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Budoni :: Piccolo comune dell'alta Baronia, sorge in un'area pianeggiante di origine alluvionale soggetta durante il periodo delle piogge abbondanti, alle piene dei vari ruscelli che vi confluiscono. Si trova sulla costa tirrenica dell'isola ed è dotato di un attrezzato porto turistico.

Località Sarde > Olbia Tempio


Budoni spiagge e pinete a ridosso della collina
Spiaggia di Budoni Provincia di Olbia Tempio.

Budoni
Piccolo comune dell'alta Baronia, sorge in un'area pianeggiante di origine alluvionale soggetta durante il periodo delle piogge abbondanti, alle piene dei vari ruscelli che vi confluiscono. Si trova sulla costa tirrenica dell'isola ed è dotato di un attrezzato porto turistico.

Abitanti: 4.812 al 31-12-2008 (ISTAT)
Superficie: kmq 55,57
Provincia: Olbia-Tempio
Municipio: via Nazionale, 140 - tel. 0784 844007
Guardia medica: (San Teodoro) tel. 0784 866104
Polizia municipale: via Nazionale, 140 - tel. 0784 843001
Biblioteca: piazza Giubileo, 1 - tel. 0784 843014
Ufficio postale: via Nazionale, 139 - tel. 0784 844029
Nome abitanti: budonesi
Santo patrono: S. Giovanni Battista
Giorno festivo: 29 agosto

Stemma di Budoni (OT)
La vetrina delle Aziende Sarde
Budoni spiaggia di Ottiolu, vacanze a Olbia Tempio.

Le Frazioni di Budoni:


San Lorenzo: Il toponimo è di origine medioevale e ci rimanda al periodo dei monaci Cistercensi, questa frazione, posta sulla collina, gode della visione di valli ad oriente e ad occidente ha terreni fertili per la produzione cerealicola e per il pascolo di armenti.
Solità: L'origine ed il significato del suo nome ci ricorda il Sole, infatti la morfologia del suo territorio è in piena esposizione solare. Ciò diventa affascinante credere che nell'antichità questa zona fosse dedicata all'astro celeste e che i resti, primitivi, sulla collina di fronte, fossero del tempio dedicato al sole.
San Gavino: L'abitato di San Gavino, a meno di un chilometro da Solità, si trova ad est di quest'ultimo agglomerato. Situato sulla collina in ottima posizione, il sito viene dedicato a San Gavino in periodo medioevale.
Limpiddu: Questo toponimo ha un'origine semitica. La frazione, anch'essa situata su una collina, ha inglobato le tracce di un antichissimo insediamento. Limpiddu in gallurese significa pascoli autunnali.
Tanaunella (S'iscala - Muriscuvò): Fra tutte le frazioni Tanaunella è quella che gode del panorama vista mare più ampio. Anticamente, forse in periodo nuragico, il suo abitato scendeva fino alla spiaggia tenendo un buon rapporto con gli stranieri e fra i popoli per gli scambi che le venivano dal mare.Il suo centro storico è stato rinnovato quasi completamente, tuttavia resta il vecchio impianto urbanistico che presenta tutte le caratteristiche del villaggio nuragico per le sue viuzze a chiocciola che si arrampicavano verso l'alto, e sempre nella parte alta la chiesa ha preso il posto forse di un nuraghe. Infatti dal suo punto più elevato si vede il nuraghe sopra Porto Ottiolu ad est e quello di S'Iscala - Muriscuvò ad ovest.
Agrustos: Piccola frazione al confine del territorio fra i comuni di San Tedodoro e Budoni assume un'importanza strategica per le vie d'accesso che ha dal mare verso terra. Una via d'accesso, con approdo sicuro e protetto è quello fra l'isolotto e Porto Ottiolu, l'altro, fra l'isolotto e la pineta, con approdo più difficile, ma diretto verso il paese. Porto Ottiolu lo è solo dal 1988 perché è stato costruito all'interno di uno stagno asciutto in estate e con acqua salata in inverno. Tuttavia, nonostante le sia stato creato un porticciolo turistico, il territorio non ha subito particolari modifiche, in quanto sono ancora evidenti le tracce di un glorioso passato dal nuragico al punico-romano. A Porto Ottiolu sono state costruite parecchie case che nei mesi estivi si riempiono raggiungendo la presenza di circa tremila abitanti. Agrustos, ad appena 500 metri dalla spiaggia, conserva vestigia preistoriche e storiche. Di estremo interesse è il percorso subacqueo che si può fare tra Punta li Tulchi e Baia S. Anna dove in un fondale di pochi metri si riconoscono tracce del periodo punico-romano ma anche medioevale.
Ludduì: Toponimo di origine semita si presta a diverse interpretazioni le quali potrebbero essere tutte attendibili.La frazione ha una prerogativa ed è quella di essere in luogo alto e panoramico sotto la Punta Ultia dando una certa sicurezza a colui che voleva pernottare.Il nome di Ludduì potrebbe nascere anche dall'assemblaggio di diversi vocaboli essendo un sito salubre, ventilato, panoramico, protetto.La ricchezza di acqua dolce in tutto il territorio circostante fa pensare che vi potesse essere un andirivieni di rifornimenti di acqua per le navi di passaggio.
Berruiles: Berruiles, nascosto ad ovest della collina di Punta Ultia, insieme alle micro frazioni di San Silvestro, Nuditta e Maiorca formano un agglomerato di origine medioevale.Questi piccoli siti formano l'aureola al Comune di Budoni che è il baricentro di tutte le 24 frazioni.Il toponimo di Berruiles potrebbe significare luogo nascosto o protetto, dove si potevano allevare armenti.La presenza di macine romane attesta che il luogo è stato abitato fin dall'antichità.San Silvesto è posto a circa trecento metri a sud di Berruiles e porta il nome di un grande Papa.La frazione di Nuditta porta un toponimo che vuole significare spoglia, ciò potrebbe essergli confacente in quanto il sito venne completamente spogliato degli alberi per fare carbone.Infine Maiorca è di origine spagnola e vuol dire la più estesa.
Strugas: La radice potrebbe significare nascosto alla vista, ma anche ricco di acque da bere.In ogni caso la frazione è fisicamente adagiata sui fianchi di due colline sovrastate dai boschi.Strugas ad oltre 200 m.s.m è un luogo ben riparato dal maestrale e da altri venti e gode di un vasto panorama.
San Pietro: La frazione è il tipico borgo che si sviluppa in periodo medioevale. Essa nasce e cresce attorno ad un luogo di culto, forse nuragico, i recinti costruiti attorno alla chiesetta, rifatta, portano le tracce evidenti di un antico passato.San Pietro si trova a circa 4 Km dal mare è in un luogo protetto e la strada che l'attraversa porta verso le colline più alte.Il suo nucleo originale deve essere sorto intorno alla chiesa e le sue case più antiche sono costruite con materiale di recupero da antichi conci in trachite e basalto. Il sito è pieno di boschi e di vegetazione, vi crescono ulivi centenari e lecci, in fondo alla valle vi scorre un rio sempre colmo d'acqua, di conforto alla grande quantità di bestiame che vi pascola.
Tamarispa: La frazione a nord-ovest del nucleo abitativo di San Lorenzo è formata da un gruppo di case sorte al lati della strada statale San Pietro - Brunella - San Lorenzo; essa è stata interamente recuperata e restaurata fra gli anni Ottanta e Novanta de secolo scorso, le tracce della sua antica storia si leggono nella sua antropologia e nei volti dei suoi abitanti.Gli abitanti hanno scelto di insediarsi in un luogo di passaggio ben attenti a non perdere di vista il mare di Posada; questa gente ha un carattere mite ed è sempre ben disposta allo scambio ed al commercio.

Questo testo è tratto dal Sito del Comune di Budoni




La costa...un giallo spinoso. Budoni (OT).


Testo di Eugenia Tognotti

Budoni Situato lungo la strada Statale 125 “Orientale Sarda”, la romana Iter a Portu Tibulis Caralis (per litus orientale), a 36 chilometri da Olbia, a 15 chilometri da Posada, Budoni è l'insediamento più recente della costa nord-orientale della Sardegna: il primo abitante del centro è, infatti, nato nel 1915. In quell'anno tutto l'abitato di Budoni era costituito da una cantoniera dell'ANAS, da un mulino, dalla chiesa di San Giovanni Battista e da poche case di pastori venuti da Buddusò a cercare pascoli invernali nelle brevi pianure cespugliose che separano la Gallura dalla Baronia. La crescita di Budoni, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, è legata a una vantaggiosa posizione, che ha funzionato da forza centripeta per la popolazione
dei numerosi piccoli villaggi dell'agro a nord di Budoni (Agrustos, Berruiles, Straulas, Strugas) e a sud (Brunella, Limpiddu, Solità, San Pietro, Talavà, Tamarispa, Tanaunella) che danno a questa zona i caratteri originali di quell'habitat disperso che la vicina Gallura è andata perdendo in questi ultimi decenni di crescita tumultuosa del turismo.
Le origini L'ipotesi secondo la quale il toponimo Budoni deriverebbe dall'antico Portus Liguidonis dell'Itinerario antoniniano è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi, alcuni dei quali la respingono argomentando che la distanza che separa Olbia dall'attuale paese di Budoni porterebbe ad escludere che la stazione stradale della strada romana da Tibula a Caralis chiamata Portus Liguidonis (o secondo alcuni codici Luguidonis, Luquidonis) coincida con Budoni; e che il porticciolo si trovasse sul riu Budoni che oggi costeggia il paese e sfocia in mare nella baia di Sant'Anna dove sono presenti i resti di un nuraghe (Su Nuraghe a Mare). Più fondata la spiegazione che fa riferimento alla dizione locale budùne, riconducendo il toponimo alla voce logudorese (b)uda, cioè sala, erba palustre. Appartenente al giudicato di Gallura e alla curatoria di Posada, l'agro budonese conobbe nei secoli XIV e XV l'impoverimento demografico a cui andò incontro tutta la Gallura costiera, dominata dalla malaria ed esposta alle incursioni barbaresche e a periodiche epidemie di peste e di colera in un quadro caratterizzato da una profonda crisi dell'economia agricola inserita in quella più generale che interessava tutta l'Europa. Del regresso demografico e della desertificazione delle campagne galluresi del secolo XVI dà conto, nella parte dedicata alle diocesi di Civita e Galtellì, lo storico del Cinquecento Gian Francesco Fara che nella sua opera geografica (Chorographia Sardiniae) parla della «vasta distesa delle deserte campagne» («agrum longe lateque vacantem»). La ripresa demografica della Gallura comincia a profilarsi a partire dal secolo XVIII: le spopolate zone costiere della Gallura settentrionale e orientale acquistano progressivamente popolazione, proveniente da alcuni centri dell'interno e dalla Corsica. In più «nell'agro budonese – afferma lo storico olbiese Dionigi Panedda – si rileva una terza corrente migratoria. Proveniente in massima parte da Buddusò ha interessato la costa, le intermedie zone interne di Berchiddeddu (dove si sono stanziati anche molti galluresi) e di Padru».
Ma una quarta corrente migratoria dovette mettersi in moto nel corso dell'Ottocento, quando il territorio di Budoni (frazione di Posada) venne ad assumere la fisionomia che in parte conserva ancora oggi con le ventitré piccole frazioni che fanno da corona a Budoni.
Il paese La cittadina, cresciuta lungo la direttrice segnata dalla strada statale 125, l'importante arteria che collega Cagliari con Palau, diviene comune autonomo nel 1959. Lo sviluppo turistico è arrivato nel corso degli anni Settanta. Tra il 1971 ed il 1981 il numero delle abitazioni non occupate (in gran parte seconde case per le vacanze) è cresciuto del 308%. La forma e la morfologia del centro riflettono questo tipo di crescita: le grandi case nuove non hanno più niente in comune (né lo stile, né il materiale, né i colori) con le semplici case degli antichi villaggi della Gallura. In esse è ben visibile invece l'influsso delle banali tipologie mutuate dalla più corrente moda architettonica diffusa nei villaggi turistici mediterranei di recente costruzione. Le case, i ristoranti, gli alberghi, i negozi che si affacciano sulla strada principale testimoniano del benessere che il turismo ha diffuso nella zona. Budoni ha visto gradatamente crescere la sua popolazione negli ultimi decenni.
L'economia L'incremento negli ultimi decenni del tasso di attività e il drastico calo della popolazione addetta all'agricoltura attestano delle trasformazioni che il turismo ha portato nell'economia della zona, in cui però il turismo non è ancora il settore prevalente, come dimostrano altri indicatori dello sviluppo. Accanto al turismo (in cui è presente una vivace imprenditoria locale) e ad un terziario in sviluppo sopravvive intatta una agricoltura assai prospera che ha addirittura sottratto terreno al pascolo (il 44% del suolo coltivabile è occupato da seminativi, il 6,8% dalle colture legnose, olivo e vite) e che lega alla terra una parte consistente della popolazione; gli stazzi, che nella vicinissima Gallura sono pressoché scomparsi, resistono qui accanto ai villaggi turistici che si rincorrono tra San Teodoro e Budoni e conferiscono un aspetto del tutto originale al suo territorio.
La cultura e le tradizioni La particolare posizione geografica “di confine” tra la Gallura e la Baronia, così come le vicende storiche dei villaggi dell'agro budonese che facevano parte nel Medioevo della curatoria di Posada e della diocesi di Civita (Terranova-Olbia) e, successivamente, della Baronia di Posada e della diocesi di Galtellì, hanno singolarmente e curiosamente segnato i costumi, i modi di vita, il dialetto. Se nei villaggi al confine della Gallura si parla il gallurese, in quelli al di là di Budoni prevale il logudorese. Qui li saldi, dall'altra parte sos corsesos. Nel giro di pochi chilometri si trasforma radicalmente anche il modo di fare il pane: lu coccu dei galluresi non ha niente a che fare con su pane carasau di li saldi all'interno della Sardegna. Così pure radicalmente diverse erano le tradizioni e le usanze di momenti più importanti della vita sociale della comunità: la nascita, il matrimonio, la morte. Soltanto in alcuni villaggi, ad esempio, era diffusa fino a pochi anni fa la gentile e complicata usanza gallurese che è la pricunta, una lunga, seria, argomentata, straordinariamente suggestiva discussione tra lo sposo (all'affannosa ricerca di una “colomba” o di una “agnellina” perduta) e i parenti della sposa in ansiosa attesa nella casa dei genitori. Né li saldi seguivano la consuetudine diffusa tra i più facoltosi dei galluresi di uccidere, in occasione della morte di un congiunto, un capo di bestiame per la multàsgia, il pranzo da offrire a parenti e amici il giorno dei funerali. Soltanto all'anniversario della morte veniva uccisa una bestia, la cui carne andava distribuita tra i poveri della zona (sa limosina). “Sardi” e “galluresi” si ritrovano però tutti insieme in occasione delle numerose sagre locali che si susseguono in primavera nei villaggi più piccoli; ma soprattutto nella festa “grande”, quella che fino a pochi anni fa segnava per quasi tutti la data di inizio dell'annata agraria e che ora chiude il periodo più movimentato della stagione turistica di alberghi e ristoranti: la festa di san Giovanni Battista, che si svolge il 29 agosto di ogni anno.


Battuta di caccia nel nuorese, comune di Budoni.

DOVE LE PERNICI “OCCORRONO PASSO PASSO”

I cacciatori trovano in molti luoghi occupazione, e non perdono la fatica. I cervi, i cinghiali e i daini sono in gran numero, in alcuni siti alti anche i mufloni. Vedonsi nelle regioni montuose le grandi specie degli uccelli, aquile, avvoltoi ecc. Le acque de’ fiumi e degli stagni sono popolate da grosse torme di uccelli. Le pernici occorrono passo passo.

Testo di Vittorio Angius

Budoni, esemplare di Luì piccolo.
Budoni, pigliamosche

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