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Irgoli :: sorge nella valle del Cedrino e nel suo territorio si possono ammirare diversi nuraghi ed è famoso per la produzione dei suoi insaccati tipici locali.

Località Sarde > Nuoro


Donna in Costume (Comune di Irgoli)
Sito Archeologico Località Janna e Prunas (Comune di Irgoli)

Irgoli

Il paese sorge nella valle del Cedrino, nel suo territorio si possono ammirare diversi nuraghi. Da visitare "Sa conca 'e mortu" la più pittoresca fra le "Domus de Jana" della zona. Irgoli è spesso teatro di iniziative culturali, manifestazioni religiose e rassegne come quella dedicata ai campanari.

Abitanti: 2.295
Superficie: kmq 75,35
Provincia: Nuoro
Municipio: via Roma, 2 - tel. 0784 97401 - 97200
Guardia medica: via S. Michele, 1 - tel. 0784 97248
Polizia municipale: via Roma, 2 - tel. 0784 97401
Biblioteca: via La Marmora, 10 - tel. 0784 979005
Ufficio postale: via S. Croce, 1 - tel. 0784 97424

Stemma di Irgoli
Irgol costume tradizionale femminile

Il paese sorge nella valle del Cedrino e nel suo territorio si possono ammirare diversi nuraghi. Da non dimenticare "Sa conca 'e mortu", la più pittoresca fra le "Domus de Jana" della zona. Irgoli ha origini remote, il suo territorio fu infatti abitato sin dall'età prenuragica, come testimoniano numerosi reperti archeologici e monumenti ritrovati in seguito a degli scavi. Nel Medioevo appartenne alla curatoria di Galtellì e Orosei. Per circa cinquant'anni fu sotto il dominio di Pisa, poi col passaggio agli Aragonesi fu incorporato nella baronia di Orosei. Per quanto riguarda l'etimologia del nome Irgoli, sappiamo che nel medioevo era detto Ircule. Il toponimo non ha chiara origine ed è verosimilmente attribuibile allo strato linguistico protosardo. Tipicamente conosciuta per la sua produzione di salami e prosciutti, Irgoli rappresenta una florida realtà produttiva della Sardegna centrale. Si consiglia una visita al centro storico del paese, all'interno del quale si possono visitare le chiese storiche di San Nicola e Santa Croce. Nelle sue campagne sorgono anche le chiese campestri della Madonna di Costantinopoli e di Sant'Antioco. All'interno del paese sono inoltre presenti numerosi Murales artistici che meritano di essere ammirati nel loro splendore.



Storia Al viaggiatore del passato non saranno certo sfuggite le marcate analogie tra le usanze dei pastori raccontati da Omero con quelli della Sardegna centrale. L'anello di congiunzione andrebbe cercato nelle gesta di avventurieri ansiosi di scoprire nuove terre che, giunti al mare, risalirono il corso dei fiumi. Più d'uno si fermò subito. Così piace pensare ad un lontano manipolo di ardimentosi ellenici che, approdati alla foce del Cedrino e scoperta la terra fertile piano, abbiano deciso di impiantarvi i primi insediamenti. Irgoli, magari, fu uno di questi........ Per le certezze bisogna risalire ad epoche più vicine, sino a scoprire per esempio, che il borgo nell'anno 1600 contava all'incirca 300 abitanti. Quel popolo era in gran parte composto da allevatori, che pascolavano le greggi nelle alture circostanti, e da contadini, perennemente in lotta con gli umori del Cedrino e della sua natura, esso infatti era decisivo per la fertilità dei terreni, ma anche impietoso con gli improvvisi e nefasti allagamenti. A partire dal Medio Evo, il paese condivise le sorti del Giudicato di Gallura, conobbe il dominio dei Pisani ed anche quello degli Aragonesi. Infine l'autonomia che ebbe inizio a partire dalla metà del 1800. Irgoli vanta un vasto territorio comunale di 7500 ettari circa ed una popolazione stimata in 2300 abitanti. L'altezza massima è il Monte Senes (mt. 862).
Il territorio Il territorio di Irgoli, che fa parte della vasta regione delle Baronie (Sardegna centro orientale) si presenta come una sintesi stupefacente e fedele della storia geologica della Sardegna. Così, forti dei loro 400 milioni di anni, evidenti fasce scistose percorrono la tormentata cresta che da Monte Senes porta a Punta Palumbas. È quanto rimane della irriducibile copertura di rocce metamorfiche cristalline che impedì la fuoriuscita di una immane massa di magma, costringendola a raffreddarsi nel sottosuolo dove originò i graniti. Fu l'orogenesi ercinica, che smosse intere montagne e causò immense fratturazioni, a dare la spinta decisiva per la fuoriuscita del granito. Esso è la componente principale e più caratterizzante del territorio, con eleganti fantasie di forme e profili che rendono unico il paesaggio di Irgoli. Circa 180.000 anni fa, in pieno mesozoico, parte delle terre vennero invase dal mare. Il successivo accumulo di sedimenti si sollevò ed emerse dalle acque originando il sistema montuoso dei calcari; nelle Baronie sorsero il Monte Tuttavista, ed il Monte Albo, in cui una piccola appendice appartiene al Comune di Irgoli. Infine il paesaggio di pianura. Tre-quattro milioni di anni fa, una nuova fase virulenta delle eruzioni vulcaniche creò delle vere e proprie dighe di basalto, che impedirono alle acque di raggiungere il mare e favorirono il deposito dei sedimenti trasportati dai fiumi. Quando il fronte di basalto si infranse, le acque di scorrimento, rubando spazio al mare, spinsero quelle lacustri e quelle marine sino a modellare l'aspetto attuale della grande piana delle Baronie, compresa la porzione di Irgoli. Questo territorio è abitato da una fauna ricca e preziosa. Le colline aperte, dove cacciano la poiana ed il gheppio, ospitano pernici, lepri e, localmente, conigli selvatici, mentre la macchia fitta ed il bosco danno ricovero a numerosi cinghiali, volpi ed un'infinità di piccoli uccelli, prede preferite dall'astore e dallo sparviero. Ma su tutto aleggia un grande rimpianto. Insieme alle grandi foreste, che furono in gran parte estirpate per produrre carbone e far posto al pascolo (la testimonianza più significativa è sicuramente il bellissimo bosco di Talachè), è scomparso il cervo sardo.


Tratto dal sito del Comune di Irgoli Visitalo:
http://www.comune.irgoli.nu.it/index.asp


Baronie Dove l'aspra montagna si sposa con un mare di rara trasparenza, abbracciando la costa compresa tra Budoni e Marina di Orosei, siamo nelle Baronie. Un viaggio in una terra magica il cui invito sono gli scenari dipinti dalla zona costiera, dalla magnifica spiaggia di Budoni passando per la costa di Posada, dominata dallo sperone calcareo in cui sorge l'abitato e il suo Castello della Fava, con la torre principale dalla quale è possibile ammirare un panorama unico, fino alle morbide dune di Capo Comino, che modellano cumuli alti anche 10 metri. Più a meridione si stagliano i profili della costa di Orosei, mare smeraldo e sabbia dorata, ma anche un centro storico arricchito dalla chiesa medievale di Sant'Antonio Abate. La magia dei luoghi proviene anche dai muti nuraghi che ne testimoniano una storia insediativa antichissima, come il nuraghe Conca 'e Bentu nella zona di Budoni, che pure ospita il bel porto turistico di Porto Ottiolu. Se le coste sono rese ancor più suggestive dagli specchi d'acqua generati dal Rio Posada a nord (Stagno longu di Posada) e dal Rio Cedrino a sud (Foce del Cedrino e Stagno Petrosu), nel suo interno antichi borghi conservano il fascino che ha ispirato le parole e i colori di grandi artisti, come Galtellì per Grazia Deledda, e Torpè per Mario Delitala.


Irgoli Antiquarium Comunale

Informazioni utili
Indirizzo: Antiquarium Comunale di Irgoli,
Via S. Michele 14
tel. 0784 979074; cell. 340 2958083
fax 0784 979074
Ente titolare: Comune di Irgoli
Gestione: IREI S.r.l.
Di Villagrande Strisaili (OG)
Orari:
Autunno-Primavera:
Mercoledì, Sabato e Domenica
10.00-18.00
Infrasettimanali su prenotazione.
Estate:
da Martedì a Domenica
10.30-18.30.
Lunedì chiuso.
E-mail: museo@comune.irgoli.nu.it
E-mail: museoirgoli@tiscali.it



Antiquarium Museo Archeologico Comunale di Irgoli

Il museo L'Antiquarium, ospitato nella vecchia sede municipale, accoglie nelle sue sale reperti provenienti quasi esclusivamente dal territorio comunale, collocabili in un arco cronologico che va dal Neolitico Recente al Medioevo. Ai materiali recuperati da raccolte di superficie si affiancano gli oggetti rinvenuti nelle recenti campagne di scavo dei monumenti sacri di epoca nuragica di Janna 'e Pruna e di Su Notante. L'intero percorso espositivo della struttura museale, articolato su due piani, è concepito con finalità prevalentemente didattiche e grazie ad un ricco corredo iconografico (pannelli esplicativi, planimetrie e riproduzioni fotografiche) consente al visitatore un approccio agevole ed immediato. L'oggetto esposto diviene pretesto per una narrazione che si dipana nei millenni toccando i vari aspetti delle attività produttive e della sfera cultuale e spirituale: gli utensili in pietra ( coti-affilatoio, asce, lame, macine , pestelli, macine asinarie ) e in bronzo (asce e scalpelli) documentano l'origine e lo sviluppo dei lavori agricoli; vasi bollitoio e colini frangicagliata attestano la lavorazione del latte; recipienti integri e frammentari esemplificano lo svolgersi della produzione ceramica attraverso i secoli; lingotti frammentari, forme di fusione e il prodotto finito nelle sue molteplici forme mostrano in tutta la sua complessità la vivacità creativa dell'artigiano metallurgo; fusaiole e pesi da telaio richiamano le attività strettamente femminili della filatura e tessitura; uno splendido esemplare di pintadera testimonia la preparazione di pani decorati, mentre collane in pasta vitrea, collari, spilloni e bracciali in bronzo rivelano con immediatezza il gusto e la cura per gli ornamenti personali; le offerte votive rinvenute negli edifici sacri di Janna 'e Pruna e Su Notante costituiscono infine interessanti manifestazioni dell'ambito devozionale, così come, per altro verso, un betilo troncoconico in basalto ed un monumentale concio “a dentelli” in granito, recuperati da tombe di giganti, rimandano significativamente alla sfera funeraria. L'Antiquarium, grazie ad un allestimento con caratteristiche spiccatamente didattiche, alla possibilità di usufruire di un'accurata visita guidata e di laboratori per i bambini/ragazzi, costituisce per il visitatore un'opportunità di immediato e agevole contatto con le attestazioni del popolamento antico del territorio di Irgoli; contatto che trova un'ulteriore occasione di approfondimento nella visita al santuario nuragico di Janna'e Pruna e Su Notante.
Servizi Bookshop, visite guidate, laboratori didattici.

Irgoli santuario di Janna 'e Pruna

Irgoli santuario di Janna 'e Pruna


Come arrivare Dalla SS 131 dir all'altezza di Nuoro in direzione di Siniscola-Olbia, si prosegue fino al bivio con la SP 25 che porta a Loculi e ad Irgoli. Si esce dal centro abitato di quest'ultimo paese e si prende la strada in direzione di Capo Comino, SS 129. Poco dopo l'uscita del paese si incrocia la circonvallazione, si gira a s. e si seguono le indicazioni per l'area archeologica di Janna 'e Pruna. Si continua su quella strada per circa km 11/12, risalendo il versante del Monte Senes fino ad incontrare l'area archeologica situata a una decina di metri a d. della strada. L'area archeologica è localizzata sul Monte Senes, in posizione di ampio dominio sulla valle del fiume Cedrino, nelle Baronie, regione costiera della Sardegna orientale.
Descrizione Il complesso rientra nella categoria, piuttosto ampia e disomogenea, dei santuari di età nuragica dedicati al culto delle acque. Esso comprende due recinti sacri, un tempio ed altri edifici connessi alle attività del santuario. Un grande recinto rettangolare costruito con grossi massi granitici disposti a filari regolari delimita l'area destinata alla celebrazione dei riti e alla deposizione delle offerte. All'interno dello spazio sacro si trova un secondo recinto trapezoidale che racchiude un edificio dalle caratteristiche singolari: si tratta di un tempietto vero e proprio composto da un corpo principale circolare preceduto da un vestibolo. La costruzione è edificata con blocchi ben lavorati e disposti su filari regolari. Il vestibolo, rettangolare in pianta, conserva, alla base del lato s., parte di un bancone-sedile funzionale alla deposizione delle offerte. Il forte aggetto dei muri laterali e il rinvenimento, in grande quantità, di lastre piatte, inducono ad ipotizzare che il vano di accesso fosse coperto da un tetto ligneo a doppio spiovente rivestito di sottili elementi litici. La struttura retrostante circolare - interpretata per lungo tempo come nuraghe - racchiude un ambiente, forse in origine coperto ad ogiva, che conserva in parte una larga panchina in pietra addossata alla parete. Alcune lastre a coltello disposte in asse perpendicolare suddividono questo piano di appoggio in diversi settori. Sul pavimento, al centro del vano, è realizzato un focolare. I materiali recuperati all'interno della struttura - frammenti ceramici, e resti di offerte di bronzo - risalgono ad una arco di tempo compreso tra l'età del Bronzo recente e la prima età del Ferro (1200-800 a.C.). All'interno del recinto trapezoidale, di fronte al vestibolo del tempio, sono presenti due ambienti subcircolari attribuibili a fasi successive.

Murales
Irgoli e i murales si presentano così, al visitatore che ne attraversi le vie del centro, come un susseguirsi variopinto di facciate affrescate. Dipinti bucolici che raccontano momenti di vita pastorale tratti dall'immaginario di artisti che li hanno vissuti; scenari futuristici intrisi di tinte forti; sequenze tracimanti una evidente passione musicale ma anche, accanto a dirompenti acerbe espressioni artistiche, opere compiute e arricchite nel dettaglio, espressione di arte matura e talento ben definiti; numerosi sono infatti gli artisti affermati che hanno impresso sui muri il loro autorevole contributo. Gran parte delle opere sono state realizzate nel corso dei Cantieri d'Arte organizzati dalla pittrice locale Nicoletta Congiu in collaborazione con l' Amministrazione Comunale, laboratori di una settimana che hanno visto all'opera, accomunati dallo stesso entusiasmo, bambini e ragazzi a fianco di esperti professionisti. E che, nelle previste prossime edizioni, continueranno a fare dei Murales un tratto caratterizzante del paesaggio civico di Irgoli.



Murales a Irgoli
La vetrina delle Aziende Sarde

Insaccati In Sardegna è molto diffuso il consumo degli insaccati. L'insaccato più diffuso e anche il più conosciuto è il famoso salame sardo. I due luoghi sardi di maggiore produzione sono Irgoli, nella provincia di Nuoro, e Villacidro, nella provincia del Medio Campidano. In questi due centri sono presenti due grossi poli di produzione industriale di insaccati conosciuti e apprezzati in tutta la Sardegna e talvolta esportati nell'intero territorio nazionale. In Sardegna è inoltre presente la produzione di salame di cinghiale, asino e capra. La raffinatezza e il gusto deciso e forte di questi prodotti fanno di essi un alimento ricercato e apprezzato dai turisti. Oltre che per i salami, la Sardegna si distingue per la produzione di altri due insaccati tipici: il capocollo e il sanguinaccio, pietanze tipiche della cucina agro-pastorale. Oggi la loro prelibatezza è riconosciuta in tutto il territorio isolano per via delle ottime qualità organolettiche e per via di un processo di produzione garantito che segue una metodologia improntata all'antica arte di preparazione degli insaccati.

Tradizioni gastronomiche di Irgoli.  (foto Comune di Irgoli)
Panorama del paese. Fotografia di Donato Tore.jpg

Testo di Sebastiano Lai


La lingua e le tradizioni popolari

La lingua parlata dagli abitanti è su baroniesu, così chiamata perché il paese fa parte della regione storica della Baronia. Essa appartiene alla variante sardo-logudorese-nuorese. Positivo risulta il fatto che i giovani del posto continuino a parlarla e che mostrino un discreto interesse per la salvaguardia delle tradizioni, partecipando numerosi alle attività dei gruppi folk e dei cori religiosi. San Nicola, patrono del paese, viene festeggiato con una solenne processione ai primi del mese di maggio. Particolare venerazione è riservata al santuario di San Michele che, sorge in aperta campagna ed è raggiungibile seguendo la strada che porta a Monte Nurghìo. Gli abitanti festeggiano il santo per ben due volte all’anno, a maggio e a ottobre, con una processione in auto che parte dal santuario e raggiunge il paese per poi farvi rientro e trascorrere un’intera giornata all’insegna di un sontuoso banchetto a base di carne di pecora.

La sacra leggenda della spina di Cristo
Una antica tradizione del paese vuole che almeno una volta all’anno il sacerdote, durante la liturgia, mostri alla folla dei fedeli una reliquia d’inestimabile valore: una piccolissima spina che si dice abbia fatto parte della corona di spine posta sul capo di Cristo durante la Passione. In un anno imprecisato, secondo la tradizione da collocarsi nel XVI secolo, un viandante giunse nel piccolo borgo irgolese. Questi, afflitto da una fastidiosa malattia e non trovando alcun rimedio che potesse sanarlo, promise che se fosse guarito per intercessione dei santi del posto avrebbe donato alla chiesa locale tre spine della corona di Cristo che teneva gelosamente nascoste. Sembra che queste spine gli fossero state donate da un mendicante che a sua volta le aveva trafugate da una chiesa di Roma, durante il saccheggio da parte delle truppe di Carlo V nel 1517. L’uomo guarì e mantenne la promessa, consegnando al parroco le tre spine. La notizia della presenza di questa reliquia nel piccolo borgo baroniese si diffuse per tutta l’isola e in tanti si mossero per venerarla. Purtroppo durante questi pellegrinaggi una spina venne inghiottita da una donna di Oristano mentre la baciava e un’altra venne rubata. L’unica rimasta è ora custodita nella parrocchia di San Nicola in una teca d’argento.

Irgoli i fiori e le spine

Irgoli i fiori e le spine

Descrizione: La raccolta di fotografie dedicata alla poesia estemporanea è stata realizzata nella primavera del 2005 da Antonia Dettori su commissione del Comune di Villanova Monteleone (SS) in occasione del centenario della nascita di Remundu Piras, poeta improvvisatore nato a Villanova Monteleone il 29 ottobre 1905. Per la commemorazione dell'evento fu allestita a "Su Palatu e sas iscolas" la mostra fotografica di immagini in b/n, intitolata "Logos de ammentu / Luoghi della poesia improvvisata". Attraverso il linguaggio delle immagini, l'autrice ha cercato di dare una lettura personale e contemporanea dei luoghi che hanno visto crescere e svilupparsi la cultura dei "cantadores". Il reportage è organizzato su tre livelli: i ritratti dei poeti, i paesaggi dei luoghi dove è nata la poesia estemporanea e l'atmosfera che l'ha ispirata. Un viaggio attraverso i luoghi, i paesaggi e gli uomini, dai più giovani agli anziani, che si dedicano tuttora al verso ritmato.


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