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Sorgono :: piccolo centro del nuorese che sorge a 700 metri sopra il livello del mare. Nei dintorni si possono ammirare la chiesetta della Vergine d'Itria ed il Santuario di San Mauro, complesso monumentale gotico-aragonese con facciata rettangolare e merlata.

Località Sarde > Nuoro


Comune di Sorgono Provincia di Nuoro

Sorgono

Sorgono è un piccolo centro del nuorese che sorge a 700 metri sopra il livello del mare. E' stato capoluogo di mandamento. Nei dintorni si possono ammirare la chiesetta della Vergine d'Itria ed il Santuario di San Mauro, complesso monumentale gotico-aragonese con facciata rettangolare e merlata.


Abitanti: 1.935
Superficie: kmq 56,6
Provincia: Nuoro
Municipio: corso IV Novembre, 160 - tel. 0784 622500
Guardia medica: via De Castro - tel. 0784 60285
Polizia municipale: corso IV Novembre - tel. 0784 622531
Biblioteca: via Amsicora, 1 - tel. 0784 60546
Ufficio postale: viale Stazione, 2 - tel. 0784 60125
Farmacia Centrale Fenu Dr. Agostino corso IV Novembre, 140 tel. 0784 60124
Ospedale San Camillo corso IV Novembre tel. 0784 60001

Stemma del Comune di Sorgono
Uno scorcio del centro storico di Sorgono.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in stile tardo gotico

Informazioni Turistiche e Curisità su Sorgono

Sorgono è stato il capoluogo del Mandrolisai ed è tutt'oggi uno dei suoi centri più importanti. Sorge in una verde conca sul lato occidentale del Gennargentu, dominato da un paesaggio maestoso caratterizzato da una folta e ricca vegetazione, costituita da lecci, sugherete, castagneti e alberi di nocciole. La presenza dell'uomo in questo territorio risale all'epoca preuragica, come dimostrano i ritrovamenti e i siti archeologici sparsi nella zona. Centro di rinomata produzione enologica, Sorgono è sede di elaborazoine del Mandrolisai, vino formato dal Cannonau, Monica e il Bovale, detto anche Muristellu. Le sue attrattive spaziano dallo scenario naturalistico che lo incornicia alle straordinarie testimianze archeologiche ubicate a poca distanza dal centro abitato. Alle falde del versante occidentale del Gennargentu si sviluppa, infatti, una folta vegetazione costituita da lecci, sugherete, castagneti e alberi di nocciole frequenata da mufloni, volpi, cinghiali, lepri, donnole, l'aquila reale, il gheppio, il falco pellegrino e la poiana. La più interessante attrattiva archeologica è sicuramente rappresentata dal sito di Biru'e Concas, tra i più suggestivi raggruppamenti di menhir di tutta la Sardegna. All'interno del paese vi si trovano i ruderi della Casa Carta, palazzotto seicentesco, e di una fonte di origine pisana. Non lontano dal centro abitato si trova invece uno dei santuari campestri più antichi della Sardegna: la chiesa di San Mauro, circondata dal tradizionale recinto delle cumbessias, vale a dire edifici destinati al riposo dei pellegrini che, sulle pietre della chiesa, nel corso del tempo hanno lasciato iscrizioni a ricordo della visita. Lo stile è quindi il prodotto di una ben riuscita fusione tra l'anima popolare e i tratti caratteristici della architettura gotico-aragonese. La facciata di trachite grigia si raggiunge grazie a una scala a fianco della quale vegliano le statue di due leoni mentre in alto occhieggia uno dei più riusciti rosoni scolpiti della Sardegna dei secoli gotici. L'interno della chiesa, coperto da una volta unica e separato solo dall'arco che dà accesso al presbiterio, ospita un altare barocco. Vicino al santuario si possono inoltre ammirare la Tomba di Giganti di Funtana Morta e il grande vano coperto all'interno del Nuraghe Talei.

La cinquecentesca chiesa campestre di San Mauro, si trova a Sorgono Provincia di Nuoro.

Il territorio Sòrgono, comune in provincia di Nuoro, è posto a 688 metri sul livello del mare. Il suo territorio si estende per 56,19 km quadri. Confina a nord con Austis e Tiana, ad est con Tonara e Belvì, a sud con Atzara, ad ovest con Samugheo, Ortueri e Neoneli. È un territorio montuoso (arriva a 1039 m in Sa Serra de su Lampu) e collinare a partire da 450 m lungo la valle del rio Peales. La struttura geologica è caraterizzata da complessi granitici facilmente friabili dagli eventi atmosferici, che hanno portato al loro disfacimento formando blocchi isolati e arrotondati, che danno al paesaggio un aspetto particolare, specie nell’altipiano di Iscalas. I principali fiumi che scorrono sono il rio Peales tra i confini di Austis-Ortueri, e ad est il rio Illarè, che confluiscono nel rio Araxisi, robusto affluente del Tirso. A causa del tipo di rocce, l’acqua che viene immagazzinata nel sottosuolo dà luogo a molte falde superficiali e ridotte; le sorgenti (circa 50) sono di una portata limitata, anche se non mancano quelle perenni. Le più rinomate per freschezza e leggerezza sono: Perda e Manza, Norze, Orrù Nou, San Mauro e nel centro del paese Funtana Lé (di costruzione pisana), che per secoli ha fornito l’acqua all’abitato sino alla costruzione dell’acquedotto comunale; lungo la strada per Atzara la Fonte di Don Battista, ampiamente utilizzata nei periodi di siccità anche dai paesi vicini. Il territorio di Sòrgono risulta suddiviso in bosco inesplorabile, bosco pascolativo, pascolo, seminativo, vigneto. Il bosco occupa il 60% del territorio ed è costituito principalmente da sugherete, roverella, lecci, macchia mediterranea (corbezzolo, erica, ginestra), perastri, prunastri e olivastri. In gran numero si trovano castagni, noci, noccioli, mandorli e nei pressi dei corsi d’acqua anche pioppi, ontani, salici e specie similari. Particolare interesse suscita la grande varietà di orchidee. Anche la fauna è strettamente dipendente dalle caratteristiche della flora. Sono presenti gatti selvatici, volpi sarde, cinghiali, il ghiro sardo, la martora sarda, la donnola, la poiana, l’astore; oltre a queste specie sono presenti il corvo imperiale, il cardirossone, lo spioncello, colombacci, ghiandaie, picchi rossi e nelle selve la pernice sarda con conigli e lepri, anche se in rari esemplari svolazza la splendida farfalla Papilio Hospiton.

Castagne Sorgono, Nuoro
Sorgono, un vigneto

Le origini Per la sua conformazione geomorfologica il territorio di Sorgono, centro fisico della Sardegna, è stato antropizzato sin dall’Eneolitico (3000 a.c.). Di questo periodo sono stati censiti quattro siti; Ruinachesos, Pischina, Discolé, Biru ’e concas, dove sono presenti circa 200 menhir in granito, a detta degli esperti il più grande assembramento del Mediterraneo, quattro siti di domus de janas monocellulari scavate a gruppi di due in un unico blocco granitico a Santu Loisu, Perdonnigheddu, Pardu ’e cresia e una al confine con Tonara in località Sauri, scavata nello scisto. Dei trenta siti nuragici circa la metà sono stati distrutti, forse nel periodo delle “chiudende”, parecchi sono ancora in buono stato (Belò, Bardacolo, Crecos, Crebos, Rubiu, Masone procos, Terriscana, Muraera, Coa sa Mandara, Calamaera- Gudetti, Pranu, Niu ’e Crobu) tra i quali Talé, un protonuraghe a corridoio. Vicine ai nuraghi, in ottimo stato, sono state censite nove Tombe di giganti (Funtana Morta, Talè, Serrazzargiu, Santu Perdu, Masone Procos, Discolè, Pastoreddu, Ruinachesos, S’Ebregargiu). Segni di stanziamenti romani sono stati individuati in località Cortinas, Figu, Zìzziri, Pastoreddu, e vicino al paese a Donnigaggia, dove fu ritrovato un congedo militare: un diploma di Honesta Missio che veniva rilasciato a fanti e cavalieri che avevano raggiunto i 25 anni di servizio in Sardegna (88 d.c.).
La storia Le origini del paese risalgono al periodo nuragico. In seguito, in base ai ritrovamenti nell’abitato, fu avamposto romano. Le prime notizie storiche su Sorgono vengono dagli archivi del Giudicato di Arborea, con donnu Barisone de Serra, consigliere più fidato di Pietro I, che veniva nominato curatore della regione del Mandrolisai, di cui Sorgono era la capitale (1180). Altre notizie documentate si riscontrano nel condaghe di Bonarcado, sempre sul De Serra, e nelle Rationes Decimarum Italiae-Sardinia, dove risultano i vari versamenti di tributi della parrocchia di Solgono, ritenuta di una certa importanza. I rappresentanti di Sorgono, tra i quali i discendenti di Barisone, sono presenti al trattato di pace stipulato il 24 gennaio 1388 tra Eleonora d’Arborea e Giovanni I d’Aragona. Sino al 1478 Sorgono fece parte del Giudicato di Arborea; la sconfitta del marchese di Alagon nella battaglia di Macomer, decretò la fine degli Arborea. Nel 1507 con tutti i paesi della incontrada del Mandrolisai, riuscì a rimanere dipendente dalla Corona ricavandone dei vantaggi non riconosciuti agli altri vassalli dei feudi. Riconosciuta quale Signoria “utile”, ebbe il privilegio di essere governata da rappresentanti locali, legalmente eletti annualmente, e poteva presentare richiesta a tutela della comunità ed esercitare la giustizia secondaria (decreto di Ferdinando il Cattolico, 23 settembre 1480). Il primo ad ottenere la nomina di rappresentante nominato dal re fu Gemiliano Serra, discendente della famiglia giudicale, nominato direttamente da Ferdinando il Cattolico con diploma rilasciato in Barcellona il 20 novembre 1480, anche in considerazione dei grandi servigi resi alla corona; con lo stesso diploma re Ferdinando investiva il Serra della “generosità”, di quella particolare forma di distinzione che i re di Spagna concessero ad alcune famiglie sarde che godevano di una elevata posizione sociale, passando così da una nobiltà di fatto, tipica del Giudicato, ad una nobiltà di concessione sovrana. Nel 1708 Sorgono, con tutto il Mandrolisai, sotto Carlo III d’Austria fu infeudata e concessa per le rendite al conte Giovanni Antonio Valentino Manca di Tempio. Nel 1718 passò sotto il dominio dei Savoia, nel 1807 divenne sede di una delle 15 Provincie istituite per il governo dell’isola. Dopo la loro soppressione, nel 1821 fece parte della provincia di Oristano sino al 1927, quando fu creata la Provincia di Nuoro, di cui fa tuttora parte.
Il paese Il nome “Sorgono” secondo il Sardella deriverebbe dall’Accadico sur-gunu= “Tempio” o “Dimora del Dio Anu”, secondo il Bonu da Su-orgono= “Luogo di acqua”. Al visitatore Sorgono si presenta come una moderna cittadina con le sue abitazioni monofamiliari, costruite in modo ordinato nelle nuove zone di espansione, con strade larghe e asfaltate: il vecchio centro urbano ha subìto a sua volta una moderna ristrutturazione con strade ben lastricate, dove parecchie case storiche sono state demolite. Segno della vecchia nobiltà sorgonese restano in bella vista le antiche abitazioni dei nobili Serra, Carta, Satta e Urru, con fregi gotico-aragonesi e i palazzi in stile liberty lungo il Corso dei Cubeddu-Serra e dei rettori Pinna e Bellu. Nel centro del paese sorge la chiesa parrocchiale della Vergine Assunta, con annesso campanile in stile gotico-aragonese. La chiesa, costruita nel Duecento e ricostruita nel 1580, venne dedicata originariamente alla Vergine del Rosario e divenne la seconda chiesa della diocesi arborense per dimensioni e ricchezza; fu rimodificata nel 1860 dall’allora rettore De Arca, che volle arricchirla di marmi e di un quadro di Giovanni Marghinotti, raffigurante la Vergine Assunta a cui la chiesa stessa venne dedicata. La festa patronale si celebra il 15 di agosto. Nelle campagne del paese sono dislocate altre tre chiese: a sud in località Espasulè (borgo andato disrutto nel 1772) è stata ristrutturata di recente la chiesa di San Giacomo Apostolo, in stile gotico-aragonese; a nord la chiesa dedicata alla Madonna del Buoncammino o d’Itria, con forme bizantine, restaurata nel 1921 e ripresa nel 2000; a sei km da Sorgono lungo la strada per Ortueri sorge il santuario di San Mauro Abate, risalente al secolo XV; è la chiesa campestre più grande della Sardegna (metri 30x9), sulla facciata in trachite spicca un ampio rosone in stile gotico-aragonese ricavato in un unico blocco; è circondata dai muristenes (cumbessìas) gli alloggi per i pellegrini durante le celebrazioni in onore del santo.

Il seicentesco palazzo Carta Sorgono.
Sorgono, chiesa di San Mauro

Le tradizioni La festa più importante è quella di San Mauro, celebrata in realtà in tre ricorrenze: la prima in gennaio per la nascita, Santu Mauru de sos dolos per chi soffriva di dolori reumatici; la seconda il giorno dopo Pasqua per festeggiare l’arrivo della primavera, Santu Mauru de sos Frorese; la terza a fine maggio, Santu Mauru erriccu, una sagra campestre cui convenivano commercianti, allevatori e devoti da tutta l’isola. Particolarmente sentita inoltre la festa in onore di Sant’Antonio Abate il 17 gennaio con la processione del santo che visita le varie tùvere (i fuochi), appositamente preparate dalla popolazione. In queste occasioni si sfoggiano i costumi tradizionali, maschili e femminili: l’uomo porta sul capo la classica berritta in lana nera, sul corpo la camicia con le maniche larghe, serrata ai polsi con bottoni d’oro e d’argento, sulla camicia su corittu con maniche strette fino ai polsi, di velluto azzurro scuro che si allaccia con bottoni d’argento; questo farsetto entra nei calzoni di tela bianca e su questo le braghe di orbace nero; i calzoni si serrano dentro is carzas, specie di calze di orbace alte fin oltre i ginocchi dove vengono fermati da nastri azzurri. Sopra su corittu si pone la cintola di pelle nera, lucida, finemente lavorata, nella quale si infila un lungo coltello con la guaina in pelle, puntale e impugnatura in ottone. Sopra il farsetto si usa anche mettere una leggera pelle di agnello, col vello all’interno, finemente conciata senza maniche e aperta sul davanti. D’inverno si usa su cabbanu con cappuccio, in orbace, fermato al collo con una catenella in argento. Molto elegante il costume femminile: sulla camicia di puro lino, inamidata, ben ricamata, chiusa al collo con bottoni d’oro e d’argento si pone il busto, is palettas, che copre le spalle e non il petto, fatto di broccato con lamine dorate o argentate con smaglianti colori; sopra le palettas va su cippone di finissimo panno scarlatto, che copre spalle e fianchi; le maniche sono aperte all’interno perché la camicia sia libera e si ferma ai polsi con bottoni d’oro e d’argento e con fiocchi di seta verde ben ricamati sulla camicia. Dalla cintola in giù sino ai piedi scende una gonnella di fine orbace di color marrone, minutamente pieghettata e all’estremità orlata con un largo nastro di seta verde. Sul davanti di questa gonna viene messa sa chinta o deventale, leggermente più corto, di orbace sempre orlato di seta verde e ricamato di verde e di giallo. Sul capo si usa un fazzoletto di seta gialla, frangiato, fermato sotto la gola con una spilla. Su questo si adatta sa tiaggiola di tela bianca ricamata che avvolge il capo facendo risaltare il viso. La parlata locale fa parte della varietà chiamata arborense, molto simile alla lingua utilizzata nella Carta de Logu di Eleonora d’Arborea.
Personaggi illustri Nel corso dei secoli vari sorgonesi hanno dato lustro alla storia del loro paese. Già nel periodo giudicale i nobili Serra parteciparono ai trattati di pace tra Eleonora d’Arborea e Giovanni 1 d’Aragona; durante la guerra del marchese di Oristano contro il re d’Aragona si distinse l’uomo d’armi Nicolò Zucca, che arruolò truppe nel Mandrolisai in favore del marchese; monsignor Giovanni Carta, che fu vescovo della Diocesi di Bosa dal 1627; monsignor Giovanni Melis, che guidò negli anni Novanta del Novecento le diocesi di Tempio e Nuoro; monsignor Carlo Urru, vescovo di Tempio; il rettore Pietro Antonio de Arca che nel 1860 ristrutturò e arricchì di marmi e dipinti la parrocchiale; l’avvocato Giuseppe de Arca, che lasciò il suo patrimonio terriero per la fondazione dell’Asilo infantile; donna Marianna Serra, che fondò il ricovero per i meno abbienti nella casa di sua proprietà; dott. Giovanni Sias, studioso di medicina veterinaria,
che si prodigò per la costruzione dell’Ospedale civile, l’albergo Esit e la Cantina sociale; il dott. Nicolò Puddu, docente universitario e distinto medico, che prestò le sue cure ai cagliaritani fino alla sua morte nel 1868; il dott. Salvatore Murgia, che amministrò la Provincia di Nuoro negli anni Sessanta; il prof. Lino Sardella, studioso di archeologia, recentemente scomparso, fece varie pubblicazioni tra cui una sulla lingua nuragica, che secondo le sue tesi trae origine dalla lingua accadica; il cav. Giovanni Cubeddu e il rettore Pinna, che abbellirono il paese con la costruzione di vari palazzi. Non meno rilevante il contributo che tutt’oggi forniscono alla società varie personalità, di giudici, prefetti, docenti, politici e professionisti. Varie sono le leggende tramandate dagli anziani: le più suggestive riguardano la distruzione del vicino villaggio di Espasulè: don Francesco Urru, signorotto di Sorgono, per impossessarsi dei terreni del villaggio, mandò nottetempo i suoi sgherri ad avvelenare la fonte da cui si fornivano i pochi abitanti rimasti, decretandone la scomparsa. Non si conoscono brani in poesia, al di fuori di brani anonimi citati dallo Spano nelle sue Canzoni Popolari di Sardegna (1863) e gare di improvvisatori che si cimentavano nelle feste paesane e nuziali esaltando le bellezze locali. Da poco è scomparso Giuseppe Arru, noto Maestà: ha lasciato parecchie satire, nelle quali descrive con maestria vari personaggi e avvenimenti della vita di Sorgono.

Testi di Francesco Manca - Luigi Serra

Sorgono Costume tradizionale
Sorgono Vendemmia
Il sito del santuario campestre di San Mauro a Sorgono è sulle colline del Mandrolisai, a 700 m s.l.m..

Chiesa di San Mauro
Come arrivare Si trova a circa 5 km dal centro abitato di Sorgono, sulla strada per Ortueri. Il sito del santuario campestre di San Mauro a Sorgono è sulle colline del Mandrolisai, a 700 m s.l.m., alle pendici del Gennargentu. La zona rappresenta il centro geografico dell'isola ed è un attivo centro agricolo e di villeggiatura, in un suggestivo paesaggio naturale, ricoperto per il 60% di boschi e ricco di sorgenti. Non mancano testimonianze dell'antichità: abbondano i siti nuragici e si rileva una forte concentrazione di tombe di giganti, domus de janas e menhir. La chiesa fa parte di un complesso architettonico costituito da un aggregato di abitazioni a schiera ad uno e due ambienti, che prendono il nome di "cumbessias" o "muristenes", adibiti all'alloggio dei pellegrini in occasione della festa in onore di San Mauro. Si dispongono secondo uno schema a quadrilatero irregolare, dando origine, con la chiesa, ad un villaggio che si adagia su un'ampia vallata ai piedi del Monte Lisai.
Descrizione Nel corso del restauro degli anni ottanta del secolo scorso sono emersi elementi che hanno permesso di datare con precisione la chiesa di San Mauro di Sorgono al 1574. Sia per confronti formali sia per l'acquisizione di nuove fonti documentali è possibile assegnare la paternità progettuale dell'edificio, per le parti strettamente manieristiche, a Giorgio Palearo Fratino, ingegnere militare addetto alle opere reali ed alle fortificazioni della Sardegna sotto Filippo II di Spagna. L'edificio si colloca sulla scia di quelli eretti tra la fine del Cinquecento e il terzo quarto del Seicento a Nughedu Santa Vittoria, Ardauli, Gavoi e Atzara. La chiesa ripete lo schema planimetrico catalano dell'aula unica voltata a botte con presbiterio quadrangolare rialzato, percorso da un cornicione aggettante e chiuso da un recinto balaustrato in vulcanite. Lo spazio interno dell'aula è ritmato da lesene in vulcanite grigia intercalate da edicole d'altare tardorinascimentali. Le lesene servono a reggere i sottarchi della volta e sono segnalate all'esterno da una sequenza di robusti contrafforti. La facciata a terminale piano è segnata ai lati da due contrafforti obliqui, privi di reale funzionalità statica; al centro si apre un portale lunettato classicheggiante, derivato da modelli palladiani come del resto le edicole interne. Il prospetto è preceduto da una scalinata affiancata da ali in muratura alla cui sommità stanno due teste leonine che reggono scudi d'Aragona. Il rosone si apre al di sopra del portale con un diametro di 4,5 m e risulta essere il più grande fra gli esemplari sardi. Si conoscono altri esempi nelle parrocchiali di Neoneli, Atzara, Gavoi ed altre, tutte dei secoli XVI e XVII, ma seppur simili negli elementi decorativi, non raggiungono 1,5 m di diametro. Risulta inscritto in un cerchio composto da 14 colonnine, sormontate da piccolo capitello scolpito su tre facce, che partono da un elemento circolare, traforato a croce, e si collegano con archi a tutto sesto incrociati e variamente sagomati. Il rosone, seppure inserito in un contesto in cui convivono sinteticamente linguaggi gotico-ispanici e tardorinascimentali, sembra risentire di modi derivanti dall'Italia meridionale.
Storia degli studi Studiata in precedenza da Renata Serra e Giorgio Cavallo, la chiesa è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale (1994).

Testi di F. Segni Pulvirenti-A. Sari
"Storia dell'arte in Sardegna", Ilisso

Il santuario campestre di S. Mauro sorge a circa sette chilometri da Sorgono, sulla strada per Ortueri, alle pendici del monte Lisai. Un numero cospicuo di “cumbessìas” (alloggi per pellegrini) disposte a formare un recinto quadrilatero irregolare, dà luogo a un piccolo villaggio avente come fulcro la chiesa; a essa è stata addossata una serie di ambienti, legati alle funzioni del novenario e databili perlopiù al secolo scorso, che ne movimentano il profilo. V. Angius riporta la notizia, senza ulteriore documentazione, che annesso alla chiesa vi fosse un monastero benedettino. Stilisticamente l’edificio si colloca sulla scia di quelli eretti tra la fine del Cinquecento e il terzo quarto del Seicento a Nughedu Santa Vittoria, Ardauli, Gavoi e nel vicino centro di Atzara; la datazione del prospetto del S. Mauro non può, comunque, salire oltre il 1641, data incisa nella semicolonna destra del portale. Un’altra data – 1656 – compare in un concio nella parte destra della facciata, in un’incisione che per alcuni ricorda lo scioglimento di un voto, per altri è legata all’epidemia di peste bubbonica che imperversò nell’Isola tra il 1652 e il 1656, e confermerebbe che nel santuario campestre venne istituito per l’occasione un lazzaretto. L’edificio ha un’unica navata voltata a botte spezzata con cinque sottarchi a sesto acuto che scaricano su lesene. Il profondo presbiterio rialzato è chiuso da un recinto balaustrato in trachite molto simile a quelli presenti nel coronamento di alcune torri campanarie nel centro Sardegna; coperto a botte a tutto sesto, è percorso da un cornicione aggettante e dentellato che prosegue nell’aula all’altezza dell’imposta della volta. Nelle pareti laterali dell’aula, in corrispondenza delle campate, si aprono dieci nicchie sormontate da timpani triangolari sorretti da lisce lesene; in prossimità del presbiterio, sul lato sinistro, una si differenzia per le lesene scanalate e i capitelli a fogliame; un’altra sul lato destro, invece, per le semicolonne scanalate, rudentate e con capitelli corinzi. La critica è concorde nel ravvisare la diretta dipendenza delle nicchie del santuario sorgonese dalle edicole di gusto palladiano nel S. Agostino nuovo eretto a Cagliari nel 1580. L’inusitata lunghezza dell’aula e del vano presbiteriale potrebbe aver dettato la soluzione di aumentare gradatamente l’altezza della volta e del presbiterio in direzione opposta all’ingresso, al fine di contrastare visivamente l’altrimenti eccessiva fuga prospettica. Il prospetto è preceduto da una scalinata affiancata da ali in muratura alla cui sommità stanno due statue leonine di gusto romanico reggenti scudi d’Aragona; improntato al modello gotico-catalano con terminale piano e merlato, è arricchito alle estremità da due ali contraffortate che accentuano l’effetto scenografico dell’insieme ma non assolvono a una reale esigenza statica. Il liscio paramento murario, in conci trachitici grigio-rosati dal taglio regolare, è movimentato dal portale tardomanieristico – con timpano curvilineo, trabeazione con fregio a baule, semicolonne sormontate da capitelli compositi su piedritti decorati a motivi fitomorfi – e, ancora, dal rosone, il più grande dell’Isola, con cornicione a spina di pesce e sopracciglio sorretto da testine d’angeli.

Nuraghe Lò
Come arrivare Dal centro di Sorgono si prende la pista che porta al vivaio della forestale; il nuraghe si trova sulla destra della stradina, circa 300 metri prima dell'impianto forestale. Il monumento è edificato su uno sperone roccioso naturale, nell'area montuosa boschiva di Sorgono, nel Mandrolisai, al centro della Sardegna.
Descrizione Il nuraghe è un monotorre di pianta subellitica. Il paramento murario esterno è costituito da blocchi di granito appena sbozzati, disposti a filari irregolari. La muratura ingloba, ad E, parti dell'affioramento roccioso. L'ingresso, orientato a NO, ha luce trapezoidale (m 1,63 x m 0,75) ed è sormontato da un architrave munito di finestrino di scarico. Il corridoio retrostante, ad andamento lievemente curvilineo, presenta sezione ogivale e cresce gradualmente in altezza verso l'ingresso alla camera. La camera, la cui copertura a "tholos" è parzialmente crollata, residua per un'altezza di m 4,50; ha pianta circolare irregolare (diametro m 4,00) e presenta sul lato s. una nicchia subtriangolare (m 1,70 x m 2). La particolarità di questo nuraghe deriva dal fatto che esso presenta - sulla parete della camera opposta a quella d'ingresso - un breve andito che sfocia in una grande finestra architravata, sormontata da finestrello di scarico. Nell'edificio non vi è traccia di alcun tipo si scala.
Il monumento è databile al 1500-900 a.C.
Storia degli scavi Il nuraghe è segnalato in vari studi.


Protonuraghe Talei
Come arrivare Dal centro del paese si prosegue sulla SS 388 per la chiesa di San Mauro; da qui si procede verso un piccolo rialzo ai bordi della stradina, sulla destra, ove è ubicato il nuraghe Talei. La tomba di giganti è situata a 100 metri dal nuraghe. Il nuraghe sorge in un'area collinare coperta da una fitta vegetazione, su uno spuntone di roccia granitica, nelle vicinanze del santuario di San Mauro.
Descrizione Il complesso è costituito da un protonuraghe, da un villaggio e da una tomba di giganti. Il protonuraghe, del tipo "a corridoio", ha una planimetria vagamente ellissoidale e si addossa ad una emergenza granitica. L'opera muraria è costituita da grossi blocchi poligonali di granito. Due ingressi opposti, situati nei lati brevi, introducono in un corridoio che attraversa interamente la mole dell'edificio. L'ingresso esposto a N, architravato ma privo di finestrino di scarico, immette nel corridoio che presenta - sulla sinistra - il vano della scala che conduceva al terrazzo (ne residuano 12 gradini); nel pianerottolo - superato l'ottavo gradino - si aprono due nicchie contrapposte con volta parzialmente crollata. Dall'ingresso esposto a S, anch'esso architravato, il corridoio - penetrando all'interno della struttura - si allarga in una camera di pianta subellittica, oggi scoperta ma in origine provvista di una copertura aggettante, a "schiena d'asino" o "naviforme". Benché lo stato di conservazione sia mediocre, il monumento riveste una certa importanza, per il contributo che le indagini possono apportare al problema dell'origine della civiltà nuragica. Attorno all'edificio nuragico, infatti, gli scavi hanno messo in luce diverse capanne dell'abitato, che hanno restituito materiali degli inizi del Bronzo medio (facies "Sa Turricula"), mentre ad un momento finale della stessa fase è probabilmente da ascriversi l'abbandono del sito. La tomba di giganti, danneggiata nel 1973 da scavatori clandestini, è situata a poche centinaia di metri dal nuraghe. Del monumento, già noto al Taramelli, è chiaramente leggibile un tratto del corridoio funerario di pianta rettangolare (m 8,10 x 0,90 di larghezza). L'opera muraria è costituita da blocchi di granito di medie dimensioni regolarizzati nella faccia interna. Della copertura della tomba, residua in situ, a m 6,30 dal fondo, un blocco di m 1,20 di lunghezza, disposto a piattabanda. Lo scavo ha messo in luce il muro esterno absidato di contenimento ed alcuni blocchi dell'esedra. I blocchi mancanti sono stati riutilizzati durante la costruzione della vicina SP Ortueri-Sorgono, mentre la stele centinata è ancora visibile sul lato esterno del santuario di San Mauro. I materiali rinvenuti durante lo scavo stratigrafico presentano una stretta analogia con quelli rinvenuti nel nuraghe.
Storia degli scavi Il sito è stato scavato a più riprese, dal 1981, da Maria Ausilia Fadda.

Il maneggio di Sorgono.
Una locomotiva nella storica stazione di Sorgono
Cortes Apertas a Sorgono, Autunno in Barbagia a Sorgono dove dormire e dove mangiare. Sorgono Turismo.
Cartina Cortes Apertas Aritzo 25 26 ottobre 2014, Autunno in Barbagia 2014 ad Aritzo programma evento.


Sorgono Cortes Apertas
"Sa 'innenna" La vendemmia
21/22/23 Ottobre 2016

SA ‘INNENNA “Nel Vino è l’Arte, la Storia, la Festa”
CORTES Le arti, i mestieri, le cantine. Lavoro artigiano e prodotti tipici di Sorgono; degustazioni e punti di ristoro; esposizioni di pittura e fotografia naturalistica, archeologica, storica e sociale: frammenti di vita vissuta nel Mandrolisai.
SA ‘INNENNA La vendemmia secondo tradizione. Dalla raccolta dell’uva alla pigiatura (catziadura), sarà possibile prendere parte a tutte le fasi della vendemmia di una volta. Tra tradizione e innovazione: la terza edizione di Wine and Sardinia.
SA FESTA Musicisti, sonadores, animazione itinerante. Festa di strada da mattina a tarda sera; teatro; 6a edizione del Palio delle Botti. Il programma potrà subire alcune integrazioni e arricchimenti a ridosso delle date stabilite.

VENERDÌ 21 OTTOBRE
ORE 18:30 Presentazione della manifestazione e della proposta artistica e culturale. A cura delle associazioni partner dell’evento. - Piazza della Vittoria
ORE 20 Apertura punti ristoro e intrattenimento musicale. - Centro storico

SABATO 22 OTTOBRE
ORE 9 Apertura cortes e mostre.
ORE 9 Apertura Salone dei vini Wine and Sardinia. - Piazza Concas
DALLE ORE 10 Visite guidate al parco archeologico di Bidu ‘e Concas. - Infopoint in piazza della Vittoria
ORE 10 Percorso didattico: Un viaggio Di Vino. Gli studenti alla scoperta di attrezzature, immagini ed esperienze legate alla lavorazione del vino. - Locali Ex Mercato, via Amsicora
DALLE ORE 10 2° raduno Fiat 500, moto e auto d’epoca. - Stazione di rifornimento Esso
ORE 10 Convegno Comunicare il vino. II edizione. - Salone dei vini
ORE 10:30 S’abbardente: dimostrazione distillazione delle vinacce. - Centro storico
ORE 11 Inaugurazione ufficiale di piazza A. Gramsci. A cura dell’amministrazione comunale e dell’associazione Amici di Gramsci. - Centro storico
ORE 11 Su muscadeddu. Dimostrazione della lavorazione del moscato. - Centro storico
ORE 12 Visita guidata alla Cantina del Mandrolisai. - Corso IV Novembre, 20
ORE 15 S’abbardente: dimostrazione distillazione delle vinacce. - Centro storico
DALLE ORE 15 FINO A SERA Intrattenimento musicale itinerante con i tre giovani sorgonesi Luigi Meleddu, Simone Arru e Francesco Macis. - Centro storico
DALLE ORE 15 Dipingere con il vino: performance di pittura dell’artista Mauro Patta. - Salone dei vini
ORE 15:30 Palio delle botti, 6a edizione. - Centro storico
ORE 16 Visita guidata alla Cantina del Mandrolisai. - Corso IV Novembre, 20
ORE 18 Incontro di divulgazione scientifica: Cosa mangiamo? Uno sguardo su grano, pane e salute.*
Seguirà una degustazione del pane tipico con semola di grano Cappelli coltivato nel territorio di Sorgono. A cura del Panificio Su Tzicchi di Anna Maria Carta. - Sala consiliare palazzo del Comune
ORE 19 Aperiti-Vino, aperitivo presso i bar del paese.
ORE 20 Balli in piazza con l’organettista Sergio Putzu.
ORE 22 Intrattenimento musicale a cura del gruppo Bette The Band. - Centro storico.

DOMENICA 23 OTTOBRE
ORE 9 Apertura cortes e mostre.
DALLE ORE 9 FINO A SERA Musica popolare itinerante con la compagnia Launeddas del Sinis. - Lungo tutto il percorso
DALLE ORE 9 Visite guidate al parco archeologico di Bidu ‘e Concas. - Infopoint in piazza della Vittoria
ORE 9 Apertura Salone dei vini Wine and Sardinia. - Piazza Concas
ORE 10 Sa ‘innenna, 23a edizione. La vendemmia secondo tradizione. - Vigna Loc. Pischina
DALLE ORE 10 Dipingere con il Vino: performance di pittura dell’artista Mauro Patta. - Salone dei vini
ORE 10:30 S’abbardente: Dimostrazione distillazione delle vinacce. - Centro storico
ORE 11 Visita guidata alla Cantina del Mandrolisai.
ORE 11 Su muscadeddu: dimostrazione della lavorazione del moscato. - Centro storico
ORE 11 Rientro del carro a buoi dalla vigna e degustazione dell’uva e del vino del Mandrolisai. - Piazza della Vittoria
ORE 12 Sa catziadura: pigiatura dell’uva. - Centro storico
DALLE ORE 13 FINO A SERA Intrattenimento musicale itinerante. - Centro storico
ORE 15 S’iscupadura e sa prentzadura (svinatura e torchiatura del mosto). - Centro storico
ORE 15 Dimostrazione della realizzazione delle botti in legno. - Centro storico
ORE 16 S’iscupadura e sa prentzadura (svinatura e torchiatura del mosto) - Centro storico
ORE 17 Premiazione ufficiale dei vini vincitori del Concorso Enologico Wine and Sardinia – III edizione - Salone dei vini, piazza Concas
ORE 18 Balli in piazza con l’organettista Costantino Lai.
ORE 21 Chiusura cortes.



INFORMAZIONI:
web: http://www.comune.sorgono.nu.it
Comune di Sorgono - Tel. 0784 622520 / 21






DOVE MANGIARE E DOVE DORIMIRE A SORGONO



MANGIARE A SORGONO

  • Albergo Ristorante “Villa Fiorita” – Viale Europa, 2 Sorgono Tel 0784/60129
  • Trattoria “Su Connottu” – C.so IV Novembre Sorgono Tel 3497276140 – 3427782519
  • Pizzeria “Da Fabrizio” C.so IV Novembre,12 – Sorgono Tel. 3489348591
  • Gastronomia – Pizzeria “La cantina” Via G.M. Bellu, 1 – Sorgono Tel. 0784/60711
  • Locanda “Sa Lumenaria” Viale Stazione, 5 Sorgono Tel. 3496205182
  • Agriturismo “Pranu”– Località Su Pranu Sorgono Tel. 3487942588
  • Agriturismo “S. Mauro” – Località S. Mauro Tel 3887431923






DORIMIRE A SORGONO

  • Albergo Ristorante “Villa Fiorita” – Viale Europa, 2 Sorgono Tel 0784/60129
  • Locanda “Sa Lumenaria” Viale Stazione, 5 Sorgono Tel. 3496205182
  • Agriturismo “Pranu”– Località Su Pranu Sorgono Tel. 3487942588
  • Agriturismo “S. Mauro” – Località S. Mauro Tel. 3887431923
  • Bed & Breakfast “Pietro e Graziella” – Via Emilia, 6 Sorgono Tel 0784/60581
  • Bed & Breakfast “S’Alasi” – Corso IV Novembre, 26 Sorgono Tel. 3478239868





* Se prenoti avvisa che arrivi dal Portale www.leviedellasardegna.eu

Sorgono Autunno in Barbagia 24 25 26 ottobre 2014.
Sorgono Sa innenna, La vendemmia. Sorgono Cortes Apertas "S'innenna" La vendemmia 24/25/26 Ottobre 2014.
Sorgono, Cortes apertas Sa innenna, La vendemmia 24 25 26 Ottobre 2014 Autunno in Barbagia a Sorgono.
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