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Lago Omodeo :: Il lago Omodeo è un lago artificiale della Sardegna. Si trova in provincia di Oristano, nella regione storica del Barigadu, ebbe a lungo il primato di lago artificiale più grande d’Europa.

Territorio > Laghi e Stagni della Sardegna


Lago Omodeo nella Regione Storica del Barigadu.

Lago Omodeo, della capacita` di 374 020 000 m3, realizzato tra il 1919 e il 1924, con la diga ad archi multipli a Santa Chiara sul fiume Tirso, per alimentare una grande centrale idroelettrica e irrigare l’Oristanese. Il lago Omodeo è un lago artificiale della Sardegna. Si trova in provincia di Oristano, nella regione storica del Barigadu. Il bacino idrico prende il nome da Angelo Omodeo, l'ingegnere che curò la progettazione della prima diga, ubicata nei pressi di Ulà Tirso e attualmente sommersa dalle acque del nuovo invaso.

Territorio del Lago Omodeo
Lungo la strada provinciale n.15, Sorradile, piccolo centro della provincia di Oristano, si distende a 337 m slm sulle pendici di una collina da cui si gode un incantevole panorama sulle valli sottostanti e sul lago Omodeo. Il lago Omodeo presenta sponde sabbiose e pietrose ricche di arbusti tipici delle zone umide. I corsi d’acqua perenni sono il fiume Tirso ed il fiume Taloro, che confluiscono nel bacino artificiale del lago Omodeo, che ebbe a lungo il primato di lago artificiale più grande d’Europa: il primato non ha portato benefici all’intero paese di Sorradile, perché con l’invaso si è dovuta sacrificare buona parte delle terre migliori, quelle pianeggianti e grasse del fondovalle; né i sacrifici sono finiti perché con la costruzione della nuova diga e l’ampliamento dell’invaso sono stati sommersi altri 148 ettari di buona terra. Nei mesi di settembre ed ottobre, se la stagione è stata secca, il lago è asciutto (o quasi) e si può ammirare la foresta fantasma: si può camminare sul fondo del lago, ed è possibile ammirare i maestosi alberi che paiono pietrificati; ogni anno infatti, gli alberi emergono dalle acque del lago quasi a ricordare che un tempo, ormai lontano, in questo stesso posto esisteva un bosco lussureggiante. Con la sua azione lenta e inesorabile l’acqua ha modellato e levigato i tronchi, conferendogli forme ardite e bizzarre.



 Ula Tirso (OR) - Inaugurazione della diga sul fiume Tirso in località Santa Chiara - 28 aprile 1924 foto storica di Guido Costa

Foto sopra: Ula Tirso (OR) - Inaugurazione della diga sul fiume Tirso in località Santa Chiara - 28 aprile 1924 - Fondo Costa.



Barigàdu

Sulla sponda meridionale del Lago Omodeo, il più grande lago artificiale dell'Isola, si affaccia il territorio del Barigàdu, uno dei distretti amministrativi dell'antico giudicato di Arborea. Il paesaggio è composto da una vasta distesa pianeggiante arricchita da una serie di colline. Vi sono aree di grande importanza naturalistica, come l'oasi faunistica di Assai e del Monte Santa Vittoria, tra Neoneli e Nughedu o il Monte Grighine tra Allai e Fordongianus. In tutto il territorio si possono ritrovare i tipici esemplari della macchia mediterranea quali il leccio, la sughera, il lentisco, ma anche il mirto e il corbezzolo; il Barigàdu è inoltre rifugio per tanti animali selvatici come la lepre, la volpe, la donnola, la martora, il gatto selvatico, il daino, il cervo, il cinghiale, oltre a diverse specie di volatili come la pernice, il falco, la tortora. Busachi era, con Neoneli, l'antica capitale della curatoria e nel suo centro storico si trova oggi il museo del Lino e del Costume. L'altra capitale, Neoneli, è oggi famoso anche per il coro polifonico tradizionale (coro a tenores) recentemente arrivato alla ribalta nella musica nazionale. La cucina locale è poi impreziosita da sapori tradizionali, con antiche ricette rese speciali, come su pane pintau, il pane di semola su cui vengono riprodotte alcune figure, o su pane cun gerdas condito con i ciccioli di maiale; esclusivo è su succu di Busachi, a base di pasta preparata in casa, cotta nel brodo di carne e condita con formaggio e zafferano. Non mancano ovviamente specialità dolciarie decorate con la glassa. Tra i centri che sorgono nel territorio di Barigadu il paese di Paulilatino si contraddistingue non soltanto per le testimonianze archeologiche come il pozzo sacro di Santa Cristina (esempio significativo di architettura religiosa nuragica nell'isola), ma anche per la sua intensa attività culturale che trova spazio nei programmi di prosa, danza e musica proposti dal Teatro Grazia Deledda. A poca distanza da Ghilarza, impreziosita dalla chiesa romanica di San Palmerio e dalla Torre Aragonese, sorgono i paesi di Tadasuni e Bidonì, noti per la presenza di musei che illustrano due aspetti importanti della cultura isolana. Il primo, quello di Tadasuni, mette in mostra gli esemplari di strumenti della tradizione musicale isolana, mentre il secondo, a Bidonì, è dedicato alla stregoneria, al diavolo e agli esseri fantastici delle leggende della Sardegna. Nel territorio del Barigadu sorge, inoltre, il paese di Sedilo, noto per la famosa Ardia di San Costantino che si svolge a luglio animando le strade dell'abitato. La festa equestre ruota intorno alla chiesa di San Costantino, risalente al XVI secolo, è ubicata su un'altura che guarda verso il lago Omodeo. Nello spazio antistante si svolge appunto l'animosa cavalcata in cui abili cavalieri si misurano con corse spericolate e coinvolgenti. A Fordongianus, disposte su vari livelli, sgorgano le antiche "Aquae Ypsitanae"composte da due stabilimenti: in uno di questi è ancora conservata una piscina rettangolare con acqua che raggiunge una temperatura di circa 54 gradi. I resti delle antiche terme avvolti dal vapore rendono lo scenario a dir poco indimenticabile.

Sedilo panoramica sul lago Omodeo

Il lago artificiale dell'Omodeo è stato inaugurato nel 1924, grazie ad uno sbarramento del fiume Tirso nella gola di Santa Chiara D'Ula. È il più importante invaso dell'Isola e per molto tempo ha detenuto il primato di più grande d'Europa. Per poter costruire l'invaso, è stato sacrificato l'antico paese di Zuri, ricostruito poi a monte con il materiale originario, compresa l'antica chiesa romanica dedicata a San Pietro, che venne come smontata e riedificata pezzo per pezzo, in modo tale da non lasciare ad alcuno la possibilità di accorgersene. La superficie d'acqua è lunga oltre 22 chilometri e larga più di 3, e si estende tra i monti del Barigadu, andando poi a confluire, all'altezza di Fordongianus, nelle acque del Flumini Mannu. L'Omodeo è una meta turistica molto interessante perché il lago è circondato da altopiani basaltici ed aspre montagne che rappresentano una Sardegna affascinante e selvaggia, nonostante la natura artificiale dell'invaso, immerso quindi in un'area importante sia da un punto di vista florofaunistico che archeologico: numerosi sono infatti i nuraghi distribuiti nella zona.

Come arrivare
Percorrendo la SS 131 da Cagliari si arriva al km 120 dove si trova l'uscita per Paulilatino. Da qui si percorre la Strada Provinciale per Busachi, da dove si diparte un sentiero di 3-4 km che porta fino al lago. La strada non è però segnalata, perciò è consigliabile chiedere informazioni in loco. Da Sassari si percorre sempre la SS 131 e si prende lo svincolo per Abbasanta, da l quale di prosegue in direzione Fordongianus - Busachi. Da Busachi si prende lo stesso sentiero non segnalato.
Informazioni Sono presenti intorno al lago diversi punti di ristoro e di penottamento.



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