchio dorato con la statua di Sant’Efisio è preceduto dai componenti della Confraternita in abito penitenziale. Dopo la processione cittadina il corteo si avvia verso Nora, dove arriva il giorno successivo, effettuando varie tappe, fra cui la chiesetta di Giorgino, Frutti d’oro e Villa d’Orri. Giunto a Nora il simulacro del santo rimane esposto alla devozione dei fedeli nella chiesetta sulla spiaggia, dove si celebrano numerose messe.
Il 4 maggio, infine, si riprende la strada del rientro verso Cagliari.
Sagra di Sant’Efisio È uno spettacolo che a Cagliari, immutato, si ripete ad ogni 1° maggio da oltre tre secoli e mezzo. Il secentesco simulacro di Sant’Efisio, patrono della Sardegna, passa nel suo cocchio regale per le strade del centro cittadino salutato da una folla di fedeli e turisti, prima di dirigersi verso Nora, luogo del suo martirio avvenuto, secondo tradizione, nel 303 dopo Cristo. È l’annuale, ininterrotto rinnovarsi di un voto solenne, fatto al Santo dalla Municipalità di Cagliari quando una micidiale pestilenza, nel 1652, ne decimò la popolazione. E Sant’Efisio liberò la città dalla peste. Da allora, ogni anno, al Calendimaggio, dal 1° al 4 sera, le genti della Sardegna non hanno mai mancato all’antica promessa. Oggi la processione di Sant’Efisio - che dura quattro giorni, percorre quasi cento chilometri e tocca, nel suo percorso, tutti i centri abitati da Cagliari a Nora - è un autentico trionfo della fede e della devozione popolare, ma anche del folclore e della cultura di tutta un’isola. Per l’occasione giungono a Cagliari gruppi in costume dei principali centri di ogni provincia, con oltre cinquemila figuranti che accompagneranno il Santo nel ritorno al luogo del martirio. Ad aprire la sfilata sono le traccas, carri a ruota piena trainati da un giogo di buoi, splendide per allestimento ed eleganza, ricchissime degli elementi tipici e caratteristici della cultura agraria. Quindi i cavalieri campidanesi, i miliziani nella loro tradizionale giubba rossa, scorta armata del Santo, e la Guardiania a cavallo, elegantissimi cavalieri in frac e cilindro, seguita da confratelli e consorelle in abito penitenziale. Dietro il cocchio decine di migliaia di fedeli accompagnano il Santo fino all’uscita da Cagliari: inizia solo allora il vero pellegrinaggio di fede e di devozione verso Nora, la parte meno conosciuta ma la più autentica di questa tradizione, diventata una delle più nobili pagine della storia della Sardegna.



Sfilata per Sant'Efisio

Donna in Costume con i Pani Sardi / Donna in Costume a Cavallo

, Sagra di Sant'Efisio 1 Maggio Cagliari Sardegna.
Donna in Costume a Cavallo, Sagra di Sant'Efisio 1 maggio Cagliari Sardegna.

Come raggiungere da Cagliari le strutture termali


Fordongianus (distanza 113 chilometri). La via più comoda è quella di giungere in treno fino ad Oristano, tempi medi intorno ai 90 minuti (informazioni su linee, orari e coincidenze sono disponibili al numero 892021 o sul sito internet www.trenitalia.it) o con i mezzi dalle autolinee ARST, tempi intorno alle 2 ore (numero verde 800865042 e sito internet arst.sardegna.it:8080). Pani effettua il collegamento con tempi analoghi ed una frequenza sensibilmente migliore (telefono 079260066 e sito internet www.organizzazionepani.it) e Turmotravel con tempi di percorrenza intorno agli 80 minuti (telefono 078921487 sito internet www.turmotravel.it). La prosecuzione verso Fordongianus è assicurata, in circa 40 minuti, dalle autolinee ARST. La stessa compagnia opera anche un collegamento diretto che tuttavia dispone di una sola corsa giornaliera e ha tempi di percorrenza molto lunghi, intorno alle 3 ore e 15 minuti.

Sardara (distanza 52 chilometri) Il collegamento diretto è assicurato dalle autolinee ARST (numero verde 800865042 e sito internet arst.sardegna.it:8080) con buona frequenza e tempi di percorrenza intorno ad 1 ora e 40 minuti. Pani effettua il collegamento in circa un’ora (telefono 079260066 e sito internet www.organizzazionepani.it) oppure Turmotravel (telefono 078921487 www.turmotravel.it) con tempi di percorrenza intorno ai 40 minuti.

Terme di Fordongianus
Il maestoso complesso termale di Fordongianus, si sviluppa intorno ad una grande piscina rettangolare e offre al visitatore uno spettacolo emozionante e di grande interesse storico e culturale. L'acqua sgorga da un canale con l'imboccatura a testa di leone, alla temperatura di 54°C e viene usata ancora oggi dai locali per il bucato o per lavare attrezzi da lavoro. Presso le calde acque delle sorgenti sulfuree di Fordongianus, ricche di grandi proprietà terapeutiche, sorgeva l'abitato romano repubblicano di Aquae Ypsitane, importante centro termale fin dalle sue fasi più antiche, ma anche strategico presidio militare contro le popolazioni dell'interno, ostili al dominio romano. Le terme di Forum Traiani, nome assunto dalla città a partire dal II secolo d.C., in uso continuativo fino al III secolo, vengono successivamente abbandonate. Oltre le vasche secondarie e i resti di un porticato che fiancheggia la piscina, sono visibili altri ambienti come il frigidarium a due vasche, il tepidarium e il calidarium, di epoca più recente (III d.C.), usati per bagni freddi, tiepidi e caldi. Sullo spazio lastricato del foro si prospettano la scalinata monumentale e un imponente edificio, forse una locanda o un mercato, con ambienti che conservano tracce evidenti di intonaco affrescato con figure di colore rosso-bruno di cavalli in corsa e motivi ornamentali. È interessante, inoltre, ripercorrere il sofisticato sistema di pozzi, cisterne e canali utilizzati per immagazzinare e distribuire le acque, ancora oggi visitabili e fruibili.
Servizi Per cure di benessere estetiche e curative, inoltre, è in funzione la struttura di un moderno stabilimento, attivo per buona parte dell'anno, e associato al Grand Hotel Terme Sardegna.

Terme di Sardara
Le terme di Santa Maria Is Aquas costituiscono una componente di grande attrazione per il centro abitato di Sardara. Situate a pochi chilometri dal paese, si presentano come due moderni stabilimenti termali attrezzati di ampie e belle piscine, che propongono percorsi e servizi di benessere, estetici e curativi, anche in pieno inverno. Le acque minerali-bicarbonato-alcaline ipertermali, che scaturiscono dalle cinque sorgenti ad una temperatura che varia dai 50 ai 68 gradi centigradi, simili per la loro composizione a quelle di Vichy, offrono piacevoli momenti di benessere soprattutto nelle piscine all'aperto praticabili anche a temperature esterne molto basse. Le sorgenti termali erano frequentate sin dall'età del Bronzo, come testimonia la presenza di diversi nuraghi e la costruzione, sempre d'età nuragica, del tempio a pozzo di Sant'Anastasia. Anche i fenici e i punici, insediati nella vicina Neapolis, frequentarono il luogo, che i Romani trasformarono in un rinomato centro termale battezzandolo col nome di Aquae Neapolitanae. Gli attuali stabilimenti termali sono stati edificati nel XIX secolo.
Servizi Il soggiorno alle terme può essere piacevolmente accompagnato da percorsi naturalistici nel territorio circostante e dall'esplorazione dei nuraghi, due dei quali interni ad uno stabilimento, e dalla visita ai resti delle antiche terme. Sono inoltre praticabili escursioni ai ruderi del Castello sul colle di Monreale e visite ad alcuni siti del centro abitato, tra i quali il Museo Archeologico Villa Abbas e il Santuario di Santa Anastasia. Oggi è possibile trascorrere momenti di relax impareggiabili usufruendo dei numerosi servizi offerti dalle terme di Sardara.


La vetrina delle Aziende Sarde
Fordongianus, terme romane
Sardara, struttura termale
Sardara, piscina termale
Fordongianus, Terme di Forum Traiani

Altre proposte al turista

Trekking Numerose sono oggi in Sardegna le proposte turistiche che invitano a percorrere a piedi le zone dell'entroterra. Le cooperative locali, fra l'altro, suggeriscono escursioni per ogni fascia d'età, dalle passeggiate impegnative che implicano ore avventurose ad escursioni meno faticose ma non per questo meno piacevoli. La passione per il trekking nasce dalla volontà di camminare alla scoperta della natura. Chi ha questa passione trova in Sardegna un'intera Isola da scoprire. La variegata morfologia dell'Isola permette esperienze diverse. Si va dalle passeggiate nei boschi di Aritzo in Barbagia, alle escursioni sulle creste panoramiche di monte Albo o monte Novo in Supramonte, dalle traversate delle foreste del Goceano alle scoperte di villaggi nuragici; dalla salita alla Torre della Pegna nella Nurra alle scoperte che può regalare il massiccio dell'Iglesiente. Per gli atleti più esperti va poi segnalata l'aspra zona dell'Ogliastra dove si svolge il percorso sulla costa considerato il più difficile d'Italia, ''Selvaggio Blu'', che richiede alcuni giorni ed è consigliato a trekkers esperti. Ma le opportunità sono molte e diverse: si possono ammirare le cascate di Su murru mannu nell'Iglesiente, le calette isolate nel golfo di Orosei, le rocce granitiche del massiccio dei Sette fratelli o l'oasi del WWF nel Sulcis.
Vela La Sardegna è l'ideale per quanti veleggiano nel Mediterraneo: con coste frastagliate, calette da scoprire accessibili solo per chi viene dal mare, offre anche l'agio del porto turistico ricco di servizi. Non manca certo il vento per gonfiare la vela in un'Isola sempre battuta dai venti, cui si dovrà prestare attenzione informandosi circa le condizioni del mare prima di prendere il largo. Inoltre, discipline antiche come la vela - che si fa risalire alla frequentazione dei sardi con i fenici - godono da sempre in Sardegna di particolare riguardo, divenendo protagoniste di manifestazioni come la Vela latina a Stintino (SS) e la Tiscali Cup lungo il mare di Cagliari. Sono diverse le località sarde nelle quali viene praticato questo sport, sia a livello amatoriale che a livello agonistico. Il visitatore ha la possibilità di rivolgersi ai numerosi porti dell'isola per avere informazioni circa la possibilità di affitto delle barche e su tutte le altre informazioni utili in merito all'utilizzo delle stesse. Inoltre si può visitare il sito proposto in basso per avere maggiori informazioni circa la possibilità di percorsi in barca a vela in tutta la Sardegna.
Arrampicata sportiva La Sardegna, da tutti conosciuta per il suo mare, è diventata da qualche anno ambita meta anche per gli appassionati di arrampicata sportiva. Questo non deve sorprendere perché per l’arrampicata in realtà non occorrono alte vette da raggiungere, ma belle pareti rocciose, meglio se calcaree - e la Sardegna ne è ricchissima – in quanto tali rocce sono per loro natura ricche di asperità, l’ideale per chi voglia arrampicarsi avendo i necessari appigli per le mani e appoggi per i piedi. Sfidare la pendenza delle rocce per raggiungere i punti più elevati e godere di panorami mozzafiato è ciò che anima la disciplina dell'arrampicata, nata sulle rocce naturali alpine e poi diffusa in diverse regioni italiane, come la Sardegna così ricca di falesie. L’arrampicata può dunque essere praticata tanto sulle pareti rocciose delle zone di montagna (in particolare, molto amate le zone del Supramonte di Oliena e Dorgali e dei tacchi in Ogliastra) quanto su quelle a strapiombo sul mare o sulle spiagge, come è il caso delle calette del golfo di Orosei (Cala Luna, Cala Sisine, ma non solo). Sarebbe impossibile elencare tutte le località in cui si può praticare l’arrampicata, perché la Sardegna è punteggiata di luoghi sorprendenti in cui appaiono insospettate pareti calcaree che si prestano in modo ottimale a questa disciplina. Esistono oggi più di 3000 vie in tutta l’Isola. La Sardegna è oramai una delle regioni d'Europa più ricercate tra gli appassionati di questo sport, anche grazie al suo clima mite, che permette arrampicate in quasi tutti i mesi dell’anno, oltre a garantire un paesaggio irripetibile.
Canoa e kayak Andare in canoa, mezzo agile, comodo e per giunta economico, è un modo quantomai adatto per esplorare i corsi d'acqua, i laghi, ma soprattutto le coste della Sardegna. Attività fisica adatta a tutte le età, permette di vivere la natura intensamente, ammirando da una diversa prospettiva i colori di quest'Isola, con la possibilità di muoversi in autonomia, sicurezza e piena libertà, potendo scegliere tra le spiagge più affollate o le zone meno conosciute da esplorare. Ma l'offerta della Sardegna non si limita alle coste. Nell'interno meno frequentato, tra montagne di straordinaria bellezza e imponenti altipiani, si aprono numerosi invasi artificiali incastonati tra la vegetazione lussureggiante, dotati delle strutture necessarie a praticare gli sport acquatici. Dal lago di Gusana al lago Omodeo, dal lago Mulargia al Flumendosa, sullo sfondo di scenari incomparabili è possibile praticare questo sport su acque tranquille che si prestano al divertimento di grandi e bambini. Il clima mite della Sardegna, inoltre, fa sì che in qualunque stagione dell'anno si possano avere giornate serene e soleggiate in cui uscire in canoa o in kayak per escursioni di grande suggestione. Novità degli ultimi anni, l'introduzione della cosiddetta canoa polinesiana, che vanta equipaggi stimati sia a livello nazionale che all'estero.
Surf e windsurf Affrontare le onde soltanto su una tavola è qualcosa di elettrizzante, così come è entusiasmante sfruttare il vento raccogliendolo in una vela. Ebbene, surf e windsurf sono esattamente questo, discipline che sanno offrire l'emozione di essere tutt'uno col mare, col vento, con la natura. Il surf sfrutta solo le onde, quindi necessita di quell'elemento che in Sardegna il vento spesso produce. Ovviamente non basta avere una tavola per essere surfisti: occorre anche quel briciolo di follia che porta sempre più persone a mettersi in macchina alla ricerca dell'onda migliore da cavalcare. Sono molti i luoghi nei quali si pratica il surf in Sardegna: dal Poetto di Cagliari a Capomannu a Oristano, da Pula a Platamona a Sassari, tutta l'Isola è idonea a questa attività basta avere la pazienza di aspettare l'onda giusta da cavalcare. Ma se alla tavola si aggiunge una vela non sono più indispensabili le onde: basta il vento per partire e nell'Isola questo elemento non manca quasi mai. A Porto Pollo, presso Palau, si assiste ad una vera esplosione del genere, tanto da trasformare la località in una delle più frequentate d'Italia. In tutta l'Isola si pratica anche questa disciplina sportiva, e anche se il paradiso delle onde viene considerato l'Oristanese (Capomannu e Funtana Meiga) è la zona di Cagliari ad avere il maggior numero di praticanti con il circolo più grande d'Italia, il Windsurfing Club Cagliari e altri tre club distribuiti tra Cagliari, Quartu Sant'Elena e Chia. Ci si può dedicare anche allo sci nautico senza disdegnare una tranquilla pedalata in patino. Per i più temerari, non mancano i punti attrezzati per un volo con il kitesurf o una corsa (ovviamente, nel rispetto delle norme) con le moto d'acqua.
Pescaturismo Negli ultimi tempi, alla canonica attività si va affiancando il pescaturismo, integrativa della pesca artigianale che offre la possibilità ai turisti di essere ospitati a bordo di imbarcazioni insieme al personale dell'equipaggio, potendo così vivere appieno le forti emozioni che derivano da un'attività a così diretto contatto con il mare. Questa attività, regolamentata da apposito decreto ministeriale 13 aprile 1999, n. 293, dà la possibilità di effettuare brevi escursioni lungo le coste, osservare l'attività di pescatori di professione, ma soprattutto gustare quanto pescato anche direttamente a bordo, oltre alla possibilità di praticare la pesca sportiva e tutte quelle attività connesse alla pesca professionale promuovendo e valorizzando la vita lavorativa legata alla pesca. Ovviamente la variegata morfologia delle coste sarde e le diverse specie di qualità che il mare della Sardegna sa offrire, accompagnate da una grande cultura della cucina del pesce, fanno di questa iniziativa un'occasione da non perdere per gustare fino in fondo i sapori dell'Isola.

Guide Turistiche della Sardegna - Pesca Turistica - Escursioni in Barca

Diving Sardegna Immersioni - Centri Benessere e Medicina Naturale

Maneggi in Sardegna Equiturismo - Parchi Gioco e Divertimento

I 71 Comuni della Provincia
di Cagliari


ARMUNGIA
ASSEMINI
BALLAO
BARRALI
BURCEI
CAGLIARI
CAPOTERRA
CASTIADAS
DECIMOMANNU
DECIMOPUTZU
DOLIANOVA
DOMUS DE MARIA
DONORI
ELMAS
ESCALAPLANO
ESCOLCA
ESTERZILI
GERGEI
GESICO
GONI
GUAMAGGIORE
GUASILA
ISILI
MANDAS
MARACALAGONIS
MONASTIR
MONSERRATO
MURAVERA
NURAGUS
NURALLAO

NURAMINIS
NURRI
ORROLI
ORTACESUS
PIMENTEL
PULA





Gli sport che potrete fare in Sardegna

I 71 Comuni della Provincia
di Cagliari


QUARTU SANT'ELENA
QUARTUCCIU
SADALI
SAMATZAI
SAN BASILIO
SAN NICOLO' GERREI
SAN SPERATE
SAN VITO
SANT'ANDREA FRIUS
SARROCH
SELARGIUS
SELEGAS
SENORBI'
SERDIANA
SERRI
SESTU
SETTIMO SAN PIETRO
SEULO
SILIQUA
SILIUS
SINNAI
SIURGUS DONIGALA
SOLEMINIS
SUELLI
TEULADA
USSANA
UTA
VALLERMOSA
VILLA SAN PIETRO
VILLANOVATULO
VILLAPUTZU
VILLASALTO
VILLASIMIUS
VILLASOR
VILLASPECIOSA

Arrampicata in un una parete in Sardegna

Distesa plasticamente sui colli calcarei nella parte più protetta dell’ampio Golfo degli Angeli la Karalis fenicia, punica e romana è da sempre uno dei più favorevoli approdi del Mediterraneo meridionale. In un territorio sicuramente frequentato sin dal Neolitico, la fondazione urbana risale presumibilmente all’VIII secolo a.C. quando i Fenici vi istituirono uno scalo commerciale sulle sponde dello stagno di Santa Gilla. I Cartaginesi dotarono l’abitato di un impianto organico e funzionale e le maggiori testimonianze del lungo periodo punico provengono dalla necropoli di Tuvixeddu, ricca di suppellettili funerarie, e dalla stessa area di Santa Gilla, che ha restituito numerose ceramiche votive. La presenza romana trasformò profondamente l’assetto urbanistico e amministrativo di Caralis, riutilizzando in parte quanto precedentemente costruito ed edificando sistemi di rifornimento idrico, magazzini per il sale, foro, vie e piazze lastricate, un castrum fortificato nel quartiere Marina, fino alla concessione alla città dello statuto di Municipium nel 46 a.C.. Con il diffondersi del cristianesimo, Cagliari diviene centro di diffusione della nuova religione nell’isola, naturale punto d’approdo di martiri e uomini di fede arrivati lungo le rotte risalenti dal Nord Africa. In epoca bizantina e giudicale la città e la sede del governo locale sorgevano in località Santa Igia, ancora nella vicina laguna costiera di Santa Gilla, in una posizione che garantiva sufficiente protezione dalle incursioni provenienti dal mare. Ma alle spalle del litorale il vasto sistema di rilievi calcarei offriva migliori opportunità di difesa, del quale approfittarono Toscani e Pisani quando,dopo aver violentemente piegato l’ormai agonizzante istituzione statuale del Giudicato, fondarono nel 1216 Castel di Castro sul colle che oggi accoglie il quartiere residenziale di Castello. Circondato da alte mura fortificate il nuovo castrum si sviluppò rapidamente ricalcando l’assetto urbanistico delle città toscane, mentre gli avanzati sistemi difensivi murari si estesero ai quartieri di Marina, Villanova e Stampace. Ma la presenza pisana contrastava la nuova politica di Bonifacio VIII, che nel 1297 infeudò la Sardegna e la Corsica in favore di Giacomo II d’Aragona. Nel 1324 Pisa si arrese alla conquista aragonese, consegnando la città e l’Isola alla dominazione iberica. Nel 1720, dopo una breve annessione all’Austria, la Sardegna entrava a far parte del regno dei Savoia. In epoca sabauda la città conobbe una certa ripresa nell’architettura civile e militare. Nel 1793 i miliziani sardi sgominarono nel Golfo di Quartu l’attacco della flotta francese. Forti di questa dimostrazione di fedeltà, gli Stamenti Sardi chiesero al re la concessione di alcuni diritti fondamentali, quali il riconoscimento della parità nelle cariche pubbliche. Le aspettative, puntualmente disattese, innescarono una sollevazione popolare che portò alla cacciata dei Piemontesi nel 1794. Quattro anni più tardi Carlo Emanuele IV, firmata la resa ai Francesi, è costretto a lasciare Torino e a trasferirsi a Cagliari con la famiglia reale. L’Unità d’Italia non debellò la fame, le carestie e le innumerevoli problematiche che affliggevano la popolazione. I quadri più suggestivi di questa Cagliari stretta tra indigenza e voglia di rinascita sono descritti dai viaggiatori italiani e stranieri che tra fine ‘800 e primi del ‘900 ne hanno saputo cogliere anche i tratti più nascosti. Nel primo ventennio del Novecento il sindaco Ottone Bacaredda avviò la realizzazione di grandi opere pubbliche, conferendo alla città un volto nuovo sopravvissuto solo parzialmente ai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale. La ricostruzione, sviluppatasi intorno al nucleo storico tradizionale dei quattro quartieri di Castello, Marina, Stampace e Villanova, ha valorizzato il tessuto urbano inserendo grandi viali alberati, nuovi spazi verdi e confermando la definitiva unione con il mare. Dal 1949 Cagliari è il capoluogo della Regione Autonoma della Sardegna.

I Quartieri di Cagliari


Villanova




Villanova è il quartiere dell'espansione di Cagliari verso la campagna, tant'è vero che ancora nel tessuto urbano di quest'area inaspettatamente si conservano talora giardini o orti, accanto alle tipiche case basse. Esso è delimitato rispetto al Castello dal viale Regina Elena, detto anche Terrapieno, passeggiata elegante con vista panoramica sulla città, sulla spiaggia del Poetto e su tutto l'arco orientale del Golfo degli Angeli. Questo è il quartiere che ospita i più sentiti riti della Settimana Santa, di diretta derivazione spagnola, che si ripetono ogni anno immutabili ad opera delle numerose confraternite. Di celebrata bellezza la chiesa di S. Mauro (risalente al 1650), col relativo chiostro, e il convento di S. Domenico di forme gotico-catalane (XV secolo), attiguo all'omonima chiesa, ricostruita dopo i bombardamenti del '44. Da non tralasciare assolutamente la parrocchiale di S. Giacomo, uno dei primi modelli dell'architettura gotico-catalana in Sardegna, al quale si affiancano gli oratori delle Anime e del Crocefisso, con i loro preziosi arredi lignei e marmorei.

Villanova, nonostante il nome, che può evocare una certa modernità, può essere considerato coevo degli altri quartieri storici e rappresenta la naturale espansione verso est della rocca pisana. Cinto da mura, anche se non fortificato, fu residenza di coloro che raggiungevano la città per intraprendere i più vari lavori artigiani e di quanti si dedicarono alle coltivazioni agricole nei grandi spazi confinanti col quartiere. Il borgo si popolò soprattutto in epoca spagnola ed ebbe una impronta contadina divenendo una delle poche oasi verdi della città. Dalla sua espansione urbanistica nacquero i quartieri di La Vega, San Benedetto, Sant’Alenixedda. La sua antica storia popolare ha dato a Villanova i connotati di un vero e proprio paese dentro la città.

San Domenico
La cripta e il chiostro di San Domenico costituiscono i resti del grandioso complesso edificato a partire dalla seconda metà dell’XI secolo dai padri domenicani. Il chiostro è dotato di pozzo e si articola in quattro ali risalenti al XV secolo che ripropongono la configurazione dei monasteri spagnoli. Le strutture interne rispecchiano i canoni stilistici tipici dell'architettura tardogotica, in uno degli esempi più rappresentativi visitabili nella città. La chiesa e l'annesso campanile, distrutti durante i bombardamenti del 1943, sono stati ricostruiti nel 1953.
Via XXIV Maggio Orario: 9,00 - 12,00.

Centro d’arte e cultura Exmà
L’Exmà (ex Mattatoio Comunale) occupa una superficie di quasi 6.000 mq. Il complesso sorse tra il 1845 e il 1852 nell’antico quartiere di Villanova e rimase in attività sino all’ottobre del 1964. Dopo anni di abbandono, nel 1993 il Comune di Cagliari lo ha restituito alla città destinandolo a Centro d’Arte e Cultura. Tre sale espositive ospitano mostre che spaziano dalla grafica al design, dalla fotografia alle tradizioni popolari, alla computer art. Adiacente alla sala conferenze è esposta la collezione permanente di grafica del Comune di Cagliari. Lo spazio della Torretta ospita il Centro Internazionale del Fumetto. Un’elegante caffetteria si apre su un ampio piazzale interno.
Via San Lucifero 71 • tel. 070 666399; e-mail: exma@tiscali.it

Collezione Ingrao
Nel vasto scenario dei Giardini Pubblici ha sede la Galleria Comunale d’Arte. All’interno del museo civico è ospitata la Collezione Ingrao, donata alla città nel 1999 da Elisa Mulas, erede universale di Francesco Paolo Ingrao, con il vincolo di destinazione pubblica. La collezione, costituita da quadri e sculture e da un ricco patrimonio librario, ospita 500 opere di Boccioni, Morandi, Rosai, De Pisis, Socrate, Maccari, Semeghini, esempi della migliore arte figurativa italiana del XX secolo.
Giardini Pubblici di Cagliari tel. 070 490727
Orario: 9,00 - 13,00 / 15,30 - 19,30, chiuso il martedì.

Antico Caffè dal 1855
Nel 1855 nasceva a Cagliari Il Caffè Genovese, oggi ribattezzato Antico Caffè e tutelato dal Ministero dei Beni Culturali. A due passi dal quartiere storico di Castello fu meta di famosi personaggi e letterati della Cagliari dell’800 e dei primi del ‘900. Atmosfere retrò si respirano ancora nelle piccole sale interne e nella terrazza riscaldata anche d’inverno, dove si consumano come un tempo finissimi prodotti di pasticceria e specialità gastronomiche locali.


Stampace



Diviso dal quartiere della Marina dal largo Carlo Felice, il quartiere di Stampace, nella zona occidentale della città, è quello che conserva i culti più sentiti. La chiesa di S. Anna, costruita nel 1785 sul luogo in cui sorgeva una chiesa documentata sin dal 1263, fu aperta al culto solo nel 1818, tanto da meritare la nascita di un modo di dire, "sa frabbica 'e S. Anna", ad indicare un lavoro che non finisce mai. Non lontana è la barocca chiesa di S. Michele, così come nello stesso quartiere sorgono le piccole chiese di S. Efisio e di S. Restituta. Alla prima è legata la storia del santo più venerato dai Cagliaritani. Ciascuna di esse custodisce sotto la costruzione una cripta, nata come cava di tufo e poi divenuta nel corso dei secoli cisterna e infine luogo di culto. All'angolo con via Roma sorge il Palazzo Comunale, una costruzione di inizio secolo in stile neogotico.

È il quartiere più antico della città. Delle sue strade, ciascuna con la sua chiesa, se ne ha notizia a partire dall’XI secolo. Ancor oggi, passeggiando per i suoi vicoli, si avverte la sensazione di percorrere un viaggio nella Cagliari più vera. Il suo pettine stradale, con la Via Azuni a raccoglierle tutte, è traccia immutata della sua particolare connotazione urbanistica pre-medioevale. È il quartiere delle sette chiese: da quella di Santa Chiara con annesso il monastero, proprio sotto il bastione di Santa Croce, oggi mercato rionale alle prese con una crisi inarrestabile, a quella di San Michele, gioiello barocco del XVII secolo in cima alla Via Azuni, cappella dei Gesuiti che cedettero il convento all’attuale Ospedale Militare, contenitore destinato alla dismissione e dal futuro incerto e inquietante. Passando, infine, per la Chiesa di San Giorgio, di cui restano alcuni contrafforti nel cortile interno del palazzo parrocchiale di Sant’Anna, sulle cui rovine belliche è stato edificato. Inaspettata, per il visitatore, l’imponente scalinata di Sant’Anna, esempio sobrio ed elegante di barocco piemontese, meno sgargiante e ampolloso del rococò ma ugualmente maestoso e imponente: una basilica nel cuore della città che svetta fra le modeste abitazioni di un quartiere che, in questa chiesa, scarica tutto il suo orgoglio cagliaritano. Nel giro di pochi metri, l’oramai chiusa al culto chiesa di Santa Restituta, oggi sede della GIOC, gli operai cattolici cui si deve l’organizzazione del Carnevale cittadino ed un’encomiabile attività presepistica, e quella incastonata in una piazzetta d’altri tempi dedicata a Sant’Efisio, il santo di Stampace prima ancora che patrono delle genti sarde. Non c’è più traccia della chiesa di Santa Margherita, distrutta e sepolta sotto la nuova strada che collega Piazza Jenne al rione di Castello. Ma Stampace non è solo questo “giro delle sette chiese”: è respirarne gli odori, sentirne la parlata,
incontrare gli artigiani del legno e del ferro, scoprire scorci impensati di una Cagliari antica della quale si corre il rischio di perdere memoria e nostalgia.

Anfiteatro Romano
È considerato il più significativo monumento di età classica in Sardegna, costruito nel II secolo d.C. e in grado di accogliere 10.000 spettatori. Fu scavato per gran parte nella viva roccia e sono ancora interamente riconoscibili le ampie gradinate ellittiche e la terrazza dalla quale i maggiorenti assistevano ai giochi. L’anfiteatro è ora suggestivo palcoscenico per opere liriche e concerti di musica contemporanea. Il calendario completo delle manifestazioni è consultabile sul sito internet del Teatro Lirico di Cagliari.
Viale Sant’Ignazio • tel. 070 670215
Orario: 10,00 - 16,00. web: www.teatrolirico.tiscali.it

Orto Botanico
Sorto su un’area protetta dai venti e conosciuta come vallata di Palabanda fu inaugurato nel 1866 dopo la sua acquisizione da parte dell’Università di Cagliari. Occupa una superficie di 5 ettari suddivisa nei settori mediterraneo, tropicale, delle piante succulente, delle piante medicinali. Tra le rarità si annovera la collezione di circa 200 esemplari di piante succulente, e il raro albero-fiamma Sterculia acerifolia di origine australiana, così chiamato per l’acceso colore delle fioriture. Un esteso palmeto ricopre una superficie di 4.000 mq. all’interno dell’area.
Orario: 8,00-13,30 tutti i giorni.
Dal 1 aprile al 15 ottobre anche il pomeriggio 15,00 - 18,30. Nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto aperto sino alle ore 20,00.

Chiesa di Sant’Efisio
Nel medesimo isolato della chiesa di Santa Restituta, anch’essa su un ambiente ipogeo, sorge la chiesa di Sant’Efisio, edificata nell’area forse già occupata da un piccolo edificio di culto di età altomedievale. La prima notizia dell’esistenza di un toponimo legato al santo risale in realtà solo al 1223; successivamente è citata tra le chiese visitate dall’arcivescovo di Pisa Federico Visconti nel 1263, ma non è chiaro, come per la vicina Santa Restituta, se si tratti dell’ambiente sottostante o di un vero e proprio edificio costruito nel sopraterra. Nel 1780 la chiesa venne demolita e ricostruita con navata unica coperta da volta a botte e cappelle laterali ricavate tra i contrafforti. Il presbiterio è sopraelevato e ricoperto da una cupola ottagonale. Il prospetto è compreso entro lesene ioniche ed è suddiviso in tre ordini da cornici mistilinee, mentre il portale è sormontato da un timpano ricurvo interrotto ed è affiancato da ampie finestre cieche. L’oratorio dell’Arciconfraternita del Gonfalone, comunicante con la chiesa, risale al 1726. Il campanile a pianta quadrata appartiene probabilmente alla chiesa precedente. I bombardamenti francesi del 1793 e quelli del 1943 non risparmiarono l’edificio. L’ipogeo sottostante, ritenuto la prigione del santo prima della sua decapitazione eseguita a Nora nel 303 d.C., è costituito da un vano a pianta quadrangolare irregolare, interamente scavato nel calcare, il cui soffitto, quasi piano, è sorretto da due pilastri risparmiati nella roccia. Una scala ripida e stretta, aperta sull’omonima via, costituisce l’accesso moderno. A est è visibile una piccola abside rivestita di azulejos secentesche di produzione valenzana, attualmente obliterata da un altare, che sostituì, in occasione della ricerca delle reliquie dei martiri nel Seicento, quello più antico. Al lato è visibile l’antica colonna alla quale Efisio sarebbe stato legato per subire la flagellazione. Durante alcune indagini effettuate negli anni Venti, in occasione dei lavori eseguiti dalla Confraternita del Gonfalone, furono inoltre indagati due pozzi, uno poco profondo nella parete ovest, ed uno di oltre venti metri a nord dell’abside. La frequentazione dell’ambiente risalirebbe alla fine del I secolo d.C. sulla base del ritrovamento di alcune monete ed è stata messa in relazione al culto di Iside. Secondo altri studiosi l’ipogeo, nato come cava di blocchi, non sarebbe stato luogo di culto né isiaco né paleocristiano. In realtà il culto di Ephysius è documentato esclusivamente in Sardegna solo a partire dall’XI secolo e il cosiddetto carcere fu legato al santo solo tardivamente.

Marina



Ai piedi di Castello, in direzione del mare, nacque nel corso del tempo il quartiere di Marina, originariamente destinato ad ospitare le abitazioni dei pescatori ed in generale dei popolani di Cagliari. Strutturato secondo vie parallele e perpendicolari, è delimitato verso il porto dalla scenografica via Roma, primo impatto con la città per chi arriva dal mare, con i suoi portici ed i suoi palazzi di inizio '900. Perpendicolarmente alla via Roma è invece delimitato dal largo Carlo Felice, che con piazza Yenne è uno dei luoghi di ritrovo storici della città, e dal viale Regina Margherita, sede di una delle più estese necropoli romane imperiali dell'Isola. In questa strada è visibile – solo dall'esterno – l'ex hotel Scala di ferro, ove, come ricorda un lapide, soggiornò durante il suo viaggio in Sardegna D. H. Lawrence. All'interno del quartiere spiccano alcuni gioielli architettonici, quale la chiesa gotico catalana di S. Eulalia, sotto la quale è emerso nel corso dei restauri degli anni Novanta un'interessante area archeologica romano-imperiale, con una strada probabilmente diretta al mare ed alcuni edifici pubblici. In un edificio attiguo alla chiesa è ospitato il Museo del Tesoro di S. Eulalia.

“Avevamo attraversato la strada verso il Cafè Roma, e trovato un tavolo sul marciapiede, tra la folla. Subito, avemmo il nostro Thè. La serata era fredda, c'era ghiaccio nel vento. Ma la folla continuava a ondeggiare, avanti e indietro, avanti e indietro, lentamente. Ai tavolini c'erano soprattutto uomini, seduti a bere caffè o Vermouth o aqua vitae, tutto così familiare e semplice, senza il moderno impaccio. C'era una certa robustezza di spirito, piacevole, naturale e un che di disinvoltura feudale.”

D. H. Lawrence “Sea and Sardinia”


Affacciato sul mare il quartiere della Marina ha sempre avuto una storia importante nell’economia della città, sin dalle primissime origini che si fanno risalire al periodo punico. Durante il periodo romano, col nome di Bagnaria, il quartiere conobbe una frenetica attività commerciale e, alla luce degli scavi archeologici degli ultimi decenni, un continuo ampliamento urbanistico testimoniato dall’abbondanza di edifici imponenti e di strade che la collegavano ad altre aree della città. Dal 1216, i Pisani ne fecero il loro sbocco naturale al mare, così come gli aragonesi che ne cambiarono il nome in Leapola. Quella che fu per secoli residenza dei lavoratori portuali, dei doganieri, dei magazzinieri e artigiani di ogni genere, fu cancellata quasi totalmente con l’abbattimento delle mura nel 1800, anche se ancora oggi sono vivi i tratti di un quartiere multietnico, fatto di piccole botteghe e trattorie che spandono profumi di spezie e delizie gastronomiche varie.

Area archeologica di Sant’Eulalia
L’area archeologica di Sant’Eulalia si estende su circa 450 mq. e costituisce uno dei più ampi percorsi archeologici urbani fruibili in Sardegna. Si sviluppa negli strati inferiori della chiesa parrocchiale omonima e degli edifici attigui, rivelando uno spaccato della città romana databile dall’età imperiale sino al periodo alto medievale e, con un esteso vuoto storico, dal XIV secolo fino ad oggi. Sulla piazza antistante la chiesa il
Museo del Tesoro di Sant’Eulalia accoglie preziosi arredi lignei, argenti e paramenti sacri di grande valore.
Vico Collegio, 2 • tel. 070 663724 - 070 655135
Orario: 10.00 - 13.00 / 17,00 - 20,00, chiuso il lunedì.
Nei mesi di luglio, agosto e settembre la chiusura serale è posticipata alle 23,00, apertura anche il lunedì. Visite guidate.

Chiesa di Sant’Eulalia
La chiesa di Sant'Eulalia è situata nel quartiere della Marina, tra le attuali vie del Collegio e di Sant'Eulalia, sulla quale si apre la scalinata di accesso. Fu edificata nella prima metà del XIV secolo in forme gotico-catalane, ancora leggibili nonostante i numerosi restauri susseguitisi nel tempo. La pianta si articola in una navata divisa in due campate su cui si aprono quattro cappelle per lato. Dietro il presbiterio è il coro a pianta quadrata, sovrastato da cupola emisferica, con lanterna a base ottagonale. Il prospetto è a capanna con archetti pensili e due contrafforti laterali. Al centro è il portale strombato e sormontato da un rosone. Il campanile è a base quadrata, terminante a cuspide. Il rinvenimento fortuito nel 1990 di un pozzo sotto la sagrestia ha dato l'avvio alle indagini archeologiche, che, portate a termine nel maggio del 2002, hanno interessato l'area sottostante la chiesa. Gli scavi hanno permesso di ricostruire la storia di un tratto del quartiere della Marina, mettendo in luce i resti monumentali che erano rimasti sepolti sotto i quasi 7 metri di terra sui quali fu innalzato l'edificio ecclesiastico aragonese. L'importanza della scoperta ha reso inevitabile la creazione di un percorso sotterraneo, che permette al visitatore di apprezzare le tracce dell'antica Karales. La prima frequentazione si colloca intorno al III secolo a.C., quando l'area venne utilizzata come cava a cielo aperto. Allo stesso ambito cronologico va riferito inoltre un basamento verosimilmente pertinente ad un thesaurus.

Nelle trattorie... Fregola con le arselle
Il termine fregola deriva con tutta probabilità dal termine latino fricare, sminuzzare. Fregola è quindi un frammento, una minuscola particella. La pasta è costituita da piccole palline di semola fatte a mano, amalgamate con acqua leggermente salata all’interno di un apposito recipiente e tostate al forno. La produzione si orienta sul tipo piccolo, medio e grosso. Si presta alla preparazione di minestre o ad essere condita con salsa di pomodoro e pecorino, anche se il suo uso ideale nella gastronomia locale è nel tipico piatto della fregula cun cocciula, o fregola con arselle.


Castello






L'urbanizzazione del colle ebbe inizio nel 1217, data in cui Benedetta de Lacon-Massa, giudicessa di Cagliari, donò a Lamberto Visconti il Castrum Calaris. Il luogo divenne così la sede della colonia pisana e dopo la distruzione della cittadella di Santa Igia, ad opera dei Pisani nel 1258, ospitò anche la sede vescovile. La chiesa di Santa Maria, collocata sul versante orientale della collina, divenne così cattedrale ed ereditò l'intitolazione dell'antica a Santa Cecilia. Accanto ad essa sorsero l'episcopio, l'antico Palazzo di Città e il Palazzo Regio. L'attuale quartiere di Castello ha mantenuto uno schema urbanistico a fuso, caratteristico delle città di impianto comunale toscano. La planimetria si articola a tre vie parallele: la "ruga mercatorum", oggi via La Marmora; la "ruga marinariorum", via Canelles; la "ruga fabrorum", via Martini, connesse da traverse. Nei primi anni del Trecento sotto la direzione dell'architetto Giovanni Capula fu rafforzata la cinta muraria con conci di pietra di Bonaria e venne dotata di torri con pianta a L o circolare. Sopravvivono integre la torre di San Pancrazio, edificata nel 1305, e la torre dell'Elefante, datata epigraficamente al 1307. Le mura erano difese anche da altre torri, una delle quali, la torre dell'Aquila, oggi è incorporata nel palazzo Boyl. Quando nell'Ottocento le mura persero la propria funzione difensiva, alcuni tratti vennero abbattuti. Al posto del bastione di S. Remy venne costruita agli inizi del '900 la panoramica terrazza Umberto I, ancor oggi luogo di incontro tra i più amati dai Cagliaritani. Entro la Cittadella dei Musei, l'antico Regio Arsenale ristrutturato negli anni '70 ospita il Museo Archeologico Nazionale, ricco di reperti provenienti da tutta l'isola, la Pinacoteca Nazionale, il Museo di Arte Siamese "S. Cardu" ed il Museo delle Cere Anatomiche "C. Susini".


Il quartiere di Castello domina dall’alto la città di Cagliari. Con le mura superstiti, con le imponenti torri pisane di San Pancrazio e dell’Elefante, con le strette viuzze e gli slarghi che raccontano i danni subiti nel corso delle guerre del XX secolo, è il cuore vivo e la memoria della città. Anche se sono testimoniate presenze puniche e romane, furono i pisani a fortificare questo colle nel 1217 e a decretarne per sempre, proprio per l’assetto urbano medievale, le vicissitudini. La passeggiata attraverso il quartiere più noto della città oltre a consentire la visita a monumenti importanti offre numerosi spunti per soste a botteghe di antiquari e artigiani e prospettive panoramiche sul mare e sugli altri quartieri storici.

Museo Archeologico Nazionale
All’interno della struttura polifunzionale della Cittadella dei Musei è ospitato il Museo Archeologico Nazionale. La collocazione cronologica dei reperti ricostruisce il passato dell’isola dal neolitico sino al periodo medievale. Le esposizioni di maggiore interesse risalgono all’età del Bronzo ed al periodo nuragico, testimoniando la ricca produzione di metallurgia sacra diversificata in statuette, lucerne e spade votive, e quella pesante degli utensili da lavoro. Il museo dispone di scivoli per disabili e di sale fruibili dai non vedenti.
Cittadella dei Musei Piazza Arsenale - Orario: 9,00-20,00; chiuso il lunedì.

Pinacoteca Nazionale
La Pinacoteca Nazionale di Cagliari custodisce una ricca collezione pittorica. Spicca per importanza la pregevole produzione di retabli del XV e XVI secolo, opera di maestranze catalane che diedero origine anche alle importanti scuole locali, tra cui quella di Stampace avviata da Pietro Cavaro. Le opere più interessanti, oltre a quelle dei catalani Mates, Barcelo, Figuera, sono quelle attribuite al cosiddetto Maestro di Castelsardo, del quale non è nota l’identità.
Cittadella dei Musei Piazza Arsenale • Tel. 070 670157 - 070 662496
Orario: 8,30 - 19,30; domenica e festivi 8,30 - 22,00.

Museo d’arte siamese Cardu
Il museo deve il nome al collezionista Stefano Cardu (1849- 1933) che, appassionato viaggiatore, riuscì a raccogliere nel corso dei suoi viaggi un numero consistente di oggetti, oggi esposti nella Cittadella dei Musei di Cagliari. Sono oltre 1300 i pezzi in mostra, la cui parte più consistente è quella relativa al Siam ed
in particolar modo quella riferibile alle armi, preziose per lavorazione e materiali utilizzati. Per la sua peculiarità viene considerata una delle più importanti collezioni del genere in Europa.
Cittadella dei Musei Piazza Arsenale Tel. 070 651888
Orario: 9,00 - 13,00 / 15,00 - 19,00 Chiuso il lunedì.

Torri Pisane
Le due torri pisane di San Pancrazio e dell’Elefante furono edificate agli inizi del XIV secolo a completamento del sistema di fortificazione delle mura erette nel secolo precedente. Pervenute integre sino ai nostri giorni, furono progettate dall’architetto Giovanni Capula e svolsero ulteriori funzioni di ospedale e carcere militare. Dalla sommità si gode di una vista spettacolare, che nei giorni più tersi spazia sino alla piana del Campidano.
Torre di San Pancrazio Piazza Indipendenza, Orario: 9,00 - 16,30.
Torre dell’Elefante Piazza San Giuseppe, Orario: 9,00 - 16,30.

Cattedrale di Santa Maria
Costruita dai Pisani nel XIII sec. sulla preesistente chiesa di Santa Cecilia è stata oggetto di numerosi rifacimenti che ne hanno rimodellato l’originaria fisionomia, sino all’ultimo intervento degli anni ‘30. Tra le opere più significative devono ricordarsi due pulpiti di Guglielmo da Pisa risalenti alla seconda metà del XII secolo, un tempo poggianti su quattro leoni rappresentanti i quattro evangelisti oggi visibili ai lati del presbiterio. Si ammirano anche il Retablo della Crocifissione opera di Pietro Cavaro, una cripta scavata nella roccia viva nel XVII secolo e voluta dall’arcivescovo Francisco De Esquivel per ospitare i corpi dei martiri cristiani rinvenuti in città, alcuni preziosi oggetti in argento opera di artisti locali del XVII secolo e un trittico fiammingo detto di Clemente VII.
Piazza Palazzo Orario: variabile la mattina, generalmente sino a mezzogiorno;
il pomeriggio dopo le 16,30 - 17,00.

I leoni del Duomo di Cagliari
Tra i tesori del Duomo di Cagliari, non passano inosservati i quattro leoni, risalenti al XII secolo, collocati ai lati della gradinata e del presbiterio. Erano parte fino al 1600 del pulpito scolpito per il Duomo di Pisa da Mastro Guglielmo di Innsbruck, donato successivamente dai Pisani alla Città di Cagliari. Considerati tra le più importanti espressioni del romanico in Europa, i leoni rappresentano simbolicamente la forza e il coraggio della cristianità e nello specifico i quattro evangelisti nella lotta alle eresie rappresentate dai 4 animali soggiogati sotto le zampe degli stessi.

Centro d’arte e cultura Il Ghetto
L’area dove sorge il complesso degli edifici - in passato destinati ad acquartieramento militare - oggi noti con la definizione di Ghetto, o Ghetto degli Ebrei, si trova a Cagliari nel quartiere storico di Castello. Il complesso pubblico è stato oggetto di un intervento di restauro conservativo giunto a compimento nel 2000. All’interno è ospitato il Museo delle Torri dei Castelli della Sardegna, un’esposizione permanente composta da ricostruzioni filologiche in scala, di notevole efficacia didattica, che riproducono manufatti militari appartenenti a diverse epoche, costruiti a difesa della Sardegna. Altri spazi ospitano mostre temporanee, spettacoli ed altri eventi musicali e artistici. Il Centro Culturale gode di un’ampia e suggestiva terrazza panoramica per ricevimenti e incontri conviviali e culturali, ed è dotato di aula didattica e di uno spazio attrezzato multimediale.
Via Santa Croce, 18 • tel. 070 6402115; e-mail: ilghetto@tiscali.it

Artigianato in Castello
Il quartiere di Castello offre scorci dove scoprire laboratori di restauro, del ferro battuto, botteghe artigianali di ceramica e cartapesta. La domenica mattina i mercatini dell’usato e dell’antiquariato regalano al quartiere un vivo tocco di colore.


Stagno di Molentargius

Tra l'edificato urbano di Cagliari e il litorale sabbioso del Poetto, ad est del capoluogo, si estende lo stagno di Molentargius, contiguo a quelli di Quartu e di La Palma. Lo specchio d'acqua di Molentargius, il più esteso e più importante, è collegato agli altri dalla zona di Is Arenas. Deve il suo nome al mezzo utilizzato in passato per trasportare il sale raccolto nei suoi bacini: il "molenti", che in sardo significa asino. La zona, infatti, ha rappresentato per secoli il bacino più ricco in Sardegna per l'estrazione del sale dalle acque del mare, interrottasi solo nel 1985. Lo stagno si divide in due bacini: il Bellarosa Minore, che raccoglie le acque reflue e piovane, e il Bellarosa Maggiore, ad elevato grado di salinità, utilizzato per l'evaporazione del sale. Dichiarato Parco Regionale per il suo prezioso e delicato ecosistema, lo stagno di Molentargius è frequentato da 180 specie di volatili, molti dei quali rarissimi, che prediligono le zone in base alla natura chimica dell'acqua. Così la garzetta, il pollo sultano, il cavaliere d'Italia vivono nelle acque dolci, mentre le avocette, i cormorani, gli aironi, i gabbiani, i fenicotteri rosa preferiscono le acque salmastre. Qui, tra canneti, giunchi, alghe, i maestosi fenicotteri rosa hanno stabilito da circa dieci anni il loro habitat permanente, mentre prima vi sostavano durante il viaggio migratorio dal Rodano all'Africa. Con l'eleganza delle loro lunghe zampe e la cromia rosata del piumaggio, quando si librano in volo, regalano uno spettacolo strabiliante.
Come arrivare Il Parco si raggiunge facilmente sia da Cagliari che da Quartu Sant’Elena attraverso il Lungomare del Poetto. La zona più interna, costituita dalla striscia di terra di Is Arenas, è accessibile da Quartu Sant'Elena e dal quartiere cagliaritano di La Palma.
Contatti Consorzio del Parco Naturale Regionale "Molentargius-Saline"
tel. 070 381246
Associazione per il Parco del Molentargius Saline Poetto
tel. 070 671003
e-mail info@apmolentargius.it
sito internet www.apmolentargius.it

Fenicotteri rosa nello Stagno del Molentargius.
Stagno Montelargius
Stagno

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