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Sarule :: Paese della Provincia di Nuoro si trova nella Barbagia di Ollolai, alle pendici del Monte Gonare. Da visitare il santuario della Madonna di Gonare, costruito secondo la leggenda da Gonario II giudice di Torres. Il paese è famoso in tutto il mondo per la produzione di tappeti sardi, ed in particolare di Sa Burr

Località Sarde > Nuoro


Sarule, sullo sfondo monte Gonare.

Sarule
Sarule si trova nella Barbagia di Ollolai, alle pendici del Monte Gonare. I numerosi ritrovamenti del periodo nuragico attestano le origini prestoriche del paese. Il settore economico prevalente è quello agro- pastorale. Da visitare il santuario della Madonna di Gonare, costruito secondo la leggenda da Gonario II giudice di Torres.

Abitanti: 1.879
Superficie: kmq 52,65
Provincia: Nuoro
Municipio: via Emilio Lussu - tel. 0784 76017
Guardia medica: (Orani) - tel. 0784 74209
Biblioteca: via Foscolo - tel. 0784 769142
Ufficio postale: via Nazionale, 109 - 0784 76577

Stemma di Sarule
Sarule, donna in abito tradizionale.
Sarule, donna in abito tradizionale a cavallo

Informazioni Turistiche e Curiosità su Sarule

Situato alle pendici del monte Gonare, alto 1086 metri e a forma a piramide, Sarule confina con Ollolai, Orani, Olzai, Ottana e Mamoiada. Il territorio ha un altitudine media di 650 metri e presenta una notevole differenza altimetrica, si passa infatti dai 215 metri della valle di "Ghirthoe", verso Ottana, fino ai 1086 metri del Monte di Gonare. L'origine del nome è ancora incerta ed è ancora in fase di studio. Il ritrovamento di tracce di insediamenti nelle zone di Incavadu, Valeri, Neunele, e Durghio e i diversi nuraghi sparsi nella zona, attestano le origini preistoriche del paese. In epoca giudicale Sarule apparteneva al giudicato di Logudoro ed era capoluogo della curatorìa omonima. Sotto la dominazione spagnola il paese fu inglobato nel marchesato di Orani. A Sarule si è conservata la tradizione della tessitura di colorati tappeti ornati da figure fortemente stilizzate. Ancora oggi, passeggiando sulla via principale del paese, si possono incontrare i laboratori in cui si lavora come un tempo sui telai verticali e dove si possono acquistare i tappeti. La notorietà di Sarule in terra sarda è però dovuta al vicino santuario di Nostra Signora di Gonare, alto su uno sperone calcareo che domina il paese. Edificata per volere del giudice Gonario di Torres, la chiesa è stata in larga parte ricostruita nel Seicento ma rimane uno dei centri di pellegrinaggio più importanti dell'isola. Lasciata l'automobile ai piedi delle rocce, in uno slargo su cui si aprono le cumbessias, si segue un sentiero che, dopo una decina di minuti di cammino nella macchia di lecci, conduce al santuario, da cui si gode uno splendido panorama. All'orizzonte appaiono il monte Ortobene che sovrasta Nuoro e vicino il monte Corrasi di Oliena. Sullo sfondo, il Gennargentu. Il monte Gonare ha una particolarità geologica: è costituito da molte rocce diverse. Dalla struttura granitica emergono infatti strati di calcare e affioramenti di scisto su cui cresce una vegetazione varia e popolata da molte specie di uccelli (pernici, tortore, averle, picchi e rapaci). Il bosco è composto di lecci, roverelle, aceri; nel sottobosco in primavera fioriscono ciclamini, convolvoli e peonie. Dal 5 all'8 settembre si svolgono i festeggiamenti in onore della Madonna di Gonare: gruppi di pellegrini salgono a piedi dai paesi vicini, si corre un palio equestre, si recitano poesie, si canta e l'allegra animazione della festa sconvolge la tranquillità della zona. Si consiglia la visita al Museo della tessitura " Eugenio Tavolara" che si trova nel centro del paese.

Eventi a Sarule

"Cortes Apertas" Degustazioni e dimostrazioni dei processi produttivi dei prodotti artigianali del paese.
Madonna di Gonare, 8 settembre La festa viene organizzata ad anni alterni dai comitati di Orani e di Sarule. I festeggiamenti religiosi sono preceduti dalla novena alla quale partecipano diverse persone che raggiungono il Santuario a piedi, percorrendo antichi sentieri. I festeggiamenti cominciano nei giorni precedenti con numerose manifestazioni collaterali. In passato particolare rilievo occupava il Palio (su Palu), una corsa di cavalli che si svolgeva nella piana sottostante il Santuario, in agro di Sarule.
La festa di Gonare è stata descritta da
Grazia Deledda, premio Nobel 1926, nel romanzo "Le vie del male".


Sarule, abito tradizionale. Bellissima e sorridente ragazza di Sarule in costume tradizionale.

Il territorio Sarule, sito in provincia di Nuoro (a 27 km dal capoluogo, a 16 dallo scalo ferroviario di Oniferi, a 12 da Ollolai), fa parte del Nuorese. Confina con Orani, Ottana, Mamoiada, Olzai e Ollolai; la sua forma assomiglia al tozzo corpo di un toro proteso verso il confine di Mamojada; si estende in una regione collinosa prospiciente a sud-est i rilievi di Ollolai, a sud-ovest l’ampia vallata del Tirso e a nord-ovest le montagne del Goceano e del Marghine; tutta la regione collinosa è difesa a nord-est da Monte Gonare (m 1083), la cui cuspide conica è posta a cavallo del confine tra Sarule e Orani: sa làcana (il confine) taglia in due il corpo della chiesa a navata unica, su cui si aprono le porte laterali del Tempio. In passato Sarule era collegato dalla S.S. 128, la “Centrale Sarda”, e da due carrabili, caminos de carru, verso Mamoiada per Ottana. Oggi snellisce il suo traffico con una strada di circonvallazione e si collega con due camionabili, una per Ottana e lo svincolo sulla Nuoro-Abbasanta, ed un’altra che immette sulla Nuoro-Tortolì vicino a Mamoiada. Geologicamente il territorio fa parte delle terre emerse più antiche della Sardegna, in cui si incontrano cinque falde di terreni metamorfici, risalenti al Devoniano ed al Siluriano (e secondo studi più attuali al Gothlandiano), con resti di erosione pre-ercinica, sovrapposte sulla gigantesca massa granitica su cui poggia quasi tutta la Sardegna centrale. Ciò dà origine alla grande varietà di minerali presenti nella zona. A nord-est, invece, vi è una consistente massa calcarea, tendente al verde cipollino, che, per qualche tempo, ha alimentato una cava di marmo pregiato, causando però un’insanabile ferita alla seconda cima di Gonare, Gonareddu. Ora l’estrazione è cessata, interrompendo il deterioramento del paesaggio. Tutto il territorio è essenzialmente collinoso, con cime più elevate verso est e sud-est (ad esempio, la doppia punta Lothoe, m 988 e 975, affiancata a Gonareddu m 1045, ed una parte pianeggiante con rilievi meno alti ad ovest, verso la piana del Tirso ed il confine del territorio di Ottana e Orani. Qui si trova a m 393 nel versante sud del Monte Incavaddu (m 438), la Tomba di giganti, detta L’Altare di Logula, purtroppo offesa da un recente tentativo di depredazione. Numerose le fonti d’acqua, abbondanti e di buona qualità. Le più note sono Su Cantaru, in cui vengono valorizzate due sorgenti diverse, fra loro poco distanti, di cui la seconda più pregiata; Funtana ’e Predu Sapa, nei pressi della casa cantoniera di Sarule, sulla S.S. 128; Funtana ’e Litthos, nei pressi della cantoniera omonima, lungo la camionale per Mamoiada; Funtana ’e sa nucche, sulle pendici di Gonareddu e Monte Lotzori; ed ancora molte altre. Infine non possiamo non citare Funtana ’e Caghisi, posta all’uscita dell’abitato verso Orani, anch’essa sulla S.S. 128. Verso la vallata scorre il rio Binzas, poi affluente del Tirso. Nei terreni incolti adibiti a pascolo prospera spontanea la vegetazione mediterranea; abbondante la selvaggina: cinghiali, lepri e avicoli. Scomparsi anche dalla memoria i daini, i cervi e le aquile, di cui fa menzione il Casalis. Soprattutto nei rilievi numerose le querce ghiandifere e le sugherete, scarsa la coltivazione dell’olivo, degli alberi da frutta e della vite, ai quali è dedicato meno di un quarto del territorio, quasi scomparsa quella di grano, orzo e avena un tempo rigogliosi.
Le origini La matrice del nome del paese è presumibilmente semitica: deriverebbe da vari termini che vanno da “arma, giavellotto” (sar-ur) a “coda dello scorpione” (la costellazione) a “leonessa” (mul)sar-ur, secondo il Sardella. Ma la più verosimile, trattandosi di nome di località, dovrebbe essere “giardino (della città)”, allusione all’amenità del territorio (cfr. Dictionaire d’étimologie sumérienne et grammaire comparée di C. G. Gostony). La base semitica dell’etimo è suffragata dalla presenza nel territorio di ben quarantadue siti
preistorici, e dall’ipotesi della presenza in tutta la zona di insediamenti di Jolaesi, come asserisce lo storico
cinquecentesco G.F. Fara. C’è chi attribuisce a Sarule origini medievali: una vecchia tradizione narra che il paese sia stato fondato, poco prima dell’anno Mille, da un certo nobile fuggiasco Domno Sarule (ma non è detto da dove e da chi fuggisse), che trovando il luogo salubre e il panorama buono, vi si insediò a ridosso della rupe, un tempo visibile nei pressi dell’oratorio del Rosario, ed alla ormai distrutta chiesetta di Santa Marta, di cui si ha sfuocata memoria, dando origine ad un borgo che prese il suo nome e nel quale confluirono, ingrandendolo, altri fuggiaschi con le loro famiglie. Forse la leggenda ha un fondo di verità, con riscontro nell’asserzione «Sarule paesino sito in territorio di Orani, forse distrutto in epoca aragonese», che potrebbe far pensare ad una sua rifondazione.
La storia Abbiamo già menzionato l’Altare di Logula, il monumento più celebre dei primi insediamenti di questo territorio, scoperto e valorizzato, secondo il Casalis, da Vittorio Angius. Lo stesso dà notizia di un sito, Lorrocorio, dove «si scoprirono vari oggetti antichi di terracotta, vetro e ferro, e tra gli ultimi un’accetta, […] invasa dalla ruggine […] che si polverizzò come sentì il fuoco di una fucina», forse durante un errato tentativo di restauro. Si ha notizia di domus de janas e di “Pietre Fitte”;il Casalis parla di otto nuraghi. Ma nell’Elenco degli edifici monumentali della provincia di Sassari del Min. della P.I. nel 1922 ne venivano censiti tredici: Nuraghe Iloe, Illudei, Graneri, Iavu, Ilarra, Orvanile, Gospanio, Iddoilo, Taleri, Peddio, Badu Orane, Canu Virde, Letha; vi è citata anche un’altra Tomba di gigante in regione Inutheo Mozanu. Sarule appartenne alla curatoria di Dore, della quale fu per un certo periodo anche capoluogo. È citato nel Condaghe di San Pietro in Silki (schede 180 e 387), e risulta nella lista delle decime pagate direttamente alla Curia Romana (anni 1346-1350: vedi Rationes decimarum Italiae-Sardinia). In epoca post giudicale fu conteso tra gli Arborea e i Visconti, che riuscirono ad impadronirsene; dopo la loro estinzione, fu amministrato per qualche tempo da Pisa, finché nel 1335 fu assegnato dal re di Aragona a Giovanni d’Arborea e dopo il 1348 fu tenuto da Mariano IV. Nel 1388 Pietro de Monte di Sarule, in rappresentanza della curatoria di Dore, partecipa alla firma del trattato di pace tra Giovanni I d’Aragona ed Eleonora d’Arborea in rettifica dell’atto del 1386. Nel 1410 fu infeudato a Nicolò Turrigiti, fino a quando, nel 1430, i discendenti lo vendettero al marchesato di Oristano. Confiscato quindi a Leonardo Alagon, passò alla famiglia Carroz fino al 1479, quando Sarule divenne proprietà dei Maza De Liçana e, dopo una lunga lite di oltre vent’anni, dei Portugal e poi dei De Silva (1584), rimanendo definitivamente incorporato nel marchesato di Orani (1617) fino all’abolizione dei feudi nel Regno di Sardegna (1839). Già dal 1821 era stato incluso nella provincia di Nuoro. Ecclesiasticamente Sarule apparteneva fino al 1939 alla Diocesi di Alghero: in quell’anno fu assegnato con decreto concistoriale a quella di Nuoro.

Chiesa di San Michele, la pala dell'altare di Delitala, Sarule provincia di Nuoro.

Il paese Sarule ha perduto il suo aspetto rustico, caratteristico dell’architettura domestica sarda, che oggi si mescola a forme moderne di abitazioni rifatte ed a case restaurate secondo canoni rispettosi del passato. Questo è quello che offre il panorama del centro storico, oggi circondato da due rioni nuovi, di cui uno segue l’andamento della strada di circonvallazione, l’altro si arrampica sul costone prospiciente i vicini rilievi di Lathone e di San Bernardino, il cui nome è dato dalla piccola chiesa omonima, di strutture recentissime (anni ’60 del Novecento), erette su quelle distrutte, anteriori al secolo XVI, come da una pergamena attestante la sua consacrazione fatta da parte di un fra Bernardino, vescovo di Ottana. La chiesa è officiata e il santo è particolarmente venerato per il suo potere di restituire la parola ai muti (durante la festa vi si portavano i bambini che tardavano a parlare). Nei pressi della chiesa è sito il Nuraghe Letha, nei cui pressi si trova spesso dell’ossidiana. Sulla parte alta del centro storico domina la parrocchiale, dedicata a San Michele Arcangelo, iniziata nel 1764, aperta al culto nel 1814. A breve distanza vi e la cinquecentesca chiesa di Santa Croce, con antichi affreschi illustranti la passione di Cristo, che pero necessiterebbero di un buon restauro. Si trova in pieno centro la chiesa di Sant'Antonio, sede di confraternite religiose, che tengono vive le tradizioni del luogo. Poco distante la chiesa del Rosario, costruita sui ruderi di una piu antica, dedicata a San Nicola di Bari: di questa sovrapposizione dava notizia una lapide, un tempo murata tra gli affreschi nella cappella della Beata Vergine delle Grazie, datata 1226 e recante i nomi dei committenti. Nel centro storico si trovano anche il Municipio e, nella parte bassa, la Casa museo di antichi arredi, dell'illustre cittadino sarulese Ladu, donazione della sorella dello stesso giudice di Cassazione.
L'economia e la società
Sarule ha un'economia a prevalente carattere agropastorale: si calcola vi siano impegnate circa 430/450 persone. Nonostante la crisi economica e il ridotto numero dei soci, che negli ultimi anni Ottanta erano circa 120, la fiorente Cooperativa Sociale per la produzione di formaggi lavora ancora 750.000 litri di latte, producendo circa 1500 quintali di formaggio. L'anagrafe bestiame registra in paese circa 8300-8500 capi, ma la cooperativa lavora anche latte proveniente dagli allevamenti dei centri del circondario. Vi sono in loco un paio di laboratori di marmo e graniti, qualcuno di legno e ferro battuto, un paio di pane carasau e dolci caratteristici. Una menzione particolare merita la tessitura: sebbene sia stato chiuso il centro pilota dell'
ISOLA, che accomunava con la sua produzione i simboli dei tappeti di Sarule con quelli di Orani, ancora una ventina di famiglie di tessitrici tengono viva la fama della tradizionale e pregiata Burra sarulese. Sarule e uno dei pochi centri dove si tesse con il telaio verticale anche il tappeto a nodi. Il polo industriale di Ottana, creato per il benessere di tutta la zona, attualmente ha in servizio una decina di unita sarulesi, di cui due in servizio effettivo e otto in cassa integrazione.
Le tradizioni La parlata di Sarule e il sardo barbaricino: ridonda di latinismi, grecismi, spagnolismi e arabismi. Del costume tradizionale si conservano diversi prototipi (da lavoro, della festa, della sposa, della vedova ecc.). L’abbigliamento maschile si presenta semplice ed essenziale con i tipici colori della zona: bianco, nero e rosso. L’abito femminile risulta essere invece più complicato, ricco di fini ricami e pizzi. In Sarule, come in altri centri del Nuorese, le tradizioni si sono ben conservate: in tutte le feste permane un forte sincretismo religioso, che dona loro un grande fascino. Possiamo citare le sacre rappresentazioni pasquali con S’iscravamentu, o la festa di Sant’Antonio Abate in cui il rito religioso s’interseca armoniosamente con la tradizione dei fuochi e dei dolci tipici come su pistiddu. La patrona Santa Lucia è festeggiata con grande solennità il martedì successivo alla Pasqua. Alle manifestazioni religiose si affiancano quelle civili e la festa si chiude con canti, balli e gare di abilità a cavallo. Grande festa è riservata a San Bernardino nella chiesa campestre omonima. Ma la più importante è quella della Madonna di Gonare, ora organizzata in collaborazione, non più come in passato ad anni alterni, da Sarule e Orani, in cima al monte, dal 7 al 9 settembre, con grande partecipazione di fedeli da tutta l’isola. Il 25 marzo si celebra il tradizionale su pane ’e vintichimbe, in cui avviene la distribuzione gratuita, per voto ai pellegrini, del pane benedetto. Infine il 28 maggio si commemora l’incoronazione della Beata Vergine di Gonare, dal 1972 patrona di tutte le Barbagie. Da pochi anni, nel centro Sardegna, e così anche a Sarule, si organizza la manifestazione detta Cortes apertas, Giardinos fiorìos, Garrelas mudadas, in cui si mostrano ai visitatori gioielli, manufatti e prodotti tipici, frutto della laboriosità degli abitanti del luogo. Ciò avviene ad ottobre, dando grande risalto ai meravigliosi tappeti, ai formaggi e agli ottimi dolci. Molto sentito su Carrasecare, il Carnevale. Il travestimento tipico del luogo è Sa mascara a gattu, di cui si ha notizia fin dal 1850, nella quale gli indumenti di vestiario vengono usati fuori posto, o indossati al rovescio: la fascia delle gonne delle spose si mette in testa, le due gonne del costume vengono indossate rovesciate per nascondere la balza ricamata e assicurarsi l’anonimato; il tutto rappresenta una parafrasi scherzosa dei momenti principali della vita, nascita, unione e morte. La sera il fantoccio del carnevale, Maimone, è bruciato tra gli effluvi di vino, e il ballo tondo locale sa bichirina, chiude la festa al calare della sera.
Personaggi illustri Oltre al giudice Ladu, già citato, Sarule ha dato i natali ad altre personalità come Serafino Soro, giornalista degli inizi del Novecento; Salvatore Sini, autore della famosa poesia Non potho reposare…!, Antonio Sini, poeta e scultore, vincitore di vari premi letterari con "La terra che non ride" (1965), scelto dal regista Giuseppe Finà per un cortometraggio a colori sulla Sardegna; Mario Cheri, notaio, senatore della Repubblica, già sindaco del paese; Giuseppe Pinna, consigliere provinciale e sindaco di Nuoro, deputato e padre di Gonario, tutti e due tra i più noti penalisti del foro di Nuoro; Giuseppe Contu, ora docente di Lingua e Letteratura araba nell’Università di Sassari; “De Gonare”, pseudonimo di Salvatore Sechi, pittore ancora operante a Sassari.


Sarule, filatrice con arcolaio. Famosi tappeti sardi di Sarule.

Tappeto di Sarule
Comune: Sarule
Descrizione: I tappeti realizzati al telaio e rifiniti a mano si caratterizzano con colori e motivi decorativi differenti a seconda del paese di provenienza. Tra i motivi decorativi più in uso oltre a quelli geometrici e vegetali spiccano in genere elementi tratti dalle iconografie religiose, simboli e animali. La colorazione può essere naturale o artificiale.

Sarule particolare di Sa Burra, tappeto tradizionale
Raccolta: Cortes apertas
Comune: Sarule
Descrizione: Sa burra è il tappeto tradizionale Sarulese, eseguito con il telaio verticale. Richiedeva un lavoro di circa quaranta giorni da parte di tre donne. Veniva dato in dote dalle donne al figlio primogenito.

Tappeto di Sarule. Tappeto Sardo, Cortes apertas.
Sarule particolare di Sa Burra, tappeto tradizionale.

Arantzada (Prima Foto a sinistra)
Comune: Sarule
Soggetto: Dolci tradizionali
Descrizione: L'arantzada è un dolce, tipico dell'area barbaricina, a base di scorza di arance candite nel miele e guarnito con mandorle. La consistenza e la compattezza possono essere piuttosto variabili.

Descrizione sintetica del prodotto
Dolce d’arance candite nel miele e mandorle di circa 1 cm di altezza e porzionato in piccoli pezzi romboidali. Colore, aroma e gusto sono di agrume dolce. La consistenza è complessivamente gommosa e di compattezza variabile a seconda delle proporzioni e del taglio degli ingredienti.
Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura
Dopo l’eliminazione della polpa la scorza del frutto viene tagliata in grossi spicchi; si aggiungono le mandorle intere, pelate e tostate, che entrano nel composto durante la fase di canditura con miele o sciroppo di zucchero e miele. A cottura ultimata il composto viene rovesciato su un piano di legno e steso in una forma quadrata o rettangolare; una volta raffreddato il composto viene tagliato a piccoli pezzi romboidali; si conserva in frigorifero.

Il dolce in esame è considerato molto raffinato. Anche in questo caso la sua produzione, a livello familiare, era un tempo legata ai festeggiamenti in occasione di particolari ricorrenze.
Oggigiorno il prodotto è commercializzato dai laboratori di pasticceria sarda ed è piuttosto noto.

DATI SUL PRODOTTO
Denominazione del prodotto:
Aranzada–Scorza d’arancia candita e mandorle.
Categoria: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria e confetteria.
Territorio interessato alla produzione: Tutto il territorio regionale con particolare riferimento alla provincia di Nuoro.

Arantzada. Dolce tipico della Zona di Nuoro, come viene realizzato a Sarule.
Sarule, casadinas. Cortes Apertas.
Sarule, dolci tipici. Cortes Apertas.
Sarule, dolce tradizionale. Cortes Apertas.
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Autunno in Barbagia 2016
Il sapore ge nuino dell’ospitalità
Sarule 17 e 18 settembre


SARULE
Un’aura di leggenda avvolge la fondazione del paese di Sarule: si narra di un tal donno Sarule che, intorno all’anno Mille, si rifugiò con la sua famiglia nell’attuale centro storico tra la chiesa del Rosario e la scomparsa chiesa di Santa Marta. Ma i numerosissimi siti archeologici (circa 40) del suo territorio testimoniano una storia ancora più antica che risale al Neolitico: la raccontano le affascinanti domus de janas di Neunele, Sa Neale e Sa Pranedda. I profili appuntiti del complesso di Gonare risaltano sul dolce territorio collinare che circonda il paese di Sarule dove si trovano le più antiche terre emerse della Sardegna. Ai piedi della montagna si sviluppa il territorio collinare, ricco di sorgenti e ricoperto da boschi di lecci, roverelle e aceri. Il paese è noto per la produzione di pregiati e coloratissimi tappeti in lana grezza e cotone, realizzati ancora oggi su arcaici telai verticali secondo schemi e modalità antichissimi, che si possono ammirare nelle botteghe artigiane del centro storico.


17 settembre
ORE 10 Inaugurazione della manifestazione, a cura dell’Amministrazione Comunale. - Casa Ladu, via Nazionale
ORE 10:20 Sul filo di lana… percorso itinerante di tessitura, a cura delle tessitrici sarulesi. - Via nazionale
ORE 11 Concorso Dolce&Salato II edizione, attività nelle cortes aderenti. - Centro storico
ORE 13 Pranzo tipico nelle cortes. - Centro storico
ORE 16 Animazione nelle cortes in compagnia di cori polifonici. - Centro storico
ORE 20 Cena tipica nelle cortes. - Centro storico
ORE 21 IV edizione del Concorso Vadore Sini, canti popolari in lingua sarda. Esibizione dei cori polifonici aderenti al concorso, a cura dell’associazione culturale Coro Maschile Vadore Sini.
Le esibizioni saranno intervallate dalle note dell’organetto di Peppino Bande. - Via Nazionale.

18 settembre
ORE 10 Apertura delle cortes. Visita al sito archeologico S’altare ‘e Logula, a cura dell’archeologo Luca Cheri.
Visite alle ore 10; 12; 15; 16:30; 18. Ritrovo presso la piazza Donatori di Sangue.
ORE 11 Concorso Dolce&Salato II edizione, attività nelle cortes aderenti. - Centro storico
ORE 13 Pranzo tipico nelle cortes. - Centro storico
ORE 16 Olimpiadi dei giochi antichi paesani GiochImpara. Per bambini e adulti, a cura del CSI. - Piazza San Michele
ORE 16 Intrattenimento Folk, a cura del gruppo folk Maschera a Gattu. - Lungo le vie del paese
ORE 19 Premiazione concorso Dolce&Salato - II edizione. - Casa Museo, centro storico
ORE 20 Cena tipica nelle cortes. - Centro storico.

LABORATORI
Seconda edizione del Concorso gastronomico Dolce&Salato. I partecipanti al concorso prepareranno due piatti, uno dolce e uno salato, in linea con la tradizione e la cultura gastronomica locale. Le preparazioni potranno essere osservate e degustate nelle diverse cortes. Gli espositori allestiranno una corte e vestiranno gli abiti tradizionali riproducendo la realtà rurale di un tempo facendo riscoprire ai visitatori i gusti, i profumi e le arti antiche.

DA VISITARE
• Le cortes aderenti al concorso Dolce&Salato ospiteranno gli artigiani che mostreranno i processi produttivi
delle proprie attività.
• Casa Museo Ladu: esposizione dei costumi tradizionali tra gli arredi e gli oggetti della vita quotidiana e lavorativa dell’epoca.
• Chiesa di Santa Croce (VI sec.): esposizione degli abiti sacri dei priorati, mostra di immagini raffiguranti i luoghi della Settimana Santa sarulese.
• Chiesa Madonna del Rosario (XIII sec).
• Chiesa Sant’Antonio da Padova.
• Chiesa Parrocchiale San Michele Arcangelo.
• Chiesa Nostra Signora di Gonare (XII sec.).
• Sito archeologico S’altare ‘e Logula (domenica 18).
• Museo del Tappeto I. S. O. L. A. - località Filiseo, via Manzoni.
• Cooperativa Unione Pastori, visita guidata: tel. 0784 76296 - strada vecchia per Ottana.


Servizi
Farmacia aperta.
Bagni chimici.
Durante la manifestazione la zona circostante il campo sportivo sarà a disposizione per area parcheggio di pullman e camper.

Dove mangiare
Ristorante Sa Secada, tel. 0784 76472 - tel. 348 2451427
Agriturismo Donnedda loc. Monte Gonare tel. 329.6315393
Polleria-Paninoteca Bastianina Pischedda
Polleria-Paninoteca di Francesco Mastio
Punto ristoro Pro Loco Sarule-Avis
Diverse corti organizzano punti ristoro con piatti tipici sarulesi
Ristorante Pizzeria “Sa Secada” - 078476472
Ristorante di G. Sechi - 078476325
Bar Gurrai
Berto’s Bar - via Nazionale
Blu Bar
Bar Nuovo
Beck’s Bar


Dove dormire
B&B “La Taverna del Gufo”, 347.3699550
Agriturismo Donnedda loc.Monte Gonare,tel. 329.6315393
Ristorante Sa Secada, tel. 0784 76472
B&B G.Floris - 3490607303
B&B La collina dei ciliegi tel. 377 4661962


*Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale Le Vie della Sardegna.


Per info:
• Proloco e Comune: tel. 349 1618984 - 347 1412125 - 349 0738064 - 324 8269234 - 334 1170780
www.comunesarule.gov.it

Facebook:
• Comune di Sarule
• Proloco di Sarule

Parcheggi nei pressi del campo sportivo


Sarule Autunno in Barbagia 2014, 5-6-7 settembre 2014.

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