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Ollolai :: Paese di antichissime origini, dà il nome ad una delle storiche Barbagie (la Barbagia di Ollolai). Situato al centro della Sardegna, ha un'economia basata sull'attività agro-pastorale e sull'artigianato tradizionale.

Località Sarde > Nuoro


Ollolai, ballo sardo in abito tradizionale

Ollolai
Paese di antichissime origini, dà il nome ad una delle storiche Barbagie (la Barbagia di Ollolai). Situato al centro della Sardegna, ha un'economia basata sull'attività agro-pastorale e sull'artigianato tradizionale: la lavorazione dell'asfodelo per ottenere ceste e cestini, la lavorazione della stoffa, del legno e del ferro.


Abitanti: 1.529
Superficie: kmq 27,30
Provincia: Nuoro
Municipio: via Mazzini 2 - tel. 0784 51052
Guardia medica: Gavoi - tel. 0784 53145
Biblioteca: via Mazzini, 2 - tel. 0784 51550
Ufficio postale: piazza Marconi - tel. 0784 51061

Stemma di Ollolai
Ollolai, gruppo di ragazze in abito tradizionale festivo.

Curiosità e Informazioni Turistiche su Ollolai

Nella Barbagia, circondato da uno scenario paesaggistico aspro e incontaminato ricoperto di querce e secolari lecci, sorge il paese di Ollolai. Nel centro abitato, alcune case conservano antichi portali in pietra scura e spesso ospitano donne intente a lavorare con paziente maestria l'asfodelo per la realizzazione dei cestini intrecciati. Abitato fin dalla più remota antichità, come testimonia il parco archeologico della zona di San Basilio, Ollolai rivendica la tradizione secondo cui sarebbe stata sede del dux barbaricum Ospitone, il fiero comandante delle forze sarde opposte a quelle bizantine. Di sicuro il paese si qualifica come centro di primo piano in Sardegna nella disciplina marziale de "S'Istrumpa", un'antichissima lotta che prevede uno scontro corpo a corpo e che, dal 1995, fa parte della federazione delle lotte celtiche. Il centro di Ollolai vanta inoltre l'insigne passato di essere stato teatro del primo incontro fra due grandi interpreti della pittura sarda del Novecento, Giuseppe Biasi e Carmelo Floris, che nei suoi scorci e stradine ha regalato loro numerosi spunti di ispirazione artistica. Il paese è ottimale punto di partenza per compiere un'escursione nella punta S'Asisorgiu, a 1127 metri sul livello del mare, da cui è possibile abbracciare con lo sguardo ampi e sconfinati panorami che hanno fatto guadagnare alla vetta la denominazione "finestra della Sardegna": nelle giornate serene è infatti possibile ammirare i due mari della Sardegna, nella costa occidentale e nel versante est. Nella punta Sant'Istianu, che domina l'abitato, si incontra una fitta e generosa macchia mediterranea, dove verdeggiano corbezzoli, cisti e mirti. Magnifici scorci paesaggistici e tutta l'ospitalità accogliente propria della regione storica della Barbagia. Nel mese di gennaio si svolgono i festeggiamenti del Sant'Antoni de su Ho'u (fuoco di Sant'Antonio), che prevede l'accensione di un corposo falò. In occasione della manifestazione "Cortes Apertas", dal 30 settembre al 2 ottobre, è possibile visitare le antiche case di Ollolai tra canti e balli tradizionali.


Formaggio di Ollolai.
Miele di Ollolai.

Feste, sagre ed eventi ad Ollolai

Sant'Antoni de su Ho 'u (fuoco di Sant'Antonio), gennaio
È una manifestazione di antica tradizione, tipica di molti centri della Sardegna. Durante i festeggiamenti è prevista l’accensione di un enorme falò dedicato al santo.
Harrase 'are (Carnevale), febbraio Sfilata in maschera con costumi tradizionali.
San Giovanni, 24 giugno Festeggiamenti in onore del santo.
San Pietro, 27 giugno Festeggiamenti in onore del santo.
S'Istrumpa, agosto Manifestazione sportiva-culturale legata alla pratica di una antica forma di lotta corpo a corpo.
San Basilio, 2 settembre Festeggiamenti in onore del santo.
San Michele, 29 settembre Festeggiamenti in onore del santo.
Cortes Apertas, ettembre/ottobre Degustazioni, visita alle antiche case del centro storico, musica, canti e balli tradizionali.

Cartina di Ollolai.

Come arrivare a Ollolai Da Nuoro, capoluogo di provincia, si arriva a Ollolai lungo la strada 128, attraversando Oniferi, Orani e Sarule. Osservandolo da vicino, si ha l'impressione di trovarsi davanti a un paese dalle case tutte nuove: un "paese alpino, tra le Prealpi... del Gennargentu", come lo defini Remo Branca.
Il territorio Il territorio di Ollolai, situato al centro dell’isola, ha una superficie di appena 27,34 kmq. I suoi confini amministrativi delimitano un territorio allungato, che misura km. 11,750 per 4,425: la massima larghezza si raggiunge soltanto nella zona di Sant’Istianu (San Sebastiano), che si insinua nel territorio di Sarule quasi come un’enclave, con cui confina a nord, mentre a nord-est confina con quello di Mamoiada, a est e a sud-est con quello di Teti, e infine a ovest con quello di Gavoi e a nord-ovest con quello di Olzai. Al centro del territorio, quasi a ridosso e a sudovest del paese, si erge il massiccio granitico più consistente, con due cime, Sa Punta Manna (“la grande cima”, m 1104) e Sa Punta de s’As isorju (“la cima del tesoro”), che con i suoi 1127 m. segna la massima elevazione del territorio. Altri rilievi di una certa importanza sono Nodu Izu de Noli (“il nodo del ciglione di Noli”) a 1030 m., Sa Punta de Sant’Istianu (1038), Sa Punta de su Aprinu (1093) e all’estremo Est del confine con Gavoi Su Monte Pisanu Mele (1117) e Sa Punta Teresiài. I fiumi più importanti sono: Su Ribhu Tortu, e quelli de Bhisine, de Orosutho in Sos Littos, de Moroniai, de S'Ena Manna ("il fiume della grande sorgente") nella valle omonima, che costituisce l'unica pianura dell'intero territorio. Nel territorio ci sono numerose sorgenti perenni: per la maggior parte dell'anno la loro acqua e potabile. Dentro il paese ne rimangono solo tre: Sa Untana manna, oggi conosciuta col nome di Regina Fontium ("Regina delle fonti") datole, pare, dal La Marmora: e lodata per la purezza e la freschezza della sua acqua, di cui fino a ieri si serviva la popolazione; attualmente un po'meno, per il timore di inquinamenti che potrebbero derivare dalla rete fognaria. La flora varia secondo l'altitudine e le diverse località. Nelle montagne di San Basilio, ma anche altrove, crescono l'elce, la quercia, il pero selvatico, l'erica scoparia, l'agrifoglio, il tasso (il Taxus baccata dei botanici, in ollolaese ghinnipere pranu), mentre nelle zone di Allai, e a nord-est in Sos Littos, dominano l'elce e la quercia: a volte si tratta di piante secolari. A Ca useli e soprattutto a Co earre e molto diffuso il ciliegio. Un po' ovunque, infine, cresce l'asfodelo, che in loco assume particolare valore perche fornisce alle donne la materia prima per la confezione dei canestri (cu inzolos, anisteddas), delle "corbule" (orves) e dei cherrìgos (di piu grandi dimensioni), che vengono esportati e venduti in molte parti dell'isola. Il clima. Siccome il territorio di Ollolai si trova al centro dell'isola e raggiunge in diversi punti quote che superano i 1000 m, il clima e prevalentemente umido, con temperature basse d’inverno e medie d’estate. La sua parte meridionale, compresa tra i 300 e i 700 m d’altitudine, gode invece di un clima mite con temperature più elevate per tutto il corso dell’anno: qui sono assenti le precipitazioni nevose, che nelle zone più elevate si verificano a partire da dicembre ma diventano più numerose nei mesi di gennaio e febbraio, periodo in cui, nei decenni passati, la vita economica del paese restava praticamente paralizzata.


Testi di Salvatore Bussu

Ollolai foto storica

La storia Nell’antichità il territorio di Ollolai ha registrato frequenze e insediamenti umani fin dal Neolitico antico, nella sua fase finale (4000 a. C.), come risulta dagli scavi archeologici nella zona di San Basilio diretti dalla dottoressa Maria Ausilia Fadda, durante i quali sono stati rinvenuti numerosi reperti che spaziano dal Neolitico fino ai tempi della dominazione romana. Il centro abitato, invece, è forse di epoca romana, se dobbiamo considerarlo, secondo la tradizione peraltro non suffragata da documenti storici, come
il capoluogo della confederazione delle “civitates Barbariae”, in lotta comune contro i Bizantini (in questo periodo va collocata la storia dell’origine del Cristianesimo in Barbagia e la figura di Ospitone). Secondo la tradizione raccolta da molti storici, nel Medioevo Ollolai era composto da sette grosse borgate: Trighingiu, Moroniài, Su Donnighellu-Donni eddu (di origine giudicale); Orrocoghina (cosiddetta per la natura rocciosa del suolo), Su ’e Pezzi, Mirisone e Ollolai. Secondo il prof. Massimo Pittau, Ollolai sarebbe un toponimo paleosardo o nuragico, come dimostra chiaramente la sua desinenza “ài”, e trae la sua origine dal fatto che nei tempi antichi il suo sito sarebbe stato particolarmente ricco di “loglio”, che in latino suona lolium, lollium. Anche il linguista Giovanni Alessio aveva connesso il toponimo Ollolai alla medesima radice del latino lolium. Negli antichi manoscritti veniva chiamato Lolà, Lolai, Ololay; in certe parte della Sardegna ancora oggi viene chiamato Illollai. Nel Medioevo apparteneva al Giudicato di Arborea: era una sua curatoria e tale rimase anche dopo la scomparsa del Giudicato nel 1410, quando, con la caduta di Oristano in mano degli Aragonesi, divenne marchesato. E quindi come capitale della Barbagia il paese aveva una sua importanza, oltre che strategica, sociale e storica. Secondo lo storico francescano padre Pacifico Guiso Pirella il centro barbaricino (da intendersi forse con le altre borgate) aveva allora una popolazione di «mil vassallos feudales, y agiados», pari a circa 5000 abitanti, «secondo le liste che ancora oggi si conservano» (Cronica Provinciae Sardiniae, manoscritto del 1730). Per una trentina d’anni, allora, fu anche sede di un piccolo convento francescano dedicato a Santa Maria Maddalena: i frati francescani andarono via il 3 agosto 1490, portando con sé un prezioso e venerato Crocifisso ligneo che ora si trova nella Cattedrale di Arborea. La loro partenza va inquadrata nel contesto della grande disamistade fra le due potenti famiglie locali, i Ladu e gli Arbau. Oltre che per interessi privati, per ragioni di appartenenza politica: i primi erano i sostenitori del marchese di Arborea, Leonardo Alagòn, e gli altri del partito degli Aragonesi, rappresentato dal viceré Nicolò Carroç.

Testi di Salvatore Bussu

Vecchi di Ollolai.
Ollolai, confezione cestini asfodelo.

La disamistade e la maledizione La disamistade culminò nel terrore quando un ragazzo dei Ladu, che si recava a scuola presso i religiosi, fu ucciso dagli Arbau e con diabolica perfidia buttato nella cisterna del convento per mettere in cattiva luce i religiosi di fronte al popolo che li venerava, scatenando così, dopo la scoperta del cadavere, una feroce persecuzione contro di loro tanto da costringerli ad abbandonare il paese. L’iniqua trama, oltre che un’atroce vendetta contro i Ladu, nemici di sempre, rivestiva in questo caso una connotazione di avversione politica contro i religiosi, in quanto la loro presenza ad Ollolai era stata voluta dal marchese di Oristano Antonio Cubello, avversario acerrimo degli Aragonesi e del loro rappresentante nell’isola, il viceré Nicolò Carroç. I religiosi, ligi e devoti al marchese, anche perché vivevano nelle sue terre, erano appunto ferocemente osteggiati dalla fazione avversa al marchesato e quindi ai Ladu. Due giorni dopo ci fu il famoso incendio. Scrive Raimondo Bonu: «Dovettero presentarsi terribili agli occhi degli abitanti di Ollolai le fiamme che nel lontano 5 agosto 1490 si levavano alte al cielo, crepitando tra i tetti e avvolgendo case, masserizie, stalle, nonché alberi secolari, ornamento dei sette distinti rioni del paese barbaricino. Pianti e lamenti, invocazioni e grida concitate si avvicendavano in quel luogo di sventura, mentre i più animosi tentavano invano di spegnere o almeno di circoscrivere l’incendio». Secondo una tradizione molto diffusa ancora oggi, l’incendio viene attribuito ad una punizione divina: i frati, andandosene, avrebbero scomunicato e maledetto il paese. È comunque probabile che essi abbiano scosso la polvere dai loro sandali, come raccomanda Gesù nel Vangelo: «Se qualcuno non vi accoglie e non ascolta le vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete via la polvere dai vostri piedi» (Mt 10,14; Mc 6,11; Lc 9,5). Se così fosse, quello dei frati non fu altro che un gesto di sdegno e di rimprovero del tutto giustificabile per il trattamento subìto, ma ciò non comporta alcuna maledizione o scomunica, come la gente favoleggia, per cui gli abitanti di Ollolai non avrebbero più né fortuna né bene. È più probabile, però, che l’incendio fosse dovuto a una rappresaglia dei Ladu, compiuta contro i loro mortali nemici, dopo che essi compresero l’orribile macchinazione. In questo caso sarebbe stato distrutto non tutto il paese ma soltanto il rione degli Arbau. Nel tempo si susseguirono una serie di padroni. Dai feudatari spagnoli ai signori di Mandas e infine al governo sabaudo che ne prenderà possesso il 6 ottobre 1741. Purtroppo il fiscalismo feudale e le ingiustizie continuarono anche sotto la dominazione sabauda e piemontese, nonostante le buone intenzioni di cambiare le cose da parte della Corte di Torino. I vassalli continuarono a vivere nella stessa situazione dell’epoca precedente, anzi in una condizione peggiore. In seguito, per controllare lo strapotere dei feudatari, nel 1771 i Consigli comunitativi vennero riformati in modo da essere eletti dai capifamiglia. Il primo Consiglio comunitativo di Ollolai di cui si abbia memoria è del 1795. Di esso si conoscono anche i nomi del sindaco e dei consiglieri. Tra i tanti sindaci che si susseguirono lungo tutto l’Ottocento va ricordato Efisio Arbau, eletto nel marzo 1890, il quale però dovette ben presto fare i conti con un gruppo di avversari che non gli perdonava i suoi modi di fare decisi e coraggiosi: il 1° luglio dello stesso anno fu ferito gravemente in un attentato, e l’anno dopo, il 21 maggio, venne ucciso. La prima menzione scritta su Ollolai è abbastanza tardiva: la si trova nelle Rationes Decimarum Italiae-Sardinia in cui il paese è citato cinque volte nell’elenco della diocesi di Santa Giusta che versavano le decime alla curia di Roma, nella metà del secolo XIV. Compare inoltre nel Codex Diplomaticus Sardiniae, citato nell’atto di pace tra Eleonora d’Arborea e Giovanni I d’Aragona, in cui è ricordata la Barbaria de Ollolà; ricordata anche in una carta del 1389 citata dall’Aleo e dall’Angius. Se un tempo Ollolai è stato, secondo la tradizione, un centro grande e popoloso, oggi è un piccolo paese di poco più di 1400 abitanti. Dopo la grande disamistade dei Ladu e degli Arbau (una pagina di storia molto brutta), con fiere inimicizie e delitti che certamente dovettero continuare per lungo tempo, Ollolai andò sempre più decadendo sotto ogni aspetto, soprattutto nel numero degli abitanti, tanto da diventare uno dei comuni più piccoli e più poveri dell’intera Barbagia. Un decadimento dovuto, più che all’incendio famoso del 5 agosto 1490, alle numerose pestilenze che afflissero e decimarono tutti i paesi dell’isola, ma soprattutto all’esodo di molte famiglie di Ollolai in altri comuni per effetto delle ricordate inimicizie. Marcello Serra, perciò, nella prima metà del secolo scorso, parlando nel suo libro Mal di Sardegna di quel grande centro come veniva descritto dalle cronache medievali, si meravigliava che fosse poi diventato un villaggio “macilento”, deriso e disprezzato anche dai paesi confinanti, tanto da essere definito “cadavere di una città spenta”.
Oggi il paese, nella piazza della chiesa parrocchiale, è a 930 metri di altitudine, mentre nella parte alta è a 1010 m. Negli anni Sessanta-Ottanta del Novecento quasi tutte le case furono rinnovate e molte costruite ex novo. Segno di un certo benessere: solo che in questi ultimi vent’anni a causa dell’emigrazione molte di queste case sono rimaste vuote pur con tanti mobili di lusso. Servono per il rientro dei proprietari alle grandi feste: Natale, Pasqua, San Bartolomeo (24 agosto), e fuori dell’abitato San Pietro (29 giugno) e San Basilio (2 settembre). Nessuna delle chiese esistenti (parrocchiale di San Michele Arcangelo, Sant’Antonio di Padova al centro del paese e le due di campagna, San Pietro e San Basilio) è architettonicamente pregevole. E nel territorio non ci sono monumenti da ricordare.

Testi di Salvatore Bussu

llolai, artigianato locale. Fotografie di Alberto Maisto.
Ollolai, preparazione tradizionale del pane. Fotografie di Alberto Maisto.

Riti, tradizioni e feste a Ollolai Su Candhelargiu (da calende di gennaio, calendarius diventato per metatesi candelariu, da cui candelargiu): la fine dell’anno e l’inizio del nuovo sono caratterizzati da una serie di riti propiziatori e di usanze volte a trarre auspici per il futuro; Sant’Antoni de su ho u (Sant’Antonio abate); Harrase are (Carnevale); Santu Jubanne (festa di San Giovanni); Sa die de Sos Mortos (ricorrenza dei defunti); Sas terras rubias (molto interessanti); S’assi uronzu e su ojùviu (il fidanzamento e il matrimoniu); Su battiu (il battesimo); le feste del paese e del circondario; il costume tradizionale e il ballo (quanto mai caratteristici); e poi il gioco sportivo S’Istrumpa. Questa prova di forza sardesca da una quindicina di anni è assurta a dignità di “lotta nazionale” dei sardi: un piccolo comitato di giovani, a metà degli anni Ottanta, costituì la Polisportiva Barbagia e organizzò il primo Campionato regionale di Istrumpa. Fu un successo. Da allora la competizione si ripete annualmente, sempre con maggiore entusiasmo coinvolgendo molti paesi del circondario (Fonni, Gavoi, Ovodda, ecc.). Oggi nulla è lasciato all’improvvisazione. La Polisportiva ha preparato un Regolamento: «Prima di iniziare – recita – i lottatori si dovranno stringere l’un l’altro con le braccia. Il braccio destro dovrà passare sopra l’omero e il sinistro sotto l’ascella del rivale, la testa dovrà essere inclinata a destra. Vince chi riesce a mettere l’avversario con le spalle per terra». S’Istrumpa, dice la gente, è nata nell’università dell’ovile, tra i lecci secolari dell’Ogliastra e della Barbagia o nelle vallate del Goceano e del Marghine. È stata sempre una competizione pacifica: non è tanto importante vincere quanto dimostrare la propria forza e la propria abilità. Lontana parente della lotta greco-romana, s’istrumpa, secondo ricerche fatte, sarebbe praticata anche in alcuni paesi celtici. Nella palestra di Ollolai, durante i campionati, le immagini di Franco Columbu (l’ollolaese ormai famoso in tutto il mondo, essendo stato prima Mister Universo e poi Mister Olympia) fanno bella mostra dei robusti pettorali e degli enormi bicipiti. Anche lui ha iniziato come gherradore de S’Istrumpa. Nel settembre del 1994 si è costituita “La federazione S’Istrumpa”: presidente Pietro Frau, vicepresidente Sonia Bussu e segretario Rinaldo Daga. Nel 1995 la federazione viene iscritta alla Federazione internazionale di lotte celtiche (ne fanno parte Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Olanda, Spagna, Isole Canarie e Sardegna).

Testi di Salvatore Bussu

TRA DUE RIVOLI DI ACQUE Religione. Questo popolo è compreso nella diocesi di Galtellì, ed è governato nello spirituale da un prete che si qualifica rettore con l’assistenza d’un altro sacerdote. Se avesse intera la decima de’ frutti della terra e della pastorizia il suo reddito sarebbe, come si può intendere, considerevole. La chiesa parrocchiale è sotto l’invocazione dell’arcangelo s. Michele, piuttosto piccola e povera. Essa resta col cemiterio ad una parte del comune, cinta da due rivoli di acque limpidissime. Le chiese minori sono intitolate, una da s. Antonio di Padova ed è in mezzo all’abitato; l’altra da santa Susanna, che è propinqua alla parrocchia; la terza da s. Pietro apostolo, che è lontana dal comune di circa mezzo miglio e riedificata da circa 54 anni; la quarta da santa Maria Maddalena distante un miglio, e posta sulle montagne; la quinta da s. Basilio. Quest’ultima è stata ufficiata da’ Francescani finché per il suaccennato avvenimento non fu abbandonata. È situata in una valle tra sette eminenze. In altri tempi eranvi ne’ salti altre due chiese, una appellata da s. Vittoria, l’altra da s. Stefano. Le feste principali sono per il titolare della parrocchia, per s. Bartolommeo, per s. Pietro e per s. Basilio. Concorrono per le medesime molte persone da’ paesi vicini, si fanno balli pubblici e si dà lo spettacolo della corsa: ma perché i premi sono di pochissimo valore però non corrono nell’arringo che ronzini. Quando Ollolai era in sua prosperità la festa per s. Pietro era una delle più famose del regno, e dicesi che non si facesse in altra parte una corsa più brillante che qui; perché concorrevano alla medesima i cavalli che avevan vanto in tutta l’isola e non eran mai men di cento. L’arringo era da Badu de Madalis insino alla chiesa, lungo tratto con poche salite e discese.

Testi di Vittorio Angius

SETTE VICINATI Questo paese, ora piccolo e povero, era in altri tempi grande e potente, e capoluogo della regione che ancora dicesi Barbagia di Ollolai. Constava in quell’epoca di sette rioni o vicinati, come qui si appellano le frazioni di un comune, e si nominavano uno Trighingiu, luogo distante dall’attuale abitato circa un miglio, verso austro, il secondo Maroniai, il terzo Su donnighellu, il quarto Mirisone, il quinto Orrocoghina, lontani ora i medesimi di circa mezzo miglio, il sesto Su de pezzi, il settimo prossimo a quest’ultimo fece suo proprio il nome principale Ollolai, il quale vuolsi provenuto da Jolao, perché una parte degli uomini della sua colonia, quando dovettero fuggire da’ luoghi campestri, che altrove indicammo nella gran valle australe nelle terre di Jolia o Dolia, in questo luogo montuoso si stabilissero, siccome in sito dove poteano facilmente sostenere la loro libertà, e dove veramente la sostennero non ostanti gli sforzi frequentissimi de’ Cartaginesi e de’ Romani per domarli al loro giogo. Ampio era il territorio di Ollolai, come si può intendere dalla grandezza suindicata del popolato, ora è assai ridotto per le parti che furono occupate da’ popoli vicini, quando cominciarono i suoi tempi infelici; ed è credibile che gli abitatori de’ suindicati vicinati andando a stabilirsi ne’ prossimi paesi continuassero ad esercitar loro diritto sopra alcuni salti, e che i loro posteri ne ritenessero il dominio. A ben computarla la superficie territoriale di Ollolai non sarà maggiore di miglia quadrate 15, quasi in figura d’un vestigio umano nella direzione di ponente libeccio, confinante nelle più lontane estremità, da una parte al salto di Mamojada, che appellano de su litu, dall’altra a quello di Goschini presso quel confluente del Tirso che è detto Taloro. Le fonti sono frequenti, copiose e tutte lodate per purezza. Tra tante faremo menzione della principale tra le medesime, che è quella di cui servesi il popolo, ed è chiamata Guppunnio. Formansi da queste molti ruscelli, i più de’ quali si riuniscono nel rivo, che ingrossato dalle acque di Sarule, di Orani e di Oniferi, si versa nel Tirso non lungi da Ottana.

Ollolai, palio degli asinelli
Ollolai, località San Basilio.
Programma Autunno in Barbagia Ollolai, Cortes apertas a Ollolai, Cuore di Barbagia a Ollolai
Cartina Autunno in Barbagia Ollolai, Cortes apertas a Ollolai, Ollolai Cuore di Barbagia

Ollolai.... Autunno in Barbagia 2016
IMPARA S'ARTE

Cortes apertas 25/26/27 Novembre 2016


La storia di Ollolai è molto antica e ricca di leggende divenute ormai patrimonio dei suoi abitanti. I primi segni di vita sono stati scoperti sul monte San Basilio e risalgono alla preistoria, in particolare al Neolitico medio. Secondo i racconti il paese sarebbe stato la residenza di Ospitone, il re dei barbaricini. Così venivano chiamate dal Codex Justinianus (534 d.C.) le popolazioni del centro Sardegna durante il periodo bizantino. La loro religione prevedeva molte divinità associate alle forze della natura. Nel 594 d.C. papa Gregorio Magno inviò una lettera ad Ospitone definendolo capo dei barbaricini ( Gregorius Hospitoni duci Barbaricinorum ) in cui richiedeva il suo aiuto per incoraggiare la conversione del suo popolo e accogliere due suoi ecclesiastici, Felice e Ciriaco. L’intervento del Papa portò i barbaricini alla pace col generale Zabarda inviato dall’imperatore bizantino Flavio Maurizio Tiberio. Nel periodo medievale è tra i paesi che combatterono per il Giudicato d’Arborea contro gli aragonesi. Dopo la pace del 1388 tra Eleonora D’Arborea e Giovanni d’Aragona, Ollolai rimase legato alla dinastia sarda entrando tra i feudi del marchese d’Oristano Leonardo Alagon. Fu lo stesso marchese a concedere ai frati francescani la fondazione di un convento. La storia del centro si lega ancora una volta ad una leggenda che narra della disamistade (faida) tra due importanti casate i Ladu e gli Arbau. Le lotte tra le due famiglie portarono alla persecuzione dei francescani. I frati andarono via nel 1490 lanciando una maledizione che, secondo i racconti degli anziani, provocò il violento incendio che distrusse gran parte dell’abitato. La storia ufficiale vede il paese nuovamente al centro della vita amministrativa con i Ladron: nel Seicento Ollolai divenne capoluogo del distretto in cui risiedevano i funzionari del grande feudo. Le ingiustizie e il fiscalismo feudale proseguirono dai feudatari spagnoli ai signori di Mandas e ai Savoia. Il grande e popoloso centro che aveva dato il nome al distretto giudicale della Barbagia di Ollolai si spopolò a seguito della peste che decimò tutta l’Isola ma soprattutto per l’emigrazione di molte famiglie verso altri paesi.




Il Comune di Ollolai in occasione della manifestazione
“Impara S’Arte” ha deciso di organizzare cinque corsi per permettere al pubblico di immergersi nella cultura del pastoralismo.

I corsi si svolgeranno nelle giornate del 26 e 27 novembre 2016 e verteranno sulle seguenti materie:

  • 1. Lavorare il latte e imparare a fare il formaggio fiore sardo ed i prodotti caseari della tradizione barbaricina;
  • 2. Lavorare l’asfodelo ed imparare l’arte dell’intreccio e “de s’iscrarionzu”;
  • 3. Lavorare la pasta fresca ed imparare a fare sos ulurzones e sas savadas;
  • 4. Lavorare la pasta ed imparare a fare il pane carasau nelle varianti de su pane ine e su pane longu;
  • 5. Prendere lezioni di Istrumpa ed imparare le tecniche della lotta sarda.






Cosa visitare a Ollolai
Nel parco archeologico sul monte San Basilio è possibile fare un tuffo nella preistoria tra ripari sotto roccia e tombe ricavate nei tafoni. Il riparo sotto roccia di Sa Conca Frabica conserva ben sette strati di scavo archeologico che testimoniano l’uso ininterrotto a partire dal Neolitico medio fino all’età del Ferro. Il luogo era utilizzato per deporre i defunti, accanto ai quali veniva posto un corredo funerario, costituito soprattutto da oggetti in ceramica ma anche in bronzo e ossidiana. Nelle vicinanze si trova l’antica chiesa di San Basilio che si ritiene sia stata edificata dai monaci basiliani in epoca bizantina. Dopo i rimaneggiamenti del ’900, rimane traccia della costruzione originale nei conci di trachite riutilizzati, in seguito, per la costruzione dei tipici alloggi per i pellegrini che circondano le chiese campestri sarde. Esplorando il territorio intorno alla chiesa si possono scorgere i resti di un antico villaggio nuragico. Dell’antica civiltà sarda si conservano tracce nei nuraghi di Loai, Talaighe, Legunnoro e Palai. Non può mancare una passeggiata lungo le vie del centro; qui si affacciano le tipiche case a due piani costruite con conci in pietra, spesso in granito. Nella piazza principale si trova la chiesa parrocchiale dedicata a San Michele. Al suo interno si conservano tracce dell’edificio originario realizzato in stile gotico aragonese, inoltre si possono ammirare alcune tavole del pittore Carmelo Floris. L’artista ha trascorso la sua gioventù ad Ollolai dedicando molte sue opere alle scene di vita quotidiana e alle feste; sono famosi i suoi ritratti alle donne ollolaesi dipinte con i loro splendidi abiti tradizionali. Tra le altre produzioni tipiche spicca quella dei cestini di asfodelo: l’abilità delle maestre cestinaie di Ollolai è rinomata in tutta l’Isola. Per testimoniare questa importante produzione è stata istituita la Mostra Storica de s’iscrarionzu , un museo dedicato all’intreccio e a tutte le fasi della lavorazione dell’asfodelo in piazza Marconi. Nelle numerose feste che scandiscono il passaggio del tempo è possibile assistere agli incontri di un’ antichissima lotta che dal 1995 è entrata nella federazione delle lotte celtiche: s’istrumpa. Questa disciplina risalirebbe al periodo nuragico come testimoniato da alcuni bronzetti dell’epoca: si tratta di uno scontro corpo a corpo in cui i lottatori, denominati gherradores, devono stringersi in una precisa posizione delle braccia e cercare di far toccare terra alle spalle dell’avversario.

DA NON PERDERE A OLLOLAI

  • Chiesa San Michele Arcangelo (Piazza Marconi).
  • Chiesa Sant’Antonio (Piazza Sant’Antonio).
  • Chiesa San Basilio (Parco Naturale San Basilio).
  • Scavi Archeologici (Parco Naturale San Basilio).



Punti degustazione
Pasticceria San Basilio (Via La Marmora).
Torrefazione Bussu (Via Riu Mannu).
Panificio s’Abearzu (Piazza Marconi).
Laboratorio di pasta fresca di Michelina Musuri (Via Riu Mannu).
Sas Savadas de Checca Daga (Piazza Marconi).
Prodotti gastronomici Di Angelina Ladu (Su zilleri de ziu Eligio, Via Sebastiano Satta).





OLLOLAI DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE



OLLOLAI DOVE MANGIARE
Bar Ristorante Pizzeria “Azzurra” di Casula Maria Franca Via Riu Mannu, 7 - Tel. 0784 51452
Bar Pizzeria “Circolo Social Sport” di Bussu Irma Viale Repubblica, 9 - Tel. 342 0700355
Agriturismo “Palai” di Bussu Michele Antonio Localita’ Palai, Tel. 340 9007892 / 338 1582784 / 0784 51532
Agriturismo “Sa Serra” di Frau Tonina, località Sa Serra,Tel. 338 1557235 / 0784 51231
Albergo Ristorante “Gusana” dei Fratelli Ladu Località Gusana, Gavoi - 0784 53000
Bed&Breakfast “Su Rivu Mannu” di Erre Maria Via Riu Mannu, 32 Tel. 0784 51474 / 0784 51474
Bed&Breakfast “Ladu e Podda” di Podda Pasqualina Via Gennargentu, 6 Tel. 328 2836261 / 0784 51516


OLLOLAI DOVE DORMIRE
Bussu Angela, Via Regina Fontium Tel. 388 7458826
Bussu Anna, Piazza Sant’Antonio - Tel. 338 6781905
Casula Angela, Via Mazzini - Tel. 0784 51049 - Cell. 334 9633332
Ladu Francesco, Via Sant’Antonio - Cell. 339 4643788
Lostia Giovanni, Via Sardegna Tel. 329 4334562
Mazzette Gonaria, Via Gennargentu - Tel. 349 7893990


* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale leviedellasardegna.eu



Info Point
Comune di Ollolai, Piazza Marconi - Tel. 0784 51051
Pro Loco di Ollolai - Tel. 345 1033433
E-mail: proloco.ollolai@tiscali.it - www.prolocoollolai.it


Autunno in Barbagia Ollolai, Cortes apertas a Ollolai, Ollolai Cuore di Barbagia
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