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Bonorva :: Comune nella Provincia di Sassari situato sulla parte settentrionale dell'altopiano della Campeda.

Località Sarde > Sassari


Bonorva  piazza Santa Maria foto storica

Bonorva

Centro agro-pastorale del Meilogu, situato in un territorio ricco di importanti siti archeologici, è rinomato per la tessitura artigianale di arazzi, tappeti, copriletti, e per la produzione de "su zicchi", tipico pane di grano duro.

Abitanti: 4.044
Superficie: kmq 149,74
Provincia: Sassari
Municipio: piazza Santa Maria, 27 - tel. 079 867894
Guardia medica: corso V. Emanuele II, 138 - tel. 079 866487
Polizia municipale: piazza Santa Maria, 27 - tel. 079 867894
Biblioteca: piazza Sant'Antonio - tel. 079 867574
Ufficio postale: via Regina Margherita, 3 - tel. 079 866186

Stemma di Bonorva



Bonorva (Bonòrva, Onòrva in sardo) è un comune della Provincia di Sassari, situato nella regione storica del Logudoro e nella sub-regione del Meilogu, a circa 150 km a nord di Cagliari e a circa 50 km a sud-est di Sassari. Il poleonimo deriva dal latino "Bonus Orbis" e significa "buona terra". Nel suo territorio si trova l'altopiano di Campeda. L'altopiano di Campeda si estende nella Sardegna nord-occidentale su una superficie di 11.058 ettari. Il territorio è suddiviso tra i comuni di Macomer, Bortigali, Sindia e Bonorva, e si trova ad un'altitudine compresa tra 425 ed 845 metri. Un tempo ricoperto di lussureggianti boschi secolari che vennero abbattuti nella seconda metà dell'800, allo scopo di ricavarne traversine ferroviarie o per costruzioni navali. Oggi vi si possono apprezzare importanti formazioni boschive. Il paese di Bonorva, sviluppatosi dopo la fine dell'età medievale, è situato sulla parte settentrionale dell'altopiano della Campeda. L'origine del nome è ancora oggi molto incerta. La presenza di popolazioni in questo territorio risale di sicuro all'epoca nuragica, in quanto sono presenti nella zona numerosi complessi nuragici e domus de janas. La tomba più importante è la cosiddetta "Tomba del capo" che ha un estensione di 250 m quadri, è formata da diversi ambienti, e che venne utilizzata ininterrotamente da tutte le culture successive. L'architettura urbana è tipica dei paesi a cultura agro-pastorale, con strade strette e con case con ampi cortili, che in passato potevano servire per ospitare una parte del bestiame.

Informazioni turistiche e curiosità su Bonorva

Nel paese è ancora molto viva la tradizione della tessitura con telaio orizzontale: utilizzando la tecnica "a punta de agu", ossia a ricamo si possono ammirare tappeti e disegni molto raffinati e particolari. Di sicuro interesse per il visitatore possono essere: gli affreschi di Sant'Andrea Priu, la chiesa della Natività di Maria e la fonte archeologica di Su Lumarzu. Inoltre, si consiglia una visita al grazioso centro storico ricco di viuzze che faranno ripercorrere momenti del passato, accompagnati dalla possibilità di poter assaporare i piatti tipici del paese nei diversi ristoranti presenti nel paese. Si invita il visitatore a partecipare alla sagra de Su Zicchi. La manifestazione presenta due momenti importanti: un covegno e la degustazione de "su zicchi", antico pane di grano duro. Contemporaneamente, si svolge ''Mustras'', mostra mercato dell'artigianato e dei prodotti tipici locali, tra cui tappeti, ricami finissimi e i saporiti dolci sardi.

Assegnatari nei Centri di Colonizzazione ETFAS Bonorva
Bonorva abito tradizionale

Bonorva Necropoli di Sant'Andrea Priu, il cosiddetto "toro" o "campanile". Sul pianoro, a 10 metri a nord del ciglione, a 13 metri a ovest del pozzo di illuminazione dell'ipogeo VI, s'innalza una singolare rupe, certamente già interessante - come aspetto - per natura, ma resa ancora di più dall'intervento dell'uomo. È quello che comunemente veniva indicato come "campanile". Il Taramelli lo riteneva un masso trachitico, sporgente dalla sommità del banco, ritagliato esternamente ed internamente traforato da una cella ipogeica le cui pareti furono sfondate. Non di rado si è pensato ad un monumentale "toro", una scultura che sarebbe ora mutila della testa, ma - in realtà - non si notano fratture, almeno di dimensioni tali da autorizzare l'accoglimento dell'ipotesi.

Bonorva Necropoli di Sant'Andrea Priu

Affreschi di Sant'Andrea Priu
Come arrivare Dall'abitato di Bonorva, prendere la strada per Bono e percorrerla per circa 6 km, quindi svoltare a destra in una strada asfaltata che conduce alla chiesa campestre di Santa Lucia. Superarla e proseguire per altri 500 metri circa fino a raggiungere, sulla sinistra della strada, l'area recintata della necropoli.
Descrizione L'ipogeo si trova in un'estesa vallata denominata "piana di Santa Lucia". È compreso nella necropoli preistorica scavata in un costone di roccia vulcanica. Le domus de janas testimoniano la presenza dell'uomo nell'area di Sant'Andrea Priu già dall'epoca neolitica, quando il sito aveva funzione funeraria. I numerosi nuraghi sparsi nel territorio attestano la continuità di vita nell'età del Bronzo. Per i periodi successivi sono state individuate importanti testimonianze di fase punica, romana e medievale. Benché l'area archeologica fosse nota agli storici già dal Cinquecento, solo nel 1916 fu organizzata una vera e propria campagna di scavo, condotta da Antonio Taramelli, che realizzò degli accurati rilievi. Il restauro del monumento fu effettuato alla fine degli anni Novanta del secolo scorso.

Necropoli di Sant'Andrea Priu
Come arrivare Dall'abitato di Bonorva, prendere la strada per Bono e percorrerla per circa 6 km, quindi svoltare a destra in una strada asfaltata che conduce alla chiesa campestre di Santa Lucia. Superarla e proseguire per altri 500 metri circa fino a raggiungere, sulla sinistra della strada, l'area recintata della necropoli. La necropoli è ubicata sul limite orientale della piana di Santa Lucia, a pochi km di distanza dalla fonte nuragica di Lumarzu, dal nuraghe Puttu de Inza e dal nuraghe Monte Donna.
Descrizione Le domus de janas che compongono questa necropoli, una delle più estese ed importanti della Sardegna, sono scavate sulla parete verticale e sul pianoro di un affioramento trachitico - alto circa 10 m e orientato a S - e consisono in una ventina di sepolture disposte per lo più ad una certa altezza rispetto al livello di campagna. Cronologicamente sono inquadrabili nel neo-eneolitico, fra IV e III millennio a.C., ma le prime fasi di utilizzo sono da ricondurre alla Cultura di Ozieri (Neolitico finale: 3200-2800 a.C.).
Gli ipogei risultano accessibili solo in parte, in quanto il cedimento parziale del fronte di roccia ha causato la distruzione di alcuni vani e dei gradini o pedarole che consentivano di raggiungerli.
L'impianto planimetrico delle sepolture è monocellulare o pluricellulare: a quest'ultimo tipo appartengono tre tombe di particolare interesse: la "Tomba del Capo", la "Tomba a capanna circolare" e la "Tomba a camera".


Chiesa della Natività di Maria
Come arrivare Il paese di Bonorva è facilmente raggiungibile dalla "Carlo Felice" percorrendo per circa 3 km lo svincolo che si imbocca all'altezza della cantoniera Cadreas. La parrocchiale è al centro dell'abitato e costituiva, probabilmente, il fulcro attorno a cui si raccoglieva il nucleo più antico di cui non resta molto.
Descrizione La parrocchiale di Bonorva fu ricostruita per volontà del rettore Jacopo Passamar, futuro vescovo di Ampurias e poi arcivescovo turritano, nell'arco di quasi un trentennio a partire dal 1582, data sul capitello d. del pilastro dell'ultima campata verso l'abside, mentre sotto il simulacro della Vergine nel fastigio della facciata è incisa la data del 1606 che potrebbe segnare il termine dei lavori. La facciata a spioventi è limitata da paraste angolari concluse da acroteri a vaso con fiaccola. La cornice terminale a decoro fitomorfo è sovrastata da un tratto di parete e da una seconda cornice a smusso, con accentuazione dell'effetto di doppio coronamento.

 Bonorva Necropoli di Sant'Andrea Priu.
 Bonorva Necropoli di Sant'Andrea Priu.
 Bonorva chiesa di San Lorenzo di Rebeccu

Chiesa di San Lorenzo di Rebeccu
Come arrivare Si lascia l'abitato di Bonorva per immettersi sulla SP 126. Percorsi 5 km si scorge al bivio la chiesa di San Lorenzo, sulla d. della strada che sale alla frazione di Rebeccu. Il sito campestre, nel quale si trova la chiesa, corrisponde a un insediamento di età romana lungo l'antica strada "Caralibus Ulbiam". In epoca medievale vi fu impiantato il villaggio di Rebeccu, in seguito abbandonato. Nel 1831 all'interno del San Lorenzo fu rinvenuto un sigillo in piombo di Barisone II, giudice di Torres tra il 1147 e il 1186.
Descrizione La chiesa di San Lorenzo rappresenta un esempio di Romanico "minore", che trae il principale motivo di fascino dall'organico inserimento nel paesaggio. Le caratteristiche strutturali e il sigillo di Barisone II, ritrovato al suo interno e forse pendente in origine dalla pergamena di consacrazione dell'altare, inducono a collocare la fabbrica nella seconda metà del XII secolo. Agli inizi del XIX secolo la chiesa fu parzialmente demolita per utilizzare i materiali nella costruzione della parrocchiale di Rebeccu. Nei restauri del 1982 sono stati ricostruiti il fianco S e il tetto in legno. La pianta è mononavata con abside a E. Il paramento originario è in conci calcarei di media pezzatura con inserti di pietra basaltica, che accennano all'opera bicroma. Nella facciata, conclusa da campanile a vela, il portale è architravato e sormontato da una lunetta. Le larghe paraste d'angolo si concludono alla base degli spioventi, lungo i quali si conservano cinque archetti tagliati a filo e impostati su peducci. In entrambi i frontoni una luce cruciforme illumina l'aula.


Fonte di Su Lumarzu
Come arrivare Lasciare l'abitato di Bonorva in direzione di Bono e percorsi circa 3 km voltare a destra, al bivio per la frazione di Rebeccu. Raggiunto il piccolo centro, si lascia l'auto nel piazzale della Chiesa. Proseguendo dritti, tenendo la Chiesa a sinistra e una fontana a destra, si trova un sentiero: percorrerlo per poche centinaia di metri, seguendo sempre le frecce dipinte su alcune pietre, fino a giungere davanti al cancelletto del terreno ove è situata la fonte. Prima di varcarlo, ottenere l'assenso del proprietario. Il monumento è ubicato nell’estremità S della piana di Santa Lucia a una distanza di circa 300 m in direzione E dal villaggio di Rebeccu.
Descrizione Il monumento, una piccola fonte cultuale di età nuragica, è costituito da un atrio e da una celletta ove si raccoglie la vena sorgiva. In età cristiana sulla faccia inferiore della lastra di chiusura venne incisa una croce latina. L'acqua defluisce attraverso una canaletta - incisa nella soglia dell'ingresso alla fonte - verso un condotto di scolo realizzato al di sotto della pavimentazione dell'atrio stesso. La frequentazione del sito è proseguita fino alla tarda antichità, come dimostrano le monete del IV sec. d.C. rinvenute ai tempi del Taramelli durante la pulizia del vestibolo.



Fonte il sito della Regione Sardegna


Bonorva fonte di Su Lumarzu. Il monumento, una piccola fonte cultuale di età nuragica, è costituito da un atrio e da una celletta ove si raccoglie la vena sorgiva. L'atrio, lastricato, di pianta rettangolare, presenta sedili alle pareti e una nicchietta. La muratura è costituita da regolari filari di conci di basalto squadrati con cura. Dall'atrio, attraverso un ingresso a luce trapezoidale ricavato in un lastrone monolitico si accede alla celletta. Il piccolo vano, costruito con blocchi di basalto lavorati sommariamente ma connessi con cura, presenta copertura a "tholos" chiusa da un grosso lastrone orizzontale.

Bonorva fonte di Su Lumarzu

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