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Valledoria :: Negli ultimi trent'anni Valledoria si è sviluppata in senso turistico, grazie alla realizzazione di numerose strutture ricettive e l'ampliamento dei servizi offerti ai turisti.

Località Sarde > Sassari


Valledoria, Biblioteca comunale esterno.
Barca al tramonto, foce del Coghinas.

Valledoria
Valledoria si trova nel Golfo dell'Asinara, a metà strada fra Santa Teresa Gallura e Porto Torres. Situato presso la foce del Coghinas è un grande centro di importanza turistica. Nell'economia del comune assume una notevole importanza la coltivazione dei carciofi, promossa durante il mese di aprile con iniziative culturali e mostre.

Abitanti: 3.736
Superficie: kmq 25,90
Provincia: Sassari
Municipio: Corso Europa - tel. 079 5819000
Cap: 07039
Guardia medica: via Caprera, 1 - tel. 079 582132
Polizia municipale: Corso Europa - tel. 079 583108
Ufficio postale: via Ampurias - tel. 079 582102
Biblioteca: Corso Europa - tel. 079 5819029

Stemma di Valledoria

Curiosità e Informazioni turistiche su Valledoria

Ubicata nel Golfo dell'Asinara, a nord di Castelsardo, Valledoria nasce nel 1961 dall'unione di alcune frazioni di Castelsardo e Sedini, su quello che era il sito dell'antica città romana di Codes. Il toponimo significa Valle dei Doria, la nobile famiglia ligure che verso il XIII secolo edificò, per difendere i suoi possedimenti, il castello che ancora oggi troneggia sulla vallata attraversata dal fiume Coghinas.
Negli ultimi trent'anni Valledoria si è sviluppata in senso turistico, grazie alla realizzazione di numerose strutture ricettive e l'ampliamento dei servizi offerti ai turisti, che possono qui trovare incantevoli spiagge e molte occasioni di divertimento. Il paese, inoltre, rappresenta una posizione eccezionale come punto di partenza per brevi gite tra le bellezze storico-artistiche e naturalistiche del Nord Sardegna e lo stesso paesaggio selvaggio che incornicia il borgo.

Valledoria offre al turista
20 chilometri di spiagge meravigliose, che uniscono le scogliere di Castelsardo alle rocce dell' Isola Rossa. È possibile, inoltre, immergersi nelle sue acque azzurre per effettuare delle piacevoli escursioni subacquee o praticare il windsurf, in modo da trascorrere sui litorali della zona una vacanza di grande divertimento e suggestione. Il paese offre, per chi amasse un tuffo nella natura, dei dintorni di assoluto fascino costellati di lussureggianti foreste, fiumi e laghi dalle acque scintillanti e montagne che deliziano grazie ai loro magnifici panorami. D'inverno la zona, inoltre, è frequentata da varie specie ornitologhe, come anatidi, gabbiani e aironi, mentre lungo gli argini del fiume, nel folto canneto, tra giunchi, larici, tife, tamarici e qualche salice, si ritrovano abbondanti nidificazioni del suffeto, del porciglione, della folaga e della gallinella d'acqua.



Festa di San Giuseppe

In numerose località della Sardegna, quali Giba, Valledoria, Trinità d'Agultu, Nuoro, Tula, Buddusò, Siniscola, il 19 marzo si festeggia San Giuseppe, venerato quale simbolo della paternità. Si tratta nella maggioranza dei casi di sagre campestri dove, dopo le cerimonie religiose, viene offerto il pranzo a tutti i partecipanti, con l'immancabile contorno di manifestazioni folkloristiche e musicali. San Giuseppe, padre putativo di Gesù, è fra i santi più venerati e popolari in Italia e nel mondo. Il suo antichissimo culto si diffuse in Occidente nel IX secolo ed entrò nella liturgia a partire dal XV secolo. Papa Gregorio XV, nel 1621, istituì la festa del precetto di San Giuseppe il 19 marzo. Nel 1955, infine, Pio XII stabilì che in concomitanza con la festa laica del lavoro, il 1 maggio si celebrasse anche la solennità di San Giuseppe lavoratore. È protettore dei falegnami, degli artigiani e dei padri di famiglia.
Chiesa di "San Giuseppe" (foto a lato)
Indirizzo: Loc. La Teula 07039 Valledoria.
La chiesetta è stata costruita dai fratelli Stangoni tra il 1917 e il 1920. Restaurata alla fine degli anni ’80. È sempre stata riconosciuta come chiesa padronale ed è ancora di proprietà degli eredi Stangoni. Negli anni ’20, abbandonata la chiesetta di S. Pietro a Mare, i codaruinesi seguivano qui lo svolgimento delle funzioni religiose.

Chiesa campestre di San Giuseppe, Valledoria, Festa di San Giuseppe.

Chiesa di "San Pietro Celestino"
Indirizzo: Loc. San Pietro a Mare, 07039 Valledoria (SS).
La si fa risalire ad una chiesa dell’antica città di Ampurias, sede di diocesi che tuttora conserva tale nome, con sede a Castelsardo. Restaurata negli anni 70, presenta una facciata in granito a vista, con archetto sopra il portale e un campaniletto sull’ingresso principale. Nei pressi è ancora visibile un grosso muro, che potrebbe appartenere alla cattedrale o ad un muro di cinta della città antica. Numerosi reperti ritrovati attorno alla chiesa e nella scarpata retrostante che da sul Coghinas, avvalorano l’ipotesi che in zona vi fosse un ricco porto commerciale fin dal periodo della Roma imperiale. Al suo interno, fino ad alcuni anni fa, era custodita la statua lignea di S. Pietro Apostolo (XVII secolo). Tale statua, ora restaurata, è custodita nella chiesa di Valledoria. Fino agli anni ’20 questa è stata l’unica chiesa dove gli abitanti di Codaruina assistevano alle cerimonie e ricevevano i sacramenti.

Chiesa di  San Pietro Celestino, Valledoria
Fiume Coghinas Valledoria
Valledoria, fontana nellla piazza del paese.

Storia di Valledoria

Ubicata nel Golfo dell'Asinara, Valledoria nasce nel 1961 dall'unione di alcune frazioni di Castelsardo e Sedini, su quello che era il sito dell'antica città romana di Codes. Il toponimo significa Valle dei Doria, la nobile famiglia ligure che verso il XIII secolo edificò, per difendere i suoi possedimenti, il castello che ancora oggi troneggia sulla vallata attraversata dal fiume Coghinas. Dal secolo XI fino al 1272, l'area di Valledoria fece parte del giudicato di Torres della curatoria di Anglona. Passato alla famiglia genovese dei Doria, nella seconda metà del Duecento, dopo la conquista aragonese la valle del Coghinas fu colpita da epidemie catastrofiche (secolo XV) che portarono allo spopolamento di queste terre. Solo nel 1434 gli Aragonesi riuscirono a strappare ai Doria la baronia di Coghinas, che comprendeva i villaggi spopolati di Casteldoria, Coghinas, Monte Furcadu, Viddalba e l'Isola Rossa. La baronia venne quindi acquistata all'asta nel 1443 da Angelo Cano, cognato del Centelles. Dopo la sua morte il Coghinas venne riacquistato nel 1447 dallo stesso Centelles. Da allora fino al 1843 le vicende del territorio di Valledoria furono legate alla signoria di Oliva. In quel periodo l'amministrazione della baronia era affidata a un podestà residente a Sedini. Verso la metà dell'Ottocento si ebbe la ripresa demografica, come in tutta la bassa gallura, grazie all'afflusso di famiglie galluresi da Aggius e Tempio Pausania che occuparono le vaste pianure deserte e fertilissime, dando vita all'insediamento di Codaruina, oggi Valledoria centro. Codaruina, nel 1960, si rese Comune autonomo con il nome di Valledoria, includendo le frazioni di La Muddizza, La Ciaccia, San Pietro, Baia Verde e Maragnani, il cui territorio era compreso nei comuni di Sedini e Castelsardo. Negli anni Trenta di questo secolo la zona conobbe uno sviluppo grazie all'opera di bonifica idraulica e regolamentazione delle acque, culminata con la costruzione dell'invaso di Casteldoria. Nel 1983 si è staccata la frazione di Santa Maria Coghinas divenuta comune autonomo. Dopo tale distacco , Valledoria è andato sempre più identificandosi con Codaruina. Il significato di quest'ultimo, "terreno terminale della rovina", rimanda probabilmente alle rovine del centro costiero medioevale di Ampulia, sulla foce del Coghinas, prima sede della diocesi di Ampurias.

Tradizioni

Valledoria vanta una ricca tradizione gastronomica che si può apprezzare durante le diverse feste campestri e le sagre, come quella del carciofo. Per quanto riguarda l'artigianato particolarmente raffinata è la lavorazione orafa e quella del corallo. Si conservano inoltre le tradizioni molto antiche della Settimana Santa.

Territorio

Valledoria si trova presso la foce del fiume Coghinas, importante polo naturalistico a livello europeo. Intorno al tratto terminale del corso del fiume vi sono 20 km circa di spiaggia che uniscono le scogliere di Castelsardo alle rocce dell'Isola Rossa. Dietro le dune di sabbia che comprendono il tratto di costa, nella piana di Valledoria si trovano ampie paludi, luogo ideale per numerose specie di uccelli.
Le acque del Coghinas prima di immettersi in mare attraversano una depressione formando un ristagno di oltre 50 ettari, luogo frequentato da anatidi, morelle, germani reali, mestoloni, alzavole, canapiglie, fischioni, aironi cinerini e gabbiani. Si trovano inoltre, tra i canneti, diverse specie di uccelli come il tuffetto, il porciglione, la folaga, la gallinella d'acqua. Anche la fauna acquatica è molto ricca e varia, nell'acqua salmastra della foce si possono trovare una grande varietà di pesci tra i quali spigole e cefali.

Vela

Valledoria ha un fortissimo potenziale per gli sport velici. Vengono assiduamente praticati windsurf e kite surf, oltre ad una nascente attività velica su derive, promossa da una Associazione ambientale onlus, Associazione Playa Sardinia, che nell'ottica di stimolare attività di educazione ambientale promuove corsi di vela su derive a Valledoria, partendo dalla base sul fiume Coghinas. Meta da sempre dei windsurfisti di tutta Europa, la frazione de La Ciaccia è particolarmente rinomata per il wave riding con mare formato dal maestrale. Nella spiaggia di San Pietro sono invece possibili salti e surfate a tutta velocità, con vento di grecale. Il territorio è particolarmente favorito da un clima mite e temperato durante tutto l'anno, ed un'alta frequenza di giornate al mese con vento sopra i 12 nodi e questo rende le condizioni meteo particolarmente attrattive per i principianti ed i velisti esperti.

Valledoria, windsurf e kitesurf sul fiume Coghinas.
Panoramica della Spiaggia di Valledoria La Ciaccia spiaggia.

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